Salta al contenuto
Note per Studenti Legge dei grandi numeri e metodo Monte Carlo

Legge dei grandi numeri e metodo Monte Carlo

In questa pagina 8
In questa pagina 5

Punto 7 del programma ("legge dei grandi numeri in senso debole e forte: enunciati con dimostrazione, esempi ed applicazioni; metodo Monte Carlo per il calcolo di integrali definiti"). Prerequisiti: Convergenza di successioni di variabili aleatorieQuattro modi in cui X_n → X: quasi certa (P(X_n → X) = 1), in probabilità (P(|X_n − X| > ε) → 0 per ogni ε), in media p-esima (E|X_n − X|^p → 0), in distribuzione (F_(X_n)(x) → F_X(x) nei punti di continuità di F_X). Relazioni: q.c. ⇒ prob., L^p ⇒ prob. ⇒ distr., L² ⇒ L¹; in distribuzione verso una costante ⇔ in probabilità. Teorema di Lévy: convergenza in distribuzione ⇔ convergenza puntuale delle funzioni caratteristiche.Convergenza di successioni di variabili aleatorie →, Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e JensenMarkov: per X ≥ 0, P(X ≥ a) ≤ E[X]/a; Chebyshev: P(|X − μ| ≥ ε) ≤ Var(X)/ε²; Jensen: per φ convessa, φ(E[X]) ≤ E[φ(X)]. Stimano probabilità e medie conoscendo solo media e varianza.Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen →, Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →.

Il problema

All'inizio del corso la probabilità è stata introdotta in modo assiomatico, ma con l'idea intuitiva che "la probabilità di un evento è la frequenza con cui si verifica su tante ripetizioni". La legge dei grandi numeri è il teorema che giustifica questa idea dentro la teoria: la frequenza relativa, e più in generale la media dei risultati, converge alla probabilità, e più in generale al valore atteso.

Media campionaria

Sia X1,X2,…X_1, X_2, \dots una successione di v.a. i.i.d. (indipendenti e identicamente distribuiteIndipendenti tra loro e tutte con la stessa legge: le ripetizioni indipendenti dello stesso esperimento.) con media μ=E[X1]\mu = E[X_1] e varianza σ2=Var(X1)\sigma^2 = \text{Var}(X_1). La media campionaria è

Xˉn:=X1+⋯+Xnn.\bar X_n := \frac{X_1 + \dots + X_n}{n}.

Per linearità e indipendenza:

E[Xˉn]=nμn=μ,Var(Xˉn)=1n2∑k=1nVar(Xk)=nσ2n2=σ2n.E[\bar X_n] = \frac{n\mu}{n} = \mu, \qquad \text{Var}(\bar X_n) = \frac{1}{n^2}\sum_{k=1}^n \text{Var}(X_k) = \frac{n\sigma^2}{n^2} = \frac{\sigma^2}{n}.

Passaggi. Per la media: la linearità del valore attesoIl valore atteso E[X] = Σ x p_X(x) è la media dei valori di X pesata con le loro probabilità (esiste se la serie converge assolutamente); per una funzione g vale E[g(X)] = Σ g(x) p_X(x) senza trovare la legge di g(X), ed E è lineare: E[aX + bY + c] = aE[X] + bE[Y] + c.Valore atteso → porta fuori 1n\frac1n e spezza la somma, E[Xˉn]=1n(E[X1]+⋯+E[Xn])E[\bar X_n] = \frac1n\big(E[X_1] + \dots + E[X_n]\big), e ciascun termine vale μ\mu. Per la varianza: Var(aY)=a2 Var(Y)\text{Var}(aY) = a^2\,\text{Var}(Y) (Varianza e momentiI momenti E[X^k] e i momenti centrati E[(X − μ)^k] descrivono la forma di una legge; la varianza Var(X) = E[(X − μ)²] = E[X²] − E[X]² misura quanto X si disperde attorno alla media, vale Var(aX + b) = a² Var(X) e Var(X) = 0 solo se X è costante.Varianza e momenti →) con a=1na = \frac1n fa uscire 1n2\frac{1}{n^2}; poi la varianza di una somma è la somma delle varianze più le covarianze (Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →), e le covarianze sono nulle perché le XkX_k sono indipendenti. Restano nn termini uguali a σ2\sigma^2.

La media campionaria ha la stessa media delle singole osservazioni, ma varianza nn volte più piccola: mediando, le fluttuazioni si compensano. La deviazione standard scende come σn\frac{\sigma}{\sqrt n}.

Legge debole dei grandi numeri

Teorema (legge debole). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con media μ\mu e varianza σ2\sigma^2 finita. Allora per ogni ε>0\varepsilon > 0 P(∣Xˉn−μ∣>ε)≤σ2nε2→n→∞0,P\big(|\bar X_n - \mu| > \varepsilon\big) \le \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2} \xrightarrow[n\to\infty]{} 0, cioè Xˉn→pμ\bar X_n \xrightarrow{p} \mu.

Esempio. Lanci di una moneta equa: P(∣Xˉn−12∣>0,1)≤1/4n⋅0,01=25nP\left(\left|\bar{X}_n - \frac{1}{2}\right| > 0{,}1\right) \le \frac{1/4}{n \cdot 0{,}01} = \frac{25}{n}, che per n=1000n = 1000 vale 0,0250{,}025. Qui Xk∼Be(12)X_k \sim \text{Be}(\frac12) (1 = testa), quindi μ=12\mu = \frac12, σ2=12⋅12=14\sigma^2 = \frac12 \cdot \frac12 = \frac14, ed ε2=0,12=0,01\varepsilon^2 = 0{,}1^2 = 0{,}01; infine 1/40,01=25\frac{1/4}{0{,}01} = 25.

La convergenza in probabilità vale perché, per ogni ε\varepsilon fissato, la maggiorazione σ2nε2\frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2} è una costante divisa per nn, che tende a 00; e una probabilità compresa tra 00 e una quantità che tende a 00 tende a 00 (teorema del confronto per i Limiti di successioniUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →).

Dimostrazione. È la disuguaglianza di ChebyshevP(lontananza dalla media maggiore di ε) ≤ varianza / ε².Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → applicata a Xˉn\bar X_n, che ha media μ\mu e varianza σ2n\frac{\sigma^2}{n}: P(∣Xˉn−μ∣>ε)≤Var(Xˉn)ε2=σ2nε2. ■P(|\bar X_n - \mu| > \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(\bar X_n)}{\varepsilon^2} = \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2}. \ \blacksquare

Due osservazioni.

  • La dimostrazione usa solo che le XkX_k sono non correlate con la stessa media e varianza: l'indipendenza serve solo per Var(∑Xk)=∑Var(Xk)\text{Var}(\sum X_k) = \sum \text{Var}(X_k).
  • Si dimostra anche la convergenza in L2L^2: E[(Xˉn−μ)2]=Var(Xˉn)=σ2n→0E[(\bar X_n - \mu)^2] = \text{Var}(\bar X_n) = \frac{\sigma^2}{n} \to 0.

Il caso delle frequenze. Se Xk=1AX_k = \mathbb 1_A (vale 11 se alla prova kk si verifica AA), allora Xk∼Be(p)X_k \sim \text{Be}(p) con p=P(A)p = P(A), e Xˉn\bar X_n è la frequenza relativa di AA nelle prime nn prove (X1+⋯+Xn∼Bin(n,p)X_1 + \dots + X_n \sim \text{Bin}(n, p) conta i successi, vedi Prove ripetute e modello binomialen prove indipendenti, ciascuna con probabilità di successo p: una sequenza con k successi ha probabilità p^k (1−p)^(n−k), e la probabilità di esattamente k successi è (n su k) p^k (1−p)^(n−k) (modello binomiale); il primo successo alla prova k ha probabilità (1−p)^(k−1) p.Prove ripetute e modello binomiale →). La legge debole dice che la frequenza relativa converge in probabilità a P(A)P(A). Con σ2=p(1−p)≤14\sigma^2 = p(1 - p) \le \frac14 (la parabola p−p2p - p^2 ha il massimo nel vertice p=12p = \frac12, dove vale 14\frac14; serve perché pp non è noto, e si usa la maggiorazione che vale per ogni pp): P(∣Xˉn−p∣>ε)≤14nε2.P(|\bar X_n - p| > \varepsilon) \le \frac{1}{4n\varepsilon^2}.

Grafico interattivo: Maggiorazione di Chebyshev 1/(4nε²) con ε = 0,1, in funzione del numero di prove n: scende sotto 0,05 solo da n = 500 in poi

Esempio: quante prove servono? Si vuole stimare la probabilità pp che un pacchetto vada perso, con errore al più 0,010{,}01 e probabilità di sbagliare al più 5%5\%. Basta 14n(0,01)2≤0,05\frac{1}{4n(0{,}01)^2} \le 0{,}05, cioè n≥14⋅0,0001⋅0,05=50 000n \ge \frac{1}{4 \cdot 0{,}0001 \cdot 0{,}05} = 50\,000 pacchetti. (Chebyshev è prudente: col teorema del limite centraleSe X₁, X₂, ... sono i.i.d. con media μ e varianza σ² ∈ (0, ∞), la somma standardizzata (Sₙ − nμ)/(σ√n) converge in distribuzione a N(0, 1): per n grande P(Sₙ ≤ x) ≈ Φ((x − nμ)/(σ√n)). Caso binomiale (De Moivre-Laplace): Bin(n, p) ≈ N(np, np(1 − p)), con correzione di continuità ±0,5. Si dimostra con le funzioni caratteristiche e il teorema di Lévy.Teorema del limite centrale e approssimazione normale → ne bastano circa 9 6009\,600.)

Passaggi. (0,01)2=0,0001(0{,}01)^2 = 0{,}0001; moltiplicando entrambi i membri per il numero positivo n0,05\frac{n}{0{,}05} la disuguaglianza diventa 14⋅0,0001⋅0,05≤n\frac{1}{4 \cdot 0{,}0001 \cdot 0{,}05} \le n, e il denominatore vale 0,00002=2⋅10−50{,}00002 = 2 \cdot 10^{-5}, quindi n≥50 000n \ge 50\,000. Con il TLC invece si impone P(∣Xˉn−p∣>0,01)≈2(1−Φ(0,01n/σ))≤0,05P(|\bar X_n - p| > 0{,}01) \approx 2\big(1 - \Phi(0{,}01\sqrt n / \sigma)\big) \le 0{,}05, cioè 0,01n1/2≥1,96\frac{0{,}01\sqrt n}{1/2} \ge 1{,}96, da cui n≥98\sqrt n \ge 98 e n≥9 604n \ge 9\,604.

Legge forte dei grandi numeri

Teorema (legge forte, Kolmogorov). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[∣X1∣]<∞E[|X_1|] < \infty e media μ\mu. Allora Xˉn→q.c.μ,cioeˋP(lim⁡n→∞Xˉn=μ)=1.\bar X_n \xrightarrow{q.c.} \mu, \qquad \text{cioè} \quad P\left(\lim_{n\to\infty}\bar X_n = \mu\right) = 1.

Esempio. Lanci di una moneta equa: la frequenza di teste Xˉn\bar{X}_n tende a 12\frac{1}{2} quasi certamente.

Differenza con la legge debole. La legge debole dice che, per ogni nn grande fissato, è improbabile essere lontani da μ\mu. La legge forte dice di più: per quasi ogni sequenza di risultati, la successione numerica Xˉn(ω)\bar X_n(\omega) converge a μ\mu. Lanciando una moneta all'infinito, l'insieme delle sequenze in cui la frazione di teste non tende a 12\frac12 ha probabilità zero.

Idea della dimostrazione (caso con momento quarto finito, E[X14]<∞E[X_1^4] < \infty, e μ=0\mu = 0). Sviluppando (X1+⋯+Xn)4(X_1 + \dots + X_n)^4 e usando l'indipendenza, sopravvivono in media solo i termini Xk4X_k^4 (nn termini) e Xj2Xk2X_j^2X_k^2 (circa 3n23n^2 termini), quindi E[(X1+⋯+Xn)4]≤Cn2E[(X_1 + \dots + X_n)^4] \le Cn^2 e E[Xˉn4]≤Cn2E[\bar X_n^4] \le \frac{C}{n^2}. Per Markov: ∑nP(∣Xˉn∣>ε)≤∑nE[Xˉn4]ε4≤∑nCε4n2<∞.\sum_n P(|\bar X_n| > \varepsilon) \le \sum_n \frac{E[\bar X_n^4]}{\varepsilon^4} \le \sum_n \frac{C}{\varepsilon^4 n^2} < \infty.

Passaggi. Lo sviluppo di (X1+⋯+Xn)4(X_1 + \dots + X_n)^4 è la somma di tutti i prodotti XaXbXcXdX_aX_bX_cX_d con a,b,c,d∈{1,…,n}a, b, c, d \in \{1, \dots, n\}. Se in un prodotto un indice compare una volta sola, ad esempio X1X23X_1X_2^3 o X1X2X32X_1X_2X_3^2, la media si fattorizza per l'indipendenza e contiene il fattore E[X1]=0E[X_1] = 0: il termine sparisce. Restano solo i prodotti in cui ogni indice compare almeno due volte: Xk4X_k^4 (con a=b=c=da = b = c = d, nn termini, ciascuno di media E[X14]E[X_1^4]) e Xj2Xk2X_j^2X_k^2 con j≠kj \ne k (per ogni coppia {j,k}\{j, k\} ci sono (42)=6\binom42 = 6 modi di scegliere quali due delle quattro posizioni portano jj, e le coppie sono (n2)\binom n2: in tutto 6(n2)=3n(n−1)6\binom n2 = 3n(n - 1) termini, ciascuno di media σ4\sigma^4). Quindi E[(X1+⋯+Xn)4]=nE[X14]+3n(n−1)σ4≤Cn2,E\big[(X_1 + \dots + X_n)^4\big] = nE[X_1^4] + 3n(n - 1)\sigma^4 \le Cn^2, con ad esempio C=E[X14]+3σ4C = E[X_1^4] + 3\sigma^4. Dividendo per n4n^4 si ha E[Xˉn4]≤Cn2E[\bar X_n^4] \le \frac{C}{n^2}. La disuguaglianza di Markov si applica a Xˉn4≥0\bar X_n^4 \ge 0, perché {∣Xˉn∣>ε}={Xˉn4>ε4}\{|\bar X_n| > \varepsilon\} = \{\bar X_n^4 > \varepsilon^4\}. La serie finale converge perché è un multiplo della serie armonica generalizzataLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica → ∑1n2\sum \frac{1}{n^2}, che converge (esponente 2>12 > 1); si conclude con il criterio del confrontoUna serie a termini >= 0 converge o diverge a +infinito, mai irregolare. Criterio del confronto (0 <= a_k <= b_k), del confronto asintotico (a_k ~ L b_k) e suo corollario con le serie notevoli: si studia una serie paragonandola a 1/n^alpha o a q^n.Serie a termini non negativi e criteri del confronto →. Per il lemma di Borel-CantelliSe la somma delle probabilità degli eventi A_n è finita, con probabilità 1 se ne verificano solo un numero finito., quasi certamente ∣Xˉn∣>ε|\bar X_n| > \varepsilon solo per un numero finito di nn; essendo ε\varepsilon arbitrario, Xˉn→0\bar X_n \to 0 quasi certamente.

Esempio d'esame

(II parziale 15.01.2026, Esercizio 27 · media campionaria e massimo di uniformi.) Xk∼U(0,1)X_k \sim U(0, 1) i.i.d.: μ=12\mu = \frac12, σ2=112\sigma^2 = \frac1{12} finita (E[X2]=∫01x2dx=13E[X^2] = \int_0^1 x^2dx = \frac13 e 13−14=112\frac13 - \frac14 = \frac1{12}, vedi Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →). Per la legge dei grandi numeri Xˉn→p12\bar X_n \xrightarrow{p} \frac12, e quindi anche in distribuzione (alla costante 12\frac12), per la proprietà "in probabilità ⇒ in distribuzione" di Convergenza di successioni di variabili aleatorieQuattro modi in cui X_n → X: quasi certa (P(X_n → X) = 1), in probabilità (P(|X_n − X| > ε) → 0 per ogni ε), in media p-esima (E|X_n − X|^p → 0), in distribuzione (F_(X_n)(x) → F_X(x) nei punti di continuità di F_X). Relazioni: q.c. ⇒ prob., L^p ⇒ prob. ⇒ distr., L² ⇒ L¹; in distribuzione verso una costante ⇔ in probabilità. Teorema di Lévy: convergenza in distribuzione ⇔ convergenza puntuale delle funzioni caratteristiche.Convergenza di successioni di variabili aleatorie →. Per la legge forte, anche quasi certamente. Con Chebyshev si ha anche una stima esplicita: P(∣Xˉn−12∣>0,05)≤1/12n⋅0,0025=1003nP(|\bar X_n - \frac12| > 0{,}05) \le \frac{1/12}{n \cdot 0{,}0025} = \frac{100}{3n}, che per n=1000n = 1000 vale circa 0,0330{,}033.

Metodo Monte Carlo

L'idea

Un integrale si può scrivere come un valore atteso; un valore atteso si stima con una media campionaria; una media campionaria si calcola simulando v.a. al computer. È il metodo Monte Carlo.

Sia g:[0,1]→Rg : [0, 1] \to \mathbb R integrabile e U∼U(0,1)U \sim U(0, 1). Per il teorema fondamentale del valor medioLa media di g(X) si calcola integrando g(x) per la densità di X, senza trovare la legge di g(X).Valore atteso → (versione per v.a. a.c., Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →), con la densità di UU che vale 11 su [0,1][0, 1] e 00 fuori:

E[g(U)]=∫01g(u)⋅1 du=∫01g(u) du=:I.E[g(U)] = \int_0^1 g(u) \cdot 1 \, du = \int_0^1 g(u) \, du =: I.

II è l'Integrale definito di RiemannL'integrale definito di f limitata su [a,b] è il limite delle somme di Cauchy-Riemann (somme di aree di rettangoli), se esiste finito e uguale per ogni scelta dei punti; equivale a sup delle somme inferiori = inf delle somme superiori. Se f ≥ 0 è l'area del trapezoide, in generale area sopra l'asse meno area sotto. Sono integrabili le funzioni continue, monotone, continue a tratti; la funzione di Dirichlet no.Integrale definito di Riemann → di gg: Monte Carlo lo approssima con valori di gg in punti scelti a caso, invece che in punti equispaziati come nelle somme di Riemann.

Se U1,U2,…U_1, U_2, \dots sono uniformi indipendenti, le g(Uk)g(U_k) sono i.i.d. (funzioni di v.a. indipendenti sono indipendenti, e hanno tutte la stessa legge perché le UkU_k ce l'hanno) con media II, quindi per la legge dei grandi numeri

Formula (stima Monte Carlo di un integrale). I^n:=1n∑k=1ng(Uk)→n→∞∫01g(u) du(q.c. e in probabilitaˋ).\hat I_n := \frac{1}{n}\sum_{k=1}^n g(U_k) \xrightarrow[n\to\infty]{} \int_0^1 g(u) \, du \quad \text{(q.c. e in probabilità)}.

Esempio. Con g(u)=u2g(u) = u^2 e Uk∼U(0,1)U_k \sim U(0,1) indipendenti, 1n∑k=1nUk2→∫01u2 du=13\frac{1}{n}\sum_{k=1}^n U_k^2 \to \int_0^1 u^2\,du = \frac{1}{3}.

Su un intervallo qualsiasi [a,b][a, b]: con Uk∼U(a,b)U_k \sim U(a, b), E[g(U)]=1b−a∫abgE[g(U)] = \frac{1}{b - a}\int_a^b g, quindi ∫abg≈(b−a)I^n\int_a^b g \approx (b - a)\hat I_n. Il fattore 1b−a\frac{1}{b - a} è la densità di U(a,b)U(a, b) (costante, perché l'area sotto di essa sia 11), e va compensato moltiplicando per b−ab - a. Esempio: ∫02u2du=83\int_0^2 u^2du = \frac83; con Uk∼U(0,2)U_k \sim U(0, 2), 1n∑Uk2→E[U2]=12∫02u2du=43\frac1n\sum U_k^2 \to E[U^2] = \frac12\int_0^2u^2du = \frac43, e 2⋅43=832 \cdot \frac43 = \frac83 ✓.

Errore

Var(I^n)=σg2n\text{Var}(\hat I_n) = \frac{\sigma_g^2}{n}, con σg2=Var(g(U))=∫01g2−I2\sigma_g^2 = \text{Var}(g(U)) = \int_0^1 g^2 - I^2. L'errore tipico è dell'ordine di σgn\frac{\sigma_g}{\sqrt n}: per guadagnare una cifra decimale servono 100 volte più simulazioni.

Da dove viene. I^n\hat I_n è la media campionaria delle g(Uk)g(U_k), quindi ha varianza σg2n\frac{\sigma_g^2}{n} come sopra. Poi σg2=E[g(U)2]−E[g(U)]2\sigma_g^2 = E[g(U)^2] - E[g(U)]^2 (formula di calcolo della varianza), e E[g(U)2]=∫01g(u)2duE[g(U)^2] = \int_0^1 g(u)^2du per il teorema fondamentale. La deviazione standard è σgn\frac{\sigma_g}{\sqrt n}: per dividerla per 1010 bisogna moltiplicare n\sqrt n per 1010, cioè nn per 100100. Esempio: per g(u)=u2g(u) = u^2, σg2=∫01u4du−(13)2=15−19=445≈0,089\sigma_g^2 = \int_0^1u^4du - \left(\frac13\right)^2 = \frac15 - \frac19 = \frac{4}{45} \approx 0{,}089, σg≈0,298\sigma_g \approx 0{,}298: con n=10 000n = 10\,000 l'errore tipico è circa 0,0030{,}003. È lento in una dimensione, dove i metodi numerici classici (trapezi, Simpson) sono migliori; ma la velocità 1n\frac{1}{\sqrt n} non dipende dalla dimensione, ed è per questo che Monte Carlo è il metodo standard per integrali in molte dimensioni (finanza, fisica, simulazione di reti).

Esempio: stimare π\pi

Si scelgono punti (U,V)(U, V) uniformi nel quadrato [0,1]2[0, 1]^2. La probabilità di cadere nel quarto di cerchio {u2+v2≤1}\{u^2 + v^2 \le 1\} è la sua area, π4\frac\pi4. Con Xk=1{Uk2+Vk2≤1}X_k = \mathbb 1\{U_k^2 + V_k^2 \le 1\} (Bernoulli di parametro π4\frac\pi4):

4Xˉn→q.c.π.4\bar X_n \xrightarrow{q.c.} \pi.

Perché la probabilità è l'area. UU e VV indipendenti uniformi su [0,1][0, 1] hanno densità congiunta f(u,v)=1⋅1=1f(u, v) = 1 \cdot 1 = 1 sul quadrato (Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →), quindi P((U,V)∈A)=∬A1 du dvP\big((U, V) \in A\big) = \iint_A 1\,du\,dv è l'area di AA (Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →). Il quarto di cerchio di raggio 11 ha area π⋅124\frac{\pi \cdot 1^2}{4}. Per la legge forte Xˉn→π4\bar X_n \to \frac\pi4 quasi certamente, e moltiplicando per 44 (una funzione continua) il limite si moltiplica per 44.

Grafico interattivo: Stima di π: un punto uniforme nel quadrato [0, 1]² cade nel quarto di cerchio u² + v² ≤ 1 (colorato) con probabilità pari alla sua area, π/4 ≈ 0,785

Equivalentemente è il Monte Carlo per ∫011−u2 du=π4\int_0^1 \sqrt{1 - u^2}\,du = \frac\pi4: per ogni uu fissato, i punti del quarto di cerchio hanno 0≤v≤1−u20 \le v \le \sqrt{1 - u^2}, e integrando questa altezza in uu (Fubini) si ritrova l'area.

python
import random, math

def stima_pi(n):
    dentro = 0
    for _ in range(n):
        u, v = random.random(), random.random()   # punto uniforme nel quadrato
        if u*u + v*v <= 1:                         # cade nel quarto di cerchio?
            dentro += 1
    return 4 * dentro / n                          # 4 × frequenza relativa

for n in (100, 10_000, 1_000_000):
    print(n, stima_pi(n), "errore tipico ≈", 4 * math.sqrt((math.pi/4) * (1 - math.pi/4) / n))

Con n=106n = 10^6 l'errore tipico è circa 40,785⋅0,215/106≈0,00164\sqrt{0{,}785 \cdot 0{,}215 / 10^6} \approx 0{,}0016: si ottengono 2-3 cifre corrette. (La deviazione standard di Xˉn\bar X_n è p(1−p)/n\sqrt{p(1 - p)/n} con p=π4≈0,785p = \frac\pi4 \approx 0{,}785, e quella di 4Xˉn4\bar X_n è 44 volte tanto.)

Esempio: un integrale senza primitiva elementare

I=∫01e−x2dxI = \int_0^1 e^{-x^2} dx non ha primitiva elementare. Monte Carlo: si generano U1,…,UnU_1, \dots, U_n uniformi e si fa la media di e−Uk2e^{-U_k^2}. Il valore vero è I≈0,7468I \approx 0{,}7468 (legato a Φ\Phi: I=π (Φ(2)−12)I = \sqrt{\pi}\,(\Phi(\sqrt2) - \frac12)).

Da dove viene il legame con Φ\Phi. Con la sostituzioneSe nell'integranda c'è g(f(x))·f'(x), la sostituzione y = f(x), dy = f'(x)dx trasforma l'integrale in ∫g(y)dy = G(y) + k, poi si torna a x: G(f(x)) + k. Negli integrali definiti cambiano anche gli estremi (da c, d a f(c), f(d)). Si può usare anche al contrario, con x = f⁻¹(y). È il primo metodo a cui pensare; dà la tabella degli integrali "immediati per sostituzione".Integrazione per sostituzione → x=t2x = \frac{t}{\sqrt2} (dx=dt2dx = \frac{dt}{\sqrt2}, x2=t22x^2 = \frac{t^2}{2}, estremi x=0→t=0x = 0 \to t = 0 e x=1→t=2x = 1 \to t = \sqrt2): I=12∫02e−t2/2dt=2π2∫02e−t2/22πdt=π (Φ(2)−Φ(0)),I = \frac{1}{\sqrt2}\int_0^{\sqrt2}e^{-t^2/2}dt = \frac{\sqrt{2\pi}}{\sqrt2}\int_0^{\sqrt2}\frac{e^{-t^2/2}}{\sqrt{2\pi}}dt = \sqrt\pi\,\big(\Phi(\sqrt2) - \Phi(0)\big), e Φ(0)=12\Phi(0) = \frac12 (Distribuzione gaussiana (normale)N(μ, σ²) ha densità e^(−(x−μ)²/(2σ²)) / √(2πσ²), a campana centrata in μ con larghezza σ; media μ, varianza σ²; si standardizza con Z = (X − μ)/σ ~ N(0, 1) e si calcola P(X ≤ x) = Φ((x − μ)/σ), con Φ(−z) = 1 − Φ(z); aX + b è ancora gaussiana, N(aμ + b, a²σ²).Distribuzione gaussiana (normale) →). Numericamente Φ(2)≈0,9214\Phi(\sqrt2) \approx 0{,}9214 e π⋅0,4214≈0,7468\sqrt\pi \cdot 0{,}4214 \approx 0{,}7468. L'errore tipico del Monte Carlo qui è σgn\frac{\sigma_g}{\sqrt n} con σg2=∫01e−2u2du−I2≈0,5981−0,5577≈0,040\sigma_g^2 = \int_0^1e^{-2u^2}du - I^2 \approx 0{,}5981 - 0{,}5577 \approx 0{,}040, cioè σg≈0,20\sigma_g \approx 0{,}20: con n=10 000n = 10\,000 circa 0,0020{,}002.

Risultato Ipotesi Conclusione
E[Xˉn]=μE[\bar X_n] = \mu, Var(Xˉn)=σ2/n\text{Var}(\bar X_n) = \sigma^2/n i.i.d. (basta non correlate)
legge debole i.i.d., varianza finita Xˉn→μ\bar X_n \to \mu in probabilità (e in L2L^2)
legge forte i.i.d., media finita Xˉn→μ\bar X_n \to \mu quasi certamente
Monte Carlo UkU_k uniformi i.i.d. 1n∑g(Uk)→∫01g\frac1n\sum g(U_k) \to \int_0^1 g

Errori comuni

Versione ripasso

Media campionaria

Sia X1,X2,…X_1, X_2, \dots una successione di v.a. i.i.d. (indipendenti e identicamente distribuiteIndipendenti tra loro e tutte con la stessa legge.) con media μ\mu e varianza σ2\sigma^2. La media campionaria è

Xˉn:=X1+⋯+Xnn.\bar X_n := \frac{X_1 + \dots + X_n}{n}.

Valori attesi e varianza: E[Xˉn]=μ,Var(Xˉn)=σ2n.E[\bar X_n] = \mu, \qquad \text{Var}(\bar X_n) = \frac{\sigma^2}{n}.

Legge debole dei grandi numeri

Teorema (legge debole). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con media μ\mu e varianza σ2\sigma^2 finita. Allora per ogni ε>0\varepsilon > 0 P(∣Xˉn−μ∣>ε)≤σ2nε2→n→∞0,P\big(|\bar X_n - \mu| > \varepsilon\big) \le \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2} \xrightarrow[n\to\infty]{} 0, cioè Xˉn→pμ\bar X_n \xrightarrow{p} \mu.

Dimostrazione in breve. Applicazione della disuguaglianza di ChebyshevP(lontananza dalla media maggiore di ε) ≤ varianza / ε².Disuguaglianze di Markov, Chebyshev e Jensen → a Xˉn\bar X_n: P(∣Xˉn−μ∣>ε)≤Var(Xˉn)ε2=σ2nε2P(|\bar X_n - \mu| > \varepsilon) \le \frac{\text{Var}(\bar X_n)}{\varepsilon^2} = \frac{\sigma^2}{n\varepsilon^2}. ■\blacksquare

  • Frequenze relative: se Xk∼Be(p)X_k \sim \text{Be}(p), Xˉn\bar X_n è la frequenza relativa e P(∣Xˉn−p∣>ε)≤14nε2P(|\bar X_n - p| > \varepsilon) \le \frac{1}{4n\varepsilon^2} (perché σ2=p(1−p)≤14\sigma^2 = p(1-p) \le \frac14). Per errore ≤0,01\le 0{,}01 con probabilità di sbagliare ≤5%\le 5\% basta n≥50 000n \ge 50\,000.
  • Esempio d'esame (Esercizio 27 · media campionaria e massimo di uniformi): Xk∼U(0,1)X_k \sim U(0, 1), Xˉn→12\bar X_n \to \frac12 in probabilità, in distribuzione e (legge forte) quasi certamente.

Legge forte dei grandi numeri

Teorema (legge forte, Kolmogorov). Siano X1,X2,…X_1, X_2, \dots i.i.d. con E[∣X1∣]<∞E[|X_1|] < \infty e media μ\mu. Allora Xˉn→q.c.μ,cioeˋP(lim⁡n→∞Xˉn=μ)=1.\bar X_n \xrightarrow{q.c.} \mu, \qquad \text{cioè} \quad P\left(\lim_{n\to\infty}\bar X_n = \mu\right) = 1.

Idea della dimostrazione (momento quarto finito, μ=0\mu = 0). Per Markov e il lemma di Borel-CantelliSe la somma delle probabilità degli eventi A_n è finita, con probabilità 1 se ne verificano solo un numero finito., si stima E[Xˉn4]≤Cn2E[\bar X_n^4] \le \frac{C}{n^2} ottenendo ∑nP(∣Xˉn∣>ε)<∞\sum_n P(|\bar X_n| > \varepsilon) < \infty, da cui la convergenza quasi certamente.

Metodo Monte Carlo

L'idea

Sia g:[0,1]→Rg : [0, 1] \to \mathbb R integrabile e U∼U(0,1)U \sim U(0, 1). Per il teorema fondamentale del valor medio E[g(U)]=∫01g(u) du=:IE[g(U)] = \int_0^1 g(u) \, du =: I. Se U1,U2,…U_1, U_2, \dots sono uniformi indipendenti:

I^n:=1n∑k=1ng(Uk)→n→∞∫01g(u) du(q.c. e in probabilitaˋ).\hat I_n := \frac{1}{n}\sum_{k=1}^n g(U_k) \xrightarrow[n\to\infty]{} \int_0^1 g(u) \, du \quad \text{(q.c. e in probabilità)}.

Su [a,b][a, b]: ∫abg≈(b−a)I^n\int_a^b g \approx (b - a)\hat I_n con Uk∼U(a,b)U_k \sim U(a, b).

Errore

Var(I^n)=σg2n\text{Var}(\hat I_n) = \frac{\sigma_g^2}{n}. L'errore tipico è dell'ordine di σgn\frac{\sigma_g}{\sqrt n}: per guadagnare una cifra decimale servono 100 volte più simulazioni.

Esempio: stimare π\pi

Con Xk=1{Uk2+Vk2≤1}X_k = \mathbb 1\{U_k^2 + V_k^2 \le 1\} per punti (U,V)(U, V) uniformi in [0,1]2[0, 1]^2: 4Xˉn→q.c.π.4\bar X_n \xrightarrow{q.c.} \pi.

Risultato Ipotesi Conclusione
E[Xˉn]=μE[\bar X_n] = \mu, Var(Xˉn)=σ2/n\text{Var}(\bar X_n) = \sigma^2/n i.i.d. (basta non correlate)
legge debole i.i.d., varianza finita Xˉn→μ\bar X_n \to \mu in probabilità (e in L2L^2)
legge forte i.i.d., media finita Xˉn→μ\bar X_n \to \mu quasi certamente
Monte Carlo UkU_k uniformi i.i.d. 1n∑g(Uk)→∫01g\frac1n\sum g(U_k) \to \int_0^1 g

Errori tipici: Credere che dopo tante croci "debba" uscire testa per compensare; applicare la legge a v.a. senza media finita (es. Cauchy); dimenticare il fattore (b−a)(b - a) nel Monte Carlo su [a,b][a, b].

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata