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Note per Studenti Formulario · Analisi Matematica 1

FormularioAnalisi Matematica 1: definizioni, teoremi e formule delle note, in ordine di capitolo

In questa pagina 12

I. Logica, insiemi e dimostrazioni

Logica e quantificatori

Definizione (predicato). Un predicato p(x)p(x) è un'affermazione che contiene una variabile xx presa da un insieme XX, e che diventa una proposizione (V o F) non appena si sceglie un valore di x∈Xx \in X.

Esempio. X=RX = \mathbb{R} e p(x)p(x): "x2≤4x^2 \le 4".

Legge (negazione dei quantificatori). non(∀x∈X:p(x))=∃x∈X:non p(x)\text{non}\big(\forall x \in X : p(x)\big) \quad = \quad \exists x \in X : \text{non}\, p(x)

non(∃x∈X:q(x))=∀x∈X:non q(x)\text{non}\big(\exists x \in X : q(x)\big) \quad = \quad \forall x \in X : \text{non}\, q(x)

In parole: la negazione scambia ∀\forall con ∃\exists e nega il predicato.

Esempio. La negazione di "∀x∈R:x2>0\forall x \in \mathbb{R} : x^2 > 0" è "∃x∈R:x2≤0\exists x \in \mathbb{R} : x^2 \le 0", vera con x=0x = 0 (quindi l'affermazione di partenza è falsa).

Legge (De Morgan logiche). non (p∨q)=(non p)∧(non q)non (p∧q)=(non p)∨(non q)\text{non}\,(p \vee q) = (\text{non}\,p) \wedge (\text{non}\,q) \qquad \text{non}\,(p \wedge q) = (\text{non}\,p) \vee (\text{non}\,q)

Esempio. non (x<0∨x>1)\text{non}\,(x < 0 \vee x > 1) equivale a x≥0∧x≤1x \ge 0 \wedge x \le 1, cioè x∈[0,1]x \in [0, 1].

Legge (negazione dell'implicazione). non (p⇒q)=p∧non q\text{non}\,(p \Rightarrow q) = p \wedge \text{non}\,q

Esempio. La negazione di "se nn è multiplo di 44 allora nn è pari" è "nn è multiplo di 44 e non è pari": nessun intero soddisfa questa condizione, e infatti l'implicazione è vera.

Operazioni tra insiemi

Definizione (unione). A∪B={x∈X:x∈A  oppure  x∈B}A \cup B = \{x \in X : x \in A \ \text{ oppure } \ x \in B\}

Gli elementi che stanno in almeno uno dei due insiemi (anche in entrambi). È l'"o" della logica: ∨\vee.

Esempio: {1,2,3}∪{3,4}={1,2,3,4}\{1, 2, 3\} \cup \{3, 4\} = \{1, 2, 3, 4\} (il 33 si scrive una volta sola).

Definizione (intersezione). A∩B={x∈X:x∈A  e  x∈B}A \cap B = \{x \in X : x \in A \ \text{ e } \ x \in B\}

Gli elementi che stanno in entrambi gli insiemi. È la "e" della logica: ∧\wedge.

Esempio: {1,2,3}∩{3,4}={3}\{1, 2, 3\} \cap \{3, 4\} = \{3\}. Se A∩B=∅A \cap B = \emptyset i due insiemi si dicono disgiunti.

Definizione (differenza). A∖B={x∈X:x∈A, x∉B}A \setminus B = \{x \in X : x \in A, \ x \notin B\}

Gli elementi di AA che non stanno in BB ("AA meno BB"). Esempio: {1,2,3}∖{3,4}={1,2}\{1, 2, 3\} \setminus \{3, 4\} = \{1, 2\}. Attenzione: non è simmetrica, {3,4}∖{1,2,3}={4}\{3, 4\} \setminus \{1, 2, 3\} = \{4\}.

Esempio. [0,3]∖[1,2]=[0,1)∪(2,3][0, 3] \setminus [1, 2] = [0, 1) \cup (2, 3].

Definizione (complementare). Il complementare di BB (rispetto all'universo XX) è tutto ciò che sta in XX ma non in BB:

Bc=X∖B={x∈X:x∉B}B^c = X \setminus B = \{x \in X : x \notin B\}

Esempio. In X=NX = \mathbb{N} si ha {0,1,2}c={3,4,5,… }\{0, 1, 2\}^c = \{3, 4, 5, \dots\}; in X=ZX = \mathbb{Z} lo stesso insieme ha un complementare diverso, che contiene anche i numeri negativi.

Proprietà (distributive). A∪(B∩C)=(A∪B)∩(A∪C)A∩(B∪C)=(A∩B)∪(A∩C)A \cup (B \cap C) = (A \cup B) \cap (A \cup C) \qquad A \cap (B \cup C) = (A \cap B) \cup (A \cap C)

Esempio. Con A={1}A = \{1\}, B={1,2}B = \{1, 2\}, C={2,3}C = \{2, 3\}: A∪(B∩C)={1,2}=(A∪B)∩(A∪C)A \cup (B \cap C) = \{1, 2\} = (A \cup B) \cap (A \cup C).

Legge (De Morgan). (A∪B)c=Ac∩Bc(A∩B)c=Ac∪Bc(A \cup B)^c = A^c \cap B^c \qquad\qquad (A \cap B)^c = A^c \cup B^c

Esempio. In R\mathbb{R}, con A=[0,2]A = [0, 2] e B=[1,3]B = [1, 3]: (A∪B)c=(−∞,0)∪(3,+∞)=Ac∩Bc(A \cup B)^c = (-\infty, 0) \cup (3, +\infty) = A^c \cap B^c, perché Ac=(−∞,0)∪(2,+∞)A^c = (-\infty, 0) \cup (2, +\infty) e Bc=(−∞,1)∪(3,+∞)B^c = (-\infty, 1) \cup (3, +\infty).

Definizione (prodotto cartesiano). Dati A,B≠∅A, B \ne \emptyset:

A×B={(a,b):a∈A, b∈B}A \times B = \{(a, b) : a \in A, \ b \in B\}

Esempio. A={1,2}A = \{1, 2\}, B={1,2,3}B = \{1, 2, 3\}:

Insiemi e insieme delle parti

Definizione (sottoinsieme). BB è un sottoinsieme di AA, e si scrive B⊆AB \subseteq A, se ogni elemento di BB è anche elemento di AA.

Esempio. {1,3}⊆{1,2,3}\{1, 3\} \subseteq \{1, 2, 3\}, mentre {1,5}⊈{1,2,3}\{1, 5\} \not\subseteq \{1, 2, 3\} perché 5∉{1,2,3}5 \notin \{1, 2, 3\}.

Definizione (uguaglianza di insiemi). A=BseA⊆B  e  B⊆AA = B \quad \text{se} \quad A \subseteq B \ \text{ e } \ B \subseteq A

Due insiemi sono uguali quando hanno esattamente gli stessi elementi. Questa definizione dà anche il metodo per dimostrare che due insiemi sono uguali: si dimostrano le due inclusioni separatamente (ogni elemento del primo sta nel secondo, e viceversa).

Esempio. A={1,2}A = \{1, 2\} e B={2,1,1}B = \{2, 1, 1\}: ogni elemento di AA sta in BB e viceversa, quindi A=BA = B.

Definizione (insieme delle parti). L'insieme delle parti di AA, scritto P(A)\mathcal{P}(A), è l'insieme di tutti i sottoinsiemi di AA. I suoi elementi sono a loro volta insiemi.

Esempio con A={a,b}A = \{a, b\}. I sottoinsiemi sono: ∅\emptyset, {a}\{a\}, {b}\{b\}, {a,b}\{a, b\}. Quindi

Proposizione (numero dei sottoinsiemi). ∣A∣=n  ⟹  ∣P(A)∣=2n|A| = n \implies |\mathcal{P}(A)| = 2^n

Esempio. Se ∣A∣=4|A| = 4 allora P(A)\mathcal{P}(A) ha 24=162^4 = 16 elementi; se ∣A∣=0|A| = 0 (A=∅A = \emptyset) ne ha 20=12^0 = 1, cioè solo ∅\emptyset.

Tecniche di dimostrazione

Principio (dimostrazione diretta). Si parte dall'ipotesi pp e, passaggio dopo passaggio, si arriva alla tesi qq.

Esempio. "Se nn è dispari allora n2n^2 è dispari": si scrive n=2k+1n = 2k + 1 e si calcola n2=2(2k2+2k)+1n^2 = 2(2k^2 + 2k) + 1, che è dispari. Dettagli nell'Esercizio 8 · n dispari implica n2 dispari.

Principio (dimostrazione per contronominale). Invece di p⇒qp \Rightarrow q si dimostra l'implicazione "rovesciata e negata": se la tesi è falsa, allora l'ipotesi è falsa.

Esempio di vita quotidiana. "Se piove, la strada è bagnata" equivale a "se la strada non è bagnata, allora non piove". Attenzione: non equivale a "se la strada è bagnata allora piove" (potrebbero aver lavato la strada): quella è l'implicazione inversa q⇒pq \Rightarrow p, che è un'altra affermazione.

Principio (dimostrazione per assurdo). Si suppone che l'ipotesi sia vera e la tesi falsa, e si ragiona fino ad arrivare a una contraddizione (un'affermazione impossibile, per esempio una cosa che è vera e falsa insieme, oppure 0=10 = 1). La prof la indica con il simbolo di un fulmine (⚡).

Esempio. "c2=2⇒c∉Qc^2 = 2 \Rightarrow c \notin \mathbb{Q}": si suppone c2=2c^2 = 2 e c∈Qc \in \mathbb{Q}, si scrive c=mnc = \frac{m}{n} ai minimi termini e si scopre che mm e nn sono entrambi pari, contro l'ipotesi di averli scelti primi tra loro. Dettagli nell'Esercizio 9 · la radice di 2 non è razionale.

II. Numeri reali

Insiemi numerici (N, Z, Q, R)

Definizione (razionali). Q={q=mn:m∈Z, n∈N∗}\mathbb{Q} = \left\{ q = \frac{m}{n} : m \in \mathbb{Z}, \ n \in \mathbb{N}^* \right\}

Esempio. 68=34\frac{6}{8} = \frac{3}{4} (ridotta ai minimi termini, con 33 e 44 primi tra loro), 0,25=140{,}25 = \frac{1}{4} e 0,3‾=130{,}\overline{3} = \frac{1}{3}.

Definizione (reali). R={r=m,d1d2d3⋯:m∈Z, d1,d2,⋯∈{0,…,9} qualsiasi}\mathbb{R} = \{ r = m{,}d_1 d_2 d_3 \dots : m \in \mathbb{Z}, \ d_1, d_2, \dots \in \{0, \dots, 9\} \text{ qualsiasi} \}

Esempio. 2=1,41421356…\sqrt{2} = 1{,}41421356\ldots ha cifre decimali non periodiche, quindi è un reale irrazionale; 0,3‾0{,}\overline{3} invece è periodico, quindi razionale.

Teorema. Se c∈Rc \in \mathbb{R} e c2=2c^2 = 2, allora c∉Qc \notin \mathbb{Q}.

Esempio. 9970≈1,41429\frac{99}{70} \approx 1{,}41429 approssima bene 2\sqrt{2}, ma (9970)2=98014900≠2\left(\frac{99}{70}\right)^2 = \frac{9801}{4900} \ne 2: nessuna frazione ha quadrato esattamente 22.

Campi ordinati (Q e R)

Definizione (campo). XX è un campo se su XX sono definite due operazioni, somma (++) e prodotto (⋅\cdot), con le seguenti proprietà, per ogni a,b,c∈Xa, b, c \in X.

Somma:

  1. a+b=b+aa + b = b + a (commutativa);
  2. a+(b+c)=(a+b)+ca + (b + c) = (a + b) + c (associativa);
  3. esiste un unico elemento neutro 0∈X0 \in X tale che a+0=0+a=aa + 0 = 0 + a = a per ogni aa;
  4. per ogni aa esiste un unico opposto −a∈X-a \in X tale che a+(−a)=(−a)+a=0a + (-a) = (-a) + a = 0.

Prodotto:

  1. a⋅b=b⋅aa \cdot b = b \cdot a (commutativa);
  2. a⋅(b⋅c)=(a⋅b)⋅ca \cdot (b \cdot c) = (a \cdot b) \cdot c (associativa);
  3. esiste un unico elemento neutro 1∈X1 \in X tale che 1⋅a=a⋅1=a1 \cdot a = a \cdot 1 = a per ogni aa;
  4. per ogni aa con a≠0a \ne 0 esiste un unico reciproco (o inverso) a−1∈Xa^{-1} \in X tale che a−1⋅a=a⋅a−1=1a^{-1} \cdot a = a \cdot a^{-1} = 1.

Proprietà distributiva (collega le due operazioni): a⋅(b+c)=a⋅b+a⋅ca \cdot (b + c) = a \cdot b + a \cdot c.

Esempio. Q\mathbb{Q} è un campo: 23\frac{2}{3} ha reciproco 32\frac{3}{2}, perché 23⋅32=1\frac{2}{3} \cdot \frac{3}{2} = 1. Z\mathbb{Z} non lo è: 22 non ha reciproco in Z\mathbb{Z}.

Definizione (campo totalmente ordinato). XX è un campo totalmente ordinato se ci sono ++, ⋅\cdot, ≤\le tali che:

  1. XX con ++ e ⋅\cdot è un campo;
  2. XX con ≤\le è totalmente ordinato;
  3. le operazioni sono compatibili con l'ordine:
    • a≤b  ⟺  a+c≤b+ca \le b \iff a + c \le b + c per ogni c∈Xc \in X;
    • a≤b  ⟺  c⋅a≤c⋅ba \le b \iff c \cdot a \le c \cdot b per ogni c∈Xc \in X con c>0c > 0.

Esempio. In R\mathbb{R}, da 2<32 < 3 si ha 2+5<3+52 + 5 < 3 + 5 e, moltiplicando per c=4>0c = 4 > 0, 8<128 < 12 (il verso non cambia).

Estremo superiore (sup)

Definizione (minimo e massimo).

  • Se EE è inferiormente limitato ed esiste un minorante ℓ\ell che appartiene a EE, questo si chiama minimo di EE: ℓ=min⁡E\ell = \min E.
  • Se EE è superiormente limitato ed esiste un maggiorante LL che appartiene a EE, questo si chiama massimo di EE: L=max⁡EL = \max E.

Esempio. E={1,2,3}E = \{1, 2, 3\} ha min⁡E=1\min E = 1 e max⁡E=3\max E = 3. E=[0,1)E = [0, 1) ha min⁡E=0\min E = 0 ma non ha massimo: i maggioranti sono i numeri ≥1\ge 1 e nessuno sta in [0,1)[0, 1).

Definizione (estremo superiore). Il sup⁡A\sup A è il più piccolo dei maggioranti di AA.

In modo equivalente (e questa è la forma che si usa nelle dimostrazioni), s=sup⁡As = \sup A se valgono entrambe:

  1. ss è un maggiorante: x≤sx \le s per ogni x∈Ax \in A.
  2. Nessun numero più piccolo di ss è un maggiorante: per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste x∈Ax \in A con x>s−εx > s - \varepsilon.

Esempio. A=[0,1)A = [0, 1): 11 è un maggiorante e, per ogni ε>0\varepsilon > 0, esiste x∈Ax \in A con x>1−εx > 1 - \varepsilon (per esempio x=1−ε2x = 1 - \frac{\varepsilon}{2} se ε≤1\varepsilon \le 1), quindi sup⁡A=1\sup A = 1.

Definizione (estremo inferiore). Il inf⁡A\inf A è il più grande dei minoranti di AA.

Equivalentemente, L=inf⁡AL = \inf A se:

  1. LL è un minorante: L≤xL \le x per ogni x∈Ax \in A.

Esempio. A=(0,1]A = (0, 1]: 00 è un minorante e, per ogni ε>0\varepsilon > 0, esiste x∈Ax \in A con x<εx < \varepsilon (per esempio x=min⁡{ε2,1}x = \min\{\frac{\varepsilon}{2}, 1\}), quindi inf⁡A=0\inf A = 0, che non appartiene ad AA.

Teorema (caratterizzazione di inf e sup). i=inf⁡E∈X  ⟺  {1.  i≤x∀x∈E2.  ∀ε>0 ∃x∈E:x<i+εs=sup⁡E∈X  ⟺  {1.  s≥x∀x∈E2.  ∀ε>0 ∃x∈E:x>s−εi = \inf E \in X \iff \begin{cases} 1.\ \ i \le x \quad \forall x \in E \\ 2.\ \ \forall \varepsilon > 0\ \exists x \in E : x < i + \varepsilon \end{cases} \qquad s = \sup E \in X \iff \begin{cases} 1.\ \ s \ge x \quad \forall x \in E \\ 2.\ \ \forall \varepsilon > 0\ \exists x \in E : x > s - \varepsilon \end{cases}

Esempio. E={1n:n≥1}E = \{\frac{1}{n} : n \ge 1\} ha inf⁡E=0\inf E = 0: vale 1n≥0\frac{1}{n} \ge 0 per ogni nn e, dato ε>0\varepsilon > 0, scegliendo n>1εn > \frac{1}{\varepsilon} si ha 1n<ε=0+ε\frac{1}{n} < \varepsilon = 0 + \varepsilon.

Principio (assioma di completezza di ℝ). Ogni insieme non vuoto e limitato superiormente di R\mathbb{R} ha un sup (in R\mathbb{R}). Analogamente, ogni insieme non vuoto e limitato inferiormente ha un inf.

Esempio. E={x∈R:x2<2}E = \{x \in \mathbb{R} : x^2 < 2\} è non vuoto e limitato superiormente, quindi ha un estremo superiore in R\mathbb{R}: sup⁡E=2\sup E = \sqrt{2}.

Completezza di R (continuità, separazione, sup)

Definizione. Sia X≠∅X \ne \emptyset totalmente ordinato. Due sottoinsiemi A,B⊆XA, B \subseteq X, non vuoti, si dicono separati se

a≤b∀a∈A, ∀b∈Ba \le b \qquad \forall a \in A, \ \forall b \in B

cioè ogni elemento di AA sta a sinistra (o coincide con) ogni elemento di BB.

XX ha la proprietà di separazione se per ogni coppia di insiemi A,BA, B separati esiste un elemento separatore c∈Xc \in X:

a≤c≤b∀a∈A, ∀b∈Ba \le c \le b \qquad \forall a \in A, \ \forall b \in B

Esempio. In R\mathbb{R}, A=[0,1]A = [0, 1] e B=[2,3]B = [2, 3] sono separati (a≤ba \le b per ogni a∈Aa \in A e b∈Bb \in B) e ogni c∈[1,2]c \in [1, 2] è un separatore.

Proprietà (separazione di ℝ). R\mathbb{R} ha la proprietà di separazione (ed è equivalente alla proprietà I).

Esempio. Per A=[0,1)A = [0, 1) e B=(1,2]B = (1, 2] il separatore c=1c = 1 esiste in R\mathbb{R} anche se non sta né in AA né in BB. In Q\mathbb{Q} invece, per A={x∈Q:x≥0,x2<2}A = \{x \in \mathbb{Q} : x \ge 0, x^2 < 2\} e B={x∈Q:x≥0,x2>2}B = \{x \in \mathbb{Q} : x \ge 0, x^2 > 2\}, l'unico candidato sarebbe 2∉Q\sqrt{2} \notin \mathbb{Q}.

Proprietà (estremo superiore di ℝ). Ogni sottoinsieme E⊆RE \subseteq \mathbb{R}, non vuoto e superiormente limitato, ha estremo superiore sup⁡E∈R\sup E \in \mathbb{R}.

Esempio. E={1−1n:n≥1}={0,12,23,… }E = \{1 - \frac{1}{n} : n \ge 1\} = \{0, \frac{1}{2}, \frac{2}{3}, \dots\} è limitato superiormente da 11 e ha sup⁡E=1∈R\sup E = 1 \in \mathbb{R} (non appartiene a EE).

Teorema (densità di Q\mathbb{Q} in R\mathbb{R}). Per ogni x,y∈Rx, y \in \mathbb{R} con x<yx < y esiste q∈Qq \in \mathbb{Q} tale che x<q<yx < q < y.

Esempio. Tra 2≈1,41421\sqrt{2} \approx 1{,}41421 e 2+0,001≈1,41521\sqrt{2} + 0{,}001 \approx 1{,}41521 c'è il razionale 1,415=2832001{,}415 = \frac{283}{200}.

Archimedeità di N

Teorema (archimedeità di ℕ). N\mathbb{N} non è limitato superiormente in R\mathbb{R}. Cioè: per ogni numero reale xx esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che n>xn > x.

Esempio. Per x=1000,5x = 1000{,}5 basta n=1001n = 1001: 1001>1000,51001 > 1000{,}5.

Proprietà (formulazione equivalente dell'archimedeità). Dati a>0a > 0 e bb reali, esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che n⋅a>bn \cdot a > b.

Esempio. Con a=0,01a = 0{,}01 e b=5b = 5 serve n⋅0,01>5n \cdot 0{,}01 > 5, cioè n>500n > 500: va bene n=501n = 501, perché 501⋅0,01=5,01>5501 \cdot 0{,}01 = 5{,}01 > 5.

Valore assoluto (modulo)

Definizione (valore assoluto). ∣x∣={xse x≥0−xse x<0|x| = \begin{cases} x & \text{se } x \ge 0 \\ -x & \text{se } x < 0 \end{cases}

Esempio. ∣3∣=3|3| = 3, ∣0∣=0|0| = 0 e ∣−5∣=−(−5)=5|-5| = -(-5) = 5.

Proprietà (valore assoluto).

  1. ∣x∣≥0|x| \ge 0, e ∣x∣=0|x| = 0 se e solo se x=0x = 0. (La distanza da 00 è nulla solo nel punto 00.)
  2. ∣−x∣=∣x∣|-x| = |x|. (Un numero e il suo opposto sono alla stessa distanza da 00.)
  3. ∣x⋅y∣=∣x∣⋅∣y∣|x \cdot y| = |x| \cdot |y|.
  4. ∣xy∣=∣x∣∣y∣\left|\dfrac{x}{y}\right| = \dfrac{|x|}{|y|} per y≠0y \ne 0.
  5. ∣x∣2=x2|x|^2 = x^2, e quindi x2=∣x∣\sqrt{x^2} = |x| (non xx!). Esempio: (−3)2=9=3=∣−3∣\sqrt{(-3)^2} = \sqrt{9} = 3 = |-3|.
  6. −∣x∣≤x≤∣x∣-|x| \le x \le |x|. (Il numero sta tra il suo modulo cambiato di segno e il suo modulo.)
  7. Disuguaglianza triangolare: ∣x+y∣≤∣x∣+∣y∣|x + y| \le |x| + |y|.
  8. Disuguaglianza di Cauchy–Schwarz: ∣∑aibi∣≤∑ai2 ∑bi2\left|\sum a_i b_i\right| \le \sqrt{\sum a_i^2}\,\sqrt{\sum b_i^2} (spiegata più sotto, in una sezione dedicata).

Esempio. Con x=3x = 3 e y=−5y = -5: ∣xy∣=15=3⋅5=∣x∣∣y∣|xy| = 15 = 3 \cdot 5 = |x||y| e ∣x+y∣=∣−2∣=2≤8=∣x∣+∣y∣|x + y| = |-2| = 2 \le 8 = |x| + |y|.

Proprietà (equazioni e disequazioni con il modulo). 3. Equazione ∣x∣=r|x| = r: se r<0r < 0 nessuna soluzione (∅\emptyset); se r=0r = 0 l'unica soluzione è x=0x = 0; se r>0r > 0 due soluzioni, x=±rx = \pm r. 4. Disequazione ∣x∣≤r|x| \le r: se r<0r < 0 nessuna soluzione; se r=0r = 0 solo x=0x = 0; se r>0r > 0, −r≤x≤r-r \le x \le r. 5. Disequazione ∣x∣≥r|x| \ge r: se r<0r < 0 ogni x∈Rx \in \mathbb{R}; se r=0r = 0 ogni x∈Rx \in \mathbb{R}; se r>0r > 0, x≤−rx \le -r oppure x≥rx \ge r.

Esempio. ∣2x−1∣≤3  ⟺  −3≤2x−1≤3  ⟺  −1≤x≤2|2x - 1| \le 3 \iff -3 \le 2x - 1 \le 3 \iff -1 \le x \le 2, cioè x∈[−1,2]x \in [-1, 2].

Teorema (disuguaglianza di Cauchy–Schwarz). ∣∑i=1naibi∣≤∑i=1nai2⋅∑i=1nbi2\left| \sum_{i=1}^{n} a_i b_i \right| \le \sqrt{\sum_{i=1}^{n} a_i^2} \cdot \sqrt{\sum_{i=1}^{n} b_i^2}

Esempio. Con a=(1,2)a = (1, 2) e b=(3,4)b = (3, 4): ∣1⋅3+2⋅4∣=11≤5⋅25=125≈11,18|1 \cdot 3 + 2 \cdot 4| = 11 \le \sqrt{5} \cdot \sqrt{25} = \sqrt{125} \approx 11{,}18.

III. Induzione, sommatorie e calcolo combinatorio

Principio di induzione

Teorema (principio di induzione). Sia n0∈Nn_0 \in \mathbb{N} e sia p(n)p(n) un predicato sui naturali. La proposizione "∀n≥n0:p(n)\forall n \ge n_0 : p(n)" è vera se e solo se

  1. p(n0)p(n_0) è vera;
  2. p(n)⇒p(n+1)p(n) \Rightarrow p(n+1) per ogni n≥n0n \ge n_0 (cioè: per un n≥n0n \ge n_0 fissato generico, supponendo vera p(n)p(n), si dimostra che è vera anche p(n+1)p(n+1)).

Esempio. p(n)p(n): 1+2+⋯+n=n(n+1)21 + 2 + \dots + n = \frac{n(n+1)}{2}, con n0=1n_0 = 1. Base: p(1)p(1) è 1=1⋅221 = \frac{1 \cdot 2}{2}. Passo: da p(n)p(n) si ha 1+⋯+n+(n+1)=n(n+1)2+n+1=(n+1)(n+2)21 + \dots + n + (n+1) = \frac{n(n+1)}{2} + n + 1 = \frac{(n+1)(n+2)}{2}, che è p(n+1)p(n+1).

Sommatorie

Definizione (sommatoria). ∑k=1nxk=x1+x2+⋯+xnx1,…,xn∈R\sum_{k=1}^{n} x_k = x_1 + x_2 + \dots + x_n \qquad x_1, \dots, x_n \in \mathbb{R}

Esempio. ∑k=14k2=12+22+32+42=1+4+9+16=30\displaystyle\sum_{k=1}^{4} k^2 = 1^2 + 2^2 + 3^2 + 4^2 = 1 + 4 + 9 + 16 = 30.

Proprietà (linearità delle sommatorie). 1. Linearità (due proprietà):

∑k=1nc⋅xk=c⋅∑k=1nxk∀c∈R∑k=1n(xk+yk)=∑k=1nxk+∑k=1nyk\sum_{k=1}^{n} c \cdot x_k = c \cdot \sum_{k=1}^{n} x_k \quad \forall c \in \mathbb{R} \qquad\qquad \sum_{k=1}^{n} (x_k + y_k) = \sum_{k=1}^{n} x_k + \sum_{k=1}^{n} y_k

Esempio: ∑k=13(2k+1)=2∑k=13k+∑k=131=2⋅6+3=15\sum_{k=1}^{3} (2k + 1) = 2 \sum_{k=1}^{3} k + \sum_{k=1}^{3} 1 = 2 \cdot 6 + 3 = 15; controllo: 3+5+7=153 + 5 + 7 = 15 ✓.

Proprietà (additività delle sommatorie). 2. Additività (spezzare in due pezzi consecutivi): se 1≤m<n1 \le m < n,

∑k=1nxk=∑k=1mxk+∑k=m+1nxk\sum_{k=1}^{n} x_k = \sum_{k=1}^{m} x_k + \sum_{k=m+1}^{n} x_k

Esempio. ∑k=16k=21=∑k=12k+∑k=36k=3+18\displaystyle\sum_{k=1}^{6} k = 21 = \sum_{k=1}^{2} k + \sum_{k=3}^{6} k = 3 + 18.

Formula (somma di una costante). ∑k=n0nc=c+c+⋯+c⏟n−n0+1 volte=(n−n0+1)⋅c\sum_{k=n_0}^{n} c = \underbrace{c + c + \dots + c}_{n - n_0 + 1 \text{ volte}} = (n - n_0 + 1) \cdot c

Esempio. ∑k=375=(7−3+1)⋅5=25\displaystyle\sum_{k=3}^{7} 5 = (7 - 3 + 1) \cdot 5 = 25.

Formula (somma dei primi n numeri, Gauss). ∑k=1nk=1+2+⋯+n=n(n+1)2\sum_{k=1}^{n} k = 1 + 2 + \dots + n = \frac{n(n+1)}{2}

Esempio. n=100n = 100: 1+2+⋯+100=100⋅1012=50501 + 2 + \dots + 100 = \frac{100 \cdot 101}{2} = 5050.

Formula (somma della progressione geometrica). ∑k=0nqk=1+q+q2+⋯+qn=1−qn+11−q\sum_{k=0}^{n} q^k = 1 + q + q^2 + \dots + q^n = \frac{1 - q^{n+1}}{1 - q}

Esempio. q=12q = \frac{1}{2}, n=3n = 3: 1+12+14+18=158=1−(1/2)41−1/21 + \frac{1}{2} + \frac{1}{4} + \frac{1}{8} = \frac{15}{8} = \frac{1 - (1/2)^4}{1 - 1/2}.

Fattoriale e coefficienti binomiali

Definizione (fattoriale). n!={1se n=0n(n−1)(n−2)⋯2⋅1se n>0n! = \begin{cases} 1 & \text{se } n = 0 \\ n(n-1)(n-2) \cdots 2 \cdot 1 & \text{se } n > 0 \end{cases}

Esempio. 5!=5⋅4⋅3⋅2⋅1=1205! = 5 \cdot 4 \cdot 3 \cdot 2 \cdot 1 = 120 e 0!=10! = 1.

Formula (prodotto dei primi k fattori di n!). n(n−1)⋯(n−k+1)=n!(n−k)!n(n-1)\cdots(n-k+1) = \frac{n!}{(n-k)!}

Esempio. n=6n = 6, k=3k = 3: l'ultimo fattore del primo gruppo è n−k+1=6−3+1=4n - k + 1 = 6 - 3 + 1 = 4, e infatti 6!=6⋅5⋅4⋅3!6! = 6 \cdot 5 \cdot 4 \cdot 3!, quindi 6⋅5⋅4=6!3!=7206=1206 \cdot 5 \cdot 4 = \frac{6!}{3!} = \frac{720}{6} = 120 ✓.

Formula (permutazioni). ∣Pn∣=n!|P_n| = n!

Esempio. Le permutazioni di {1,2,3}\{1, 2, 3\} sono 123,132,213,231,312,321123, 132, 213, 231, 312, 321: sono 3!=63! = 6 ✓. Con 66 elementi sono 6!=7206! = 720.

Formula (disposizioni). ∣Dn,k∣=n(n−1)⋯(n−k+1)=n!(n−k)!|D_{n,k}| = n(n-1)\cdots(n-k+1) = \frac{n!}{(n-k)!}

Esempio. n=6n = 6, k=3k = 3: ∣D6,3∣=6⋅5⋅4=120|D_{6,3}| = 6 \cdot 5 \cdot 4 = 120 (per esempio podi possibili con 66 atleti: oro, argento, bronzo).

Formula (combinazioni). ∣Cn,k∣=∣Dn,k∣k!=n(n−1)⋯(n−k+1)k!=n!k! (n−k)!|C_{n,k}| = \frac{|D_{n,k}|}{k!} = \frac{n(n-1)\cdots(n-k+1)}{k!} = \frac{n!}{k!\,(n-k)!}

Esempio. Le combinazioni di {1,2,3}\{1, 2, 3\} a 22 a 22 sono 3⋅22!=3\frac{3 \cdot 2}{2!} = 3: {1,2}\{1,2\}, {1,3}\{1,3\}, {2,3}\{2,3\}.

Definizione (coefficiente binomiale). (nk)=n!k! (n−k)!(0≤k≤n)=n(n−1)⋯(n−k+1)k!(0<k<n)\binom{n}{k} = \frac{n!}{k!\,(n-k)!} \quad (0 \le k \le n) \qquad = \frac{n(n-1)\cdots(n-k+1)}{k!} \quad (0 < k < n)

Esempio. (53)=5⋅4⋅33!=606=10\binom{5}{3} = \frac{5 \cdot 4 \cdot 3}{3!} = \frac{60}{6} = 10.

Proprietà (simmetria dei coefficienti binomiali). (nk)=(nn−k)\binom{n}{k} = \binom{n}{n-k}

Esempio: (53)=(52)=5⋅42=10\binom{5}{3} = \binom{5}{2} = \frac{5 \cdot 4}{2} = 10 (conviene calcolare quello con il kk più piccolo).

Formula (di Stifel). (nk)=(n−1k−1)+(n−1k)\binom{n}{k} = \binom{n-1}{k-1} + \binom{n-1}{k}

Esempio: (52)=(41)+(42)=4+6=10\binom{5}{2} = \binom{4}{1} + \binom{4}{2} = 4 + 6 = 10 ✓.

Binomio di Newton

Teorema (binomio di Newton). (a+b)n=∑k=0n(nk)ak bn−k(a + b)^n = \sum_{k=0}^{n} \binom{n}{k} a^k\, b^{n-k}

Esempio. (x+2)3=x3+3⋅2 x2+3⋅4 x+8=x3+6x2+12x+8(x + 2)^3 = x^3 + 3 \cdot 2\, x^2 + 3 \cdot 4\, x + 8 = x^3 + 6x^2 + 12x + 8.

IV. Funzioni

Funzioni - definizione, dominio e grafico

Definizione (funzione). Dati due insiemi X,Y≠∅X, Y \ne \emptyset, una funzione f:X→Yf : X \to Y è una legge che associa a ogni x∈Xx \in X uno e un solo y∈Yy \in Y.

Esempio. f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x2f(x) = x^2, associa a x=−3x = -3 il valore f(−3)=9f(-3) = 9 e a x=2x = 2 il valore f(2)=4f(2) = 4.

Definizione. Il dominio naturale di f:X→Yf : X \to Y (con XX "insieme universo", per esempio R\mathbb{R} o R2\mathbb{R}^2) è il più grande sottoinsieme di XX in cui tutte le operazioni che definiscono ff hanno senso.

Esempio 1. f(x)=1x2−1f(x) = \dfrac{1}{x^2 - 1}, f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}. Si deve poter dividere: x2−1≠0  ⟺  x≠±1x^2 - 1 \ne 0 \iff x \ne \pm 1.

Definizione (grafico). Il grafico di f:X→Yf : X \to Y (con XX = dominio) è l'insieme delle coppie "punto, sua immagine":

Γf={(x,f(x)):x∈X}⊆X×Y\Gamma_f = \{(x, f(x)) : x \in X\} \subseteq X \times Y

Esempio. f(x)=2xf(x) = 2x: Γf={(x,2x):x∈R}\Gamma_f = \{(x, 2x) : x \in \mathbb{R}\}. Calcolando qualche punto (x=0⇒y=0x = 0 \Rightarrow y = 0; x=1⇒y=2x = 1 \Rightarrow y = 2) si vede che è la retta per l'origine con pendenza 22 (i punti con yx=2\frac{y}{x} = 2).

Grafico interattivo: Il grafico di f(x) = 2x è una retta: Γ_f è un insieme di punti del piano, f è la legge

Definizione (immagine). Immagine di un insieme. Per A⊆XA \subseteq X, A≠∅A \ne \emptyset:

f(A)={f(x):x∈A}⊆Yf(A) = \{f(x) : x \in A\} \subseteq Y

è l'insieme dei valori che ff assume quando xx varia in AA ("dove vanno a finire i punti di AA"). Si ha sempre f(A)≠∅f(A) \ne \emptyset.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2: f([−1,2])=[0,4]f([-1, 2]) = [0, 4], perché il minimo 00 è assunto in x=0x = 0 e il massimo 44 in x=2x = 2.

Definizione (antimmagine). Antimmagine (o controimmagine) di un insieme. Per B⊆YB \subseteq Y, B≠∅B \ne \emptyset:

f←(B)={x∈X:f(x)∈B}⊆Xf^{\leftarrow}(B) = \{x \in X : f(x) \in B\} \subseteq X

è l'insieme dei punti del dominio che finiscono dentro BB ("chi va a finire in BB"). Può essere f←(B)=∅f^{\leftarrow}(B) = \emptyset (se nessun valore di ff sta in BB), mentre f←(Y)=Xf^{\leftarrow}(Y) = X (ogni xx finisce in YY).

Esempio (svolto nell'Esercizio 16 · immagine e antimmagine di 2x): per f(x)=2xf(x) = 2x si ha f(R)=Rf(\mathbb{R}) = \mathbb{R}, f([−1,3])=[−2,6]f([-1, 3]) = [-2, 6], f←([−1,3])=[−12,32]f^{\leftarrow}([-1, 3]) = [-\frac12, \frac32].

Funzioni iniettive, suriettive e inverse

Definizione (funzione iniettiva). f:X→Yf : X \to Y è iniettiva (abbreviato IN) se vale una delle seguenti proprietà, equivalenti tra loro:

  1. ∀x1,x2∈X\forall x_1, x_2 \in X: x1≠x2⇒f(x1)≠f(x2)x_1 \ne x_2 \Rightarrow f(x_1) \ne f(x_2) (punti diversi hanno immagini diverse);
  2. ∀x1,x2∈X\forall x_1, x_2 \in X: f(x1)=f(x2)⇒x1=x2f(x_1) = f(x_2) \Rightarrow x_1 = x_2 (se due punti hanno la stessa immagine, sono lo stesso punto);
  3. per ogni y∈Yy \in Y, l'antimmagine f←({y})f^{\leftarrow}(\{y\}) è vuota oppure contiene un solo elemento (ogni yy è raggiunto al più una volta).

Esempio. f(x)=2x+1f(x) = 2x + 1 è iniettiva: 2x1+1=2x2+1⇒x1=x22x_1 + 1 = 2x_2 + 1 \Rightarrow x_1 = x_2. f(x)=x2f(x) = x^2 su R\mathbb{R} non lo è: f(−1)=f(1)=1f(-1) = f(1) = 1.

Proprietà (test delle rette orizzontali). ff è iniettiva   ⟺  \iff ogni retta orizzontale interseca Γf\Gamma_f al più una volta.

Esempio. La retta y=4y = 4 taglia y=x2y = x^2 in due punti (x=±2x = \pm 2): x2x^2 non è iniettiva su R\mathbb{R}. Ogni retta orizzontale taglia y=x3y = x^3 una sola volta: x3x^3 è iniettiva.

Grafico interattivo: y = 1 − x²: la retta orizzontale y = 0 taglia la parabola in due punti (x = −1 e x = 1), quindi f non è iniettiva

Definizione (funzione inversa). f−1:f(X)→X,y↦x  tale che f(x)=yf^{-1} : f(X) \to X, \qquad y \mapsto x \ \text{ tale che } f(x) = y

cioè f−1(y)f^{-1}(y) = l'unico xx con f(x)=yf(x) = y. Si chiama inversa di ff (sull'immagine).

Esempio. f(x)=3x−6f(x) = 3x - 6 ha inversa f−1(y)=y+63f^{-1}(y) = \frac{y + 6}{3}: infatti f ⁣(y+63)=y+6−6=yf\!\left(\frac{y+6}{3}\right) = y + 6 - 6 = y.

Proprietà (grafico dell'inversa). Γf−1\Gamma_{f^{-1}} è il simmetrico di Γf\Gamma_f rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante, y=xy = x.

Esempio. f(x)=2xf(x) = 2x passa per (1,2)(1, 2); la sua inversa f−1(y)=y2f^{-1}(y) = \frac{y}{2} passa per (2,1)(2, 1), il simmetrico rispetto alla retta y=xy = x.

Grafico interattivo: f(x) = x/3 + 1 (retta poco inclinata). La sua inversa y = 3(x − 1) è la retta simmetrica rispetto a y = x

Composizione e operazioni tra funzioni

Definizione (funzione composta). Siano f:X→Yf : X \to Y e g:V→Wg : V \to W (tutti insiemi non vuoti). Se f(X)⊆Vf(X) \subseteq V, cioè se tutti i valori di ff stanno nel dominio di gg, si può definire la funzione gg composto ff:

g∘f:X→W,x↦g(f(x))g \circ f : X \to W, \qquad x \mapsto g(f(x))

Si applica prima ff, poi gg (si legge da destra a sinistra, come nella scrittura g(f(x))g(f(x))): xx va in f(x)f(x), che a sua volta va in g(f(x))g(f(x)).

Esempio a parole. ff = "eleva al quadrato", gg = "aggiungi 11". Allora g∘fg \circ f = "prima eleva al quadrato, poi aggiungi 11": x↦x2+1x \mapsto x^2 + 1. Invece f∘gf \circ g = "prima aggiungi 11, poi eleva al quadrato": x↦(x+1)2x \mapsto (x + 1)^2. Già qui si vede che l'ordine conta.

Funzioni limitate, sup, inf, max e min

Definizione (estremi di una funzione). inf⁡Xf=inf⁡f(X)sup⁡Xf=sup⁡f(X)min⁡Xf=min⁡f(X)max⁡Xf=max⁡f(X)\inf_X f = \inf f(X) \qquad \sup_X f = \sup f(X) \qquad \min_X f = \min f(X) \qquad \max_X f = \max f(X)

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 su R\mathbb{R}: f(X)=[0,+∞)f(X) = [0, +\infty), quindi inf⁡f=min⁡f=0\inf f = \min f = 0 e sup⁡f=+∞\sup f = +\infty (nessun massimo).

Teorema (caratterizzazione di inf e sup di una funzione). i=inf⁡Xf∈R  ⟺  {1.  i≤f(x)∀x∈X2.  ∀ε>0 ∃x∈X:f(x)<i+εs=sup⁡Xf∈R  ⟺  {1.  s≥f(x)∀x∈X2.  ∀ε>0 ∃x∈X:f(x)>s−εi = \inf_X f \in \mathbb{R} \iff \begin{cases} 1.\ \ i \le f(x) \quad \forall x \in X \\ 2.\ \ \forall \varepsilon > 0\ \exists x \in X : f(x) < i + \varepsilon \end{cases} \qquad s = \sup_X f \in \mathbb{R} \iff \begin{cases} 1.\ \ s \ge f(x) \quad \forall x \in X \\ 2.\ \ \forall \varepsilon > 0\ \exists x \in X : f(x) > s - \varepsilon \end{cases}

Esempio. f(x)=11+x2f(x) = \frac{1}{1 + x^2} ha 0<f(x)≤10 < f(x) \le 1 e inf⁡f=0\inf f = 0: per ogni ε>0\varepsilon > 0 vale f(x)<εf(x) < \varepsilon non appena x2>1ε−1x^2 > \frac{1}{\varepsilon} - 1.

Definizione (minimo e massimo di una funzione). m=min⁡Xf  ⟺  {1.  m≤f(x)∀x∈X2.  ∃ x0∈X:f(x0)=mM=max⁡Xf  ⟺  {1.  M≥f(x)∀x∈X2.  ∃ x1∈X:f(x1)=Mm = \min_X f \iff \begin{cases} 1.\ \ m \le f(x) \quad \forall x \in X \\ 2.\ \ \exists\, x_0 \in X : f(x_0) = m \end{cases} \qquad M = \max_X f \iff \begin{cases} 1.\ \ M \ge f(x) \quad \forall x \in X \\ 2.\ \ \exists\, x_1 \in X : f(x_1) = M \end{cases}

Esempio. f(x)=sin⁡xf(x) = \sin x: max⁡f=f ⁣(π2)=1\max f = f\!\left(\frac{\pi}{2}\right) = 1 e min⁡f=f ⁣(−π2)=−1\min f = f\!\left(-\frac{\pi}{2}\right) = -1.

Funzioni monotone, pari e dispari

Definizione (monotonia). f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} si dice:

Nome Definizione: per ogni x1,x2∈Xx_1, x_2 \in X con x1<x2x_1 < x_2…
crescente f(x1)≤f(x2)f(x_1) \le f(x_2)
strettamente crescente f(x1)<f(x2)f(x_1) < f(x_2)
decrescente f(x1)≥f(x2)f(x_1) \ge f(x_2)
strettamente decrescente f(x1)>f(x2)f(x_1) > f(x_2)
  • Se ff è crescente o decrescente su XX si dice monotona su XX.
  • Se è strettamente crescente o strettamente decrescente si dice strettamente monotona su XX.

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 è strettamente crescente; f(x)=−2x+1f(x) = -2x + 1 è strettamente decrescente; la parte intera [x][x] è crescente ma non strettamente.

Teorema (da sapere). Sia f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R} strettamente monotona su XX. Allora:

  1. ff è iniettiva, quindi esiste l'inversa f−1:f(X)→Xf^{-1} : f(X) \to X;
  2. f−1f^{-1} ha lo stesso tipo di monotonia di ff (se ff è strettamente crescente, anche f−1f^{-1} lo è; se ff è strettamente decrescente, anche f−1f^{-1}).

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 è strettamente crescente su R\mathbb{R}, quindi invertibile, con inversa f−1(y)=y3f^{-1}(y) = \sqrt[3]{y}, anch'essa strettamente crescente.

Definizione (funzioni pari e dispari). Sia XX un dominio simmetrico rispetto a 00: se x∈Xx \in X allora anche −x∈X-x \in X. Esempi: R\mathbb{R}; [−a,a][-a, a] con a>0a > 0; [−b,−a]∪[a,b][-b, -a] \cup [a, b] con 0<a<b0 < a < b; R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\}.

f eˋ pari se f(−x)=f(x)  ∀x∈Xf eˋ dispari se f(−x)=−f(x)  ∀x∈Xf \text{ è } \textbf{pari} \text{ se } f(-x) = f(x) \ \ \forall x \in X \qquad f \text{ è } \textbf{dispari} \text{ se } f(-x) = -f(x) \ \ \forall x \in X

Esempio. x2x^2 è pari ((−x)2=x2(-x)^2 = x^2), x3x^3 è dispari ((−x)3=−x3(-x)^3 = -x^3); x\sqrt{x} non è né pari né dispari, perché il dominio [0,+∞)[0, +\infty) non è simmetrico.

Funzioni periodiche

Definizione (funzione periodica). Sia f:X⊆R→Rf : X \subseteq \mathbb{R} \to \mathbb{R}, con X≠∅X \ne \emptyset inferiormente e superiormente illimitato (il dominio deve proseguire senza fine in entrambe le direzioni). ff è periodica se esiste T>0T > 0 tale che

f(x+T)=f(x)∀x∈Xf(x + T) = f(x) \qquad \forall x \in X

Il minimo T>0T > 0 con questa proprietà si chiama periodo di ff (e si dice che ff è "TT-periodica").

Esempio. sin⁡x\sin x è 2π2\pi-periodica: sin⁡(x+2π)=sin⁡x\sin(x + 2\pi) = \sin x per ogni xx, e nessun TT minore di 2π2\pi funziona.

Proprietà. Se ff è TT-periodica e c>0c > 0, allora h(x)=f(cx)h(x) = f(cx) è periodica di periodo

T′=TcT' = \frac{T}{c}

Esempio. sin⁡x\sin x ha periodo 2π2\pi, quindi sin⁡(8x)\sin(8x) ha periodo 2π8=π4\frac{2\pi}{8} = \frac{\pi}{4}.

Grafico interattivo: y = sin(πx): si ripete ogni 2 unità (periodo 2π/π = 2)

Proprietà (somma, prodotto e quoziente di funzioni periodiche). Regola. Somme, prodotti e quozienti di funzioni periodiche (quelle degli esercizi, costruite con seni, coseni, tangenti) sono periodici solo se il rapporto dei periodi è un numero razionale. In quel caso mT1=nT2mT_1 = nT_2 (con mn\frac{m}{n} ridotta ai minimi termini) è un periodo di hh.

Esempio con rapporto razionale. h(x)=sin⁡(2x)+cos⁡(3x)h(x) = \sin(2x) + \cos(3x): T1=πT_1 = \pi, T2=2π3T_2 = \frac{2\pi}{3}, T2T1=23\frac{T_2}{T_1} = \frac23. Quindi m=2m = 2, n=3n = 3 e T′=2π=3⋅2π3T' = 2\pi = 3 \cdot \frac{2\pi}{3}: dopo 2π2\pi il seno ha fatto 22 giri e il coseno 33, e tutto ricomincia.

V. Funzioni elementari

Funzioni potenza

Definizione per ricorrenza: x1=xx^1 = x, xn+1=x⋅xnx^{n+1} = x \cdot x^n (cioè xn=x⋅x⋯xx^n = x \cdot x \cdots x, nn volte).

Esempio. 24=2⋅23=2⋅2⋅22=2⋅2⋅2⋅2=162^4 = 2 \cdot 2^3 = 2 \cdot 2 \cdot 2^2 = 2 \cdot 2 \cdot 2 \cdot 2 = 16.

Grafico interattivo: n pari: y = x² (forma a U, simmetrica rispetto all'asse y)

Teorema (esistenza della radice nn-esima). Per ogni y≥0y \ge 0 esiste un unico x≥0x \ge 0 tale che xn=yx^n = y. Questo xx si chiama radice nn-esima di yy e si scrive x=yn=y1/nx = \sqrt[n]{y} = y^{1/n}.

Esempio. 273=3\sqrt[3]{27} = 3 perché 33=273^3 = 27, e 49=7\sqrt{49} = 7 perché 7≥07 \ge 0 e 72=497^2 = 49 (anche (−7)2=49(-7)^2 = 49, ma la radice è per definizione ≥0\ge 0).

Grafico interattivo: y = √x = x^(1/2): definita solo per x ≥ 0, è il simmetrico del ramo destro di y = x² rispetto a y = x

Definizione (potenza con esponente razionale). Per q=mn∈Q∗=Q∖{0}q = \frac{m}{n} \in \mathbb{Q}^* = \mathbb{Q} \setminus \{0\} (con m∈Z∗m \in \mathbb{Z}^*, n∈N∗n \in \mathbb{N}^*) si definisce

xm/n=xmnx^{m/n} = \sqrt[n]{x^m}

Esempio. 82/3=823=643=48^{2/3} = \sqrt[3]{8^2} = \sqrt[3]{64} = 4.

Proprietà (potenze con base positiva). Per a>0a > 0, b>0b > 0 e r,s∈Rr, s \in \mathbb{R}:

  1. a0=1a^0 = 1;
  2. ar>0a^r > 0;
  3. ar⋅br=(a⋅b)ra^r \cdot b^r = (a \cdot b)^r;
  4. a−r=1ara^{-r} = \dfrac{1}{a^r};
  5. (ar)s=ar⋅s(a^r)^s = a^{r \cdot s};
  6. ar⋅as=ar+sa^r \cdot a^s = a^{r + s}.

Esempio. 23⋅22=23+2=322^3 \cdot 2^2 = 2^{3+2} = 32, (23)2=26=64(2^3)^2 = 2^6 = 64, 4−1=144^{-1} = \frac{1}{4}, 21/2⋅31/2=61/22^{1/2} \cdot 3^{1/2} = 6^{1/2}.

Disequazioni con potenze e radici

Teorema (disequazioni e funzioni monotone). Sia ff una funzione strettamente crescente su R\mathbb{R}. Allora A(x)≤B(x)  ⟺  f(A(x))≤f(B(x))A(x) \le B(x) \iff f(A(x)) \le f(B(x)) Se invece ff è strettamente decrescente su R\mathbb{R}: A(x)≤B(x)  ⟺  f(A(x))≥f(B(x))A(x) \le B(x) \iff f(A(x)) \ge f(B(x))

Esempio. x3≤8x^3 \le 8: applicando la funzione strettamente crescente ⋅3\sqrt[3]{\cdot} a entrambi i membri si ottiene x≤2x \le 2.

Formula (radice minore). A(x)≤B(x)  ⟺  {A(x)≥0(la radice deve esistere)B(x)≥0(una radice eˋ ≥0, quindi B deve esserlo)A(x)≤B(x)2(ora si puoˋ elevare al quadrato)\sqrt{A(x)} \le B(x) \iff \begin{cases} A(x) \ge 0 & \text{(la radice deve esistere)} \\ B(x) \ge 0 & \text{(una radice è } \ge 0\text{, quindi } B \text{ deve esserlo)} \\ A(x) \le B(x)^2 & \text{(ora si può elevare al quadrato)} \end{cases}

Esempio. x≤2  ⟺  {x≥02≥0x≤4  ⟺  0≤x≤4\sqrt{x} \le 2 \iff \begin{cases} x \ge 0 \\ 2 \ge 0 \\ x \le 4 \end{cases} \iff 0 \le x \le 4.

Formula (radice maggiore). B(x)≤A(x)  ⟺  {A(x)≥0B(x)<0 ∪ {B(x)≥0B(x)2≤A(x)B(x) \le \sqrt{A(x)} \iff \begin{cases} A(x) \ge 0 \\ B(x) < 0 \end{cases} \ \cup \ \begin{cases} B(x) \ge 0 \\ B(x)^2 \le A(x) \end{cases}

Esempio. x≤4x \le \sqrt{4}, cioè x≤2x \le 2: si ottiene {4≥0x<0∪{x≥0x2≤4=(x<0)∪(0≤x≤2)\begin{cases} 4 \ge 0 \\ x < 0 \end{cases} \cup \begin{cases} x \ge 0 \\ x^2 \le 4 \end{cases} = (x < 0) \cup (0 \le x \le 2), cioè x≤2x \le 2.

Esponenziale e logaritmo

Definizione. Per una base a>0a > 0, a≠1a \ne 1:

exp⁡a:R→(0,+∞),exp⁡a(x)=ax\exp_a : \mathbb{R} \to (0, +\infty), \qquad \exp_a(x) = a^x

Esempio. exp⁡2(3)=23=8\exp_2(3) = 2^3 = 8 e exp⁡1/2(2)=(12)2=14\exp_{1/2}(2) = \left(\frac{1}{2}\right)^2 = \frac{1}{4}.

Teorema (esistenza del logaritmo). Per ogni y>0y > 0 esiste un unico x∈Rx \in \mathbb{R} tale che ax=ya^x = y. Questo xx si chiama logaritmo in base aa di yy e si scrive x=log⁡ayx = \log_a y.

Esempio. log⁡28=3\log_2 8 = 3 perché 23=82^3 = 8; log⁡100,01=−2\log_{10} 0{,}01 = -2 perché 10−2=0,0110^{-2} = 0{,}01.

Grafico interattivo: y = 2ˣ (base a > 1): strettamente crescente, sempre positiva, passa per (0, 1)

Proprietà (logaritmi). Logaritmi (derivano da quelle degli esponenziali). Per a,b>0a, b > 0, a,b≠1a, b \ne 1:

  1. alog⁡ax=xa^{\log_a x} = x per ogni x>0x > 0;
  2. log⁡a(ax)=x\log_a (a^x) = x per ogni x∈Rx \in \mathbb{R};
  3. log⁡ax+log⁡ay=log⁡a(x⋅y)\log_a x + \log_a y = \log_a (x \cdot y) per ogni x,y>0x, y > 0;
  4. log⁡ax−log⁡ay=log⁡a(xy)\log_a x - \log_a y = \log_a \left(\frac{x}{y}\right) per ogni x,y>0x, y > 0;
  5. log⁡a(xα)=α⋅log⁡ax\log_a (x^\alpha) = \alpha \cdot \log_a x per ogni α∈R\alpha \in \mathbb{R}, x>0x > 0;
  6. log⁡bx=log⁡ba⋅log⁡ax\log_b x = \log_b a \cdot \log_a x per ogni x>0x > 0;
  7. log⁡ba=1log⁡ab\log_b a = \dfrac{1}{\log_a b} (formula del cambiamento di base).

Esempio. log⁡24+log⁡28=2+3=5=log⁡232\log_2 4 + \log_2 8 = 2 + 3 = 5 = \log_2 32, perché 4⋅8=324 \cdot 8 = 32.

Formula (riduzione alla base e). ax=eln⁡(ax)=exln⁡alog⁡ax=log⁡ae⋅ln⁡x=ln⁡xln⁡aa^x = e^{\ln(a^x)} = e^{x \ln a} \qquad \log_a x = \log_a e \cdot \ln x = \frac{\ln x}{\ln a}

Esempio. log⁡25=ln⁡5ln⁡2≈2,32\log_2 5 = \frac{\ln 5}{\ln 2} \approx 2{,}32, e 22,32≈52^{2{,}32} \approx 5.

Funzioni iperboliche

Definizione (funzioni iperboliche). sinh⁡x=ex−e−x2cosh⁡x=ex+e−x2tanh⁡x=sinh⁡xcosh⁡x=ex−e−xex+e−x\sinh x = \frac{e^x - e^{-x}}{2} \qquad \cosh x = \frac{e^x + e^{-x}}{2} \qquad \tanh x = \frac{\sinh x}{\cosh x} = \frac{e^x - e^{-x}}{e^x + e^{-x}}

Esempio numerico: sinh⁡1=e−e−12≈2,718−0,3682≈1,175\sinh 1 = \frac{e - e^{-1}}{2} \approx \frac{2{,}718 - 0{,}368}{2} \approx 1{,}175; cosh⁡1≈2,718+0,3682≈1,543\cosh 1 \approx \frac{2{,}718 + 0{,}368}{2} \approx 1{,}543.

Formula (identità fondamentale iperbolica). cosh⁡2x−sinh⁡2x=1∀x∈R\cosh^2 x - \sinh^2 x = 1 \qquad \forall x \in \mathbb{R}

Esempio. Per x=ln⁡2x = \ln 2 si ha ex=2e^x = 2, cosh⁡x=2+1/22=54\cosh x = \frac{2 + 1/2}{2} = \frac{5}{4}, sinh⁡x=2−1/22=34\sinh x = \frac{2 - 1/2}{2} = \frac{3}{4} e 2516−916=1\frac{25}{16} - \frac{9}{16} = 1.

Formula (inverse iperboliche). settsinh x=ln⁡(x+x2+1)  ∀x∈Rsettcosh x=ln⁡(x+x2−1)  ∀x≥1setttanh x=12ln⁡(1+x1−x)  ∀x∈(−1,1)\mathrm{settsinh}\, x = \ln\left(x + \sqrt{x^2 + 1}\right) \ \ \forall x \in \mathbb{R} \qquad \mathrm{settcosh}\, x = \ln\left(x + \sqrt{x^2 - 1}\right) \ \ \forall x \ge 1 \qquad \mathrm{setttanh}\, x = \frac12 \ln\left(\frac{1 + x}{1 - x}\right) \ \ \forall x \in (-1, 1)

Esempio. settsinh 34=ln⁡(34+916+1)=ln⁡(34+54)=ln⁡2\mathrm{settsinh}\,\frac{3}{4} = \ln\left(\frac{3}{4} + \sqrt{\frac{9}{16} + 1}\right) = \ln\left(\frac{3}{4} + \frac{5}{4}\right) = \ln 2.

Grafico interattivo: y = settsinh x = ln(x + √(x² + 1)): l'inversa di sinh, simmetrica rispetto a y = x

Funzioni trigonometriche e loro inverse

Formula (da gradi a radianti). x:ϑ°=π:180°⟺x=π180° ϑ°x : \vartheta° = \pi : 180° \qquad \Longleftrightarrow \qquad x = \frac{\pi}{180°}\, \vartheta°

Esempio. ϑ°=60°\vartheta° = 60° dà x=π180°⋅60°=π3x = \frac{\pi}{180°} \cdot 60° = \frac{\pi}{3}; viceversa x=34πx = \frac{3}{4}\pi corrisponde a 135°135°.

Grafico interattivo: Circonferenza goniometrica: l'angolo x (in radianti, la lunghezza dell'arco) individua P = (cos x, sin x); qui x = π/3, con cos x = 1/2 e sin x = √3/2

Definizione (seno e coseno). cos⁡x=X (ascissa di P)sin⁡x=Y (ordinata di P)x∈[0,2π)\cos x = X \ (\text{ascissa di } P) \qquad \sin x = Y \ (\text{ordinata di } P) \qquad x \in [0, 2\pi)

Esempio. Per x=π6x = \frac{\pi}{6} il punto è P=(32,12)P = \left(\frac{\sqrt{3}}{2}, \frac{1}{2}\right), quindi cos⁡π6=32\cos\frac{\pi}{6} = \frac{\sqrt{3}}{2} e sin⁡π6=12\sin\frac{\pi}{6} = \frac{1}{2}.

Grafico interattivo: y = sin x: periodica di periodo 2π, dispari, vale 0 in 0, π, 2π e 1 in π/2

Proprietà (principali di seno e coseno).

  • Limitate: −1≤sin⁡x≤1-1 \le \sin x \le 1 e −1≤cos⁡x≤1-1 \le \cos x \le 1 (coordinate di un punto di una circonferenza di raggio 11).
  • 2π2\pi-periodiche: cos⁡(x+2kπ)=cos⁡x\cos(x + 2k\pi) = \cos x, sin⁡(x+2kπ)=sin⁡x\sin(x + 2k\pi) = \sin x per ogni x∈Rx \in \mathbb{R}, k∈Zk \in \mathbb{Z}.
  • Identità trigonometrica fondamentale: cos⁡2x+sin⁡2x=1∀x∈R\cos^2 x + \sin^2 x = 1 \qquad \forall x \in \mathbb{R} (è il teorema di Pitagora: P=(cos⁡x,sin⁡x)P = (\cos x, \sin x) sta sulla circonferenza X2+Y2=1X^2 + Y^2 = 1).
  • Simmetrie: cos⁡(−x)=cos⁡x\cos(-x) = \cos x (pari), sin⁡(−x)=−sin⁡x\sin(-x) = -\sin x (dispari). Sulla circonferenza: l'angolo −x-x si ottiene riflettendo PP rispetto all'asse XX, che lascia uguale l'ascissa e cambia segno all'ordinata.
  • Spostamenti di π\pi: cos⁡(x±π)=−cos⁡x\cos(x \pm \pi) = -\cos x, sin⁡(x±π)=−sin⁡x\sin(x \pm \pi) = -\sin x (mezzo giro porta PP nel punto opposto).
  • Spostamenti di π2\frac{\pi}{2}: cos⁡(x+π2)=−sin⁡x\cos\left(x + \frac{\pi}{2}\right) = -\sin x, sin⁡(x+π2)=cos⁡x\sin\left(x + \frac{\pi}{2}\right) = \cos x.

Esempio. sin⁡7π6=sin⁡(π6+π)=−sin⁡π6=−12\sin\frac{7\pi}{6} = \sin\left(\frac{\pi}{6} + \pi\right) = -\sin\frac{\pi}{6} = -\frac{1}{2}.

Definizione (tangente). tan⁡x=tg x=sin⁡xcos⁡xx∈R∖{π2+kπ, k∈Z}\tan x = \mathrm{tg}\, x = \frac{\sin x}{\cos x} \qquad x \in \mathbb{R} \setminus \left\{\frac{\pi}{2} + k\pi, \ k \in \mathbb{Z}\right\}

Esempio. tan⁡π4=2/22/2=1\tan\frac{\pi}{4} = \frac{\sqrt{2}/2}{\sqrt{2}/2} = 1 e tan⁡π3=3/21/2=3\tan\frac{\pi}{3} = \frac{\sqrt{3}/2}{1/2} = \sqrt{3}.

Grafico interattivo: La tangente sulla circonferenza goniometrica (x = π/3): il prolungamento del raggio OP taglia la retta X = 1 a altezza tan x = sin x / cos x = √3 ≈ 1,73

Definizione (arcoseno). 1. Arcoseno. sin⁡:[−π2,π2]→[−1,1]\sin : \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right] \to [-1, 1] è strettamente crescente e suriettiva. La sua inversa è

arcsin⁡:[−1,1]→[−π2,π2]\arcsin : [-1, 1] \to \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right]

strettamente crescente e dispari. arcsin⁡y\arcsin y è "l'angolo tra −π2-\frac{\pi}{2} e π2\frac{\pi}{2} il cui seno è yy". Esempi: arcsin⁡0=0\arcsin 0 = 0, arcsin⁡1=π2\arcsin 1 = \frac{\pi}{2}, arcsin⁡12=π6\arcsin \frac12 = \frac{\pi}{6}.

Esempio. arcsin⁡32=π3\arcsin\frac{\sqrt{3}}{2} = \frac{\pi}{3}, perché π3∈[−π2,π2]\frac{\pi}{3} \in \left[-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right] e sin⁡π3=32\sin\frac{\pi}{3} = \frac{\sqrt{3}}{2}.

Definizione (arcocoseno). 2. Arcocoseno. cos⁡:[0,π]→[−1,1]\cos : [0, \pi] \to [-1, 1] è strettamente decrescente e suriettiva. L'inversa è

arccos⁡:[−1,1]→[0,π]\arccos : [-1, 1] \to [0, \pi]

strettamente decrescente. Esempi: arccos⁡(−1)=π\arccos(-1) = \pi, arccos⁡0=π2\arccos 0 = \frac{\pi}{2}, arccos⁡1=0\arccos 1 = 0.

Esempio. arccos⁡12=π3\arccos\frac{1}{2} = \frac{\pi}{3}, perché π3∈[0,π]\frac{\pi}{3} \in [0, \pi] e cos⁡π3=12\cos\frac{\pi}{3} = \frac{1}{2}.

Definizione (arcotangente). 3. Arcotangente. tan⁡:(−π2,π2)→R\tan : \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right) \to \mathbb{R} è strettamente crescente, dispari e suriettiva. L'inversa è

arctan⁡:R→(−π2,π2)\arctan : \mathbb{R} \to \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right)

strettamente crescente e dispari, con il grafico chiuso tra le rette y=−π2y = -\frac{\pi}{2} e y=π2y = \frac{\pi}{2}. Esempi: arctan⁡0=0\arctan 0 = 0, arctan⁡1=π4\arctan 1 = \frac{\pi}{4}.

Esempio. arctan⁡3=π3\arctan\sqrt{3} = \frac{\pi}{3}, perché tan⁡π3=3\tan\frac{\pi}{3} = \sqrt{3} e π3∈(−π2,π2)\frac{\pi}{3} \in \left(-\frac{\pi}{2}, \frac{\pi}{2}\right).

Grafico interattivo: y = arcsin x: definita su [−1, 1], valori in [−π/2, π/2], crescente

VI. Successioni

Limiti di successioni

Definizione (limite finito). Data (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0}, si dice che lim⁡n→+∞an=ℓ∈R\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = \ell \in \mathbb{R} se ∀ε>0  ∃N≥n0  tale che  ∣an−ℓ∣<ε∀n>N\forall \varepsilon > 0 \ \ \exists N \ge n_0 \ \text{ tale che } \ |a_n - \ell| < \varepsilon \quad \forall n > N

Esempio con numeri (an=1na_n = \frac1n, ℓ=0\ell = 0): con ε=0,1\varepsilon = 0{,}1 serve 1n<0,1\frac1n < 0{,}1, cioè n>10n > 10: va bene N=10N = 10. Con ε=0,01\varepsilon = 0{,}01 serve n>100n > 100: N=100N = 100. In generale N>1εN > \frac{1}{\varepsilon}, che esiste per l'Archimedeità di NPer ogni numero reale esiste un naturale più grande: serve a trovare n con 1/n più piccolo di qualunque epsilon.Archimedeità di N →. Dettagli nell'Esercizio 29 · limiti di 1/n e di n con la definizione.

Definizione (limite infinito). lim⁡n→+∞an=+∞\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = +\infty se  ∀L∈R ∃N≥n0\ \forall L \in \mathbb{R} \ \exists N \ge n_0, N∈NN \in \mathbb{N}, tale che an>L  ∀n>Na_n > L \ \ \forall n > N.

lim⁡n→+∞an=−∞\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a_n = -\infty se  ∀L∈R ∃N≥n0\ \forall L \in \mathbb{R} \ \exists N \ge n_0, N∈NN \in \mathbb{N}, tale che an<L  ∀n>Na_n < L \ \ \forall n > N.

Esempio. an=n2→+∞a_n = n^2 \to +\infty: dato L>0L > 0, la disuguaglianza n2>Ln^2 > L vale per ogni n>Ln > \sqrt{L}, quindi si può prendere N=⌈L⌉N = \lceil \sqrt{L} \rceil.

Teorema 1 (da sapere). Se esiste lim⁡nan=ℓ\lim_n a_n = \ell, con ℓ∈R\ell \in \mathbb{R} oppure ℓ=±∞\ell = \pm\infty, allora questo limite è unico.

Esempio. 1n→0\frac{1}{n} \to 0 e quindi non può tendere anche a un altro numero: per n>10n > 10 si ha 1n<0,1\frac{1}{n} < 0{,}1, quindi i termini non si avvicinano a 11.

Sottosuccessioni

Definizione (sottosuccessione). Data (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0} (per semplicità n0=0n_0 = 0):

  1. sottosuccessione dei pari: bk=a2kb_k = a_{2k}, k∈Nk \in \mathbb{N}, cioè b0=a0b_0 = a_0, b1=a2b_1 = a_2, b2=a4b_2 = a_4, …;
  2. sottosuccessione dei dispari: bk′=a2k+1b'_k = a_{2k+1}, k∈Nk \in \mathbb{N}, cioè b0′=a1b'_0 = a_1, b1′=a3b'_1 = a_3, b2′=a5b'_2 = a_5, …;
  3. in generale: data una funzione strettamente crescente degli indici k↦nkk \mapsto n_k, da N\mathbb{N} in N\mathbb{N}, la successione ck=ankc_k = a_{n_k}, k∈Nk \in \mathbb{N}, si chiama sottosuccessione di (an)(a_n).

In parole: si prendono infiniti termini della successione, nell'ordine in cui compaiono, saltandone eventualmente qualcuno.

Esempio. ck=a3k+2c_k = a_{3k + 2}: gli indici 3k+2=2,5,8,11,…3k + 2 = 2, 5, 8, 11, \dots formano una successione strettamente crescente, quindi è una sottosuccessione (c0=a2c_0 = a_2, c1=a5c_1 = a_5, c2=a8c_2 = a_8, …).

Proprietà (sottosuccessioni e limite).

  1. Se lim⁡nan=ℓ\lim_n a_n = \ell (ℓ∈R\ell \in \mathbb{R} oppure ±∞\pm\infty), allora tutte le sottosuccessioni hanno lo stesso limite ℓ\ell.
  2. Se la sottosuccessione dei pari e quella dei dispari hanno lo stesso limite ℓ\ell, allora anche la successione ha limite ℓ\ell.

Esempio. an=1n→0a_n = \frac{1}{n} \to 0: la sottosuccessione dei pari a2k=12ka_{2k} = \frac{1}{2k} tende anch'essa a 00.

Criterio di non esistenza del limite. Se due sottosuccessioni di (an)(a_n) hanno limiti diversi, allora lim⁡nan\lim_n a_n non esiste.

Esempio. an=(−1)na_n = (-1)^n: sui pari vale sempre 11 (limite 11), sui dispari vale sempre −1-1 (limite −1-1). Limiti diversi: ∄lim⁡n(−1)n\nexists \lim_n (-1)^n. Vedi l'Esercizio 30 · la successione (-1)n non ha limite.

Successioni limitate e monotone

Proposizione (da sapere). (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0} è limitata se e solo se esiste M>0M > 0 tale che

∣an∣≤M∀n≥n0|a_n| \le M \qquad \forall n \ge n_0

Esempio. an=(−1)nsin⁡(n2)n+2⋅na_n = \dfrac{(-1)^n \sin(n^2)}{n + 2} \cdot n, n∈Nn \in \mathbb{N}. È limitata? Calcoliamo il modulo usando ∣xy∣=∣x∣∣y∣|xy| = |x||y|:

Teorema 2 (da sapere). Ogni successione convergente è limitata.

Esempio. an=2nn+1a_n = \frac{2n}{n+1} converge a 22, quindi è limitata: infatti 0≤an<20 \le a_n < 2 per ogni n≥0n \ge 0.

Teorema 3. Se (an)n≥n0(a_n)_{n \ge n_0} è monotona e limitata, allora è convergente. Più precisamente:

  1. se è crescente, lim⁡nan=sup⁡{an:n≥n0}\displaystyle\lim_n a_n = \sup\{a_n : n \ge n_0\};
  2. se è decrescente, lim⁡nan=inf⁡{an:n≥n0}\displaystyle\lim_n a_n = \inf\{a_n : n \ge n_0\}.

Esempio. an=1−1na_n = 1 - \frac{1}{n} (n≥1n \ge 1) è crescente e limitata (0≤an<10 \le a_n < 1), quindi converge e lim⁡nan=sup⁡{an}=1\lim_n a_n = \sup\{a_n\} = 1.

Calcolo dei limiti di successioni

Teorema (algebra dei limiti). Siano (an)(a_n) e (bn)(b_n) due successioni convergenti, con lim⁡nan=a∈R\lim_n a_n = a \in \mathbb{R} e lim⁡nbn=b∈R\lim_n b_n = b \in \mathbb{R}. Allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=a+b\lim_n (a_n + b_n) = a + b;
  2. lim⁡n(an−bn)=a−b\lim_n (a_n - b_n) = a - b;
  3. per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}, lim⁡nc an=c a\lim_n c\,a_n = c\,a;
  4. lim⁡n(an⋅bn)=a⋅b\lim_n (a_n \cdot b_n) = a \cdot b;
  5. se b≠0b \ne 0 (si vedrà che allora bn≠0b_n \ne 0 definitivamente, quindi la frazione ha senso da un certo punto in poi): lim⁡n1bn=1b,lim⁡nanbn=ab\lim_n \frac{1}{b_n} = \frac1b, \qquad \lim_n \frac{a_n}{b_n} = \frac{a}{b}

Esempio. an=3+2na_n = 3 + \frac2n: lim⁡n3=3\lim_n 3 = 3 (successione costante) e lim⁡n2n=2⋅lim⁡n1n=0\lim_n \frac2n = 2 \cdot \lim_n \frac1n = 0 (punto 3), quindi lim⁡nan=3+0=3\lim_n a_n = 3 + 0 = 3 (punto 1).

Teorema (permanenza del segno, prima forma).

  • Se lim⁡nan=a>0\lim_n a_n = a > 0 oppure +∞+\infty, allora an>0a_n > 0 definitivamente.
  • Se lim⁡nan=a<0\lim_n a_n = a < 0 oppure −∞-\infty, allora an<0a_n < 0 definitivamente.

Esempio. an=n−5n→1>0a_n = \frac{n - 5}{n} \to 1 > 0, e infatti an>0a_n > 0 per ogni n>5n > 5.

Teorema (permanenza del segno, seconda forma).

  1. Se lim⁡nan=a\lim_n a_n = a e an≥0a_n \ge 0 definitivamente, allora a≥0a \ge 0.
  2. Se lim⁡nan=a\lim_n a_n = a e an≤0a_n \le 0 definitivamente, allora a≤0a \le 0.
  3. Se lim⁡nan=a∈R\lim_n a_n = a \in \mathbb{R}, lim⁡nbn=b∈R\lim_n b_n = b \in \mathbb{R} e an≤bna_n \le b_n definitivamente, allora a≤ba \le b.

Esempio. an=1n>0a_n = \frac{1}{n} > 0 per ogni n≥1n \ge 1, ma il limite è 00 e non >0> 0: le disuguaglianze strette non passano al limite.

Teorema (del confronto, o dei due carabinieri). Siano (an)(a_n), (bn)(b_n), (cn)(c_n) tali che

  • lim⁡nan=lim⁡nbn=ℓ∈R\lim_n a_n = \lim_n b_n = \ell \in \mathbb{R};
  • an≤cn≤bna_n \le c_n \le b_n definitivamente.

Allora esiste anche lim⁡ncn=ℓ\lim_n c_n = \ell.

Esempio. cn=sin⁡nnc_n = \frac{\sin n}{n} soddisfa −1n≤cn≤1n-\frac{1}{n} \le c_n \le \frac{1}{n} e i due estremi tendono a 00, quindi cn→0c_n \to 0.

Teorema (infinitesima per limitata). Se (an)(a_n) è infinitesima (lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0) e (bn)(b_n) è limitata (esiste M>0M > 0 con ∣bn∣≤M|b_n| \le M per ogni nn), allora

lim⁡nanbn=0\lim_n a_n b_n = 0

Esempio. cos⁡nn=1n⋅cos⁡n→0\frac{\cos n}{n} = \frac{1}{n} \cdot \cos n \to 0, perché 1n→0\frac{1}{n} \to 0 e ∣cos⁡n∣≤1|\cos n| \le 1.

Teorema (algebra parziale degli infiniti).

(A) Se lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty, allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=+∞\lim_n (a_n + b_n) = +\infty se bn≥Mb_n \ge M definitivamente, per qualche M∈RM \in \mathbb{R} (cioè se bnb_n è definitivamente inferiormente limitata);
  2. lim⁡n(an⋅bn)={+∞se bn≥M>0 definitivamente−∞se bn≤M<0 definitivamente\lim_n (a_n \cdot b_n) = \begin{cases} +\infty & \text{se } b_n \ge M > 0 \text{ definitivamente} \\ -\infty & \text{se } b_n \le M < 0 \text{ definitivamente} \end{cases}

(B) Se lim⁡nan=−∞\lim_n a_n = -\infty, allora:

  1. lim⁡n(an+bn)=−∞\lim_n (a_n + b_n) = -\infty se bn≤Mb_n \le M definitivamente, per qualche M∈RM \in \mathbb{R};
  2. lim⁡n(an⋅bn)={−∞se bn≥M>0 definitivamente+∞se bn≤M<0 definitivamente\lim_n (a_n \cdot b_n) = \begin{cases} -\infty & \text{se } b_n \ge M > 0 \text{ definitivamente} \\ +\infty & \text{se } b_n \le M < 0 \text{ definitivamente} \end{cases}

Esempio. n2+3sin⁡n→+∞n^2 + 3\sin n \to +\infty, perché n2→+∞n^2 \to +\infty e 3sin⁡n≥−33\sin n \ge -3 (limitata inferiormente).

Teorema (del reciproco).

Se lim⁡nan=\lim_n a_n = allora lim⁡n1an=\lim_n \frac{1}{a_n} =
+∞+\infty 0+0^+
−∞-\infty 0−0^-
0+0^+ +∞+\infty
0−0^- −∞-\infty

Esempio. n2→+∞n^2 \to +\infty, quindi 1n2→0+\frac{1}{n^2} \to 0^+. Invece −1n→0−-\frac{1}{n} \to 0^-, quindi 1−1/n=−n→−∞\frac{1}{-1/n} = -n \to -\infty.

Limiti notevoli e gerarchia degli infiniti

Formula (limite delle successioni potenza). lim⁡nnα={+∞α>01α=00α<0\lim_n n^\alpha = \begin{cases} +\infty & \alpha > 0 \\ 1 & \alpha = 0 \\ 0 & \alpha < 0 \end{cases}

Esempio. n=n1/2→+∞\sqrt{n} = n^{1/2} \to +\infty (esponente positivo), 1n3=n−3→0\frac{1}{n^3} = n^{-3} \to 0 (esponente negativo).

Definizione (infinito di ordine superiore). Siano (an)(a_n), (bn)(b_n) con lim⁡nbn=+∞\lim_n b_n = +\infty (oppure −∞-\infty). Si dice che bnb_n è un infinito di ordine superiore rispetto ad ana_n se

lim⁡nanbn=0\lim_n \frac{a_n}{b_n} = 0

Esempio. lim⁡nnn2=0\lim_n \frac{n}{n^2} = 0, quindi n2n^2 è un infinito di ordine superiore a nn e n2+n→+∞n^2 + n \to +\infty come n2n^2.

Formula (limite di un polinomio). lim⁡nPr(n)=lim⁡narnr={+∞ar>0−∞ar<0\lim_n P_r(n) = \lim_n a_r n^r = \begin{cases} +\infty & a_r > 0 \\ -\infty & a_r < 0 \end{cases}

Esempio. −2n3+5n∼−2n3→−∞-2n^3 + 5n \sim -2n^3 \to -\infty, perché il coefficiente del termine di grado massimo è −2<0-2 < 0.

Formula (quoziente di polinomi). lim⁡nPr(n)Qs(n)=lim⁡narnrbsns=lim⁡narbs nr−s={±∞r>s (segno di arbs)arbsr=s0r<s\lim_n \frac{P_r(n)}{Q_s(n)} = \lim_n \frac{a_r n^r}{b_s n^s} = \lim_n \frac{a_r}{b_s}\, n^{r - s} = \begin{cases} \pm\infty & r > s \ (\text{segno di } \frac{a_r}{b_s}) \\[2pt] \dfrac{a_r}{b_s} & r = s \\[2pt] 0 & r < s \end{cases}

Esempio. 3n2+n5n2−1→35\frac{3n^2 + n}{5n^2 - 1} \to \frac{3}{5} (stesso grado), mentre n32n2+1→+∞\frac{n^3}{2n^2 + 1} \to +\infty (grado maggiore sopra).

Definizione (numero di Nepero). e=lim⁡n(1+1n)ne = \lim_n \left(1 + \frac1n\right)^n

Esempio. Per n=1000n = 1000: (1+11000)1000≈2,7169\left(1 + \frac{1}{1000}\right)^{1000} \approx 2{,}7169, già vicino a e=2,71828…e = 2{,}71828\ldots

Grafico interattivo: b_n = (1 + 1/n)^n: crescente, limitata tra 2 e 3, tende a e ≈ 2,718

Formula (generalizzazione del limite di Nepero). lim⁡n(1+1an)an=e\lim_n \left(1 + \frac{1}{a_n}\right)^{a_n} = e

Esempio. (1+1n2)n2→e\left(1 + \frac{1}{n^2}\right)^{n^2} \to e, perché an=n2→+∞a_n = n^2 \to +\infty.

Formula (esponente x). lim⁡n(1+xan)an=ex\lim_n \left(1 + \frac{x}{a_n}\right)^{a_n} = e^x

Esempio. (1+3n)n→e3\left(1 + \frac{3}{n}\right)^n \to e^3 (con x=3x = 3 e an=na_n = n).

Formula (successioni esponenziali). lim⁡nan={+∞a>11a=10−1<a<1∄ (irregolare)a≤−1\lim_n a^n = \begin{cases} +\infty & a > 1 \\ 1 & a = 1 \\ 0 & -1 < a < 1 \\ \nexists \ (\text{irregolare}) & a \le -1 \end{cases}

Esempio. 2n→+∞2^n \to +\infty, (12)n→0\left(\frac{1}{2}\right)^n \to 0, 1n=11^n = 1, mentre (−2)n(-2)^n non ha limite (irregolare).

Principio (gerarchia degli infiniti). (an)⏟limitata ≺ log⁡pn ≺ nα1 ≺ nα2 ≺ a1n ≺ a2n ≺ n! ≺ nn\underbrace{(a_n)}_{\text{limitata}} \ \prec \ \log^p n \ \prec \ n^{\alpha_1} \ \prec \ n^{\alpha_2} \ \prec \ a_1^n \ \prec \ a_2^n \ \prec \ n! \ \prec \ n^n

Esempio. n102n→0\frac{n^{10}}{2^n} \to 0 e 2nn!→0\frac{2^n}{n!} \to 0: l'esponenziale batte ogni potenza, il fattoriale batte l'esponenziale.

Formula (confronti tra infiniti). lim⁡nlog⁡pnnα=0,lim⁡nnαan=0,lim⁡nann!=0,lim⁡nn!nn=0\lim_n \frac{\log^p n}{n^\alpha} = 0, \qquad \lim_n \frac{n^\alpha}{a^n} = 0, \qquad \lim_n \frac{a^n}{n!} = 0, \qquad \lim_n \frac{n!}{n^n} = 0

Esempio. log⁡2nn→0\frac{\log^2 n}{\sqrt{n}} \to 0 e n!nn→0\frac{n!}{n^n} \to 0.

Asintoticità e o-piccolo

Definizione (o-piccolo: vale quando il limite del rapporto è 0). an=o(bn)a_n = o(b_n)

e si legge "ana_n è o-piccolo di bnb_n" oppure "ana_n è trascurabile rispetto a bnb_n": diviso per bnb_n, diventa piccolo quanto si vuole.

Esempio. n=o(n2)n = o(n^2) perché nn2=1n→0\frac{n}{n^2} = \frac{1}{n} \to 0; anche n=o(n)\sqrt{n} = o(n).

Definizione (asintotiche: vale quando il limite del rapporto è 1). lim⁡nanbn=1si scrivean∼bn\lim_n \frac{a_n}{b_n} = 1 \qquad \text{si scrive} \qquad a_n \sim b_n

e si dice che ana_n e bnb_n sono asintotiche.

Esempio. n2+n∼n2n^2 + n \sim n^2, perché n2+nn2=1+1n→1\frac{n^2 + n}{n^2} = 1 + \frac{1}{n} \to 1.

Proprietà (legame tra asintotico e o-piccolo). 2. Il legame fondamentale: an∼bn  ⟺  an=bn+o(bn)a_n \sim b_n \iff a_n = b_n + o(b_n)

Esempio. n2+n=n2+o(n2)n^2 + n = n^2 + o(n^2), quindi n2+n∼n2n^2 + n \sim n^2.

Criteri del rapporto e della radice per successioni

Criterio (del rapporto). Sia (an)(a_n) con an>0a_n > 0 definitivamente, e supponiamo che esista

lim⁡nan+1an=ℓ(ℓ≥0 oppure ℓ=+∞)\lim_n \frac{a_{n+1}}{a_n} = \ell \qquad (\ell \ge 0 \text{ oppure } \ell = +\infty)

  1. Se 0≤ℓ<10 \le \ell < 1, allora (an)(a_n) è definitivamente decrescente e lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0.
  2. Se ℓ>1\ell > 1 (anche ℓ=+∞\ell = +\infty), allora (an)(a_n) è definitivamente crescente e lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty.

Esempio. an=2nn!a_n = \frac{2^n}{n!}: an+1an=2n+1→0<1\frac{a_{n+1}}{a_n} = \frac{2}{n+1} \to 0 < 1, quindi an→0a_n \to 0.

Proprietà (legame tra radice n-esima e rapporto). lim⁡nann=lim⁡nan1/n=lim⁡nan+1anse il secondo limite esiste\lim_n \sqrt[n]{a_n} = \lim_n a_n^{1/n} = \lim_n \frac{a_{n+1}}{a_n} \qquad \text{se il secondo limite esiste}

Esempio. lim⁡nnn=1\lim_n \sqrt[n]{n} = 1: infatti n+1n→1\frac{n+1}{n} \to 1. Allo stesso modo nαn→1\sqrt[n]{n^\alpha} \to 1 per ogni α\alpha.

Criterio (della radice n-esima). Sia (an)(a_n) con an>0a_n > 0 definitivamente, e supponiamo che esista lim⁡nann=ℓ\lim_n \sqrt[n]{a_n} = \ell.

  1. Se 0≤ℓ<10 \le \ell < 1, allora (an)(a_n) è definitivamente decrescente e lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0.
  2. Se ℓ>1\ell > 1, allora (an)(a_n) è definitivamente crescente e lim⁡nan=+∞\lim_n a_n = +\infty.

Esempio con la radice. an=(n2n+1)na_n = \left(\frac{n}{2n + 1}\right)^n: ann=n2n+1→12<1\sqrt[n]{a_n} = \frac{n}{2n+1} \to \frac12 < 1, quindi an→0a_n \to 0.

VII. Limiti di funzioni e continuità

Limiti di funzioni - definizione

Definizione (intorno di un punto). Intorno di x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} (di raggio δ>0\delta > 0): Ux0={x∈R:∣x−x0∣<δ}= ]x0−δ, x0+δ[U_{x_0} = \{x \in \mathbb{R} : |x - x_0| < \delta\} = \,]x_0 - \delta,\ x_0 + \delta[

Esempio. Con x0=2x_0 = 2 e δ=0,5\delta = 0{,}5: U2= ]1,5, 2,5[U_2 = \,]1{,}5,\ 2{,}5[.

Definizione (intorno di +∞). Intorno di +∞+\infty (con M∈RM \in \mathbb{R}): U+∞={x∈R:x>M}= ]M,+∞[U_{+\infty} = \{x \in \mathbb{R} : x > M\} = \,]M, +\infty[

Esempio. Con M=10M = 10: U+∞= ]10,+∞[U_{+\infty} = \,]10, +\infty[.

Definizione (intorno di −∞). Intorno di −∞-\infty (con M∈RM \in \mathbb{R}): U−∞={x∈R:x<M}= ]−∞,M[U_{-\infty} = \{x \in \mathbb{R} : x < M\} = \,]-\infty, M[

Esempio. Con M=−5M = -5: U−∞= ]−∞,−5[U_{-\infty} = \,]-\infty, -5[.

Grafico interattivo: Un intorno di x₀ = 2 di raggio δ = 0,5: l'intervallo aperto ]1,5; 2,5[

Definizione. Sia X⊆RX \subseteq \mathbb{R}, X≠∅X \ne \emptyset. Si dice che x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} è punto di accumulazione per XX se per ogni intorno Ux0U_{x_0} di x0x_0 X∩(Ux0∖{x0})≠∅X \cap \left(U_{x_0} \setminus \{x_0\}\right) \ne \emptyset

Esempio. In X= ]0,1[X = \,]0, 1[ il punto 00 è di accumulazione (ogni intorno di 00 contiene punti di XX diversi da 00) anche se 0∉X0 \notin X. In X={1,2}X = \{1, 2\} nessun punto è di accumulazione.

Definizione. Siano f:X→Rf: X \to \mathbb{R} con X⊆RX \subseteq \mathbb{R}, X≠∅X \ne \emptyset, e x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} di accumulazione per XX. Si dice che lim⁡x→x0f(x)=ℓ(ℓ∈R‾)\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell \qquad (\ell \in \overline{\mathbb{R}}) quando per ogni intorno UℓU_\ell di ℓ\ell esiste un intorno Ux0U_{x_0} di x0x_0 tale che f(x)∈Uℓ∀x∈X∩(Ux0∖{x0})f(x) \in U_\ell \qquad \forall x \in X \cap \left(U_{x_0} \setminus \{x_0\}\right)

Esempio. lim⁡x→+∞1x=0\lim_{x \to +\infty} \frac{1}{x} = 0: per ogni intorno  ]−ε,ε[\,]-\varepsilon, \varepsilon[ di 00 esiste l'intorno  ]1ε,+∞[\,]\frac{1}{\varepsilon}, +\infty[ di +∞+\infty in cui 0<1x<ε0 < \frac{1}{x} < \varepsilon.

Definizione (limite finito in un punto). ∀ε>0  ∃δ>0  tale che  ∣f(x)−ℓ∣<ε∀x∈X, 0<∣x−x0∣<δ\forall \varepsilon > 0 \ \ \exists \delta > 0 \ \text{ tale che } \ |f(x) - \ell| < \varepsilon \quad \forall x \in X,\ 0 < |x - x_0| < \delta

Esempio. lim⁡x→2(3x−1)=5\lim_{x \to 2} (3x - 1) = 5: dato ε>0\varepsilon > 0 basta δ=ε3\delta = \frac{\varepsilon}{3}, perché ∣3x−1−5∣=3∣x−2∣<ε|3x - 1 - 5| = 3|x - 2| < \varepsilon se 0<∣x−2∣<ε30 < |x - 2| < \frac{\varepsilon}{3}.

Definizione (limite +∞ in un punto). ∀N∈R (N>0)  ∃δ>0  tale che  f(x)>N∀x∈X, 0<∣x−x0∣<δ\forall N \in \mathbb{R}\ (N > 0) \ \ \exists \delta > 0 \ \text{ tale che } \ f(x) > N \quad \forall x \in X,\ 0 < |x - x_0| < \delta

Esempio. lim⁡x→01x2=+∞\lim_{x \to 0} \frac{1}{x^2} = +\infty: dato N>0N > 0, 1x2>N\frac{1}{x^2} > N se 0<∣x∣<1N0 < |x| < \frac{1}{\sqrt{N}}, quindi δ=1N\delta = \frac{1}{\sqrt{N}}.

Definizione (limite −∞ in un punto). ∀N∈R (N<0)  ∃δ>0  tale che  f(x)<N∀x∈X, 0<∣x−x0∣<δ\forall N \in \mathbb{R}\ (N < 0) \ \ \exists \delta > 0 \ \text{ tale che } \ f(x) < N \quad \forall x \in X,\ 0 < |x - x_0| < \delta

Esempio. lim⁡x→0(−1x2)=−∞\lim_{x \to 0} \left(-\frac{1}{x^2}\right) = -\infty: dato N<0N < 0 basta 0<∣x∣<1−N0 < |x| < \frac{1}{\sqrt{-N}}.

Proprietà (limite, limite destro e limite sinistro). Legame con il limite. Se x0x_0 è di accumulazione sia da destra sia da sinistra: ∃lim⁡x→x0f(x)=ℓ  ⟺  ∃ f(x0−)=f(x0+)=ℓ\exists \lim_{x \to x_0} f(x) = \ell \iff \exists\, f(x_0^-) = f(x_0^+) = \ell cioè il limite esiste se e solo se esistono il limite destro e quello sinistro e sono uguali.

Esempio: log⁡x\log x in 00. Il dominio è ]0,+∞[]0, +\infty[: 00 è di accumulazione solo da destra. Hanno senso sia lim⁡x→0log⁡x\lim_{x \to 0} \log x sia lim⁡x→0+log⁡x\lim_{x \to 0^+} \log x, e coincidono (entrambi −∞-\infty): le due definizioni chiedono "log⁡x<N\log x < N per ogni x∈ ]0,+∞[x \in \,]0, +\infty[ con 0<∣x∣<δ0 < |x| < \delta" e "per ogni x∈ ]0,+∞[ ∩ ]0,δ[x \in \,]0, +\infty[\, \cap \,]0, \delta[", e in entrambi i casi gli xx coinvolti sono quelli di ]0,δ[]0, \delta[.

Grafico interattivo: y = 1/x: a destra di 0 sale a +∞, a sinistra scende a −∞

Asintoti di una funzione

Definizione (asintoto verticale).

  1. Se x0x_0 è di accumulazione da sinistra e lim⁡x→x0−f(x)=±∞\displaystyle\lim_{x \to x_0^-} f(x) = \pm\infty, la retta x=x0x = x_0 è asintoto verticale sinistro.
  2. Se x0x_0 è di accumulazione da destra e lim⁡x→x0+f(x)=±∞\displaystyle\lim_{x \to x_0^+} f(x) = \pm\infty, la retta x=x0x = x_0 è asintoto verticale destro.
  3. Se valgono entrambe (anche con infiniti di segno diverso), x=x0x = x_0 è asintoto verticale completo.

Esempio. f(x)=1x−2f(x) = \frac{1}{x - 2}: lim⁡x→2±f(x)=±∞\lim_{x \to 2^{\pm}} f(x) = \pm\infty, quindi x=2x = 2 è asintoto verticale (completo).

