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Note per Studenti Archimedeità di N

Archimedeità di ℕ

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Che cosa dice, in parole semplici

Per quanto grande sia un numero reale, c'è sempre un numero naturale ancora più grande. In altre parole: i naturali non hanno un "tetto".

Può sembrare ovvio ("se ho 10000001000000 conto fino a 10000011000001"), ma in matematica va dimostrato a partire dagli assiomi di R\mathbb{R}, e soprattutto è lo strumento che permette di dire "esiste un nn abbastanza grande" nelle dimostrazioni sugli inf e sup.

Enunciato

Teorema (archimedeità di ℕ). N\mathbb{N} non è limitato superiormente in R\mathbb{R}. Cioè: per ogni numero reale xx esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che n>xn > x.

Esempio. Per x=1000,5x = 1000{,}5 basta n=1001n = 1001: 1001>1000,51001 > 1000{,}5.

Formulazione equivalente

Proprietà (formulazione equivalente dell'archimedeità). Dati a>0a > 0 e bb reali, esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che n⋅a>bn \cdot a > b.

Esempio. Con a=0,01a = 0{,}01 e b=5b = 5 serve n⋅0,01>5n \cdot 0{,}01 > 5, cioè n>500n > 500: va bene n=501n = 501, perché 501⋅0,01=5,01>5501 \cdot 0{,}01 = 5{,}01 > 5.

Perché è la stessa cosa. Applicando il primo enunciato al numero reale ba\frac{b}{a} si ottiene n>ban > \frac{b}{a}; moltiplicando per a>0a > 0 (verso invariato) si ha n⋅a>bn \cdot a > b. Sommando abbastanza volte un numero positivo aa, per quanto piccolo, si supera qualsiasi numero bb fissato.

Conseguenza importante

1n\frac{1}{n} diventa piccolo quanto vogliamo. Per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che 1n<ε\frac{1}{n} < \varepsilon.

Dimostrazione passo per passo:

  1. Il numero 1ε\frac{1}{\varepsilon} è un numero reale (e positivo).
  2. Per l'archimedeità esiste n∈Nn \in \mathbb{N} con n>1εn > \frac{1}{\varepsilon}. Poiché 1ε>0\frac{1}{\varepsilon} > 0, anche n>0n > 0, quindi n≥1n \ge 1.
  3. Moltiplichiamo entrambi i membri di n>1εn > \frac{1}{\varepsilon} per il numero positivo εn\frac{\varepsilon}{n} (non cambia il verso): ε>1n\varepsilon > \frac{1}{n} ✓.

Variante usata negli esercizi (con una costante c>0c > 0 al numeratore): per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste nn con cn<ε\frac{c}{n} < \varepsilon. Basta prendere n>cεn > \frac{c}{\varepsilon} (stesso ragionamento). Nell'Esercizio 2 · max min inf sup di (n+2)/n si ha c=2c = 2 e quindi n>2εn > \frac{2}{\varepsilon}.

Dimostrazione dell'archimedeità

Si usa l'assioma di completezza di R\mathbb{R} (vedi Estremo superiore (sup)Maggioranti e minoranti, massimo e minimo, estremo superiore (il più piccolo dei maggioranti) e inferiore, con la caratterizzazione con epsilon.Estremo superiore (sup) →): ogni insieme non vuoto e limitato superiormente ha un sup.

Per assurdo, supponiamo che N\mathbb{N} sia limitato superiormente. Essendo non vuoto, per la completezza ha un sup; chiamiamolo ss.

  1. ss è il più piccolo dei maggioranti di N\mathbb{N}. Quindi s−1s - 1, che è più piccolo di ss, non può essere un maggiorante.
  2. Che s−1s - 1 non sia un maggiorante significa che esiste un elemento di N\mathbb{N} più grande di lui: esiste n∈Nn \in \mathbb{N} con n>s−1n > s - 1.
  3. Sommando 11 ai due membri: n+1>sn + 1 > s.
  4. Ma n+1n + 1 è ancora un numero naturale, e ss è un maggiorante di N\mathbb{N}, quindi dovrebbe valere n+1≤sn + 1 \le s.

