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Note per Studenti Variabili aleatorie assolutamente continue

Variabili aleatorie assolutamente continue

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Punto 3 del programma ("funzione di distribuzione per v.a. generiche e caso assolutamente continuo: densità di probabilità e sue proprietà; valore medio di v.a. assolutamente continue e di loro funzioni"). Prerequisiti: Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →, Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →, Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Casi notevoli: Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →, Distribuzione gammaΓ(α, λ) ha densità λ^α x^(α−1) e^(−λx) / Γ(α) per x > 0, dove Γ(α) = ∫ x^(α−1) e^(−x) dx è la funzione Gamma (Γ(n) = (n − 1)!, Γ(1/2) = √π); media α/λ, varianza α/λ²; Γ(1, λ) = Exp(λ), e la somma di n esponenziali Exp(λ) indipendenti è Γ(n, λ), il tempo d'attesa dell'n-esimo evento.Distribuzione gamma →, Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →.

L'idea: dalla somma all'integrale

Per una v.a. discreta la probabilità è concentrata in punti isolati, con masse pX(x)p_X(x), e P(X∈A)=∑x∈ApX(x)P(X \in A) = \sum_{x \in A} p_X(x). Per un tempo di attesa, una tensione, la posizione di un punto scelto a caso, ogni singolo valore ha probabilità zero (vedi Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →): la probabilità è "spalmata" lungo la retta, come una massa distribuita lungo un filo con una certa densità.

La densità fX(x)f_X(x) dice quanta probabilità c'è per unità di lunghezza vicino a xx, e la probabilità di un intervallo è l'area sotto il grafico di fXf_X sopra quell'intervallo. La somma diventa un integrale.

Definizione

Definizione (variabile aleatoria assolutamente continua e densità). Una v.a. XX si dice assolutamente continua (a.c.) se esiste una funzione fX:R→[0,+∞)f_X : \mathbb R \to [0, +\infty) integrabile tale che FX(x)=P(X≤x)=∫−∞xfX(t) dtper ogni x∈R.F_X(x) = P(X \le x) = \int_{-\infty}^x f_X(t) \, dt \qquad \text{per ogni } x \in \mathbb R. La funzione fXf_X si chiama densità (di probabilità) di XX.

Esempio. fX(x)=2xf_X(x) = 2x su [0,1][0,1] (e 00 altrove) è una densità, perché ∫012x dx=[x2]01=1−0=1\int_0^1 2x\,dx = \big[x^2\big]_0^1 = 1 - 0 = 1 (una primitiva di 2x2x è x2x^2, e l'integrale si calcola con il teorema fondamentaleSe G è una primitiva di g, l'integrale di g da a a b vale G(b) − G(a).Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →). La FdD si ottiene integrando fino a xx: per x<0x < 0 la densità è nulla e FX(x)=0F_X(x) = 0; per x∈[0,1]x \in [0,1], FX(x)=∫−∞00 dt+∫0x2t dt=x2F_X(x) = \int_{-\infty}^0 0\,dt + \int_0^x 2t\,dt = x^2; per x>1x > 1 si è già raccolta tutta l'area e FX(x)=1F_X(x) = 1.

Proprietà della densità

Proprietà (della densità). (D1) fX(x)≥0f_X(x) \ge 0 per ogni xx.

(D2) ∫−∞+∞fX(x) dx=1\displaystyle\int_{-\infty}^{+\infty} f_X(x) \, dx = 1.

Esempio. f(x)=3x2f(x) = 3x^2 su [0,1][0,1] ha f≥0f \ge 0 e ∫013x2 dx=[x3]01=1\int_0^1 3x^2\,dx = \big[x^3\big]_0^1 = 1: è una densità.

Perché (D1). Se fXf_X fosse negativa su un intervallo (a,b)(a, b), l'integrale da aa a bb sarebbe negativo, e quindi FX(b)−FX(a)=P(a<X≤b)<0F_X(b) - F_X(a) = P(a < X \le b) < 0: impossibile. (A rigore fXf_X potrebbe essere negativa in punti isolati, che non cambiano gli integrali; si sceglie sempre la versione ≥0\ge 0.)

Perché (D2). L'integrale su tutta la retta è un integrale improprioL'integrale su un intervallo illimitato si definisce come limite degli integrali sugli intervalli limitati.Integrali impropri →: ∫−∞+∞fX=lim⁡x→+∞∫−∞xfX=lim⁡x→+∞FX(x)\int_{-\infty}^{+\infty} f_X = \lim_{x \to +\infty} \int_{-\infty}^{x} f_X = \lim_{x \to +\infty} F_X(x), che vale 11 per la proprietà (F2) della Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →.

Viceversa: ogni funzione con (D1) e (D2) è la densità di qualche v.a. a.c. Per questo, negli esercizi "trovare la costante cc che rende ff una densità" significa imporre (D1) (segno) e (D2) (normalizzazione).

Conseguenze

1. Le probabilità sono aree. Per a<ba < b:

P(a<X≤b)=FX(b)−FX(a)=∫−∞bfX−∫−∞afX=∫abfX(t) dt.P(a < X \le b) = F_X(b) - F_X(a) = \int_{-\infty}^b f_X - \int_{-\infty}^a f_X = \int_a^b f_X(t) \, dt.

Il primo passaggio è la proprietà della FdD: {X≤b}\{X \le b\} è l'unione disgiunta di {X≤a}\{X \le a\} e {a<X≤b}\{a < X \le b\}, quindi FX(b)=FX(a)+P(a<X≤b)F_X(b) = F_X(a) + P(a < X \le b). L'ultimo è l'additività rispetto all'intervalloL'integrale da c a b è l'integrale da c ad a più quello da a a b.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →: ∫−∞b=∫−∞a+∫ab\int_{-\infty}^b = \int_{-\infty}^a + \int_a^b, e sottraendo resta solo il pezzo tra aa e bb.

Più in generale P(X∈B)=∫BfX(t) dtP(X \in B) = \int_B f_X(t) \, dt per ogni boreliano BB.

Grafico interattivo: Una probabilità è un'area: per la densità f(x) = x e^(−x) (x ≥ 0), P(1 < X ≤ 3) è l'area sotto il grafico tra 1 e 3, cioè F(3) − F(1) ≈ 0,801 − 0,264 = 0,537

2. I singoli punti hanno probabilità zero. Per ogni xx e ogni ε>0\varepsilon > 0, {X=x}⊆{x−ε<X≤x}\{X = x\} \subseteq \{x - \varepsilon < X \le x\}, quindi

P(X=x)≤∫x−εxfX(t) dt→ε→00  ⟹  P(X=x)=0.P(X = x) \le \int_{x - \varepsilon}^x f_X(t) \, dt \xrightarrow[\varepsilon \to 0]{} 0 \implies P(X = x) = 0.

Perché l'integrale tende a 0. Se fXf_X è limitata vicino a xx, diciamo fX≤Mf_X \le M, l'integrale su un intervallo lungo ε\varepsilon è al più MεM \varepsilon (si maggiora l'integranda con la costante MM), che va a 00. In generale vale lo stesso perché la funzione integrale x↦∫−∞xfXx \mapsto \int_{-\infty}^x f_X è continua, e l'integrale è la differenza dei suoi valori in xx e in x−εx - \varepsilon. Poi P(X=x)P(X = x) è un numero fisso ≥0\ge 0 che sta sotto quantità piccole a piacere, quindi vale 00.

Di conseguenza gli estremi non contano:

P(a<X<b)=P(a≤X<b)=P(a<X≤b)=P(a≤X≤b)=∫abfX(t) dt.P(a < X < b) = P(a \le X < b) = P(a < X \le b) = P(a \le X \le b) = \int_a^b f_X(t) \, dt.

Con le v.a. discrete invece bisognava stare molto attenti a << e ≤\le.

