Esercizio 24convergenze di Xn a valori 0 e n
In questa pagina 5
Testo (I appello, 15 gennaio 2026, esercizio 6, Tema A; punti 4 = 2+2). Sia una successione di v.a. tali che, per ogni , ha densità discreta
(a) Studiare la convergenza in distribuzione e in probabilità di .
(b) Studiare la convergenza in media (in ) ed in media seconda (in ) di .
L'intuizione prima dei conti
vale quasi sempre ; con probabilità piccolissima () vale , un numero grande. Al crescere di il valore "anomalo" diventa sempre più grande ma sempre più raro. Ci si aspetta che nei sensi che guardano quanto spesso si è lontani da (distribuzione, probabilità); per le medie bisogna vedere chi vince tra "più grande" e "più raro".
(a) Distribuzione e probabilità
Funzione di distribuzione di
è discreta con due valori, e : la FdDLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione → è a gradini, con un salto di in e un salto di in :
Si ricava da sommando le probabilità dei valori : nessuno se ; solo il valore se ; entrambi se . I gradini sono continui a destra, come ogni FdD.
Grafico interattivo: FdD di X_n per n = 2 (gradini 3/4 in 0 e 1/4 in 2) e n = 4 (gradini 15/16 in 0 e 1/16 in 4), e FdD limite della costante 0: il secondo gradino diventa più basso e scappa a destra
Limite per , con fissato
- : per ogni , limite .
- : appena , il punto cade nel tratto centrale, quindi .
(Il punto chiave è che è fissato mentre cresce: prima o poi il secondo gradino, che sta in , supera e "scappa via" a destra.)
È la FdD della v.a. costante . Quindi
(Qui la convergenza vale anche nel punto di salto , ma non era necessario.)
Probabilità
La convergenza in distribuzione verso una costante implica la convergenza in probabilità verso la stessa costante (proprietà 5 in Convergenza di successioni di variabili aleatorieQuattro modi in cui X_n → X: quasi certa (P(X_n → X) = 1), in probabilità (P(|X_n − X| > ε) → 0 per ogni ε), in media p-esima (E|X_n − X|^p → 0), in distribuzione (F_(X_n)(x) → F_X(x) nei punti di continuità di F_X). Relazioni: q.c. ⇒ prob., L^p ⇒ prob. ⇒ distr., L² ⇒ L¹; in distribuzione verso una costante ⇔ in probabilità. Teorema di Lévy: convergenza in distribuzione ⇔ convergenza puntuale delle funzioni caratteristiche.Convergenza di successioni di variabili aleatorie →). Quindi
Verifica diretta. Per e , succede solo quando :
(Il valore non supera mai , il valore lo supera appena . Per gli la probabilità è , ma per il limite contano solo gli grandi.) Un'altra strada: per la disuguaglianza di MarkovMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → , usando la media calcolata in (b).
(b) Media e media seconda
Il candidato limite
Se convergesse in o in a qualche , convergerebbe a anche in probabilità (per Markov: ); ma il limite in probabilità è unico (quasi certamente) ed è . Quindi l'unico limite possibile è : basta studiare ed .
Momenti
, quindi . Con il teorema fondamentale del valor medioLa media di g(X) è la somma di g(x) per la densità di X.Valore atteso → ( e ), si somma ogni valore per la sua probabilità:
Ad esempio per : ed .
Conclusioni
e, per quanto detto sul candidato limite, non converge in a nessuna v.a.: se convergesse in a una , convergerebbe a in probabilità, quindi , ma verso abbiamo appena visto che non converge.
Perché sì e no
Il contributo del valore anomalo al momento -esimo è :
| limite | ||
|---|---|---|
Nella media il valore conta "una volta" e la probabilità vince; nella media seconda conta "al quadrato", , e compensa esattamente la probabilità. Più alto è , più le medie sono sensibili ai valori grandi e rari. È coerente con la relazione generale , non viceversa. (Il limite di è quello di una potenza: tende a se l'esponente è negativo, vale se è nullo, tende a se è positivo; vedi Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →.)
Riepilogo
| convergenza a | sì/no | perché |
|---|---|---|
| in distribuzione | sì | FdD della costante |
| in probabilità | sì | distribuzione verso una costante; oppure |
| in | sì | |
| in | no |
Errori comuni
- Calcolare il limite di "in ": è fissato, non dipende da .
- Cercare un limite in diverso da : il limite deve essere quello in probabilità.
- Dedurre la convergenza in da quella in : l'implicazione va nell'altro verso.
Versione ripasso
Testo (I appello, 15 gennaio 2026, esercizio 6, Tema A; punti 4 = 2+2). Sia una successione di v.a. tali che, per ogni , ha densità discreta
(a) Studiare la convergenza in distribuzione e in probabilità di .
(b) Studiare la convergenza in media (in ) ed in media seconda (in ) di .
- Distribuzione: FdDLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione → per , per , per . Per con fissato, per e per (FdD di ). Quindi .
- Probabilità: La convergenza in distribuzione verso una costante implica (Verifica: ).
- Media (): L'unico limite possibile è . . Quindi .
- Media seconda (): . Quindi .
Errori tipici: calcolare il limite di muovendo con ; cercare un limite in diverso da ; dedurre da .