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Note per Studenti Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel

Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel

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Inizio del punto 3 del programma. Prerequisiti: Sigma-algebre di eventiUna σ-algebra è una famiglia di eventi che contiene ∅ ed è chiusa per complementare e unioni numerabili; è la famiglia degli eventi a cui si assegna una probabilità. Nel caso discreto si prende tutto 𝒫(Ω).Sigma-algebre di eventi →, Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →, Variabili aleatorie discrete e densità discretaUna variabile aleatoria discreta è una funzione X da Ω in R che assume un insieme finito o numerabile di valori (l'alfabeto); la sua densità discreta p_X(x) = P(X = x) basta a calcolare la probabilità di ogni evento che riguarda X.Variabili aleatorie discrete e densità discreta →. Seguito: Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →.

Perché il caso discreto non basta più

Negli spazi discretiΩ finito o numerabile, F = 𝒫(Ω), e P(A) è la somma delle probabilità dei singoli esiti di A.Spazi di probabilità discreti e uniformi → tutto si costruiva a partire dai singoli esiti: P(A)=∑ω∈Ap(ω)P(A) = \sum_{\omega \in A} p(\omega). Ora si vogliono descrivere esperimenti come

  • scegliere un punto "a caso" nell'intervallo [0,1][0, 1];
  • misurare un tempo di attesa, una tensione di rumore, la durata di un componente.

Qui Ω\Omega è non numerabile e il metodo discreto si rompe per due motivi.

1. Ogni singolo esito ha probabilità zero. Se il punto è scelto a caso in [0,1][0, 1], la probabilità di cadere in [a,b][a, b] dovrebbe essere la lunghezza b−ab - a. Allora per ogni xx, dato che {x}⊆[x−ε,x+ε]\{x\} \subseteq [x - \varepsilon, x + \varepsilon] per ogni ε>0\varepsilon > 0, per monotonia

P({x})≤2ε∀ε>0  ⟹  P({x})=0.P(\{x\}) \le 2\varepsilon \quad \forall \varepsilon > 0 \implies P(\{x\}) = 0.

I due passaggi. La monotoniaSe A ⊆ B allora P(A) ≤ P(B).Misura di probabilità e sue proprietà → dà P({x})≤P([x−ε,x+ε])P(\{x\}) \le P([x - \varepsilon, x + \varepsilon]), e l'intervallo ha lunghezza (x+ε)−(x−ε)=2ε(x + \varepsilon) - (x - \varepsilon) = 2\varepsilon (se xx è vicino a un estremo di [0,1][0, 1] si prende solo la parte dentro [0,1][0, 1], che è ancora più corta). Poi: un numero c=P({x})≥0c = P(\{x\}) \ge 0 che sta sotto 2ε2\varepsilon per ogni ε>0\varepsilon > 0 è nullo, perché se fosse c>0c > 0 basterebbe scegliere ε=c/4\varepsilon = c/4 per avere c≤c/2c \le c/2, assurdo.

Sommare le probabilità dei singoli esiti darebbe sempre 00: non si può più ricostruire PP dai singoletti (la σ-additività vale solo per unioni numerabili, e [0,1][0, 1] non è un'unione numerabile di punti).

2. P(Ω)\mathcal P(\Omega) è troppo grande. Si dimostra (teorema di Vitali, non in programma) che non esiste nessuna probabilità definita su tutti i sottoinsiemi di [0,1][0, 1] che dia agli intervalli la loro lunghezza. Bisogna quindi rinunciare ad alcuni sottoinsiemi "patologici" e scegliere una σ-algebra più piccola: è la situazione anticipata in Sigma-algebre di eventiUna σ-algebra è una famiglia di eventi che contiene ∅ ed è chiusa per complementare e unioni numerabili; è la famiglia degli eventi a cui si assegna una probabilità. Nel caso discreto si prende tutto 𝒫(Ω).Sigma-algebre di eventi →.

La σ-algebra di Borel

Definizione (σ-algebra di Borel). La σ-algebra di Borel su R\mathbb R, indicata con B(R)\mathcal B(\mathbb R), è la σ-algebra generataLa più piccola σ-algebra che contiene una famiglia data: l'intersezione di tutte le σ-algebre che la contengono.Sigma-algebre di eventi → dagli intervalli: B(R):=σ({(a,b]:a<b}).\mathcal B(\mathbb R) := \sigma\big(\{(a, b] : a < b\}\big). I suoi elementi si chiamano boreliani.

Esempio. Intervalli, punti e aperti di R\mathbb{R} sono boreliani; per esempio [a,b]=⋂n≥1(a−1n,b][a, b] = \bigcap_{n \ge 1} \left(a - \frac{1}{n}, b\right].

Si può partire indifferentemente da intervalli aperti, chiusi, semirette (−∞,x](-\infty, x]: si ottiene sempre la stessa σ-algebra, perché ogni tipo di intervallo si scrive con unioni/intersezioni numerabili degli altri. Ad esempio

[a,b]=⋂n≥1(a−1n,b],(a,b)=⋃n≥1(a,b−1n].[a, b] = \bigcap_{n \ge 1} \left(a - \tfrac1n, b\right], \qquad (a, b) = \bigcup_{n \ge 1} \left(a, b - \tfrac1n\right].

Perché valgono. Prima uguaglianza: un x≤bx \le b sta in tutti gli intervalli (a−1n,b]\left(a - \frac1n, b\right] se e solo se x>a−1nx > a - \frac1n per ogni nn. Se x≥ax \ge a questo è vero. Se invece x<ax < a, la distanza a−xa - x è positiva e per l'archimedeitàPer ogni numero reale positivo d esiste un naturale n con 1/n < d.Archimedeità di N → c'è un nn con 1n<a−x\frac1n < a - x, cioè x<a−1nx < a - \frac1n: quel punto resta fuori. Quindi l'intersezione è esattamente [a,b][a, b], con l'estremo aa incluso. Seconda uguaglianza: ogni xx con a<x<ba < x < b ha b−x>0b - x > 0, quindi per nn abbastanza grande x≤b−1nx \le b - \frac1n e xx sta nell'unione; il punto bb invece non sta in nessun (a,b−1n]\left(a, b - \frac1n\right]. Gli insiemi usati sono una famiglia numerabile (indicizzata da n∈Nn \in \mathbb N), ed è questo che permette di restare dentro la σ-algebra, che è chiusa solo per unioni e intersezioni numerabili.

Cosa contiene (tutto quello che serve in pratica):

Insieme Perché è boreliano
ogni intervallo (aperto, chiuso, semiretta) per costruzione o per le formule sopra
ogni singoletto {x}\{x\} {x}=⋂n(x−1n,x]\{x\} = \bigcap_n (x - \frac1n, x]
ogni insieme numerabile, es. N\mathbb N, Q\mathbb Q unione numerabile di singoletti
ogni aperto e ogni chiuso di R\mathbb R un aperto è unione numerabile di intervalli aperti
{x:g(x)≤c}\{x : g(x) \le c\} per gg continua è un chiuso

Due righe della tabella spiegate. Q\mathbb Q è numerabile (i razionali si possono elencare in una successione, vedi Insiemi numerici (N, Z, Q, R)Naturali, interi, razionali e reali, perché la radice di 2 obbliga a passare da Q a R, e gli intervalli.Insiemi numerici (N, Z, Q, R) →), quindi Q=⋃k{qk}\mathbb Q = \bigcup_{k} \{q_k\} è un'unione numerabile di singoletti boreliani. Per gli aperti (definiti in Topologia di RnIn Rn la distanza tra due punti è la norma euclidea della differenza, ‖X − Y‖ = √(Σ(xi − yi)²). Con le palle aperte B(X0, r) si classificano i punti rispetto a un insieme D (interni, esterni, di frontiera, di accumulazione, isolati) e si definiscono insiemi aperti, chiusi, limitati, compatti (= chiusi e limitati) e connessi per archi.Topologia di Rn →): ogni punto xx di un aperto AA sta in un intervallo aperto contenuto in AA, e lo si può rimpicciolire fino ad avere estremi razionali; gli intervalli con estremi razionali sono numerabili (coppie di razionali), quindi AA è l'unione di una famiglia numerabile di intervalli. I chiusi sono i complementari degli aperti, e la σ-algebra è chiusa per complementare. Infine, se gg è continua, {x:g(x)≤c}\{x : g(x) \le c\} è chiuso perché il suo complementare {g>c}\{g > c\} è aperto: vicino a un punto dove g>cg > c, per la continuitàf è continua in x0 (punto del dominio) se il limite in x0 esiste ed è f(x0); somme, prodotti e quozienti di funzioni continue sono continue, e tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio.Funzioni continue →, gg resta >c> c.

Gli insiemi non boreliani esistono, ma per costruirli serve l'assioma della scelta: negli esercizi non compaiono mai. In Rn\mathbb R^n si definisce allo stesso modo B(Rn)\mathcal B(\mathbb R^n), generata dai rettangoli.

Il punto scelto a caso in [0,1][0, 1]. Si prende Ω=[0,1]\Omega = [0, 1], F=\mathcal F = boreliani contenuti in [0,1][0, 1], e PP = "lunghezza" (la misura di Lebesgue): P([a,b])=b−aP([a, b]) = b - a. Allora

  • P({x})=0P(\{x\}) = 0 per ogni xx;
  • P(Q∩[0,1])=0P(\mathbb Q \cap [0, 1]) = 0: è un'unione numerabile di singoletti, ciascuno di probabilità 00, e per σ-additività la somma è 00. Il punto scelto è quasi certamente irrazionale, anche se i razionali sono "densi";
  • P([0,12))=P([0,12])=12P([0, \frac12)) = P([0, \frac12]) = \frac12: aggiungere o togliere un punto non cambia nulla.

Continuità della probabilità

Negli spazi generali si usano spesso limiti di eventi. La proprietà chiave è questa.

Teorema (continuità della probabilità). Sia (An)n≥1(A_n)_{n \ge 1} una successione di eventi.

  1. Dal basso: se A1⊆A2⊆…A_1 \subseteq A_2 \subseteq \dots (crescente), allora P(⋃nAn)=lim⁡n→∞P(An)\displaystyle P\Big(\bigcup_{n} A_n\Big) = \lim_{n \to \infty} P(A_n).
  2. Dall'alto: se A1⊇A2⊇…A_1 \supseteq A_2 \supseteq \dots (decrescente), allora P(⋂nAn)=lim⁡n→∞P(An)\displaystyle P\Big(\bigcap_{n} A_n\Big) = \lim_{n \to \infty} P(A_n).

I limiti esistono perché P(An)P(A_n) è monotona (crescente nel caso 1, decrescente nel caso 2: se An⊆An+1A_n \subseteq A_{n+1} la monotonia della probabilità dà P(An)≤P(An+1)P(A_n) \le P(A_{n+1})) e limitata tra 00 e 11, e ogni successione monotona e limitataUna successione crescente e limitata superiormente converge al suo sup; una decrescente e limitata inferiormente converge al suo inf.Successioni limitate e monotone → ha limite finito.

Dimostrazione di 1. L'idea è trasformare l'unione crescente in un'unione disgiunta, per poter usare la σ-additività. Si definiscono gli "anelli"

B1=A1,Bn=An∖An−1 (n≥2),B_1 = A_1, \qquad B_n = A_n \setminus A_{n-1} \ (n \ge 2),

cioè BnB_n contiene ciò che si aggiunge al passo nn. Le tre proprietà che servono:

  • i BnB_n sono a due a due disgiunti: se m<nm < n, Bm⊆Am⊆An−1B_m \subseteq A_m \subseteq A_{n-1}, mentre BnB_n è fatto di punti fuori da An−1A_{n-1};
  • An=B1∪⋯∪BnA_n = B_1 \cup \dots \cup B_n: un punto di AnA_n appartiene a un primo AkA_k con k≤nk \le n (il più piccolo indice in cui compare), e quindi sta in BkB_k; viceversa ogni Bk⊆Ak⊆AnB_k \subseteq A_k \subseteq A_n;
  • ⋃nAn=⋃nBn\bigcup_n A_n = \bigcup_n B_n: è la stessa osservazione senza fermarsi a nn.

Allora

P(⋃nAn)=P(⋃nBn)=σ-add.∑n=1∞P(Bn)=lim⁡N→∞∑n=1NP(Bn)=lim⁡N→∞P(AN).P\Big(\bigcup_n A_n\Big) = P\Big(\bigcup_n B_n\Big) \overset{\sigma\text{-add.}}{=} \sum_{n=1}^\infty P(B_n) = \lim_{N \to \infty} \sum_{n=1}^N P(B_n) = \lim_{N \to \infty} P(A_N).

Il terzo passaggio è la definizione di somma di una serieUna serie è la successione delle somme parziali s_n = a_0 + ... + a_n; la sua somma è il limite di s_n (converge, diverge o è irregolare). Proprietà generali e condizione necessaria: se la serie converge, gli addendi tendono a 0.Serie numeriche → (limite delle somme parziali); il quarto usa l'additività finita, perché ANA_N è unione disgiunta di B1,…,BNB_1, \dots, B_N. ∎

Dimostrazione di 2. Si passa ai complementari: se gli AnA_n decrescono, gli AncA_n^c crescono (se An+1⊆AnA_{n+1} \subseteq A_n, ciò che sta fuori da AnA_n sta anche fuori da An+1A_{n+1}), e per le leggi di De MorganIl complementare di un'intersezione è l'unione dei complementari, e viceversa.Operazioni tra insiemi → (⋂nAn)c=⋃nAnc\big(\bigcap_n A_n\big)^c = \bigcup_n A_n^c. Per il punto 1:

P(⋂nAn)=1−P(⋃nAnc)=1−lim⁡nP(Anc)=lim⁡n(1−P(Anc))=lim⁡nP(An).■P\Big(\bigcap_n A_n\Big) = 1 - P\Big(\bigcup_n A_n^c\Big) = 1 - \lim_n P(A_n^c) = \lim_n \big(1 - P(A_n^c)\big) = \lim_n P(A_n). \quad \blacksquare

Il primo e l'ultimo passaggio usano la regola del complementare P(Ac)=1−P(A)P(A^c) = 1 - P(A) (Misura di probabilità e sue proprietàUna misura di probabilità è una funzione P: F → [0,1] con P(Ω) = 1 e σ-additiva; ne seguono P(Aᶜ) = 1 − P(A), P(∅) = 0, monotonia, P(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B) e la formula di inclusione-esclusione.Misura di probabilità e sue proprietà →); il secondo è il punto 1 applicato agli AncA_n^c crescenti; il terzo porta la costante 11 dentro il limite (il limite di una differenza è la differenza dei limiti).

Esempio 1: prima o poi esce testa. Si lancia all'infinito una moneta equa. An=A_n = "nessuna testa nei primi nn lanci" è una successione decrescente (se non è uscita testa nei primi n+1n+1 lanci, non è uscita nei primi nn), con P(An)=2−nP(A_n) = 2^{-n}: AnA_n vuol dire "croce in ciascuno dei primi nn lanci", e per l'indipendenza dei lanciA e B sono indipendenti se P(A ∩ B) = P(A) P(B), cioè se sapere che uno si è verificato non cambia la probabilità dell'altro; l'indipendenza passa ai complementari, non va confusa con l'incompatibilità, e per più eventi va richiesta su ogni sottofamiglia.Indipendenza di eventi → la probabilità è il prodotto 12⋅12⋯12=(12)n\frac12 \cdot \frac12 \cdots \frac12 = \left(\frac12\right)^n. L'intersezione ⋂nAn\bigcap_n A_n è "non esce mai testa" (un esito sta in tutti gli AnA_n se non ha teste tra i primi nn lanci per ogni nn, cioè in nessun lancio), quindi per la continuità dall'alto

P(mai testa)=lim⁡n2−n=0,P(prima o poi testa)=1.P(\text{mai testa}) = \lim_n 2^{-n} = 0, \qquad P(\text{prima o poi testa}) = 1.

Il limite è quello della successione geometrica qn→0q^n \to 0 per ∣q∣<1|q| < 1, qui con q=12q = \frac12 (vedi Limiti notevoli e gerarchia degli infinitiI limiti di base per sciogliere le forme indeterminate delle successioni: potenze, polinomi, il numero e, esponenziali, la gerarchia logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriale < n^n e la razionalizzazione.Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti →, sezione sulle successioni esponenziali); l'ultima uguaglianza è il complementare: "prima o poi testa" è la negazione di "mai testa".

Grafico interattivo: P(A_n) = (1/2)^n, probabilità di nessuna testa nei primi n lanci: gli eventi decrescono e le probabilità scendono verso 0 = P(mai testa)

Esempio 2: la funzione di distribuzione. La continuità della probabilità è esattamente ciò che serve per dimostrare che ogni funzione di distribuzioneF_X(x) = P(X ≤ x): crescente, continua a destra, con limiti 0 e 1.Funzione di distribuzione → è continua a destra e ha limiti 00 e 11. Per la continuità a destra in xx: gli eventi {X≤x+1n}\{X \le x + \frac1n\} sono decrescenti (se X≤x+1n+1X \le x + \frac1{n+1} allora X≤x+1nX \le x + \frac1n) e la loro intersezione è {X≤x}\{X \le x\} (un valore che sta sotto x+1nx + \frac1n per ogni nn sta sotto xx), quindi per la continuità dall'alto FX(x+1n)→FX(x)F_X\big(x + \frac1n\big) \to F_X(x); la monotonia di FXF_X permette poi di passare da x+1nx + \frac1n a un qualunque h→0+h \to 0^+. Allo stesso modo {X≤−n}\{X \le -n\} decresce verso ∅\emptyset (limite 00) e {X≤n}\{X \le n\} cresce verso Ω\Omega (limite 11).

Esempio 3: σ-subadditività. Per eventi qualsiasi (non disgiunti) vale P(⋃nAn)≤∑nP(An)P\big(\bigcup_n A_n\big) \le \sum_n P(A_n). Gli eventi CN=A1∪⋯∪ANC_N = A_1 \cup \dots \cup A_N sono crescenti e la loro unione è ⋃nAn\bigcup_n A_n; per la subadditività finita P(CN)≤P(A1)+⋯+P(AN)≤∑n=1∞P(An)P(C_N) \le P(A_1) + \dots + P(A_N) \le \sum_{n=1}^\infty P(A_n) (i termini sono ≥0\ge 0, quindi una somma parziale non supera la serie). Passando al limite per N→∞N \to \infty e usando la continuità dal basso a sinistra si ottiene la disuguaglianza.

Variabili aleatorie in generale

Nel caso discreto ogni funzione X:Ω→RX : \Omega \to \mathbb R andava bene, perché tutti i sottoinsiemi erano eventi. Ora bisogna chiedere che gli insiemi che ci interessano siano eventi, cioè stiano in F\mathcal F.

Definizione (variabile aleatoria). Una variabile aleatoria su (Ω,F,P)(\Omega, \mathcal F, P) è una funzione X:Ω→RX : \Omega \to \mathbb R tale che {X≤x}={ω∈Ω:X(ω)≤x}∈Fper ogni x∈R.\{X \le x\} = \{\omega \in \Omega : X(\omega) \le x\} \in \mathcal F \qquad \text{per ogni } x \in \mathbb R.

Esempio. Su Ω={1,…,6}\Omega = \{1, \dots, 6\} con F=P(Ω)\mathcal{F} = \mathcal{P}(\Omega), X(ω)=ω2X(\omega) = \omega^2 è una v.a.: ogni {X≤x}\{X \le x\} è un sottoinsieme di Ω\Omega, cioè un evento.

Da questa condizione segue (perché le semirette generano B(R)\mathcal B(\mathbb R)) che {X∈B}∈F\{X \in B\} \in \mathcal F per ogni boreliano BB. L'idea: la famiglia dei BB con {X∈B}∈F\{X \in B\} \in \mathcal F è una σ-algebra, perché {X∈Bc}={X∈B}c\{X \in B^c\} = \{X \in B\}^c e {X∈⋃nBn}=⋃n{X∈Bn}\{X \in \bigcup_n B_n\} = \bigcup_n \{X \in B_n\}; contiene tutte le semirette (−∞,x](-\infty, x] per ipotesi, quindi contiene la σ-algebra che esse generano, cioè B(R)\mathcal B(\mathbb R). Per esempio {a<X≤b}={X≤b}∖{X≤a}\{a < X \le b\} = \{X \le b\} \setminus \{X \le a\}. Così si possono calcolare P(a<X≤b)P(a < X \le b), P(X=c)P(X = c), P(X∈Q)P(X \in \mathbb Q), P(∣X∣>2)P(|X| > 2), eccetera.

Legge di XX. La funzione PX(B):=P(X∈B)P_X(B) := P(X \in B), per B∈B(R)B \in \mathcal B(\mathbb R), è una misura di probabilità su (R,B(R))(\mathbb R, \mathcal B(\mathbb R)): è lo spazio indotto dalla v.a., come nel caso discreto. Per descriverla basta la funzione di distribuzione FX(x)=P(X≤x)F_X(x) = P(X \le x), che determina PXP_X su tutti i boreliani.

I tre tipi di v.a. (classificati guardando FXF_X):

Errori comuni

  • Pensare che P({x})=0P(\{x\}) = 0 significhi "impossibile": nel punto scelto a caso in [0,1][0,1] ogni valore ha probabilità 00, eppure uno di essi si realizza.
  • Applicare la σ-additività a unioni non numerabili ("[0,1][0,1] è unione dei suoi punti, quindi P([0,1])=∑P({x})=0P([0,1]) = \sum P(\{x\}) = 0"): la σ-additività vale solo per famiglie numerabili.
  • Usare la continuità della probabilità con successioni non monotone: per eventi qualsiasi P(⋃An)P(\bigcup A_n) non è il limite di P(An)P(A_n).

Versione ripasso

Perché il caso discreto non basta più

Negli spazi discretiΩ finito o numerabile, F = 𝒫(Ω), e P(A) è la somma delle probabilità dei singoli esiti di A.Spazi di probabilità discreti e uniformi → P(A)=∑ω∈Ap(ω)P(A) = \sum_{\omega \in A} p(\omega). Con Ω\Omega non numerabile:

  1. Ogni singolo esito ha probabilità zero: per monotonia su [a,b][a, b], P({x})≤2ε  ⟹  P({x})=0P(\{x\}) \le 2\varepsilon \implies P(\{x\}) = 0. La σ-additività vale solo per unioni numerabili.
  2. P(Ω)\mathcal P(\Omega) è troppo grande: non esiste alcuna probabilità definita su tutti i sottoinsiemi di [0,1][0, 1] che dia agli intervalli la loro lunghezza.

La σ-algebra di Borel

La σ-algebra di Borel su R\mathbb R, B(R)\mathcal{B}(\mathbb{R}), è la σ-algebra generataLa più piccola σ-algebra che contiene una famiglia data: l'intersezione di tutte le σ-algebre che la contengono.Sigma-algebre di eventi → dagli intervalli: B(R):=σ({(a,b]:a<b}).\mathcal B(\mathbb R) := \sigma\big(\{(a, b] : a < b\}\big).

  • Contiene: intervalli, singoletti {x}\{x\}, insiemi numerabili (N\mathbb N, Q\mathbb Q), aperti e chiusi, {x:g(x)≤c}\{x : g(x) \le c\} per gg continua.
  • Punto scelto a caso in [0,1][0, 1]: P([a,b])=b−aP([a, b]) = b - a, P({x})=0P(\{x\}) = 0, P(Q∩[0,1])=0P(\mathbb Q \cap [0, 1]) = 0 (punto quasi certamente irrazionale).

Continuità della probabilità

Teorema. Sia (An)n≥1(A_n)_{n \ge 1} una successione di eventi.

  1. Dal basso: A1⊆A2⊆⋯  ⟹  P(⋃nAn)=lim⁡n→∞P(An)A_1 \subseteq A_2 \subseteq \dots \implies \displaystyle P\Big(\bigcup_{n} A_n\Big) = \lim_{n \to \infty} P(A_n).
  2. Dall'alto: A1⊇A2⊇⋯  ⟹  P(⋂nAn)=lim⁡n→∞P(An)A_1 \supseteq A_2 \supseteq \dots \implies \displaystyle P\Big(\bigcap_{n} A_n\Big) = \lim_{n \to \infty} P(A_n).
  • Dimostrazione (1): unione disgiunta B1=A1B_1 = A_1, Bn=An∖An−1B_n = A_n \setminus A_{n-1}, poi σ-additività e limite delle somme parziali.
  • Dimostrazione (2): passaggio ai complementari e De Morgan.
  • Esempio: moneta lanciata all'infinito, AnA_n = "nessuna testa nei primi nn lanci" decrescente con P(An)=2−nP(A_n) = 2^{-n}: P(mai testa)=lim⁡2−n=0P(\text{mai testa}) = \lim 2^{-n} = 0, quindi P(prima o poi testa)=1P(\text{prima o poi testa}) = 1.
  • Serve a dimostrare che la funzione di distribuzioneF_X(x) = P(X ≤ x): crescente, continua a destra, con limiti 0 e 1.Funzione di distribuzione → è continua a destra con limiti 00 e 11.

Variabili aleatorie in generale

Una variabile aleatoria su (Ω,F,P)(\Omega, \mathcal F, P) è una funzione X:Ω→RX : \Omega \to \mathbb R tale che {X≤x}={ω∈Ω:X(ω)≤x}∈Fper ogni x∈R.\{X \le x\} = \{\omega \in \Omega : X(\omega) \le x\} \in \mathcal F \qquad \text{per ogni } x \in \mathbb R.

Errori comuni

  • Pensare che P({x})=0P(\{x\}) = 0 significhi "impossibile".
  • Applicare la σ-additività a unioni non numerabili.
  • Usare la continuità della probabilità con successioni non monotone.

Teoria collegata