3. FXF_X è continua (non ha salti, perché un salto in xx vorrebbe dire P(X=x)>0P(X = x) > 0: l'ampiezza del salto di una FdD in xx è proprio FX(x)−FX(x−)=P(X=x)F_X(x) - F_X(x^-) = P(X = x), vedi Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →).

4. La densità è la derivata della FdD. Per il teorema fondamentale del calcolo integraleSe f è continua in x, la funzione integrale x ↦ ∫ da −∞ a x di f è derivabile in x con derivata f(x).Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →, nei punti in cui fXf_X è continua

fX(x)=FX′(x).f_X(x) = F_X'(x).

Questa è la strada pratica per trovare la densità: si calcola FXF_X (spesso più facile da ragionare, perché è una probabilità) e la si deriva. Nei punti, in numero finito, in cui FXF_X non è derivabile, il valore di fXf_X si può scegliere a piacere: cambiare una densità in un numero finito di punti non cambia nessun integrale, quindi nessuna probabilità.

Criterio pratico: se FXF_X è continua ovunque e derivabile tranne al più in un numero finito di punti (con derivata continua altrove), allora XX è a.c. con densità FX′F_X'.

Attenzione: la densità non è una probabilità

fX(x)f_X(x) non è P(X=x)P(X = x) (che è 00) e può essere maggiore di 1. Esempio: la densità uniforme su [0,12][0, \frac12] vale 22 su quell'intervallo (l'area deve essere 11 e la base è 12\frac12). Il significato corretto è approssimato:

P(x<X≤x+h)=∫xx+hfX≈fX(x)⋅hper h piccolo.P(x < X \le x + h) = \int_x^{x + h} f_X \approx f_X(x) \cdot h \qquad \text{per } h \text{ piccolo}.

L'approssimazione viene dal teorema della media integraleSe f è continua tra x e x + h, il suo integrale su quel tratto vale f(ξ) h per qualche ξ nel tratto.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →: l'integrale vale fX(ξ) hf_X(\xi)\, h per un ξ∈[x,x+h]\xi \in [x, x + h], e se fXf_X è continua in xx, per hh piccolo fX(ξ)f_X(\xi) è vicino a fX(x)f_X(x). Dividendo per hh: P(x<X≤x+h)h→fX(x)\frac{P(x < X \le x + h)}{h} \to f_X(x), che è di nuovo il rapporto incrementale di FXF_X (Derivata - definizione e significatoLa derivata è il limite del rapporto incrementale; geometricamente è la pendenza della retta tangente. f è derivabile in x0 se e solo se f(x) = f(x0) + f'(x0)(x − x0) + o(x − x0); derivabile implica continua, non viceversa. Derivata destra e sinistra, punti angolosi, flessi a tangente verticale, cuspidi.Derivata - definizione e significato →).

Cioè fX(x)f_X(x) è probabilità per unità di lunghezza. Un valore grande di fX(x)f_X(x) dice che XX cade spesso vicino a xx.

Grafico interattivo: Densità di U(0, 1/2): vale 2, più di 1, eppure l'area (base 1/2 per altezza 2) è 1

Esempio d'esame: trovare la costante e la FdD

(I parziale 17.11.2025, esercizio 4; svolto per intero in Esercizio 13 · densità proporzionale a t² su un intervallo che dipende da a.) fX(t)=at2 1(−a,2a)(t)f_X(t) = a t^2 \, \mathbb 1_{(-a, 2a)}(t).

  • Segno: t2≥0t^2 \ge 0, quindi serve a≥0a \ge 0; con a=0a = 0 la funzione sarebbe nulla e avrebbe integrale 00, quindi a>0a > 0.
  • Normalizzazione: ∫−a2aat2 dt=a⋅(2a)3−(−a)33=a⋅9a33=3a4=1\int_{-a}^{2a} a t^2 \, dt = a \cdot \frac{(2a)^3 - (-a)^3}{3} = a \cdot \frac{9a^3}{3} = 3a^4 = 1, quindi a=3−1/4a = 3^{-1/4}. Passaggi: aa è una costante e va fuori dall'integrale; una primitiva di t2t^2 è t33\frac{t^3}{3}; (2a)3=8a3(2a)^3 = 8a^3 e (−a)3=−a3(-a)^3 = -a^3 (cubo di un negativo), quindi la differenza è 8a3+a3=9a38a^3 + a^3 = 9a^3. Da 3a4=13a^4 = 1 viene a4=13a^4 = \frac13, che ha due soluzioni reali ±3−1/4\pm 3^{-1/4}; si tiene quella positiva, a=3−1/4≈0,760a = 3^{-1/4} \approx 0{,}760.
  • FdD: per −a≤x<2a-a \le x < 2a, FX(x)=∫−axat2 dt=a⋅x3−(−a)33=a3(x3+a3)F_X(x) = \int_{-a}^x a t^2 \, dt = a \cdot \frac{x^3 - (-a)^3}{3} = \frac a3 (x^3 + a^3); vale 00 prima di −a-a (lì la densità è nulla e non si è accumulata probabilità) e 11 dopo 2a2a. Controllo: in x=2ax = 2a viene a3⋅9a3=3a4=1\frac a3 \cdot 9a^3 = 3a^4 = 1 ✓, quindi la FdD è continua anche in 2a2a.

Il simbolo 1A(t)\mathbb 1_A(t) è la funzione indicatriceVale 1 se t appartiene ad A e 0 altrimenti; serve a scrivere in una sola formula una densità definita a tratti. di AA: è il modo compatto di dire "la densità vale at2a t^2 dentro (−a,2a)(-a, 2a) e 00 fuori".

Valore atteso

Definizione (valore atteso di una variabile aleatoria assolutamente continua). Se ∫R∣x∣fX(x) dx<+∞\int_{\mathbb R} |x| f_X(x) \, dx < +\infty, il valore atteso di XX è E[X]:=∫−∞+∞x fX(x) dx.E[X] := \int_{-\infty}^{+\infty} x \, f_X(x) \, dx.

È la stessa definizione del caso discreto (Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →) con l'integrale al posto della somma e fX(x) dxf_X(x)\,dx al posto di pX(x)p_X(x): si sommano i valori xx pesati con la probabilità "infinitesima" fX(x) dxf_X(x)\,dx di cadere vicino a xx. La condizione di convergenza assoluta ha lo stesso scopo: garantire che il risultato sia un numero ben definito.

Esempio senza media. La densità di Cauchyf(x) = 1 / (π(1 + x²)): ha una forma a campana, ma code così pesanti che l'integrale del modulo di x per f(x) diverge. f(x)=1π(1+x2)f(x) = \frac{1}{\pi(1 + x^2)} ha ∫∣x∣f(x) dx=+∞\int |x| f(x) \, dx = +\infty. Per simmetria basta guardare x≥0x \ge 0: con la sostituzione s=1+x2s = 1 + x^2, ds=2x dxds = 2x\,dx (Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →), ∫0Mxπ(1+x2) dx=12π∫11+M2dss=ln⁡(1+M2)2π→M→+∞+∞.\int_0^M \frac{x}{\pi(1 + x^2)}\,dx = \frac{1}{2\pi} \int_1^{1 + M^2} \frac{ds}{s} = \frac{\ln(1 + M^2)}{2\pi} \xrightarrow[M \to +\infty]{} +\infty . È lo stesso verdetto del confronto asintoticoSe due integrande positive sono asintotiche all'infinito, i due integrali impropri convergono o divergono insieme.Criteri di convergenza per gli integrali impropri →: l'integranda si comporta come 1πx\frac1{\pi x} all'infinito, e ∫+∞dxx\int^{+\infty} \frac{dx}{x} diverge. Quindi E[X]E[X] non esiste, anche se la densità è simmetrica rispetto a 00.

Teorema fondamentale del valor medio (caso continuo)

Teorema (fondamentale del valor medio, caso continuo). Se g:R→Rg : \mathbb R \to \mathbb R è una funzione (continua a tratti) e ∫∣g(x)∣fX(x) dx<+∞\int |g(x)| f_X(x) \, dx < +\infty, allora E[g(X)]=∫−∞+∞g(x) fX(x) dx.E[g(X)] = \int_{-\infty}^{+\infty} g(x) \, f_X(x) \, dx.

Esempio. X∼U(0,1)X \sim U(0,1), con densità 11 su [0,1][0, 1]: con g(x)=x2g(x) = x^2, E[X2]=∫01x2⋅1 dx=[x33]01=13E[X^2] = \int_0^1 x^2 \cdot 1\,dx = \big[\frac{x^3}{3}\big]_0^1 = \frac{1}{3}. Si noti che E[X]2=(12)2=14≠13E[X]^2 = \left(\frac12\right)^2 = \frac14 \ne \frac13.

Come nel caso discreto, non serve trovare la legge di g(X)g(X): si integra gg contro la densità di XX. Si usa per i momenti E[Xk]=∫xkfXE[X^k] = \int x^k f_X, per la varianza, per le funzioni caratteristiche E[eiθX]=∫eiθxfX(x) dxE[e^{i\theta X}] = \int e^{i\theta x} f_X(x) \, dx.

Linearità: E[aX+b]=aE[X]+bE[aX + b] = aE[X] + b. Infatti, con g(x)=ax+bg(x) = ax + b, E[aX+b]=∫(ax+b)fX(x) dx=a∫xfX(x) dx+b∫fX(x) dx=aE[X]+b⋅1,E[aX + b] = \int (ax + b) f_X(x)\,dx = a \int x f_X(x)\,dx + b \int f_X(x)\,dx = a E[X] + b \cdot 1, per la linearità dell'integrale (Proprietà dell'integrale definito e teorema della mediaL'integrale definito è lineare, monotono (f ≤ g implica ∫f ≤ ∫g), additivo rispetto all'intervallo (con ∫ da a ad a = 0 e ∫ da b ad a = −∫ da a a b) e verifica |∫f| ≤ ∫|f|. Teorema della media integrale: se f è continua su [a,b] esiste c con f(c) = (1/(b−a))∫f, cioè un rettangolo di altezza f(c) ha la stessa area del trapezoide.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →) e la (D2), e più in generale E[ag(X)+bh(X)]=aE[g(X)]+bE[h(X)]E[ag(X) + bh(X)] = aE[g(X)] + bE[h(X)].

Varianza, momenti, disuguaglianze

Tutto ciò che in Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti → e Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → si dimostrava usando solo le proprietà del valore atteso vale identico:

Oggetto Formula nel caso a.c.
momento kk-esimo E[Xk]=∫xkfX(x) dxE[X^k] = \int x^k f_X(x) \, dx
varianza Var(X)=E[(X−μ)2]=∫(x−μ)2fX(x) dx=E[X2]−μ2\text{Var}(X) = E[(X - \mu)^2] = \int (x - \mu)^2 f_X(x) \, dx = E[X^2] - \mu^2
trasformazioni affini Var(aX+b)=a2Var(X)\text{Var}(aX + b) = a^2 \text{Var}(X)
Markov (X≥0X \ge 0) P(X≥c)≤E[X]cP(X \ge c) \le \frac{E[X]}{c}
Chebyshev P(∣X−μ∣≥c)≤Var(X)c2P(\lvert X - \mu \rvert \ge c) \le \frac{\text{Var}(X)}{c^2}
Jensen (φ\varphi convessa) φ(E[X])≤E[φ(X)]\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]

Esempio completo: densità lineare su [0,1][0, 1]

(III appello 24.06.2026, esercizio 4; svolto per intero in Esercizio 15 · densità c(1+x) e radice quadrata.) fX(x)=c(1+x)1[0,1](x)f_X(x) = c(1 + x) \mathbb 1_{[0, 1]}(x).

Costante. c>0c > 0 per il segno (1+x>01 + x > 0 su [0,1][0, 1], quindi il segno di ff è quello di cc); ∫01(1+x) dx=[x+x22]01=1+12=32\int_0^1 (1 + x) \, dx = \big[x + \frac{x^2}{2}\big]_0^1 = 1 + \frac12 = \frac32, quindi c⋅32=1c \cdot \frac32 = 1 e c=23c = \frac23. Lo si vede anche geometricamente: sotto 1+x1 + x tra 00 e 11 c'è un trapezio di basi 11 e 22 e altezza 11, con area (1+2)⋅12=32\frac{(1 + 2) \cdot 1}{2} = \frac32.

Grafico interattivo: Densità f(x) = (2/3)(1 + x) su [0, 1], nulla fuori: un trapezio da 2/3 a 4/3, di area 1

FdD. Per 0≤x<10 \le x < 1: FX(x)=23∫0x(1+t) dt=23[t+t22]0x=23(x+x22)F_X(x) = \frac23 \int_0^x (1 + t) \, dt = \frac23\left[t + \frac{t^2}{2}\right]_0^x = \frac23\left(x + \frac{x^2}{2}\right). Per x<0x < 0 vale 00 e per x≥1x \ge 1 vale 11. Controllo: FX(1)=23⋅32=1F_X(1) = \frac23 \cdot \frac32 = 1 ✓, e la FdD è continua in 00 e in 11, come deve essere per una v.a. a.c.

Grafico interattivo: FdD della densità (2/3)(1 + x): vale 0 prima di 0, cresce come (2/3)(x + x²/2) su [0, 1] (sempre più ripida, perché la densità cresce) e vale 1 da x = 1 in poi, senza salti

Media e momento secondo. Si usa il teorema del valor medio con g(x)=xg(x) = x e g(x)=x2g(x) = x^2, si moltiplicano i polinomi e si integra termine a termine:

E[X]=23∫01x(1+x) dx=23∫01(x+x2) dx=23(12+13)=23⋅56=59,E[X] = \frac23 \int_0^1 x(1 + x) \, dx = \frac23 \int_0^1 (x + x^2)\,dx = \frac23\left(\frac12 + \frac13\right) = \frac23 \cdot \frac56 = \frac59,

E[X2]=23∫01x2(1+x) dx=23∫01(x2+x3) dx=23(13+14)=23⋅712=718,E[X^2] = \frac23 \int_0^1 x^2 (1 + x) \, dx = \frac23 \int_0^1 (x^2 + x^3)\,dx = \frac23\left(\frac13 + \frac14\right) = \frac23 \cdot \frac{7}{12} = \frac{7}{18},

dove ∫01xk dx=1k+1\int_0^1 x^k\,dx = \frac{1}{k+1}. Per la varianza si usa Var(X)=E[X2]−E[X]2\text{Var}(X) = E[X^2] - E[X]^2, con E[X]2=2581E[X]^2 = \frac{25}{81}, e si porta tutto al denominatore comune 162=2⋅81162 = 2 \cdot 81 (718=63162\frac{7}{18} = \frac{63}{162}, 2581=50162\frac{25}{81} = \frac{50}{162}):

Var(X)=718−2581=63−50162=13162≈0,080.\text{Var}(X) = \frac{7}{18} - \frac{25}{81} = \frac{63 - 50}{162} = \frac{13}{162} \approx 0{,}080.

La media 59>12\frac59 > \frac12: la densità cresce, quindi pesa di più la metà destra dell'intervallo ✓.

Confronto discreto / continuo

Discreta Assolutamente continua
descritta da pX(x)=P(X=x)p_X(x) = P(X = x) fX(x)f_X(x), con P(X=x)=0P(X = x) = 0
normalizzazione ∑xpX(x)=1\sum_x p_X(x) = 1 ∫fX=1\int f_X = 1
P(X∈A)P(X \in A) ∑x∈ApX(x)\sum_{x \in A} p_X(x) ∫AfX\int_A f_X
FdD a gradini continua, FX′=fXF_X' = f_X
E[g(X)]E[g(X)] ∑xg(x)pX(x)\sum_x g(x) p_X(x) ∫g(x)fX(x) dx\int g(x) f_X(x) \, dx
≤\le contro << conta non conta
valori >1> 1 impossibili possibili per fXf_X

Esistono anche v.a. né discrete né a.c.: Variabili aleatorie misteUna v.a. mista ha una FdD con salti (parte discreta, masse p_i nei punti x_i) e tratti crescenti continui (parte con densità f): E[g(X)] = Σ g(x_i) p_i + ∫ g(x) f(x) dx, con Σ p_i + ∫ f = 1; varianza come sempre E[X²] − E[X]².Variabili aleatorie miste →.

Errori comuni

Versione ripasso

Punto 3 del programma. Prerequisiti: Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →, Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →, Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Casi notevoli: Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →, Distribuzione gammaΓ(α, λ) ha densità λ^α x^(α−1) e^(−λx) / Γ(α) per x > 0, dove Γ(α) = ∫ x^(α−1) e^(−x) dx è la funzione Gamma (Γ(n) = (n − 1)!, Γ(1/2) = √π); media α/λ, varianza α/λ²; Γ(1, λ) = Exp(λ), e la somma di n esponenziali Exp(λ) indipendenti è Γ(n, λ), il tempo d'attesa dell'n-esimo evento.Distribuzione gamma →, Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →.

Definizione

Una v.a. XX si dice assolutamente continua (a.c.) se esiste una funzione fX:R→[0,+∞)f_X : \mathbb R \to [0, +\infty) integrabile tale che FX(x)=P(X≤x)=∫−∞xfX(t) dtper ogni x∈R.F_X(x) = P(X \le x) = \int_{-\infty}^x f_X(t) \, dt \qquad \text{per ogni } x \in \mathbb R. La funzione fXf_X si chiama densità (di probabilità) di XX.

Proprietà della densità

(D1) fX(x)≥0f_X(x) \ge 0 per ogni xx.

(D2) ∫−∞+∞fX(x) dx=1\displaystyle\int_{-\infty}^{+\infty} f_X(x) \, dx = 1.

Conseguenze

  1. Le probabilità sono aree: Per a<ba < b, P(a<X≤b)=FX(b)−FX(a)=∫abfX(t) dtP(a < X \le b) = F_X(b) - F_X(a) = \int_a^b f_X(t) \, dt.
  2. I singoli punti hanno probabilità zero: P(X=x)=0P(X = x) = 0, quindi gli estremi non contano (P(a<X<b)=P(a≤X≤b)=∫abfXP(a < X < b) = P(a \le X \le b) = \int_a^b f_X).
  3. FXF_X è continua.
  4. La densità è la derivata della FdD: fX(x)=FX′(x)f_X(x) = F_X'(x) nei punti in cui fXf_X è continua (per il teorema fondamentale del calcolo integraleSe f è continua in x, la funzione integrale x ↦ ∫ da −∞ a x di f è derivabile in x con derivata f(x).).

Attenzione: la densità non è una probabilità

fX(x)f_X(x) non è P(X=x)P(X = x) e può essere maggiore di 1. fX(x)f_X(x) è probabilità per unità di lunghezza: P(x<X≤x+h)≈fX(x)⋅hP(x < X \le x + h) \approx f_X(x) \cdot h.

Valore atteso

Se ∫R∣x∣fX(x) dx<+∞\int_{\mathbb R} |x| f_X(x) \, dx < +\infty, il valore atteso di XX è E[X]:=∫−∞+∞x fX(x) dx.E[X] := \int_{-\infty}^{+\infty} x \, f_X(x) \, dx.

Esempio senza media: la densità di Cauchyf(x) = 1 / (π(1 + x²)): ha una forma a campana, ma code così pesanti che l'integrale del modulo di x per f(x) diverge. f(x)=1π(1+x2)f(x) = \frac{1}{\pi(1 + x^2)} ha E[X]E[X] non definito.

Teorema fondamentale del valor medio (caso continuo)

Se g:R→Rg : \mathbb R \to \mathbb R è una funzione (continua a tratti) e ∫∣g(x)∣fX(x) dx<+∞\int |g(x)| f_X(x) \, dx < +\infty, allora E[g(X)]=∫−∞+∞g(x) fX(x) dx.E[g(X)] = \int_{-\infty}^{+\infty} g(x) \, f_X(x) \, dx.

Linearità: E[aX+b]=aE[X]+bE[aX + b] = aE[X] + b.

Varianza, momenti, disuguaglianze

Valgono le stesse formule di Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti → e Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → con gli integrali:

  • Momento kk-esimo: E[Xk]=∫xkfX(x) dxE[X^k] = \int x^k f_X(x) \, dx
  • Varianza: Var(X)=E[(X−μ)2]=E[X2]−μ2\text{Var}(X) = E[(X - \mu)^2] = E[X^2] - \mu^2
  • Markov (X≥0X \ge 0): P(X≥c)≤E[X]cP(X \ge c) \le \frac{E[X]}{c}
  • Chebyshev: P(∣X−μ∣≥c)≤Var(X)c2P(\lvert X - \mu \rvert \ge c) \le \frac{\text{Var}(X)}{c^2}
  • Jensen (φ\varphi convessa): φ(E[X])≤E[φ(X)]\varphi(E[X]) \le E[\varphi(X)]

Esempio: densità lineare su [0,1][0, 1]

(Esercizio 15 · densità c(1+x) e radice quadrata.) fX(x)=c(1+x) 1[0,1](x)f_X(x) = c(1 + x)\,\mathbb 1_{[0, 1]}(x).

  1. Costante: ∫01(1+x) dx=32\int_0^1 (1 + x)\,dx = \frac32, quindi c=23c = \frac23.
  2. FdD: per 0≤x<10 \le x < 1, FX(x)=23(x+x22)F_X(x) = \frac23\left(x + \frac{x^2}{2}\right), con FX(1)=1F_X(1) = 1 ✓.
  3. Media: E[X]=23(12+13)=59E[X] = \frac23\left(\frac12 + \frac13\right) = \frac59; E[X2]=23(13+14)=718E[X^2] = \frac23\left(\frac13 + \frac14\right) = \frac7{18}; Var(X)=718−2581=13162\text{Var}(X) = \frac7{18} - \frac{25}{81} = \frac{13}{162}.

Confronto discreto / continuo

Discreta Assolutamente continua
descritta da pX(x)=P(X=x)p_X(x) = P(X = x) fX(x)f_X(x), con P(X=x)=0P(X = x) = 0
normalizzazione ∑xpX(x)=1\sum_x p_X(x) = 1 ∫fX=1\int f_X = 1
P(X∈A)P(X \in A) ∑x∈ApX(x)\sum_{x \in A} p_X(x) ∫AfX\int_A f_X
FdD a gradini continua, FX′=fXF_X' = f_X
E[g(X)]E[g(X)] ∑xg(x)pX(x)\sum_x g(x) p_X(x) ∫g(x)fX(x) dx\int g(x) f_X(x) \, dx

Esistono anche v.a. né discrete né a.c.: Variabili aleatorie misteUna v.a. mista ha una FdD con salti (parte discreta, masse p_i nei punti x_i) e tratti crescenti continui (parte con densità f): E[g(X)] = Σ g(x_i) p_i + ∫ g(x) f(x) dx, con Σ p_i + ∫ f = 1; varianza come sempre E[X²] − E[X]².Variabili aleatorie miste →.

Errori comuni

  • Leggere fX(x)f_X(x) come P(X=x)P(X = x) o stupirsi che sia >1> 1.
  • Dimenticare l'indicatrice (funzione indicatriceVale 1 se t appartiene ad A e 0 altrimenti; serve a scrivere in una sola formula una densità definita a tratti.).
  • Scrivere la FdD solo nel tratto centrale.
  • Derivare la FdD dimenticando di controllare la continuità.
  • Calcolare E[g(X)]E[g(X)] come g(E[X])g(E[X]).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata