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Note per Studenti Vettori aleatori assolutamente continui

Vettori aleatori assolutamente continui

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Punto 4 del programma, caso continuo ("funzione di ripartizione congiunta e marginale; densità congiunta e marginale; indipendenza; somma e funzioni scalari di vettori aleatori"). Prerequisiti: Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →. Seguito: Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →, Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Tutto funziona come nel caso discretoUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, con integrali doppi al posto delle somme doppie.

Funzione di ripartizione congiunta

Definizione (funzione di ripartizione congiunta). La funzione di ripartizione congiunta (FdR) di un vettore (X,Y)(X, Y) è FX,Y(x,y):=P(X≤x,Y≤y),(x,y)∈R2.F_{X,Y}(x, y) := P(X \le x, Y \le y), \qquad (x, y) \in \mathbb R^2.

Esempio. (X,Y)(X, Y) uniforme su [0,1]2[0,1]^2: FX,Y(x,y)=xyF_{X,Y}(x, y) = xy per x,y∈[0,1]x, y \in [0,1] (la probabilità di una regione del quadrato è la sua area, e il pezzo di quadrato con ascissa ≤x\le x e ordinata ≤y\le y è il rettangolo [0,x]×[0,y][0, x] \times [0, y], di area xyxy).

È la generalizzazione della Funzione di distribuzioneLa funzione di distribuzione (FdD) F_X(x) = P(X ≤ x) è definita per ogni v.a., è crescente, continua a destra, va da 0 a 1 e determina la legge; per una v.a. discreta è a gradini, con salti in corrispondenza dei valori e di altezza pari alla densità.Funzione di distribuzione → di una v.a.: è la probabilità che il punto aleatorio (X,Y)(X, Y) cada nel "quadrante" in basso a sinistra del punto (x,y)(x, y). Vale per qualsiasi vettore (discreto, continuo, misto) e determina la legge del vettore.

Marginali dalla FdR. Mandando y→+∞y \to +\infty, l'evento {Y≤y}\{Y \le y\} cresce fino a Ω\Omega, quindi {X≤x,Y≤y}\{X \le x, Y \le y\} cresce fino a {X≤x}∩Ω={X≤x}\{X \le x\} \cap \Omega = \{X \le x\}; per la continuità della probabilitàSe A_1 ⊆ A_2 ⊆ ... allora P(unione degli A_n) = lim P(A_n); per successioni decrescenti vale lo stesso con l'intersezione.Spazi di probabilità generali e sigma-algebra di Borel → lungo successioni crescenti di eventi

FX(x)=lim⁡y→+∞FX,Y(x,y),FY(y)=lim⁡x→+∞FX,Y(x,y).F_X(x) = \lim_{y \to +\infty} F_{X,Y}(x, y), \qquad F_Y(y) = \lim_{x \to +\infty} F_{X,Y}(x, y).

Probabilità di un rettangolo: P(a<X≤b,c<Y≤d)=F(b,d)−F(a,d)−F(b,c)+F(a,c)P(a < X \le b, c < Y \le d) = F(b, d) - F(a, d) - F(b, c) + F(a, c).

Perché. F(b,d)F(b, d) è la probabilità del quadrante con vertice (b,d)(b, d). Per restare col solo rettangolo si tolgono la striscia a sinistra (X≤aX \le a, cioè il quadrante con vertice (a,d)(a, d)) e quella in basso (Y≤cY \le c, quadrante con vertice (b,c)(b, c)). Le due strisce si sovrappongono nel quadrante con vertice (a,c)(a, c), che così è stato tolto due volte e va riaggiunto una volta: è la formula di inclusione-esclusioneP(A ∪ B) = P(A) + P(B) − P(A ∩ B).Misura di probabilità e sue proprietà → applicata alle due strisce.

Grafico interattivo: Probabilità del rettangolo (a, b] × (c, d] con a = 1, b = 3, c = 1, d = 2: dal quadrante di vertice (b, d) si tolgono quelli di vertice (a, d) e (b, c); il quadrante di vertice (a, c), in comune ai due, è tolto due volte e va riaggiunto

Densità congiunta

Definizione (densità congiunta). Il vettore (X,Y)(X, Y) è assolutamente continuo se esiste fX,Y:R2→[0,+∞)f_{X,Y} : \mathbb R^2 \to [0, +\infty) tale che P((X,Y)∈A)=∬AfX,Y(x,y) dx dyper ogni A⊆R2 boreliano.P((X, Y) \in A) = \iint_A f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy \qquad \text{per ogni } A \subseteq \mathbb R^2 \text{ boreliano}. In particolare ∬R2fX,Y=1\iint_{\mathbb R^2} f_{X,Y} = 1 e FX,Y(x,y)=∫−∞x∫−∞yfX,Y(s,t) dt dsF_{X,Y}(x, y) = \int_{-\infty}^x \int_{-\infty}^y f_{X,Y}(s, t) \, dt \, ds.

L'integrale doppio e il modo di calcolarlo come due integrali semplici uno dentro l'altro (formule di riduzione) sono in Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →. Le due formule "in particolare" sono la definizione con A=R2A = \mathbb R^2 (evento certo) e con A=(−∞,x]×(−∞,y]A = (-\infty, x] \times (-\infty, y] (il quadrante della FdR).

Esempio. fX,Y=1f_{X,Y} = 1 su [0,1]2[0,1]^2 (e 00 altrove) è una densità congiunta: ∬fX,Y=1\iint f_{X,Y} = 1 (l'integrale di 11 su una regione è la sua area, e il quadrato ha area 11).

Interpretazione. fX,Y(x,y) dx dyf_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy è la probabilità che il punto cada in un rettangolino di lati dxdx, dydy attorno a (x,y)(x, y): probabilità per unità di area. Le probabilità sono volumi sotto la superficie z=f(x,y)z = f(x, y).

Dalla FdR alla densità: fX,Y(x,y)=∂2FX,Y∂x ∂y(x,y)f_{X,Y}(x, y) = \dfrac{\partial^2 F_{X,Y}}{\partial x \, \partial y}(x, y) dove la derivata esiste.

Perché. Nella formula FX,Y(x,y)=∫−∞x(∫−∞yfX,Y(s,t) dt)dsF_{X,Y}(x, y) = \int_{-\infty}^x \Big(\int_{-\infty}^y f_{X,Y}(s, t) \, dt\Big) ds la variabile xx compare solo come estremo superiore dell'integrale esterno: per il teorema fondamentale del calcolo integraleLa derivata di x ↦ ∫ da a a x di g(s) ds è g(x), nei punti in cui g è continua.Primitive e teoremi fondamentali del calcolo integrale → la derivata parzialeLa derivata parziale ∂f/∂xi(x0) è la derivata della funzione di una variabile che si ottiene fissando tutte le altre variabili: in pratica si deriva in xi trattando le altre come costanti. Il gradiente ∇f raccoglie le derivate parziali. La derivata direzionale lungo un versore v è il limite di [f(x0 + hv) − f(x0)]/h. In più variabili avere tutte le derivate (anche direzionali) non garantisce la continuità.Derivate parziali e derivate direzionali → in xx è ∫−∞yfX,Y(x,t) dt\int_{-\infty}^y f_{X,Y}(x, t) \, dt. Derivando di nuovo, in yy, lo stesso teorema dà fX,Y(x,y)f_{X,Y}(x, y). Esempio: dall'uniforme sul quadrato, ∂2∂x∂y(xy)=∂∂y(y)=1\frac{\partial^2}{\partial x \partial y}(xy) = \frac{\partial}{\partial y}(y) = 1 ✓.

Conseguenza: curve e segmenti hanno area nulla, quindi probabilità nulla. Ad esempio P(X=Y)=0P(X = Y) = 0 e P(Y=2X)=0P(Y = 2X) = 0 per ogni vettore a.c. (l'integrale doppio su una regione di area nulla è 00, qualunque sia la funzione integrata). È l'analogo di P(X=x)=0P(X = x) = 0 per una sola v.a. continua.

Trovare la costante

Come per una v.a., si impone f≥0f \ge 0 e ∬f=1\iint f = 1.

Esempio (II parziale 15.01.2026, Esercizio 17 · densità congiunta c(x+y) sul quadrato): f(x,y)=c(x+y)f(x, y) = c(x + y) sul quadrato [0,3]2[0, 3]^2.

∫03∫03(x+y) dx dy=∫03[x22+xy]x=0x=3dy=∫03(92+3y)dy=272+272=27,\int_0^3 \int_0^3 (x + y) \, dx \, dy = \int_0^3 \left[\frac{x^2}{2} + xy\right]_{x=0}^{x=3} dy = \int_0^3 \left(\frac92 + 3y\right) dy = \frac{27}{2} + \frac{27}{2} = 27,

quindi c=127c = \frac{1}{27}.

I passaggi. Per Fubini si integra prima in xx tenendo yy fisso: una primitiva di x+yx + y rispetto a xx è x22+xy\frac{x^2}{2} + xy (yy si comporta come una costante, e la primitiva di una costante yy è yxyx). Tra 00 e 33 vale 92+3y−0\frac92 + 3y - 0. Poi si integra in yy: ∫0392 dy=92⋅3=272\int_0^3 \frac92 \, dy = \frac92 \cdot 3 = \frac{27}{2} e ∫033y dy=3[y22]03=3⋅92=272\int_0^3 3y \, dy = 3 \left[\frac{y^2}{2}\right]_0^3 = 3 \cdot \frac92 = \frac{27}{2}. La condizione c≥0c \ge 0 basta per f≥0f \ge 0, perché x+y≥0x + y \ge 0 sul quadrato; da c⋅27=1c \cdot 27 = 1 si ricava cc.

Densità marginali

Formula (densità marginali di un vettore continuo). Se (X,Y)(X, Y) è a.c., allora XX e YY sono a.c. con densità fX(x)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dy,fY(y)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dx.f_X(x) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dy, \qquad f_Y(y) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dx.

Esempio. fX,Y(x,y)=x+yf_{X,Y}(x,y) = x + y su [0,1]2[0,1]^2: fX(x)=∫01(x+y) dy=[xy+y22]y=0y=1=x+12f_X(x) = \int_0^1 (x + y)\,dy = \left[xy + \frac{y^2}{2}\right]_{y=0}^{y=1} = x + \frac{1}{2} per x∈[0,1]x \in [0, 1] (qui xx è fisso e fa da costante).

Perché. P(X≤x)=P((X,Y)∈(−∞,x]×R)=∫−∞x(∫RfX,Y(s,y) dy)dsP(X \le x) = P((X, Y) \in (-\infty, x] \times \mathbb R) = \int_{-\infty}^x \left(\int_{\mathbb R} f_{X,Y}(s, y) \, dy\right) ds, dove l'integrale doppio sulla striscia (−∞,x]×R(-\infty, x] \times \mathbb R è stato scritto con FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini → integrando prima in yy. La funzione tra parentesi è quindi una funzione ≥0\ge 0 il cui integrale fino a xx dà FX(x)F_X(x): è proprio la definizione di densità di XX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →. È l'analogo di "sommare sulla riga" della tabella discreta: si "schiaccia" tutta la probabilità sull'asse xx.

Esempio (quadrato): per x∈[0,3]x \in [0, 3] fX(x)=127∫03(x+y) dy=127(3x+92)=x9+16,f_X(x) = \frac{1}{27}\int_0^3 (x + y) \, dy = \frac{1}{27}\left(3x + \frac92\right) = \frac x9 + \frac16, e 00 fuori. Infatti ∫03x dy=3x\int_0^3 x \, dy = 3x (xx è costante rispetto a yy) e ∫03y dy=92\int_0^3 y \, dy = \frac92; poi 3x27=x9\frac{3x}{27} = \frac x9 e 9/227=954=16\frac{9/2}{27} = \frac{9}{54} = \frac16. Controllo: ∫03(x9+16)dx=918+36=1\int_0^3 \left(\frac x9 + \frac16\right) dx = \frac{9}{18} + \frac36 = 1 ✓. Per simmetria (f(x,y)=f(y,x)f(x, y) = f(y, x): scambiando i nomi delle variabili la densità non cambia) fYf_Y è la stessa funzione.

Regioni non rettangolari: il punto più delicato

Quando la densità è positiva su un triangolo o su un'altra regione non rettangolare, gli estremi di integrazione dipendono dalla variabile fissata. Conviene sempre disegnare la regione.

Esempio (II appello 12.02.2026, Esercizio 21 · densità condizionata e proprietà della torre): fX,Y(x,y)=3yf_{X,Y}(x, y) = 3y sul triangolo T={0≤x≤y≤1}T = \{0 \le x \le y \le 1\}.

Lo stesso triangolo si descrive in due modi:

  • "per yy fissato": 0≤y≤10 \le y \le 1 e 0≤x≤y0 \le x \le y;
  • "per xx fissato": 0≤x≤10 \le x \le 1 e x≤y≤1x \le y \le 1.

Per la marginale di XX si fissa xx e si integra in yy sul segmento verticale dentro TT, cioè da y=xy = x a y=1y = 1:

fX(x)=∫x13y dy=[3y22]y=xy=1=32−3x22=32(1−x2),0≤x≤1.f_X(x) = \int_x^1 3y \, dy = \left[\frac{3y^2}{2}\right]_{y=x}^{y=1} = \frac32 - \frac{3x^2}{2} = \frac32(1 - x^2), \qquad 0 \le x \le 1.

Per la marginale di YY si fissa yy e si integra in xx da 00 a yy: fY(y)=∫0y3y dx=3y⋅(y−0)=3y2f_Y(y) = \int_0^y 3y \, dx = 3y \cdot (y - 0) = 3y^2 su [0,1][0, 1] (la funzione integrata 3y3y non dipende da xx, quindi l'integrale è la costante per la lunghezza yy dell'intervallo). Controlli: ∫0132(1−x2) dx=32(1−13)=1\int_0^1 \frac32(1 - x^2) \, dx = \frac32\left(1 - \frac13\right) = 1 ✓ e ∫013y2 dy=1\int_0^1 3y^2 \, dy = 1 ✓. È il caso "dominio normale" di Integrali doppi e teorema di FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →: il triangolo è normale rispetto a entrambi gli assi.

Grafico interattivo: Il triangolo T = {0 ≤ x ≤ y ≤ 1}: a x fissato (x = 0,7) y varia da x a 1, a y fissato (y = 0,4) x varia da 0 a y. Il punto (0,9; 0,1) è fuori da T: lì la congiunta è nulla mentre le marginali no, quindi X e Y non sono indipendenti

Errore classico: scrivere fX(x)=∫013y dy=32f_X(x) = \int_0^1 3y \, dy = \frac32, dimenticando che per un xx fissato non tutti gli y∈[0,1]y \in [0, 1] stanno nel triangolo.

Indipendenza

Definizione (indipendenza di variabili assolutamente continue). XX e YY (con (X,Y)(X, Y) a.c.) sono indipendenti se e solo se fX,Y(x,y)=fX(x) fY(y)per (quasi) ogni (x,y).f_{X,Y}(x, y) = f_X(x) \, f_Y(y) \qquad \text{per (quasi) ogni } (x, y). Equivalentemente, FX,Y(x,y)=FX(x)FY(y)F_{X,Y}(x, y) = F_X(x) F_Y(y) per ogni (x,y)(x, y).

Esempio. fX,Y(x,y)=4xyf_{X,Y}(x,y) = 4xy su [0,1]2[0,1]^2 è il prodotto di fX(x)=2xf_X(x) = 2x e fY(y)=2yf_Y(y) = 2y: XX e YY sono indipendenti. Le marginali si trovano come sopra: fX(x)=∫014xy dy=4x⋅12=2xf_X(x) = \int_0^1 4xy \, dy = 4x \cdot \frac12 = 2x, e allo stesso modo fY(y)=2yf_Y(y) = 2y.

Criteri pratici.

  1. Costruzione: se il testo dice che XX e YY sono indipendenti, la congiunta è il prodotto. Esempio (I appello 15.01.2026, Esercizio 16 · due esponenziali indipendenti, quadrato e somma): X,Y∼Exp(2)X, Y \sim \text{Exp}(2) indipendenti danno fX,Y(x,y)=2e−2x⋅2e−2y=4e−2(x+y)f_{X,Y}(x, y) = 2e^{-2x} \cdot 2e^{-2y} = 4e^{-2(x + y)} per x,y≥0x, y \ge 0 (densità esponenziale λe−λx\lambda e^{-\lambda x} da Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →, e eaeb=ea+be^a e^b = e^{a+b}).
  2. Fattorizzazione: se fX,Y(x,y)=g(x)h(y)f_{X,Y}(x, y) = g(x) h(y) e la regione in cui è positiva è un rettangolo (anche illimitato), XX e YY sono indipendenti. Perché: le marginali sono fX(x)=g(x)∫hf_X(x) = g(x) \int h e fY(y)=h(y)∫gf_Y(y) = h(y) \int g, e da ∬f=∫g⋅∫h=1\iint f = \int g \cdot \int h = 1 segue fX(x)fY(y)=g(x)h(y)⋅∫g∫h=g(x)h(y)=fX,Y(x,y)f_X(x) f_Y(y) = g(x) h(y) \cdot \int g \int h = g(x) h(y) = f_{X,Y}(x, y). Il rettangolo serve perché gli integrali di gg e di hh si fanno su intervalli fissi: se gli estremi dipendessero dall'altra variabile, la fattorizzazione dell'integrale doppio non varrebbe più.
  3. Supporto non rettangolare ⇒ non indipendenti. Sul triangolo TT dell'esempio, il punto (x,y)=(0,9; 0,1)(x, y) = (0{,}9;\ 0{,}1) ha fX,Y=0f_{X,Y} = 0 (non sta in TT), mentre fX(0,9)>0f_X(0{,}9) > 0 e fY(0,1)>0f_Y(0{,}1) > 0: il prodotto è positivo, quindi non sono indipendenti. Intuitivamente: sapere che YY è piccolo costringe anche XX a essere piccolo.
  4. Non fattorizzabile: c(x+y)c(x + y) sul quadrato non si scrive come g(x)h(y)g(x)h(y); in concreto f(0,0)=0f(0, 0) = 0 mentre fX(0)fY(0)=16⋅16=136≠0f_X(0) f_Y(0) = \frac16 \cdot \frac16 = \frac{1}{36} \ne 0. Un solo punto non basterebbe (la densità si può cambiare su un insieme di area nulla), ma qui le due funzioni sono continue e diverse in tutto un intorno di (0,0)(0, 0), quindi su un insieme di area positiva.

Valore medio di funzioni del vettore

Formula (valore medio di una funzione del vettore). E[g(X,Y)]=∬R2g(x,y) fX,Y(x,y) dx dy.E[g(X, Y)] = \iint_{\mathbb R^2} g(x, y) \, f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy.

Esempio. fX,Y=1f_{X,Y} = 1 su [0,1]2[0,1]^2: E[XY]=∫01∫01xy dx dy=∫01x dx⋅∫01y dy=12⋅12=14E[XY] = \int_0^1 \int_0^1 xy\,dx\,dy = \int_0^1 x \, dx \cdot \int_0^1 y \, dy = \frac12 \cdot \frac12 = \frac{1}{4}.

Come nel discreto, ne seguono la linearità E[aX+bY]=aE[X]+bE[Y]E[aX + bY] = aE[X] + bE[Y] (sempre) e, per v.a. indipendenti, E[g(X)h(Y)]=E[g(X)]E[h(Y)]E[g(X) h(Y)] = E[g(X)] E[h(Y)]. Il secondo fatto, scritto per esteso: E[g(X)h(Y)]=∫ ⁣ ⁣∫g(x)h(y)fX(x)fY(y) dx dy=∫g(x)fX(x) dx⋅∫h(y)fY(y) dy:E[g(X) h(Y)] = \int \!\! \int g(x) h(y) f_X(x) f_Y(y) \, dx \, dy = \int g(x) f_X(x) \, dx \cdot \int h(y) f_Y(y) \, dy: la funzione integrata è un prodotto di una funzione della sola xx per una della sola yy, e su un rettangolo (qui tutto R2\mathbb R^2) per Fubini l'integrale doppio si spezza nel prodotto di due integrali semplici. È quello che si è fatto nell'esempio qui sopra.

Esempio (quadrato): E[XY]=127∫03∫03xy(x+y) dx dyE[XY] = \frac{1}{27}\int_0^3\int_0^3 xy(x + y) \, dx \, dy. Moltiplicando, xy(x+y)=x2y+xy2xy(x + y) = x^2 y + x y^2. Per simmetria (scambiando i nomi di xx e yy un addendo diventa l'altro, e il quadrato resta lo stesso) i due addendi danno lo stesso contributo: ∫03∫03x2y dx dy=∫03x2 dx⋅∫03y dy=9⋅92=812\int_0^3\int_0^3 x^2 y \, dx\, dy = \int_0^3 x^2 \, dx \cdot \int_0^3 y \, dy = 9 \cdot \frac92 = \frac{81}{2} (con ∫03x2 dx=273=9\int_0^3 x^2 \, dx = \frac{27}{3} = 9), quindi E[XY]=127⋅2⋅812=8127=3E[XY] = \frac{1}{27} \cdot 2 \cdot \frac{81}{2} = \frac{81}{27} = 3. Con E[X]=∫03x(x9+16)dx=∫03x29 dx+∫03x6 dx=2727+912=1+34=74E[X] = \int_0^3 x\left(\frac x9 + \frac16\right) dx = \int_0^3 \frac{x^2}{9} \, dx + \int_0^3 \frac x6 \, dx = \frac{27}{27} + \frac{9}{12} = 1 + \frac34 = \frac74 (e lo stesso per E[Y]E[Y]) si ottiene E[XY]−E[X]E[Y]=3−4916=−116E[XY] - E[X]E[Y] = 3 - \frac{49}{16} = -\frac{1}{16}: la covarianza è negativa, conferma della non indipendenza (Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →).

Probabilità di eventi che coinvolgono entrambe le v.a.

P(X<Y)P(X < Y), P(X+Y≤1)P(X + Y \le 1), P(max⁡(X,Y)≤t)P(\max(X, Y) \le t) si calcolano integrando la densità congiunta sulla regione corrispondente.

Grafico interattivo: Eventi come regioni del piano, per (X, Y) uniforme sul quadrato [0,1]²: P(X + Y ≤ 1) è l'area del triangolo sotto la retta x + y = 1 (1/2), P(max(X, Y) ≤ 1/2) è l'area del quadrato [0, 1/2]² (1/4)

Esempio. X,Y∼Exp(λ)X, Y \sim \text{Exp}(\lambda) indipendenti. P(X<Y)P(X < Y): si integra su {0≤x<y}\{0 \le x < y\}, fissando xx e facendo variare yy da xx a ∞\infty:

P(X<Y)=∫0∞λe−λx(∫x∞λe−λydy)dx=∫0∞λe−λxe−λxdx=λ2λ=12,P(X < Y) = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} \left(\int_x^\infty \lambda e^{-\lambda y} dy\right) dx = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} e^{-\lambda x} dx = \frac{\lambda}{2\lambda} = \frac12,

come ci si aspetta per simmetria.

I passaggi. L'integrale interno è un integrale improprioL'integrale improprio (o in senso generalizzato) estende l'integrale definito a intervalli illimitati, ∫ da a a +∞ = lim per x→+∞ di ∫ da a a x, e a funzioni illimitate vicino a un estremo, ∫ da a a b = lim per x→a⁺ di ∫ da x a b. Se il limite è finito l'integrale converge, se è ±∞ diverge, se non esiste f non è integrabile in senso generalizzato. Si calcola con primitiva, integrale definito e poi limite. Per f ≥ 0 valgono il confronto e il confronto asintotico con le funzioni test 1/x^α: a +∞ convergono per α > 1, vicino a 0 per α < 1.Integrali impropri →: una primitiva di λe−λy\lambda e^{-\lambda y} è −e−λy-e^{-\lambda y}, quindi ∫x∞λe−λy dy=lim⁡M→+∞[−e−λy]xM=lim⁡M→+∞(e−λx−e−λM)=e−λx,\int_x^\infty \lambda e^{-\lambda y} \, dy = \lim_{M \to +\infty} \big[-e^{-\lambda y}\big]_x^M = \lim_{M \to +\infty} \big(e^{-\lambda x} - e^{-\lambda M}\big) = e^{-\lambda x}, perché e−λM→0e^{-\lambda M} \to 0 (Esponenziale e logaritmoLa funzione esponenziale a^x (base positiva diversa da 1) e la sua inversa, il logaritmo in base a, con grafici e proprietà.Esponenziale e logaritmo →). È la coda P(Y>x)P(Y > x) dell'esponenziale. Poi e−λxe−λx=e−2λxe^{-\lambda x} e^{-\lambda x} = e^{-2\lambda x} e, con lo stesso conto, ∫0∞λe−2λx dx=λ⋅12λ=12\int_0^\infty \lambda e^{-2\lambda x} \, dx = \lambda \cdot \frac{1}{2\lambda} = \frac12.

Con parametri diversi, X∼Exp(λ)X \sim \text{Exp}(\lambda) e Y∼Exp(μ)Y \sim \text{Exp}(\mu), l'integrale interno diventa e−μxe^{-\mu x} e P(X<Y)=∫0∞λe−λxe−μx dx=λ∫0∞e−(λ+μ)x dx=λλ+μ.P(X < Y) = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} e^{-\mu x} \, dx = \lambda \int_0^\infty e^{-(\lambda + \mu) x} \, dx = \frac{\lambda}{\lambda + \mu}.

Grafico interattivo: L'evento {X < Y} per X, Y ≥ 0: la parte del primo quadrante sopra la bisettrice y = x (probabilità 1/2 se X e Y sono indipendenti con la stessa legge)

Vettori di dimensione nn

Tutto si estende a (X1,…,Xn)(X_1, \dots, X_n): densità f(x1,…,xn)f(x_1, \dots, x_n) con integrale nn-plo uguale a 11; marginali integrando sulle altre variabili; indipendenza se la densità è il prodotto delle nn marginali. Il caso più importante è il vettore gaussianoX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Oggetto Discreto Assolutamente continuo
congiunta p(x,y)=P(X=x,Y=y)p(x, y) = P(X = x, Y = y) f(x,y)f(x, y), P((X,Y)∈A)=∬AfP((X, Y) \in A) = \iint_A f
marginale di XX ∑yp(x,y)\sum_y p(x, y) ∫f(x,y) dy\int f(x, y) \, dy
indipendenza p=pXpYp = p_X p_Y f=fXfYf = f_X f_Y
E[g(X,Y)]E[g(X, Y)] ∑∑g p\sum\sum g \, p ∬gf\iint g f
eventi somma sulle coppie integrale sulla regione

Errori comuni

Versione ripasso

Prerequisiti: Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Variabili aleatorie assolutamente continueX è assolutamente continua se F_X(x) = ∫ da −∞ a x di f_X(t) dt per una densità f_X ≥ 0 con integrale 1; allora P(a < X ≤ b) = ∫ da a a b di f_X, P(X = x) = 0 per ogni x, f_X = F_X' dove F_X è derivabile, E[g(X)] = ∫ g(x) f_X(x) dx, e varianza, momenti e disuguaglianze funzionano come nel caso discreto con gli integrali al posto delle somme.Variabili aleatorie assolutamente continue →. Seguito: Somma di variabili aleatorie indipendentiSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →, Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Funzione di ripartizione congiunta

La funzione di ripartizione congiunta (FdR) di un vettore (X,Y)(X, Y) è FX,Y(x,y):=P(X≤x,Y≤y),(x,y)∈R2.F_{X,Y}(x, y) := P(X \le x, Y \le y), \qquad (x, y) \in \mathbb R^2.

Marginali dalla FdR: FX(x)=lim⁡y→+∞FX,Y(x,y),FY(y)=lim⁡x→+∞FX,Y(x,y).F_X(x) = \lim_{y \to +\infty} F_{X,Y}(x, y), \qquad F_Y(y) = \lim_{x \to +\infty} F_{X,Y}(x, y).

Probabilità di un rettangolo: P(a<X≤b,c<Y≤d)=F(b,d)−F(a,d)−F(b,c)+F(a,c)P(a < X \le b, c < Y \le d) = F(b, d) - F(a, d) - F(b, c) + F(a, c).

Densità congiunta

Il vettore (X,Y)(X, Y) è assolutamente continuo se esiste fX,Y:R2→[0,+∞)f_{X,Y} : \mathbb R^2 \to [0, +\infty) tale che P((X,Y)∈A)=∬AfX,Y(x,y) dx dyper ogni A⊆R2 boreliano.P((X, Y) \in A) = \iint_A f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy \qquad \text{per ogni } A \subseteq \mathbb R^2 \text{ boreliano}. In particolare ∬R2fX,Y=1\iint_{\mathbb R^2} f_{X,Y} = 1 e FX,Y(x,y)=∫−∞x∫−∞yfX,Y(s,t) dt dsF_{X,Y}(x, y) = \int_{-\infty}^x \int_{-\infty}^y f_{X,Y}(s, t) \, dt \, ds.

  • Dalla FdR alla densità: fX,Y(x,y)=∂2FX,Y∂x ∂y(x,y)f_{X,Y}(x, y) = \dfrac{\partial^2 F_{X,Y}}{\partial x \, \partial y}(x, y).
  • Curve e segmenti hanno probabilità nulla (es. P(X=Y)=0P(X = Y) = 0).

Trovare la costante (Esercizio 17 · densità congiunta c(x+y) sul quadrato): f(x,y)=c(x+y)f(x, y) = c(x + y) su [0,3]2[0, 3]^2: ∫03∫03(x+y) dx dy=272+272=27\int_0^3\int_0^3 (x + y)\,dx\,dy = \frac{27}{2} + \frac{27}{2} = 27, quindi c=127c = \frac1{27}.

Densità marginali

Se (X,Y)(X, Y) è a.c., XX e YY sono a.c. con densità fX(x)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dy,fY(y)=∫−∞+∞fX,Y(x,y) dx.f_X(x) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dy, \qquad f_Y(y) = \int_{-\infty}^{+\infty} f_{X,Y}(x, y) \, dx.

Sul quadrato: fX(x)=127∫03(x+y) dy=x9+16f_X(x) = \frac1{27}\int_0^3 (x + y)\,dy = \frac x9 + \frac16 per x∈[0,3]x \in [0, 3] (e 00 fuori).

Regioni non rettangolari: gli estremi di integrazione dipendono dalla variabile fissata. Esempio su T={0≤x≤y≤1}T = \{0 \le x \le y \le 1\} con fX,Y=3yf_{X,Y} = 3y: fissando xx si integra in yy da xx a 11, ottenendo fX(x)=∫x13y dy=32(1−x2)f_X(x) = \int_x^1 3y \, dy = \frac32(1 - x^2).

Indipendenza

XX e YY sono indipendenti se e solo se fX,Y(x,y)=fX(x) fY(y)per (quasi) ogni (x,y).f_{X,Y}(x, y) = f_X(x) \, f_Y(y) \qquad \text{per (quasi) ogni } (x, y).

Criteri pratici:

  1. Costruzione: se indipendenti, la congiunta è il prodotto (X,Y∼Exp(2)X, Y \sim \text{Exp}(2) indipendenti ⇒fX,Y(x,y)=4e−2(x+y)\Rightarrow f_{X,Y}(x, y) = 4e^{-2(x + y)} per x,y≥0x, y \ge 0).
  2. Fattorizzazione: fX,Y(x,y)=g(x)h(y)f_{X,Y}(x, y) = g(x) h(y) e regione positiva rettangolare.
  3. Supporto non rettangolare ⇒\Rightarrow non indipendenti.

Esempio (Esercizio 21 · densità condizionata e proprietà della torre): sul triangolo TT la marginale di YY si ottiene fissando yy e integrando in xx da 00 a yy: fY(y)=3y2f_Y(y) = 3y^2 su [0,1][0, 1]. Errore classico: scrivere fX(x)=∫013y dyf_X(x) = \int_0^1 3y\,dy. Il supporto TT non è un rettangolo, quindi XX e YY non sono indipendenti; sul quadrato c(x+y)c(x+y) non si fattorizza (f(0,0)=0≠fX(0)fY(0)=136f(0,0) = 0 \ne f_X(0) f_Y(0) = \frac1{36}).

Valore medio di funzioni del vettore

E[g(X,Y)]=∬R2g(x,y) fX,Y(x,y) dx dy.E[g(X, Y)] = \iint_{\mathbb R^2} g(x, y) \, f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy.

Linearità sempre valida; per v.a. indipendenti E[g(X)h(Y)]=E[g(X)]E[h(Y)]E[g(X) h(Y)] = E[g(X)] E[h(Y)].

Esempio (quadrato): E[XY]=127⋅2⋅812=3E[XY] = \frac1{27} \cdot 2 \cdot \frac{81}{2} = 3, E[X]=E[Y]=74E[X] = E[Y] = \frac74, E[XY]−E[X]E[Y]=3−4916=−116E[XY] - E[X]E[Y] = 3 - \frac{49}{16} = -\frac1{16} (Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →).

Eventi sul vettore: si integra la densità sulla regione. X,Y∼Exp(λ)X, Y \sim \text{Exp}(\lambda) indipendenti: P(X<Y)=∫0∞λe−λxe−λx dx=12P(X < Y) = \int_0^\infty \lambda e^{-\lambda x} e^{-\lambda x}\,dx = \frac12.

Oggetto Discreto Assolutamente continuo
congiunta p(x,y)=P(X=x,Y=y)p(x, y) = P(X = x, Y = y) f(x,y)f(x, y), P((X,Y)∈A)=∬AfP((X, Y) \in A) = \iint_A f
marginale di XX ∑yp(x,y)\sum_y p(x, y) ∫f(x,y) dy\int f(x, y) \, dy
indipendenza p=pXpYp = p_X p_Y f=fXfYf = f_X f_Y
E[g(X,Y)]E[g(X, Y)] ∑∑g p\sum\sum g \, p ∬gf\iint g f

Errori tipici: usare estremi di integrazione costanti su regioni non rettangolari; dedurre l'indipendenza dalla sola formula fattorizzata ignorando che il supporto non è un rettangolo; calcolare la densità di una somma moltiplicando le densità (serve la convoluzioneSe X e Y sono indipendenti, la legge di Z = X + Y è la convoluzione: p_Z(n) = Σ_k p_X(k) p_Y(n − k) nel discreto, f_Z(z) = ∫ f_X(z − y) f_Y(y) dy nel continuo. Casi notevoli: Bin(n,p) + Bin(m,p) = Bin(n+m,p), Poi(λ) + Poi(μ) = Poi(λ+μ), Geo + Geo con densità (n−1)p²(1−p)^(n−2), Exp(λ) + Exp(λ) = Γ(2,λ), gaussiane indipendenti sommano medie e varianze.Somma di variabili aleatorie indipendenti →).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata