Variabili aleatorie assolutamente continue
In questa pagina 8
In questa pagina 6
Punto 3 del programma ("funzione di distribuzione per v.a. generiche e caso assolutamente continuo: densità di probabilità e sue proprietà; valore medio di v.a. assolutamente continue e di loro funzioni"). Prerequisiti: Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →, Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →, Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Casi notevoli: Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →, Distribuzione gammaΓ(α, λ) ha densità λ^α x^(α−1) e^(−λx) / Γ(α) per x > 0, dove Γ(α) = ∫ x^(α−1) e^(−x) dx è la funzione Gamma (Γ(n) = (n − 1)!, Γ(1/2) = √π); media α/λ, varianza α/λ²; Γ(1, λ) = Exp(λ), e la somma di n esponenziali Exp(λ) indipendenti è Γ(n, λ), il tempo d'attesa dell'n-esimo evento.Distribuzione gamma →, Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →.
L'idea: dalla somma all'integrale
Per una v.a. discreta la probabilità è concentrata in punti isolati, con masse , e . Per un tempo di attesa, una tensione, la posizione di un punto scelto a caso, ogni singolo valore ha probabilità zero (vedi Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →): la probabilità è "spalmata" lungo la retta, come una massa distribuita lungo un filo con una certa densità.
La densità dice quanta probabilità c'è per unità di lunghezza vicino a , e la probabilità di un intervallo è l'area sotto il grafico di sopra quell'intervallo. La somma diventa un integrale.
Definizione
Definizione (variabile aleatoria assolutamente continua e densità). Una v.a. si dice assolutamente continua (a.c.) se esiste una funzione integrabile tale che La funzione si chiama densità (di probabilità) di .
Esempio. su (e altrove) è una densità, perché (una primitiva di è , e l'integrale si calcola con il teorema fondamentaleSe G è una primitiva di g, l'integrale di g da a a b vale G(b) − G(a).Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →). La FdD si ottiene integrando fino a : per la densità è nulla e ; per , ; per si è già raccolta tutta l'area e .
Proprietà della densità
Proprietà (della densità). (D1) per ogni .
(D2) .
Esempio. su ha e : è una densità.
Perché (D1). Se fosse negativa su un intervallo , l'integrale da a sarebbe negativo, e quindi : impossibile. (A rigore potrebbe essere negativa in punti isolati, che non cambiano gli integrali; si sceglie sempre la versione .)
Perché (D2). L'integrale su tutta la retta è un integrale improprioL'integrale su un intervallo illimitato si definisce come limite degli integrali sugli intervalli limitati.Integrali impropri →: , che vale per la proprietà (F2) della Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →.
Viceversa: ogni funzione con (D1) e (D2) è la densità di qualche v.a. a.c. Per questo, negli esercizi "trovare la costante che rende una densità" significa imporre (D1) (segno) e (D2) (normalizzazione).
Conseguenze
1. Le probabilità sono aree. Per :
Il primo passaggio è la proprietà della FdD: è l'unione disgiunta di e , quindi . L'ultimo è l'additività rispetto all'intervalloL'integrale da c a b è l'integrale da c ad a più quello da a a b.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →: , e sottraendo resta solo il pezzo tra e .
Più in generale per ogni boreliano .
Grafico interattivo: Una probabilità è un'area: per la densità f(x) = x e^(−x) (x ≥ 0), P(1 < X ≤ 3) è l'area sotto il grafico tra 1 e 3, cioè F(3) − F(1) ≈ 0,801 − 0,264 = 0,537
2. I singoli punti hanno probabilità zero. Per ogni e ogni , , quindi
Perché l'integrale tende a 0. Se è limitata vicino a , diciamo , l'integrale su un intervallo lungo è al più (si maggiora l'integranda con la costante ), che va a . In generale vale lo stesso perché la funzione integrale è continua, e l'integrale è la differenza dei suoi valori in e in . Poi è un numero fisso che sta sotto quantità piccole a piacere, quindi vale .
Di conseguenza gli estremi non contano:
Con le v.a. discrete invece bisognava stare molto attenti a e .
3. è continua (non ha salti, perché un salto in vorrebbe dire : l'ampiezza del salto di una FdD in è proprio , vedi Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →).
4. La densità è la derivata della FdD. Per il teorema fondamentale del calcolo integraleSe f è continua in x, la funzione integrale x ↦ ∫ da −∞ a x di f è derivabile in x con derivata f(x).Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale →, nei punti in cui è continua
Questa è la strada pratica per trovare la densità: si calcola (spesso più facile da ragionare, perché è una probabilità) e la si deriva. Nei punti, in numero finito, in cui non è derivabile, il valore di si può scegliere a piacere: cambiare una densità in un numero finito di punti non cambia nessun integrale, quindi nessuna probabilità.
Criterio pratico: se è continua ovunque e derivabile tranne al più in un numero finito di punti (con derivata continua altrove), allora è a.c. con densità .
Attenzione: la densità non è una probabilità
non è (che è ) e può essere maggiore di 1. Esempio: la densità uniforme su vale su quell'intervallo (l'area deve essere e la base è ). Il significato corretto è approssimato:
L'approssimazione viene dal teorema della media integraleSe f è continua tra x e x + h, il suo integrale su quel tratto vale f(ξ) h per qualche ξ nel tratto.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →: l'integrale vale per un , e se è continua in , per piccolo è vicino a . Dividendo per : , che è di nuovo il rapporto incrementale di (Derivata - definizione e significatoLa derivata è il limite del rapporto incrementale; geometricamente è la pendenza della retta tangente. f è derivabile in x0 se e solo se f(x) = f(x0) + f'(x0)(x − x0) + o(x − x0); derivabile implica continua, non viceversa. Derivata destra e sinistra, punti angolosi, flessi a tangente verticale, cuspidi.Derivata - definizione e significato →).
Cioè è probabilità per unità di lunghezza. Un valore grande di dice che cade spesso vicino a .
Grafico interattivo: Densità di U(0, 1/2): vale 2, più di 1, eppure l'area (base 1/2 per altezza 2) è 1
Esempio d'esame: trovare la costante e la FdD
(I parziale 17.11.2025, esercizio 4; svolto per intero in Esercizio 13 · densità proporzionale a t² su un intervallo che dipende da a.) .
- Segno: , quindi serve ; con la funzione sarebbe nulla e avrebbe integrale , quindi .
- Normalizzazione: , quindi . Passaggi: è una costante e va fuori dall'integrale; una primitiva di è ; e (cubo di un negativo), quindi la differenza è . Da viene , che ha due soluzioni reali ; si tiene quella positiva, .
- FdD: per , ; vale prima di (lì la densità è nulla e non si è accumulata probabilità) e dopo . Controllo: in viene ✓, quindi la FdD è continua anche in .
Il simbolo è la funzione indicatriceVale 1 se t appartiene ad A e 0 altrimenti; serve a scrivere in una sola formula una densità definita a tratti. di : è il modo compatto di dire "la densità vale dentro e fuori".
Valore atteso
Definizione (valore atteso di una variabile aleatoria assolutamente continua). Se , il valore atteso di è
È la stessa definizione del caso discreto (Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →) con l'integrale al posto della somma e al posto di : si sommano i valori pesati con la probabilità "infinitesima" di cadere vicino a . La condizione di convergenza assoluta ha lo stesso scopo: garantire che il risultato sia un numero ben definito.
Esempio senza media. La densità di Cauchyf(x) = 1 / (π(1 + x²)): ha una forma a campana, ma code così pesanti che l'integrale del modulo di x per f(x) diverge. ha . Per simmetria basta guardare : con la sostituzione , (Integrazione per sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione →), È lo stesso verdetto del confronto asintoticoSe due integrande positive sono asintotiche all'infinito, i due integrali impropri convergono o divergono insieme.Criteri di convergenza per gli integrali impropri →: l'integranda si comporta come all'infinito, e diverge. Quindi non esiste, anche se la densità è simmetrica rispetto a .
Teorema fondamentale del valor medio (caso continuo)
Teorema (fondamentale del valor medio, caso continuo). Se è una funzione (continua a tratti) e , allora
Esempio. , con densità su : con , . Si noti che .
Come nel caso discreto, non serve trovare la legge di : si integra contro la densità di . Si usa per i momenti , per la varianza, per le funzioni caratteristiche .
Linearità: . Infatti, con , per la linearità dell'integrale (Proprietà dell'integrale definito e teorema della mediaL'integrale definito è lineare, monotono (f ≤ g implica ∫f ≤ ∫g), additivo rispetto all'intervallo (con ∫ da a ad a = 0 e ∫ da b ad a = −∫ da a a b) e verifica |∫f| ≤ ∫|f|. Teorema della media integrale: se f è continua su [a,b] esiste c con f(c) = (1/(b−a))∫f, cioè un rettangolo di altezza f(c) ha la stessa area del trapezoide.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →) e la (D2), e più in generale .
Varianza, momenti, disuguaglianze
Tutto ciò che in Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti → e Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → si dimostrava usando solo le proprietà del valore atteso vale identico:
| Oggetto | Formula nel caso a.c. |
|---|---|
| momento -esimo | |
| varianza | |
| trasformazioni affini | |
| Markov () | |
| Chebyshev | |
| Jensen ( convessa) |
Esempio completo: densità lineare su
(III appello 24.06.2026, esercizio 4; svolto per intero in Esercizio 15 · densità c(1+x) e radice quadrata.) .
Costante. per il segno ( su , quindi il segno di è quello di ); , quindi e . Lo si vede anche geometricamente: sotto tra e c'è un trapezio di basi e e altezza , con area .
Grafico interattivo: Densità f(x) = (2/3)(1 + x) su [0, 1], nulla fuori: un trapezio da 2/3 a 4/3, di area 1
FdD. Per : . Per vale e per vale . Controllo: ✓, e la FdD è continua in e in , come deve essere per una v.a. a.c.
Grafico interattivo: FdD della densità (2/3)(1 + x): vale 0 prima di 0, cresce come (2/3)(x + x²/2) su [0, 1] (sempre più ripida, perché la densità cresce) e vale 1 da x = 1 in poi, senza salti
Media e momento secondo. Si usa il teorema del valor medio con e , si moltiplicano i polinomi e si integra termine a termine:
dove . Per la varianza si usa , con , e si porta tutto al denominatore comune (, ):
La media : la densità cresce, quindi pesa di più la metà destra dell'intervallo ✓.
Confronto discreto / continuo
| Discreta | Assolutamente continua | |
|---|---|---|
| descritta da | , con | |
| normalizzazione | ||
| FdD | a gradini | continua, |
| contro | conta | non conta |
| valori | impossibili | possibili per |
Esistono anche v.a. né discrete né a.c.: Variabili aleatorie misteUna v.a. mista ha una FdD con salti (parte discreta, masse p_i nei punti x_i) e tratti crescenti continui (parte con densità f): E[g(X)] = Σ g(x_i) p_i + ∫ g(x) f(x) dx, con Σ p_i + ∫ f = 1; varianza come sempre E[X²] − E[X]².Variabili aleatorie miste →.
Errori comuni
- Leggere come o stupirsi che sia maggiore di .
- Dimenticare l'indicatrice: la densità vale solo su ; integrare su tutto darebbe .
- Scrivere la FdD solo nel tratto centrale: va data su tutta la retta ( prima del supporto, dopo).
- Derivare la FdD e dimenticare di controllare che sia continua: se ha un salto, non è a.c. (vedi Variabili aleatorie misteUna v.a. mista ha una FdD con salti (parte discreta, masse p_i nei punti x_i) e tratti crescenti continui (parte con densità f): E[g(X)] = Σ g(x_i) p_i + ∫ g(x) f(x) dx, con Σ p_i + ∫ f = 1; varianza come sempre E[X²] − E[X]².Variabili aleatorie miste →).
- Calcolare come : in generale sono diversi (ad esempio , e la differenza è la varianza).
Versione ripasso
Punto 3 del programma. Prerequisiti: Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di BorelNegli spazi non discreti la probabilità non si ricava più dai singoli esiti: si usa la σ-algebra di Borel (generata dagli intervalli), la continuità della probabilità lungo successioni monotone di eventi e la definizione generale di v.a. come funzione X con {X ≤ x} evento per ogni x.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel →, Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione →, Valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso →, Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →. Casi notevoli: Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →, Distribuzione gammaΓ(α, λ) ha densità λ^α x^(α−1) e^(−λx) / Γ(α) per x > 0, dove Γ(α) = ∫ x^(α−1) e^(−x) dx è la funzione Gamma (Γ(n) = (n − 1)!, Γ(1/2) = √π); media α/λ, varianza α/λ²; Γ(1, λ) = Exp(λ), e la somma di n esponenziali Exp(λ) indipendenti è Γ(n, λ), il tempo d'attesa dell'n-esimo evento.Distribuzione gamma →, Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →.
Definizione
Una v.a. si dice assolutamente continua (a.c.) se esiste una funzione integrabile tale che La funzione si chiama densità (di probabilità) di .
Proprietà della densità
(D1) per ogni .
(D2) .
Conseguenze
- Le probabilità sono aree: Per , .
- I singoli punti hanno probabilità zero: , quindi gli estremi non contano ().
- è continua.
- La densità è la derivata della FdD: nei punti in cui è continua (per il teorema fondamentale del calcolo integraleSe f è continua in x, la funzione integrale x ↦ ∫ da −∞ a x di f è derivabile in x con derivata f(x).).
Attenzione: la densità non è una probabilità
non è e può essere maggiore di 1. è probabilità per unità di lunghezza: .
Valore atteso
Se , il valore atteso di è
Esempio senza media: la densità di Cauchyf(x) = 1 / (π(1 + x²)): ha una forma a campana, ma code così pesanti che l'integrale del modulo di x per f(x) diverge. ha non definito.
Teorema fondamentale del valor medio (caso continuo)
Se è una funzione (continua a tratti) e , allora
Linearità: .
Varianza, momenti, disuguaglianze
Valgono le stesse formule di Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti → e Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → con gli integrali:
- Momento -esimo:
- Varianza:
- Markov ():
- Chebyshev:
- Jensen ( convessa):
Esempio: densità lineare su
(Esercizio 15 · densità c(1+x) e radice quadrata.) .
- Costante: , quindi .
- FdD: per , , con ✓.
- Media: ; ; .
Confronto discreto / continuo
| Discreta | Assolutamente continua | |
|---|---|---|
| descritta da | , con | |
| normalizzazione | ||
| FdD | a gradini | continua, |
Esistono anche v.a. né discrete né a.c.: Variabili aleatorie misteUna v.a. mista ha una FdD con salti (parte discreta, masse p_i nei punti x_i) e tratti crescenti continui (parte con densità f): E[g(X)] = Σ g(x_i) p_i + ∫ g(x) f(x) dx, con Σ p_i + ∫ f = 1; varianza come sempre E[X²] − E[X]².Variabili aleatorie miste →.
Errori comuni
- Leggere come o stupirsi che sia .
- Dimenticare l'indicatrice (funzione indicatriceVale 1 se t appartiene ad A e 0 altrimenti; serve a scrivere in una sola formula una densità definita a tratti.).
- Scrivere la FdD solo nel tratto centrale.
- Derivare la FdD dimenticando di controllare la continuità.
- Calcolare come .
Esercizi su questo argomento
Teoria collegata
- Distribuzione gamma
- Distribuzione gaussiana (normale)
- Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale
- Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen
- Funzione di distribuzione
- Funzione generatrice dei momenti
- Funzioni di una variabile aleatoria
- Legge dei grandi numeri e metodo Monte Carlo
- Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel
- Spazio campionario ed eventi
- Valore atteso
- Variabili aleatorie discrete e densità discreta
- Variabili aleatorie miste
- Vettori aleatori assolutamente continui
- Variabili aleatorie e vettori aleatori per le comunicazioni
- Variabili aleatorie continue - uniforme, gaussiana, esponenziale e funzione Q
- Correlazione e visualizzazione dei dati
- Processi aleatori - definizioni, media e autocorrelazione