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Note per Studenti Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen

Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen

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Punto 2 del programma ("disuguaglianze di probabilità"). Prerequisiti: Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Valgono identiche per le v.a. continue (Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →) e servono a dimostrare la legge dei grandi numeriSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ, la media campionaria X̄ₙ = (X₁ + ... + Xₙ)/n converge a μ: in probabilità (legge debole, dimostrata con Chebyshev se la varianza è finita: P(|X̄ₙ − μ| > ε) ≤ σ²/(nε²)) e quasi certamente (legge forte). Metodo Monte Carlo: ∫ g = E[g(U)] si stima con la media di g(U₁), ..., g(Uₙ) per uniformi indipendenti.Legge dei grandi numeri e metodo Monte Carlo →.

A cosa servono

Spesso di una v.a. si conoscono solo la media e la varianza, non la legge intera. Queste disuguaglianze danno comunque limitazioni garantite su probabilità come "XX è molto grande" o "XX è lontana dalla media", valide per qualunque legge. Il prezzo è che sono stime grossolane: dicono "al massimo tanto", non "circa tanto".

Disuguaglianza di Markov

Teorema (disuguaglianza di Markov). Sia X≥0X \ge 0 una v.a. con media finita. Per ogni a>0a > 0: P(X≥a)≤E[X]a.P(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}.

Dimostrazione. Si confrontano due v.a.: XX e a 1{X≥a}a \, \mathbb 1_{\{X \ge a\}} (vale aa se X≥aX \ge a, 00 altrimenti). Per ogni esito:

  • se X(ω)≥aX(\omega) \ge a: a 1{X≥a}(ω)=a≤X(ω)a \, \mathbb 1_{\{X \ge a\}}(\omega) = a \le X(\omega);
  • se X(ω)<aX(\omega) < a: a 1{X≥a}(ω)=0≤X(ω)a \, \mathbb 1_{\{X \ge a\}}(\omega) = 0 \le X(\omega), perché X≥0X \ge 0 (qui serve l'ipotesi).

Quindi a 1{X≥a}≤Xa \, \mathbb 1_{\{X \ge a\}} \le X. Per la monotonia e linearità della mediaSe Y ≤ X allora la media di Y è al più quella di X; le costanti escono dalla media; la media di un'indicatrice è la probabilità dell'evento.Valore atteso →:

a P(X≥a)=E[a 1{X≥a}]≤E[X]⇒P(X≥a)≤E[X]a. ■a \, P(X \ge a) = E[a \, \mathbb 1_{\{X \ge a\}}] \le E[X] \quad \Rightarrow \quad P(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}. \ \blacksquare

Il primo uguale usa la linearità (aa esce dalla media) e E[1A]=P(A)E[\mathbb 1_A] = P(A); la disuguaglianza è la monotonia; infine si divide per a>0a > 0, che non cambia il verso.

Significato. Una v.a. positiva non può essere spesso molto più grande della sua media: la probabilità di superare kk volte la media è al massimo 1k\frac1k (con a=k E[X]a = k\,E[X] il secondo membro è E[X]k E[X]=1k\frac{E[X]}{k\,E[X]} = \frac1k). Se il tempo medio di attesa a uno sportello è 10 minuti, la probabilità di aspettare almeno un'ora è ≤1060=16\le \frac{10}{60} = \frac16, qualunque sia la legge del tempo d'attesa.

Esempio numerico. X∼Geo(12)X \sim \text{Geo}(\frac12), E[X]=2E[X] = 2. Markov: P(X≥4)≤24=0,5P(X \ge 4) \le \frac24 = 0{,}5. Valore vero: P(X≥4)=P(X>3)=(12)3=0,125P(X \ge 4) = P(X > 3) = \left(\frac12\right)^3 = 0{,}125 (Distribuzione geometricaGeo(p) è il numero della prova in cui arriva il primo successo in prove indipendenti: P(X = n) = (1−p)^(n−1) p per n ≥ 1, P(X > n) = (1−p)^n (lunga attesa), media 1/p, varianza (1−p)/p², ed è senza memoria.Distribuzione geometrica →: XX ha valori interi, quindi X≥4X \ge 4 equivale a X>3X > 3, e si usa la probabilità di lunga attesa P(X>n)=(1−p)nP(X > n) = (1-p)^n). La stima è corretta ma larga. Nel grafico la curva vera è a gradini perché tra due interi consecutivi l'evento {X≥a}\{X \ge a\} non cambia: per 3<a≤43 < a \le 4 è sempre {X≥4}\{X \ge 4\}.

Grafico interattivo: Geo(1/2), E[X] = 2: la probabilità vera P(X ≥ a) = (1/2)^(⌈a⌉−1) (linea continua a gradini) sta sempre sotto la maggiorazione di Markov 2/a (tratteggiata); in a = 4 vale 0,125 contro 0,5

Senza X≥0X \ge 0 è falsa. X=−100X = -100 con probabilità 12\frac12 e X=100X = 100 con probabilità 12\frac12: E[X]=0E[X] = 0, ma P(X≥1)=12P(X \ge 1) = \frac12, mentre Markov darebbe P(X≥1)≤E[X]1=0P(X \ge 1) \le \frac{E[X]}{1} = 0. Il passaggio della dimostrazione che salta è "0≤X(ω)0 \le X(\omega)" quando X(ω)<aX(\omega) < a.

Variante con i momenti. Applicando Markov alla v.a. positiva ∣X∣k|X|^k e osservando che {∣X∣≥a}={∣X∣k≥ak}\{|X| \ge a\} = \{|X|^k \ge a^k\} (la potenza t↦tkt \mapsto t^k è strettamente crescente per t≥0t \ge 0, quindi conserva le disuguaglianze tra numeri non negativi: vedi Funzioni monotone, pari e dispariFunzioni crescenti e decrescenti, legame tra stretta monotonia e iniettività, e simmetrie delle funzioni pari e dispari.Funzioni monotone, pari e dispari →):

P(∣X∣≥a)≤E[∣X∣k]ak.P(|X| \ge a) \le \frac{E[|X|^k]}{a^k}.

Disuguaglianza di Chebyshev

Teorema (disuguaglianza di Chebyshev). Sia XX con E[X2]<∞E[X^2] < \infty, μ=E[X]\mu = E[X]. Per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣X−μ∣≥ε)≤Var(X)ε2.P(|X - \mu| \ge \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(X)}{\varepsilon^2}.

Dimostrazione. ∣X−μ∣≥ε|X - \mu| \ge \varepsilon se e solo se (X−μ)2≥ε2(X - \mu)^2 \ge \varepsilon^2 (entrambi i membri sono positivi, e il quadrato è crescente sui positivi). La v.a. (X−μ)2(X - \mu)^2 è ≥0\ge 0: si applica Markov con a=ε2a = \varepsilon^2:

P(∣X−μ∣≥ε)=P((X−μ)2≥ε2)≤E[(X−μ)2]ε2=Var(X)ε2. ■P(|X - \mu| \ge \varepsilon) = P\big((X - \mu)^2 \ge \varepsilon^2\big) \le \frac{E[(X - \mu)^2]}{\varepsilon^2} = \frac{\text{Var}(X)}{\varepsilon^2}. \ \blacksquare

Forma con le deviazioni standard. Con ε=kσ\varepsilon = k\sigma (σ=Var(X)\sigma = \sqrt{\text{Var}(X)}, k>0k > 0):

P(∣X−μ∣≥kσ)≤1k2,P(∣X−μ∣<kσ)≥1−1k2.P(|X - \mu| \ge k\sigma) \le \frac{1}{k^2}, \qquad P(|X - \mu| < k\sigma) \ge 1 - \frac{1}{k^2}.

(Il primo: Var(X)(kσ)2=σ2k2σ2=1k2\frac{\text{Var}(X)}{(k\sigma)^2} = \frac{\sigma^2}{k^2 \sigma^2} = \frac1{k^2}. Il secondo è il complementare: P(∣X−μ∣<kσ)=1−P(∣X−μ∣≥kσ)≥1−1k2P(|X - \mu| < k\sigma) = 1 - P(|X - \mu| \ge k\sigma) \ge 1 - \frac1{k^2}. Per esempio con k=3k = 3: 1−19=89≈88,9%1 - \frac19 = \frac89 \approx 88{,}9\%.)

kk 11 22 33 44 1010
almeno questa probabilità entro kσk\sigma dalla media 00 (nessuna informazione) 75%75\% ≈88,9%\approx 88{,}9\% 93,75%93{,}75\% 99%99\%

Per qualunque v.a. con varianza finita, almeno il 75% della probabilità sta entro 2 deviazioni standard dalla media.

Per la gaussianaN(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) → la probabilità vera di stare oltre kσk\sigma è 2(1−Φ(k))2(1 - \Phi(k)), molto più piccola (nel grafico la curva tratteggiata usa un'approssimazione di Φ\Phi con errore invisibile a questa scala):

Grafico interattivo: Chebyshev 1/k² contro il valore vero per una gaussiana, 2(1 − Φ(k)) = 0,317; 0,046; 0,0027 per k = 1, 2, 3: la maggiorazione vale per ogni legge, quindi è larga per quasi tutte

Esempio numerico. X∼Bin(100,12)X \sim \text{Bin}(100, \frac12): μ=np=50\mu = np = 50, Var(X)=np(1−p)=100⋅12⋅12=25\text{Var}(X) = np(1 - p) = 100 \cdot \frac12 \cdot \frac12 = 25 (Bernoulli, binomiale e uniforme discretaBernoulli Be(p): un solo tentativo, vale 1 con probabilità p; binomiale Bin(n, p): numero di successi in n prove indipendenti, P(X = k) = C(n,k) p^k (1−p)^(n−k), media np e varianza np(1−p); uniforme discreta: n valori equiprobabili.Bernoulli, binomiale e uniforme discreta →). Chebyshev con ε=10\varepsilon = 10, quindi ε2=100\varepsilon^2 = 100:

P(∣X−50∣≥10)≤25100=0,25.P(|X - 50| \ge 10) \le \frac{25}{100} = 0{,}25.

Valore vero (calcolato in Python sommando la densità binomiale): ≈0,0569\approx 0{,}0569. È la somma di P(X=k)P(X = k) per k≤40k \le 40 e per k≥60k \ge 60 (i due casi di ∣k−50∣≥10|k - 50| \ge 10), uguali per simmetria. Di nuovo corretto ma largo: Chebyshev usa solo media e varianza.

Esempio: quante prove servono. Si lancia nn volte una moneta equa e si guarda la frequenza di teste Xˉn=Xn\bar X_n = \frac{X}{n}, con X∼Bin(n,12)X \sim \text{Bin}(n, \frac12). Si ha E[Xˉn]=1nE[X]=1n⋅n2=12E[\bar X_n] = \frac1n E[X] = \frac1n \cdot \frac n2 = \frac12 e Var(Xˉn)=1n2Var(X)=1n2⋅n4=14n\text{Var}(\bar X_n) = \frac{1}{n^2} \text{Var}(X) = \frac{1}{n^2} \cdot \frac n4 = \frac{1}{4n} (proprietà Var(aX)=a2Var(X)\text{Var}(aX) = a^2 \text{Var}(X) con a=1na = \frac1n, vedi Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →). Per avere la frequenza entro 0,050{,}05 da 12\frac12 con probabilità almeno 95%95\% basta che

P(∣Xˉn−12∣≥0,05)≤1/(4n)0,052=100n≤0,05  ⟺  n≥2000.P\left(\left|\bar X_n - \tfrac12\right| \ge 0{,}05\right) \le \frac{1/(4n)}{0{,}05^2} = \frac{100}{n} \le 0{,}05 \iff n \ge 2000.

Passaggi: 0,052=0,00250{,}05^2 = 0{,}0025, e 14n⋅0,0025=10,01 n=100n\frac{1}{4n \cdot 0{,}0025} = \frac{1}{0{,}01\,n} = \frac{100}{n}; poi 100n≤0,05  ⟺  n≥1000,05=2000\frac{100}{n} \le 0{,}05 \iff n \ge \frac{100}{0{,}05} = 2000. Se la probabilità dell'evento "frequenza lontana" è al più 0,050{,}05, quella del complementare "frequenza entro 0,050{,}05" è almeno 0,950{,}95. Il numero 20002000 basta per qualunque legge con quella media e varianza; per la binomiale vera ne servono molti meno (circa 385385 con l'approssimazione normale del Teorema del limite centrale e approssimazione normaleSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ e varianza σ² ∈ (0, ∞), la somma standardizzata (Sₙ − nμ)/(σ√n) converge in distribuzione a N(0, 1): per n grande P(Sₙ ≤ x) ≈ Φ((x − nμ)/(σ√n)). Caso binomiale (De Moivre-Laplace): Bin(n, p) ≈ N(np, np(1 − p)), con correzione di continuità ±0,5. Si dimostra con le funzioni caratteristiche e il teorema di Lévy.Teorema del limite centrale e approssimazione normale →).

Il bound Varε2=14nε2\frac{\text{Var}}{\varepsilon^2} = \frac{1}{4n\varepsilon^2} tende a 00 per n→∞n \to \infty: è esattamente la dimostrazione della legge debole dei grandi numeri.

Disuguaglianza di Jensen

Teorema (disuguaglianza di Jensen). Sia φ:R→R\varphi : \mathbb R \to \mathbb R convessa e XX tale che XX e φ(X)\varphi(X) abbiano media finita. Allora φ(E[X])≤E[φ(X)].\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]. Se φ\varphi è concava la disuguaglianza si rovescia: φ(E[X])≥E[φ(X)]\varphi(E[X]) \ge E[\varphi(X)].

Convessa vuol dire che ogni corda sta sopra il grafico; per φ\varphi derivabile due volte basta controllare φ′′≥0\varphi'' \ge 0 (Funzioni convesse, concave e punti di flessof è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso →).

Esempio. φ(x)=x2\varphi(x) = x^2 è convessa, quindi E[X]2≤E[X2]E[X]^2 \le E[X^2], cioè Var(X)≥0\text{Var}(X) \ge 0.

Dimostrazione. Una funzione convessa sta sopra ogni sua retta di appoggioUna retta che tocca il grafico di una funzione convessa in un punto e resta tutta sotto il grafico; se la funzione è derivabile è la retta tangente.Funzioni convesse, concave e punti di flesso →: posto μ=E[X]\mu = E[X], esiste m∈Rm \in \mathbb R (se φ\varphi è derivabile, m=φ′(μ)m = \varphi'(\mu)) tale che

φ(x)≥φ(μ)+m(x−μ)per ogni x.\varphi(x) \ge \varphi(\mu) + m(x - \mu) \qquad \text{per ogni } x.

Si sostituisce xx con XX e si prende la media (monotonia e linearità):

E[φ(X)]≥φ(μ)+m E[X−μ]=φ(μ)+m⋅0=φ(E[X]). ■E[\varphi(X)] \ge \varphi(\mu) + m \, E[X - \mu] = \varphi(\mu) + m \cdot 0 = \varphi(E[X]). \ \blacksquare

(φ(X)≥φ(μ)+m(X−μ)\varphi(X) \ge \varphi(\mu) + m(X - \mu) vale esito per esito, quindi per monotonia passa alle medie; a destra φ(μ)\varphi(\mu) e mm sono numeri, ed E[X−μ]=0E[X - \mu] = 0.)

Per φ\varphi concava, −φ-\varphi è convessa e si applica il caso precedente: −φ(E[X])≤E[−φ(X)]=−E[φ(X)]-\varphi(E[X]) \le E[-\varphi(X)] = -E[\varphi(X)], e cambiando segno ai due membri il verso si rovescia.

Il disegno. XX vale 00 o 44 con probabilità 12\frac12 ciascuno, φ(x)=x2\varphi(x) = x^2. Allora E[X]=2E[X] = 2 e φ(E[X])=4\varphi(E[X]) = 4, mentre E[φ(X)]=0+162=8E[\varphi(X)] = \frac{0 + 16}{2} = 8: il punto medio della corda tra (0,0)(0, 0) e (4,16)(4, 16) sta sopra il grafico. La tangente in μ=2\mu = 2 è y=4+4(x−2)=4x−4y = 4 + 4(x - 2) = 4x - 4 (con m=φ′(2)=4m = \varphi'(2) = 4) e sta tutta sotto la parabola.

Grafico interattivo: Jensen con φ(x) = x² e X = 0 o 4 (probabilità 1/2): E[φ(X)] = 8 (punto medio della corda) sta sopra φ(E[X]) = 4; la tangente in μ = 2 sta sotto il grafico

Esempi.

φ\varphi tipo Jensen dice
x2x^2 convessa E[X]2≤E[X2]E[X]^2 \le E[X^2] (cioè Var(X)≥0\text{Var}(X) \ge 0)
∣x∣\lvert x \rvert convessa ∣E[X]∣≤E[∣X∣]\lvert E[X] \rvert \le E[\lvert X \rvert]
exe^{x} convessa eE[X]≤E[eX]e^{E[X]} \le E[e^X]
1x\frac1x su (0,∞)(0, \infty) convessa 1E[X]≤E[1X]\frac{1}{E[X]} \le E\left[\frac1X\right] per X>0X > 0
log⁡x\log x su (0,∞)(0, \infty) concava E[log⁡X]≤log⁡E[X]E[\log X] \le \log E[X] per X>0X > 0

(Per φ\varphi definita solo su un intervallo, come 1x\frac1x e log⁡x\log x, il teorema vale purché XX prenda valori in quell'intervallo.)

Il tipo si controlla con la derivata seconda (Derivate successive e funzioni di classe CnLa derivata seconda è la derivata di f', la derivata n-esima è la derivata della (n−1)-esima. Se esiste f⁽ⁿ⁾(x0), allora f, f', …, f⁽ⁿ⁻¹⁾ sono continue in x0. Cⁿ(I) = funzioni derivabili n volte su I con f⁽ⁿ⁾ continua; Cⁿ ⊊ Cⁿ⁻¹ ⊊ … ⊊ C¹ ⊊ C⁰.Derivate successive e funzioni di classe Cn →): (x2)′′=2>0(x^2)'' = 2 > 0; (ex)′′=ex>0(e^x)'' = e^x > 0; (1x)′′=2x3>0\left(\frac1x\right)'' = \frac{2}{x^3} > 0 per x>0x > 0; (log⁡x)′′=−1x2<0(\log x)'' = -\frac{1}{x^2} < 0. Il modulo ∣x∣|x| non è derivabile in 00, ma è convesso perché è il massimo delle due rette xx e −x-x.

Controllo su un esercizio d'esame. Nel III appello 24.06.2026, X∼Geo(12)X \sim \text{Geo}(\frac12) e W=(32)XW = \left(\frac32\right)^X, con E[W]=3E[W] = 3. La funzione φ(x)=(32)x=exln⁡(3/2)\varphi(x) = \left(\frac32\right)^x = e^{x \ln(3/2)} è convessa (esponenziale: φ′′(x)=ln⁡2 ⁣(32)(32)x>0\varphi''(x) = \ln^2\!\left(\frac32\right) \left(\frac32\right)^x > 0), quindi deve valere E[W]≥(32)E[X]=(32)2=2,25E[W] \ge \left(\frac32\right)^{E[X]} = \left(\frac32\right)^2 = 2{,}25: infatti 3≥2,253 \ge 2{,}25 ✓. Se un calcolo desse E[W]<2,25E[W] < 2{,}25, ci sarebbe sicuramente un errore.

Quando vale l'uguaglianza. Se φ\varphi è affine (allora è la linearità della media) oppure se XX è costante. Per φ\varphi strettamente convessa e XX non costante la disuguaglianza è stretta.

Disuguaglianza Ipotesi Enunciato Si usa per
Markov X≥0X \ge 0, a>0a > 0 P(X≥a)≤E[X]aP(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a} code di v.a. positive
Chebyshev varianza finita, ε>0\varepsilon > 0 P(∣X−μ∣≥ε)≤Var(X)ε2P(\lvert X - \mu \rvert \ge \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(X)}{\varepsilon^2} scostamenti dalla media, legge dei grandi numeri
Jensen φ\varphi convessa φ(E[X])≤E[φ(X)]\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)] confrontare E[φ(X)]E[\varphi(X)] con φ(E[X])\varphi(E[X])

Errori comuni

  • Usare Markov su una v.a. che può essere negativa: l'ipotesi X≥0X \ge 0 è essenziale.
  • Scambiare le stime per approssimazioni: 0,250{,}25 è un limite superiore, la probabilità vera può essere molto più piccola (0,0570{,}057 nell'esempio).
  • Chebyshev con ε≤σ\varepsilon \le \sigma: il secondo membro è ≥1\ge 1 e la disuguaglianza non dice nulla.
  • Verso di Jensen: per le convesse la media "esterna" è più piccola, φ(E[X])≤E[φ(X)]\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]; un modo per ricordarlo è φ(x)=x2\varphi(x) = x^2, che dà Var(X)≥0\text{Var}(X) \ge 0.

Versione ripasso

Disuguaglianza di Markov

Sia X≥0X \ge 0 una v.a. con media finita. Per ogni a>0a > 0: P(X≥a)≤E[X]a.P(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}.

Disuguaglianza di Chebyshev

Sia XX con E[X2]<∞E[X^2] < \infty, μ=E[X]\mu = E[X]. Per ogni ε>0\varepsilon > 0: P(∣X−μ∣≥ε)≤Var(X)ε2.P(|X - \mu| \ge \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(X)}{\varepsilon^2}.

  • Forma con le deviazioni standard: Con ε=kσ\varepsilon = k\sigma (k>0k > 0): P(∣X−μ∣≥kσ)≤1k2,P(∣X−μ∣<kσ)≥1−1k2.P(|X - \mu| \ge k\sigma) \le \frac{1}{k^2}, \qquad P(|X - \mu| < k\sigma) \ge 1 - \frac{1}{k^2}.
  • Esempio: X∼Bin(100,12)X \sim \text{Bin}(100, \frac12), μ=50\mu = 50, Var(X)=25\text{Var}(X) = 25: P(∣X−50∣≥10)≤25100=0,25P(|X - 50| \ge 10) \le \frac{25}{100} = 0{,}25 (valore vero ≈0,057\approx 0{,}057).
  • Dimostrazione in breve: Si applica Markov alla v.a. positiva (X−μ)2≥ε2(X - \mu)^2 \ge \varepsilon^2 con a=ε2a = \varepsilon^2.

Disuguaglianza di Jensen

Sia φ:R→R\varphi : \mathbb R \to \mathbb R convessa e XX tale che XX e φ(X)\varphi(X) abbiano media finita. Allora φ(E[X])≤E[φ(X)].\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]. Se φ\varphi è concava la disuguaglianza si rovescia: φ(E[X])≥E[φ(X)]\varphi(E[X]) \ge E[\varphi(X)].

  • Dimostrazione in breve: Si usa la retta di appoggioUna retta che tocca il grafico di una funzione convessa in un punto e resta tutta sotto il grafico; se la funzione è derivabile è la retta tangente. φ(x)≥φ(μ)+m(x−μ)\varphi(x) \ge \varphi(\mu) + m(x - \mu) e si prende la media.
  • Controllo d'esame: W=(32)XW = \left(\frac32\right)^X con X∼Geo(12)X \sim \text{Geo}(\frac12) ha E[W]=3≥(32)E[X]=2,25E[W] = 3 \ge \left(\frac32\right)^{E[X]} = 2{,}25 ✓.
  • Esempi chiave: E[X]2≤E[X2]E[X]^2 \le E[X^2] (Var(X)≥0\text{Var}(X) \ge 0), ∣E[X]∣≤E[∣X∣]\lvert E[X] \rvert \le E[\lvert X \rvert], eE[X]≤E[eX]e^{E[X]} \le E[e^X], log⁡E[X]≥E[log⁡X]\log E[X] \ge E[\log X].
Disuguaglianza Ipotesi Enunciato
Markov X≥0X \ge 0, a>0a > 0 P(X≥a)≤E[X]aP(X \ge a) \le \frac{E[X]}{a}
Chebyshev varianza finita, ε>0\varepsilon > 0 P(∣X−μ∣≥ε)≤Var(X)ε2P(\lvert X - \mu \rvert \ge \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(X)}{\varepsilon^2}
Jensen φ\varphi convessa φ(E[X])≤E[φ(X)]\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]

Errori tipici: Usare Markov senza X≥0X \ge 0; confondere stime superiori con valori esatti; usare Chebyshev con ε≤σ\varepsilon \le \sigma; invertire il verso di Jensen (ricordare E[X]2≤E[X2]E[X]^2 \le E[X^2]).

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