Grafico interattivo: y = 1/x: asintoto verticale completo x = 0 e asintoto orizzontale y = 0

Definizione (asintoto orizzontale).

  1. Se −∞-\infty è di accumulazione per XX ed esiste lim⁡x→−∞f(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{x \to -\infty} f(x) = \ell \in \mathbb{R}, la retta y=ℓy = \ell è asintoto orizzontale a −∞-\infty.
  2. Se +∞+\infty è di accumulazione per XX ed esiste lim⁡x→+∞f(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{x \to +\infty} f(x) = \ell \in \mathbb{R}, la retta y=ℓy = \ell è asintoto orizzontale a +∞+\infty.

Esempio. f(x)=2x+1xf(x) = \frac{2x + 1}{x}: lim⁡x→±∞f(x)=2\lim_{x \to \pm\infty} f(x) = 2, quindi y=2y = 2 è asintoto orizzontale sia a +∞+\infty sia a −∞-\infty.

Definizione. Sia +∞+\infty (oppure −∞-\infty) di accumulazione per XX e lim⁡x→+∞f(x)=±∞\lim_{x \to +\infty} f(x) = \pm\infty. Se esiste una retta y=mx+qy = mx + q, con m≠0m \ne 0 e q∈Rq \in \mathbb{R}, tale che lim⁡x→+∞[f(x)−mx−q]=0\lim_{x \to +\infty} \left[f(x) - mx - q\right] = 0 la retta si dice asintoto obliquo a +∞+\infty (allo stesso modo a −∞-\infty).

Esempio. f(x)=x+1xf(x) = x + \frac{1}{x}: f(x)−x=1x→0f(x) - x = \frac{1}{x} \to 0, quindi y=xy = x è asintoto obliquo a ±∞\pm\infty.

Teorema (caratterizzazione dell'asintoto obliquo). Caratterizzazione. y=mx+qy = mx + q è asintoto obliquo a +∞+\infty (o −∞-\infty) se e solo se valgono tutte e tre:

  1. lim⁡x→+∞f(x)=±∞\displaystyle\lim_{x \to +\infty} f(x) = \pm\infty;
  2. lim⁡x→+∞f(x)x=m∈R\displaystyle\lim_{x \to +\infty} \frac{f(x)}{x} = m \in \mathbb{R}, m≠0m \ne 0;
  3. lim⁡x→+∞[f(x)−mx]=q∈R\displaystyle\lim_{x \to +\infty} \left[f(x) - mx\right] = q \in \mathbb{R}.

Esempio. f(x)=x2−1+3arctan⁡xf(x) = \sqrt{x^2 - 1} + 3\arctan x ha asintoto obliquo y=x+32πy = x + \frac32\pi a +∞+\infty; invece x2−1+log⁡x\sqrt{x^2 - 1} + \log x non ha asintoto obliquo, anche se f(x)x→1\frac{f(x)}{x} \to 1 (vedi Esercizio 58 · asintoti obliqui con radici, arcotangente e logaritmo).

Grafico interattivo: f(x) = √(x² − 1) + 3 arctan x si appoggia a +∞ sulla retta y = x + 3π/2; il grafico esiste solo per |x| ≥ 1

Teorema ponte tra limiti di funzioni e successioni

Teorema (ponte). Siano f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} di accumulazione per XX, ℓ∈R‾\ell \in \overline{\mathbb{R}}. Allora lim⁡x→x0f(x)=ℓ\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell se e solo se per ogni successione (xn)n⊆X(x_n)_n \subseteq X con xn≠x0x_n \ne x_0 per ogni nn e lim⁡nxn=x0\lim_n x_n = x_0, si ha lim⁡nf(xn)=ℓ\lim_n f(x_n) = \ell

Esempio. Da lim⁡x→0sin⁡xx=1\lim_{x \to 0} \frac{\sin x}{x} = 1 e da xn=1n→0x_n = \frac{1}{n} \to 0 segue nsin⁡1n→1n \sin\frac{1}{n} \to 1.

Teoremi sui limiti di funzioni

Teorema (unicità del limite). Se esiste lim⁡x→x0f(x)=ℓ\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell (ℓ∈R‾\ell \in \overline{\mathbb{R}}), è unico.

Esempio. lim⁡x→32x=6\lim_{x \to 3} 2x = 6 e nessun altro valore ℓ≠6\ell \ne 6 può essere il limite di 2x2x per x→3x \to 3.

Criterio (di non esistenza del limite). Se esistono due successioni (xn1),(xn2)⊆X(x_n^1), (x_n^2) \subseteq X, con termini diversi da x0x_0 e lim⁡nxn1=lim⁡nxn2=x0\lim_n x_n^1 = \lim_n x_n^2 = x_0, tali che lim⁡nf(xn1)≠lim⁡nf(xn2)\lim_n f(x_n^1) \ne \lim_n f(x_n^2) allora ∄lim⁡x→x0f(x)\nexists \displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x).

Esempio. ∄lim⁡x→0sin⁡1x\nexists \lim_{x \to 0} \sin\frac1x: avvicinandosi a 00, 1x\frac1x va all'infinito e il seno oscilla sempre più in fretta tra −1-1 e 11. Dettagli nell'Esercizio 53 · sin(1/x), x sin(1/x) e il criterio di non esistenza.

Grafico interattivo: y = sin(1/x): vicino a 0 oscilla infinite volte tra −1 e 1

Teorema (limitatezza locale). Se esiste lim⁡x→x0f(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell \in \mathbb{R}, allora ff è limitata definitivamente per x→x0x \to x_0: esistono K>0K > 0 e un intorno Ux0U_{x_0} tali che ∣f(x)∣≤K|f(x)| \le K per ogni x∈X∩(Ux0∖{x0})x \in X \cap (U_{x_0} \setminus \{x_0\}).

Esempio. tan⁡x\tan x non è limitata sul suo dominio (inf⁡=−∞\inf = -\infty, sup⁡=+∞\sup = +\infty). Ma lim⁡x→π/4tan⁡x=1\lim_{x \to \pi/4} \tan x = 1, quindi esiste δ>0\delta > 0 tale che tan⁡x\tan x è limitata in ]π4−δ,π4+δ[]\frac{\pi}{4} - \delta, \frac{\pi}{4} + \delta[ (per esempio con ε=1\varepsilon = 1 si ha 0<tan⁡x<20 < \tan x < 2 vicino a π4\frac{\pi}{4}).

Teorema (limiti delle funzioni monotone). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} monotona (con −∞≤a<b≤+∞-\infty \le a < b \le +\infty). Allora per ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ esistono finiti i limiti f(x0−)f(x_0^-) e f(x0+)f(x_0^+), ed esistono anche f(a+)f(a^+) e f(b−)f(b^-) (che possono essere infiniti). In particolare:

  • ff crescente: f(a+)≤f(x0−)≤f(x0)≤f(x0+)≤f(b−)f(a^+) \le f(x_0^-) \le f(x_0) \le f(x_0^+) \le f(b^-) per ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[;
  • ff decrescente: f(a+)≥f(x0−)≥f(x0)≥f(x0+)≥f(b−)f(a^+) \ge f(x_0^-) \ge f(x_0) \ge f(x_0^+) \ge f(b^-) per ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[.

Esempio. arctan⁡x\arctan x è crescente su R\mathbb{R}: esistono finiti lim⁡x→−∞arctan⁡x=−π2\lim_{x \to -\infty} \arctan x = -\frac{\pi}{2} e lim⁡x→+∞arctan⁡x=π2\lim_{x \to +\infty} \arctan x = \frac{\pi}{2}.

Teorema (algebra dei limiti). Se lim⁡x→x0f(x)=ℓ1∈R\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell_1 \in \mathbb{R} e lim⁡x→x0g(x)=ℓ2∈R\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = \ell_2 \in \mathbb{R}, allora

  1. lim⁡x→x0[f(x)+g(x)]=ℓ1+ℓ2\lim_{x \to x_0} [f(x) + g(x)] = \ell_1 + \ell_2; lim⁡x→x0[f(x)−g(x)]=ℓ1−ℓ2\quad \lim_{x \to x_0} [f(x) - g(x)] = \ell_1 - \ell_2;
  2. lim⁡x→x0c f(x)=c ℓ1\lim_{x \to x_0} c\,f(x) = c\,\ell_1 per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}; lim⁡x→x0f(x)g(x)=ℓ1ℓ2\quad \lim_{x \to x_0} f(x)g(x) = \ell_1\ell_2;
  3. se ℓ2≠0\ell_2 \ne 0: lim⁡x→x01g(x)=1ℓ2\lim_{x \to x_0} \frac{1}{g(x)} = \frac{1}{\ell_2} e lim⁡x→x0f(x)g(x)=ℓ1ℓ2\lim_{x \to x_0} \frac{f(x)}{g(x)} = \frac{\ell_1}{\ell_2}.

Esempio. lim⁡x→2x2+1x−1=4+12−1=5\lim_{x \to 2} \frac{x^2 + 1}{x - 1} = \frac{4 + 1}{2 - 1} = 5.

Teorema (permanenza del segno, prima forma). Prima forma. Se lim⁡x→x0f(x)=ℓ>0\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell > 0 (oppure +∞+\infty), allora f(x)>0f(x) > 0 definitivamente per x→x0x \to x_0. Se ℓ<0\ell < 0 (oppure −∞-\infty), f(x)<0f(x) < 0 definitivamente.

Esempio. lim⁡x→1(x+2)=3>0\lim_{x \to 1} (x + 2) = 3 > 0, quindi x+2>0x + 2 > 0 in un intorno di 11 (in effetti per ogni x>−2x > -2).

Teorema (permanenza del segno, seconda forma). Seconda forma. Se f(x)≥0f(x) \ge 0 definitivamente per x→x0x \to x_0 ed esiste lim⁡x→x0f(x)=ℓ\lim_{x \to x_0} f(x) = \ell, allora ℓ≥0\ell \ge 0. Se f(x)≤0f(x) \le 0 definitivamente, ℓ≤0\ell \le 0.

Esempio. x2>0x^2 > 0 per x≠0x \ne 0, ma lim⁡x→0x2=0\lim_{x \to 0} x^2 = 0 non è >0> 0: le disuguaglianze strette non passano al limite.

Teorema (del confronto, o dei due carabinieri). Se f(x)≤h(x)≤g(x)f(x) \le h(x) \le g(x) definitivamente per x→x0x \to x_0 e lim⁡x→x0f(x)=lim⁡x→x0g(x)=ℓ∈R\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = \lim_{x \to x_0} g(x) = \ell \in \mathbb{R}, allora lim⁡x→x0h(x)=ℓ\displaystyle\lim_{x \to x_0} h(x) = \ell.

Esempio. −∣x∣≤xsin⁡1x≤∣x∣-|x| \le x\sin\frac{1}{x} \le |x| e lim⁡x→0∣x∣=0\lim_{x \to 0} |x| = 0, quindi lim⁡x→0xsin⁡1x=0\lim_{x \to 0} x\sin\frac{1}{x} = 0.

Teorema (confronto con limiti infiniti). Con limiti infiniti. Se f(x)≤g(x)f(x) \le g(x) definitivamente per x→x0x \to x_0:

  • lim⁡x→x0f(x)=+∞ ⇒ lim⁡x→x0g(x)=+∞\lim_{x \to x_0} f(x) = +\infty \ \Rightarrow \ \lim_{x \to x_0} g(x) = +\infty (chi sta sopra un infinito positivo va a +∞+\infty);
  • lim⁡x→x0g(x)=−∞ ⇒ lim⁡x→x0f(x)=−∞\lim_{x \to x_0} g(x) = -\infty \ \Rightarrow \ \lim_{x \to x_0} f(x) = -\infty.

Esempio. x+sin⁡x≥x−1x + \sin x \ge x - 1 e x−1→+∞x - 1 \to +\infty per x→+∞x \to +\infty, quindi x+sin⁡x→+∞x + \sin x \to +\infty.

Teorema (infinitesima per limitata). Se lim⁡x→x0f(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = 0 ed esiste M>0M > 0 tale che ∣g(x)∣≤M|g(x)| \le M definitivamente per x→x0x \to x_0, allora lim⁡x→x0f(x)g(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x)g(x) = 0.

Esempio. lim⁡x→0xsin⁡1x=0\lim_{x \to 0} x\sin\frac1x = 0: x→0x \to 0 e ∣sin⁡1x∣≤1\left|\sin\frac1x\right| \le 1 per ogni x≠0x \ne 0, anche se sin⁡1x\sin\frac1x non ha limite. Graficamente −∣x∣≤xsin⁡1x≤∣x∣-|x| \le x\sin\frac1x \le |x|: il grafico è "schiacciato" tra le rette y=xy = x e y=−xy = -x.

Grafico interattivo: y = x·sin(1/x): oscilla, ma schiacciata tra y = |x| e y = −|x|, tende a 0

Teorema (algebra parziale degli infiniti). Se lim⁡x→x0f(x)=+∞\lim_{x \to x_0} f(x) = +\infty:

  • (a) lim⁡x→x0[f(x)+g(x)]=+∞\lim_{x \to x_0} [f(x) + g(x)] = +\infty se g(x)≥Mg(x) \ge M definitivamente per x→x0x \to x_0, con M∈RM \in \mathbb{R} (gg limitata dal basso);
  • (b) lim⁡x→x0f(x)g(x)=+∞\lim_{x \to x_0} f(x)g(x) = +\infty se g(x)≥M>0g(x) \ge M > 0 definitivamente; =−∞= -\infty se g(x)≤M<0g(x) \le M < 0 definitivamente.

Se lim⁡x→x0f(x)=−∞\lim_{x \to x_0} f(x) = -\infty:

  • (a) lim⁡x→x0[f(x)+g(x)]=−∞\lim_{x \to x_0} [f(x) + g(x)] = -\infty se g(x)≤Mg(x) \le M definitivamente (gg limitata dall'alto);
  • (b) lim⁡x→x0f(x)g(x)=−∞\lim_{x \to x_0} f(x)g(x) = -\infty se g(x)≥M>0g(x) \ge M > 0 definitivamente; =+∞= +\infty se g(x)≤M<0g(x) \le M < 0 definitivamente.

Esempio. x2+cos⁡x→+∞x^2 + \cos x \to +\infty per x→+∞x \to +\infty, perché x2→+∞x^2 \to +\infty e cos⁡x≥−1\cos x \ge -1.

Teorema (limite del reciproco).

  • Se lim⁡x→x0f(x)=±∞\lim_{x \to x_0} f(x) = \pm\infty, allora lim⁡x→x01f(x)=0±\lim_{x \to x_0} \frac{1}{f(x)} = 0^\pm.
  • Se lim⁡x→x0f(x)=0±\lim_{x \to x_0} f(x) = 0^\pm, allora lim⁡x→x01f(x)=±∞\lim_{x \to x_0} \frac{1}{f(x)} = \pm\infty.

Esempio. Per x→0x \to 0 si ha x2→0+x^2 \to 0^+, quindi 1x2→+∞\frac{1}{x^2} \to +\infty; per x→+∞x \to +\infty si ha 1x→0+\frac{1}{x} \to 0^+.

Asintoticità e o-piccolo per funzioni

Definizione (o-piccolo e asintotiche per funzioni). Siano f,gf, g definitivamente diverse da 00 per x→x0x \to x_0 (così il rapporto f(x)g(x)\frac{f(x)}{g(x)} ha senso vicino a x0x_0). Si guarda il limite del rapporto.

  1. Se lim⁡x→x0f(x)g(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} \frac{f(x)}{g(x)} = 0, si scrive f(x)=o(g(x))f(x) = o(g(x)) per x→x0x \to x_0 ("ff è trascurabile rispetto a gg vicino a x0x_0").
    • Se f,g→±∞f, g \to \pm\infty: gg è un infinito di ordine superiore rispetto a ff, per x→x0x \to x_0.
    • Se f,g→0f, g \to 0: gg è un infinitesimo di ordine inferiore rispetto a ff (va a zero più lentamente), per x→x0x \to x_0.
    • Se invece il rapporto tende a ±∞\pm\infty, è g(x)=o(f(x))g(x) = o(f(x)).
  2. Se lim⁡x→x0f(x)g(x)=1\displaystyle\lim_{x \to x_0} \frac{f(x)}{g(x)} = 1, si scrive f(x)∼g(x)f(x) \sim g(x) per x→x0x \to x_0 (ff e gg sono asintotiche). Se il limite è ℓ≠0\ell \ne 0 reale, ff e gg hanno lo stesso ordine e f(x)∼ℓ g(x)f(x) \sim \ell\,g(x).
  3. Se il limite del rapporto non esiste, ff e gg sono non confrontabili per x→x0x \to x_0.

Esempio. Per x→0x \to 0: x2=o(x)x^2 = o(x) e sin⁡x∼x\sin x \sim x. Per x→+∞x \to +\infty: x=o(x2)x = o(x^2) (il rapporto xx2=1x→0\frac{x}{x^2} = \frac{1}{x} \to 0).

Proprietà (asintoticità di funzioni).

  1. Simmetrica: f∼g  ⟺  g∼ff \sim g \iff g \sim f.
  2. Se f∼gf \sim g, allora ff e gg hanno lo stesso limite in x0x_0 (oppure nessuna delle due ha limite).
  3. Transitiva: f∼gf \sim g e g∼hg \sim h ⇒\Rightarrow f∼hf \sim h.
  4. Sostituzione nei prodotti e nei quozienti: se f1∼ff_1 \sim f e g1∼gg_1 \sim g, allora lim⁡x→x0f(x)g(x)=lim⁡x→x0f1(x)g1(x)lim⁡x→x0f(x)g(x)=lim⁡x→x0f1(x)g1(x)\lim_{x \to x_0} f(x)g(x) = \lim_{x \to x_0} f_1(x)g_1(x) \qquad \lim_{x \to x_0} \frac{f(x)}{g(x)} = \lim_{x \to x_0} \frac{f_1(x)}{g_1(x)}
  5. Potenze: se f∼gf \sim g, allora fα∼gαf^\alpha \sim g^\alpha per ogni α≠0\alpha \ne 0 (quando le potenze sono definite).
  6. Logaritmo: se f∼gf \sim g e f,g→+∞f, g \to +\infty oppure →0+\to 0^+ per x→x0x \to x_0, allora log⁡f∼log⁡g\log f \sim \log g (stessa dimostrazione delle successioni, in Asintoticità e o-piccoloa_n ~ b_n se il loro rapporto tende a 1, a_n = o(b_n) se tende a 0; nei prodotti e quozienti ogni fattore si può sostituire con uno asintotico.Asintoticità e o-piccolo →). L'esponenziale invece non conserva l'asintoticità.

Esempio. Per x→0x \to 0: lim⁡sin⁡2xtan⁡3x=lim⁡2x3x=23\lim \frac{\sin 2x}{\tan 3x} = \lim \frac{2x}{3x} = \frac{2}{3}, sostituendo ogni funzione con una asintotica.

Principio (gerarchia delle funzioni infinite per x → +∞). f(x)⏟limitata ≪ log⁡px ≪ xα1 ≪ xα2 ≪ a1x ≪ a2x ≪ xx\underbrace{f(x)}_{\text{limitata}} \ \ll\ \log^p x \ \ll\ x^{\alpha_1} \ \ll\ x^{\alpha_2} \ \ll\ a_1^x \ \ll\ a_2^x \ \ll\ x^x

Esempio. lim⁡x→+∞x32x=0\lim_{x \to +\infty} \frac{x^3}{2^x} = 0 e lim⁡x→+∞log⁡2xx=0\lim_{x \to +\infty} \frac{\log^2 x}{\sqrt{x}} = 0.

Funzioni continue

Definizione (funzione continua). Sia f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e x0∈Xx_0 \in X di accumulazione per XX. Si dice che ff è continua in x0x_0 se ∃lim⁡x→x0f(x)=f(x0)\exists \lim_{x \to x_0} f(x) = f(x_0) ff è continua in XX se è continua in ogni punto x0∈Xx_0 \in X di accumulazione per XX.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 è continua in x0=3x_0 = 3: lim⁡x→3x2=9=f(3)\lim_{x \to 3} x^2 = 9 = f(3).

Teorema. Sono continue nei loro domini:

  1. il valore assoluto;
  2. le potenze xαx^\alpha, per ogni α∈R\alpha \in \mathbb{R}, α≠0\alpha \ne 0;
  3. esponenziali e logaritmi di base a>0a > 0, a≠1a \ne 1;
  4. le funzioni iperboliche e le loro inverse;
  5. le funzioni trigonometriche e le loro inverse.

Esempio. exe^x è continua in 00: lim⁡x→0ex=1=e0\lim_{x \to 0} e^x = 1 = e^0; log⁡x\log x è continua in x0=1x_0 = 1: lim⁡x→1log⁡x=0=log⁡1\lim_{x \to 1} \log x = 0 = \log 1.

Limite di funzioni composte (cambio di variabile)

Teorema (cambio di variabile nei limiti). Siano ff definita definitivamente per y→y0∈R‾y \to y_0 \in \overline{\mathbb{R}}, e gg tale che gg e f∘gf \circ g siano definite definitivamente per x→x0∈R‾x \to x_0 \in \overline{\mathbb{R}}. Se

  1. lim⁡x→x0g(x)=y0\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = y_0;
  2. lim⁡y→y0f(y)=ℓ∈R‾\displaystyle\lim_{y \to y_0} f(y) = \ell \in \overline{\mathbb{R}};
  3. g(x)≠y0g(x) \ne y_0 definitivamente per x→x0x \to x_0;

allora lim⁡x→x0f(g(x))=ℓ\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(g(x)) = \ell.

L'ipotesi 3 non serve se y0=±∞y_0 = \pm\infty, oppure se y0∈Ry_0 \in \mathbb{R} e ff è continua in y0y_0.

Esempio. lim⁡x→0sin⁡3x3x\lim_{x \to 0} \frac{\sin 3x}{3x}: con y=g(x)=3x→0y = g(x) = 3x \to 0 e g(x)≠0g(x) \ne 0 per x≠0x \ne 0, il limite vale lim⁡y→0sin⁡yy=1\lim_{y \to 0} \frac{\sin y}{y} = 1.

Discontinuità e prolungamento per continuità

Proprietà (continuità con limite destro e sinistro). f continua in x0  ⟺  ∃ f(x0−), f(x0+) e f(x0−)=f(x0+)=f(x0) (∈R)f \text{ continua in } x_0 \iff \exists\, f(x_0^-),\ f(x_0^+) \text{ e } f(x_0^-) = f(x_0^+) = f(x_0) \ (\in \mathbb{R})

Esempio. f(x)=∣x∣f(x) = |x| in x0=0x_0 = 0: f(0−)=f(0+)=0=f(0)f(0^-) = f(0^+) = 0 = f(0), quindi ff è continua in 00.

Definizione (discontinuità di prima specie). Esistono finiti f(x0−)f(x_0^-) e f(x0+)f(x_0^+), ma f(x0−)≠f(x0+)f(x_0^-) \ne f(x_0^+). Il numero ∣f(x0+)−f(x0−)∣|f(x_0^+) - f(x_0^-)| si chiama salto di ff in x0x_0.

Esempio. La funzione segno f(x)={1x>00x=0−1x<0f(x) = \begin{cases} 1 & x > 0 \\ 0 & x = 0 \\ -1 & x < 0 \end{cases} ha f(0−)=−1f(0^-) = -1 e f(0+)=1f(0^+) = 1: discontinuità di prima specie in 00, con salto ∣1−(−1)∣=2|1 - (-1)| = 2. Il grafico "salta" da una semiretta all'altra.

Grafico interattivo: La funzione segno: vale −1 a sinistra di 0 e 1 a destra (salto 2), mentre f(0) = 0

Definizione (discontinuità di seconda specie). Almeno uno tra f(x0−)f(x_0^-) e f(x0+)f(x_0^+) è infinito oppure non esiste.

Esempio. f(x)={1∣x∣x≠00x=0f(x) = \begin{cases} \frac{1}{|x|} & x \ne 0 \\ 0 & x = 0 \end{cases} f(0+)=lim⁡x→0+1x=+∞f(0^+) = \lim_{x \to 0^+} \frac1x = +\infty, e siccome ff è pari anche f(0−)=+∞f(0^-) = +\infty: discontinuità di seconda specie in 00 (e x=0x = 0 è asintoto verticale completo).

Definizione (discontinuità eliminabile). Esistono finiti f(x0−)f(x_0^-) e f(x0+)f(x_0^+) e sono uguali, ma f(x0)≠f(x0−)=f(x0+)f(x_0) \ne f(x_0^-) = f(x_0^+).

Esempio. f(x)={xsin⁡1xx≠01x=0f(x) = \begin{cases} x\sin\frac1x & x \ne 0 \\ 1 & x = 0 \end{cases} Si sa che lim⁡x→0xsin⁡1x=0\lim_{x \to 0} x\sin\frac1x = 0 (infinitesima per limitata), quindi f(0−)=f(0+)=0f(0^-) = f(0^+) = 0, ma f(0)=1≠0f(0) = 1 \ne 0.

Definizione. Sia x0∉Xx_0 \notin X di accumulazione per XX sia da destra sia da sinistra. Se f(x0−)=f(x0+)=ℓ∈Rf(x_0^-) = f(x_0^+) = \ell \in \mathbb{R}, si dice che ff è prolungabile per continuità in x0x_0, con valore ℓ\ell. La funzione f~(x)={f(x)x∈Xℓx=x0\tilde f(x) = \begin{cases} f(x) & x \in X \\ \ell & x = x_0 \end{cases} definita in X∪{x0}X \cup \{x_0\} e continua in x0x_0, si chiama prolungamento per continuità di ff in x0x_0.

Esempio 1. f(x)=xsin⁡1xf(x) = x\sin\frac1x, dominio R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\}. f(0−)=f(0+)=0∈Rf(0^-) = f(0^+) = 0 \in \mathbb{R}: ff è prolungabile per continuità in 00 con valore 00, e il prolungamento f~(x)={xsin⁡1xx≠00x=0\tilde f(x) = \begin{cases} x\sin\frac1x & x \ne 0 \\ 0 & x = 0 \end{cases} è una funzione continua su tutto R\mathbb{R}.

Limiti notevoli di funzioni

Formula (limiti notevoli: esponenziali, logaritmi, potenze). Per ogni a>0a > 0, a≠1a \ne 1:

Limite Con base ee
1 lim⁡x→±∞(1+1x)x=e\displaystyle\lim_{x \to \pm\infty}\left(1 + \frac1x\right)^x = e
2 lim⁡x→0log⁡a(1+x)x=log⁡ae\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\log_a(1 + x)}{x} = \log_a e lim⁡x→0log⁡(1+x)x=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\log(1 + x)}{x} = 1
3 lim⁡x→0ax−1x=log⁡a\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{a^x - 1}{x} = \log a lim⁡x→0ex−1x=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{e^x - 1}{x} = 1
4 lim⁡x→0(1+x)α−1x=α(α∈R, α≠0)\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{(1 + x)^\alpha - 1}{x} = \alpha \quad (\alpha \in \mathbb{R},\ \alpha \ne 0)

Esempio. lim⁡x→0e3x−1x=3lim⁡x→0e3x−13x=3\lim_{x \to 0} \frac{e^{3x} - 1}{x} = 3 \lim_{x \to 0} \frac{e^{3x} - 1}{3x} = 3.

Formula (limiti notevoli trigonometrici).

Limite
1 lim⁡x→0sin⁡xx=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\sin x}{x} = 1
2 lim⁡x→0tan⁡xx=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\tan x}{x} = 1
3 lim⁡x→01−cos⁡xx2=12\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{1 - \cos x}{x^2} = \frac12
4 lim⁡x→0arcsin⁡xx=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\arcsin x}{x} = 1
5 lim⁡x→0arctan⁡xx=1\displaystyle\lim_{x \to 0} \frac{\arctan x}{x} = 1
6 lim⁡x→+∞x(π2−arctan⁡x)=1\displaystyle\lim_{x \to +\infty} x\left(\frac{\pi}{2} - \arctan x\right) = 1

Esempio. lim⁡x→0sin⁡5xx=5lim⁡x→0sin⁡5x5x=5\lim_{x \to 0} \frac{\sin 5x}{x} = 5 \lim_{x \to 0} \frac{\sin 5x}{5x} = 5 e lim⁡x→01−cos⁡2xx2=4⋅12=2\lim_{x \to 0} \frac{1 - \cos 2x}{x^2} = 4 \cdot \frac{1}{2} = 2.

Proprietà (limiti notevoli come asintoticità). Per x→0x \to 0:

Asintoticità Forma con o-piccolo
1 log⁡(1+x)∼x\log(1 + x) \sim x \quad (log⁡a(1+x)∼xlog⁡ae\log_a(1 + x) \sim x\log_a e) log⁡(1+x)=x+o(x)\log(1 + x) = x + o(x)
2 ex−1∼xe^x - 1 \sim x \quad (ax−1∼xlog⁡aa^x - 1 \sim x\log a) ex=1+x+o(x)e^x = 1 + x + o(x)
3 (1+x)α−1∼αx(1 + x)^\alpha - 1 \sim \alpha x (1+x)α=1+αx+o(x)(1 + x)^\alpha = 1 + \alpha x + o(x)
4 sin⁡x\sin x, tan⁡x\tan x, arcsin⁡x\arcsin x, arctan⁡x\arctan x ∼x\sim x sin⁡x=x+o(x)\sin x = x + o(x), ecc.
5 1−cos⁡x∼12x21 - \cos x \sim \frac12 x^2 cos⁡x=1−12x2+o(x2)\cos x = 1 - \frac12 x^2 + o(x^2)

e per x→+∞x \to +\infty: π2−arctan⁡x∼1x\frac{\pi}{2} - \arctan x \sim \frac1x, cioè π2−arctan⁡x=1x+o(1x)\frac{\pi}{2} - \arctan x = \frac1x + o\left(\frac1x\right).

Esempio. Per x→0x \to 0: sin⁡3x∼3x\sin 3x \sim 3x e 1−cos⁡x∼12x21 - \cos x \sim \frac{1}{2}x^2, quindi sin⁡3x1−cos⁡x∼3xx2/2=6x\frac{\sin 3x}{1 - \cos x} \sim \frac{3x}{x^2/2} = \frac{6}{x}.

Gerarchia degli infinitesimi e ordine di infinitesimo

Principio (gerarchia degli infinitesimi per x → +∞). Gerarchia delle funzioni infinitesime per x→+∞x \to +\infty (in ordine di infinitesimo decrescente: ognuna è o-piccolo di tutte quelle alla sua destra): 1xx=x−x,a2−x,a1−x,1xα2,1xα1,1log⁡px\frac{1}{x^x} = x^{-x}, \quad a_2^{-x}, \quad a_1^{-x}, \quad \frac{1}{x^{\alpha_2}}, \quad \frac{1}{x^{\alpha_1}}, \quad \frac{1}{\log^p x} con 1<a1<a21 < a_1 < a_2, 0<α1<α20 < \alpha_1 < \alpha_2, p>0p > 0.

Esempio numerico con x=10x = 10: 10−1010^{-10}, 2−10≈0,0012^{-10} \approx 0{,}001, 1102=0,01\frac{1}{10^2} = 0{,}01, 110=0,1\frac{1}{10} = 0{,}1, 1log⁡10≈0,43\frac{1}{\log 10} \approx 0{,}43.

Principio (gerarchia degli infinitesimi per x → 0⁺). Gerarchia delle funzioni infinitesime per x→0+x \to 0^+ (in ordine di infinitesimo decrescente): x1/x,a2−1/x,a1−1/x,xα2,xα1x^{1/x}, \quad a_2^{-1/x}, \quad a_1^{-1/x}, \quad x^{\alpha_2}, \quad x^{\alpha_1} con 1<a1<a21 < a_1 < a_2, 0<α1<α20 < \alpha_1 < \alpha_2.

Esempio. Per x→0+x \to 0^+: x2=o(x)x^2 = o(x) e e−1/x=o(x2)e^{-1/x} = o(x^2), perché e−1/xx2→0\frac{e^{-1/x}}{x^2} \to 0.

Formula (potenze per logaritmi in 0⁺). lim⁡x→0+xα∣log⁡x∣p=0∀α>0, ∀p>0\lim_{x \to 0^+} x^\alpha|\log x|^p = 0 \qquad \forall \alpha > 0,\ \forall p > 0

Esempio. lim⁡x→0+xlog⁡x=0\lim_{x \to 0^+} x \log x = 0 e lim⁡x→0+x log⁡2x=0\lim_{x \to 0^+} \sqrt{x}\,\log^2 x = 0.

Definizione (ordine di infinito e di infinitesimo per successioni).

  • Se an→±∞a_n \to \pm\infty, l'ordine di infinito di (an)(a_n) è, se esiste, il numero α>0\alpha > 0 tale che lim⁡nannα=ℓ∈R\displaystyle\lim_n \frac{a_n}{n^\alpha} = \ell \in \mathbb{R}, ℓ≠0\ell \ne 0, cioè an∼ℓ nαa_n \sim \ell\,n^\alpha.
  • Se an→0a_n \to 0, l'ordine di infinitesimo di (an)(a_n) è, se esiste, il numero α>0\alpha > 0 tale che lim⁡nan1/nα=ℓ∈R\displaystyle\lim_n \frac{a_n}{1/n^\alpha} = \ell \in \mathbb{R}, ℓ≠0\ell \ne 0, cioè an∼ℓnαa_n \sim \frac{\ell}{n^\alpha}.

Esempio. 3n2+n∼3n23n^2 + n \sim 3n^2 è un infinito di ordine 22; 1n3+1n4∼1n3\frac{1}{n^3} + \frac{1}{n^4} \sim \frac{1}{n^3} è un infinitesimo di ordine 33.

Definizione (ordine di infinito e di infinitesimo per funzioni). Con ℓ≠0\ell \ne 0:

  • ff è infinita di ordine α>0\alpha > 0 per x→x0∈Rx \to x_0 \in \mathbb{R} se f(x)∼ℓ∣x−x0∣αf(x) \sim \frac{\ell}{|x - x_0|^\alpha};
  • ff è infinitesima di ordine α>0\alpha > 0 per x→x0∈Rx \to x_0 \in \mathbb{R} se f(x)∼ℓ ∣x−x0∣αf(x) \sim \ell\,|x - x_0|^\alpha;
  • ff è infinita di ordine α>0\alpha > 0 per x→+∞x \to +\infty se f(x)∼ℓ xαf(x) \sim \ell\,x^\alpha;
  • ff è infinitesima di ordine α>0\alpha > 0 per x→+∞x \to +\infty se f(x)∼ℓxαf(x) \sim \frac{\ell}{x^\alpha}.

Esempio. sin⁡2x∼2x\sin 2x \sim 2x per x→0x \to 0 è infinitesima di ordine 11; 1x2\frac{1}{x^2} è infinita di ordine 22 per x→0x \to 0.

Funzioni continue su un intervallo

Teorema. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b]. Se f(a)⋅f(b)<0f(a) \cdot f(b) < 0 (f(a)f(a) e f(b)f(b) hanno segno opposto), allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f(c)=0f(c) = 0.

Esempio. f(x)=x3+x−1f(x) = x^3 + x - 1 su [0,1][0, 1]: f(0)=−1<0f(0) = -1 < 0 e f(1)=1>0f(1) = 1 > 0, quindi ff ha almeno uno zero in  ]0,1[\,]0, 1[.

Grafico interattivo: Teorema degli zeri per f(x) = x³ − x − 1 su [0, 2]: f(0) = −1 < 0 e f(2) = 5 > 0, quindi il grafico attraversa l'asse x (qui in c ≈ 1,325)

Teorema. Sia II un intervallo qualsiasi (anche illimitato, anche R\mathbb{R}) e f:I→Rf: I \to \mathbb{R} continua su II. Allora:

  1. ff assume tutti i valori compresi tra inf⁡If\inf_I f e sup⁡If\sup_I f: per ogni y∈ ]inf⁡If,sup⁡If[y \in \,]\inf_I f, \sup_I f[ esiste c∈Ic \in I con f(c)=yf(c) = y;
  2. f(I)f(I) è un intervallo, di estremi inf⁡If\inf_I f e sup⁡If\sup_I f (aperto, chiuso o semiaperto a seconda dei casi);
  3. in breve: una funzione continua manda intervalli in intervalli.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 su [0,2][0, 2] è continua con inf⁡=0\inf = 0 e sup⁡=4\sup = 4: assume ogni valore tra 00 e 44, e f([0,2])=[0,4]f([0, 2]) = [0, 4].

Corollario. Sia f:I→Rf: I \to \mathbb{R} monotona su un intervallo II. Allora:

  1. in ogni x0x_0 interno a II, ff è continua oppure ha una discontinuità di prima specie (un salto ∣f(x0+)−f(x0−)∣|f(x_0^+) - f(x_0^-)|);
  2. ff è continua su II   ⟺  \iff f(I)f(I) è un intervallo.

Esempio. La parte intera [x][x] è crescente e ha un salto di ampiezza 11 in ogni intero: non è continua, e infatti f(R)=Zf(\mathbb{R}) = \mathbb{Z} non è un intervallo.

Teorema. Sia f:I→Rf: I \to \mathbb{R} continua sull'intervallo II. Allora:

  1. ff è invertibile su f(I)f(I) (cioè iniettiva su II)   ⟺  \iff ff è strettamente monotona su II;
  2. se f:I→f(I)f: I \to f(I) è invertibile, l'inversa f−1:f(I)→If^{-1}: f(I) \to I è anch'essa continua.

Esempio. f(x)=exf(x) = e^x è continua e strettamente crescente su R\mathbb{R}, quindi ha inversa continua log⁡: ]0,+∞[→R\log : \,]0, +\infty[ \to \mathbb{R}.

Teorema. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua sull'intervallo chiuso e limitato [a,b][a, b]. Allora:

  1. ff ha minimo mm e massimo MM in [a,b][a, b]: esistono x1,x2∈[a,b]x_1, x_2 \in [a, b] con m=f(x1)≤f(x)≤f(x2)=M∀x∈[a,b]m = f(x_1) \le f(x) \le f(x_2) = M \qquad \forall x \in [a, b]
  2. f([a,b])=[m,M]f([a, b]) = [m, M];
  3. una funzione continua manda intervalli chiusi e limitati in intervalli chiusi e limitati.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 su [−1,2][-1, 2]: il minimo è 00 (in x=0x = 0), il massimo è 44 (in x=2x = 2) e f([−1,2])=[0,4]f([-1, 2]) = [0, 4].

VIII. Calcolo differenziale

Derivata - definizione e significato

Definizione (derivata). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} e x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ (punto interno).

  1. Il rapporto incrementale di ff in x0x_0 è ΔfΔx=f(x)−f(x0)x−x0,x≠x0\frac{\Delta f}{\Delta x} = \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0}, \qquad x \ne x_0
  2. Se esiste finito il limite f′(x0)=lim⁡x→x0f(x)−f(x0)x−x0f'(x_0) = \lim_{x \to x_0} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} si dice che ff è derivabile in x0x_0, e f′(x0)f'(x_0) è la derivata di ff in x0x_0.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 in x0=3x_0 = 3: (3+h)2−9h=6+h→6\frac{(3 + h)^2 - 9}{h} = 6 + h \to 6, quindi f′(3)=6f'(3) = 6.

Proprietà (retta tangente al grafico). Se ff è derivabile in x0x_0, la retta tangente al grafico di ff nel punto P0=(x0,f(x0))P_0 = (x_0, f(x_0)) ha equazione y=f(x0)+f′(x0)(x−x0)y = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) Quindi f′(x0)f'(x_0) è il coefficiente angolare (la pendenza) della retta tangente.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 in x0=3x_0 = 3: f(3)=9f(3) = 9 e f′(3)=6f'(3) = 6, quindi la tangente è y=9+6(x−3)=6x−9y = 9 + 6(x - 3) = 6x - 9.

Teorema. Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Sono equivalenti:

  1. ff è derivabile in x0x_0;
  2. esiste un numero f′(x0)f'(x_0) tale che, per x→x0x \to x_0, f(x)=f(x0)+f′(x0)(x−x0)+o(x−x0)f(x) = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) + o(x - x_0) 2'. (stessa cosa con h=x−x0h = x - x_0) per h→0h \to 0, f(x0+h)=f(x0)+f′(x0) h+o(h)f(x_0 + h) = f(x_0) + f'(x_0)\,h + o(h)

Esempio: la tangente a sin⁡x\sin x in 00. Si vedrà che Dsin⁡x=cos⁡xD\sin x = \cos x, quindi la tangente in x0=0x_0 = 0 è y=sin⁡0+cos⁡0⋅x=xy = \sin 0 + \cos 0 \cdot x = x. La caratterizzazione dice sin⁡x=x+o(x)\sin x = x + o(x) per x→0x \to 0: è esattamente il limite notevole sin⁡xx→1\frac{\sin x}{x} \to 1. I limiti notevoli sono, in realtà, derivate.

Grafico interattivo: y = sin x vicino a 0: la retta tangente è y = x

Teorema. Se ff è derivabile in x0x_0, allora ff è continua in x0x_0.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 è derivabile in 00, quindi continua in 00. Il viceversa è falso: ∣x∣|x| è continua in 00 ma non derivabile.

Definizione (derivata destra e sinistra). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[.

  • Derivata sinistra: f′(x0−)=lim⁡x→x0−f(x)−f(x0)x−x0=lim⁡h→0−f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0^-) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^-} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} = \lim_{h \to 0^-} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h};
  • derivata destra: f′(x0+)=lim⁡x→x0+f(x)−f(x0)x−x0=lim⁡h→0+f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0^+) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^+} \frac{f(x) - f(x_0)}{x - x_0} = \lim_{h \to 0^+} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h}.

Esempio 1: ∣x∣|x| in 00.

  • f′(0+)=lim⁡x→0+∣x∣−0x−0=lim⁡x→0+xx=1f'(0^+) = \lim_{x \to 0^+} \frac{|x| - 0}{x - 0} = \lim_{x \to 0^+} \frac{x}{x} = 1 (per x>0x > 0, ∣x∣=x|x| = x);
  • f′(0−)=lim⁡x→0−∣x∣x=lim⁡x→0−−xx=−1f'(0^-) = \lim_{x \to 0^-} \frac{|x|}{x} = \lim_{x \to 0^-} \frac{-x}{x} = -1 (per x<0x < 0, ∣x∣=−x|x| = -x).

Definizione (punti di non derivabilità). Sia x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ un punto in cui ff è continua ma non derivabile. Si dice che x0x_0 è:

  1. un punto angoloso se f′(x0−)f'(x_0^-) e f′(x0+)f'(x_0^+) esistono finiti ma sono diversi;
  2. un punto di flesso a tangente verticale se f′(x0−)=f′(x0+)=+∞f'(x_0^-) = f'(x_0^+) = +\infty oppure =−∞= -\infty;
  3. una cuspide se f′(x0−)=−∞f'(x_0^-) = -\infty e f′(x0+)=+∞f'(x_0^+) = +\infty, o viceversa.

Esempio. ∣x∣|x| in 00 è un punto angoloso (f′(0−)=−1f'(0^-) = -1, f′(0+)=1f'(0^+) = 1); x3\sqrt[3]{x} in 00 è un flesso a tangente verticale; ∣x∣\sqrt{|x|} in 00 è una cuspide.

Grafico interattivo: y = ∛x: in 0 la tangente è verticale (flesso a tangente verticale)

Regole di derivazione

Teorema 1. Siano f,g:(a,b)→Rf, g: (a, b) \to \mathbb{R} derivabili in x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Allora:

  1. Linearità: D(c f)(x0)=c f′(x0)D(c\,f)(x_0) = c\,f'(x_0) per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}, e D(f±g)(x0)=f′(x0)±g′(x0)D(f \pm g)(x_0) = f'(x_0) \pm g'(x_0);
  2. Derivata del prodotto (formula di Leibniz): D(f⋅g)(x0)=f′(x0) g(x0)+f(x0) g′(x0)D(f \cdot g)(x_0) = f'(x_0)\,g(x_0) + f(x_0)\,g'(x_0)
  3. Reciproco e quoziente, se g(x0)≠0g(x_0) \ne 0: D(1g)(x0)=−g′(x0)[g(x0)]2,D(fg)(x0)=f′(x0) g(x0)−f(x0) g′(x0)[g(x0)]2D\left(\frac1g\right)(x_0) = -\frac{g'(x_0)}{[g(x_0)]^2}, \qquad D\left(\frac{f}{g}\right)(x_0) = \frac{f'(x_0)\,g(x_0) - f(x_0)\,g'(x_0)}{[g(x_0)]^2}

Esempio. D(x2sin⁡x)=2xsin⁡x+x2cos⁡xD\left(x^2\sin x\right) = 2x\sin x + x^2\cos x e D(xx2+1)=(x2+1)−2x2(x2+1)2=1−x2(x2+1)2D\left(\frac{x}{x^2 + 1}\right) = \frac{(x^2 + 1) - 2x^2}{(x^2 + 1)^2} = \frac{1 - x^2}{(x^2 + 1)^2}.

Teorema 2. Sia gg derivabile in x0x_0 e ff derivabile in y0=g(x0)y_0 = g(x_0) (con gg e f∘gf \circ g definite in un intorno di x0x_0, ff in un intorno di y0y_0). Allora f∘gf \circ g è derivabile in x0x_0 e (f∘g)′(x0)=f′(g(x0))⋅g′(x0)(f \circ g)'(x_0) = f'(g(x_0)) \cdot g'(x_0)

Esempio. D(sin⁡(x2))=cos⁡(x2)⋅2xD\left(\sin(x^2)\right) = \cos(x^2) \cdot 2x (con f=sin⁡f = \sin e g(x)=x2g(x) = x^2).

Teorema. Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua e invertibile su f((a,b))f((a, b)). Se ff è derivabile in x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ e f′(x0)≠0f'(x_0) \ne 0, allora f−1f^{-1} è derivabile in y0=f(x0)y_0 = f(x_0) e (f−1)′(y0)=1f′(x0)=1[f′(x)]x=f−1(y0)(f^{-1})'(y_0) = \frac{1}{f'(x_0)} = \frac{1}{[f'(x)]_{x = f^{-1}(y_0)}}

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 ha inversa f−1(y)=y3f^{-1}(y) = \sqrt[3]{y}: in y0=8y_0 = 8 (cioè x0=2x_0 = 2) si ha (f−1)′(8)=1f′(2)=112(f^{-1})'(8) = \frac{1}{f'(2)} = \frac{1}{12}.

Formula (derivate delle inverse trigonometriche e iperboliche). D(arcsin⁡x)=11−x2,D(arccos⁡x)=−11−x2(−1<x<1)D(\arcsin x) = \frac{1}{\sqrt{1 - x^2}}, \qquad D(\arccos x) = -\frac{1}{\sqrt{1 - x^2}} \qquad (-1 < x < 1)

D(arctan⁡x)=11+x2(x∈R)D(\arctan x) = \frac{1}{1 + x^2} \qquad (x \in \mathbb{R})

D(settsinh x)=1x2+1  (x∈R),D(settcosh x)=1x2−1  (x>1),D(setttanh x)=11−x2  (−1<x<1)D(\mathrm{settsinh}\,x) = \frac{1}{\sqrt{x^2 + 1}} \ \ (x \in \mathbb{R}), \qquad D(\mathrm{settcosh}\,x) = \frac{1}{\sqrt{x^2 - 1}} \ \ (x > 1), \qquad D(\mathrm{setttanh}\,x) = \frac{1}{1 - x^2} \ \ (-1 < x < 1)

Esempio. D(arctan⁡2x)=21+4x2D(\arctan 2x) = \frac{2}{1 + 4x^2} (regola della catena con arctan⁡y\arctan y e y=2xy = 2x).

Formula (derivate delle funzioni elementari).

f(x)f(x) f′(x)f'(x) dove
cc 00 R\mathbb{R}
xαx^\alpha αxα−1\alpha x^{\alpha - 1} x>0x > 0 (anche x≠0x \ne 0 per α\alpha intero)
exe^x exe^x R\mathbb{R}
axa^x axlog⁡aa^x\log a R\mathbb{R}
log⁡x\log x 1x\frac1x x>0x > 0
log⁡∣x∣\log\lvert x\rvert 1x\frac1x x≠0x \ne 0
log⁡ax\log_a x 1xlog⁡ae\frac{1}{x}\log_a e x>0x > 0
sin⁡x\sin x cos⁡x\cos x R\mathbb{R}
cos⁡x\cos x −sin⁡x-\sin x R\mathbb{R}
tan⁡x\tan x 1cos⁡2x=1+tan⁡2x\frac{1}{\cos^2 x} = 1 + \tan^2 x x≠π2+kπx \ne \frac{\pi}{2} + k\pi
sinh⁡x\sinh x cosh⁡x\cosh x R\mathbb{R}
cosh⁡x\cosh x sinh⁡x\sinh x R\mathbb{R}
tanh⁡x\tanh x 1cosh⁡2x\frac{1}{\cosh^2 x} R\mathbb{R}
arcsin⁡x\arcsin x 11−x2\frac{1}{\sqrt{1 - x^2}} −1<x<1-1 < x < 1
arccos⁡x\arccos x −11−x2-\frac{1}{\sqrt{1 - x^2}} −1<x<1-1 < x < 1
arctan⁡x\arctan x 11+x2\frac{1}{1 + x^2} R\mathbb{R}
settsinh x\mathrm{settsinh}\,x 1x2+1\frac{1}{\sqrt{x^2 + 1}} R\mathbb{R}
settcosh x\mathrm{settcosh}\,x 1x2−1\frac{1}{\sqrt{x^2 - 1}} x>1x > 1
setttanh x\mathrm{setttanh}\,x 11−x2\frac{1}{1 - x^2} −1<x<1-1 < x < 1

Esempio. D(3ex+log⁡x)=3ex+1xD\left(3e^x + \log x\right) = 3e^x + \frac{1}{x} per x>0x > 0, e D(x)=12xD\left(\sqrt{x}\right) = \frac{1}{2\sqrt{x}} (è xαx^\alpha con α=12\alpha = \frac{1}{2}).

Teorema di de l'Hôpital

Teorema (de l'Hôpital). Sia x0∈R‾x_0 \in \overline{\mathbb{R}} (un numero reale oppure ±∞\pm\infty). Siano ff e gg definite e derivabili in un intorno UU di x0x_0, tranne al più in x0x_0, con g(x)≠0g(x) \ne 0 e g′(x)≠0g'(x) \ne 0 per x∈U∖{x0}x \in U \setminus \{x_0\}. Se vale una delle due condizioni

  1. lim⁡x→x0f(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} f(x) = 0 e lim⁡x→x0g(x)=0\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = 0 (forma 00\frac00);
  2. lim⁡x→x0g(x)=+∞\displaystyle\lim_{x \to x_0} g(x) = +\infty oppure −∞-\infty (non importa che cosa fa ff),

allora lim⁡x→x0f(x)g(x)=lim⁡x→x0f′(x)g′(x)se il secondo limite esiste (finito o infinito).\lim_{x \to x_0}\frac{f(x)}{g(x)} = \lim_{x \to x_0}\frac{f'(x)}{g'(x)} \qquad \text{se il secondo limite esiste (finito o infinito).}

Esempio. lim⁡x→0ex−1x=Hlim⁡x→0ex1=1\lim_{x \to 0} \frac{e^x - 1}{x} \overset{H}{=} \lim_{x \to 0} \frac{e^x}{1} = 1 e lim⁡x→+∞log⁡xx=Hlim⁡x→+∞1/x1=0\lim_{x \to +\infty} \frac{\log x}{x} \overset{H}{=} \lim_{x \to +\infty} \frac{1/x}{1} = 0.

Teorema del limite della derivata

Corollario (sulla derivabilità). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua in (a,b)(a, b) e derivabile in ]a,b[∖{x0}]a, b[ \setminus \{x_0\}, con x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[. Allora:

  1. se esiste lim⁡x→x0−f′(x)\displaystyle\lim_{x \to x_0^-} f'(x), si ha f′(x0−)=lim⁡x→x0−f′(x)f'(x_0^-) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^-} f'(x); se esiste lim⁡x→x0+f′(x)\displaystyle\lim_{x \to x_0^+} f'(x), si ha f′(x0+)=lim⁡x→x0+f′(x)f'(x_0^+) = \displaystyle\lim_{x \to x_0^+} f'(x);
  2. di conseguenza, quando i due limiti esistono, f eˋ derivabile in x0  ⟺  lim⁡x→x0−f′(x)=lim⁡x→x0+f′(x)∈Rf \text{ è derivabile in } x_0 \iff \lim_{x \to x_0^-} f'(x) = \lim_{x \to x_0^+} f'(x) \in \mathbb{R} e in tal caso f′(x0)=lim⁡x→x0f′(x)f'(x_0) = \displaystyle\lim_{x \to x_0} f'(x).

Esempio. f(x)=∣x∣f(x) = |x| è continua e per x≠0x \ne 0 ha f′(x)=±1f'(x) = \pm 1: i limiti di f′f' in 00 sono −1-1 e 11, diversi, quindi ff non è derivabile in 00.

Definizione (classi C⁰ e C¹).

  • C0(I)=C(I)={f:I→R:f continua in I}C^0(I) = C(I) = \{f: I \to \mathbb{R} : f \text{ continua in } I\};
  • C1(I)={f:I→R:f derivabile in I e f′ continua in I}C^1(I) = \{f: I \to \mathbb{R} : f \text{ derivabile in } I \text{ e } f' \text{ continua in } I\}.

Esempio. x2∈C1(R)x^2 \in C^1(\mathbb{R}). ∣x∣∈C0(R)|x| \in C^0(\mathbb{R}) ma non è derivabile in 00, quindi ∣x∣∉C1(R)|x| \notin C^1(\mathbb{R}).

Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat

Definizione (minimo e massimo relativo). Sia f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e x0∈Xx_0 \in X.

  1. x0x_0 è un punto di minimo relativo (o locale) se esiste δ>0\delta > 0 tale che f(x0)≤f(x)∀x∈X∩ ]x0−δ,x0+δ[f(x_0) \le f(x) \qquad \forall x \in X \cap \,]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ È un minimo relativo stretto se f(x0)<f(x)f(x_0) < f(x) per ogni x≠x0x \ne x_0 di quell'insieme.
  2. x0x_0 è un punto di massimo relativo se esiste δ>0\delta > 0 tale che f(x0)≥f(x)f(x_0) \ge f(x) per ogni x∈X∩ ]x0−δ,x0+δ[x \in X \cap \,]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ (stretto se vale >> per x≠x0x \ne x_0).

Esempio. f(x)=x3−3xf(x) = x^3 - 3x: x0=−1x_0 = -1 è un massimo relativo (f(−1)=2f(-1) = 2) e x0=1x_0 = 1 è un minimo relativo (f(1)=−2f(1) = -2).

Teorema di Fermat. Sia f:X→Rf: X \to \mathbb{R} e sia x0x_0 un punto di minimo o di massimo relativo per ff. Se x0x_0 è interno a XX e ff è derivabile in x0x_0, allora f′(x0)=0f'(x_0) = 0

Esempio. f(x)=x2−4xf(x) = x^2 - 4x ha il minimo in x0=2x_0 = 2 e infatti f′(2)=2⋅2−4=0f'(2) = 2 \cdot 2 - 4 = 0.

Definizione (punto critico). Se x0x_0 è interno al dominio di ff ed esiste f′(x0)=0f'(x_0) = 0, si dice che x0x_0 è un punto critico (o stazionario) di ff.

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 ha f′(0)=0f'(0) = 0: 00 è un punto critico, ma non è né un minimo né un massimo relativo.

Teoremi di Rolle e di Lagrange

Teorema di Rolle. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[, con f(a)=f(b)f(a) = f(b). Allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f′(c)=0f'(c) = 0

Esempio. f(x)=x2−2xf(x) = x^2 - 2x su [0,2][0, 2]: f(0)=f(2)=0f(0) = f(2) = 0 e f′(c)=2c−2=0f'(c) = 2c - 2 = 0 per c=1∈ ]0,2[c = 1 \in \,]0, 2[.

Teorema di Lagrange. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora esiste c∈ ]a,b[c \in \,]a, b[ tale che f′(c)=f(b)−f(a)b−af'(c) = \frac{f(b) - f(a)}{b - a}

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 su [0,2][0, 2]: la pendenza media è 8−02=4\frac{8 - 0}{2} = 4 e f′(c)=3c2=4f'(c) = 3c^2 = 4 per c=23≈1,15∈ ]0,2[c = \frac{2}{\sqrt{3}} \approx 1{,}15 \in \,]0, 2[.

Teorema (funzioni con derivata nulla). Caratterizzazione delle funzioni costanti su un intervallo. Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora f eˋ costante in [a,b]  ⟺  f′(x)=0∀x∈ ]a,b[f \text{ è costante in } [a, b] \iff f'(x) = 0 \quad \forall x \in \,]a, b[

Esempio. f(x)=arctan⁡x+arctan⁡1xf(x) = \arctan x + \arctan\frac{1}{x} ha f′(x)=0f'(x) = 0 su  ]0,+∞[\,]0, +\infty[, quindi vi è costante: f(x)=f(1)=π4+π4=π2f(x) = f(1) = \frac{\pi}{4} + \frac{\pi}{4} = \frac{\pi}{2}.

Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi

Teorema (test di monotonia per funzioni derivabili). Sia f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[. Allora:

  1. ff è crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  2. ff è decrescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≤0f'(x) \le 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[;
  3. ff è strettamente crescente in [a,b][a, b]   ⟺  \iff f′(x)≥0f'(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[ e non esistono intervalli in cui f′=0f' = 0 (analogamente per strettamente decrescente).

Esempio. f(x)=x2−4xf(x) = x^2 - 4x ha f′(x)=2x−4≥0f'(x) = 2x - 4 \ge 0 per x≥2x \ge 2: ff è crescente per x≥2x \ge 2 e decrescente per x≤2x \le 2.

Corollario. Sia f: ]x0−δ,x0+δ[ →Rf: \,]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ \,\to \mathbb{R} continua, e derivabile tranne al più in x0x_0.

  • Se f′>0f' > 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′<0f' < 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff sale e poi scende), x0x_0 è un punto di massimo relativo stretto.
  • Se f′<0f' < 0 in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e f′>0f' > 0 in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[ (ff scende e poi sale), x0x_0 è un punto di minimo relativo stretto.

Per gli estremi di un intervallo: se f:[a,b]→Rf: [a, b] \to \mathbb{R} è continua in [a,b][a, b] e derivabile in ]a,b[]a, b[,

  • f′>0f' > 0 in ]a,a+δ[]a, a + \delta[ (ff parte salendo) ⇒\Rightarrow aa è di minimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow aa è di massimo relativo stretto;
  • f′>0f' > 0 in ]b−δ,b[]b - \delta, b[ (ff arriva salendo) ⇒\Rightarrow bb è di massimo relativo stretto; f′<0f' < 0 lì ⇒\Rightarrow bb è di minimo relativo stretto.

Esempio. f(x)=x3−3xf(x) = x^3 - 3x ha f′(x)=3(x2−1)f'(x) = 3(x^2 - 1): è >0> 0 per x<−1x < -1 e <0< 0 in ]−1,1[]-1, 1[, quindi x0=−1x_0 = -1 è un massimo relativo stretto.

Derivate successive e funzioni di classe Cn

Definizione (derivata seconda e derivata n-esima). Sia ff derivabile in un intorno ]x0−δ,x0+δ[]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ di x0x_0. Se f′f' è derivabile in x0x_0, la sua derivata si chiama derivata seconda di ff in x0x_0: f′′(x0)=f(2)(x0)=(f′)′(x0)=lim⁡x→x0f′(x)−f′(x0)x−x0f''(x_0) = f^{(2)}(x_0) = (f')'(x_0) = \lim_{x \to x_0}\frac{f'(x) - f'(x_0)}{x - x_0} Più in generale, se ff è derivabile n−1n - 1 volte in un intorno di x0x_0 e f(n−1)f^{(n-1)} è derivabile in x0x_0, la derivata nn-esima di ff in x0x_0 è f(n)(x0)=(f(n−1))′(x0)=lim⁡x→x0f(n−1)(x)−f(n−1)(x0)x−x0f^{(n)}(x_0) = \left(f^{(n-1)}\right)'(x_0) = \lim_{x \to x_0}\frac{f^{(n-1)}(x) - f^{(n-1)}(x_0)}{x - x_0}

Esempio. f(x)=e3x+cos⁡2xf(x) = e^{3x} + \cos 2x: f′(x)=3e3x−2sin⁡2xf'(x) = 3e^{3x} - 2\sin 2x e f′′(x)=9e3x−4cos⁡2xf''(x) = 9e^{3x} - 4\cos 2x.

Definizione (classe Cⁿ). Cn(I)={f:I→R:f eˋ derivabile n volte in I e f(n) eˋ continua in I}C^n(I) = \{f: I \to \mathbb{R} : f \text{ è derivabile } n \text{ volte in } I \text{ e } f^{(n)} \text{ è continua in } I\}

Esempio. f(x)=∣x∣3f(x) = |x|^3 ha f′(x)=3x∣x∣f'(x) = 3x|x| e f′′(x)=6∣x∣f''(x) = 6|x|, entrambe continue, ma f′′f'' non è derivabile in 00: f∈C2(R)f \in C^2(\mathbb{R}) e f∉C3(R)f \notin C^3(\mathbb{R}).

Funzioni convesse, concave e punti di flesso

Definizione (funzione convessa e concava). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R}, dove (a,b)(a, b) è un intervallo qualsiasi (anche ]−∞,+∞[=R]-\infty, +\infty[ = \mathbb{R}). Se per ogni x1,x2∈(a,b)x_1, x_2 \in (a, b) con x1<x2x_1 < x_2 si ha

  1. f(x)≤f(x1)+f(x2)−f(x1)x2−x1(x−x1)\displaystyle f(x) \le f(x_1) + \frac{f(x_2) - f(x_1)}{x_2 - x_1}(x - x_1) per ogni x∈[x1,x2]x \in [x_1, x_2], ff è convessa; se vale << per ogni x∈ ]x1,x2[x \in \,]x_1, x_2[, è strettamente convessa;
  2. f(x)≥f(x1)+f(x2)−f(x1)x2−x1(x−x1)\displaystyle f(x) \ge f(x_1) + \frac{f(x_2) - f(x_1)}{x_2 - x_1}(x - x_1) per ogni x∈[x1,x2]x \in [x_1, x_2], ff è concava; se vale >> per ogni x∈ ]x1,x2[x \in \,]x_1, x_2[, è strettamente concava.

Esempio. x2x^2 è strettamente convessa su R\mathbb{R} (grafico a coppa); −x2-x^2 e log⁡x\log x sono strettamente concave (grafico a cupola).

Grafico interattivo: y = x² è convessa: tra x₁ = −1 e x₂ = 2 la corda (y = x + 2) sta sopra il grafico, mentre la tangente in x₀ = 1 (y = 2x − 1) sta sotto

Proprietà (convessità con il parametro t). ff è convessa se per ogni x1<x2x_1 < x_2 in (a,b)(a, b) f((1−t) x1+t x2)≤(1−t) f(x1)+t f(x2)∀t∈[0,1]f\big((1 - t)\,x_1 + t\,x_2\big) \le (1 - t)\,f(x_1) + t\,f(x_2) \qquad \forall t \in [0, 1] (strettamente se vale << per t∈ ]0,1[t \in \,]0, 1[). Concava con ≥\ge (strettamente con >>).

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2, x1=0x_1 = 0, x2=2x_2 = 2, t=12t = \frac{1}{2}: f(1)=1≤12f(0)+12f(2)=2f(1) = 1 \le \frac{1}{2} f(0) + \frac{1}{2} f(2) = 2.

Teorema 1 (regolarità). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} convessa o concava. Allora:

  1. ff è continua in ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[;
  2. in ogni x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ esistono finite f′(x0−)f'(x_0^-) e f′(x0+)f'(x_0^+). Quindi in ogni punto interno ff è derivabile (se f′(x0−)=f′(x0+)f'(x_0^-) = f'(x_0^+)) oppure ha un punto angoloso.

Esempio. ∣x∣|x| è convessa su R\mathbb{R}: è continua e in 00 ha un punto angoloso, con f′(0−)=−1f'(0^-) = -1 e f′(0+)=1f'(0^+) = 1 finiti.

Teorema 2 (caratterizzazione con le derivate). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} continua in (a,b)(a, b) e derivabile in ]a,b[]a, b[. Sono equivalenti:

  1. ff è convessa in (a,b)(a, b);
  2. per ogni x0,x∈ ]a,b[x_0, x \in \,]a, b[: f(x)≥f(x0)+f′(x0)(x−x0)f(x) \ge f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0), cioè il grafico sta sopra ogni sua retta tangente;
  3. f′f' è crescente in ]a,b[]a, b[.

Se inoltre ff è derivabile due volte in ]a,b[]a, b[, è equivalente anche: 4. f′′(x)≥0f''(x) \ge 0 per ogni x∈ ]a,b[x \in \,]a, b[.

Per ff concava: ≤\le al punto 2 (grafico sotto le tangenti), f′f' decrescente, f′′≤0f'' \le 0.

Esempio. f(x)=exf(x) = e^x ha f′′(x)=ex>0f''(x) = e^x > 0, quindi è convessa: il grafico sta sopra la tangente in 00, cioè ex≥1+xe^x \ge 1 + x.

Definizione (punto di flesso). Sia ff definita e continua in un intorno ]x0−δ,x0+δ[]x_0 - \delta, x_0 + \delta[ di x0x_0. Se ff è convessa in ]x0−δ,x0[]x_0 - \delta, x_0[ e concava in ]x0,x0+δ[]x_0, x_0 + \delta[, o viceversa, x0x_0 si dice punto di flesso.

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 ha f′′(x)=6xf''(x) = 6x: è concava per x<0x < 0 e convessa per x>0x > 0, quindi x0=0x_0 = 0 è un punto di flesso.

Grafico interattivo: y = x³ ha un flesso in 0: concava per x < 0 (grafico sotto la tangente y = 0), convessa per x > 0 (sopra); in 0 il grafico attraversa la tangente

Teorema 3 (condizione necessaria). Sia f:(a,b)→Rf: (a, b) \to \mathbb{R} derivabile in ]a,b[]a, b[. Se x0∈ ]a,b[x_0 \in \,]a, b[ è un punto di flesso ed esiste f′′(x0)f''(x_0), allora f′′(x0)=0f''(x_0) = 0

Esempio. f(x)=x3f(x) = x^3 ha un flesso in 00 e infatti f′′(0)=6⋅0=0f''(0) = 6 \cdot 0 = 0. Il viceversa è falso: x4x^4 ha f′′(0)=0f''(0) = 0 ma 00 non è un flesso.

IX. Formula di Taylor

Formula di Taylor con resto di Peano

Teorema (formula di Taylor di Mac-Laurin con resto di Peano). Se ff è derivabile nn volte in x0=0x_0 = 0, esiste uno e un solo polinomio Tn(x)T_n(x) di grado ≤n\le n tale che f(x)=Tn(x)+o(xn)per x→0,f(x) = T_n(x) + o(x^n) \qquad \text{per } x \to 0, ed è Tn(x)=f(0)+f′(0) x+12f′′(0) x2+13!f′′′(0) x3+⋯+1n!f(n)(0) xn=∑k=0nf(k)(0)k! xkT_n(x) = f(0) + f'(0)\,x + \frac{1}{2}f''(0)\,x^2 + \frac{1}{3!}f'''(0)\,x^3 + \dots + \frac{1}{n!}f^{(n)}(0)\,x^n = \sum_{k=0}^{n} \frac{f^{(k)}(0)}{k!}\,x^k (con la convenzione f(0)=ff^{(0)} = f).

Esempio. Per f(x)=exf(x) = e^x tutte le derivate in 00 valgono 11, quindi ex=1+x+x22+x36+o(x3)e^x = 1 + x + \frac{x^2}{2} + \frac{x^3}{6} + o(x^3) per x→0x \to 0.

Teorema (formula di Taylor in un punto x₀). Se ff è derivabile nn volte in x0∈Rx_0 \in \mathbb{R}, esiste uno e un solo polinomio Tn,x0(x)T_{n,x_0}(x) di grado ≤n\le n tale che f(x)=Tn,x0(x)+o((x−x0)n)f(x) = T_{n,x_0}(x) + o\big((x - x_0)^n\big) per x→x0x \to x_0, ed è Tn,x0(x)=f(x0)+f′(x0)(x−x0)+12f′′(x0)(x−x0)2+⋯+1n!f(n)(x0)(x−x0)nT_{n,x_0}(x) = f(x_0) + f'(x_0)(x - x_0) + \frac12 f''(x_0)(x - x_0)^2 + \dots + \frac{1}{n!}f^{(n)}(x_0)(x - x_0)^n

Esempio. f(x)=log⁡xf(x) = \log x in x0=1x_0 = 1, ordine 22: f(1)=0f(1) = 0, f′(1)=1f'(1) = 1, f′′(1)=−1f''(1) = -1, quindi log⁡x=(x−1)−12(x−1)2+o((x−1)2)\log x = (x - 1) - \frac{1}{2}(x - 1)^2 + o\big((x - 1)^2\big).

Sviluppi di Mac-Laurin notevoli

Formula (sviluppi di Mac-Laurin notevoli). Tutte le formule valgono per x→0x \to 0. Ognuna si ricava dalla formula Tn(x)=∑k=0nf(k)(0)k!xkT_n(x) = \sum_{k=0}^n \frac{f^{(k)}(0)}{k!}x^k calcolando le derivate in 00 (sotto c'è la ricavazione delle meno ovvie).

Funzione Sviluppo Termine generale
exe^x 1+x+x22+x36+x424+o(x4)1 + x + \frac{x^2}{2} + \frac{x^3}{6} + \frac{x^4}{24} + o(x^4) xkk!\frac{x^k}{k!}
sin⁡x\sin x x−x36+x5120+o(x6)x - \frac{x^3}{6} + \frac{x^5}{120} + o(x^6) (−1)kx2k+1(2k+1)!(-1)^k\frac{x^{2k+1}}{(2k+1)!}
cos⁡x\cos x 1−x22+x424+o(x5)1 - \frac{x^2}{2} + \frac{x^4}{24} + o(x^5) (−1)kx2k(2k)!(-1)^k\frac{x^{2k}}{(2k)!}
log⁡(1+x)\log(1+x) x−x22+x33−x44+o(x4)x - \frac{x^2}{2} + \frac{x^3}{3} - \frac{x^4}{4} + o(x^4) (−1)k+1xkk(-1)^{k+1}\frac{x^k}{k}
(1+x)α(1+x)^\alpha 1+αx+α(α−1)2x2+α(α−1)(α−2)6x3+o(x3)1 + \alpha x + \frac{\alpha(\alpha-1)}{2}x^2 + \frac{\alpha(\alpha-1)(\alpha-2)}{6}x^3 + o(x^3) (αk)xk\binom{\alpha}{k}x^k
11+x\frac{1}{1+x} 1−x+x2−x3+o(x3)1 - x + x^2 - x^3 + o(x^3) (−1)kxk(-1)^k x^k
1+x\sqrt{1+x} 1+x2−x28+x316+o(x3)1 + \frac{x}{2} - \frac{x^2}{8} + \frac{x^3}{16} + o(x^3) caso α=12\alpha = \frac12
arctan⁡x\arctan x x−x33+x55+o(x6)x - \frac{x^3}{3} + \frac{x^5}{5} + o(x^6) (−1)kx2k+12k+1(-1)^k\frac{x^{2k+1}}{2k+1}
sinh⁡x\sinh x x+x36+x5120+o(x6)x + \frac{x^3}{6} + \frac{x^5}{120} + o(x^6) x2k+1(2k+1)!\frac{x^{2k+1}}{(2k+1)!}
cosh⁡x\cosh x 1+x22+x424+o(x5)1 + \frac{x^2}{2} + \frac{x^4}{24} + o(x^5) x2k(2k)!\frac{x^{2k}}{(2k)!}
tan⁡x\tan x x+x33+215x5+o(x6)x + \frac{x^3}{3} + \frac{2}{15}x^5 + o(x^6) (non serve)

Esempio. lim⁡x→0ex−1−xx2=lim⁡x→0x22+o(x2)x2=12\lim_{x \to 0} \frac{e^x - 1 - x}{x^2} = \lim_{x \to 0} \frac{\frac{x^2}{2} + o(x^2)}{x^2} = \frac{1}{2}.

Grafico interattivo: sin x e i polinomi di Mac-Laurin T₁ = x, T₃ = x − x³/6, T₅ = x − x³/6 + x⁵/120: più il grado è alto, più la curva resta vicina a sin x lontano da 0

Formula di Taylor con resto di Lagrange

Teorema (formula di Taylor con resto di Lagrange). Sia f∈Cn+1([a,b])f \in C^{n+1}([a, b]) e sia x0∈[a,b]x_0 \in [a, b]. Allora per ogni x∈[a,b]x \in [a, b] esiste un punto cc compreso tra x0x_0 e xx (quindi c∈[a,b]c \in [a, b]) tale che f(x)=Tn,x0(x)+1(n+1)! f(n+1)(c) (x−x0)n+1f(x) = T_{n,x_0}(x) + \frac{1}{(n+1)!}\,f^{(n+1)}(c)\,(x - x_0)^{n+1}

Esempio. exe^x con x0=0x_0 = 0 e n=2n = 2: ex=1+x+x22+ec6x3e^x = 1 + x + \frac{x^2}{2} + \frac{e^c}{6}x^3 con cc tra 00 e xx. Per x=12x = \frac{1}{2} l'errore è al più e1/26⋅18<0,035\frac{e^{1/2}}{6} \cdot \frac{1}{8} < 0{,}035.

X. Serie numeriche

Serie numeriche

Definizione (somma parziale e serie). Data una successione (ak)k∈N(a_k)_{k \in \mathbb{N}} di addendi:

  1. Somma parziale (o ridotta) nn-esima: s0=a0,s1=a0+a1,s2=a0+a1+a2,…,sn=a0+a1+⋯+an=∑k=0naks_0 = a_0, \quad s_1 = a_0 + a_1, \quad s_2 = a_0 + a_1 + a_2, \quad \dots, \quad s_n = a_0 + a_1 + \dots + a_n = \sum_{k=0}^n a_k (è una sommatoriaIl simbolo ∑k=0nak\sum_{k=0}^n a_k indica la somma a0+a1+⋯+ana_0 + a_1 + \dots + a_n; kk è l'indice muto, che varia da 00 a nn.Sommatorie → finita).
  2. Serie: è la successione delle somme parziali (sn)n∈N=(∑k=0nak)n∈N(s_n)_{n \in \mathbb{N}} = \left(\sum_{k=0}^n a_k\right)_{n \in \mathbb{N}}. Per indicarla si usa la scrittura ∑k=0+∞ak\sum_{k=0}^{+\infty} a_k

Esempio. ak=ka_k = k: s0=0s_0 = 0, s1=1s_1 = 1, s2=3s_2 = 3, s3=6s_3 = 6, e in generale sn=n(n+1)2s_n = \frac{n(n+1)}{2}, quindi ∑k=+∞\sum k = +\infty.

Definizione (somma e carattere di una serie). Data la serie ∑k=0+∞ak\sum_{k=0}^{+\infty} a_k (cioè la successione (sn)(s_n)), si pone

S=lim⁡n→+∞sn=lim⁡n→+∞∑k=0nakS = \lim_{n \to +\infty} s_n = \lim_{n \to +\infty} \sum_{k=0}^n a_k

e si scrive anche S=∑k=0+∞akS = \sum_{k=0}^{+\infty} a_k. Ci sono tre possibilità (le stesse di ogni limite di successioneUna successione ha limite l se, da un certo indice in poi, i suoi termini stanno vicini a l quanto si vuole; definizioni con epsilon, limiti infiniti e unicità.Limiti di successioni →):

Limite di sns_n Si dice che la serie è Si scrive
esiste ed è S∈RS \in \mathbb{R} convergente (a SS), e SS è la somma ∑k=0+∞ak=S\sum_{k=0}^{+\infty} a_k = S
esiste ed è +∞+\infty (o −∞-\infty) divergente a +∞+\infty (o a −∞-\infty) ∑k=0+∞ak=+∞\sum_{k=0}^{+\infty} a_k = +\infty
non esiste irregolare

Esempio. ∑k=0+∞12k\sum_{k=0}^{+\infty} \frac{1}{2^k} ha sn=2−12n→2s_n = 2 - \frac{1}{2^n} \to 2: converge e la somma è 22. ∑k=0+∞k=+∞\sum_{k=0}^{+\infty} k = +\infty diverge. ∑k=0+∞(−1)k\sum_{k=0}^{+\infty} (-1)^k è irregolare.

Proprietà (i primi termini non cambiano il carattere). Per N∈NN \in \mathbb{N} fissato, ∑k=0+∞ak\sum_{k=0}^{+\infty} a_k ha lo stesso carattere di ∑k=N+∞ak=∑k=0+∞aN+k\sum_{k=N}^{+\infty} a_k = \sum_{k=0}^{+\infty} a_{N+k}.

Esempio. ∑k=0+∞12k=2\sum_{k=0}^{+\infty} \frac{1}{2^k} = 2 e ∑k=3+∞12k=14\sum_{k=3}^{+\infty} \frac{1}{2^k} = \frac{1}{4}: convergono entrambe (cambia solo la somma).

Proprietà (costante moltiplicativa). Per ogni c∈Rc \in \mathbb{R}, c≠0c \neq 0: ∑k=0+∞c ak=c∑k=0+∞ak\displaystyle\sum_{k=0}^{+\infty} c\,a_k = c\sum_{k=0}^{+\infty} a_k (stesso carattere; se converge, somma moltiplicata per cc).

Esempio. ∑k=0+∞32k=3∑k=0+∞12k=3⋅2=6\sum_{k=0}^{+\infty} \frac{3}{2^k} = 3 \sum_{k=0}^{+\infty} \frac{1}{2^k} = 3 \cdot 2 = 6.

Proprietà (somma di serie convergenti). Se ∑ak\sum a_k e ∑bk\sum b_k convergono, allora ∑k=0+∞(ak±bk)=∑k=0+∞ak±∑k=0+∞bk\displaystyle\sum_{k=0}^{+\infty} (a_k \pm b_k) = \sum_{k=0}^{+\infty} a_k \pm \sum_{k=0}^{+\infty} b_k.

Esempio. ∑k=0+∞(12k+13k)=2+32=72\sum_{k=0}^{+\infty} \left(\frac{1}{2^k} + \frac{1}{3^k}\right) = 2 + \frac{3}{2} = \frac{7}{2}.

Teorema (condizione necessaria di convergenza). Se la serie ∑k=0+∞ak=S∈R\sum_{k=0}^{+\infty} a_k = S \in \mathbb{R} (cioè converge), allora lim⁡k→+∞ak=0\displaystyle\lim_{k \to +\infty} a_k = 0.

Esempio. ∑k=0+∞kk+1\sum_{k=0}^{+\infty} \frac{k}{k+1}: poiché kk+1→1≠0\frac{k}{k+1} \to 1 \ne 0, la serie non converge.

Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica

Teorema (serie geometrica). La serie geometrica di ragione q∈Rq \in \mathbb{R} ∑k=0+∞qk={11−qse ∣q∣<1(convergente)+∞se q≥1(divergente)irregolarese q≤−1\sum_{k=0}^{+\infty} q^k = \begin{cases} \dfrac{1}{1-q} & \text{se } |q| < 1 \quad \text{(convergente)} \\[2mm] +\infty & \text{se } q \ge 1 \quad \text{(divergente)} \\[1mm] \text{irregolare} & \text{se } q \le -1 \end{cases}

Esempio. ∑k=0+∞(13)k=11−13=32\sum_{k=0}^{+\infty} \left(\frac{1}{3}\right)^k = \frac{1}{1 - \frac{1}{3}} = \frac{3}{2} e ∑k=0+∞2k=+∞\sum_{k=0}^{+\infty} 2^k = +\infty.

Teorema (serie telescopiche). Sia ∑k=1+∞ak\sum_{k=1}^{+\infty} a_k con ak=bk−bk+1a_k = b_k - b_{k+1} per una successione (bk)k≥1(b_k)_{k \ge 1}. Allora per ogni n≥1n \ge 1 sn=b1−bn+1s_n = b_1 - b_{n+1} e quindi ∑k=1+∞ak=lim⁡n(b1−bn+1)={b1−bse lim⁡nbn=b∈R(convergente)−∞se lim⁡nbn=+∞+∞se lim⁡nbn=−∞irregolarese lim⁡nbn non esiste\sum_{k=1}^{+\infty} a_k = \lim_n (b_1 - b_{n+1}) = \begin{cases} b_1 - b & \text{se } \lim_n b_n = b \in \mathbb{R} \quad \text{(convergente)} \\ -\infty & \text{se } \lim_n b_n = +\infty \\ +\infty & \text{se } \lim_n b_n = -\infty \\ \text{irregolare} & \text{se } \lim_n b_n \text{ non esiste} \end{cases}

Esempio. ∑k=1+∞1k(k+1)\sum_{k=1}^{+\infty} \frac{1}{k(k+1)}: ak=1k−1k+1a_k = \frac{1}{k} - \frac{1}{k+1} con bk=1k→0b_k = \frac{1}{k} \to 0, quindi la somma è b1−0=1b_1 - 0 = 1.

Teorema (serie armonica generalizzata). I. ∑n=1+∞1nα\displaystyle\sum_{n=1}^{+\infty} \frac{1}{n^\alpha} converge per α>1\alpha > 1 e diverge (a +∞+\infty) per α≤1\alpha \le 1.

II. ∑n=2+∞1nαlog⁡βn\displaystyle\sum_{n=2}^{+\infty} \frac{1}{n^\alpha \log^\beta n} converge se e solo se α>1\alpha > 1 (con β∈R\beta \in \mathbb{R} qualsiasi) oppure α=1\alpha = 1 e β>1\beta > 1. Negli altri casi diverge.

Esempio. ∑1n2\sum \frac{1}{n^2} converge (α=2>1\alpha = 2 > 1); ∑1n\sum \frac{1}{\sqrt{n}} diverge (α=12≤1\alpha = \frac{1}{2} \le 1); ∑1nlog⁡2n\sum \frac{1}{n \log^2 n} converge (α=1\alpha = 1, β=2>1\beta = 2 > 1).

Serie a termini non negativi e criteri del confronto

Proprietà (serie a termini non negativi). Se ak≥0a_k \ge 0 per ogni kk, la serie ∑ak\sum a_k è regolare: o converge, o diverge a +∞+\infty. Non è mai irregolare.

Esempio. ∑1k2\sum \frac{1}{k^2} ha termini ≥0\ge 0 e converge; ∑k\sum k ha termini ≥0\ge 0 e diverge a +∞+\infty. Non si presenta mai il caso irregolare.

Criterio (del confronto). Siano ∑ak\sum a_k e ∑bk\sum b_k con 0≤ak≤bk0 \le a_k \le b_k per ogni k∈Nk \in \mathbb{N}. Allora:

  1. se ∑bk\sum b_k converge, anche ∑ak\sum a_k converge;
  2. se ∑ak\sum a_k diverge (a +∞+\infty), anche ∑bk\sum b_k diverge.

Esempio. 1k2+1≤1k2\frac{1}{k^2 + 1} \le \frac{1}{k^2} e ∑1k2\sum \frac{1}{k^2} converge, quindi converge anche ∑1k2+1\sum \frac{1}{k^2 + 1}.

Proprietà (fattore limitato tra due costanti positive). Se esistono due costanti C1,C2>0C_1, C_2 > 0 tali che, definitivamente, 0≤C1 bk≤ak≤C2 bk,0 \le C_1\, b_k \le a_k \le C_2\, b_k, allora ∑ak\sum a_k e ∑bk\sum b_k hanno lo stesso carattere.

Esempio. ak=2+sin⁡kk2a_k = \frac{2 + \sin k}{k^2} soddisfa 1k2≤ak≤3k2\frac{1}{k^2} \le a_k \le \frac{3}{k^2}: ha lo stesso carattere di ∑1k2\sum \frac{1}{k^2}, quindi converge.

Criterio (del confronto asintotico). Siano ∑ak\sum a_k e ∑bk\sum b_k con ak>0a_k > 0 e bk>0b_k > 0 definitivamente.

  1. Se ak∼L⋅bka_k \sim L \cdot b_k con L∈RL \in \mathbb{R}, L≠0L \neq 0 (cioè akbk→L\frac{a_k}{b_k} \to L), allora ∑ak\sum a_k ha lo stesso carattere di ∑bk\sum b_k.
  2. Se ak=o(bk)a_k = o(b_k) (cioè akbk→0\frac{a_k}{b_k} \to 0): se ∑bk\sum b_k converge, anche ∑ak\sum a_k converge; se ∑ak\sum a_k diverge, anche ∑bk\sum b_k diverge.

Esempio. k+1k3+5∼1k2\frac{k + 1}{k^3 + 5} \sim \frac{1}{k^2} e ∑1k2\sum \frac{1}{k^2} converge, quindi converge anche ∑k+1k3+5\sum \frac{k+1}{k^3 + 5}.

Criterio (confronto asintotico con le serie notevoli). Sia ∑an\sum a_n con an≥0a_n \ge 0 definitivamente. Valgono:

  1. se an∼L⋅1nαa_n \sim L \cdot \frac{1}{n^\alpha} (L∈RL \in \mathbb{R}, L≠0L \neq 0): la serie converge se α>1\alpha > 1, diverge se α≤1\alpha \le 1;
  2. se an∼L⋅1nαlog⁡βna_n \sim L \cdot \frac{1}{n^\alpha \log^\beta n}: converge se α>1\alpha > 1 (con β\beta qualsiasi) oppure α=1\alpha = 1 e β>1\beta > 1; diverge a +∞+\infty altrimenti;
  3. se an∼L⋅qna_n \sim L \cdot q^n con q>0q > 0: converge se q<1q < 1, diverge a +∞+\infty se q≥1q \ge 1;
  4. se lim⁡nnαan=0\lim_n n^\alpha a_n = 0 con α>1\alpha > 1: la serie converge;
  5. se lim⁡nnαan=+∞\lim_n n^\alpha a_n = +\infty con α≤1\alpha \le 1: la serie diverge.

Esempio. n+1n3+5∼1n2\frac{n + 1}{n^3 + 5} \sim \frac{1}{n^2} (α=2>1\alpha = 2 > 1): converge. nn+1∼1n\frac{\sqrt{n}}{n + 1} \sim \frac{1}{\sqrt{n}} (α=12≤1\alpha = \frac{1}{2} \le 1): diverge.

Criteri del rapporto e della radice per le serie

Criterio (del rapporto per le serie). Sia ∑n=0+∞an\sum_{n=0}^{+\infty} a_n con an>0a_n > 0 definitivamente, e supponiamo che esista L=lim⁡n→+∞an+1an.L = \lim_{n \to +\infty} \frac{a_{n+1}}{a_n}.

  1. Se 0≤L<10 \le L < 1, la serie converge.
  2. Se L>1L > 1 (anche L=+∞L = +\infty), la serie diverge.

Esempio. an=2nn!a_n = \frac{2^n}{n!}: an+1an=2n+1→0<1\frac{a_{n+1}}{a_n} = \frac{2}{n+1} \to 0 < 1, quindi ∑2nn!\sum \frac{2^n}{n!} converge.

Criterio (della radice n-esima per le serie). Sia ∑n=0+∞an\sum_{n=0}^{+\infty} a_n con an>0a_n > 0 definitivamente, e supponiamo che esista L=lim⁡n→+∞ann.L = \lim_{n \to +\infty} \sqrt[n]{a_n}.

  1. Se 0≤L<10 \le L < 1, la serie converge.
  2. Se L>1L > 1 (anche L=+∞L = +\infty), la serie diverge.

Esempio. an=(n2n+1)na_n = \left(\frac{n}{2n+1}\right)^n: ann=n2n+1→12<1\sqrt[n]{a_n} = \frac{n}{2n+1} \to \frac{1}{2} < 1, quindi ∑an\sum a_n converge.

Serie a termini di segno variabile

Definizione (convergenza assoluta). La serie ∑n=0+∞an\sum_{n=0}^{+\infty} a_n converge assolutamente se converge la serie dei moduli ∑n=0+∞∣an∣\sum_{n=0}^{+\infty} |a_n|.

Esempio. ∑n=1+∞(−1)nnα\sum_{n=1}^{+\infty} \frac{(-1)^n}{n^\alpha} converge assolutamente se e solo se converge ∑∣(−1)nnα∣=∑1nα\sum \left|\frac{(-1)^n}{n^\alpha}\right| = \sum \frac{1}{n^\alpha}, cioè (armonica generalizzata) se e solo se α>1\alpha > 1.

Teorema (la convergenza assoluta implica la convergenza semplice). Se ∑n=0+∞∣an∣\sum_{n=0}^{+\infty} |a_n| converge, allora ∑n=0+∞an\sum_{n=0}^{+\infty} a_n converge.

Esempio. ∑(−1)nn2\sum \frac{(-1)^n}{n^2} converge assolutamente, perché ∑1n2\sum \frac{1}{n^2} converge; quindi converge.

Criterio di Leibniz. Sia ∑n=0+∞(−1)nan\sum_{n=0}^{+\infty} (-1)^n a_n con an≥0a_n \ge 0 per ogni nn. Se

  1. lim⁡nan=0\lim_n a_n = 0, e
  2. (an)(a_n) è decrescente,

allora la serie converge.

Esempio. ∑n=1+∞(−1)nn\sum_{n=1}^{+\infty} \frac{(-1)^n}{n}: 1n→0\frac{1}{n} \to 0 ed è decrescente, quindi la serie converge (anche se non converge assolutamente).

XI. Calcolo integrale

Integrale definito di Riemann

Definizione (trapezoide). Trapezoide di ff. Sia f:[a,b]→Rf : [a, b] \to \mathbb{R} limitata, con f(x)≥0f(x) \ge 0 per ogni x∈[a,b]x \in [a, b]. Il trapezoide di ff è la regione compresa tra il grafico e l'asse xx: T={(x,y)∈R2:x∈[a,b], 0≤y≤f(x)}T = \{(x, y) \in \mathbb{R}^2 : x \in [a, b], \ 0 \le y \le f(x)\}

Esempio. Per f(x)=xf(x) = x su [0,2][0, 2] il trapezoide è il triangolo di vertici (0,0)(0, 0), (2,0)(2, 0), (2,2)(2, 2), di area 2⋅22=2\frac{2 \cdot 2}{2} = 2.

Definizione (integrale di Riemann). Se tutte le successioni (Snf)n(S_n^f)_n hanno limite, e questi limiti sono finiti e uguali (cioè non dipendono da come si scelgono i cic_i), si dice che ff è integrabile (secondo Riemann) in [a,b][a, b], e il valore comune del limite è il suo integrale definito: ∫abf(x) dx=lim⁡n→+∞Snf\int_a^b f(x)\,dx = \lim_{n \to +\infty} S_n^f

Esempio. ∫01x dx\int_0^1 x\,dx: con ci=inc_i = \frac{i}{n} si ha Snf=n+12n→12S_n^f = \frac{n+1}{2n} \to \frac{1}{2}, quindi ∫01x dx=12\int_0^1 x\,dx = \frac{1}{2}.

Teorema (classi di funzioni integrabili). Sia f:[a,b]→Rf : [a, b] \to \mathbb{R}. ff è sicuramente integrabile in [a,b][a, b] se:

  1. ff è continua in [a,b][a, b] (anzi basta che sia limitata in [a,b][a, b] e continua tranne che in un numero finito di punti);
  2. oppure ff è monotona in [a,b][a, b];
  3. oppure ff è definita a tratti: esiste cc con a<c<ba < c < b e f(x)={f1(x)x∈[a,c[f2(x)x∈[c,b]f(x) = \begin{cases} f_1(x) & x \in [a, c[ \\ f_2(x) & x \in [c, b] \end{cases} con f1f_1 integrabile in [a,c][a, c] e f2f_2 integrabile in [c,b][c, b]. In questo caso ∫abf(x) dx=∫acf1(x) dx+∫cbf2(x) dx.\int_a^b f(x)\,dx = \int_a^c f_1(x)\,dx + \int_c^b f_2(x)\,dx.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 è continua, quindi integrabile su [0,1][0, 1]; la parte intera [x][x] è monotona, quindi integrabile su [0,3][0, 3].

Proprietà dell'integrale definito e teorema della media

Teorema (integrabilità delle funzioni elementari). Tutte le funzioni elementari (potenze, esponenziali, logaritmi, funzioni trigonometriche e loro inverse, e le loro combinazioni), essendo continue nel loro dominio, sono integrabili su ogni intervallo [a,b][a, b] contenuto nel dominio.

Esempio 1: f(x)=log⁡xf(x) = \log x. Il dominio è x>0x > 0: log⁡x\log x è integrabile su ogni [a,b][a, b] con 0<a<b0 < a < b. Se a<1<ba < 1 < b, il grafico sta sotto l'asse tra aa e 11 e sopra tra 11 e bb, quindi ∫ablog⁡x dx=∣T+∣−∣T−∣.\int_a^b \log x\,dx = |T^+| - |T^-|. Per ora sappiamo che questo numero esiste ed è finito, ma non sappiamo calcolarlo: servirà il teorema fondamentale del calcolo integrale.

Grafico interattivo: y = log x: tra a e 1 sta sotto l'asse (T⁻), tra 1 e b sopra (T⁺)

Proprietà (linearità dell'integrale). ∫ab[αf(x)+βg(x)]dx=α∫abf(x) dx+β∫abg(x) dx∀α,β∈R\int_a^b \left[\alpha f(x) + \beta g(x)\right] dx = \alpha \int_a^b f(x)\,dx + \beta \int_a^b g(x)\,dx \qquad \forall \alpha, \beta \in \mathbb{R}

Proprietà (monotonia dell'integrale).

  • Se f(x)≥0f(x) \ge 0 per ogni x∈[a,b]x \in [a, b], allora ∫abf(x) dx≥0\displaystyle\int_a^b f(x)\,dx \ge 0 (è l'area ∣T∣≥0|T| \ge 0; le somme di Cauchy-Riemann sono tutte ≥0\ge 0 e il limite di quantità ≥0\ge 0 è ≥0\ge 0).
  • Se f(x)≤g(x)f(x) \le g(x) per ogni x∈[a,b]x \in [a, b], allora ∫abf(x) dx≤∫abg(x) dx\int_a^b f(x)\,dx \le \int_a^b g(x)\,dx Perché: g−f≥0g - f \ge 0, quindi per il punto precedente ∫ab(g−f) dx≥0\int_a^b (g - f)\,dx \ge 0, e per la linearità ∫abg dx−∫abf dx≥0\int_a^b g\,dx - \int_a^b f\,dx \ge 0.

Esempio. Da x2≤xx^2 \le x su [0,1][0, 1] segue ∫01x2 dx≤∫01x dx\int_0^1 x^2\,dx \le \int_0^1 x\,dx, cioè 13≤12\frac{1}{3} \le \frac{1}{2}.

Proprietà (additività rispetto all'intervallo). ∫abf(x) dx=∫acf(x) dx+∫cbf(x) dx∀c∈ ]a,b[\int_a^b f(x)\,dx = \int_a^c f(x)\,dx + \int_c^b f(x)\,dx \qquad \forall c \in \,]a, b[

Esempio: con x1=0x_1 = 0, x2=1x_2 = 1, x3=2x_3 = 2 (quindi x3x_3 fuori da [x1,x2][x_1, x_2]): ∫02f+∫21f=∫02f−∫12f=∫01f\int_0^2 f + \int_2^1 f = \int_0^2 f - \int_1^2 f = \int_0^1 f ✓.

Proprietà (valore assoluto dell'integrale). ∣∫abf(x) dx∣≤∫ab∣f(x)∣ dx(a<b)\left|\int_a^b f(x)\,dx\right| \le \int_a^b |f(x)|\,dx \qquad (a < b)

Esempio. f(x)=xf(x) = x su [−1,1][-1, 1]: ∣∫−11x dx∣=0≤∫−11∣x∣ dx=1\left|\int_{-1}^1 x\,dx\right| = 0 \le \int_{-1}^1 |x|\,dx = 1.

Proprietà (funzioni pari e dispari su intervalli simmetrici). Sia ff integrabile su un intervallo simmetrico [−a,a][-a, a], a>0a > 0.

  • ff pari (f(−x)=f(x)f(-x) = f(x), grafico simmetrico rispetto all'asse yy): le due metà hanno la stessa area, quindi ∫−aaf(x) dx=2∫0af(x) dx\int_{-a}^{a} f(x)\,dx = 2\int_0^a f(x)\,dx
  • ff dispari (f(−x)=−f(x)f(-x) = -f(x), grafico simmetrico rispetto all'origine): la parte a sinistra è il ribaltato di quella a destra, sotto l'asse invece che sopra (∣T−∣=∣T+∣|T^-| = |T^+|), quindi ∫−aaf(x) dx=0\int_{-a}^{a} f(x)\,dx = 0

Esempio. ∫−11x2 dx=2∫01x2 dx=23\int_{-1}^{1} x^2\,dx = 2\int_0^1 x^2\,dx = \frac{2}{3} (pari), mentre ∫−ππsin⁡x dx=0\int_{-\pi}^{\pi} \sin x\,dx = 0 (dispari).

Formula (area della regione tra due grafici). Siano f,g∈C([a,b])f, g \in C([a, b]) con f(x)≤g(x)f(x) \le g(x) per ogni x∈[a,b]x \in [a, b], e A={(x,y)∈R2:x∈[a,b], f(x)≤y≤g(x)}A = \{(x, y) \in \mathbb{R}^2 : x \in [a, b],\ f(x) \le y \le g(x)\} la regione compresa tra i due grafici. Allora ∣A∣=∫ab[g(x)−f(x)] dx("sopra meno sotto")|A| = \int_a^b \big[g(x) - f(x)\big]\,dx \qquad (\text{"sopra meno sotto"})

Esempio. Tra f(x)=x2f(x) = x^2 e g(x)=xg(x) = x su [0,1][0, 1]: ∣A∣=∫01(x−x2) dx=12−13=16|A| = \int_0^1 (x - x^2)\,dx = \frac{1}{2} - \frac{1}{3} = \frac{1}{6}.

Teorema (della media integrale). Sia f:[a,b]→Rf : [a, b] \to \mathbb{R} continua in [a,b][a, b]. Allora esiste c∈[a,b]c \in [a, b] tale che 1b−a∫abf(x) dx=f(c)\frac{1}{b - a}\int_a^b f(x)\,dx = f(c)

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 su [0,1][0, 1]: la media integrale è ∫01x2 dx=13=f(c)\int_0^1 x^2\,dx = \frac{1}{3} = f(c) per c=13∈[0,1]c = \frac{1}{\sqrt{3}} \in [0, 1].

Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale

Definizione (primitiva). Primitiva. Data f∈C(I)f \in C(I), una funzione G∈C1(I)G \in C^1(I) tale che G′(x)=f(x)∀x∈IG'(x) = f(x) \qquad \forall x \in I si chiama primitiva di ff.

Esempio. f(x)=x2f(x) = x^2 su R\mathbb{R}. G(x)=13x3G(x) = \frac13 x^3 è una primitiva: G′(x)=13⋅3x2=x2G'(x) = \frac13 \cdot 3x^2 = x^2. Ma anche Gk(x)=13x3+kG_k(x) = \frac13 x^3 + k, per ogni costante k∈Rk \in \mathbb{R}, lo è, perché la derivata di una costante è 00.

Proposizione (le primitive differiscono per una costante). Sia f∈C(I)f \in C(I). Se F,G∈C1(I)F, G \in C^1(I) sono due primitive di ff, esiste k∈Rk \in \mathbb{R} tale che G(x)=F(x)+k∀x∈IG(x) = F(x) + k \qquad \forall x \in I

Esempio. Le primitive di x2x^2 sono 13x3+k\frac{1}{3}x^3 + k: per esempio 13x3\frac{1}{3}x^3 e 13x3+5\frac{1}{3}x^3 + 5 differiscono per la costante 55.

Definizione (integrale indefinito). Integrale indefinito di f∈C(I)f \in C(I): è l'insieme di tutte le primitive di ff su II, ∫f(x) dx={G∈C1(I):G′(x)=f(x) ∀x∈I}\int f(x)\,dx = \{G \in C^1(I) : G'(x) = f(x) \ \forall x \in I\}

Esempio. ∫2x dx=x2+k\int 2x\,dx = x^2 + k, k∈Rk \in \mathbb{R}: sono tutte le primitive di 2x2x.

Definizione (funzione integrale). Funzione integrale di f∈C(I)f \in C(I) di centro a∈Ia \in I: è la funzione Fa:I→RF_a : I \to \mathbb{R} Fa(x)=∫axf(t) dt∀x∈IF_a(x) = \int_a^x f(t)\,dt \qquad \forall x \in I

Esempio. f(x)=4f(x) = 4 su R\mathbb{R}. Con l'integrale delle costanti (∫abc dt=c(b−a)\int_a^b c\,dt = c(b - a), anche con la convenzione per x<ax < a): F1(x)=∫1x4 dt=4(x−1),F3(x)=∫3x4 dt=4(x−3)F_1(x) = \int_1^x 4\,dt = 4(x - 1), \qquad F_3(x) = \int_3^x 4\,dt = 4(x - 3) definite per ogni x∈Rx \in \mathbb{R} (non solo per x≥1x \ge 1 o x≥3x \ge 3). Sono due rette parallele, e F1′(x)=4=f(x),F3′(x)=4=f(x)F_1'(x) = 4 = f(x), \qquad F_3'(x) = 4 = f(x) cioè sono primitive di ff. Non è un caso.

Grafico interattivo: f(t) = sin t (blu, area colorata) e la sua funzione integrale F₀(x) = ∫₀ˣ sin t dt = 1 − cos x (rosso): F₀(2) ≈ 1,416 è l'area sotto sin t tra 0 e 2, e F₀(π) = 2 è l'area dell'intera gobba

Teorema (fondamentale del calcolo integrale 2, TFCI 2). Sia f∈C(I)f \in C(I). Allora per ogni a∈Ia \in I la funzione integrale Fa(x)=∫axf(t) dtF_a(x) = \int_a^x f(t)\,dt è una primitiva di ff: Fa∈C1(I)F_a \in C^1(I) e Fa′(x)=f(x)∀x∈IF_a'(x) = f(x) \qquad \forall x \in I

Esempio. F(x)=∫0xt2 dtF(x) = \int_0^x t^2\,dt ha F′(x)=x2F'(x) = x^2, e infatti F(x)=x33F(x) = \frac{x^3}{3}.

Teorema (fondamentale del calcolo integrale 1, TFCI 1). Sia f∈C(I)f \in C(I) e sia G∈C1(I)G \in C^1(I) una qualsiasi primitiva di ff. Allora per ogni [a,b]⊆I[a, b] \subseteq I ∫abf(x) dx=G(b)−G(a)=[G(x)]x=ax=b\int_a^b f(x)\,dx = G(b) - G(a) = \Big[G(x)\Big]_{x=a}^{x=b}

Esempio. ∫13x2 dx=[x33]13=9−13=263\int_1^3 x^2\,dx = \left[\frac{x^3}{3}\right]_1^3 = 9 - \frac{1}{3} = \frac{26}{3}.

Formula (derivata di un integrale con estremo variabile). F′(x)=G′(g(x))⋅g′(x)=f(g(x))⋅g′(x)F'(x) = G'(g(x))\cdot g'(x) = f(g(x))\cdot g'(x)

Esempio. F(x)=∫0x2sin⁡t dtF(x) = \int_0^{x^2} \sin t\,dt ha F′(x)=sin⁡(x2)⋅2xF'(x) = \sin(x^2) \cdot 2x.

Formula (derivata di un integrale con entrambi gli estremi variabili). F′(x)=f(b(x))⋅b′(x)−f(a(x))⋅a′(x)F'(x) = f(b(x))\cdot b'(x) - f(a(x))\cdot a'(x)

Esempio. F(x)=∫x2+3xex(1+t2) dtF(x) = \int_{x^2 + 3x}^{e^x}(1 + t^2)\,dt, con f(t)=1+t2f(t) = 1 + t^2, b(x)=exb(x) = e^x, a(x)=x2+3xa(x) = x^2 + 3x: F′(x)=(1+e2x)ex−(1+(x2+3x)2)(2x+3)F'(x) = \left(1 + e^{2x}\right)e^x - \left(1 + (x^2 + 3x)^2\right)(2x + 3) (si è usato f(ex)=1+(ex)2=1+e2xf(e^x) = 1 + (e^x)^2 = 1 + e^{2x}).

Integrali immediati

Formula (integrale di una potenza). ∫xα dx=xα+1α+1+k\int x^\alpha\,dx = \frac{x^{\alpha+1}}{\alpha + 1} + k

Esempio. ∫x3 dx=x44+k\int x^3\,dx = \frac{x^4}{4} + k e ∫x dx=x3/23/2+k=23 xx+k\int \sqrt{x}\,dx = \frac{x^{3/2}}{3/2} + k = \frac{2}{3}\,x\sqrt{x} + k.

Formula (integrale di 1/x). ∫1x dx=log⁡∣x∣+ksu I− oppure su I+\int \frac1x\,dx = \log|x| + k \qquad \text{su } I^- \text{ oppure su } I^+

Esempio. ∫1e1x dx=[log⁡∣x∣]1e=1−0=1\int_1^e \frac{1}{x}\,dx = \Big[\log|x|\Big]_1^e = 1 - 0 = 1.

Formula (integrali immediati). (k∈Rk \in \mathbb{R} è la costante arbitraria; ogni formula vale sugli intervalli in cui la funzione integranda è definita.)

Integrale Risultato Perché (derivata)
∫xα dx\int x^\alpha\,dx, α≠−1\alpha \ne -1 xα+1α+1+k\frac{x^{\alpha+1}}{\alpha+1} + k D xα+1=(α+1)xαD\,x^{\alpha+1} = (\alpha+1)x^\alpha
∫1x dx\int \frac1x\,dx log⁡∣x∣+k\log\lvert x\rvert + k vedi sopra
∫eαx dx\int e^{\alpha x}\,dx, α≠0\alpha \ne 0 1αeαx+k\frac1\alpha e^{\alpha x} + k D eαx=αeαxD\,e^{\alpha x} = \alpha e^{\alpha x}
∫sin⁡x dx\int \sin x\,dx −cos⁡x+k-\cos x + k Dcos⁡x=−sin⁡xD\cos x = -\sin x
∫cos⁡x dx\int \cos x\,dx sin⁡x+k\sin x + k Dsin⁡x=cos⁡xD\sin x = \cos x
∫(1+tan⁡2x) dx=∫1cos⁡2x dx\int (1 + \tan^2 x)\,dx = \int \frac{1}{\cos^2 x}\,dx tan⁡x+k\tan x + k Dtan⁡x=1+tan⁡2x=1cos⁡2xD\tan x = 1 + \tan^2 x = \frac{1}{\cos^2 x}
∫11−x2 dx\int \frac{1}{\sqrt{1 - x^2}}\,dx, −1<x<1-1 < x < 1 arcsin⁡x+k\arcsin x + k Darcsin⁡x=11−x2D\arcsin x = \frac{1}{\sqrt{1-x^2}}
∫−11−x2 dx\int \frac{-1}{\sqrt{1 - x^2}}\,dx, −1<x<1-1 < x < 1 arccos⁡x+k\arccos x + k Darccos⁡x=−11−x2D\arccos x = -\frac{1}{\sqrt{1-x^2}}
∫11+x2 dx\int \frac{1}{1 + x^2}\,dx arctan⁡x+k\arctan x + k Darctan⁡x=11+x2D\arctan x = \frac{1}{1+x^2}
∫sinh⁡x dx\int \sinh x\,dx cosh⁡x+k\cosh x + k Dcosh⁡x=sinh⁡xD\cosh x = \sinh x
∫cosh⁡x dx\int \cosh x\,dx sinh⁡x+k\sinh x + k Dsinh⁡x=cosh⁡xD\sinh x = \cosh x
∫1x2+1 dx\int \frac{1}{\sqrt{x^2 + 1}}\,dx settsinh x+k=log⁡(x+x2+1)+k\text{settsinh}\,x + k = \log\left(x + \sqrt{x^2+1}\right) + k D settsinh x=1x2+1D\,\text{settsinh}\,x = \frac{1}{\sqrt{x^2+1}}
∫1x2−1 dx\int \frac{1}{\sqrt{x^2 - 1}}\,dx, x>1x > 1 settcosh x+k=log⁡(x+x2−1)+k\text{settcosh}\,x + k = \log\left(x + \sqrt{x^2-1}\right) + k D settcosh x=1x2−1D\,\text{settcosh}\,x = \frac{1}{\sqrt{x^2-1}}
∫1cosh⁡2x dx\int \frac{1}{\cosh^2 x}\,dx tanh⁡x+k\tanh x + k Dtanh⁡x=1cosh⁡2xD\tanh x = \frac{1}{\cosh^2 x}

Le espressioni con il logaritmo di settsinh e settcosh vengono dalle formule delle funzioni iperboliche inverseSeno, coseno e tangente iperbolici costruiti con e^x ed e^(-x), la relazione cosh^2 - sinh^2 = 1 e le loro inverse con formula esplicita.Funzioni iperboliche →.

Esempio. ∫(3x2−2x+5cos⁡x)dx=x3−2log⁡∣x∣+5sin⁡x+k\int \left(3x^2 - \frac{2}{x} + 5\cos x\right) dx = x^3 - 2\log|x| + 5\sin x + k.

Integrazione per sostituzione

Teorema (integrazione per sostituzione). Siano g:[a,b]→Rg : [a, b] \to \mathbb{R} continua e f:[c,d]→[a,b]f : [c, d] \to [a, b] di classe C1C^1. Allora:

(1) ∫g(f(x)) f′(x) dx=∫g(y) dy=G(y)+k=G(f(x))+k,k∈R\int g(f(x))\,f'(x)\,dx = \int g(y)\,dy = G(y) + k = G(f(x)) + k, \quad k \in \mathbb{R} dove si è posto y=f(x)y = f(x), dy=f′(x) dxdy = f'(x)\,dx, e GG è una primitiva di gg.

(1') Per l'integrale definito: ∫cdg(f(x)) f′(x) dx=∫f(c)f(d)g(y) dy=[G(y)]y=f(c)y=f(d)=G(f(d))−G(f(c))\int_c^d g(f(x))\,f'(x)\,dx = \int_{f(c)}^{f(d)} g(y)\,dy = \Big[G(y)\Big]_{y = f(c)}^{y = f(d)} = G(f(d)) - G(f(c))

Esempio. ∫2xcos⁡(x2) dx\int 2x\cos(x^2)\,dx: con y=x2y = x^2, dy=2x dxdy = 2x\,dx si ha ∫cos⁡y dy=sin⁡y+k=sin⁡(x2)+k\int \cos y\,dy = \sin y + k = \sin(x^2) + k.

Teorema (sostituzione al contrario). (2) ∫g(y) dy=∫g(f(x)) f′(x) dx=F(x)+k=F(f−1(y))+k\int g(y)\,dy = \int g(f(x))\,f'(x)\,dx = F(x) + k = F\big(f^{-1}(y)\big) + k dove FF è una primitiva di g(f(x)) f′(x)g(f(x))\,f'(x).

(2') ∫abg(y) dy=[F(x)]x=f−1(a)x=f−1(b)\int_a^b g(y)\,dy = \Big[F(x)\Big]_{x = f^{-1}(a)}^{x = f^{-1}(b)}

Esempio. ∫dyy (1+y)\int \frac{dy}{\sqrt{y}\,(1 + y)} con y=x2y = x^2 (x>0x > 0), dy=2x dxdy = 2x\,dx: ∫2xx(1+x2) dx=2arctan⁡x+k=2arctan⁡y+k\int \frac{2x}{x(1 + x^2)}\,dx = 2\arctan x + k = 2\arctan\sqrt{y} + k.

Formula (integrali immediati per sostituzione). Applicando la (1) a ogni riga degli Integrali immediatiTabella degli integrali immediati, ottenuti leggendo al contrario le derivate delle funzioni elementari: potenze, 1/x, esponenziali, seno e coseno, tangente, arcoseno, arcotangente, funzioni iperboliche e loro inverse. Per gli integrali non ci sono regole come per le derivate, solo metodi: linearità, sostituzione, per parti.Integrali immediati → (con f∈C1f \in C^1 a valori nel dominio delle funzioni considerate):

Integrale Risultato
∫f(x)α f′(x) dx\int f(x)^\alpha\, f'(x)\,dx, α≠−1\alpha \ne -1 f(x)α+1α+1+k\frac{f(x)^{\alpha+1}}{\alpha+1} + k
∫f′(x)f(x) dx\int \frac{f'(x)}{f(x)}\,dx log⁡∣f(x)∣+k\log\lvert f(x)\rvert + k
∫eαf(x) f′(x) dx\int e^{\alpha f(x)}\,f'(x)\,dx, α≠0\alpha \ne 0 1αeαf(x)+k\frac1\alpha e^{\alpha f(x)} + k
∫sin⁡(f(x)) f′(x) dx\int \sin(f(x))\,f'(x)\,dx −cos⁡(f(x))+k-\cos(f(x)) + k
∫cos⁡(f(x)) f′(x) dx\int \cos(f(x))\,f'(x)\,dx sin⁡(f(x))+k\sin(f(x)) + k
∫f′(x)1−f(x)2 dx\int \frac{f'(x)}{\sqrt{1 - f(x)^2}}\,dx arcsin⁡(f(x))+k\arcsin(f(x)) + k
∫f′(x)1+f(x)2 dx\int \frac{f'(x)}{1 + f(x)^2}\,dx arctan⁡(f(x))+k\arctan(f(x)) + k
∫sinh⁡(f(x)) f′(x) dx\int \sinh(f(x))\,f'(x)\,dx cosh⁡(f(x))+k\cosh(f(x)) + k
∫cosh⁡(f(x)) f′(x) dx\int \cosh(f(x))\,f'(x)\,dx sinh⁡(f(x))+k\sinh(f(x)) + k
∫f′(x)f(x)2+1 dx\int \frac{f'(x)}{\sqrt{f(x)^2 + 1}}\,dx settsinh(f(x))+k=log⁡(f(x)+f(x)2+1)+k\text{settsinh}(f(x)) + k = \log\left(f(x) + \sqrt{f(x)^2 + 1}\right) + k
∫f′(x)f(x)2−1 dx\int \frac{f'(x)}{\sqrt{f(x)^2 - 1}}\,dx settcosh(f(x))+k=log⁡(f(x)+f(x)2−1)+k\text{settcosh}(f(x)) + k = \log\left(f(x) + \sqrt{f(x)^2 - 1}\right) + k
∫f′(x)cosh⁡2(f(x)) dx\int \frac{f'(x)}{\cosh^2(f(x))}\,dx tanh⁡(f(x))+k\tanh(f(x)) + k

Esempio. ∫2xx2+1 dx=log⁡(x2+1)+k\int \frac{2x}{x^2 + 1}\,dx = \log(x^2 + 1) + k (caso f′f\frac{f'}{f} con f=x2+1f = x^2 + 1).

Integrazione per parti

Teorema (integrazione per parti). Siano f,g∈C1([a,b])f, g \in C^1([a, b]). Allora

(1) ∫f(x) g′(x) dx=f(x) g(x)−∫f′(x) g(x) dx\int f(x)\,g'(x)\,dx = f(x)\,g(x) - \int f'(x)\,g(x)\,dx

(1') ∫abf(x) g′(x) dx=[f(x) g(x)]x=ax=b−∫abf′(x) g(x) dx\int_a^b f(x)\,g'(x)\,dx = \Big[f(x)\,g(x)\Big]_{x=a}^{x=b} - \int_a^b f'(x)\,g(x)\,dx

Esempio. ∫xex dx\int x e^x\,dx con f=xf = x e g′=exg' = e^x: xex−∫ex dx=xex−ex+k=ex(x−1)+kx e^x - \int e^x\,dx = x e^x - e^x + k = e^x(x - 1) + k.

Integrali di potenze di seno e coseno

Formula (esponente dispari: si stacca un fattore). ∫cos⁡nx sin⁡mx dx=∫cos⁡nx (sin⁡2x)m−12⏟(1−cos⁡2x)m−12 sin⁡x dx\int \cos^n x\,\sin^m x\,dx = \int \cos^n x\,\underbrace{(\sin^2 x)^{\frac{m-1}{2}}}_{(1 - \cos^2 x)^{\frac{m-1}{2}}}\,\sin x\,dx

Esempio: ∫sin⁡3x dx\int \sin^3 x\,dx (n=0n = 0, m=3m = 3 dispari). ∫sin⁡3x dx=∫sin⁡2x⋅sin⁡x dx=∫(1−cos⁡2x)sin⁡x dx\int \sin^3 x\,dx = \int \sin^2 x \cdot \sin x\,dx = \int (1 - \cos^2 x)\sin x\,dx Con y=cos⁡xy = \cos x, dy=−sin⁡x dxdy = -\sin x\,dx (quindi sin⁡x dx=−dy\sin x\,dx = -dy): =−∫(1−y2) dy=−y+y33+k=−cos⁡x+13cos⁡3x+k= -\int (1 - y^2)\,dy = -y + \frac{y^3}{3} + k = -\cos x + \frac13\cos^3 x + k

Formula (bisezione per le potenze pari di seno e coseno). cos⁡2x=1+cos⁡(2x)2,sin⁡2x=1−cos⁡(2x)2\cos^2 x = \frac{1 + \cos(2x)}{2}, \qquad \sin^2 x = \frac{1 - \cos(2x)}{2}

Esempio. ∫cos⁡2x dx=∫1+cos⁡2x2 dx=x2+sin⁡2x4+k\int \cos^2 x\,dx = \int \frac{1 + \cos 2x}{2}\,dx = \frac{x}{2} + \frac{\sin 2x}{4} + k.

Integrazione delle funzioni razionali

Formula (denominatore di grado 1). I=∫a0ax+b dx(a≠0)I = \int \frac{a_0}{ax + b}\,dx \qquad (a \ne 0) Si sostituisce y=ax+by = ax + b, dy=a dxdy = a\,dx, cioè dx=1a dydx = \frac1a\,dy: I=a0a∫dyy=a0alog⁡∣y∣+k=a0alog⁡∣ax+b∣+kI = \frac{a_0}{a}\int \frac{dy}{y} = \frac{a_0}{a}\log|y| + k = \frac{a_0}{a}\log|ax + b| + k

Esempio. ∫53x−1 dx\int \frac{\sqrt5}{3x - 1}\,dx: y=3x−1y = 3x - 1, dx=13dydx = \frac13 dy, quindi 53∫dyy=53log⁡∣3x−1∣+k\frac{\sqrt5}{3}\int\frac{dy}{y} = \frac{\sqrt5}{3}\log|3x - 1| + k.

Formula (decomposizione in fratti semplici, Δ > 0). a0+a1xax2+bx+c=1a[Ax−x1+Bx−x2]\frac{a_0 + a_1 x}{ax^2 + bx + c} = \frac1a\left[\frac{A}{x - x_1} + \frac{B}{x - x_2}\right]

Esempio. ∫2x+12x2−5x+2 dx\int \frac{2x + 1}{2x^2 - 5x + 2}\,dx. Δ=25−16=9>0\Delta = 25 - 16 = 9 > 0, x1,2=5±34x_{1,2} = \frac{5 \pm 3}{4}, cioè 22 e 12\frac12: 2x2−5x+2=2(x−2)(x−12)2x^2 - 5x + 2 = 2(x - 2)\left(x - \tfrac12\right) 2x+12x2−5x+2=12[Ax−2+Bx−12]=(A+B) x−12A−2B2(x−2)(x−12)\frac{2x + 1}{2x^2 - 5x + 2} = \frac12\left[\frac{A}{x - 2} + \frac{B}{x - \frac12}\right] = \frac{(A + B)\,x - \frac12 A - 2B}{2(x - 2)(x - \frac12)} Coefficienti di xx: A+B=2A + B = 2; termini noti: −12A−2B=1-\frac12 A - 2B = 1. Da B=2−AB = 2 - A: −12A−4+2A=1-\frac12 A - 4 + 2A = 1, cioè 32A=5\frac32 A = 5, A=103A = \frac{10}{3}, B=−43B = -\frac43. Quindi I=12[103log⁡∣x−2∣−43log⁡∣x−12∣]+k=53log⁡∣x−2∣−23log⁡∣x−12∣+kI = \frac12\left[\frac{10}{3}\log|x - 2| - \frac43\log\left|x - \tfrac12\right|\right] + k = \frac53\log|x - 2| - \frac23\log\left|x - \tfrac12\right| + k

Formula (denominatore con radice doppia, Δ = 0). ax2+bx+c=a(x−x1)2,I=1a∫a0+a1x(x−x1)2 dxax^2 + bx + c = a(x - x_1)^2, \qquad I = \frac1a\int \frac{a_0 + a_1 x}{(x - x_1)^2}\,dx

Esempio. ∫2x−14x2+4x+1 dx\int \frac{2x - 1}{4x^2 + 4x + 1}\,dx: Δ4=4−4=0\frac\Delta4 = 4 - 4 = 0 e 4x2+4x+1=4(x+12)24x^2 + 4x + 1 = 4\left(x + \frac12\right)^2. Con y=x+12y = x + \frac12, x=y−12x = y - \frac12: 14∫2(y−12)−1y2 dy=14∫[2y−2y2]dy=12log⁡∣y∣+12y+k=12log⁡∣x+12∣+12(x+12)+k\frac14\int \frac{2\left(y - \frac12\right) - 1}{y^2}\,dy = \frac14\int\left[\frac{2}{y} - \frac{2}{y^2}\right] dy = \frac12\log|y| + \frac{1}{2y} + k = \frac12\log\left|x + \tfrac12\right| + \frac{1}{2\left(x + \frac12\right)} + k

Formula (denominatore senza radici reali, Δ < 0). I1=1R2∫dx[1R(x+b2)]2+1=1R∫1R dx[…]2+1=1R∫dyy2+1=1Rarctan⁡(x+b2R)+kI_1 = \frac{1}{R^2}\int\frac{dx}{\left[\frac1R\left(x + \frac b2\right)\right]^2 + 1} = \frac1R\int\frac{\frac1R\,dx}{[\ldots]^2 + 1} = \frac1R\int\frac{dy}{y^2 + 1} = \frac1R\arctan\left(\frac{x + \frac b2}{R}\right) + k

Esempio. ∫dxx2+x+4\int\frac{dx}{x^2 + x + 4}: Δ=1−16<0\Delta = 1 - 16 < 0, e x2+x+4=(x+12)2−14+4=(x+12)2+154,R=152x^2 + x + 4 = \left(x + \tfrac12\right)^2 - \tfrac14 + 4 = \left(x + \tfrac12\right)^2 + \tfrac{15}{4}, \qquad R = \frac{\sqrt{15}}{2} quindi ∫dxx2+x+4=215arctan⁡(215(x+12))+k\displaystyle\int\frac{dx}{x^2 + x + 4} = \frac{2}{\sqrt{15}}\arctan\left(\frac{2}{\sqrt{15}}\left(x + \tfrac12\right)\right) + k.

Formula (numeratore di grado maggiore o uguale: divisione tra polinomi). P(x)=D(x) Q(x)+R(x)⟹∫P(x)Q(x) dx=∫D(x) dx+∫R(x)Q(x) dxP(x) = D(x)\,Q(x) + R(x) \qquad \Longrightarrow \qquad \int\frac{P(x)}{Q(x)}\,dx = \int D(x)\,dx + \int\frac{R(x)}{Q(x)}\,dx

Esempio. ∫3x4−2x3+1x2+1 dx\int\frac{3x^4 - 2x^3 + 1}{x^2 + 1}\,dx: la divisione dà 3x4−2x3+1=(3x2−2x−3)(x2+1)+(2x+4)3x^4 - 2x^3 + 1 = (3x^2 - 2x - 3)(x^2 + 1) + (2x + 4), quindi ∫(3x2−2x−3) dx+∫2xx2+1 dx+4∫dxx2+1=x3−x2−3x+log⁡(x2+1)+4arctan⁡x+k\int(3x^2 - 2x - 3)\,dx + \int\frac{2x}{x^2 + 1}\,dx + 4\int\frac{dx}{x^2 + 1} = x^3 - x^2 - 3x + \log(x^2 + 1) + 4\arctan x + k

Integrali riconducibili a funzioni razionali

Formula (integrali del tipo R(f(x)) f'(x)). ∫R(f(x)) f′(x) dx=∫R(y) dy\int R(f(x))\,f'(x)\,dx = \int R(y)\,dy

Esempio. ∫dx(1+x2)[arctan⁡2x+2arctan⁡x+3]\displaystyle\int\frac{dx}{(1 + x^2)\left[\arctan^2 x + 2\arctan x + 3\right]}: compare 11+x2\frac{1}{1+x^2}, derivata di arctan⁡x\arctan x. Con y=arctan⁡xy = \arctan x diventa ∫dyy2+2y+3\displaystyle\int\frac{dy}{y^2 + 2y + 3}, razionale con Δ4=1−3<0\frac\Delta4 = 1 - 3 < 0 (completamento dei quadrati).

Formula (integrali razionali in e^x). ∫R(ex) dx=∫R(ex)ex ex dx=∫R(y)y dy\int R(e^x)\,dx = \int\frac{R(e^x)}{e^x}\,e^x\,dx = \int\frac{R(y)}{y}\,dy

Esempio. ∫dx2x−1\displaystyle\int\frac{dx}{2^x - 1}: si moltiplica sopra e sotto per 2x2^x, ∫2x dx2x(2x−1)\displaystyle\int\frac{2^x\,dx}{2^x(2^x - 1)}, e con y=2xy = 2^x, 2x dx=dylog⁡22^x\,dx = \frac{dy}{\log 2}, diventa 1log⁡2∫dyy(y−1)\displaystyle\frac{1}{\log 2}\int\frac{dy}{y(y - 1)}: fratti semplici con Δ>0\Delta > 0.

Formula (sostituzione t = tan(x/2)). t=tan⁡x2⟺x=2arctan⁡t(per −π<x<π)t = \tan\frac x2 \quad \Longleftrightarrow \quad x = 2\arctan t \qquad (\text{per } -\pi < x < \pi) Allora dx=21+t2 dtdx = \frac{2}{1 + t^2}\,dt, e seno e coseno si esprimono razionalmente in tt (sono le formule parametriche, dalle formule di duplicazione): sin⁡x=2t1+t2,cos⁡x=1−t21+t2,tan⁡x=2t1−t2\sin x = \frac{2t}{1 + t^2}, \qquad \cos x = \frac{1 - t^2}{1 + t^2}, \qquad \tan x = \frac{2t}{1 - t^2}

Esempio. ∫dxsin⁡x=∫1+t22t⋅21+t2 dt=∫dtt=log⁡∣t∣+k=log⁡∣tan⁡x2∣+k\displaystyle\int\frac{dx}{\sin x} = \int\frac{1 + t^2}{2t}\cdot\frac{2}{1 + t^2}\,dt = \int\frac{dt}{t} = \log|t| + k = \log\left|\tan\frac x2\right| + k.

Integrali di funzioni irrazionali

Formula (radici con indici diversi). y=xN(oppure y=x+aN),N=mcm{n,m}y = \sqrt[N]{x} \quad (\text{oppure } y = \sqrt[N]{x + a}), \qquad N = \text{mcm}\{n, m\}

Esempio. ∫x+5x+2x dx\int\frac{\sqrt x + 5}{x + 2\sqrt x}\,dx: c'è solo x\sqrt x (N=2N = 2). Con y=xy = \sqrt x, x=y2x = y^2, dx=2y dydx = 2y\,dy: ∫y+5y2+2y⋅2y dy=2∫y+5y+2 dy=2∫[1+3y+2]dy=2y+6log⁡∣y+2∣+k=2x+6log⁡(x+2)+k\int\frac{y + 5}{y^2 + 2y}\cdot 2y\,dy = 2\int\frac{y + 5}{y + 2}\,dy = 2\int\left[1 + \frac{3}{y + 2}\right] dy = 2y + 6\log|y + 2| + k = 2\sqrt x + 6\log(\sqrt x + 2) + k

Formula (integrale di √(R² − x²)). ∫R2−x2 dx=R22(arcsin⁡xR+xR1−x2R2)+k=12(R2arcsin⁡xR+xR2−x2)+k\int\sqrt{R^2 - x^2}\,dx = \frac{R^2}{2}\left(\arcsin\frac xR + \frac xR\sqrt{1 - \frac{x^2}{R^2}}\right) + k = \frac12\left(R^2\arcsin\frac xR + x\sqrt{R^2 - x^2}\right) + k

Esempio. ∫024−x2 dx=π\int_0^2 \sqrt{4 - x^2}\,dx = \pi, l'area di un quarto di cerchio di raggio 22.

Integrali impropri

Definizione (integrale improprio). Integrale improprio (o in senso generalizzato, "in s.g.").

1(a) f:[a,+∞[→Rf : [a, +\infty[ \to \mathbb{R}, integrabile in [a,x][a, x] per ogni x>ax > a: ∫a+∞f(t) dt=lim⁡x→+∞∫axf(t) dt\int_a^{+\infty} f(t)\,dt = \lim_{x \to +\infty}\int_a^x f(t)\,dt 1(b) f: ]−∞,a]→Rf : \,]-\infty, a] \to \mathbb{R}, integrabile in [x,a][x, a] per ogni x<ax < a: ∫−∞af(t) dt=lim⁡x→−∞∫xaf(t) dt\int_{-\infty}^{a} f(t)\,dt = \lim_{x \to -\infty}\int_x^a f(t)\,dt 2(a) f: ]a,b]→Rf : \,]a, b] \to \mathbb{R}, integrabile in [x,b][x, b] per ogni a<x<ba < x < b: ∫abf(t) dt=lim⁡x→a+∫xbf(t) dt\int_a^b f(t)\,dt = \lim_{x \to a^+}\int_x^b f(t)\,dt 2(b) f:[a,b[→Rf : [a, b[ \to \mathbb{R}, integrabile in [a,x][a, x] per ogni a<x<ba < x < b: ∫abf(t) dt=lim⁡x→b−∫axf(t) dt\int_a^b f(t)\,dt = \lim_{x \to b^-}\int_a^x f(t)\,dt

Esempio. ∫1+∞dxx2=lim⁡x→+∞(1−1x)=1\int_1^{+\infty} \frac{dx}{x^2} = \lim_{x \to +\infty} \left(1 - \frac{1}{x}\right) = 1: l'integrale converge.

Criteri di convergenza per gli integrali impropri

Proprietà (integrale improprio di una funzione non negativa). Se f≥0f \ge 0 nel suo intervallo di definizione (in uno dei casi 1(a), 1(b), 2(a), 2(b)), l'integrale improprio di ff esiste sempre, finito oppure +∞+\infty.

Esempio. ∫1+∞dx1+x2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{1 + x^2} ha integranda ≥0\ge 0, quindi esiste: vale lim⁡x→+∞arctan⁡x−arctan⁡1=π2−π4=π4\lim_{x \to +\infty} \arctan x - \arctan 1 = \frac{\pi}{2} - \frac{\pi}{4} = \frac{\pi}{4}.

Criterio (del confronto per gli integrali impropri). Siano f,gf, g integrabili sugli intervalli limitati [a,x][a, x] (caso 1(a); analogamente negli altri casi), con 0≤f(x)≤g(x).0 \le f(x) \le g(x).

  1. Se gg è integrabile in s.g., anche ff lo è.
  2. Se ff non è integrabile in s.g., neppure gg lo è.

Esempio. 0≤11+x2≤1x20 \le \frac{1}{1 + x^2} \le \frac{1}{x^2} e ∫1+∞dxx2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{x^2} converge, quindi converge anche ∫1+∞dx1+x2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{1 + x^2}.

Criterio (del confronto asintotico per gli integrali impropri). Siano f,gf, g definitivamente >0> 0 vicino all'estremo problematico (per esempio per x→+∞x \to +\infty).

  • (A) Se f(x)∼L⋅g(x)f(x) \sim L \cdot g(x), con L∈RL \in \mathbb{R}, L≠0L \ne 0: ff è integrabile in s.g. se e solo se lo è gg.
  • (B) Se f(x)=o(g(x))f(x) = o(g(x)): se gg è integrabile in s.g., anche ff lo è; se ff non lo è, neppure gg.

Esempio. x+1x3+2∼1x2\frac{x + 1}{x^3 + 2} \sim \frac{1}{x^2} per x→+∞x \to +\infty e ∫1+∞dxx2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{x^2} converge: converge anche ∫1+∞x+1x3+2 dx\int_1^{+\infty} \frac{x + 1}{x^3 + 2}\,dx.

Proprietà (funzioni test 1/x^α). ∫1+∞dxxα converge  ⟺  α>1,∫01dxxα converge  ⟺  α<1\int_1^{+\infty}\frac{dx}{x^\alpha} \text{ converge} \iff \alpha > 1, \qquad\qquad \int_0^1\frac{dx}{x^\alpha} \text{ converge} \iff \alpha < 1 (il secondo anche per α≤0\alpha \le 0, quando non è nemmeno improprio).

Esempio. ∫1+∞dxx3/2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{x^{3/2}} converge (α=32>1\alpha = \frac{3}{2} > 1), ∫1+∞dxx\int_1^{+\infty} \frac{dx}{\sqrt{x}} diverge; ∫01dxx=2\int_0^1 \frac{dx}{\sqrt{x}} = 2 converge (α=12<1\alpha = \frac{1}{2} < 1).

Grafico interattivo: y = 1/x: né l'area da 1 a +∞ né quella da 0 a 1 è finita (α = 1 diverge in entrambi i casi)

Proprietà (condizione necessaria di convergenza). Se f≥0f \ge 0 definitivamente per x→+∞x \to +\infty, ff è integrabile in s.g. in [a,+∞[[a, +\infty[ ed esiste lim⁡x→+∞f(x)\lim_{x \to +\infty} f(x), allora questo limite è 00.

Esempio. ∫1+∞xx+1 dx\int_1^{+\infty} \frac{x}{x + 1}\,dx non converge: l'integranda tende a 1≠01 \ne 0 (e infatti l'integrale vale +∞+\infty).

Criterio (confronto asintotico con 1/x^α all'infinito). Sia ff definitivamente ≥0\ge 0 per x→+∞x \to +\infty e integrabile su ogni [a,x][a, x].

  • (A) Se f(x)∼L⋅1xαf(x) \sim L \cdot \frac{1}{x^\alpha} (L≠0L \ne 0): ff è integrabile in s.g. su [a,+∞[[a, +\infty[   ⟺  α>1\iff \alpha > 1.
  • (B) Se lim⁡x→+∞xαf(x)=0\lim_{x \to +\infty} x^\alpha f(x) = 0 per qualche α>1\alpha > 1: ff è integrabile in s.g.
  • (C) Se lim⁡x→+∞xαf(x)=+∞\lim_{x \to +\infty} x^\alpha f(x) = +\infty per qualche α≤1\alpha \le 1: ff non è integrabile in s.g.

Esempio. f(x)=log⁡xx3/2f(x) = \frac{\log x}{x^{3/2}}: con α=54>1\alpha = \frac{5}{4} > 1 si ha x5/4f(x)=log⁡xx1/4→0x^{5/4} f(x) = \frac{\log x}{x^{1/4}} \to 0, quindi ∫1+∞f(x) dx\int_1^{+\infty} f(x)\,dx converge.

Proprietà (funzioni test 1/(x^α log^β x)). ∫2+∞dxxαlog⁡βx converge  ⟺  α>1 (∀β∈R)oppureα=1, β>1\int_2^{+\infty}\frac{dx}{x^\alpha\log^\beta x} \text{ converge} \iff \alpha > 1 \ (\forall\beta \in \mathbb{R}) \quad \text{oppure} \quad \alpha = 1,\ \beta > 1

Esempio. ∫2+∞dxxlog⁡2x\int_2^{+\infty} \frac{dx}{x \log^2 x} converge (α=1\alpha = 1, β=2>1\beta = 2 > 1); ∫2+∞dxxlog⁡x\int_2^{+\infty} \frac{dx}{x \log x} diverge (β=1\beta = 1).

Criterio (dell'integrale per le serie). Sia f:[1,+∞[→[0,+∞[f : [1, +\infty[ \to [0, +\infty[ decrescente. Allora ∑n=1+∞f(n) converge  ⟺  ∫1+∞f(x) dx converge.\sum_{n=1}^{+\infty} f(n) \text{ converge} \iff \int_1^{+\infty} f(x)\,dx \text{ converge.}

Esempio. f(x)=1x2f(x) = \frac{1}{x^2} è decrescente e ∫1+∞dxx2\int_1^{+\infty} \frac{dx}{x^2} converge, quindi converge ∑1n2\sum \frac{1}{n^2}; con f(x)=1xf(x) = \frac{1}{x} l'integrale diverge e diverge ∑1n\sum \frac{1}{n}.

Criterio (confronto asintotico in ]0, b]). Sia ff definitivamente ≥0\ge 0 per x→0+x \to 0^+ e integrabile su ogni [x,b][x, b].

  • (A) f(x)∼Lxαf(x) \sim \frac{L}{x^\alpha} per x→0+x \to 0^+ (L≠0L \ne 0): ff integrabile in s.g.   ⟺  α<1\iff \alpha < 1.
  • (A') f(x)∼Lxα∣log⁡x∣βf(x) \sim \frac{L}{x^\alpha|\log x|^\beta}: integrabile   ⟺  α<1\iff \alpha < 1 (∀β\forall\beta), oppure α=1\alpha = 1 e β>1\beta > 1.
  • (B) lim⁡x→0+xαf(x)=0\lim_{x \to 0^+} x^\alpha f(x) = 0 per qualche α<1\alpha < 1: l'integrale converge.
  • (C) lim⁡x→0+xαf(x)=+∞\lim_{x \to 0^+} x^\alpha f(x) = +\infty per qualche α≥1\alpha \ge 1: l'integrale diverge.

Esempio. sin⁡xx3/2∼1x\frac{\sin x}{x^{3/2}} \sim \frac{1}{\sqrt{x}} per x→0+x \to 0^+, con α=12<1\alpha = \frac{1}{2} < 1: l'integrale su ]0,1]]0, 1] converge. Invece 1x\frac{1}{x} (α=1\alpha = 1) non è integrabile.

XII. Equazioni differenziali

Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy

Definizione (equazione differenziale ordinaria e integrale generale). Un'equazione differenziale ordinaria è

  • del primo ordine: y′=f(t,y)y' = f(t, y);
  • del secondo ordine: y′′=f(t,y,y′)y'' = f(t, y, y');
  • di ordine nn: y(n)=f(t,y,y′,…,y(n−1))y^{(n)} = f(t, y, y', \dots, y^{(n-1)}).

L'integrale generale di un'equazione di ordine nn è l'insieme delle sue soluzioni: le funzioni y∈Cn(I)y \in C^n(I), con II intervallo, tali che y(n)(t)=f(t,y(t),y′(t),…,y(n−1)(t))∀t∈Iy^{(n)}(t) = f\big(t, y(t), y'(t), \dots, y^{(n-1)}(t)\big) \qquad \forall t \in I

Esempio. y′=ayy' = ay è del primo ordine e y′′=5y'' = 5 del secondo; l'integrale generale di y′′=5y'' = 5 è y(t)=52t2+c1t+c2y(t) = \frac{5}{2}t^2 + c_1 t + c_2, con c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}.

Definizione (problema di Cauchy del primo ordine). Dati un istante t0∈Rt_0 \in \mathbb{R} e un valore x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} (la condizione iniziale), il problema di Cauchy {y′=f(t,y)y(t0)=x0\begin{cases} y' = f(t, y) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases} chiede di trovare y∈C1(I)y \in C^1(I), con II intervallo contenente t0t_0, che risolve l'equazione e ha y(t0)=x0y(t_0) = x_0.

Il più grande intervallo II contenente t0t_0 su cui è definita la soluzione si chiama intervallo massimale di definizione della soluzione.

Esempio. y′=2yy' = 2y, y(0)=3y(0) = 3 ha la soluzione y(t)=3e2ty(t) = 3e^{2t}, definita su tutto R\mathbb{R}.

Definizione (problema di Cauchy del secondo ordine). Date due condizioni iniziali x0,x1∈Rx_0, x_1 \in \mathbb{R} in un istante t0t_0, il problema di Cauchy {y′′=f(t,y,y′)y(t0)=x0y′(t0)=x1\begin{cases} y'' = f(t, y, y') \\ y(t_0) = x_0 \\ y'(t_0) = x_1 \end{cases} chiede di trovare y∈C2(I)y \in C^2(I), con II intervallo contenente t0t_0, che risolve l'equazione e le due condizioni.

Esempio. y′′=5y'' = 5, y(1)=1y(1) = 1, y′(1)=−1y'(1) = -1 ha la soluzione y(t)=52t2−6t+92y(t) = \frac{5}{2}t^2 - 6t + \frac{9}{2}, perché y′(t)=5t−6y'(t) = 5t - 6 e y(1)=52−6+92=1y(1) = \frac{5}{2} - 6 + \frac{9}{2} = 1.

Equazioni differenziali lineari del primo ordine

Definizione (equazione lineare del primo ordine). Un'equazione differenziale lineare del primo ordine è y′+a(t) y=b(t),a,b∈C(I), I intervalloy' + a(t)\,y = b(t), \qquad a, b \in C(I), \ I \text{ intervallo}

Esempio. y′+2y=ety' + 2y = e^t è lineare del primo ordine, con a(t)=2a(t) = 2 e b(t)=etb(t) = e^t.

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), con II intervallo.

  • L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C1(I)y \in C^1(I), definite sullo stesso intervallo II di aa e bb.
  • Per ogni condizione iniziale x0∈Rx_0 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′+a(t) y=b(t)y(t0)=x0\begin{cases} y' + a(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C1(I)y \in C^1(I).

Esempio. y′+y=0y' + y = 0, y(0)=1y(0) = 1 ha una sola soluzione, y(t)=e−ty(t) = e^{-t}, definita su tutto R\mathbb{R}.

Teorema 2. Siano a,b∈C(I)a, b \in C(I), II intervallo.

  1. L'integrale generale di y′+a(t) y=b(t)y' + a(t)\,y = b(t) è y(t)=e−A(t)[c+∫eA(t) b(t) dt]∀c∈Ry(t) = e^{-A(t)}\left[c + \int e^{A(t)}\,b(t)\,dt\right] \qquad \forall c \in \mathbb{R} dove A(t)=∫a(t) dtA(t) = \int a(t)\,dt è una primitiva di aa (senza costante) e ∫eA(t)b(t) dt\int e^{A(t)}b(t)\,dt è una primitiva di eA(t)b(t)e^{A(t)}b(t) (senza costante: l'unica costante è cc).
  2. La soluzione del problema di Cauchy con y(t0)=x0y(t_0) = x_0, t0∈It_0 \in I, è y(t)=e−A(t)[x0+∫t0teA(s) b(s) ds],A(t)=∫t0ta(s) dsy(t) = e^{-A(t)}\left[x_0 + \int_{t_0}^t e^{A(s)}\,b(s)\,ds\right], \qquad A(t) = \int_{t_0}^t a(s)\,ds (così A(t0)=0A(t_0) = 0).

Esempio. y′+y=1y' + y = 1: A(t)=tA(t) = t e y(t)=e−t[c+∫et dt]=e−t(c+et)=c e−t+1y(t) = e^{-t}\left[c + \int e^t\,dt\right] = e^{-t}(c + e^t) = c\,e^{-t} + 1.

Equazioni differenziali lineari del secondo ordine

Definizione (equazione lineare del secondo ordine). Un'equazione differenziale lineare del secondo ordine è aˉ2(t) y′′+aˉ1(t) y′+aˉ0(t) y=bˉ(t),aˉ2,aˉ1,aˉ0,bˉ∈C(I), aˉ2(t)≠0  ∀t∈I\bar a_2(t)\,y'' + \bar a_1(t)\,y' + \bar a_0(t)\,y = \bar b(t), \qquad \bar a_2, \bar a_1, \bar a_0, \bar b \in C(I),\ \bar a_2(t) \ne 0\ \ \forall t \in I con II intervallo. Dividendo per aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 si ottiene la forma equivalente y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t),a1=aˉ1aˉ2, a0=aˉ0aˉ2, b=bˉaˉ2∈C(I)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t), \qquad a_1 = \frac{\bar a_1}{\bar a_2},\ a_0 = \frac{\bar a_0}{\bar a_2},\ b = \frac{\bar b}{\bar a_2} \in C(I)

Esempio. y′′−3y′+2y=ty'' - 3y' + 2y = t è lineare del secondo ordine a coefficienti costanti, con a1=−3a_1 = -3, a0=2a_0 = 2 e b(t)=tb(t) = t.

Teorema 1 (esistenza e unicità globale, senza dimostrazione). Siano a0,a1,b∈C(I)a_0, a_1, b \in C(I).

  1. L'integrale generale di y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) è fatto di funzioni y∈C2(I)y \in C^2(I), definite sullo stesso intervallo II.
  2. Per ogni scelta delle condizioni iniziali x0,x1∈Rx_0, x_1 \in \mathbb{R} in un istante t0∈It_0 \in I, il problema di Cauchy {y′′+a1(t) y′+a0(t) y=b(t)y(t0)=x0,y′(t0)=x1\begin{cases} y'' + a_1(t)\,y' + a_0(t)\,y = b(t) \\ y(t_0) = x_0, \quad y'(t_0) = x_1 \end{cases} ha una e una sola soluzione y∈C2(I)y \in C^2(I).

Esempio. y′′+y=0y'' + y = 0, y(0)=0y(0) = 0, y′(0)=1y'(0) = 1 ha una sola soluzione, y(t)=sin⁡ty(t) = \sin t, definita su tutto R\mathbb{R}.

Definizione (funzioni linearmente indipendenti). Due funzioni y1,y2y_1, y_2 (almeno continue su un intervallo II) sono linearmente dipendenti se esistono c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}, non entrambi nulli, tali che c1 y1(t)+c2 y2(t)=0∀t∈Ic_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) = 0 \qquad \forall t \in I Altrimenti sono linearmente indipendenti (l.i.).

Esempio. ete^t ed e2te^{2t} sono indipendenti (il rapporto ete^t non è costante); ete^t e 3et3e^t sono dipendenti, perché 3et−3et=03e^t - 3e^t = 0.

Teorema 2. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2 \in C(I).

  1. Se y1,y2∈C2(I)y_1, y_2 \in C^2(I) sono soluzioni dell'equazione omogenea aˉ2(t) y′′+aˉ1(t) y′+aˉ0(t) y=0(E0)\bar a_2(t)\,y'' + \bar a_1(t)\,y' + \bar a_0(t)\,y = 0 \tag{$E_0$} allora anche y=c1y1+c2y2y = c_1 y_1 + c_2 y_2 è soluzione di (E0)(E_0), per ogni c1,c2∈Rc_1, c_2 \in \mathbb{R}.
  2. Se aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 per ogni t∈It \in I e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni di (E0)(E_0) linearmente indipendenti (due soluzioni così esistono sempre), l'integrale generale dell'omogenea è y(t)=c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

Esempio. y′′−3y′+2y=0y'' - 3y' + 2y = 0 ha le soluzioni indipendenti ete^t ed e2te^{2t}, quindi il suo integrale generale è c1et+c2e2tc_1 e^t + c_2 e^{2t}.

Criterio (del wronskiano). Metodo del wronskiano (senza dimostrazione). Siano y1,y2∈C2(I)y_1, y_2 \in C^2(I) soluzioni dell'omogenea (E0)(E_0), con aˉ2(t)≠0\bar a_2(t) \ne 0 su II. Allora y1,y2 sono l.i.  ⟺  ∃ t0∈I: W(t0)=det⁡(y1(t0)y2(t0)y1′(t0)y2′(t0))=y1(t0) y2′(t0)−y2(t0) y1′(t0)≠0y_1, y_2 \text{ sono l.i.} \iff \exists\, t_0 \in I: \ W(t_0) = \det\begin{pmatrix} y_1(t_0) & y_2(t_0) \\ y_1'(t_0) & y_2'(t_0) \end{pmatrix} = y_1(t_0)\,y_2'(t_0) - y_2(t_0)\,y_1'(t_0) \ne 0 WW si chiama determinante wronskiano. In realtà, per soluzioni dell'omogenea, W(t0)≠0W(t_0) \ne 0 in un punto se e solo se W(t)≠0W(t) \ne 0 in tutti i punti di II.

Esempio. y1=ety_1 = e^t, y2=e2ty_2 = e^{2t} (soluzioni di y′′−3y′+2y=0y'' - 3y' + 2y = 0): W(0)=det⁡(1112)=2−1=1≠0W(0) = \det\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & 2\end{pmatrix} = 2 - 1 = 1 \ne 0, quindi sono indipendenti.

Teorema 3. Siano aˉ0,aˉ1,aˉ2,bˉ∈C(I)\bar a_0, \bar a_1, \bar a_2, \bar b \in C(I).

  1. Se ypy_p è una soluzione dell'equazione completa aˉ2y′′+aˉ1y′+aˉ0y=bˉ\bar a_2 y'' + \bar a_1 y' + \bar a_0 y = \bar b (una soluzione particolare), allora tutte le soluzioni della completa sono la somma di ypy_p con una soluzione dell'omogenea: integrale generale della completa=yp+integrale generale dell’omogenea\text{integrale generale della completa} = y_p + \text{integrale generale dell'omogenea}
  2. Quindi, se aˉ2≠0\bar a_2 \ne 0 su II e y1,y2y_1, y_2 sono soluzioni l.i. dell'omogenea, l'integrale generale della completa è y(t)=yp(t)+c1 y1(t)+c2 y2(t)∀t∈I, ∀c1,c2∈Ry(t) = y_p(t) + c_1\,y_1(t) + c_2\,y_2(t) \qquad \forall t \in I,\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}

Esempio. y′′−y=2y'' - y = 2 ha la soluzione particolare yp=−2y_p = -2 e l'omogenea ha le soluzioni ete^t ed e−te^{-t}: l'integrale generale è −2+c1et+c2e−t-2 + c_1 e^t + c_2 e^{-t}.

Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo

Teorema. Il polinomio caratteristico di (E0)(E_0) è p(λ)=λ2+a1 λ+a0p(\lambda) = \lambda^2 + a_1\,\lambda + a_0 (si ottiene sostituendo y′′→λ2y'' \to \lambda^2, y′→λy' \to \lambda, y→1y \to 1). Sia Δ=a12−4a0\Delta = a_1^2 - 4a_0 il suo discriminante.

  1. Δ>0\Delta > 0: p(λ)=0p(\lambda) = 0 ha due radici reali distinte λ1≠λ2\lambda_1 \ne \lambda_2, e l'integrale generale è y(t)=c1 eλ1t+c2 eλ2t∀t∈R, ∀c1,c2∈Ry(t) = c_1\,e^{\lambda_1 t} + c_2\,e^{\lambda_2 t} \qquad \forall t \in \mathbb{R},\ \forall c_1, c_2 \in \mathbb{R}
  2. Δ=0\Delta = 0: un'unica radice λ1=λ2\lambda_1 = \lambda_2, di molteplicità 22, e y(t)=(c1+c2 t) eλ1ty(t) = (c_1 + c_2\,t)\,e^{\lambda_1 t}
  3. Δ<0\Delta < 0: due radici complesse coniugate λ1,2=α±iω\lambda_{1,2} = \alpha \pm i\omega, con ω>0\omega > 0, e y(t)=eαt(c1cos⁡(ωt)+c2sin⁡(ωt))y(t) = e^{\alpha t}\big(c_1\cos(\omega t) + c_2\sin(\omega t)\big)

Esempio. y′′−3y′+2y=0y'' - 3y' + 2y = 0: λ2−3λ+2=0\lambda^2 - 3\lambda + 2 = 0 ha radici 11 e 22 (Δ>0\Delta > 0), quindi y=c1et+c2e2ty = c_1 e^t + c_2 e^{2t}. Per y′′+2y′+y=0y'' + 2y' + y = 0 (Δ=0\Delta = 0, λ=−1\lambda = -1): y=(c1+c2t) e−ty = (c_1 + c_2 t)\,e^{-t}. Per y′′+2y′+5y=0y'' + 2y' + 5y = 0 (λ=−1±2i\lambda = -1 \pm 2i): y=e−t(c1cos⁡2t+c2sin⁡2t)y = e^{-t}(c_1 \cos 2t + c_2 \sin 2t).

Equazioni lineari a coefficienti costanti - equazione completa

Criterio (metodo di somiglianza). Metodo. Sia b(t)=Qm(t) eαtcos⁡(ωt)b(t) = Q_m(t)\,e^{\alpha t}\cos(\omega t) (oppure con sin⁡(ωt)\sin(\omega t)), con QmQ_m polinomio di grado mm, α∈R\alpha \in \mathbb{R}, ω≥0\omega \ge 0. Si considera il numero (eventualmente complesso) λˉ=α+iω\bar\lambda = \alpha + i\omega e lo si confronta con le radici del polinomio caratteristico p(λ)=λ2+a1λ+a0p(\lambda) = \lambda^2 + a_1\lambda + a_0.

  1. p(λˉ)≠0p(\bar\lambda) \ne 0 (λˉ\bar\lambda non è una radice): una soluzione particolare è yp1(t)=eαt(Qm1(t)cos⁡(ωt)+Qm2(t)sin⁡(ωt))y_p^1(t) = e^{\alpha t}\left(Q_m^1(t)\cos(\omega t) + Q_m^2(t)\sin(\omega t)\right) con Qm1(t)=A0+A1t+⋯+AmtmQ_m^1(t) = A_0 + A_1 t + \dots + A_m t^m e Qm2(t)=B0+B1t+⋯+BmtmQ_m^2(t) = B_0 + B_1 t + \dots + B_m t^m polinomi di grado mm i cui coefficienti si trovano sostituendo yp1y_p^1 nell'equazione.
  2. λˉ\bar\lambda è una radice semplice (di molteplicità 11) di pp: yp(t)=t⋅yp1(t)y_p(t) = t\cdot y_p^1(t).
  3. λˉ\bar\lambda è una radice doppia di pp (succede solo con Δ=0\Delta = 0 e λˉ\bar\lambda reale): yp(t)=t2⋅yp1(t)y_p(t) = t^2\cdot y_p^1(t).

Nei casi 2 e 3 si parla di fenomeno della risonanza.

Esempio. y′′−3y′+2y=ety'' - 3y' + 2y = e^t: λˉ=1\bar\lambda = 1 è radice semplice di p(λ)=λ2−3λ+2p(\lambda) = \lambda^2 - 3\lambda + 2, quindi yp=A t ety_p = A\,t\,e^t; sostituendo si trova A=−1A = -1, cioè yp=−t ety_p = -t\,e^t.

Principio (di sovrapposizione). Se b(t)=b1(t)+b2(t)b(t) = b_1(t) + b_2(t), l'integrale generale di y′′+a1y′+a0y=b1(t)+b2(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_1(t) + b_2(t) è y(t)=y0(t)+yp1(t)+yp2(t)y(t) = y_0(t) + y_{p_1}(t) + y_{p_2}(t) dove y0y_0 è l'integrale generale dell'omogenea, yp1y_{p_1} una soluzione particolare di y′′+a1y′+a0y=b1(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_1(t) e yp2y_{p_2} una di y′′+a1y′+a0y=b2(t)y'' + a_1 y' + a_0 y = b_2(t).

Esempio. y′′−y=2+e2ty'' - y = 2 + e^{2t}: per b1=2b_1 = 2 si ha yp1=−2y_{p_1} = -2 e per b2=e2tb_2 = e^{2t} si ha yp2=13e2ty_{p_2} = \frac{1}{3}e^{2t}, quindi yp=−2+13e2ty_p = -2 + \frac{1}{3}e^{2t}.

Equazioni differenziali a variabili separabili

Definizione (equazione a variabili separabili). Un'equazione differenziale del primo ordine a variabili separabili è y′(t)=a(t)⋅b(y),a∈C(I), b∈C(J), I,J intervalliy'(t) = a(t)\cdot b(y), \qquad a \in C(I),\ b \in C(J),\ I, J \text{ intervalli}

Esempio. y′=t y2y' = t\,y^2 è a variabili separabili, con a(t)=ta(t) = t e b(y)=y2b(y) = y^2.

Teorema 1 (senza dimostrazione). Siano a∈C(I)a \in C(I), b∈C(J)b \in C(J), e sia fissata una condizione iniziale x0∈Jx_0 \in J in un istante t0∈It_0 \in I. Per il problema di Cauchy {y′=a(t) b(y)y(t0)=x0\begin{cases} y' = a(t)\,b(y) \\ y(t_0) = x_0 \end{cases}

  1. se aa e bb sono solo continue, la soluzione esiste ma può non essere unica, e l'intervallo massimale Imax⁡I_{\max} può essere strettamente contenuto in II;
  2. se aa è continua e b∈C1(J)b \in C^1(J), la soluzione è unica, ma Imax⁡I_{\max} può ancora essere più piccolo di II;
  3. se aa è continua, b∈C1(R)b \in C^1(\mathbb{R}) e inoltre bb oppure b′b' è limitata, c'è un'unica soluzione definita su tutto II (Imax⁡=II_{\max} = I).

Esempio. y′=3y2/3y' = 3y^{2/3}, y(0)=0y(0) = 0 ha le due soluzioni y=0y = 0 e y=t3y = t^3: se bb è solo continua l'unicità può mancare.

Proprietà (integrale generale delle equazioni a variabili separabili). L'integrale generale è l'unione delle soluzioni costanti (punto 1) e delle soluzioni y(t)=B−1(A(t)+c)y(t) = B^{-1}(A(t) + c) (punto 2).

Esempio. y′=yy' = y: la soluzione costante è y=0y = 0 e le altre soddisfano log⁡∣y∣=t+c\log|y| = t + c, cioè y=k ety = k\,e^t; l'integrale generale è y=k ety = k\,e^t, con k∈Rk \in \mathbb{R}.