Generatori elettrici, GIT e GAT
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Seconda parte della lezione 3. Prima: Resistore e legge di OhmPer molti materiali V = R I (legge di Ohm), con R = ρℓ/S per un cilindro; la potenza assorbita R I² diventa calore (effetto Joule), quindi il resistore con R > 0 è passivo. Il resistore ideale è il bipolo v = R i: lineare, tempo-invariante, bilaterale; i casi limite sono il cortocircuito (R = 0) e il circuito aperto (R = ∞).Resistore e legge di Ohm →. Domande di verifica: Autoverifica Lezione 3 - domande e risposte.
Perché servono forze non conservative
In un resistore percorso da corrente costante si dissipa potenza: le cariche girano in un circuito chiuso e perdono energia in calore a ogni giro. Qualcosa deve restituirgliela.
Non può farlo il campo coulombiano: è conservativo, quindi lungo un percorso chiuso fa lavoro nullo,
Serve allora una forza per unità di carica non conservativa, detta forza elettrica specifica generatrice (o campo elettrico generatore):
I componenti in cui agisce sono i generatori. A seconda dell'origine di :
| Tipo | Da dove viene l'energia | Esempio |
|---|---|---|
| elettrochimico | reazioni chimiche | pila, batteria |
| fotovoltaico | luce | pannello solare |
| elettromeccanico | moto (induzione) | alternatore, dinamo |
| piezoelettrico | deformazione meccanica | accendino piezo |
| termoelettrico | differenza di temperatura | termocoppia |
Comportamento a vuoto
Un generatore è a vuoto quando i suoi morsetti non sono collegati a niente: non può uscire né entrare corrente.
Cosa succede dentro: spinge le cariche positive verso un morsetto e le negative verso l'altro. Le cariche si accumulano ai terminali e generano un campo coulombiano , sia dentro sia fuori dal componente. Dentro, si oppone a . L'accumulo continua finché, punto per punto, i due campi si bilanciano:
Se il campo totale non fosse nullo, le cariche continuerebbero a muoversi, ma a vuoto non possono uscire: quindi all'equilibrio il campo totale interno è zero.
Forza elettromotrice
Definizione (forza elettromotrice). La forza elettromotrice (f.e.m.) è l'integrale del campo generatore lungo una linea interna al generatore, dal morsetto (quello ) al morsetto (quello ):
Esempio. Se è uniforme e vale lungo un percorso interno di dal al , la f.e.m. è .
Nonostante il nome non è una forza: si misura in volt.
La f.e.m. è uguale alla tensione a vuoto. La tensione a vuoto tra e si calcola con il campo coulombiano (fuori dal generatore il campo è solo coulombiano). Siccome è conservativo, l'integrale non dipende dal percorso: si può calcolare lungo una linea esterna oppure lungo una linea interna:
(nel secondo passaggio si è invertito il verso di integrazione cambiando segno all'integrando). Dentro il generatore , quindi l'ultimo integrale è proprio la f.e.m.:
Proprietà (la f.e.m. è uguale alla tensione a vuoto).
La f.e.m. di un generatore è la tensione che un voltmetro (ideale) misura ai suoi morsetti quando il generatore è a vuoto.
Esempio. Un voltmetro ideale collegato ai morsetti di una pila senza carico indica : è la sua f.e.m., .
Comportamento a carico
Il generatore è a carico quando i suoi morsetti sono attraversati da corrente (è collegato a qualcosa). Ora la tensione ai morsetti è diversa da quella a vuoto:
perché la corrente, passando dentro il generatore, incontra fenomeni dissipativi (il materiale interno ha una sua resistenza).
Formula (generatore reale a carico). Per molti generatori (per esempio quelli elettrochimici) in regime stazionario la differenza tra vuoto e carico è proporzionale alla corrente che attraversa il generatore (convenzione del generatore: esce dal ):
si chiama resistenza interna del generatore.
Esempio. Una pila con e che eroga ha ai morsetti .
Bilancio di potenza
Formula (bilancio di potenza di un generatore reale). Moltiplicando per :
Con la convenzione del generatore e concordi (per esempio tutti positivi):
- è la potenza generata, cioè trasferita alle cariche dalla forza generatrice;
- è la quota dissipata dentro il generatore (effetto Joule interno);
- è la potenza erogata al circuito esterno.
Esempio. Con , , : generati, dissipati e erogati.
Se invece e sono discordi, la potenza uscente è negativa: il generatore assorbe potenza dal circuito (è quello che succede a una batteria in carica).
Generatore ideale di tensione (GIT)
Definizione (generatore ideale di tensione, GIT). È il bipolo con equazione
- La tensione è impressa: non dipende dalla corrente, che è decisa dal resto del circuito.
- La f.e.m. può essere costante () o variabile nel tempo (per esempio sinusoidale).
- Caratteristica nel piano –: una retta parallela all'asse delle correnti, all'altezza . Non passa per l'origine, tranne nel caso limite (in cui il GIT diventa un cortocircuito).
- È attivo: può erogare (e assorbire) lavoro senza limiti.
- È il modello di un generatore reale quando la potenza dissipata internamente è trascurabile ().
Esempio. Un GIT con collegato a un resistore da eroga , collegato a uno da eroga : la tensione resta .
Simbolo: un cerchio con i segni e dentro, che indicano il verso della f.e.m.
Formula (potenza del GIT). Potenza. Con la convenzione del generatore la potenza uscente è
ed è positiva (erogata) o negativa (assorbita) a seconda che e siano concordi o discordi. Il segno lo decide il circuito, non il generatore.
Esempio. Con e concordi, erogati; con è , cioè il GIT assorbe .
Riferimenti.
- Invertendo il riferimento di corrente la caratteristica non cambia ( vale per ogni , positiva o negativa).
- Invertendo il riferimento di tensione si ha : la caratteristica si ribalta rispetto all'asse delle correnti.
Generatore affine di tensione (GAT)
Definizione (generatore affine di tensione, GAT). Un generatore reale fa due cose: genera e dissipa. Per rappresentarle entrambe si usa il bipolo (convenzione del generatore)
detto generatore affine di tensione ("affine" perché la caratteristica è una retta che non passa per l'origine). Equivale a un GIT di f.e.m. in serie a un resistore .
- Caratteristica: retta che taglia l'asse in (a vuoto, ) e scende con pendenza . Taglia l'asse in , la corrente di cortocircuito (quella che scorre con i morsetti collegati da un filo, ).
- Se il GAT si riduce a un GIT.
Esempio. Una pila con e ha corrente di cortocircuito .
Il punto di lavoro: pila e lampadina
Si collega una pila a una lampadina e si risolve il circuito con i due modelli della pila.
Dati.
- Pila alcalina (convenzione del generatore): f.e.m. , resistenza interna .
- Lampadina (convenzione dell'utilizzatore), modellata come resistore: tensione nominale , potenza nominale . Da :
Equazioni topologiche. I due bipoli sono collegati morsetto a morsetto, quindi hanno la stessa tensione e la stessa corrente: , (la corrente esce dal della pila ed entra nel della lampadina).
Soluzione 1: pila come GIT
Soluzione 2: pila come GAT
Uguagliando le tensioni: , quindi
Interpretazione grafica
Definizione (punto di lavoro). Il punto di lavoro è la coppia che soddisfa contemporaneamente l'equazione del generatore e quella del carico: graficamente è l'intersezione delle due caratteristiche nel piano –.
Esempio. Pila (, ) su una lampadina da : e .
- Con il GIT: retta orizzontale e retta del carico si incontrano in .
- Con il GAT: la retta scende leggermente e incontra in .
Grafico interattivo: Caratteristica del GAT V = 1,5 − 0,15·I (I in ascissa): il punto di lavoro con la lampadina è a I ≈ 0,291 A, dove V ≈ 1,456 V
La differenza tra i due modelli è piccola (circa il sulla corrente) perché : il GIT è un'ottima approssimazione quando il carico ha resistenza molto più grande di quella interna del generatore.
Limiti dei modelli
Anche il GAT è un'approssimazione:
- la f.e.m. cala nel tempo perché la pila si scarica: ;
- la relazione lineare vale solo per correnti piccole rispetto a quella nominale ; per correnti grandi la caratteristica reale si incurva;
- anche la resistenza della lampadina non è costante: il filamento si scalda per effetto Joule e la sua resistività aumenta (vedi Resistore e legge di OhmPer molti materiali V = R I (legge di Ohm), con R = ρℓ/S per un cilindro; la potenza assorbita R I² diventa calore (effetto Joule), quindi il resistore con R > 0 è passivo. Il resistore ideale è il bipolo v = R i: lineare, tempo-invariante, bilaterale; i casi limite sono il cortocircuito (R = 0) e il circuito aperto (R = ∞).Resistore e legge di Ohm →).
Errori comuni
- Scrivere : con la convenzione del generatore la caduta interna sottrae tensione. Con la convenzione dell'utilizzatore invece l'equazione diventa (la corrente entra dal ).
- Pensare che il GIT eroghi sempre potenza. Può anche assorbirla: dipende dal verso della corrente imposto dal circuito.
- Chiamare "forza" la f.e.m.: è una tensione, in volt.
Versione ripasso
Prima: Resistore e legge di OhmPer molti materiali V = R I (legge di Ohm), con R = ρℓ/S per un cilindro; la potenza assorbita R I² diventa calore (effetto Joule), quindi il resistore con R > 0 è passivo. Il resistore ideale è il bipolo v = R i: lineare, tempo-invariante, bilaterale; i casi limite sono il cortocircuito (R = 0) e il circuito aperto (R = ∞).Resistore e legge di Ohm →. Domande di verifica: Autoverifica Lezione 3 - domande e risposte.
Perché servono forze non conservative
In un resistore percorso da corrente si dissipa potenza e le cariche girano su percorsi chiusi. Il campo coulombiano è conservativo, quindi lungo un percorso chiuso fa lavoro nullo e non può restituire l'energia persa:
Serve una forza non conservativa, detta forza elettrica specifica generatrice:
Comportamento a vuoto
A vuoto spinge le cariche ai terminali generando un campo coulombiano opposto:
Forza elettromotrice
La forza elettromotrice (f.e.m.) è l'integrale del campo generatore interno da () a ():
La f.e.m. è uguale alla tensione a vuoto :
La f.e.m. di un generatore è la tensione a vuoto misurata ai suoi morsetti. Si misura in volt.
Comportamento a carico
A carico (corrente che esce dal ), la tensione ai morsetti cala per fenomeni dissipativi interni:
dove è la resistenza interna.
Bilancio di potenza
- : potenza generata;
- : potenza dissipata (effetto Joule interno);
- : potenza erogata.
Generatore ideale di tensione (GIT)
Equazione:
- La tensione è impressa e indipendente dalla corrente. Caratteristica –: retta parallela all'asse delle correnti a .
- Modello per . Attivo. Potenza uscente (convenzione del generatore): , erogata o assorbita secondo il segno di . Invertendo il riferimento di corrente la caratteristica non cambia; invertendo quello di tensione si ha .
Generatore affine di tensione (GAT)
Modello che unisce generazione e dissipazione:
- Caratteristica: retta passante per e con intercetta in corrente (corrente di cortocircuito con ).
Il punto di lavoro: pila e lampadina
Il punto di lavoro è l'intersezione delle caratteristiche del generatore e del carico.
Dati: Pila , . Lampadina (da ).
- Soluzione con GIT: , , .
- Soluzione con GAT: , , .
Il GIT è un'ottima approssimazione quando (qui differenza del sulla corrente). I modelli sono approssimati: cala con la scarica, vale per correnti piccole rispetto a quella nominale.
Errori comuni
- Scrivere con la convenzione del generatore (la caduta interna sottrae tensione; con la convenzione dell'utilizzatore invece sì).
- Pensare che il GIT eroghi sempre potenza; chiamare "forza" la f.e.m. (è una tensione, in volt).