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Note per Studenti Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice

Esercizio 70sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice

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Testo.

  1. Risolvere il sistema di equazioni differenziali {y1′=y1+2y2y2′=2y1+y2con y1(0)=1, y2(0)=0,\begin{cases} y_1' = y_1 + 2y_2 \\ y_2' = 2y_1 + y_2 \end{cases} \qquad \text{con } y_1(0) = 1, \ y_2(0) = 0, calcolando l'esponenziale eAxe^{Ax} della matrice dei coefficienti.
  2. Risolvere l'equazione y′′−y′−2y=0y'' - y' - 2y = 0 con y(0)=1y(0) = 1, y′(0)=0y'(0) = 0, trasformandola in un sistema del primo ordine.

Teoria usata: Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineariIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →, DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →.


Il metodo in breve

Un sistema Y′=AYY' = AY con condizione iniziale Y(0)=YˉY(0) = \bar Y ha l'unica soluzione

Y(x)=eAx Yˉ,Y(x) = e^{Ax}\, \bar Y,

esattamente come l'equazione y′=ayy' = a y ha soluzione y=eax y(0)y = e^{ax}\, y(0) (caso più semplice delle Equazioni differenziali lineari del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine → di Analisi 1; lo stesso problema per i sistemi è trattato anche in Sistemi di equazioni differenziali lineariSistema lineare Y' = A(t)Y + B(t): con A, B continue su I il problema di Cauchy ha una sola soluzione, definita su tutto I. Le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione n (colonne di una matrice fondamentale, wronskiano ≠ 0). A coefficienti costanti: Y = e^(λt)V con λ autovalore e V autovettore di A; con λ = α ± iβ si prendono parte reale e immaginaria. Y(t) = e^(tA)Y0, con e^(tA) = P e^(tD) P⁻¹ se A = PDP⁻¹. Un'equazione di ordine n equivale a un sistema con la matrice compagna.Sistemi di equazioni differenziali lineari →). Se AA è diagonalizzabileUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, A=SDS−1A = S D S^{-1} con D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n) e le colonne di SS autovettori, e allora

eAx=S(eλ1x⋱eλnx)S−1.e^{Ax} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1 x} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n x} \end{pmatrix} S^{-1}.

Il motivo: nella serie eAx=∑k(Ax)kk!e^{Ax} = \sum_k \frac{(Ax)^k}{k!} ogni potenza è Ak=SDkS−1A^k = S D^k S^{-1} (in (SDS−1)(SDS−1)⋯(SDS^{-1})(SDS^{-1}) \cdots i fattori S−1SS^{-1}S in mezzo si cancellano), e la serie degli elementi diagonali di DkD^k è la serie dell'esponenziale di ciascun λix\lambda_i x, cioè lo sviluppo di Mac-LaurinTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → eu=∑kukk!e^{u} = \sum_k \frac{u^k}{k!} con u=λixu = \lambda_i x. Quindi il problema "di analisi" si riduce a trovare autovalori e autovettori.

1. Il sistema Y′=AYY' = AY

In forma matriciale:

Y′=AY,A=(1221),Yˉ=(10).Y' = A Y, \qquad A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 2 & 1 \end{pmatrix}, \qquad \bar Y = \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix}.

Autovalori. det⁡(A−λI)=det⁡(1−λ221−λ)=(1−λ)2−2⋅2=(1−λ)2−4\det(A - \lambda I) = \det\begin{pmatrix} 1 - \lambda & 2 \\ 2 & 1 - \lambda \end{pmatrix} = (1 - \lambda)^2 - 2 \cdot 2 = (1 - \lambda)^2 - 4. Si pone uguale a 00 e si isola il quadrato: (1−λ)2=4  ⟺  1−λ=±2  ⟺  λ=−1(1 - \lambda)^2 = 4 \iff 1 - \lambda = \pm 2 \iff \lambda = -1 oppure λ=3\lambda = 3 (1−λ=21 - \lambda = 2 dà λ=−1\lambda = -1, 1−λ=−21 - \lambda = -2 dà λ=3\lambda = 3). Distinti, quindi AA è diagonalizzabile (lo si sapeva comunque: AA è simmetrica, teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →).

Autovettori.

  • λ=3\lambda = 3: A−3I=(−222−2)A - 3I = \begin{pmatrix} -2 & 2 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}; le due righe sono opposte e resta −2x1+2x2=0-2x_1 + 2x_2 = 0, cioè x1=x2x_1 = x_2: v1=(1,1)v_1 = (1, 1). Verifica: Av1=(1+2,2+1)=(3,3)=3v1A v_1 = (1 + 2, 2 + 1) = (3, 3) = 3v_1 ✓.
  • λ=−1\lambda = -1: A+I=(2222)A + I = \begin{pmatrix} 2 & 2 \\ 2 & 2 \end{pmatrix}; resta 2x1+2x2=02x_1 + 2x_2 = 0, cioè x1=−x2x_1 = -x_2: v2=(1,−1)v_2 = (1, -1). Verifica: Av2=(1−2,2−1)=(−1,1)=−v2A v_2 = (1 - 2, 2 - 1) = (-1, 1) = -v_2 ✓.

S=(111−1),D=(300−1),S−1=1−2(−1−1−11)=12(111−1)S = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}, \qquad D = \begin{pmatrix} 3 & 0 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}, \qquad S^{-1} = \frac{1}{-2}\begin{pmatrix} -1 & -1 \\ -1 & 1 \end{pmatrix} = \frac12 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}

(formula dell'inversa 2 × 2L'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →: si scambiano gli elementi diagonali, si cambia segno agli altri, si divide per det⁡S=1⋅(−1)−1⋅1=−2\det S = 1 \cdot (-1) - 1 \cdot 1 = -2).

Esponenziale. Prima il prodotto S⋅eDxS \cdot e^{Dx}, che moltiplica ogni colonna di SS per il proprio esponenziale:

S eDx=(e3xe−xe3x−e−x),eAx=(e3xe−xe3x−e−x)⋅12(111−1)=12(e3x+e−xe3x−e−xe3x−e−xe3x+e−x).S\, e^{Dx} = \begin{pmatrix} e^{3x} & e^{-x} \\ e^{3x} & -e^{-x} \end{pmatrix}, \qquad e^{Ax} = \begin{pmatrix} e^{3x} & e^{-x} \\ e^{3x} & -e^{-x} \end{pmatrix} \cdot \frac12\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix} = \frac12 \begin{pmatrix} e^{3x} + e^{-x} & e^{3x} - e^{-x} \\ e^{3x} - e^{-x} & e^{3x} + e^{-x} \end{pmatrix}.

(Elemento per elemento: ogni riga di SeDxS e^{Dx} per ogni colonna di (111−1)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}, poi tutto per 12\frac12. Posizione (1,1)(1,1): e3x⋅1+e−x⋅1e^{3x} \cdot 1 + e^{-x} \cdot 1; (1,2)(1,2): e3x⋅1+e−x⋅(−1)e^{3x} \cdot 1 + e^{-x} \cdot (-1); (2,1)(2,1): e3x⋅1−e−x⋅1e^{3x} \cdot 1 - e^{-x} \cdot 1; (2,2)(2,2): e3x⋅1+(−e−x)(−1)e^{3x} \cdot 1 + (-e^{-x})(-1).) Le combinazioni e3x±e−x2\frac{e^{3x} \pm e^{-x}}{2} sono parenti delle funzioni iperbolicheSeno, coseno e tangente iperbolici costruiti con e^x ed e^(-x), la relazione cosh^2 - sinh^2 = 1 e le loro inverse con formula esplicita.Funzioni iperboliche →: eAx=ex(cosh⁡2xsinh⁡2xsinh⁡2xcosh⁡2x)e^{Ax} = e^{x}\begin{pmatrix} \cosh 2x & \sinh 2x \\ \sinh 2x & \cosh 2x \end{pmatrix}, raccogliendo exe^{x}.

Controllo in x=0x = 0: 12(2002)=I\frac12\begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 2 \end{pmatrix} = I ✓ (deve essere eO=Ie^{O} = I).

Soluzione. Y(x)=eAxYˉY(x) = e^{Ax} \bar Y è la prima colonna di eAxe^{Ax} (perché Yˉ=e1\bar Y = e_1):

y1(x)=e3x+e−x2,y2(x)=e3x−e−x2.y_1(x) = \frac{e^{3x} + e^{-x}}{2}, \qquad y_2(x) = \frac{e^{3x} - e^{-x}}{2} .

Verifica (sostituendo nelle equazioni):

  • y1′=3e3x−e−x2y_1' = \frac{3e^{3x} - e^{-x}}{2} e y1+2y2=e3x+e−x+2e3x−2e−x2=3e3x−e−x2y_1 + 2y_2 = \frac{e^{3x} + e^{-x} + 2e^{3x} - 2e^{-x}}{2} = \frac{3e^{3x} - e^{-x}}{2} ✓;
  • y2′=3e3x+e−x2y_2' = \frac{3e^{3x} + e^{-x}}{2} e 2y1+y2=2e3x+2e−x+e3x−e−x2=3e3x+e−x22y_1 + y_2 = \frac{2e^{3x} + 2e^{-x} + e^{3x} - e^{-x}}{2} = \frac{3e^{3x} + e^{-x}}{2} ✓;
  • y1(0)=1y_1(0) = 1, y2(0)=0y_2(0) = 0 ✓.

Il grafico mostra le due componenti in funzione di xx: per xx grande entrambe crescono come 12e3x\frac12 e^{3x} e diventano quasi uguali (la traiettoria si allinea con v1=(1,1)v_1 = (1, 1)), per xx negativo domina 12e−x\frac12 e^{-x} e y2≈−y1y_2 \approx -y_1 (direzione di v2=(1,−1)v_2 = (1, -1)).

Grafico interattivo: Soluzione del sistema: y₁(x) = (e^{3x} + e^{−x})/2 parte da 1, y₂(x) = (e^{3x} − e^{−x})/2 parte da 0

Lettura geometrica. Yˉ=(1,0)=12v1+12v2\bar Y = (1, 0) = \frac12 v_1 + \frac12 v_2. Lungo l'autovettore v1v_1 la soluzione cresce come e3xe^{3x}, lungo v2v_2 decresce come e−xe^{-x}: Y(x)=12e3xv1+12e−xv2Y(x) = \frac12 e^{3x} v_1 + \frac12 e^{-x} v_2. Per xx grande domina la direzione di v1v_1 (quella dell'autovalore più grande). Lo stesso risultato si ottiene così, senza calcolare eAxe^{Ax} per intero: si scrive Yˉ\bar Y nella base di autovettori e si moltiplica ogni componente per il suo eλxe^{\lambda x}.

Grafico interattivo: Piano delle fasi di Y′ = AY con A = (1 2; 2 1): la traiettoria da (1, 0) è Y(x) = ½e^{3x}(1, 1) + ½e^{−x}(1, −1); per x → −∞ arriva da lontano lungo l'autovettore (1, −1) (autovalore −1), per x → +∞ si allontana lungo (1, 1) (autovalore 3)

2. L'equazione y′′−y′−2y=0y'' - y' - 2y = 0

È un'equazione lineare del secondo ordine a coefficienti costantiPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo →, che in Analisi 1 si risolve con l'equazione caratteristica; qui la si risolve con l'algebra lineare e si ritrova lo stesso metodo.

Trasformazione in sistema. Si introducono y1=yy_1 = y e y2=y′y_2 = y'. Allora y1′=y2y_1' = y_2 e, ricavando y′′y'' dall'equazione, y2′=y′′=y′+2y=2y1+y2y_2' = y'' = y' + 2y = 2y_1 + y_2:

(y1y2)′=(0121)⏟B(y1y2),Yˉ=(y(0)y′(0))=(10).\begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \end{pmatrix}' = \underbrace{\begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 2 & 1 \end{pmatrix}}_{B} \begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \end{pmatrix}, \qquad \bar Y = \begin{pmatrix} y(0) \\ y'(0) \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix}.

Autovalori. det⁡(B−λI)=det⁡(−λ121−λ)=−λ(1−λ)−1⋅2=−λ+λ2−2=λ2−λ−2=(λ−2)(λ+1)\det(B - \lambda I) = \det\begin{pmatrix} -\lambda & 1 \\ 2 & 1 - \lambda \end{pmatrix} = -\lambda(1 - \lambda) - 1 \cdot 2 = -\lambda + \lambda^2 - 2 = \lambda^2 - \lambda - 2 = (\lambda - 2)(\lambda + 1) (due numeri con prodotto −2-2 e somma 11: 22 e −1-1): λ=2\lambda = 2, λ=−1\lambda = -1. È lo stesso polinomio che in Analisi si chiama "equazione caratteristica" dell'equazione differenziale (λ2−λ−2=0\lambda^2 - \lambda - 2 = 0 si ottiene sostituendo y=eλxy = e^{\lambda x}): non è una coincidenza, il polinomio caratteristico di BB è proprio quello.

Autovettori. Per questa forma di matrice l'autovettore di λ\lambda è sempre (1,λ)(1, \lambda): dalla prima riga di B−λIB - \lambda I, −λx1+x2=0-\lambda x_1 + x_2 = 0, cioè x2=λx1x_2 = \lambda x_1 (la seconda riga è proporzionale, perché det⁡(B−λI)=0\det(B - \lambda I) = 0). Quindi v1=(1,2)v_1 = (1, 2) per λ=2\lambda = 2 e v2=(1,−1)v_2 = (1, -1) per λ=−1\lambda = -1. Ha senso: per la soluzione y=eλxy = e^{\lambda x} il vettore (y,y′)(y, y') è eλx(1,λ)e^{\lambda x}(1, \lambda).

S=(112−1),D=(200−1),det⁡S=−1−2=−3,S−1=1−3(−1−1−21)=13(112−1).S = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -1 \end{pmatrix}, \quad D = \begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}, \quad \det S = -1 - 2 = -3, \quad S^{-1} = \frac{1}{-3}\begin{pmatrix} -1 & -1 \\ -2 & 1 \end{pmatrix} = \frac13\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -1 \end{pmatrix}.

Esponenziale.

eBx=(e2xe−x2e2x−e−x)⋅13(112−1)=13(e2x+2e−xe2x−e−x2e2x−2e−x2e2x+e−x).e^{Bx} = \begin{pmatrix} e^{2x} & e^{-x} \\ 2e^{2x} & -e^{-x} \end{pmatrix} \cdot \frac13 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -1 \end{pmatrix} = \frac13 \begin{pmatrix} e^{2x} + 2e^{-x} & e^{2x} - e^{-x} \\ 2e^{2x} - 2e^{-x} & 2e^{2x} + e^{-x} \end{pmatrix}.

Soluzione. Y(x)=eBx(1,0)TY(x) = e^{Bx}(1, 0)^T = prima colonna; la funzione cercata è la prima componente:

y(x)=e2x+2e−x3.y(x) = \frac{e^{2x} + 2e^{-x}}{3} .

(La seconda componente, 2e2x−2e−x3\frac{2e^{2x} - 2e^{-x}}{3}, è y′y', come deve essere.) Con il metodo di Analisi 1 si scrive y=c1e2x+c2e−xy = c_1 e^{2x} + c_2 e^{-x} e si impongono c1+c2=1c_1 + c_2 = 1, 2c1−c2=02c_1 - c_2 = 0: sommando, 3c1=13c_1 = 1, quindi c1=13c_1 = \frac13, c2=23c_2 = \frac23, lo stesso risultato.

Grafico interattivo: y(x) = (e^{2x} + 2e^{−x})/3: y(0) = 1 e tangente orizzontale in 0 perché y′(0) = 0; per x → +∞ domina e^{2x}/3, per x → −∞ domina 2e^{−x}/3

Verifica. y′=2e2x−2e−x3y' = \frac{2e^{2x} - 2e^{-x}}{3}, y′′=4e2x+2e−x3y'' = \frac{4e^{2x} + 2e^{-x}}{3};

y′′−y′−2y=(4−2−2)e2x+(2+2−4)e−x3=0 ✓,y(0)=1+23=1 ✓,y′(0)=2−23=0 ✓.y'' - y' - 2y = \frac{(4 - 2 - 2)e^{2x} + (2 + 2 - 4)e^{-x}}{3} = 0 \ ✓, \qquad y(0) = \frac{1 + 2}{3} = 1 \ ✓, \qquad y'(0) = \frac{2 - 2}{3} = 0 \ ✓.

Errori comuni

  • Scrivere eAxe^{Ax} come la matrice degli esponenziali degli elementi di AA: eAx≠(exe2xe2xex)e^{Ax} \ne \begin{pmatrix} e^{x} & e^{2x} \\ e^{2x} & e^{x} \end{pmatrix}. Funziona elemento per elemento solo per le matrici diagonali.
  • Invertire l'ordine S−1eDxSS^{-1} e^{Dx} S: con A=SDS−1A = S D S^{-1} (colonne di SS = autovettori) è eAx=SeDxS−1e^{Ax} = S e^{Dx} S^{-1}.
  • Dimenticare la condizione iniziale: eAxe^{Ax} è la "soluzione generale"; la soluzione del problema si ottiene moltiplicando per Yˉ\bar Y.

Versione ripasso

Testo. 1. Risolvere il sistema di equazioni differenziali {y1′=y1+2y2y2′=2y1+y2con y1(0)=1, y2(0)=0,\begin{cases} y_1' = y_1 + 2y_2 \\ y_2' = 2y_1 + y_2 \end{cases} \qquad \text{con } y_1(0) = 1, \ y_2(0) = 0, calcolando l'esponenziale eAxe^{Ax} della matrice dei coefficienti. 2. Risolvere l'equazione y′′−y′−2y=0y'' - y' - 2y = 0 con y(0)=1y(0) = 1, y′(0)=0y'(0) = 0, trasformandola in un sistema del primo ordine.

Teoria: Metodo dell'esponenziale di matrice

Un sistema Y′=AYY' = AY con Y(0)=YˉY(0) = \bar Y ha soluzione Y(x)=eAx YˉY(x) = e^{Ax}\, \bar Y. Se A=SDS−1A = S D S^{-1}, allora eAx=SeDxS−1e^{Ax} = S e^{Dx} S^{-1}, dove eDx=diag⁡(eλ1x,…,eλnx)e^{Dx} = \operatorname{diag}(e^{\lambda_1 x}, \dots, e^{\lambda_n x}).

1. Sistema Y′=AYY' = AY

A=(1221),Yˉ=(10)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 2 & 1 \end{pmatrix}, \bar Y = \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix}.

Autovalori e Autovettori.

  • λ1=3⇒v1=(1,1)\lambda_1 = 3 \Rightarrow v_1 = (1, 1).
  • λ2=−1⇒v2=(1,−1)\lambda_2 = -1 \Rightarrow v_2 = (1, -1).

Matrici. S=(111−1),D=(300−1),S−1=12(111−1)S = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}, D = \begin{pmatrix} 3 & 0 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}, S^{-1} = \frac12 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}.

Esponenziale e Soluzione. eAx=SeDxS−1=12(e3x+e−xe3x−e−xe3x−e−xe3x+e−x)e^{Ax} = S e^{Dx} S^{-1} = \frac12 \begin{pmatrix} e^{3x} + e^{-x} & e^{3x} - e^{-x} \\ e^{3x} - e^{-x} & e^{3x} + e^{-x} \end{pmatrix} Y(x)=eAx(10)⇒y1(x)=e3x+e−x2, y2(x)=e3x−e−x2Y(x) = e^{Ax} \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix} \Rightarrow y_1(x) = \frac{e^{3x} + e^{-x}}{2}, \ y_2(x) = \frac{e^{3x} - e^{-x}}{2}.

2. Equazione y′′−y′−2y=0y'' - y' - 2y = 0

Trasformazione in sistema Y′=BYY' = BY con Y=(y,y′)TY = (y, y')^T: B=(0121),Yˉ=(10)B = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 2 & 1 \end{pmatrix}, \bar Y = \begin{pmatrix} 1 \\ 0 \end{pmatrix}.

Autovalori e Autovettori.

  • λ1=2⇒v1=(1,2)\lambda_1 = 2 \Rightarrow v_1 = (1, 2).
  • λ2=−1⇒v2=(1,−1)\lambda_2 = -1 \Rightarrow v_2 = (1, -1).

Matrici. S=(112−1),S−1=13(112−1)S = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -1 \end{pmatrix}, S^{-1} = \frac13 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -1 \end{pmatrix}.

Soluzione. eBx=13(e2x+2e−xe2x−e−x2e2x−2e−x2e2x+e−x)e^{Bx} = \frac13 \begin{pmatrix} e^{2x} + 2e^{-x} & e^{2x} - e^{-x} \\ 2e^{2x} - 2e^{-x} & 2e^{2x} + e^{-x} \end{pmatrix} y(x)=prima componente di eBxYˉ=e2x+2e−x3y(x) = \text{prima componente di } e^{Bx} \bar Y = \frac{e^{2x} + 2e^{-x}}{3}.

Errori comuni

  • Scambiare eAxe^{Ax} con la matrice degli esponenziali degli elementi.
  • Errato ordine nel prodotto SeDxS−1S e^{Dx} S^{-1}.
  • Dimenticare la condizione iniziale Yˉ\bar Y.

Teoria collegata