Un carico ohmico-induttivo (per esempio un motore, modellato come R in serie a L) alimentato alla tensione V assorbe
Formula (potenza reattiva e corrente di un carico ohmico-induttivo).S˙=P+jQ,Q=Ptanφ>0,I=VcosφP
Esempio. Con P=10kW e cosφ=0,6 (tanφ=1,333): Q=Ptanφ=13,3kVAR e, a 230V, I=230⋅0,610000≈72,5A.
La potenza attivaP è quella utile. La potenza reattivaQ corrisponde a un'energia che va e viene tra generatore e carico senza essere usata, ma che fa circolare corrente nella linea. A parità di P e di V, più basso è cosφ, più alta è la corrente: servono conduttori più grossi, si hanno più perdite per effetto Joule nella linea (RlineaI2) e generatori e trasformatori più grandi (dimensionati sulla potenza apparente). Per questo i distributori penalizzano i clienti con fattore di potenza basso (in Italia sotto circa 0,9).
La soluzione: un condensatore in parallelo
Si mette un condensatore Cin parallelo al carico:
il carico ha la stessa tensione V, quindi assorbe la stessa corrente e la stessa potenza complessa di prima: per lui non cambia nulla;
il condensatore ha PC=0 e QC=−ωCV2<0;
per Boucherot il generatore ora eroga P′=P (invariata) e Q′=Q+QC<Q.
La potenza reattiva del carico viene fornita (in parte o tutta) dal condensatore, localmente, invece di viaggiare sulla linea. Il nome viene dal fatto che la corrente di linea si avvicina in fase con la tensione.
Il calcolo di C
Formula (capacità di rifasamento). Si vuole passare dal fattore di potenza cosφ a cosφ′ (con 0≤φ′<φ):
Ptanφ′=Q′=Q+QC=Ptanφ−ωCV2
C=ωV2P(tanφ−tanφ′)
Esempio. Con P=10kW, V=230V, ω=314,2rad/s, tanφ=1,333 (cosφ=0,6) e tanφ′=0,329 (cosφ′=0,95): C=314,2⋅2302104(1,333−0,329)≈605μF.
Rifasamento completo (cosφ′=1, tanφ′=0): C=ωV2Ptanφ=ωV2Q. In pratica si rifasa a 0,9–0,95, perché l'ultimo tratto verso 1 richiede condensatori grandi per un guadagno piccolo, e si rischia di sovra-compensare quando il carico cala.
Formula (corrente di linea dopo il rifasamento).Corrente di linea dopo il rifasamento.P è costante, quindi VIcosφ=VI′cosφ′:
I′=Icosφ′cosφ
Esempio. Con I=72,5A, cosφ=0,6 e cosφ′=0,95: I′=72,5⋅0,950,6≈45,8A.
Esempio numerico
Carico P=10kW, cosφ=0,6 (induttivo), V=230V, f=50Hz (ω=314,2rad/s). Si vuole cosφ′=0,95.
Q=Ptanφ=13,3kVAR, Q′=Ptanφ′=3,29kVAR: il condensatore deve fornire ∣QC∣=10,0kVAR.
C=314,2⋅230210000⋅(1,333−0,329)≈605μF (per il rifasamento completo servirebbero circa 802μF).
Corrente di linea: da I=230⋅0,610000=72,5A a I′=230⋅0,9510000=45,8A. Le perdite in linea, proporzionali a I2, scendono al 40%.
Grafico interattivo: Rifasamento dell'esempio, in kW e kVAR: il carico ha S = (10; 13,3), cioè 16,7 kVA con cos φ = 0,6; il condensatore sottrae Q_C ≈ −10,0 kVAR e la potenza apparente scende a S′ = (10; 3,29), cioè 10,5 kVA con cos φ′ = 0,95, con la stessa P = 10 kW
Una rete lineare vista da due morsetti si sostituisce con il suo equivalente di Thévenin: Eˉeq in serie a Z˙eq=Req+jXeq (fissi, Req>0). Vi si collega un carico Z˙=R+jX che si può scegliere. Corrente e potenza attiva nel carico:
Scelta di X.X compare solo al denominatore, in un quadrato che si somma a una quantità positiva: P è massima quando quel quadrato è nullo, cioè X=−Xeq. La reattanza del carico compensa quella della rete (è una risonanza serie della maglia).
Scelta di R. Con X=−Xeq resta P=(R+Req)2REeq2, la stessa funzione del caso resistivo, massima per R=Req (derivata rispetto a R nulla).
Teorema del massimo trasferimento di potenza attiva (adattamento coniugato).Z˙=Req−jXeq=Z˙eq∗⟹Pmax=4ReqEeq2
Il carico deve avere l'impedenza coniugata di quella interna: si parla di adattamento coniugato. Come in continua, il rendimento è del 50%: metà della potenza attiva viene dissipata in Req.
Esempio. Un equivalente con Eˉeq=j100V e Z˙eq=15+j25Ω (quello dell'Esercizio 3.20 - Thévenin e voltmetro in regime sinusoidale): il carico adattato è 15−j25Ω (resistore da 15Ω in serie a un condensatore con XC=−25Ω, cioè C=40μF a ω=1000rad/s) e riceve Pmax=4⋅151002≈167W. Con il solo R1=10Ω dell'esercizio si hanno invece 10⋅252+2521002=80W.
Dove si usa. Nelle telecomunicazioni (antenne, amplificatori, linee) interessa trasferire al carico il massimo segnale possibile: si progettano reti di adattamento che presentano alla sorgente l'impedenza coniugata. Nelle reti di potenza invece conta il rendimento, e si lavora lontano dall'adattamento.
Errori comuni
Mettere il condensatore di rifasamento in serie al carico: cambierebbe la tensione e la potenza del carico. Va in parallelo.
Dimenticare il quadrato di V nella formula di C, o usare l'ampiezza invece del valore efficace.
Imporre Z˙=Z˙eq invece del coniugato: con X=Xeq le reattanze si sommano invece di compensarsi.
Un carico ohmico-induttivo alimentato a tensione V assorbe:
S˙=P+jQ,Q=Ptanφ>0,I=VcosφP
Si aggiunge un condensatore Cin parallelo al carico: il carico resta invariato (PC=0, QC=−ωCV2<0), mentre il generatore eroga P′=P e Q′=Q+QC<Q.
Il calcolo di C
Passando da cosφ a cosφ′ (0≤φ′<φ):
C=ωV2P(tanφ−tanφ′)
Rifasamento completo (cosφ′=1): C=ωV2Q. In pratica si rifasa a 0,9–0,95.
Corrente di linea:I′=Icosφ′cosφ
Esempio:P=10kW, cosφ=0,6 (tanφ=1,333), V=230V, f=50Hz (ω=314,2rad/s), cosφ′=0,95 (tanφ′=0,329): C=314,2⋅230210000⋅1,004≈605μF (completo: ≈802μF); I scende da 72,5A a 45,8A e le perdite di linea (∝I2) al 40%.
Dato un circuito sostituito con il suo equivalente di Thévenin (Eˉeq in serie a Z˙eq=Req+jXeq), si collega un carico Z˙=R+jX. La potenza attiva è:
P=RI2=(R+Req)2+(X+Xeq)2REeq2
Le due condizioni
Scelta di X:X=−Xeq per annullare il termine al denominatore (risonanza serie).
Scelta di R:R=Req per massimizzare rispetto a R.
Z˙=Req−jXeq=Z˙eq∗⟹Pmax=4ReqEeq2
Si parla di adattamento coniugato (rendimento del 50%). Esempio (Esercizio 3.20 - Thévenin e voltmetro in regime sinusoidale): Eˉeq=j100V, Z˙eq=15+j25Ω: carico adattato 15−j25Ω (C=40μF a 1000rad/s), Pmax=4⋅151002≈167W (con il solo R1=10Ω: 80W). Usato nelle telecomunicazioni (non nelle reti di potenza, dove conta il rendimento).
Errori comuni
Mettere il condensatore di rifasamento in serie anziché in parallelo.
Dimenticare il quadrato di V o usare l'ampiezza invece del valore efficace nella formula di C.