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Note per Studenti Convergenza di successioni di variabili aleatorie

Convergenza di successioni di variabili aleatorie

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Punto 7 del programma ("convergenza quasi certa, in probabilità, in distribuzione e in media p-esima: definizione, primi esempi, relazioni; convergenza della funzione caratteristica e teorema di continuità di Lévy"). Prerequisiti: Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen →, Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →, Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica →. Seguito: Legge dei grandi numeri e metodo Monte CarloSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ, la media campionaria X̄ₙ = (X₁ + ... + Xₙ)/n converge a μ: in probabilità (legge debole, dimostrata con Chebyshev se la varianza è finita: P(|X̄ₙ − μ| > ε) ≤ σ²/(nε²)) e quasi certamente (legge forte). Metodo Monte Carlo: ∫ g = E[g(U)] si stima con la media di g(U₁), ..., g(Uₙ) per uniformi indipendenti.Legge dei grandi numeri e metodo Monte Carlo →, Teorema del limite centrale e approssimazione normaleSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ e varianza σ² ∈ (0, ∞), la somma standardizzata (Sₙ − nμ)/(σ√n) converge in distribuzione a N(0, 1): per n grande P(Sₙ ≤ x) ≈ Φ((x − nμ)/(σ√n)). Caso binomiale (De Moivre-Laplace): Bin(n, p) ≈ N(np, np(1 − p)), con correzione di continuità ±0,5. Si dimostra con le funzioni caratteristiche e il teorema di Lévy.Teorema del limite centrale e approssimazione normale →. In ogni appello del 2025-26 l'ultimo esercizio (4 punti) è su questo argomento.

Perché più di una nozione

Per una successione di numeri an→aa_n \to a c'è un solo significato (Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →: per ogni ε>0\varepsilon > 0, da un certo indice in poi ∣an−a∣<ε|a_n - a| < \varepsilon). Una v.a. invece è una funzione Xn(ω)X_n(\omega) con una legge, e "XnX_n si avvicina a XX" può voler dire cose diverse:

Le quattro definizioni

Sia (Xn)n≥1(X_n)_{n \ge 1} una successione di v.a. e XX una v.a.

Definizione (quattro tipi di convergenza). Quasi certa (Xn→q.c.XX_n \xrightarrow{q.c.} X): P({ω:lim⁡n→∞Xn(ω)=X(ω)})=1.P\left(\left\{\omega : \lim_{n\to\infty} X_n(\omega) = X(\omega)\right\}\right) = 1.

In probabilità (Xn→pXX_n \xrightarrow{p} X): per ogni ε>0\varepsilon > 0 lim⁡n→∞P(∣Xn−X∣>ε)=0.\lim_{n\to\infty} P(|X_n - X| > \varepsilon) = 0.

In media pp-esima, o in LpL^p, con p≥1p \ge 1 (Xn→LpXX_n \xrightarrow{L^p} X): lim⁡n→∞E[∣Xn−X∣p]=0.\lim_{n\to\infty} E\big[|X_n - X|^p\big] = 0. Per p=1p = 1 si dice in media, per p=2p = 2 in media quadratica (o media seconda).

In distribuzione (o in legge, Xn→dXX_n \xrightarrow{d} X): lim⁡n→∞FXn(x)=FX(x)per ogni x in cui FX eˋ continua.\lim_{n\to\infty} F_{X_n}(x) = F_X(x) \qquad \text{per ogni } x \text{ in cui } F_X \text{ è continua}.

Esempio. La successione deterministica Xn=1nX_n = \frac{1}{n} converge a 00 in tutti e quattro i sensi: ∣Xn−0∣=1n→0|X_n - 0| = \frac{1}{n} \to 0. In dettaglio: q.c. perché Xn(ω)=1n→0X_n(\omega) = \frac1n \to 0 per ogni ω\omega; in probabilità perché P(1n>ε)=0P(\frac1n > \varepsilon) = 0 appena n>1εn > \frac1\varepsilon; in LpL^p perché E[∣Xn∣p]=1np→0E[|X_n|^p] = \frac{1}{n^p} \to 0; in distribuzione per quanto segue.

Perché "nei punti di continuità". Sia Xn=1nX_n = \frac1n (costante). Intuitivamente Xn→0X_n \to 0. Ma FXn(0)=P(1n≤0)=0F_{X_n}(0) = P(\frac1n \le 0) = 0 per ogni nn, mentre F0(0)=1F_0(0) = 1: nel punto di salto di FXF_X la convergenza fallisce. Negli altri punti invece funziona: per x<0x < 0, FXn(x)=0=F0(x)F_{X_n}(x) = 0 = F_0(x); per x>0x > 0, appena n>1xn > \frac1x si ha 1n≤x\frac1n \le x e FXn(x)=1=F0(x)F_{X_n}(x) = 1 = F_0(x). Si escludono i punti di salto della Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione → limite, che sono al più numerabili (i salti sono probabilità P(X=x)P(X = x) che sommate non superano 11, quindi per ogni kk ci sono meno di kk salti più alti di 1k\frac1k), per non perdere esempi così ovvi.

Grafico interattivo: FdD di X_n = 1/n (gradino in 1/n) per n = 1, 2, 5 e FdD limite della costante 0 (gradino in 0): convergono per ogni x ≠ 0, ma in x = 0 valgono sempre 0 mentre il limite vale 1

Relazioni

  q.c.  ─┐
         ├──▶  in probabilità  ──▶  in distribuzione
  L^p   ─┘
  (L² ⇒ L¹)

Proprietà (relazioni tra i tipi di convergenza).

  1. q.c. ⇒ in probabilità.
  2. LpL^p ⇒ in probabilità.
  3. In probabilità ⇒ in distribuzione.
  4. LqL^q ⇒ LpL^p se q≥pq \ge p (in particolare L2L^2 ⇒ L1L^1).
  5. In distribuzione verso una costante cc ⇒ in probabilità verso cc.

Esempio. Se Xn→XX_n \to X in L2L^2, allora Xn→XX_n \to X anche in L1L^1, in probabilità e in distribuzione.

Nessuna altra implicazione vale in generale.

Dimostrazione di 2 (Markov). L'evento {∣Xn−X∣>ε}\{|X_n - X| > \varepsilon\} coincide con {∣Xn−X∣p>εp}\{|X_n - X|^p > \varepsilon^p\}, quindi per la disuguaglianza di MarkovPer Y ≥ 0 e c > 0: P(Y ≥ c) ≤ E(Y) / c.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → P(∣Xn−X∣>ε)≤E[∣Xn−X∣p]εp→0.P(|X_n - X| > \varepsilon) \le \frac{E[|X_n - X|^p]}{\varepsilon^p} \to 0. (L'uguaglianza tra i due eventi vale perché t↦tpt \mapsto t^p è strettamente crescente su [0,∞)[0, \infty); Markov si applica a Y=∣Xn−X∣p≥0Y = |X_n - X|^p \ge 0 con c=εpc = \varepsilon^p.)

Dimostrazione di 3 (traccia). Sia xx un punto di continuità di FXF_X e ε>0\varepsilon > 0. Se Xn≤xX_n \le x, allora o X≤x+εX \le x + \varepsilon, oppure XX e XnX_n distano più di ε\varepsilon; quindi FXn(x)≤FX(x+ε)+P(∣Xn−X∣>ε)F_{X_n}(x) \le F_X(x + \varepsilon) + P(|X_n - X| > \varepsilon). Allo stesso modo, scambiando i ruoli, FX(x−ε)≤FXn(x)+P(∣Xn−X∣>ε)F_X(x - \varepsilon) \le F_{X_n}(x) + P(|X_n - X| > \varepsilon). Per n→∞n \to \infty l'ultimo termine tende a 00, quindi da un certo nn in poi FXn(x)F_{X_n}(x) sta (a meno di un errore piccolo) tra FX(x−ε)F_X(x - \varepsilon) e FX(x+ε)F_X(x + \varepsilon); facendo tendere ε→0\varepsilon \to 0 i due estremi tendono a FX(x)F_X(x) proprio perché FXF_X è continua in xx.

Dimostrazione di 4 (Jensen). ψ(t)=tq/p\psi(t) = t^{q/p} è convessa su [0,∞)[0, \infty) (l'esponente qp≥1\frac qp \ge 1, quindi ψ′′(t)=qp(qp−1)tq/p−2≥0\psi''(t) = \frac qp\left(\frac qp - 1\right)t^{q/p - 2} \ge 0, vedi Funzioni convesse, concave e punti di flessof è convessa se ogni corda sta sopra il grafico (concava se sta sotto). Una funzione convessa è continua e ha derivate destra e sinistra in ogni punto interno. Per f derivabile: convessa ⇔ grafico sopra ogni tangente ⇔ f' crescente ⇔ (se esiste) f'' ≥ 0. f'' > 0 ⇒ strettamente convessa, non viceversa (x⁴). Flesso: punto in cui f passa da convessa a concava; lì, se esiste, f''(x0) = 0, ma non basta (x⁴ in 0).Funzioni convesse, concave e punti di flesso →). La disuguaglianza di JensenPer ψ convessa: ψ(E(W)) ≤ E(ψ(W)).Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → applicata a W=∣Y∣pW = |Y|^p dà ψ(E[∣Y∣p])≤E[ψ(∣Y∣p)]\psi(E[|Y|^p]) \le E[\psi(|Y|^p)], cioè E[∣Y∣p]q/p≤E[∣Y∣q]E[|Y|^p]^{q/p} \le E[|Y|^q], e prendendo la potenza pq\frac pq (crescente) E[∣Y∣p]≤E[∣Y∣q]p/qE[|Y|^p] \le E[|Y|^q]^{p/q}: se il secondo tende a 00, anche il primo. Si usa con Y=Xn−XY = X_n - X.

Dimostrazione di 5. Se FXn(x)→Fc(x)F_{X_n}(x) \to F_c(x), che vale 00 per x<cx < c e 11 per x≥cx \ge c (continua ovunque tranne in cc), allora per ogni ε>0\varepsilon > 0 P(∣Xn−c∣>ε)≤FXn(c−ε)+1−FXn(c+ε)→0+1−1=0.P(|X_n - c| > \varepsilon) \le F_{X_n}(c - \varepsilon) + 1 - F_{X_n}(c + \varepsilon) \to 0 + 1 - 1 = 0. Passaggi. L'evento {∣Xn−c∣>ε}\{|X_n - c| > \varepsilon\} è l'unione disgiunta di {Xn<c−ε}\{X_n < c - \varepsilon\} e {Xn>c+ε}\{X_n > c + \varepsilon\}. Il primo è contenuto in {Xn≤c−ε}\{X_n \le c - \varepsilon\}, che ha probabilità FXn(c−ε)F_{X_n}(c - \varepsilon); il secondo ha probabilità 1−FXn(c+ε)1 - F_{X_n}(c + \varepsilon) (complementare di {Xn≤c+ε}\{X_n \le c + \varepsilon\}). I punti c±εc \pm \varepsilon sono diversi da cc, quindi punti di continuità di FcF_c: lì vale la convergenza, a Fc(c−ε)=0F_c(c - \varepsilon) = 0 e Fc(c+ε)=1F_c(c + \varepsilon) = 1. È l'argomento usato in tutte le soluzioni d'esame: si studia la FdD, si trova un limite costante, e si ottiene gratis anche la convergenza in probabilità.

Il limite è unico (dove ha senso): se Xn→XX_n \to X in probabilità, in LpL^p o q.c., e anche Xn→YX_n \to Y in uno qualsiasi di questi sensi, allora X=YX = Y quasi certamente. Quindi: se c'è convergenza in LpL^p, il limite deve essere quello trovato in probabilità. È il primo passo nello studio della convergenza in media.

Controesempi utili

In probabilità ma non in LpL^p. P(Xn=0)=1−1nP(X_n = 0) = 1 - \frac1n, P(Xn=n)=1nP(X_n = n) = \frac1n. Fissato ε>0\varepsilon > 0, appena n>εn > \varepsilon l'evento {∣Xn∣>ε}\{|X_n| > \varepsilon\} è {Xn=n}\{X_n = n\}, quindi P(∣Xn∣>ε)=1n→0P(|X_n| > \varepsilon) = \frac1n \to 0: in probabilità a 00. Ma E[∣Xn∣]=n⋅1n=1↛0E[|X_n|] = n \cdot \frac1n = 1 \not\to 0: non in L1L^1. Una massa piccolissima molto lontana basta a tenere alta la media.

In distribuzione ma non in probabilità. X∼N(0,1)X \sim N(0, 1) e Xn=−XX_n = -X per ogni nn. Tutte le XnX_n hanno la stessa legge di XX (simmetria: F−X(x)=P(X≥−x)=1−Φ(−x)=Φ(x)F_{-X}(x) = P(X \ge -x) = 1 - \Phi(-x) = \Phi(x)), quindi Xn→XX_n \to X in distribuzione banalmente. Ma ∣Xn−X∣=2∣X∣|X_n - X| = 2|X| non tende a 00: non in probabilità. Infatti P(∣Xn−X∣>ε)=P(∣X∣>ε2)=2(1−Φ(ε2))P(|X_n - X| > \varepsilon) = P(|X| > \frac\varepsilon2) = 2\big(1 - \Phi(\frac\varepsilon2)\big), che non dipende da nn ed è positivo (con ε=1\varepsilon = 1 vale circa 0,6170{,}617). La convergenza in distribuzione guarda solo le leggi, non i valori.

Teorema di continuità di Lévy

Teorema (di continuità di Lévy). Xn→dXX_n \xrightarrow{d} X se e solo se φXn(θ)→φX(θ)\varphi_{X_n}(\theta) \to \varphi_X(\theta) per ogni θ∈R\theta \in \mathbb R.

Più precisamente: se φXn(θ)→φ(θ)\varphi_{X_n}(\theta) \to \varphi(\theta) per ogni θ\theta e il limite φ\varphi è continuo in 00, allora φ\varphi è la funzione caratteristica di una v.a. XX e Xn→dXX_n \xrightarrow{d} X.

Esempio. Xn∼Bin(n,λn)X_n \sim \text{Bin}(n, \frac{\lambda}{n}) ha φXn(θ)=(1+λ(eiθ−1)n)n→eλ(eiθ−1)\varphi_{X_n}(\theta) = \left(1 + \frac{\lambda(e^{i\theta} - 1)}{n}\right)^n \to e^{\lambda(e^{i\theta} - 1)}, la funzione caratteristica di Poi(λ)\text{Poi}(\lambda).

Passaggi. Dalla tabella di Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica →, φBin(n,p)(θ)=(1−p+peiθ)n=(1+p(eiθ−1))n\varphi_{\text{Bin}(n,p)}(\theta) = (1 - p + pe^{i\theta})^n = \big(1 + p(e^{i\theta} - 1)\big)^n; con p=λnp = \frac\lambda n si ottiene la formula. Posto z=λ(eiθ−1)z = \lambda(e^{i\theta} - 1) (un numero fissato, che non dipende da nn), il limite è quello notevoleI limiti di base per sciogliere le forme indeterminate delle successioni: potenze, polinomi, il numero e, esponenziali, la gerarchia logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriale < n^n e la razionalizzazione.Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti → (1+zn)n→ez\left(1 + \frac zn\right)^n \to e^z, che vale anche per zz complesso. Il limite è continuo in 00 (anzi ovunque), quindi per Lévy Xn→dPoi(λ)X_n \xrightarrow{d} \text{Poi}(\lambda): è l'approssimazione di Poisson della binomialePoi(λ) conta eventi rari: P(X = k) = e^(−λ) λ^k / k! per k = 0, 1, 2, …, con media e varianza entrambe uguali a λ; approssima la binomiale Bin(n, p) quando n è grande e p piccolo, con λ = np.Distribuzione di Poisson → dimostrata in una riga.

È lo strumento per dimostrare il teorema del limite centraleSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ e varianza σ² ∈ (0, ∞), la somma standardizzata (Sₙ − nμ)/(σ√n) converge in distribuzione a N(0, 1): per n grande P(Sₙ ≤ x) ≈ Φ((x − nμ)/(σ√n)). Caso binomiale (De Moivre-Laplace): Bin(n, p) ≈ N(np, np(1 − p)), con correzione di continuità ±0,5. Si dimostra con le funzioni caratteristiche e il teorema di Lévy.Teorema del limite centrale e approssimazione normale →: le funzioni caratteristiche delle somme sono prodotti, facili da mandare al limite. La continuità in 00 serve a escludere che la probabilità "scappi all'infinito": per Xn∼N(0,n)X_n \sim N(0, n), φn(θ)=e−nθ2/2→0\varphi_n(\theta) = e^{-n\theta^2/2} \to 0 per θ≠0\theta \ne 0 (l'esponente −nθ22→−∞-\frac{n\theta^2}{2} \to -\infty) e →1\to 1 in θ=0\theta = 0; il limite è discontinuo in 00 e infatti XnX_n non converge in distribuzione. Lo si vede sulle FdD: FXn(x)=Φ(xn)→Φ(0)=12F_{X_n}(x) = \Phi\left(\frac{x}{\sqrt n}\right) \to \Phi(0) = \frac12 per ogni xx, e la costante 12\frac12 non è una FdD (non tende a 00 e a 11 agli estremi): metà della probabilità "scappa" verso +∞+\infty e metà verso −∞-\infty.

Metodo per gli esercizi d'esame

Lo schema delle soluzioni ufficiali per successioni del tipo "XnX_n vale 00 con probabilità quasi 11 e un valore grande con probabilità piccola":

  1. Distribuzione. Scrivere FXnF_{X_n} e farne il limite per ogni xx fissato (oppure il limite di φXn\varphi_{X_n} e usare Lévy). Riconoscere la FdD limite, di solito quella della costante 00.
  2. Probabilità. Se il limite è una costante, segue dalla 5. In alternativa, calcolare direttamente P(∣Xn∣>ε)P(|X_n| > \varepsilon) per nn grande.
  3. L1L^1 e L2L^2. Il limite, se c'è, è la stessa costante. Calcolare E[∣Xn−0∣]E[|X_n - 0|] ed E[∣Xn−0∣2]E[|X_n - 0|^2] e vedere se tendono a 00.
Esercizio XnX_n E∣Xn∣E\lvert X_n \rvert E[Xn2]E[X_n^2] conclusione
Esercizio 24 · convergenze di Xn a valori 0 e n nn con prob. 1n2\frac1{n^2} 1n→0\frac1n \to 0 11 L1L^1 sì, L2L^2 no
Esercizio 25 · convergenze di Xn a valori −√n, 0, √n ±n\pm\sqrt n con prob. 1n\frac1n ciascuno 2n→0\frac{2}{\sqrt n} \to 0 22 L1L^1 sì, L2L^2 no
Esercizio 26 · convergenze di Xn a valori 0 e √n n\sqrt n con prob. 1n\frac1n 1n→0\frac1{\sqrt n} \to 0 11 L1L^1 sì, L2L^2 no

In tutti e tre i casi c'è convergenza in distribuzione, in probabilità e in L1L^1 a 00, ma non in L2L^2. Il motivo è sempre lo stesso: il momento secondo pesa il valore grande al quadrato, e il quadrato compensa esattamente la probabilità piccola.

Esempio svolto (I appello 15.01.2026). P(Xn=0)=1−1n2P(X_n = 0) = 1 - \frac{1}{n^2}, P(Xn=n)=1n2P(X_n = n) = \frac1{n^2}.

  • FXn(x)=0F_{X_n}(x) = 0 per x<0x < 0, 1−1n21 - \frac1{n^2} per 0≤x<n0 \le x < n, 11 per x≥nx \ge n. Per xx fissato e n>xn > x, siamo nel tratto centrale (se x≥0x \ge 0), quindi FXn(x)=1−1n2→1F_{X_n}(x) = 1 - \frac1{n^2} \to 1 per x≥0x \ge 0 e resta 00 per x<0x < 0: è la FdD della costante 00. Quindi Xn→d0X_n \xrightarrow{d} 0 e, per la 5, Xn→p0X_n \xrightarrow{p} 0. (Qui la convergenza vale anche nel punto di salto x=0x = 0.)
  • E[∣Xn∣]=n⋅1n2=1n→0E[|X_n|] = n \cdot \frac{1}{n^2} = \frac1n \to 0: Xn→L10X_n \xrightarrow{L^1} 0.
  • E[Xn2]=n2⋅1n2=1↛0E[X_n^2] = n^2 \cdot \frac1{n^2} = 1 \not\to 0: niente convergenza in L2L^2.

Altri limiti tipici (II parziale 15.01.2026, Esercizio 27 · media campionaria e massimo di uniformi): il massimo ZnZ_n di nn uniformi indipendenti su [0,1][0, 1] ha FZn(x)=xnF_{Z_n}(x) = x^n per 0≤x≤10 \le x \le 1 (Zn≤xZ_n \le x se e solo se tutte le nn uniformi sono ≤x\le x, e ciascuna lo è con probabilità xx), 00 per x<0x < 0 e 11 per x>1x > 1. Per 0≤x<10 \le x < 1, xn→0x^n \to 0 (potenze di un numero in [0,1)[0, 1), come per la ragione di una serie geometricaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica →), e per x≥1x \ge 1 vale 11: il limite è la FdD della costante 11, quindi ZnZ_n converge in distribuzione, e per la 5 in probabilità, alla costante 11.

Grafico interattivo: FdD del massimo di n uniformi su [0, 1], F(x) = x^n, per n = 1, 3, 10, 40: si schiacciano verso il gradino in x = 1, la FdD della costante 1

Convergenza Definizione Si verifica con
quasi certa P(Xn→X)=1P(X_n \to X) = 1 legge forte dei grandi numeri
in probabilità P(∣Xn−X∣>ε)→0P(\lvert X_n - X \rvert > \varepsilon) \to 0 Markov/Chebyshev, o distr. verso costante
in LpL^p E∣Xn−X∣p→0E\lvert X_n - X \rvert^p \to 0 calcolo diretto del momento
in distribuzione FXn→FXF_{X_n} \to F_X (punti di continuità) limite della FdD o di φXn\varphi_{X_n} (Lévy)

Errori comuni

  • Dedurre la convergenza in L1L^1 da quella in probabilità: il controesempio Xn=nX_n = n con probabilità 1n\frac1n mostra che è falso.
  • Pretendere la convergenza della FdD anche nei punti di salto del limite.
  • Calcolare E[Xn]→0E[X_n] \to 0 e concludere la convergenza in L1L^1: serve E[∣Xn−X∣]E[|X_n - X|], col modulo. Nel II appello E[Xn]=0E[X_n] = 0 per ogni nn (per simmetria), ma la convergenza in L1L^1 va verificata con E[∣Xn∣]=2nE[|X_n|] = \frac{2}{\sqrt n}.
  • Dimenticare che il limite in LpL^p deve coincidere con quello in probabilità.

Versione ripasso

Le quattro definizioni

Sia (Xn)n≥1(X_n)_{n \ge 1} una successione di v.a. e XX una v.a.

Quasi certa (Xn→q.c.XX_n \xrightarrow{q.c.} X): P({ω:lim⁡n→∞Xn(ω)=X(ω)})=1.P\left(\left\{\omega : \lim_{n\to\infty} X_n(\omega) = X(\omega)\right\}\right) = 1.

In probabilità (Xn→pXX_n \xrightarrow{p} X): per ogni ε>0\varepsilon > 0 lim⁡n→∞P(∣Xn−X∣>ε)=0.\lim_{n\to\infty} P(|X_n - X| > \varepsilon) = 0.

In media pp-esima (Xn→LpXX_n \xrightarrow{L^p} X): lim⁡n→∞E[∣Xn−X∣p]=0.(p≥1)\lim_{n\to\infty} E\big[|X_n - X|^p\big] = 0. \quad (p \ge 1)

In distribuzione (Xn→dXX_n \xrightarrow{d} X): lim⁡n→∞FXn(x)=FX(x)per ogni x in cui FX eˋ continua.\lim_{n\to\infty} F_{X_n}(x) = F_X(x) \qquad \text{per ogni } x \text{ in cui } F_X \text{ è continua}.

Relazioni

  q.c.  ─┐
         ├──▶  in probabilità  ──▶  in distribuzione
  L^p   ─┘
  (L² ⇒ L¹)
  1. q.c. ⇒ in probabilità.
  2. LpL^p ⇒ in probabilità.
  3. In probabilità ⇒ in distribuzione.
  4. LqL^q ⇒ LpL^p se q≥pq \ge p.
  5. In distribuzione verso una costante cc ⇒ in probabilità verso cc.

Controesempi:

  • In probabilità ma non in LpL^p: P(Xn=0)=1−1nP(X_n = 0) = 1 - \frac1n, P(Xn=n)=1nP(X_n = n) = \frac1n (in probabilità a 00, ma E[∣Xn∣]=1↛0E[|X_n|] = 1 \not\to 0).
  • In distribuzione ma non in probabilità: X∼N(0,1)X \sim N(0, 1) e Xn=−XX_n = -X.

Perché "nei punti di continuità": Xn=1nX_n = \frac1n deve convergere a 00, ma FXn(0)=0↛F0(0)=1F_{X_n}(0) = 0 \not\to F_0(0) = 1.

Teorema di continuità di Lévy

Xn→dX  ⟺  φXn(θ)→φX(θ)X_n \xrightarrow{d} X \iff \varphi_{X_n}(\theta) \to \varphi_X(\theta) per ogni θ∈R\theta \in \mathbb R (con limite continuo in 00).

Metodo per gli esercizi d'esame

  1. Distribuzione: calcolare FXn(x)F_{X_n}(x) e il limite (o φXn\varphi_{X_n}).
  2. Probabilità: se il limite è una costante, usa la proprietà 5.
  3. L1L^1 e L2L^2: calcolare direttamente E[∣Xn−X∣]E[|X_n - X|] ed E[∣Xn−X∣2]E[|X_n - X|^2].
Esercizio XnX_n E∣Xn∣E\lvert X_n \rvert E[Xn2]E[X_n^2] conclusione
Esercizio 24 · convergenze di Xn a valori 0 e n nn con prob. 1n2\frac1{n^2} 1n→0\frac1n \to 0 11 L1L^1 sì, L2L^2 no
Esercizio 25 · convergenze di Xn a valori −√n, 0, √n ±n\pm\sqrt n con prob. 1n\frac1n ciascuno 2n→0\frac{2}{\sqrt n} \to 0 22 L1L^1 sì, L2L^2 no
Esercizio 26 · convergenze di Xn a valori 0 e √n n\sqrt n con prob. 1n\frac1n 1n→0\frac1{\sqrt n} \to 0 11 L1L^1 sì, L2L^2 no

In tutti e tre c'è convergenza a 00 in distribuzione, in probabilità e in L1L^1, ma non in L2L^2. Massimo ZnZ_n di nn uniformi su [0,1][0, 1] (Esercizio 27 · media campionaria e massimo di uniformi): FZn(x)=xnF_{Z_n}(x) = x^n converge alla FdD della costante 11.

Convergenza Definizione Si verifica con
quasi certa P(Xn→X)=1P(X_n \to X) = 1 legge forte dei grandi numeri
in probabilità P(∣Xn−X∣>ε)→0P(\lvert X_n - X \rvert > \varepsilon) \to 0 Markov/Chebyshev, o distr. verso costante
in LpL^p E∣Xn−X∣p→0E\lvert X_n - X \rvert^p \to 0 calcolo diretto del momento
in distribuzione FXn→FXF_{X_n} \to F_X (punti di continuità) limite della FdD o di φXn\varphi_{X_n} (Lévy)

Errori tipici

  • Dedurre la convergenza in L1L^1 da quella in probabilità.
  • Pretendere la convergenza della FdD anche nei punti di salto del limite.
  • Calcolare E[Xn]→0E[X_n] \to 0 invece di E[∣Xn−X∣]→0E[|X_n - X|] \to 0.
  • Dimenticare che il limite in LpL^p deve coincidere con quello in probabilità.

Esercizi su questo argomento

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