I punti 3 e 4 si contraddicono. L'ipotesi iniziale era sbagliata: N\mathbb{N} non è limitato superiormente. ∎

Dove si usa e perché

Nelle dimostrazioni sull'inf (e sul sup). Per dimostrare che L=inf⁡EL = \inf E bisogna mostrare che per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste x∈Ex \in E con x<L+εx < L + \varepsilon. Quando gli elementi di EE sono del tipo L+cnL + \frac{c}{n}, questo equivale a trovare nn con cn<ε\frac{c}{n} < \varepsilon, cioè n>cεn > \frac{c}{\varepsilon}. L'archimedeità garantisce che un tale nn esiste, qualunque sia ε\varepsilon (anche piccolissimo).

Per dimostrare che un insieme è illimitato. Nell'Esercizio 3 · max min inf sup di (-1)n n + 1/n serve, dato un MM arbitrario, un naturale k>Mk > M da cui costruire un elemento di EE ancora più grande.

Senza questa proprietà non potremmo concludere che LL è il più grande dei minoranti: potrebbe esistere un minorante più grande di LL, perché gli elementi L+cnL + \frac{c}{n} potrebbero non avvicinarsi abbastanza a LL.

Errore tipico

Scrivere "prendo nn molto grande" senza dire quanto e senza giustificare che esiste. La dimostrazione corretta dice: "prendo n>cεn > \frac{c}{\varepsilon}, che esiste per l'archimedeità".

Versione ripasso

Enunciato

N\mathbb{N} non è limitato superiormenteNon esiste un numero reale MM tale che n≤Mn \le M per ogni n∈Nn \in \mathbb{N}. in R\mathbb{R}. Cioè: ∀x∈R,∃n∈N:n>x\forall x \in \mathbb{R}, \exists n \in \mathbb{N} : n > x.

Formulazione equivalente

Dati a>0a > 0 e bb reali, ∃n∈N:n⋅a>b\exists n \in \mathbb{N} : n \cdot a > b.

Conseguenza importante

1n\frac{1}{n} diventa piccolo a piacere: ∀ε>0,∃n∈N:1n<ε\forall \varepsilon > 0, \exists n \in \mathbb{N} : \frac{1}{n} < \varepsilon.

  • Dimostrazione: Per l'archimedeità esiste n>1εn > \frac{1}{\varepsilon}. Moltiplicando per εn>0\frac{\varepsilon}{n} > 0 si ottiene 1n<ε\frac{1}{n} < \varepsilon.
  • Variante: Per ogni c>0c > 0 e ε>0\varepsilon > 0, esiste n>cεn > \frac{c}{\varepsilon} tale che cn<ε\frac{c}{n} < \varepsilon.

Dimostrazione dell'archimedeità

Si basa sull'assioma di completezzaMaggioranti e minoranti, massimo e minimo, estremo superiore (il più piccolo dei maggioranti) e inferiore, con la caratterizzazione con epsilon.Estremo superiore (sup) →.

  1. Supponiamo per assurdo che N\mathbb{N} sia limitato superiormente: allora esiste s=sup⁡Ns = \sup \mathbb{N}.
  2. Per definizione di ss, s−1s-1 non è maggiorante di N\mathbb{N}, quindi ∃n∈N:n>s−1\exists n \in \mathbb{N} : n > s - 1.
  3. Sommando 11: n+1>sn + 1 > s.
  4. n+1∈Nn+1 \in \mathbb{N} e ss è un maggiorante di N\mathbb{N}, quindi n+1≤sn+1 \le s: contraddizione con il punto 3. ∎

Utilizzo

Errore tipico: Usare nn "molto grande" senza fornire la condizione esplicita n>cεn > \frac{c}{\varepsilon} garantita dall'archimedeità.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata