Salta al contenuto
Note per Studenti Densità e media condizionata

Densità e media condizionata

In questa pagina 9
In questa pagina 6

Punto 5 del programma ("densità e media condizionata di v.a. discrete e assolutamente continue; condizionamento rispetto a un evento e rispetto al valore di una v.a.; vettore gaussiano condizionato"). Prerequisiti: Probabilità condizionataLa probabilità di A sapendo che si è verificato B è P(A ∣ B) = P(A ∩ B) / P(B), con P(B) > 0; è una nuova misura di probabilità, e da essa seguono la regola del prodotto e la regola della catena.Probabilità condizionata →, Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

L'idea

La Probabilità condizionataLa probabilità di A sapendo che si è verificato B è P(A ∣ B) = P(A ∩ B) / P(B), con P(B) > 0; è una nuova misura di probabilità, e da essa seguono la regola del prodotto e la regola della catena.Probabilità condizionata → P(A∣B)P(A \mid B) aggiorna le probabilità quando si sa che è successo BB. Qui si fa lo stesso con una v.a.: si osserva il valore di YY e ci si chiede come cambia la legge di XX. Esempi: sapendo che il canale è in stato "disturbato" (Y=1Y = 1), qual è la legge del numero di errori XX? Sapendo che un sistema ha lavorato per T=nT = n cicli, quanti successi ci si aspetta?

Condizionamento rispetto a un evento

Definizione (densità e media condizionate a un evento). Se BB è un evento con P(B)>0P(B) > 0, la densità di XX condizionata a BB è pX∣B(x):=P(X=x∣B)=P({X=x}∩B)P(B),p_{X \mid B}(x) := P(X = x \mid B) = \frac{P(\{X = x\} \cap B)}{P(B)}, e la media condizionata è E[X∣B]=∑xx pX∣B(x)E[X \mid B] = \sum_x x \, p_{X \mid B}(x).

È una densità discreta a tutti gli effetti (non negativa, somma 11), perché P(⋅∣B)P(\cdot \mid B) è una probabilità. In concreto: gli eventi {X=x}∩B\{X = x\} \cap B, al variare di xx, sono disgiunti e la loro unione è BB, quindi ∑xP({X=x}∩B)=P(B)\sum_x P(\{X = x\} \cap B) = P(B) e, dividendo per P(B)P(B), la somma delle pX∣B(x)p_{X \mid B}(x) è 11.

Esempio (dado): XX = risultato di un dado, BB = "esce pari". pX∣B(x)=13p_{X \mid B}(x) = \frac13 per x∈{2,4,6}x \in \{2, 4, 6\} e 00 altrove, quindi E[X∣B]=4E[X \mid B] = 4. Infatti per xx pari P({X=x}∩B)=P(X=x)=16P(\{X = x\} \cap B) = P(X = x) = \frac16 e P(B)=12P(B) = \frac12, il rapporto è 13\frac13; per xx dispari l'intersezione è vuota. La media è 2+4+63=4\frac{2 + 4 + 6}{3} = 4, contro E[X]=3,5E[X] = 3{,}5 senza informazione.

Esempio (assenza di memoria): X∼Geo(p)X \sim \text{Geo}(p), B={X>n}B = \{X > n\}: X−nX - n condizionata a BB è ancora Geo(p)\text{Geo}(p) (Distribuzione geometricaGeo(p) è il numero della prova in cui arriva il primo successo in prove indipendenti: P(X = n) = (1−p)^(n−1) p per n ≥ 1, P(X > n) = (1−p)^n (lunga attesa), media 1/p, varianza (1−p)/p², ed è senza memoria.Distribuzione geometrica →), quindi E[X∣X>n]=n+1pE[X \mid X > n] = n + \frac1p. Il conto: P(X>n)=(1−p)nP(X > n) = (1 - p)^n (i primi nn tentativi falliscono), e per k≥1k \ge 1 P(X−n=k∣X>n)=P(X=n+k)P(X>n)=p(1−p)n+k−1(1−p)n=p(1−p)k−1,P(X - n = k \mid X > n) = \frac{P(X = n + k)}{P(X > n)} = \frac{p(1 - p)^{n + k - 1}}{(1 - p)^n} = p(1 - p)^{k - 1}, che è la densità di Geo(p)\text{Geo}(p) in kk (al numeratore {X=n+k}∩{X>n}={X=n+k}\{X = n + k\} \cap \{X > n\} = \{X = n + k\} perché n+k>nn + k > n). Quindi E[X−n∣X>n]=1pE[X - n \mid X > n] = \frac1p e, per linearità della media condizionata, E[X∣X>n]=n+1pE[X \mid X > n] = n + \frac1p.

Formula delle medie totali. Se B1,…,BkB_1, \dots, B_k è una partizione di Ω\Omega con P(Bi)>0P(B_i) > 0: E[X]=∑iE[X∣Bi] P(Bi).E[X] = \sum_i E[X \mid B_i] \, P(B_i). È la formula delle probabilità totaliSe (A_i) è una partizione di Ω, P(B) = Σ P(B ∣ A_i) P(A_i) (probabilità totali); la formula di Bayes inverte il condizionamento: P(A_k ∣ B) = P(B ∣ A_k) P(A_k) / P(B).Formula delle probabilità totali e formula di Bayes → applicata alle medie: E[X∣Bi]P(Bi)=∑xx P({X=x}∩Bi)E[X \mid B_i] P(B_i) = \sum_x x \, P(\{X = x\} \cap B_i), e sommando su ii si ottiene ∑xx∑iP({X=x}∩Bi)=∑xx P(X=x)=E[X]\sum_x x \sum_i P(\{X = x\} \cap B_i) = \sum_x x \, P(X = x) = E[X]. Esempio: dado, B1B_1 = pari, B2B_2 = dispari: E[X]=4⋅12+3⋅12=3,5E[X] = 4 \cdot \frac12 + 3 \cdot \frac12 = 3{,}5 ✓ (la media dei dispari 1,3,51, 3, 5 è 33).

Condizionamento al valore di una v.a. discreta

Definizione (densità e media condizionate a una v.a. discreta). Siano X,YX, Y discrete. Per ogni yy con pY(y)>0p_Y(y) > 0, la densità di XX condizionata a Y=yY = y è pX∣Y(x∣y):=P(X=x∣Y=y)=pX,Y(x,y)pY(y),p_{X \mid Y}(x \mid y) := P(X = x \mid Y = y) = \frac{p_{X,Y}(x, y)}{p_Y(y)}, e la media condizionata è E[X∣Y=y]:=∑xx pX∣Y(x∣y)E[X \mid Y = y] := \sum_x x \, p_{X \mid Y}(x \mid y).

Esempio. Con pX,Y≡14p_{X,Y} \equiv \frac{1}{4} su {0,1}2\{0,1\}^2: pY(1)=14+14=12p_Y(1) = \frac14 + \frac14 = \frac12, quindi pX∣Y(x∣1)=1/41/2=12p_{X \mid Y}(x \mid 1) = \frac{1/4}{1/2} = \frac{1}{2} per x=0,1x = 0, 1 e E[X∣Y=1]=0⋅12+1⋅12=12E[X \mid Y = 1] = 0 \cdot \frac12 + 1 \cdot \frac12 = \frac{1}{2}.

Nella tabella della congiunta: si prende la colonna Y=yY = y e la si divide per la sua somma, cioè per la marginale pY(y)p_Y(y), in modo che sommi a 11.

Esempio (urna): 2 nere e 3 bianche, due estrazioni senza reinserimento (Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →). Dato Y=1Y = 1 (seconda nera), la colonna è (310,110)(\frac{3}{10}, \frac{1}{10}) con somma 410\frac{4}{10}, quindi P(X=0∣Y=1)=3/104/10=34P(X = 0 \mid Y = 1) = \frac{3/10}{4/10} = \frac34, P(X=1∣Y=1)=1/104/10=14P(X = 1 \mid Y = 1) = \frac{1/10}{4/10} = \frac14 e E[X∣Y=1]=0⋅34+1⋅14=14E[X \mid Y = 1] = 0 \cdot \frac34 + 1 \cdot \frac14 = \frac14. Si ritrova il conto diretto: se la seconda è nera, la prima è una delle altre 4 palline, di cui 1 nera.

Regola del prodotto rovesciata: pX,Y(x,y)=pX∣Y(x∣y) pY(y)p_{X,Y}(x, y) = p_{X \mid Y}(x \mid y) \, p_Y(y). Molti esercizi danno la legge di YY e la legge condizionata di XX, e la congiunta si costruisce così.

Indipendenza: XX e YY sono indipendenti se e solo se pX∣Y(x∣y)=pX(x)p_{X \mid Y}(x \mid y) = p_X(x) per ogni yy: conoscere YY non cambia la legge di XX.

Esempio d'esame: somma di un numero aleatorio di Bernoulli

(II parziale 15.01.2026, Esercizio 22 · somma di un numero geometrico di Bernoulli.) X1,X2,⋯∼Be(p)X_1, X_2, \dots \sim \text{Be}(p) indipendenti, T∼Geo(q)T \sim \text{Geo}(q) indipendente da esse, Y=X1+⋯+XTY = X_1 + \dots + X_T (si fa un numero aleatorio TT di prove e si contano i successi).

Dato T=nT = n, YY è la somma di nn Bernoulli indipendenti (l'indipendenza di TT dalle XkX_k permette di sostituire TT con nn senza cambiare la loro legge):

P(Y=j∣T=n)=P(X1+⋯+Xn=j)=(nj)pj(1−p)n−j,j=0,…,n.P(Y = j \mid T = n) = P(X_1 + \dots + X_n = j) = \binom nj p^j (1 - p)^{n - j}, \qquad j = 0, \dots, n.

Cioè Y∣T=n∼Bin(n,p)Y \mid T = n \sim \text{Bin}(n, p), e quindi E[Y∣T=n]=npE[Y \mid T = n] = np (la somma di nn Bernoulli indipendenti di parametro pp è binomialeBernoulli Be(p): un solo tentativo, vale 1 con probabilità p; binomiale Bin(n, p): numero di successi in n prove indipendenti, P(X = k) = C(n,k) p^k (1−p)^(n−k), media np e varianza np(1−p); uniforme discreta: n valori equiprobabili.Bernoulli, binomiale e uniforme discreta →, con media npnp).

Perché si può togliere il condizionamento. P(Y=j∣T=n)=P(X1+⋯+Xn=j, T=n)P(T=n)P(Y = j \mid T = n) = \frac{P(X_1 + \dots + X_n = j, \ T = n)}{P(T = n)}, e il numeratore si fattorizza in P(X1+⋯+Xn=j) P(T=n)P(X_1 + \dots + X_n = j) \, P(T = n) perché X1+⋯+XnX_1 + \dots + X_n è funzione delle sole XkX_k, indipendenti da TT; il fattore P(T=n)P(T = n) si semplifica.

Condizionamento al valore di una v.a. continua

Se YY è continua, P(Y=y)=0P(Y = y) = 0 e la definizione elementare non si può usare. Si definisce per analogia, con le densità al posto delle probabilità.

Definizione (densità e media condizionate a una v.a. continua). Sia (X,Y)(X, Y) assolutamente continuo. Per ogni yy con fY(y)>0f_Y(y) > 0, la densità di XX condizionata a Y=yY = y è fX∣Y(x∣y):=fX,Y(x,y)fY(y),f_{X \mid Y}(x \mid y) := \frac{f_{X,Y}(x, y)}{f_Y(y)}, e E[X∣Y=y]:=∫x fX∣Y(x∣y) dxE[X \mid Y = y] := \int x \, f_{X \mid Y}(x \mid y) \, dx.

Esempio. fX,Y=1f_{X,Y} = 1 sul quadrato [0,1]2[0,1]^2: fX∣Y(x∣y)=1f_{X \mid Y}(x \mid y) = 1 per x∈[0,1]x \in [0,1], cioè X∣Y=y∼U(0,1)X \mid Y = y \sim U(0,1) e E[X∣Y=y]=12E[X \mid Y = y] = \frac{1}{2}.

Perché ha senso. Si condiziona a {y≤Y≤y+h}\{y \le Y \le y + h\}, che ha probabilità positiva, e si manda h→0h \to 0: P(X≤x∣y≤Y≤y+h)≈∫−∞xfX,Y(s,y)h dsfY(y)hP(X \le x \mid y \le Y \le y + h) \approx \frac{\int_{-\infty}^x f_{X,Y}(s, y) h \, ds}{f_Y(y) h}, e le hh si semplificano. Le due approssimazioni vengono dal teorema della media integraleL'integrale definito è lineare, monotono (f ≤ g implica ∫f ≤ ∫g), additivo rispetto all'intervallo (con ∫ da a ad a = 0 e ∫ da b ad a = −∫ da a a b) e verifica |∫f| ≤ ∫|f|. Teorema della media integrale: se f è continua su [a,b] esiste c con f(c) = (1/(b−a))∫f, cioè un rettangolo di altezza f(c) ha la stessa area del trapezoide.Proprietà dell'integrale definito e teorema della media →: su un intervallo [y,y+h][y, y + h] piccolo l'integrale di una funzione continua è circa il valore nel punto per la lunghezza hh, quindi P(y≤Y≤y+h)=∫yy+hfY(t) dt≈fY(y)h,P(X≤x, y≤Y≤y+h)=∫−∞x∫yy+hfX,Y(s,t) dt ds≈h∫−∞xfX,Y(s,y) ds.P(y \le Y \le y + h) = \int_y^{y+h} f_Y(t) \, dt \approx f_Y(y) h, \qquad P(X \le x, \ y \le Y \le y + h) = \int_{-\infty}^x \int_y^{y + h} f_{X,Y}(s, t) \, dt \, ds \approx h \int_{-\infty}^x f_{X,Y}(s, y) \, ds. Il rapporto tende a ∫−∞xfX,Y(s,y)fY(y) ds\int_{-\infty}^x \frac{f_{X,Y}(s, y)}{f_Y(y)} \, ds: la funzione integrata è proprio fX∣Y(s∣y)f_{X \mid Y}(s \mid y).

Geometricamente: si taglia la superficie z=fX,Y(x,y)z = f_{X,Y}(x, y) con il piano verticale "Y=yY = y" e si rinormalizza il profilo ottenuto perché abbia area 11.

Esempio (II parziale 15.01.2026, Esercizio 17 · densità congiunta c(x+y) sul quadrato): f(x,y)=x+y27f(x, y) = \frac{x + y}{27} su [0,3]2[0, 3]^2, fY(y)=y9+16=2y+318f_Y(y) = \frac y9 + \frac16 = \frac{2y + 3}{18}. Per y∈[0,3]y \in [0, 3]:

fX∣Y(x∣y)=(x+y)/27(2y+3)/18=2(x+y)3(2y+3)=2x+2y6y+9,x∈[0,3].f_{X \mid Y}(x \mid y) = \frac{(x + y)/27}{(2y + 3)/18} = \frac{2(x + y)}{3(2y + 3)} = \frac{2x + 2y}{6y + 9}, \qquad x \in [0, 3].

La marginale è quella calcolata in Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →, riscritta con denominatore comune: y9+16=2y18+318\frac y9 + \frac16 = \frac{2y}{18} + \frac{3}{18}. Nella divisione si moltiplica per il reciproco, x+y27⋅182y+3\frac{x + y}{27} \cdot \frac{18}{2y + 3}, e 1827=23\frac{18}{27} = \frac23.

Controllo: ∫032x+2y6y+9dx=16y+9[x2+2xy]03=9+6y6y+9=1\int_0^3 \frac{2x + 2y}{6y + 9} dx = \frac{1}{6y + 9}\big[x^2 + 2xy\big]_0^3 = \frac{9 + 6y}{6y + 9} = 1 ✓. La densità condizionata dipende da yy: altra conferma che XX e YY non sono indipendenti.

Grafico interattivo: Densità di X condizionata a Y = y per f = (x + y)/27 sul quadrato [0, 3]²: (2x + 2y)/(6y + 9) cambia con y (più pendente per y = 0 che per y = 3), ma ha sempre area 1

Costruire la congiunta dalla condizionata: fX,Y(x,y)=fX∣Y(x∣y) fY(y)f_{X,Y}(x, y) = f_{X \mid Y}(x \mid y) \, f_Y(y).

Esempio (II appello 12.02.2026, Esercizio 21 · densità condizionata e proprietà della torre): YY ha densità 3y23y^2 su [0,1][0, 1] e, dato Y=yY = y, XX è uniforme su [0,y][0, y]: fX∣Y(x∣y)=1y1[0,y](x)f_{X \mid Y}(x \mid y) = \frac1y \mathbb 1_{[0, y]}(x) (la densità uniforme su un intervallo è 1lunghezza\frac{1}{\text{lunghezza}} dentro e 00 fuori, Distribuzioni uniforme continua ed esponenzialeU(a, b) ha densità costante 1/(b − a) su [a, b], media (a + b)/2 e varianza (b − a)²/12; Exp(λ) ha densità λe^(−λx) per x ≥ 0, FdD 1 − e^(−λx), P(X > t) = e^(−λt), media 1/λ, varianza 1/λ², ed è l'unica legge continua senza memoria (versione continua della geometrica).Distribuzioni uniforme continua ed esponenziale →; 1[0,y](x)\mathbb 1_{[0, y]}(x) vale 11 se 0≤x≤y0 \le x \le y e 00 altrimenti). Allora fX,Y(x,y)=1y⋅3y2=3ysul triangolo {0≤x≤y≤1}.f_{X,Y}(x, y) = \frac1y \cdot 3y^2 = 3y \quad \text{sul triangolo } \{0 \le x \le y \le 1\}. Il triangolo nasce mettendo insieme i due vincoli: 0≤y≤10 \le y \le 1 (dove fY>0f_Y > 0) e 0≤x≤y0 \le x \le y (dove l'indicatrice vale 11).

La media condizionata come variabile aleatoria

E[X∣Y=y]E[X \mid Y = y] è un numero che dipende da yy: chiamiamolo h(y)h(y). Sostituendo yy con la v.a. YY si ottiene una nuova v.a.:

Definizione (media condizionata come variabile aleatoria). E[X∣Y]:=h(Y),dove h(y)=E[X∣Y=y].E[X \mid Y] := h(Y), \qquad \text{dove } h(y) = E[X \mid Y = y].

Esempio. Se E[X∣Y=y]=y2E[X \mid Y = y] = \frac{y}{2}, allora E[X∣Y]=Y2E[X \mid Y] = \frac{Y}{2}, una v.a. funzione di YY.

È la migliore previsione di XX che si può fare conoscendo YY. Esempi: se X∣Y=y∼U(0,y)X \mid Y = y \sim U(0, y), allora h(y)=y2h(y) = \frac y2 e E[X∣Y]=Y2E[X \mid Y] = \frac Y2; se Y∣T=n∼Bin(n,p)Y \mid T = n \sim \text{Bin}(n, p), allora E[Y∣T]=pTE[Y \mid T] = pT.

Grafico interattivo: Dato Y = y, X è uniforme su [0, y]: per y = 0,8 sta sul segmento orizzontale e la sua media è 0,4. Al variare di y le medie condizionate stanno sulla retta x = y/2, cioè E[X | Y] = Y/2

Proprietà della torre

Proprietà della torre (o della media iterata): E[E[X∣Y]]=E[X].E\big[E[X \mid Y]\big] = E[X]. Nel continuo: E[X]=∫E[X∣Y=y] fY(y) dyE[X] = \int E[X \mid Y = y] \, f_Y(y) \, dy; nel discreto: E[X]=∑yE[X∣Y=y] pY(y)E[X] = \sum_y E[X \mid Y = y] \, p_Y(y).

Esempio. Y∼U(0,1)Y \sim U(0,1) e E[X∣Y]=Y2E[X \mid Y] = \frac{Y}{2}: E[X]=E[Y2]=12E[Y]=12⋅12=14E[X] = E\left[\frac{Y}{2}\right] = \frac12 E[Y] = \frac12 \cdot \frac12 = \frac{1}{4}.

Dimostrazione (caso continuo). ∫E[X∣Y=y]fY(y) dy=∫(∫xfX,Y(x,y)fY(y)dx)fY(y) dy=∬xfX,Y(x,y) dx dy=E[X]. ■\int E[X \mid Y = y] f_Y(y) \, dy = \int \left(\int x \frac{f_{X,Y}(x, y)}{f_Y(y)} dx\right) f_Y(y) \, dy = \iint x f_{X,Y}(x, y) \, dx \, dy = E[X]. \ \blacksquare

Il primo passaggio è la definizione di E[X∣Y=y]E[X \mid Y = y]; nel secondo fY(y)f_Y(y), che non dipende da xx, entra nell'integrale interno e si semplifica, e i due integrali uno dentro l'altro sono un integrale doppio (FubiniL'integrale doppio di f su un rettangolo si definisce con somme inferiori e superiori su partizioni in rettangolini (per f ≥ 0 è il volume sotto il grafico); su un dominio limitato D si estende f con 0 fuori da D. Area(D) = ∬D 1. Per f continua su un dominio y-semplice {a ≤ x ≤ b, g1(x) ≤ y ≤ g2(x)} vale Fubini: ∬D f = ∫ab (∫g1(x)g2(x) f dy) dx, e simmetricamente per i domini x-semplici; scambiare l'ordine può rendere calcolabile l'integrale.Integrali doppi e teorema di Fubini →); l'ultimo è il valore medio di g(X,Y)=Xg(X, Y) = X calcolato con la congiunta (Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →).

È la formula delle medie totali con infinite "cause" {Y=y}\{Y = y\}: si calcola la media in ogni scenario e poi si fa la media degli scenari, pesata con la loro probabilità.

Perché è utile: spesso E[X∣Y]E[X \mid Y] è immediata (la legge condizionata è nota) mentre la legge di XX è complicata.

Esempio 1 (II appello 12.02.2026): E[X∣Y]=Y2E[X \mid Y] = \frac Y2 e E[Y]=∫01y⋅3y2dy=34E[Y] = \int_0^1 y \cdot 3y^2 dy = \frac34, quindi E[X]=E[Y2]=12⋅34=38,E[X] = E\left[\frac Y2\right] = \frac12 \cdot \frac34 = \frac38, senza calcolare la marginale di XX (che è 32(1−x2)\frac32(1 - x^2) e dà lo stesso risultato, controllo ✓). I conti: ∫013y3 dy=34\int_0^1 3y^3 \, dy = \frac34; per il controllo ∫01x⋅32(1−x2) dx=32(12−14)=32⋅14=38\int_0^1 x \cdot \frac32(1 - x^2) \, dx = \frac32\left(\frac12 - \frac14\right) = \frac32 \cdot \frac14 = \frac38 ✓.

Esempio 2 (II parziale 15.01.2026): E[Y∣T]=pTE[Y \mid T] = pT e E[T]=1qE[T] = \frac1q (media della Distribuzione geometricaGeo(p) è il numero della prova in cui arriva il primo successo in prove indipendenti: P(X = n) = (1−p)^(n−1) p per n ≥ 1, P(X > n) = (1−p)^n (lunga attesa), media 1/p, varianza (1−p)/p², ed è senza memoria.Distribuzione geometrica →), quindi per la torre e la linearità E[Y]=E[pT]=pE[T]=pqE[Y] = E[pT] = pE[T] = \frac pq. Si fanno in media 1q\frac1q prove e ognuna ha successo con probabilità pp.

Versione generale. Per ogni funzione gg: E[g(X)]=E[E[g(X)∣Y]]E[g(X)] = E\big[E[g(X) \mid Y]\big]. Con g(x)=eiθxg(x) = e^{i\theta x} si calcola la Funzione caratteristicaLa funzione caratteristica φ_X(θ) = E[e^(iθX)] = E[cos θX] + iE[sin θX] esiste per ogni v.a. e ogni θ, vale 1 in 0, ha modulo ≤ 1, determina la legge (è la trasformata di Fourier della densità), trasforma le somme di v.a. indipendenti in prodotti e dà i momenti: E[X^k] = φ^(k)(0) / i^k. Per N(μ, σ²) vale e^(iμθ − σ²θ²/2).Funzione caratteristica → di somme aleatorie: nell'esempio 2, E[eiθY∣T=n]=anE[e^{i\theta Y} \mid T = n] = a^n con a=peiθ+1−pa = pe^{i\theta} + 1 - p, quindi φY(θ)=E[aT]\varphi_Y(\theta) = E[a^T], una serie geometrica.

I passaggi. Dato T=nT = n, eiθY=eiθX1⋯eiθXne^{i\theta Y} = e^{i\theta X_1} \cdots e^{i\theta X_n}, e la media di un prodotto di v.a. indipendenti è il prodotto delle medie; ciascuna vale E[eiθXk]=peiθ+(1−p)e0=aE[e^{i\theta X_k}] = p e^{i\theta} + (1 - p) e^0 = a. Poi φY(θ)=∑n≥1an q(1−q)n−1=qa∑m≥0((1−q)a)m=qa1−(1−q)a,\varphi_Y(\theta) = \sum_{n \ge 1} a^n \, q(1 - q)^{n - 1} = qa \sum_{m \ge 0} \big((1 - q)a\big)^m = \frac{qa}{1 - (1 - q)a}, con m=n−1m = n - 1 e la serie geometricaLe serie di cui si conosce il carattere e da usare come termine di paragone: geometrica (converge a 1/(1-q) se |q|<1), telescopiche (somma b_1 - lim b_n, come Mengoli), armonica generalizzata (1/n^alpha converge se e solo se alpha>1).Serie notevoli - geometrica, telescopica, armonica → di ragione (1−q)a(1 - q)a, che converge perché ∣a∣≤p+(1−p)=1|a| \le p + (1 - p) = 1 e quindi ∣(1−q)a∣≤1−q<1|(1 - q)a| \le 1 - q < 1 (la serie geometrica con ragione complessa converge quando il modulo della ragione è minore di 11, come per i reali).

Proprietà utili (dalla definizione): E[g(Y)X∣Y]=g(Y)E[X∣Y]E[g(Y) X \mid Y] = g(Y) E[X \mid Y] ("ciò che è noto esce dalla media condizionata"); se XX e YY sono indipendenti, E[X∣Y]=E[X]E[X \mid Y] = E[X].

Vettore gaussiano condizionato

Teorema (vettore gaussiano condizionato). Se (X,Y)(X, Y) è un vettore gaussiano con medie m1,m2m_1, m_2, varianze σ12,σ22>0\sigma_1^2, \sigma_2^2 > 0 e correlazione ρ\rho, allora, dato Y=yY = y, X∣Y=y ∼ N(m1+ρσ1σ2(y−m2),  σ12(1−ρ2)).X \mid Y = y \ \sim \ N\left(m_1 + \rho\frac{\sigma_1}{\sigma_2}(y - m_2), \ \ \sigma_1^2(1 - \rho^2)\right). Equivalentemente E[X∣Y]=m1+Cov(X,Y)Var(Y)(Y−m2)E[X \mid Y] = m_1 + \frac{\text{Cov}(X, Y)}{\text{Var}(Y)}(Y - m_2).

Esempio. (X,Y)(X,Y) gaussiano centrato con σ1=σ2=1\sigma_1 = \sigma_2 = 1 e ρ=12\rho = \frac{1}{2}: dato Y=2Y = 2, X∼N(12⋅2, 1−14)=N(1,34)X \sim N\left(\frac{1}{2} \cdot 2,\ 1 - \frac{1}{4}\right) = N\left(1, \frac{3}{4}\right). (Media: m1=m2=0m_1 = m_2 = 0 e ρσ1σ2=12\rho\frac{\sigma_1}{\sigma_2} = \frac12, quindi 0+12(2−0)=10 + \frac12(2 - 0) = 1; varianza 1⋅(1−ρ2)=1−141 \cdot (1 - \rho^2) = 1 - \frac14.)

Perché (idea). Si scrive X=m1+c(Y−m2)+WX = m_1 + c(Y - m_2) + W scegliendo c=Cov(X,Y)Var(Y)c = \frac{\text{Cov}(X, Y)}{\text{Var}(Y)} in modo che WW abbia covarianza nulla con YY: infatti, per bilinearità (Covarianza e coefficiente di correlazioneCov(X, Y) = E[(X − E X)(Y − E Y)] = E[XY] − E[X]E[Y] misura quanto X e Y variano insieme; è bilineare, Cov(X, X) = Var(X), Var(X + Y) = Var X + Var Y + 2Cov(X, Y); ρ = Cov / (σ_X σ_Y) sta in [−1, 1] e vale ±1 solo per legami lineari. Indipendenti ⇒ non correlate, ma non viceversa (tranne per i vettori gaussiani).Covarianza e coefficiente di correlazione →; le costanti non contano), Cov(W,Y)=Cov(X−cY,Y)=Cov(X,Y)−c Var(Y)=0\text{Cov}(W, Y) = \text{Cov}(X - cY, Y) = \text{Cov}(X, Y) - c\,\text{Var}(Y) = 0. (W,Y)(W, Y) è gaussiano (trasformazione lineare di (X,Y)(X, Y)), quindi WW e YY non correlate sono indipendenti (Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →). Dato Y=yY = y, la parte m1+c(y−m2)m_1 + c(y - m_2) è fissata e resta WW, che per l'indipendenza ha la stessa legge di prima: gaussiana con media E[X]−m1−c(E[Y]−m2)=0E[X] - m_1 - c(E[Y] - m_2) = 0 e varianza Var(W)=Var(X)−c2Var(Y)=σ12−ρ2σ12σ22σ22=σ12(1−ρ2).\text{Var}(W) = \text{Var}(X) - c^2\text{Var}(Y) = \sigma_1^2 - \frac{\rho^2\sigma_1^2\sigma_2^2}{\sigma_2^2} = \sigma_1^2(1 - \rho^2). Il primo passaggio: Var(X−cY)=Var(X)+c2Var(Y)−2c Cov(X,Y)\text{Var}(X - cY) = \text{Var}(X) + c^2 \text{Var}(Y) - 2c\,\text{Cov}(X, Y), e siccome Cov(X,Y)=c Var(Y)\text{Cov}(X, Y) = c\,\text{Var}(Y) l'ultimo termine è −2c2Var(Y)-2c^2\text{Var}(Y); in tutto Var(X)−c2Var(Y)\text{Var}(X) - c^2 \text{Var}(Y). Nel secondo si usa c=ρσ1σ2σ22=ρσ1σ2c = \frac{\rho\sigma_1\sigma_2}{\sigma_2^2} = \rho\frac{\sigma_1}{\sigma_2}, che è anche il coefficiente davanti a (y−m2)(y - m_2) nella media del teorema.

Tre osservazioni.

Esempio. Σ=(4222)\Sigma = \begin{pmatrix} 4 & 2 \\ 2 & 2 \end{pmatrix}, m=(1,−1)m = (1, -1): c=22=1c = \frac22 = 1, quindi X∣Y=y∼N(1+(y+1), 4−12⋅2)=N(y+2, 2)X \mid Y = y \sim N(1 + (y + 1), \ 4 - 1^2 \cdot 2) = N(y + 2, \ 2). Qui c=Cov(X,Y)Var(Y)=Σ12Σ22c = \frac{\text{Cov}(X, Y)}{\text{Var}(Y)} = \frac{\Sigma_{12}}{\Sigma_{22}} e y−m2=y+1y - m_2 = y + 1. Con ρ2=224⋅2=12\rho^2 = \frac{2^2}{4 \cdot 2} = \frac12 si ritrova la varianza σ12(1−ρ2)=4⋅12=2\sigma_1^2(1 - \rho^2) = 4 \cdot \frac12 = 2: osservare YY dimezza la varianza di XX.

Grafico interattivo: Esempio con m = (1, −1) e Σ con varianze 4 e 2, covarianza 2: la marginale di X è N(1, 4); dato Y = −1 (cioè Y uguale alla sua media) X è N(1, 2), con lo stesso centro ma più stretta; dato Y = 1 è N(3, 2), spostata a destra perché la covarianza è positiva

Oggetto Discreto Continuo
condizionata pX∣Y(x∣y)=p(x,y)pY(y)p_{X\mid Y}(x \mid y) = \frac{p(x, y)}{p_Y(y)} fX∣Y(x∣y)=f(x,y)fY(y)f_{X\mid Y}(x \mid y) = \frac{f(x, y)}{f_Y(y)}
media condizionata ∑xx pX∣Y(x∣y)\sum_x x\, p_{X\mid Y}(x \mid y) ∫x fX∣Y(x∣y) dx\int x\, f_{X\mid Y}(x \mid y)\, dx
congiunta pX∣Y⋅pYp_{X\mid Y} \cdot p_Y fX∣Y⋅fYf_{X\mid Y} \cdot f_Y
torre E[X]=∑yE[X∣Y=y]pY(y)E[X] = \sum_y E[X \mid Y = y] p_Y(y) E[X]=∫E[X∣Y=y]fY(y)dyE[X] = \int E[X \mid Y = y] f_Y(y) dy

Errori comuni

  • Dividere per la marginale sbagliata: per condizionare a Y=yY = y si divide per fY(y)f_Y(y), non per fX(x)f_X(x).
  • Dimenticare il supporto della condizionata: fX∣Y(x∣y)=1yf_{X \mid Y}(x \mid y) = \frac1y vale solo per 0≤x≤y0 \le x \le y.
  • Trattare E[X∣Y]E[X \mid Y] come un numero: è una v.a. (funzione di YY); è E[X∣Y=y]E[X \mid Y = y] a essere un numero.
  • Applicare la torre al contrario: E[E[X∣Y]]E[E[X \mid Y]] dà E[X]E[X], non E[Y]E[Y].

Versione ripasso

Prerequisiti: Probabilità condizionataLa probabilità di A sapendo che si è verificato B è P(A ∣ B) = P(A ∩ B) / P(B), con P(B) > 0; è una nuova misura di probabilità, e da essa seguono la regola del prodotto e la regola della catena.Probabilità condizionata →, Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →, Vettori aleatori assolutamente continuiUn vettore (X, Y) è assolutamente continuo se P((X, Y) ∈ A) = ∬_A f(x, y) dx dy per una densità congiunta f ≥ 0 con integrale 1; le marginali si ottengono integrando sull'altra variabile (f_X(x) = ∫ f(x, y) dy), X e Y sono indipendenti se f(x, y) = f_X(x) f_Y(y), e E[g(X, Y)] = ∬ g f. Il punto delicato degli esercizi è descrivere bene la regione dove f > 0.Vettori aleatori assolutamente continui →, Vettori gaussianiX = (X₁, ..., Xₙ) è un vettore gaussiano N(m, Σ) se ogni combinazione lineare a·X è gaussiana (equivalentemente X = m + AZ con Z gaussiane standard indipendenti); se Σ è invertibile ha densità exp(−½(x−m)ᵀΣ⁻¹(x−m)) / √((2π)ⁿ det Σ). Proprietà chiave: AX + b ~ N(Am + b, AΣAᵀ), le marginali sono gaussiane e componenti non correlate sono indipendenti.Vettori gaussiani →.

Condizionamento rispetto a un evento

Se BB è un evento con P(B)>0P(B) > 0, la densità di XX condizionata a BB è pX∣B(x):=P(X=x∣B)=P({X=x}∩B)P(B),p_{X \mid B}(x) := P(X = x \mid B) = \frac{P(\{X = x\} \cap B)}{P(B)}, e la media condizionata è E[X∣B]=∑xx pX∣B(x)E[X \mid B] = \sum_x x \, p_{X \mid B}(x).

Esempi: dado con BB = "esce pari": pX∣B=13p_{X \mid B} = \frac13 su {2,4,6}\{2, 4, 6\}, E[X∣B]=4E[X \mid B] = 4. Geometrica (Distribuzione geometricaGeo(p) è il numero della prova in cui arriva il primo successo in prove indipendenti: P(X = n) = (1−p)^(n−1) p per n ≥ 1, P(X > n) = (1−p)^n (lunga attesa), media 1/p, varianza (1−p)/p², ed è senza memoria.Distribuzione geometrica →): E[X∣X>n]=n+1pE[X \mid X > n] = n + \frac1p (assenza di memoria).

Formula delle medie totali. Se B1,…,BkB_1, \dots, B_k è una partizione di Ω\Omega con P(Bi)>0P(B_i) > 0: E[X]=∑iE[X∣Bi] P(Bi).E[X] = \sum_i E[X \mid B_i] \, P(B_i).

Condizionamento al valore di una v.a.

Discreto

Siano X,YX, Y discrete. Per ogni yy con pY(y)>0p_Y(y) > 0, la densità di XX condizionata a Y=yY = y è pX∣Y(x∣y):=P(X=x∣Y=y)=pX,Y(x,y)pY(y),p_{X \mid Y}(x \mid y) := P(X = x \mid Y = y) = \frac{p_{X,Y}(x, y)}{p_Y(y)}, e la media condizionata è E[X∣Y=y]:=∑xx pX∣Y(x∣y)E[X \mid Y = y] := \sum_x x \, p_{X \mid Y}(x \mid y).

Regola del prodotto: pX,Y(x,y)=pX∣Y(x∣y) pY(y)p_{X,Y}(x, y) = p_{X \mid Y}(x \mid y) \, p_Y(y). XX e YY sono indipendenti se e solo se pX∣Y(x∣y)=pX(x)p_{X \mid Y}(x \mid y) = p_X(x).

Esempio (urna, Vettori aleatori discretiUn vettore aleatorio discreto (X, Y) è descritto dalla densità congiunta p(x, y) = P(X = x, Y = y); le marginali si ottengono sommando sull'altra variabile, X e Y sono indipendenti se p(x, y) = p_X(x) p_Y(y) per ogni coppia, e E[g(X, Y)] = Σ g(x, y) p(x, y).Vettori aleatori discreti →): dato Y=1Y = 1 la colonna (310,110)(\frac3{10}, \frac1{10}) ha somma 410\frac4{10}, quindi P(X=1∣Y=1)=14=E[X∣Y=1]P(X = 1 \mid Y = 1) = \frac14 = E[X \mid Y = 1].

Esempio d'esame (Esercizio 22 · somma di un numero geometrico di Bernoulli): Xk∼Be(p)X_k \sim \text{Be}(p) indipendenti, T∼Geo(q)T \sim \text{Geo}(q) indipendente da esse, Y=X1+⋯+XTY = X_1 + \dots + X_T: dato T=nT = n, Y∼Bin(n,p)Y \sim \text{Bin}(n, p) e E[Y∣T=n]=npE[Y \mid T = n] = np.

Continuo

Sia (X,Y)(X, Y) assolutamente continuo. Per ogni yy con fY(y)>0f_Y(y) > 0, la densità di XX condizionata a Y=yY = y è fX∣Y(x∣y):=fX,Y(x,y)fY(y),f_{X \mid Y}(x \mid y) := \frac{f_{X,Y}(x, y)}{f_Y(y)}, e E[X∣Y=y]:=∫x fX∣Y(x∣y) dxE[X \mid Y = y] := \int x \, f_{X \mid Y}(x \mid y) \, dx.

Regola del prodotto: fX,Y(x,y)=fX∣Y(x∣y) fY(y)f_{X,Y}(x, y) = f_{X \mid Y}(x \mid y) \, f_Y(y).

Esempi. f(x,y)=x+y27f(x, y) = \frac{x + y}{27} su [0,3]2[0, 3]^2 (Esercizio 17 · densità congiunta c(x+y) sul quadrato): fY(y)=2y+318f_Y(y) = \frac{2y + 3}{18} e fX∣Y(x∣y)=2x+2y6y+9f_{X \mid Y}(x \mid y) = \frac{2x + 2y}{6y + 9} su [0,3][0, 3] (integrale 11 ✓; dipende da yy, quindi non indipendenti). YY con densità 3y23y^2 su [0,1][0, 1] e X∣Y=y∼U(0,y)X \mid Y = y \sim U(0, y) (Esercizio 21 · densità condizionata e proprietà della torre): fX,Y(x,y)=1y⋅3y2=3yf_{X,Y}(x, y) = \frac1y \cdot 3y^2 = 3y sul triangolo 0≤x≤y≤10 \le x \le y \le 1.

La media condizionata come variabile aleatoria

E[X∣Y]:=h(Y),dove h(y)=E[X∣Y=y].E[X \mid Y] := h(Y), \qquad \text{dove } h(y) = E[X \mid Y = y].

Proprietà della torre

Proprietà della torre (o della media iterata): E[E[X∣Y]]=E[X].E\big[E[X \mid Y]\big] = E[X]. Nel continuo: E[X]=∫E[X∣Y=y] fY(y) dyE[X] = \int E[X \mid Y = y] \, f_Y(y) \, dy; nel discreto: E[X]=∑yE[X∣Y=y] pY(y)E[X] = \sum_y E[X \mid Y = y] \, p_Y(y).

Dimostrazione in breve (caso continuo). Si scrive l'integrale doppio di E[X∣Y=y]fY(y)E[X \mid Y = y] f_Y(y), si semplifica fY(y)f_Y(y) con la definizione e si riconosce l'integrale della congiunta che dà E[X]E[X].

Esempi. E[X∣Y]=Y2E[X \mid Y] = \frac Y2, E[Y]=∫01y⋅3y2 dy=34E[Y] = \int_0^1 y \cdot 3y^2\,dy = \frac34: E[X]=12⋅34=38E[X] = \frac12 \cdot \frac34 = \frac38. E[Y∣T]=pTE[Y \mid T] = pT, E[T]=1qE[T] = \frac1q: E[Y]=pqE[Y] = \frac pq.

Proprietà utile: E[g(Y)X∣Y]=g(Y)E[X∣Y]E[g(Y) X \mid Y] = g(Y) E[X \mid Y].

Vettore gaussiano condizionato

Se (X,Y)(X, Y) è un vettore gaussiano con medie m1,m2m_1, m_2, varianze σ12,σ22>0\sigma_1^2, \sigma_2^2 > 0 e correlazione ρ\rho, allora, dato Y=yY = y, X∣Y=y ∼ N(m1+ρσ1σ2(y−m2),  σ12(1−ρ2)).X \mid Y = y \ \sim \ N\left(m_1 + \rho\frac{\sigma_1}{\sigma_2}(y - m_2), \ \ \sigma_1^2(1 - \rho^2)\right). Equivalentemente E[X∣Y]=m1+Cov(X,Y)Var(Y)(Y−m2)E[X \mid Y] = m_1 + \frac{\text{Cov}(X, Y)}{\text{Var}(Y)}(Y - m_2).

Idea della dimostrazione: Si pone W=X−m1−c(Y−m2)W = X - m_1 - c(Y - m_2) con c=Cov(X,Y)Var(Y)c = \frac{\text{Cov}(X,Y)}{\text{Var}(Y)} in modo che Cov(W,Y)=0\text{Cov}(W,Y) = 0. Essendo (W,Y)(W,Y) gaussiano, WW e YY sono indipendenti.

Esempio. Σ=(4222)\Sigma = \begin{pmatrix} 4 & 2 \\ 2 & 2 \end{pmatrix}, m=(1,−1)m = (1, -1): c=1c = 1, X∣Y=y∼N(y+2,2)X \mid Y = y \sim N(y + 2, 2). La media condizionata è lineare in yy, la varianza non dipende da yy ed è ridotta del fattore 1−ρ21 - \rho^2.

Errori tipici

Dividere per la marginale sbagliata; dimenticare il supporto della densità condizionata; trattare E[X∣Y]E[X \mid Y] come un numero anziché come v.a.; applicare la torre al contrario (E[E[X∣Y]]=E[X]E[E[X \mid Y]] = E[X]).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata