Salta al contenuto
Note per Studenti Funzione generatrice dei momenti

Funzione generatrice dei momenti

In questa pagina 8
In questa pagina 7

Punto 6 del programma ("funzione generatrice dei momenti: definizione, proprietà e relazione con i momenti"). Prerequisiti: Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →, Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →. Seguito: Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica →.

L'idea

Calcolare E[X]E[X], E[X2]E[X^2], E[X3]E[X^3] uno per uno richiede ogni volta una serie o un integrale. E la legge di una somma di v.a. indipendenti richiede una convoluzione. La funzione generatrice raccoglie tutti i momenti in una sola funzione e trasforma la convoluzione in un prodotto. È lo stesso trucco della trasformata di LaplaceX(s) = integrale di x(t) e^(-st) dt: trasforma la convoluzione nel tempo in un prodotto.Trasformata di Laplace - definizione e regione di convergenza → nei circuiti: per una v.a. a.c. MX(t)=∫etxfX(x) dxM_X(t) = \int e^{tx} f_X(x)\,dx è la trasformata di Laplace bilatera della densità calcolata in s=−ts = -t.

Definizione

Definizione (funzione generatrice dei momenti). La funzione generatrice dei momenti (f.g.m.) di una v.a. XX è MX(t):=E[etX],t∈R,M_X(t) := E\big[e^{tX}\big], \qquad t \in \mathbb R, definita per i tt per cui il valore atteso è finito.

Esempio. X∼Be(p)X \sim \text{Be}(p): MX(t)=E[etX]=1−p+p etM_X(t) = E[e^{tX}] = 1 - p + p\,e^t.

etXe^{tX} è una funzione g(X)g(X) di XX con g(x)=etxg(x) = e^{tx} (tt è un numero fissato). Per il teorema fondamentale del valor medioLa media di g(X) si calcola sommando (o integrando) g(x) per la densità di X, senza trovare la legge di g(X).Valore atteso → la sua media si calcola con la densità di XX:

MX(t)=∑xetxpX(x) (discreta),MX(t)=∫etxfX(x) dx (a.c.).M_X(t) = \sum_x e^{tx} p_X(x) \ \text{(discreta)}, \qquad M_X(t) = \int e^{tx} f_X(x) \, dx \ \text{(a.c.)}.

Se XX assume infiniti valori la somma è una serieUna serie è la successione delle somme parziali s_n = a_0 + ... + a_n; la sua somma è il limite di s_n (converge, diverge o è irregolare). Proprietà generali e condizione necessaria: se la serie converge, gli addendi tendono a 0.Serie numeriche →, e nel caso a.c. l'integrale è in generale un integrale improprioL'integrale improprio (o in senso generalizzato) estende l'integrale definito a intervalli illimitati, ∫ da a a +∞ = lim per x→+∞ di ∫ da a a x, e a funzioni illimitate vicino a un estremo, ∫ da a a b = lim per x→a⁺ di ∫ da x a b. Se il limite è finito l'integrale converge, se è ±∞ diverge, se non esiste f non è integrabile in senso generalizzato. Si calcola con primitiva, integrale definito e poi limite. Per f ≥ 0 valgono il confronto e il confronto asintotico con le funzioni test 1/x^α: a +∞ convergono per α > 1, vicino a 0 per α < 1.Integrali impropri →: la f.g.m. esiste in tt quando questa serie o questo integrale converge.

Osservazioni.

  • MX(0)=E[1]=1M_X(0) = E[1] = 1 sempre.
  • etX>0e^{tX} > 0, quindi MX(t)∈(0,+∞]M_X(t) \in (0, +\infty]: il valore +∞+\infty è possibile, e allora MX(t)M_X(t) "non esiste" in quel tt.
  • L'insieme dei tt con MX(t)<∞M_X(t) < \infty è un intervallo che contiene 00. Perché intervallo: se MXM_X è finita in t1<t2t_1 < t_2, per ogni tt in mezzo etx≤et1x+et2xe^{tx} \le e^{t_1 x} + e^{t_2 x} (per x≥0x \ge 0 è più piccolo di et2xe^{t_2 x}, per x<0x < 0 di et1xe^{t_1 x}, perché t↦etxt \mapsto e^{tx} è monotonaFunzioni crescenti e decrescenti, legame tra stretta monotonia e iniettività, e simmetrie delle funzioni pari e dispari.Funzioni monotone, pari e dispari →), quindi MX(t)≤MX(t1)+MX(t2)<∞M_X(t) \le M_X(t_1) + M_X(t_2) < \infty. La f.g.m. è utile quando questo intervallo contiene un intorno di 00, cioè (−δ,δ)(-\delta, \delta) per qualche δ>0\delta > 0.

Esempi

Bernoulli Be(p)\text{Be}(p): XX vale 00 con probabilità 1−p1 - p e 11 con probabilità pp, quindi la somma ha due termini, M(t)=et⋅0(1−p)+et⋅1p=1−p+petM(t) = e^{t \cdot 0}(1 - p) + e^{t \cdot 1} p = 1 - p + pe^t.

Binomiale Bin(n,p)\text{Bin}(n, p): con il binomio di Newton(a + b)^n = Σ_{k=0}^n C(n,k) a^k b^(n−k).Binomio di Newton →, M(t)=∑k=0netk(nk)pk(1−p)n−k=∑k(nk)(pet)k(1−p)n−k=(1−p+pet)n.M(t) = \sum_{k=0}^n e^{tk} \binom nk p^k (1 - p)^{n-k} = \sum_k \binom nk (pe^t)^k (1 - p)^{n-k} = (1 - p + pe^t)^n. Nel secondo passaggio si è usato etkpk=(et)kpk=(pet)ke^{tk} p^k = (e^t)^k p^k = (pe^t)^k; la somma che resta è proprio lo sviluppo di (a+b)n(a + b)^n con a=peta = pe^t e b=1−pb = 1 - p. È la potenza nn-esima della f.g.m. della Bernoulli: non a caso, perché la binomiale è somma di nn Bernoulli indipendenti (vedi la proprietà delle somme sotto).

Poisson Poi(λ)\text{Poi}(\lambda): con la serie dell'esponenziale, M(t)=∑k≥0etke−λλkk!=e−λ∑k(λet)kk!=e−λeλet=eλ(et−1).M(t) = \sum_{k \ge 0} e^{tk} e^{-\lambda}\frac{\lambda^k}{k!} = e^{-\lambda}\sum_k \frac{(\lambda e^t)^k}{k!} = e^{-\lambda} e^{\lambda e^t} = e^{\lambda(e^t - 1)}. Il fattore e−λe^{-\lambda} non dipende da kk e esce dalla somma; poi etkλk=(λet)ke^{tk}\lambda^k = (\lambda e^t)^k. La somma rimasta è la serie esponenzialee^y = Σ_{k≥0} y^k / k!, convergente per ogni y reale.Serie di potenze e serie di Taylor → ∑k≥0ykk!=ey\sum_{k \ge 0} \frac{y^k}{k!} = e^y con y=λety = \lambda e^t, che converge per ogni yy: per questo MM è finita su tutto R\mathbb R. Infine e−λeλet=eλet−λ=eλ(et−1)e^{-\lambda}e^{\lambda e^t} = e^{\lambda e^t - \lambda} = e^{\lambda(e^t - 1)}.

Geometrica Geo(p)\text{Geo}(p): serie geometrica di ragione (1−p)et(1 - p)e^t, M(t)=∑n≥1etn(1−p)n−1p=pet1−(1−p)et,per (1−p)et<1, cioeˋ t<−ln⁡(1−p).M(t) = \sum_{n \ge 1} e^{tn} (1 - p)^{n-1} p = \frac{pe^t}{1 - (1 - p)e^t}, \qquad \text{per } (1 - p)e^t < 1, \text{ cioè } t < -\ln(1 - p). Passaggi. Si porta fuori petpe^t scrivendo etn=et⋅et(n−1)e^{tn} = e^t \cdot e^{t(n-1)}, e si pone m=n−1m = n - 1: ∑n≥1etn(1−p)n−1p=pet∑n≥1((1−p)et)n−1=pet∑m≥0qm,q=(1−p)et.\sum_{n \ge 1} e^{tn}(1 - p)^{n-1}p = pe^t \sum_{n \ge 1} \big((1 - p)e^t\big)^{n-1} = pe^t \sum_{m \ge 0} q^m, \qquad q = (1 - p)e^t. La serie geometricaΣ_{m≥0} q^m = 1/(1 − q) se abs(q) < 1, diverge a +∞ se q ≥ 1.Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica → ∑m≥0qm\sum_{m \ge 0} q^m vale 11−q\frac{1}{1 - q} se 0<q<10 < q < 1 e +∞+\infty se q≥1q \ge 1. La condizione (1−p)et<1(1 - p)e^t < 1 equivale (passando al logaritmoLa funzione esponenziale a^x (base positiva diversa da 1) e la sua inversa, il logaritmo in base a, con grafici e proprietà.Esponenziale e logaritmo →, che è crescente) a ln⁡(1−p)+t<0\ln(1 - p) + t < 0, cioè t<−ln⁡(1−p)t < -\ln(1 - p), un numero positivo perché 1−p<11 - p < 1. Ad esempio con p=12p = \frac12 la f.g.m. è finita per t<ln⁡2≈0,693t < \ln 2 \approx 0{,}693.

Esponenziale Exp(λ)\text{Exp}(\lambda): M(t)=∫0∞etxλe−λxdx=λ∫0∞e−(λ−t)xdx=λλ−t,t<λ.M(t) = \int_0^\infty e^{tx}\lambda e^{-\lambda x} dx = \lambda\int_0^\infty e^{-(\lambda - t)x} dx = \frac{\lambda}{\lambda - t}, \qquad t < \lambda. Passaggi. Si raccolgono gli esponenti, tx−λx=−(λ−t)xtx - \lambda x = -(\lambda - t)x. Per t<λt < \lambda la costante c=λ−tc = \lambda - t è positiva e l'integrale improprioL'integrale improprio (o in senso generalizzato) estende l'integrale definito a intervalli illimitati, ∫ da a a +∞ = lim per x→+∞ di ∫ da a a x, e a funzioni illimitate vicino a un estremo, ∫ da a a b = lim per x→a⁺ di ∫ da x a b. Se il limite è finito l'integrale converge, se è ±∞ diverge, se non esiste f non è integrabile in senso generalizzato. Si calcola con primitiva, integrale definito e poi limite. Per f ≥ 0 valgono il confronto e il confronto asintotico con le funzioni test 1/x^α: a +∞ convergono per α > 1, vicino a 0 per α < 1.Integrali impropri → si calcola come limite: ∫0∞e−cxdx=lim⁡R→+∞[−e−cxc]0R=lim⁡R→+∞1−e−cRc=1c,\int_0^\infty e^{-cx} dx = \lim_{R \to +\infty}\left[-\frac{e^{-cx}}{c}\right]_0^R = \lim_{R \to +\infty} \frac{1 - e^{-cR}}{c} = \frac1c, perché e−cR→0e^{-cR} \to 0. Moltiplicando per λ\lambda si ottiene λλ−t\frac{\lambda}{\lambda - t}. Per t≥λt \ge \lambda l'integrando e(t−λ)xe^{(t - \lambda)x} vale 11 (se t=λt = \lambda) o cresce (se t>λt > \lambda): non tende a zero e l'integrale vale +∞+\infty.

Gamma Γ(α,λ)\Gamma(\alpha, \lambda): la densità è λαΓ(α)xα−1e−λx\frac{\lambda^\alpha}{\Gamma(\alpha)}x^{\alpha - 1}e^{-\lambda x} per x>0x > 0, quindi M(t)=λαΓ(α)∫0∞xα−1e−(λ−t)xdx=λαΓ(α)⋅Γ(α)(λ−t)α=(λλ−t)α,t<λ.M(t) = \frac{\lambda^\alpha}{\Gamma(\alpha)}\int_0^\infty x^{\alpha-1}e^{-(\lambda - t)x}dx = \frac{\lambda^\alpha}{\Gamma(\alpha)} \cdot \frac{\Gamma(\alpha)}{(\lambda - t)^\alpha} = \left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^\alpha, \qquad t < \lambda. L'integrale è quello "che torna sempre" di Distribuzione gammaΓ(α, λ) ha densità λ^α x^(α−1) e^(−λx) / Γ(α) per x > 0, dove Γ(α) = ∫ x^(α−1) e^(−x) dx è la funzione Gamma (Γ(n) = (n − 1)!, Γ(1/2) = √π); media α/λ, varianza α/λ²; Γ(1, λ) = Exp(λ), e la somma di n esponenziali Exp(λ) indipendenti è Γ(n, λ), il tempo d'attesa dell'n-esimo evento.Distribuzione gamma →, ∫0∞xα−1e−cxdx=Γ(α)cα\int_0^\infty x^{\alpha - 1}e^{-cx}dx = \frac{\Gamma(\alpha)}{c^\alpha}, con c=λ−t>0c = \lambda - t > 0 (si ottiene con la sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → y=cxy = cx). Con α=1\alpha = 1 si ritrova l'esponenziale.

Gaussiana N(μ,σ2)N(\mu, \sigma^2): M(t)=eμt+12σ2t2,t∈R.M(t) = e^{\mu t + \frac12\sigma^2 t^2}, \qquad t \in \mathbb R. Calcolo per N(0,1)N(0, 1), completando il quadrato tz−z22=−(z−t)22+t22tz - \frac{z^2}{2} = -\frac{(z - t)^2}{2} + \frac{t^2}{2}: MZ(t)=∫12πetz−z2/2dz=et2/2∫12πe−(z−t)2/2dz=et2/2,M_Z(t) = \int \frac{1}{\sqrt{2\pi}} e^{tz - z^2/2} dz = e^{t^2/2}\int \frac{1}{\sqrt{2\pi}}e^{-(z - t)^2/2} dz = e^{t^2/2}, perché l'ultimo integrale è quello di una densità N(t,1)N(t, 1), cioè 11. Per X=μ+σZX = \mu + \sigma Z si usa la proprietà affine qui sotto.

Verifica del completamento del quadrato: −(z−t)22+t22=−z2−2tz+t22+t22=−z22+tz-\frac{(z - t)^2}{2} + \frac{t^2}{2} = -\frac{z^2 - 2tz + t^2}{2} + \frac{t^2}{2} = -\frac{z^2}{2} + tz ✓. Il fattore et2/2e^{t^2/2} non dipende da zz ed esce dall'integrale. Che l'integrale rimasto valga 11 si vede anche con la sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → w=z−tw = z - t (dw=dzdw = dz, gli estremi ±∞\pm\infty restano ±∞\pm\infty): diventa ∫12πe−w2/2dw=1\int \frac{1}{\sqrt{2\pi}}e^{-w^2/2}dw = 1, l'integrale della densità N(0,1)N(0,1) (Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →).

Grafico interattivo: F.g.m. dell'esponenziale Exp(1): M(t) = 1/(1 − t), finita solo per t < 1 ed esplosiva avvicinandosi a 1; M(0) = 1 e la tangente in 0 ha pendenza M'(0) = 1 = E[X]

Uniforme U(a,b)U(a, b): M(t)=etb−etat(b−a)M(t) = \frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)} per t≠0t \ne 0, M(0)=1M(0) = 1.

Passaggi. La densità vale 1b−a\frac{1}{b - a} su [a,b][a, b], quindi per t≠0t \ne 0, con la primitiva etxt\frac{e^{tx}}{t} di etxe^{tx} (Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integraleUna primitiva di f è una G con G' = f; due primitive differiscono per una costante, e l'integrale indefinito ∫f(x)dx = F(x) + k è l'insieme di tutte le primitive. La funzione integrale F_a(x) = ∫ da a a x di f è una primitiva di f continua (TFCI 2), e quindi ∫ da a a b di f = G(b) − G(a) per qualunque primitiva G (TFCI 1): gli integrali definiti si calcolano con le primitive.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →): M(t)=1b−a∫abetxdx=1b−a[etxt]ab=etb−etat(b−a).M(t) = \frac{1}{b - a}\int_a^b e^{tx}dx = \frac{1}{b - a}\left[\frac{e^{tx}}{t}\right]_a^b = \frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)}. In t=0t = 0 la formula dà 00\frac00, e il valore giusto è M(0)=E[e0]=1M(0) = E[e^0] = 1. È coerente: per il limite notevoleI limiti notevoli per le forme 0/0 (log(1+x)/x, (e^x − 1)/x, ((1+x)^α − 1)/x, sin x/x, (1 − cos x)/x², arctan x/x...) con le dimostrazioni, e la loro forma come asintoticità: log(1+f) ~ f, e^f − 1 ~ f, sin f ~ f, 1 − cos f ~ f²/2 quando f → 0.Limiti notevoli di funzioni → ey−1y→1\frac{e^y - 1}{y} \to 1, etb−etat(b−a)=b etb−1tb−a eta−1tab−a→b−ab−a=1(t→0),\frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)} = \frac{b\,\frac{e^{tb} - 1}{tb} - a\,\frac{e^{ta} - 1}{ta}}{b - a} \to \frac{b - a}{b - a} = 1 \quad (t \to 0), quindi MM è continua anche in 00 (è il prolungamento per continuitàIn un punto interno del dominio f può avere discontinuità di prima specie (salto), di seconda specie (limite infinito o inesistente) o eliminabile; in un punto fuori dal dominio, se i limiti destro e sinistro coincidono e sono finiti, f si prolunga per continuità. Limiti alla frontiera nello studio di funzione.Discontinuità e prolungamento per continuità → della formula). Se aa o bb è zero il termine corrispondente vale direttamente 00.

Proprietà

1. I momenti si ottengono derivando

Proprietà (momenti dalla f.g.m.). Se MXM_X è finita in un intorno di 00, allora XX ha tutti i momenti finiti e E[Xk]=MX(k)(0),k=1,2,…E[X^k] = M_X^{(k)}(0), \qquad k = 1, 2, \dots

Esempio. MX(t)=1−p+p etM_X(t) = 1 - p + p\,e^t ha MX′(t)=p etM_X'(t) = p\,e^t e MX′′(t)=p etM_X''(t) = p\,e^t (la derivata di ete^t è ete^t, le costanti hanno derivata 00), quindi MX′(0)=p=E[X]M_X'(0) = p = E[X] e MX′′(0)=p=E[X2]M_X''(0) = p = E[X^2]. Torna: X2=XX^2 = X perché XX vale solo 00 o 11, e Var(X)=p−p2=p(1−p)\text{Var}(X) = p - p^2 = p(1 - p).

Perché. Sviluppando l'esponenziale in serie e scambiando (lecito sotto questa ipotesi) serie e valore atteso: MX(t)=E[∑k≥0tkXkk!]=∑k≥0E[Xk]k!tk.M_X(t) = E\left[\sum_{k \ge 0} \frac{t^k X^k}{k!}\right] = \sum_{k \ge 0} \frac{E[X^k]}{k!} t^k. Il primo passaggio è lo sviluppo ey=∑k≥0ykk!e^y = \sum_{k \ge 0} \frac{y^k}{k!} (Sviluppi di Mac-Laurin notevoliTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli →) con y=tXy = tX; il secondo porta il valore atteso dentro la somma (linearità, estesa alla serie) e fuori i numeri tkk!\frac{t^k}{k!}. Il risultato è una serie di potenzeLe serie di potenze sono serie di funzioni della forma $\sum a_n(x-x_0)^n$. Esse convergono assolutamente all'interno del raggio di convergenza $\rho$ e uniformemente nei compatti interni, permettendo l'integrazione e la derivazione termine a termine.Serie di potenze e serie di Taylor → in tt, e una serie di potenze convergente vicino a 00 è la serie di Taylor della sua somma: il coefficiente di tkt^k è MX(k)(0)k!\frac{M_X^{(k)}(0)}{k!}. Confrontando i due coefficienti di tkt^k, E[Xk]k!=MX(k)(0)k!\frac{E[X^k]}{k!} = \frac{M_X^{(k)}(0)}{k!}, si ottiene la formula. Da qui il nome "generatrice dei momenti". In alternativa: derivare sotto il segno di integraleUn integrale dipendente da un parametro è F(y) = ∫ab f(x,y) dx. Se f è continua sul rettangolo [a,b]×[c,d], F è continua su [c,d] (quindi si può portare il limite sotto il segno di integrale: lim F(y) = ∫ lim f). Se anche ∂f/∂y è continua, F è derivabile e F'(y) = ∫ab ∂f/∂y (x,y) dx (derivazione sotto il segno di integrale, regola di Leibniz). Con estremi variabili, G(y) = ∫α(y)β(y) f(x,y) dx, vale G' = f(β,y)β' − f(α,y)α' + ∫ ∂f/∂y dx. Serve per calcolare integrali che non hanno primitiva elementare.Integrali dipendenti da parametri → (o di media), dkdtketX=XketX\frac{d^k}{dt^k} e^{tX} = X^k e^{tX} (ogni derivata rispetto a tt fa scendere un fattore XX), e porre t=0t = 0, dove e0=1e^{0} = 1.

Esempio (esponenziale): M(t)=λ(λ−t)−1M(t) = \lambda(\lambda - t)^{-1}, M′(t)=λ(λ−t)−2M'(t) = \lambda(\lambda - t)^{-2}, M′′(t)=2λ(λ−t)−3M''(t) = 2\lambda(\lambda - t)^{-3}. Ogni derivata usa la regola della catenaDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione → su (λ−t)−n(\lambda - t)^{-n}: la derivata è −n(λ−t)−n−1⋅(−1)=n(λ−t)−n−1-n(\lambda - t)^{-n-1} \cdot (-1) = n(\lambda - t)^{-n-1}, perché la derivata interna di λ−t\lambda - t è −1-1. In 00: E[X]=λ⋅λ−2=1λE[X] = \lambda \cdot \lambda^{-2} = \frac1\lambda, E[X2]=2λ⋅λ−3=2λ2E[X^2] = 2\lambda \cdot \lambda^{-3} = \frac{2}{\lambda^2}, Var(X)=E[X2]−E[X]2=2λ2−1λ2=1λ2\text{Var}(X) = E[X^2] - E[X]^2 = \frac2{\lambda^2} - \frac1{\lambda^2} = \frac{1}{\lambda^2} ✓. In generale M(k)(t)=k! λ(λ−t)−k−1M^{(k)}(t) = k!\,\lambda(\lambda - t)^{-k-1} e M(k)(0)=k!λkM^{(k)}(0) = \frac{k!}{\lambda^k}.

Esempio (Poisson): M(t)=eλ(et−1)M(t) = e^{\lambda(e^t - 1)}. Per la regola della catena la derivata è M(t)M(t) per la derivata dell'esponente, λet\lambda e^t: M′(t)=λetM(t)M'(t) = \lambda e^t M(t). Derivando questo prodotto con la regola del prodotto, M′′(t)=λetM(t)+λetM′(t)=λetM(t)+(λet)2M(t)M''(t) = \lambda e^t M(t) + \lambda e^t M'(t) = \lambda e^t M(t) + (\lambda e^t)^2 M(t). In 00, con M(0)=1M(0) = 1 ed e0=1e^0 = 1: E[X]=λE[X] = \lambda, E[X2]=λ+λ2E[X^2] = \lambda + \lambda^2, Var(X)=λ+λ2−λ2=λ\text{Var}(X) = \lambda + \lambda^2 - \lambda^2 = \lambda ✓.

Esempio (gaussiana standard): con y=t22y = \frac{t^2}{2} nella serie esponenziale, et2/2=∑m≥01m!(t22)m=∑m≥0t2m2mm!.e^{t^2/2} = \sum_{m \ge 0} \frac{1}{m!}\left(\frac{t^2}{2}\right)^m = \sum_{m \ge 0} \frac{t^{2m}}{2^m m!}. Compaiono solo potenze pari di tt, quindi il coefficiente di tkt^k con kk dispari è 00: i momenti dispari sono nulli (come ci si aspetta da una densità simmetrica rispetto a 00). Per k=2mk = 2m si confronta con E[Z2m](2m)!\frac{E[Z^{2m}]}{(2m)!}: E[Z2m](2m)!=12mm!  ⟹  E[Z2m]=(2m)!2mm!,\frac{E[Z^{2m}]}{(2m)!} = \frac{1}{2^m m!} \implies E[Z^{2m}] = \frac{(2m)!}{2^m m!}, cioè E[Z2]=22=1E[Z^2] = \frac{2}{2} = 1, E[Z4]=244⋅2=3E[Z^4] = \frac{24}{4 \cdot 2} = 3, E[Z6]=7208⋅6=15E[Z^6] = \frac{720}{8 \cdot 6} = 15.

2. Trasformazioni affini

Proprietà (trasformazioni affini della f.g.m.). MaX+b(t)=ebtMX(at).M_{aX + b}(t) = e^{bt} M_X(at).

Esempio. M2X+1(t)=etMX(2t)M_{2X + 1}(t) = e^{t} M_X(2t).

Perché: et(aX+b)=ebt⋅e(at)Xe^{t(aX + b)} = e^{bt} \cdot e^{(at)X} (proprietà delle potenze, eu+v=eueve^{u + v} = e^u e^v), e ebte^{bt} è un numero che esce dal valore atteso per linearità: E[et(aX+b)]=ebtE[e(at)X]=ebtMX(at)E[e^{t(aX + b)}] = e^{bt}E[e^{(at)X}] = e^{bt}M_X(at). Esempio: X=μ+σZX = \mu + \sigma Z (a=σa = \sigma, b=μb = \mu) ha MX(t)=eμtMZ(σt)=eμte(σt)2/2=eμt+σ2t2/2M_X(t) = e^{\mu t}M_Z(\sigma t) = e^{\mu t}e^{(\sigma t)^2/2} = e^{\mu t + \sigma^2 t^2/2}.

3. Somme di v.a. indipendenti

Proprietà (f.g.m. di una somma di indipendenti). Se XX e YY sono indipendenti, MX+Y(t)=MX(t) MY(t).M_{X + Y}(t) = M_X(t) \, M_Y(t).

Esempio. Due Be(p)\text{Be}(p) indipendenti: MX+Y(t)=(1−p+p et)2M_{X+Y}(t) = (1 - p + p\,e^t)^2, la f.g.m. di Bin(2,p)\text{Bin}(2, p).

Perché: et(X+Y)=etXetYe^{t(X + Y)} = e^{tX} e^{tY}, e per v.a. indipendenti la media del prodotto di funzioni di ciascuna è il prodotto delle medie: etXe^{tX} e etYe^{tY} sono funzioni di XX e di YY separatamente, quindi sono ancora indipendenti e E[etXetY]=E[etX] E[etY]E[e^{tX}e^{tY}] = E[e^{tX}]\,E[e^{tY}] (Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →). Più in generale, MX1+⋯+Xn=∏iMXiM_{X_1 + \dots + X_n} = \prod_i M_{X_i} (si aggiunge un addendo alla volta, per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione →). La convoluzione (un integrale) diventa un prodotto (un'operazione elementare): è la stessa proprietà della trasformata di Laplace e di quella di Fourier, per cui la trasformata di una convoluzioneIl supporto della convoluzione è la somma dei supporti, $\operatorname{rect}*\operatorname{rect}=\Lambda$, e due esponenziali causali danno $(e^{-bt}-e^{-at})/(a-b)$. Si calcola con il metodo grafico a casi (ribaltare, traslare, individuare gli intervalli di sovrapposizione). Proprietà: lineare, commutativa, associativa, $\delta$ è l'elemento neutro, la traslazione si somma, l'area è il prodotto delle aree.Calcolo della convoluzione e sue proprietà → è il prodotto delle trasformate.

4. La f.g.m. determina la legge

Teorema di unicità. Se MX(t)=MY(t)<∞M_X(t) = M_Y(t) < \infty per ogni tt in un intorno di 00, allora XX e YY hanno la stessa legge.

Esempio. Se MX(t)=et2/2M_X(t) = e^{t^2/2} in un intorno di 00, allora X∼N(0,1)X \sim N(0,1), perché è la f.g.m. di quella legge.

Dimostrazione non in programma. Combinato con la proprietà 3, dà un metodo rapido per trovare leggi di somme: si moltiplicano le f.g.m. e si riconosce il risultato nella tabella.

Applicazioni: somme notevoli in una riga

  • Poi(λ)+Poi(μ)\text{Poi}(\lambda) + \text{Poi}(\mu) indipendenti: eλ(et−1)eμ(et−1)=e(λ+μ)(et−1)e^{\lambda(e^t - 1)}e^{\mu(e^t - 1)} = e^{(\lambda + \mu)(e^t - 1)}, quindi Poi(λ+μ)\text{Poi}(\lambda + \mu).
  • Bin(n,p)+Bin(m,p)\text{Bin}(n, p) + \text{Bin}(m, p): (1−p+pet)n+m(1 - p + pe^t)^{n + m}, quindi Bin(n+m,p)\text{Bin}(n + m, p).
  • Bin(n,p)+Bin(m,p)\text{Bin}(n, p) + \text{Bin}(m, p) funziona solo con la stessa pp: con p≠qp \ne q il prodotto (1−p+pet)n(1−q+qet)m(1 - p + pe^t)^n(1 - q + qe^t)^m non è della forma (1−r+ret)n+m(1 - r + re^t)^{n+m} e la somma non è binomiale.
  • nn esponenziali Exp(λ)\text{Exp}(\lambda) indipendenti: (λλ−t)n\left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^n, quindi Γ(n,λ)\Gamma(n, \lambda) (è la f.g.m. della gamma con α=n\alpha = n).
  • N(μ1,σ12)+N(μ2,σ22)N(\mu_1, \sigma_1^2) + N(\mu_2, \sigma_2^2) indipendenti: eμ1t+σ12t2/2eμ2t+σ22t2/2=e(μ1+μ2)t+(σ12+σ22)t2/2e^{\mu_1 t + \sigma_1^2 t^2/2}e^{\mu_2 t + \sigma_2^2 t^2/2} = e^{(\mu_1 + \mu_2)t + (\sigma_1^2 + \sigma_2^2)t^2/2}, quindi N(μ1+μ2,σ12+σ22)N(\mu_1 + \mu_2, \sigma_1^2 + \sigma_2^2).

Confronta con i calcoli di convoluzione in Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →: qui non c'è nessun integrale.

Limiti: quando la f.g.m. non esiste

Se XX ha code "pesanti", MX(t)=+∞M_X(t) = +\infty per ogni t≠0t \ne 0. Esempio: la densità di Cauchy 1π(1+x2)\frac{1}{\pi(1 + x^2)}, per cui etxe^{tx} cresce esponenzialmente mentre la densità decresce solo come 1x2\frac{1}{x^2}. In dettaglio, per t>0t > 0: etxπ(1+x2)→+∞\frac{e^{tx}}{\pi(1 + x^2)} \to +\infty per x→+∞x \to +\infty (l'esponenziale batte ogni potenzaI limiti di base per sciogliere le forme indeterminate delle successioni: potenze, polinomi, il numero e, esponenziali, la gerarchia logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriale < n^n e la razionalizzazione.Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti →), quindi l'integranda è ≥1\ge 1 da un certo x0x_0 in poi e ∫x0∞≥∫x0∞1 dx=+∞\int_{x_0}^{\infty} \ge \int_{x_0}^\infty 1\,dx = +\infty (criterio del confrontoPer f ≥ 0 l'integrale improprio esiste sempre (finito o +∞); valgono il confronto e il confronto asintotico, basta che le ipotesi valgano vicino all'estremo problematico. Funzioni test: 1/x^α converge a +∞ per α > 1 e vicino a 0 per α < 1; 1/(x^α log^β x) aggiunge il caso α = 1, β > 1. Se f → L ≠ 0 a +∞ l'integrale diverge. Criterio dell'integrale: per f decrescente, la serie di f(n) e l'integrale da 1 a +∞ hanno lo stesso carattere.Criteri di convergenza per gli integrali impropri →); per t<0t < 0 si ragiona allo stesso modo su x→−∞x \to -\infty. Per v.a. di questo tipo la f.g.m. è inutile; la Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica → invece esiste sempre, perché ∣eiθX∣=1|e^{i\theta X}| = 1. È il motivo per cui nella teoria si preferisce la funzione caratteristica.

Tabella

Legge MX(t)M_X(t) dove è finita
Be(p)\text{Be}(p) 1−p+pet1 - p + pe^t R\mathbb R
Bin(n,p)\text{Bin}(n, p) (1−p+pet)n(1 - p + pe^t)^n R\mathbb R
Geo(p)\text{Geo}(p) pet1−(1−p)et\frac{pe^t}{1 - (1 - p)e^t} t<−ln⁡(1−p)t < -\ln(1 - p)
Poi(λ)\text{Poi}(\lambda) eλ(et−1)e^{\lambda(e^t - 1)} R\mathbb R
U(a,b)U(a, b) etb−etat(b−a)\frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)} R\mathbb R
Exp(λ)\text{Exp}(\lambda) λλ−t\frac{\lambda}{\lambda - t} t<λt < \lambda
Γ(α,λ)\Gamma(\alpha, \lambda) (λλ−t)α\left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^\alpha t<λt < \lambda
N(μ,σ2)N(\mu, \sigma^2) eμt+σ2t2/2e^{\mu t + \sigma^2 t^2/2} R\mathbb R

Errori comuni

  • Dimenticare il dominio: λλ−t\frac{\lambda}{\lambda - t} vale solo per t<λt < \lambda; per t≥λt \ge \lambda la f.g.m. è +∞+\infty, non un numero negativo.
  • Moltiplicare le f.g.m. senza indipendenza.
  • Derivare e non valutare in 00: E[Xk]E[X^k] è la derivata calcolata in t=0t = 0.
  • Confondere MaX(t)=MX(at)M_{aX}(t) = M_X(at) con aMX(t)aM_X(t).

Versione ripasso

L'idea

La f.g.m. raccoglie tutti i momenti in una sola funzione e trasforma la convoluzione in un prodottoSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →. Prerequisiti: Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →, Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →.

Definizione

La funzione generatrice dei momenti (f.g.m.) di una v.a. XX è MX(t):=E[etX],t∈R,M_X(t) := E\big[e^{tX}\big], \qquad t \in \mathbb R, definita per i tt per cui il valore atteso è finito.

MX(t)=∑xetxpX(x) (discreta),MX(t)=∫etxfX(x) dx (a.c.).M_X(t) = \sum_x e^{tx} p_X(x) \ \text{(discreta)}, \qquad M_X(t) = \int e^{tx} f_X(x) \, dx \ \text{(a.c.)}.

Osservazioni: MX(0)=1M_X(0) = 1 sempre, e MX(t)∈(0,+∞]M_X(t) \in (0, +\infty]. L'insieme dei tt con MX(t)<∞M_X(t) < \infty è un intervallo che contiene 00: la f.g.m. è utile quando questo intervallo contiene un intorno di 00.

Tabella delle f.g.m. notevoli

Legge MX(t)M_X(t) dove è finita
Be(p)\text{Be}(p) 1−p+pet1 - p + pe^t R\mathbb R
Bin(n,p)\text{Bin}(n, p) (1−p+pet)n(1 - p + pe^t)^n R\mathbb R
Geo(p)\text{Geo}(p) pet1−(1−p)et\frac{pe^t}{1 - (1 - p)e^t} t<−ln⁡(1−p)t < -\ln(1 - p)
Poi(λ)\text{Poi}(\lambda) eλ(et−1)e^{\lambda(e^t - 1)} R\mathbb R
U(a,b)U(a, b) etb−etat(b−a)\frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)} R\mathbb R
Exp(λ)\text{Exp}(\lambda) λλ−t\frac{\lambda}{\lambda - t} t<λt < \lambda
Γ(α,λ)\Gamma(\alpha, \lambda) (λλ−t)α\left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^\alpha t<λt < \lambda
N(μ,σ2)N(\mu, \sigma^2) eμt+σ2t2/2e^{\mu t + \sigma^2 t^2/2} R\mathbb R

Calcoli principali:

  • Binomiale: ∑ketk(nk)pk(1−p)n−k=∑k(nk)(pet)k(1−p)n−k=(1−p+pet)n\sum_{k} e^{tk}\binom nk p^k(1-p)^{n-k} = \sum_k \binom nk (pe^t)^k(1-p)^{n-k} = (1 - p + pe^t)^n, per il Binomio di NewtonLa formula per sviluppare (a+b)^n con i coefficienti binomiali.Binomio di Newton →.
  • Poisson: e−λ∑k(λet)kk!=e−λeλet=eλ(et−1)e^{-\lambda}\sum_k \frac{(\lambda e^t)^k}{k!} = e^{-\lambda}e^{\lambda e^t} = e^{\lambda(e^t - 1)}.
  • Esponenziale: λ∫0∞e−(λ−t)xdx=λλ−t\lambda\int_0^\infty e^{-(\lambda - t)x}dx = \frac{\lambda}{\lambda - t} per t<λt < \lambda; per t≥λt \ge \lambda l'integrale vale +∞+\infty.
  • Gamma: con ∫0∞xα−1e−cxdx=Γ(α)cα\int_0^\infty x^{\alpha - 1}e^{-cx}dx = \frac{\Gamma(\alpha)}{c^\alpha}, c=λ−tc = \lambda - t, si ottiene (λλ−t)α\left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^\alpha; con α=1\alpha = 1 si ritrova l'esponenziale.
  • Gaussiana standard: completando il quadrato tz−z22=−(z−t)22+t22tz - \frac{z^2}{2} = -\frac{(z - t)^2}{2} + \frac{t^2}{2}, MZ(t)=et2/2∫12πe−(z−t)2/2dz=et2/2M_Z(t) = e^{t^2/2}\int \frac{1}{\sqrt{2\pi}}e^{-(z-t)^2/2}dz = e^{t^2/2}, perché l'integrale è quello di una densità N(t,1)N(t, 1).
  • Geometrica: con q=(1−p)etq = (1 - p)e^t la serie è pet∑m≥0qmpe^t\sum_{m \ge 0} q^m, che converge per q<1q < 1, cioè t<−ln⁡(1−p)t < -\ln(1 - p).
  • Uniforme: per t≠0t \ne 0, 1b−a[etxt]ab=etb−etat(b−a)\frac{1}{b - a}\left[\frac{e^{tx}}{t}\right]_a^b = \frac{e^{tb} - e^{ta}}{t(b - a)}; in t=0t = 0 il valore è M(0)=1M(0) = 1, ed è il prolungamento per continuità.

Proprietà

1. I momenti si ottengono derivando

Se MXM_X è finita in un intorno di 00, allora XX ha tutti i momenti finiti e E[Xk]=MX(k)(0)E[X^k] = M_X^{(k)}(0), per k=1,2,…k = 1, 2, \dots

Perché. Sviluppando etX=∑ktkXkk!e^{tX} = \sum_k \frac{t^k X^k}{k!} e portando il valore atteso dentro la somma, MX(t)=∑kE[Xk]k!tkM_X(t) = \sum_k \frac{E[X^k]}{k!}t^k. Il coefficiente di tkt^k è MX(k)(0)k!\frac{M_X^{(k)}(0)}{k!}, da cui la formula. Alternativa: derivare sotto il segno di media, dkdtketX=XketX\frac{d^k}{dt^k}e^{tX} = X^k e^{tX}, e porre t=0t = 0.

Esempi.

  • Gaussiana standard, M(t)=et2/2M(t) = e^{t^2/2}: si sviluppa et2/2=∑mt2m2mm!e^{t^2/2} = \sum_m \frac{t^{2m}}{2^m m!}. I momenti dispari sono nulli e E[Z2m]=(2m)!2mm!E[Z^{2m}] = \frac{(2m)!}{2^m m!}: E[Z2]=1E[Z^2] = 1, E[Z4]=3E[Z^4] = 3, E[Z6]=15E[Z^6] = 15.
  • Esponenziale, M(t)=λ(λ−t)−1M(t) = \lambda(\lambda - t)^{-1}: M′(t)=λ(λ−t)−2M'(t) = \lambda(\lambda - t)^{-2}, M′′(t)=2λ(λ−t)−3M''(t) = 2\lambda(\lambda - t)^{-3}; in 00, E[X]=1λE[X] = \frac1\lambda, E[X2]=2λ2E[X^2] = \frac{2}{\lambda^2}, Var(X)=1λ2\text{Var}(X) = \frac{1}{\lambda^2}.
  • Poisson, M(t)=eλ(et−1)M(t) = e^{\lambda(e^t - 1)}: M′(t)=λetM(t)M'(t) = \lambda e^t M(t), M′′(t)=λetM(t)+(λet)2M(t)M''(t) = \lambda e^t M(t) + (\lambda e^t)^2 M(t); in 00, E[X]=λE[X] = \lambda, E[X2]=λ+λ2E[X^2] = \lambda + \lambda^2, Var(X)=λ\text{Var}(X) = \lambda.

2. Trasformazioni affini

MaX+b(t)=ebtMX(at).M_{aX + b}(t) = e^{bt} M_X(at).

Perché: et(aX+b)=ebt⋅e(at)Xe^{t(aX + b)} = e^{bt} \cdot e^{(at)X}, e ebte^{bt} è un numero che esce dal valore atteso. Esempio: X=μ+σZX = \mu + \sigma Z ha MX(t)=eμteσ2t2/2M_X(t) = e^{\mu t}e^{\sigma^2 t^2/2}.

3. Somme di v.a. indipendenti

Se XX e YY sono indipendenti, MX+Y(t)=MX(t) MY(t)M_{X + Y}(t) = M_X(t)\, M_Y(t).

Perché: etXe^{tX} e etYe^{tY} sono funzioni di XX e di YY separatamente, quindi sono indipendenti e E[etXetY]=E[etX] E[etY]E[e^{tX}e^{tY}] = E[e^{tX}]\,E[e^{tY}]. Per nn addendi, MX1+⋯+Xn=∏iMXiM_{X_1 + \dots + X_n} = \prod_i M_{X_i}, per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione →. Esempio: due Be(p)\text{Be}(p) indipendenti danno (1−p+pet)2(1 - p + pe^t)^2, la f.g.m. di Bin(2,p)\text{Bin}(2, p).

4. Teorema di unicità

Se MX(t)=MY(t)<∞M_X(t) = M_Y(t) < \infty per ogni tt in un intorno di 00, allora XX e YY hanno la stessa legge.

Dimostrazione non in programma. Combinato con la proprietà 3, dà un metodo rapido per le leggi di somme: si moltiplicano le f.g.m. e si riconosce il risultato nella tabella.

Applicazioni: somme notevoli

  • Poi(λ)+Poi(μ)\text{Poi}(\lambda) + \text{Poi}(\mu) indipendenti: e(λ+μ)(et−1)e^{(\lambda + \mu)(e^t - 1)}, quindi Poi(λ+μ)\text{Poi}(\lambda + \mu).
  • Bin(n,p)+Bin(m,p)\text{Bin}(n, p) + \text{Bin}(m, p): (1−p+pet)n+m(1 - p + pe^t)^{n+m}, quindi Bin(n+m,p)\text{Bin}(n + m, p). Vale solo con la stessa pp.
  • nn esponenziali Exp(λ)\text{Exp}(\lambda) indipendenti: (λλ−t)n\left(\frac{\lambda}{\lambda - t}\right)^n, quindi Γ(n,λ)\Gamma(n, \lambda).
  • N(μ1,σ12)+N(μ2,σ22)N(\mu_1, \sigma_1^2) + N(\mu_2, \sigma_2^2) indipendenti: N(μ1+μ2,σ12+σ22)N(\mu_1 + \mu_2, \sigma_1^2 + \sigma_2^2).

Confronta con i calcoli di convoluzione in Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →: qui non c'è nessun integrale.

Quando la f.g.m. non esiste

Se XX ha code pesanti, MX(t)=+∞M_X(t) = +\infty per ogni t≠0t \ne 0. Esempio: la densità di Cauchy 1π(1+x2)\frac{1}{\pi(1 + x^2)}: per t>0t > 0 l'integranda etxπ(1+x2)\frac{e^{tx}}{\pi(1 + x^2)} tende a +∞+\infty e l'integrale diverge per il criterio del confrontoPer f ≥ 0 l'integrale improprio esiste sempre (finito o +∞); valgono il confronto e il confronto asintotico, basta che le ipotesi valgano vicino all'estremo problematico. Funzioni test: 1/x^α converge a +∞ per α > 1 e vicino a 0 per α < 1; 1/(x^α log^β x) aggiunge il caso α = 1, β > 1. Se f → L ≠ 0 a +∞ l'integrale diverge. Criterio dell'integrale: per f decrescente, la serie di f(n) e l'integrale da 1 a +∞ hanno lo stesso carattere.Criteri di convergenza per gli integrali impropri →. In quei casi si usa la Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica →, che esiste sempre, perché ∣eiθX∣=1|e^{i\theta X}| = 1.

Errori comuni

  • Dimenticare il dominio: λλ−t\frac{\lambda}{\lambda - t} vale solo per t<λt < \lambda; fuori la f.g.m. è +∞+\infty, non un numero negativo.
  • Moltiplicare le f.g.m. senza indipendenza.
  • Derivare e non valutare in 00: E[Xk]E[X^k] è la derivata calcolata in t=0t = 0.
  • Confondere MaX(t)=MX(at)M_{aX}(t) = M_X(at) con aMX(t)aM_X(t).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata