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Note per Studenti Prodotto vettoriale e prodotto misto

Prodotto vettoriale e prodotto misto

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Lezione 41, seconda parte (videolezione n. 41). Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Permutazioni e definizione di determinanteIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante →. Usi: Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →, Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizi: Esercizio 100 · un rettangolo nello spazio e il suo piano (appello 15/6/2021), Esercizio 103 · rette parallele, area di un triangolo e punto simmetrico (appello 7/2/2023).

Il prodotto vettoriale esiste solo in R3\mathbb{R}^3 (è una particolarità della dimensione 33). In fisica è lo stesso prodotto con cui si definiscono il momento di una forza e il momento angolare (Prodotto scalare e prodotto vettorialeIl prodotto scalare a·b = ab cosθ è un numero, massimo per vettori paralleli e nullo per vettori perpendicolari; serve per proiezioni e lavoro. Il prodotto vettoriale a×b è un vettore perpendicolare ad entrambi, di modulo ab sinθ, verso con la mano destra; serve per momenti e rotazioni.Prodotto scalare e prodotto vettoriale → e Momento angolare e momento di una forzaMomento di una forza M = r × F e momento angolare L = r × m v rispetto a un polo. Teorema del momento angolare: dL/dt = M (polo fisso o CM); per un sistema contano solo i momenti esterni. Con forze centrali o momento esterno nullo L si conserva.Momento angolare e momento di una forza →, Fisica Generale 1).

Definizione

Il problema. Dati due vettori v,w∈R3v, w \in \mathbb{R}^3 linearmente indipendenti, lo spazio dei vettori ortogonali a entrambi è il complemento ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → ⟨v,w⟩⊥\langle v, w \rangle^\perp, che ha dimensione 3−2=13 - 2 = 1 (perché dim⁡U+dim⁡U⊥=3\dim U + \dim U^\perp = 3): una retta per l'origine. Si vuole scegliere su questa retta un vettore preciso: servono una lunghezza e uno dei due versi.

Definizione. Se v,wv, w sono indipendenti, il prodotto vettoriale v×wv \times w è l'unico vettore tale che

  1. v×wv \times w è ortogonale sia a vv sia a ww (direzione);
  2. ∥v×w∥\|v \times w\| è l'area del parallelogramma di lati vv e ww, cioè ∥v∥ ∥w∥sin⁡θ\|v\|\,\|w\| \sin\theta con θ\theta l'angolo tra vv e ww (lunghezza);
  3. la matrice con colonne vv, ww, v×wv \times w ha determinante positivo, cioè {v,w,v×w}\{v, w, v \times w\} è orientata come {e1,e2,e3}\{e_1, e_2, e_3\} (verso: regola della mano destra).

Se v,wv, w sono dipendenti si pone v×w=0⃗v \times w = \vec 0 (il parallelogramma è schiacciato e ha area 00).

Esempio. e1×e2=e3e_1 \times e_2 = e_3: e3e_3 è ortogonale a e1e_1 e e2e_2, ha norma 11 (l'area del quadrato unitario) e la matrice con colonne e1,e2,e3e_1, e_2, e_3 è I3I_3, con determinante 1>01 > 0. Con la formula qui sotto: (1,2,3)×(0,1,0)=(2⋅0−3⋅1, 3⋅0−1⋅0, 1⋅1−2⋅0)=(−3,0,1)(1,2,3) \times (0,1,0) = (2\cdot 0 - 3\cdot 1,\ 3\cdot 0 - 1\cdot 0,\ 1\cdot 1 - 2\cdot 0) = (-3, 0, 1).

Grafico interattivo: Un caso che si disegna nel piano: v = (3, 1, 0) e w = (1, 2, 0) stanno nel piano z = 0. Il parallelogramma che formano ha area |3 · 2 − 1 · 1| = 5, e v × w = (0, 0, 5) è verticale (esce dal foglio verso chi guarda) con norma 5; l'altezza h = ‖w‖ sin θ è la distanza di w dalla retta di v

Qui ∥v∥=10\|v\| = \sqrt{10} e il piede dell'altezza è la proiezioneIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli → di ww sulla retta di vv, w⋅vv⋅v v=510(3,1)=(32,12)\frac{w \cdot v}{v \cdot v}\, v = \frac{5}{10}(3, 1) = \left(\frac32, \frac12\right); quindi h=∥(1,2)−(32,12)∥=∥(−12,32)∥=104=102h = \|(1, 2) - (\frac32, \frac12)\| = \|(-\frac12, \frac32)\| = \sqrt{\frac{10}{4}} = \frac{\sqrt{10}}{2} e l'area è base per altezza, 10⋅102=5\sqrt{10} \cdot \frac{\sqrt{10}}{2} = 5 ✓. Con la formula: v×w=(1⋅0−0⋅2, 0⋅1−3⋅0, 3⋅2−1⋅1)=(0,0,5)v \times w = (1 \cdot 0 - 0 \cdot 2, \ 0 \cdot 1 - 3 \cdot 0, \ 3 \cdot 2 - 1 \cdot 1) = (0, 0, 5).

La formula in componenti

v×w=det⁡(e1e2e3v1v2v3w1w2w3)=(v2w3−v3w2,  v3w1−v1w3,  v1w2−v2w1).v \times w = \det\begin{pmatrix} e_1 & e_2 & e_3 \\ v_1 & v_2 & v_3 \\ w_1 & w_2 & w_3 \end{pmatrix} = (v_2 w_3 - v_3 w_2, \ \ v_3 w_1 - v_1 w_3, \ \ v_1 w_2 - v_2 w_1).

Il "determinante" ha nella prima riga dei vettori invece che numeri: è un modo mnemonico per lo sviluppo di LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima riga, e1det⁡(v2v3w2w3)−e2det⁡(v1v3w1w3)+e3det⁡(v1v2w1w2)e_1 \det\begin{pmatrix} v_2 & v_3 \\ w_2 & w_3 \end{pmatrix} - e_2 \det\begin{pmatrix} v_1 & v_3 \\ w_1 & w_3 \end{pmatrix} + e_3 \det\begin{pmatrix} v_1 & v_2 \\ w_1 & w_2 \end{pmatrix} (i segni +,−,++, -, + sono quelli di (−1)1+j(-1)^{1 + j}). Attenzione al segno −- della seconda componente: −(v1w3−v3w1)=v3w1−v1w3-(v_1 w_3 - v_3 w_1) = v_3 w_1 - v_1 w_3.

Perché la formula soddisfa la definizione.

Verifica dell'identità di Lagrange. A sinistra c'è (v2w3−v3w2)2+(v3w1−v1w3)2+(v1w2−v2w1)2(v_2 w_3 - v_3 w_2)^2 + (v_3 w_1 - v_1 w_3)^2 + (v_1 w_2 - v_2 w_1)^2: una somma sulle tre coppie di indici i<ji < j dei termini (viwj−vjwi)2(v_i w_j - v_j w_i)^2. A destra, moltiplicando (v12+v22+v32)(w12+w22+w32)(v_1^2 + v_2^2 + v_3^2)(w_1^2 + w_2^2 + w_3^2) si ottengono i nove termini vi2wj2v_i^2 w_j^2, e sviluppando (v1w1+v2w2+v3w3)2(v_1 w_1 + v_2 w_2 + v_3 w_3)^2 si ottengono i tre vi2wi2v_i^2 w_i^2 più i doppi prodotti 2viwivjwj2 v_i w_i v_j w_j con i<ji < j. Nella differenza i termini con i=ji = j si cancellano e resta, per ogni coppia i<ji < j, vi2wj2+vj2wi2−2viwj vjwi=(viwj−vjwi)2,v_i^2 w_j^2 + v_j^2 w_i^2 - 2 v_i w_j\, v_j w_i = (v_i w_j - v_j w_i)^2, cioè proprio i tre quadrati di sinistra.

Esempio. v=(1,2,3)v = (1, 2, 3), w=(4,5,6)w = (4, 5, 6):

v×w=(2⋅6−3⋅5,  3⋅4−1⋅6,  1⋅5−2⋅4)=(−3,6,−3).v \times w = (2 \cdot 6 - 3 \cdot 5, \ \ 3 \cdot 4 - 1 \cdot 6, \ \ 1 \cdot 5 - 2 \cdot 4) = (-3, 6, -3).

Controlli: v⋅(v×w)=−3+12−9=0v \cdot (v \times w) = -3 + 12 - 9 = 0 ✓; w⋅(v×w)=−12+30−18=0w \cdot (v \times w) = -12 + 30 - 18 = 0 ✓; Lagrange: ∥v×w∥2=9+36+9=54\|v \times w\|^2 = 9 + 36 + 9 = 54 e ∥v∥2∥w∥2−(v⋅w)2=14⋅77−322=1078−1024=54\|v\|^2\|w\|^2 - (v \cdot w)^2 = 14 \cdot 77 - 32^2 = 1078 - 1024 = 54 ✓.

Sui vettori della base: e1×e2=e3e_1 \times e_2 = e_3, e2×e3=e1e_2 \times e_3 = e_1, e3×e1=e2e_3 \times e_1 = e_2 (permutazioni cicliche), e scambiando l'ordine cambia il segno: e2×e1=−e3e_2 \times e_1 = -e_3.

Proprietà

proprietà formula
anticommutativo w×v=−(v×w)w \times v = -(v \times w)
bilineare (λv+μv′)×w=λ(v×w)+μ(v′×w)(\lambda v + \mu v') \times w = \lambda (v \times w) + \mu (v' \times w), e lo stesso nel secondo posto
nullo sui dipendenti v×w=0⃗  ⟺  v,wv \times w = \vec 0 \iff v, w linearmente dipendenti; in particolare v×v=0⃗v \times v = \vec 0
non associativo (e1×e1)×e2=0⃗(e_1 \times e_1) \times e_2 = \vec 0, ma e1×(e1×e2)=e1×e3=−e2e_1 \times (e_1 \times e_2) = e_1 \times e_3 = -e_2

L'anticommutatività viene dal determinante simbolico: w×vw \times v ha le righe di vv e ww scambiate, e scambiare due righeIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → cambia segno. La bilinearità viene dal fatto che il determinante è lineare in ciascuna riga (oppure si controlla direttamente sulle componenti, che sono somme di prodotti viwjv_i w_j). Il criterio "nullo sui dipendenti" viene dalla definizione: per vettori indipendenti ∥v×w∥=∥v∥ ∥w∥sin⁡θ>0\|v \times w\| = \|v\|\,\|w\|\sin\theta > 0 perché θ≠0,π\theta \ne 0, \pi. È un modo veloce per controllare se due vettori di R3\mathbb{R}^3 sono proporzionali: per esempio (1,2,3)×(2,4,6)=(12−12, 6−6, 4−4)=0⃗(1, 2, 3) \times (2, 4, 6) = (12 - 12, \ 6 - 6, \ 4 - 4) = \vec 0.

Per la non associatività: e1×e1=0⃗e_1 \times e_1 = \vec 0 (vettore dipendente da sé stesso), e e1×e3=−(e3×e1)=−e2e_1 \times e_3 = -(e_3 \times e_1) = -e_2 per l'anticommutatività.

Il prodotto misto

Definizione. Il prodotto misto di u,v,w∈R3u, v, w \in \mathbb{R}^3 è il numero u⋅(v×w)=det⁡(u1u2u3v1v2v3w1w2w3).u \cdot (v \times w) = \det\begin{pmatrix} u_1 & u_2 & u_3 \\ v_1 & v_2 & v_3 \\ w_1 & w_2 & w_3 \end{pmatrix}.

Esempio. u=(1,0,0)u = (1,0,0), v=(0,2,0)v = (0,2,0), w=(0,0,3)w = (0,0,3): v×w=(2⋅3−0⋅0, 0⋅0−0⋅3, 0⋅0−2⋅0)=(6,0,0)v \times w = (2 \cdot 3 - 0 \cdot 0, \ 0 \cdot 0 - 0 \cdot 3, \ 0 \cdot 0 - 2 \cdot 0) = (6, 0, 0) e u⋅(v×w)=6=det⁡diag⁡(1,2,3)u \cdot (v \times w) = 6 = \det\operatorname{diag}(1,2,3) (il determinante di una matrice diagonale è il prodotto della diagonale), il volume del parallelepipedo, che qui è una scatola di lati 1,2,31, 2, 3.

(Lo si è già visto nella dimostrazione dell'ortogonalità: è lo sviluppo di Laplace lungo la prima riga.)

Significato geometrico. ∣u⋅(v×w)∣|u \cdot (v \times w)| è il volume del parallelepipedo di spigoli u,v,wu, v, w: la base è il parallelogramma di v,wv, w (area ∥v×w∥\|v \times w\|) e l'altezza è la lunghezza della proiezioneIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli → di uu sulla direzione perpendicolare alla base, cioè su v×wv \times w: h=∣u⋅(v×w)∣∥v×w∥h = \frac{|u \cdot (v \times w)|}{\|v \times w\|}. Volume = base per altezza =∥v×w∥⋅∣u⋅(v×w)∣∥v×w∥=∣u⋅(v×w)∣= \|v \times w\| \cdot \frac{|u \cdot (v \times w)|}{\|v \times w\|} = |u \cdot (v \times w)|. Il segno dice l'orientazione (positivo se u,v,wu, v, w sono orientati come e1,e2,e3e_1, e_2, e_3). Lo stesso volume si era ottenuto con il determinante di Gram nella nota sul prodotto scalare.

Conseguenze.

Esempio. A=(1,0,0)A = (1, 0, 0), B=(0,2,0)B = (0, 2, 0), C=(0,0,3)C = (0, 0, 3) e D=(1,1,1)D = (1, 1, 1). Con B−A=(−1,2,0)B - A = (-1, 2, 0), C−A=(−1,0,3)C - A = (-1, 0, 3), D−A=(0,1,1)D - A = (0, 1, 1), sviluppando lungo la prima colonna, det⁡(−120−103011)=−1⋅(0⋅1−3⋅1)−(−1)⋅(2⋅1−0⋅1)+0=3+2=5≠0:\det\begin{pmatrix} -1 & 2 & 0 \\ -1 & 0 & 3 \\ 0 & 1 & 1 \end{pmatrix} = -1 \cdot (0 \cdot 1 - 3 \cdot 1) - (-1) \cdot (2 \cdot 1 - 0 \cdot 1) + 0 = 3 + 2 = 5 \ne 0 : i quattro punti non sono complanari e il tetraedro ABCDABCD ha volume 56\frac56. Con D′=(0,1,32)D' = (0, 1, \frac32) invece D′−A=(−1,1,32)D' - A = (-1, 1, \frac32) e il determinante vale −1⋅(0−3)+1⋅(3−0)−1⋅(6−0)=3+3−6=0-1 \cdot (0 - 3) + 1 \cdot (3 - 0) - 1 \cdot (6 - 0) = 3 + 3 - 6 = 0 (sviluppo lungo la prima colonna della matrice con righe B−AB - A, C−AC - A, D′−AD' - A): D′D' sta sul piano 6x+3y+2z=66x + 3y + 2z = 6 di A,B,CA, B, C (infatti 0+3+3=60 + 3 + 3 = 6).

Applicazioni in geometria affine

1. Normale a un piano per tre punti. n=(B−A)×(C−A)n = (B - A) \times (C - A), poi si impone il passaggio per AA. Esempio: A=(1,0,0)A = (1, 0, 0), B=(0,2,0)B = (0, 2, 0), C=(0,0,3)C = (0, 0, 3): (−1,2,0)×(−1,0,3)=(6−0, 0+3, 0+2)=(6,3,2)(-1, 2, 0) \times (-1, 0, 3) = (6 - 0, \ 0 + 3, \ 0 + 2) = (6, 3, 2), e il piano è 6x+3y+2z=66x + 3y + 2z = 6.

2. Direzione della retta intersezione di due piani. È ortogonale a entrambe le normali: v=n1×n2v = n_1 \times n_2. Esempio: x+y−z=1x + y - z = 1 e x−y=3x - y = 3: (1,1,−1)×(1,−1,0)=(0−1, −1−0, −1−1)=(−1,−1,−2)(1, 1, -1) \times (1, -1, 0) = (0 - 1, \ -1 - 0, \ -1 - 1) = (-1, -1, -2), proporzionale a (1,1,2)(1, 1, 2), come trovato risolvendo il sistema in Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →.

3. Area di un triangolo. Area(ABC)=12∥(B−A)×(C−A)∥\text{Area}(ABC) = \frac12 \|(B - A) \times (C - A)\| (metà del parallelogramma). Per il triangolo dell'esempio 1: 12∥(6,3,2)∥=1236+9+4=72\frac12\|(6, 3, 2)\| = \frac12\sqrt{36 + 9 + 4} = \frac72.

4. Volume. Il tetraedro di vertici O=(0,0,0)O = (0, 0, 0), AA, BB, CC dell'esempio 1 ha volume 16∣det⁡(A,B,C)∣=16⋅∣1⋅2⋅3∣=1\frac16 |\det(A, B, C)| = \frac16 \cdot |1 \cdot 2 \cdot 3| = 1 (la matrice è diagonale).

5. Distanza tra rette sghembe. d(r,s)=∣(Q−P)⋅(v×w)∣∥v×w∥d(r, s) = \frac{|(Q - P) \cdot (v \times w)|}{\|v \times w\|} (vedi Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →): volume del parallelepipedo diviso per l'area della base.

6. Piano per un punto parallelo a due direzioni. Normale u1×u2u_1 \times u_2.

Errori comuni

  • Sbagliare il segno della seconda componente: è v3w1−v1w3v_3 w_1 - v_1 w_3, non v1w3−v3w1v_1 w_3 - v_3 w_1.
  • Scambiare l'ordine dei fattori quando il verso conta (per le normali di solito non conta: −n-n va bene quanto nn).
  • Usare il prodotto vettoriale in R2\mathbb{R}^2 o R4\mathbb{R}^4: è definito solo in R3\mathbb{R}^3. In R4\mathbb{R}^4 per trovare un vettore ortogonale si risolve un sistema.
  • Applicare la proprietà associativa: u×(v×w)≠(u×v)×wu \times (v \times w) \ne (u \times v) \times w in generale.

Versione ripasso

Definizione

Il prodotto vettoriale v×wv \times w in R3\mathbb{R}^3 è l'unico vettore tale che:

  1. v×wv \times w è ortogonale a vv e ww.
  2. ∥v×w∥=∥v∥∥w∥sin⁡θ\|v \times w\| = \|v\|\|w\|\sin\theta (area del parallelogramma).
  3. {v,w,v×w}\{v, w, v \times w\} è orientata positivamente (regola mano destra). Se v,wv, w sono dipendenti, v×w=0⃗v \times w = \vec 0.

Formula in componenti: v×w=det⁡(e1e2e3v1v2v3w1w2w3)=(v2w3−v3w2,  v3w1−v1w3,  v1w2−v2w1)v \times w = \det\begin{pmatrix} e_1 & e_2 & e_3 \\ v_1 & v_2 & v_3 \\ w_1 & w_2 & w_3 \end{pmatrix} = (v_2 w_3 - v_3 w_2, \ \ v_3 w_1 - v_1 w_3, \ \ v_1 w_2 - v_2 w_1)

Esempio: v=(1,2,3)v = (1,2,3), w=(4,5,6)w = (4,5,6): v×w=(12−15,12−6,5−8)=(−3,6,−3)v \times w = (12 - 15, 12 - 6, 5 - 8) = (-3, 6, -3), ortogonale a entrambi; ∥v×w∥2=54=14⋅77−322\|v \times w\|^2 = 54 = 14 \cdot 77 - 32^2. Sulla base: e1×e2=e3e_1 \times e_2 = e_3, e2×e1=−e3e_2 \times e_1 = -e_3.

Dimostrazione punti chiave:

  • Ortogonalità: u⋅(v×w)u \cdot (v \times w) equivale al determinante con righe u,v,wu, v, w. Se u=vu=v o u=wu=w, il determinante è 00.
  • Lunghezza: Segue dall'identità di Lagrange: ∥v×w∥2=∥v∥2∥w∥2−(v⋅w)2\|v \times w\|^2 = \|v\|^2\|w\|^2 - (v \cdot w)^2.

Proprietà

  • Anticommutativo: w×v=−(v×w)w \times v = -(v \times w).
  • Bilineare: (λv+μv′)×w=λ(v×w)+μ(v′×w)(\lambda v + \mu v') \times w = \lambda (v \times w) + \mu (v' \times w).
  • Nullo: v×w=0⃗  ⟺  v,wv \times w = \vec 0 \iff v, w sono linearmente dipendenti.
  • Non associativo: u×(v×w)≠(u×v)×wu \times (v \times w) \neq (u \times v) \times w.

Il prodotto misto

Definizione: u⋅(v×w)=det⁡(u,v,w)u \cdot (v \times w) = \det(u, v, w).

  • Significato: ∣u⋅(v×w)∣|u \cdot (v \times w)| è il volume del parallelepipedo di spigoli u,v,wu, v, w.
  • Complanarità: u,v,wu, v, w sono complanari   ⟺  det⁡(u,v,w)=0\iff \det(u, v, w) = 0.
  • Volume tetraedro: V=16∣det⁡(B−A,C−A,D−A)∣V = \frac{1}{6} |\det(B-A, C-A, D-A)|.

Applicazioni in geometria affine

  1. Normale a piano per 3 punti A,B,CA, B, C: n=(B−A)×(C−A)n = (B - A) \times (C - A) (poi il passaggio per AA). Esempio: A=(1,0,0)A = (1,0,0), B=(0,2,0)B = (0,2,0), C=(0,0,3)C = (0,0,3): n=(6,3,2)n = (6,3,2), piano 6x+3y+2z=66x + 3y + 2z = 6; area del triangolo 12∥n∥=72\frac12\|n\| = \frac72.
  2. Direzione retta intersezione: v=n1×n2v = n_1 \times n_2 (esempio: (1,1,−1)×(1,−1,0)=(−1,−1,−2)(1,1,-1) \times (1,-1,0) = (-1,-1,-2); Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →). Piano per un punto parallelo a due direzioni: normale u1×u2u_1 \times u_2.
  3. Area triangolo: Area=12∥(B−A)×(C−A)∥\text{Area} = \frac{1}{2} \|(B - A) \times (C - A)\|.
  4. Distanza tra rette sghembe: d(r,s)=∣(Q−P)⋅(v×w)∣∥v×w∥d(r, s) = \frac{|(Q - P) \cdot (v \times w)|}{\|v \times w\|}.

Errori tipici

  • Dimenticare il segno meno nella seconda componente della formula (v3w1−v1w3)(v_3 w_1 - v_1 w_3).
  • Cercare di usare il prodotto vettoriale fuori da R3\mathbb{R}^3.
  • Assumere la proprietà associativa per il prodotto vettoriale.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata