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Note per Studenti Matrice inversa

Matrice inversa

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Lezione 19 (videolezione n. 19), con i richiami della lezione 15 sui cambiamenti di base. Esercizi svolti: Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile, Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base. Seguito: Permutazioni e definizione di determinanteIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante →, Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →.

Due motivi per saper invertire una matrice:

Definizione

Definizione (matrice invertibile e inversa). Una matrice quadrata A∈Mn(K)A \in M_n(K) si dice invertibile se esiste una matrice A−1∈Mn(K)A^{-1} \in M_n(K) tale che AA−1=A−1A=In.A A^{-1} = A^{-1} A = I_n. A−1A^{-1} si chiama inversa di AA.

È l'analogo di a⋅1a=1a \cdot \frac1a = 1 per i numeri. Però per le matrici il prodotto non è commutativoLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →, quindi a priori bisognerebbe chiedere due cose: A−1A=IA^{-1}A = I (inversa "a sinistra") e AA−1=IAA^{-1} = I (inversa "a destra").

Esempio (lezione 15). Per A=(2−131)A = \begin{pmatrix} 2 & -1 \\ 3 & 1 \end{pmatrix} si ha A−1=15(11−32)A^{-1} = \frac15 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -3 & 2 \end{pmatrix}. Verifica (è la cosa più facile da fare quando qualcuno ci dà un'inversa): prima riga di A−1A^{-1} per prima colonna di AA: 15(1⋅2+1⋅3)=1\frac15(1 \cdot 2 + 1 \cdot 3) = 1; prima riga per seconda colonna: 15(1⋅(−1)+1⋅1)=0\frac15(1 \cdot (-1) + 1 \cdot 1) = 0; seconda riga per prima colonna: 15(−3⋅2+2⋅3)=0\frac15(-3 \cdot 2 + 2 \cdot 3) = 0; seconda riga per seconda colonna: 15(−3⋅(−1)+2⋅1)=1\frac15(-3 \cdot (-1) + 2 \cdot 1) = 1. Il prodotto A−1AA^{-1}A è I2I_2 (e allo stesso modo AA−1=I2AA^{-1} = I_2).

Inversa sinistra e inversa destra coincidono

Proposizione (inversa sinistra e destra coincidono). Se BA=InBA = I_n e AC=InAC = I_n, allora B=CB = C. In particolare l'inversa, se esiste, è unica.

Esempio. Per A=(1101)A = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} le matrici BB e CC con BA=IBA = I e AC=IAC = I sono entrambe (1−101)\begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}. Controllo: (1−101)(1101)=(11−101)=I2\begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 & 1 - 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = I_2 e (1101)(1−101)=(1−1+101)=I2\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 & -1 + 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = I_2. Come funzione, AA manda (x,y)(x, y) in (x+y, y)(x + y, \ y) e l'inversa in (x−y, y)(x - y, \ y): una aggiunge yy alla prima coordinata, l'altra lo toglie.

Dimostrazione. Si calcola BACBAC in due modi, usando la proprietà associativaLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → del prodotto di matrici e il fatto che InI_n è l'elemento neutro:

B=BIn=B(AC)=(BA)C=InC=C.B = B I_n = B(AC) = (BA)C = I_n C = C.

Nel primo passaggio si è sostituito InI_n con ACAC, nel quarto BABA con InI_n. ∎

Per l'unicità: se A′A' e A′′A'' sono due inverse, in particolare A′A=IA'A = I e AA′′=IAA'' = I, quindi A′=A′′A' = A'' per quanto appena visto.

Quando una matrice è invertibile

Una matrice A∈Mm×n(K)A \in M_{m \times n}(K) corrisponde alla funzione lineare fA:Kn→Kmf_A : K^n \to K^m, X↦AXX \mapsto AX, e A−1A^{-1} corrisponde alla funzione inversa fA−1f_A^{-1}: infatti il prodotto di matrici è la composizione, quindi AA−1=A−1A=InAA^{-1} = A^{-1}A = I_n dice fA∘fA−1=fA−1∘fA=idf_A \circ f_{A^{-1}} = f_{A^{-1}} \circ f_A = \mathrm{id}, che è la definizione di funzione inversaIniettività (test delle rette orizzontali), suriettività, biunivocità e funzione inversa con il suo grafico simmetrico rispetto a y = x.Funzioni iniettive, suriettive e inverse →. Quindi AA è invertibile se e solo se fAf_A è biiettiva, cioè un isomorfismoUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi → (e l'inversa di un isomorfismo è ancora lineare, quindi ha una matrice).

  1. Solo le matrici quadrate possono essere invertibili. Un isomorfismo esiste solo tra spazi della stessa dimensione, quindi serve n=mn = m.
  2. Per una matrice quadrata basta una delle due condizioni (iniettiva oppure suriettiva). Per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, dim⁡Ker⁡fA+dim⁡Im⁡fA=n\dim \operatorname{Ker} f_A + \dim \operatorname{Im} f_A = n:
    • se fAf_A è iniettiva, Ker⁡fA={0}\operatorname{Ker} f_A = \{0\}, quindi dim⁡Im⁡fA=n=dim⁡Kn\dim \operatorname{Im} f_A = n = \dim K^n e Im⁡fA=Kn\operatorname{Im} f_A = K^n: è anche suriettiva;
    • se fAf_A è suriettiva, dim⁡Im⁡fA=n\dim \operatorname{Im} f_A = n, quindi dim⁡Ker⁡fA=0\dim \operatorname{Ker} f_A = 0: è anche iniettiva.

Teorema. Per A∈Mn(K)A \in M_n(K) sono equivalenti:

  • AA è invertibile;
  • rango⁡(A)=n\operatorname{rango}(A) = n (rango massimo);
  • Ker⁡fA={0}\operatorname{Ker} f_A = \{0\}, cioè il sistema AX=0AX = 0 ha solo la soluzione nulla;
  • le colonne (equivalentemente, le righe) di AA sono linearmente indipendenti.

Esempio. A=(1234)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 3 & 4 \end{pmatrix} ha rango 22 (le colonne (1,3)(1, 3) e (2,4)(2, 4) non sono proporzionali: 2=2⋅12 = 2 \cdot 1 ma 4≠2⋅34 \ne 2 \cdot 3), AX=0AX = 0 ha solo X=0X = 0 e le colonne sono indipendenti: è invertibile, con A−1=(−2132−12)A^{-1} = \begin{pmatrix} -2 & 1 \\ \frac{3}{2} & -\frac{1}{2} \end{pmatrix} (dalla formula 2×22 \times 2 più sotto: ad−bc=4−6=−2ad - bc = 4 - 6 = -2 e A−1=−12(4−2−31)A^{-1} = -\frac12 \begin{pmatrix} 4 & -2 \\ -3 & 1 \end{pmatrix}). Controllo della prima riga di AA−1A A^{-1}: 1⋅(−2)+2⋅32=11 \cdot (-2) + 2 \cdot \frac32 = 1 e 1⋅1+2⋅(−12)=01 \cdot 1 + 2 \cdot (-\frac12) = 0 ✓.

Più avanti si aggiungerà un'altra condizione equivalente: det⁡A≠0\det A \ne 0 (vedi Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).

Calcolo con il metodo di Gauss-Jordan

Idea. Si scrive (A ∣ In)(A \,|\, I_n) e si fanno solo operazioni sulle righe:

  1. prima si riduce AA a scala come nell'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss → (zeri sotto la diagonale, procedendo dalla prima colonna verso destra);
  2. poi si creano gli zeri sopra la diagonale, partendo dall'ultima colonna e risalendo verso sinistra, usando ogni volta la riga del pivot di quella colonna;
  3. infine si divide ogni riga per il suo pivot, così sulla diagonale compaiono tutti 11.

Se si riesce ad arrivare a (In ∣ B)(I_n \,|\, B), allora B=A−1B = A^{-1}.

Perché funziona. Le operazioni sulle righe equivalgono a moltiplicare a sinistra per una matrice invertibile BB (la "memoria" di tutte le operazioni, vedi Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →): B(A ∣ In)=(BA ∣ B)B(A \,|\, I_n) = (BA \,|\, B). Se a sinistra si è ottenuto InI_n, vuol dire che BA=InBA = I_n, cioè BB è inversa sinistra di AA; e per la proposizione precedente è *l'*inversa.

Quando si blocca. Le operazioni elementari non cambiano il rango. Se rango⁡(A)<n\operatorname{rango}(A) < n, nella forma a scala compare una riga nulla e a sinistra non si potrà mai ottenere InI_n (che ha rango nn): appena si vede la riga nulla ci si ferma, AA non è invertibile.

Esempio 1: inversa a coefficienti interi

A=(121130122)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 & 1 \\ 1 & 3 & 0 \\ 1 & 2 & 2 \end{pmatrix}

Zeri sotto la diagonale: R2→R2−R1R_2 \to R_2 - R_1, R3→R3−R1R_3 \to R_3 - R_1. Sulla riga intera (parte sinistra e parte destra): R2−R1=(1−1, 3−2, 0−1 ∣ 0−1, 1, 0)=(0,1,−1 ∣ −1,1,0)R_2 - R_1 = (1 - 1, \ 3 - 2, \ 0 - 1 \,|\, 0 - 1, \ 1, \ 0) = (0, 1, -1 \,|\, -1, 1, 0) e R3−R1=(0, 0, 2−1 ∣ −1, 0, 1)=(0,0,1 ∣ −1,0,1)R_3 - R_1 = (0, \ 0, \ 2 - 1 \,|\, -1, \ 0, \ 1) = (0, 0, 1 \,|\, -1, 0, 1).

(121100130010122001)→(12110001−1−110001−101)\left(\begin{array}{ccc|ccc} 1 & 2 & 1 & 1 & 0 & 0 \\ 1 & 3 & 0 & 0 & 1 & 0 \\ 1 & 2 & 2 & 0 & 0 & 1 \end{array}\right) \to \left(\begin{array}{ccc|ccc} 1 & 2 & 1 & 1 & 0 & 0 \\ 0 & 1 & -1 & -1 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 1 & -1 & 0 & 1 \end{array}\right)

È già a scala, con tre pivot: rango⁡(A)=3\operatorname{rango}(A) = 3, quindi AA è invertibile.

Zeri sopra la diagonale, partendo dall'ultima colonna, usando solo la terza riga: R2→R2+R3R_2 \to R_2 + R_3 (il −1-1 diventa 00), R1→R1−R3R_1 \to R_1 - R_3 (l'11 diventa 00). Conti: R2+R3=(0,1,0 ∣ −1−1, 1+0, 0+1)=(0,1,0 ∣ −2,1,1)R_2 + R_3 = (0, 1, 0 \,|\, -1 - 1, \ 1 + 0, \ 0 + 1) = (0, 1, 0 \,|\, -2, 1, 1) e R1−R3=(1,2,0 ∣ 1+1, 0−0, 0−1)=(1,2,0 ∣ 2,0,−1)R_1 - R_3 = (1, 2, 0 \,|\, 1 + 1, \ 0 - 0, \ 0 - 1) = (1, 2, 0 \,|\, 2, 0, -1).

→(12020−1010−211001−101)\to \left(\begin{array}{ccc|ccc} 1 & 2 & 0 & 2 & 0 & -1 \\ 0 & 1 & 0 & -2 & 1 & 1 \\ 0 & 0 & 1 & -1 & 0 & 1 \end{array}\right)

Perché non si poteva fare, per esempio, R2→R2+R1R_2 \to R_2 + R_1 per eliminare il −1-1 della seconda riga? Perché la prima riga ha un 11 in prima colonna: si sarebbe distrutto lo zero in posizione (2,1)(2,1).

Seconda colonna, usando la seconda riga: R1→R1−2R2R_1 \to R_1 - 2R_2, cioè (1, 2−2, 0 ∣ 2+4, 0−2, −1−2)=(1,0,0 ∣ 6,−2,−3)(1, \ 2 - 2, \ 0 \,|\, 2 + 4, \ 0 - 2, \ -1 - 2) = (1, 0, 0 \,|\, 6, -2, -3). Tutti i pivot sono già 11, quindi il passo 3 (dividere per i pivot) non serve.

→(1006−2−3010−211001−101)⟹A−1=(6−2−3−211−101)\to \left(\begin{array}{ccc|ccc} 1 & 0 & 0 & 6 & -2 & -3 \\ 0 & 1 & 0 & -2 & 1 & 1 \\ 0 & 0 & 1 & -1 & 0 & 1 \end{array}\right) \qquad \Longrightarrow \qquad A^{-1} = \begin{pmatrix} 6 & -2 & -3 \\ -2 & 1 & 1 \\ -1 & 0 & 1 \end{pmatrix}

Verifica (sempre consigliata: il procedimento è lungo ed è facile sbagliare un segno): prima riga di A−1A^{-1} per le colonne di AA: 6−2−3=16 - 2 - 3 = 1, 12−6−6=012 - 6 - 6 = 0, 6+0−6=06 + 0 - 6 = 0 ✓; seconda riga (−2,1,1)(-2, 1, 1): −2+1+1=0-2 + 1 + 1 = 0, −4+3+2=1-4 + 3 + 2 = 1, −2+0+2=0-2 + 0 + 2 = 0 ✓; terza riga (−1,0,1)(-1, 0, 1): −1+0+1=0-1 + 0 + 1 = 0, −2+0+2=0-2 + 0 + 2 = 0, −1+0+2=1-1 + 0 + 2 = 1 ✓.

Esempio 2: compaiono frazioni

A=(210−43160−2)A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ -4 & 3 & 1 \\ 6 & 0 & -2 \end{pmatrix}

  • R2→R2+2R1R_2 \to R_2 + 2R_1 e R3→R3−3R1R_3 \to R_3 - 3R_1 (i rapporti sono −42=−2\frac{-4}{2} = -2 e 62=3\frac{6}{2} = 3): R2+2R1=(−4+4, 3+2, 1+0 ∣ 2,1,0)R_2 + 2R_1 = (-4 + 4, \ 3 + 2, \ 1 + 0 \,|\, 2, 1, 0) e R3−3R1=(6−6, 0−3, −2−0 ∣ −3,0,1)R_3 - 3R_1 = (6 - 6, \ 0 - 3, \ -2 - 0 \,|\, -3, 0, 1): (2101000512100−3−2−301)\left(\begin{array}{ccc|ccc} 2 & 1 & 0 & 1 & 0 & 0 \\ 0 & 5 & 1 & 2 & 1 & 0 \\ 0 & -3 & -2 & -3 & 0 & 1 \end{array}\right)
  • R3→R3+35R2R_3 \to R_3 + \frac35 R_2 (il rapporto tra −3-3 e 55; il prezzo da pagare sono le frazioni). Elemento per elemento: −3+35⋅5=0-3 + \frac35 \cdot 5 = 0, −2+35⋅1=−75-2 + \frac35 \cdot 1 = -\frac75, e a destra −3+35⋅2=−95-3 + \frac35 \cdot 2 = -\frac95, 0+35⋅1=350 + \frac35 \cdot 1 = \frac35, 1+0=11 + 0 = 1: (21010005121000−75−95351)\left(\begin{array}{ccc|ccc} 2 & 1 & 0 & 1 & 0 & 0 \\ 0 & 5 & 1 & 2 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & -\frac75 & -\frac95 & \frac35 & 1 \end{array}\right)
  • R3→−57R3R_3 \to -\frac57 R_3 (per avere 11 sulla diagonale: −57⋅(−75)=1-\frac57 \cdot (-\frac75) = 1, e a destra −57⋅(−95)=97-\frac57 \cdot (-\frac95) = \frac97, −57⋅35=−37-\frac57 \cdot \frac35 = -\frac37, −57-\frac57), poi R2→R2−R3R_2 \to R_2 - R_3 (la prima riga ha già 00 in terza colonna; a destra 2−97=572 - \frac97 = \frac57, 1+37=1071 + \frac37 = \frac{10}7, 0+57=570 + \frac57 = \frac57): (210100050571075700197−37−57)\left(\begin{array}{ccc|ccc} 2 & 1 & 0 & 1 & 0 & 0 \\ 0 & 5 & 0 & \frac57 & \frac{10}7 & \frac57 \\ 0 & 0 & 1 & \frac97 & -\frac37 & -\frac57 \end{array}\right)
  • R2→15R2R_2 \to \frac15 R_2 (a destra 17,27,17\frac17, \frac27, \frac17), poi R1→R1−R2R_1 \to R_1 - R_2 (a sinistra (2,0,0)(2, 0, 0), a destra 1−17=671 - \frac17 = \frac67, 0−27=−270 - \frac27 = -\frac27, 0−17=−170 - \frac17 = -\frac17), infine R1→12R1R_1 \to \frac12 R_1: (10037−17−11401017271700197−37−57)\left(\begin{array}{ccc|ccc} 1 & 0 & 0 & \frac37 & -\frac17 & -\frac1{14} \\ 0 & 1 & 0 & \frac17 & \frac27 & \frac17 \\ 0 & 0 & 1 & \frac97 & -\frac37 & -\frac57 \end{array}\right)

Verifica sulla prima riga di AA−1A A^{-1}, cioè (2,1,0)(2, 1, 0) per le colonne dell'inversa: 2⋅37+17=12 \cdot \frac37 + \frac17 = 1, 2⋅(−17)+27=02 \cdot (-\frac17) + \frac27 = 0, 2⋅(−114)+17=02 \cdot (-\frac1{14}) + \frac17 = 0 ✓.

Una curiosità del prof: tutti i denominatori sono 77 o 14=2⋅714 = 2 \cdot 7, cioè divisori di 1414. Non è un caso: det⁡A=−14\det A = -14, e la formula dell'inversa con l'aggiuntaLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer → spiega che nell'inversa si divide sempre per il determinante.

Esempio 3: una matrice non invertibile

A=(012201414)A = \begin{pmatrix} 0 & 1 & 2 \\ 2 & 0 & 1 \\ 4 & 1 & 4 \end{pmatrix}

R1↔R2R_1 \leftrightarrow R_2 (il primo elemento era 00), poi R3→R3−2R1R_3 \to R_3 - 2R_1 e infine R3→R3−R2R_3 \to R_3 - R_2:

(201012414)→(201012012)→(201012000)\begin{pmatrix} 2 & 0 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \\ 4 & 1 & 4 \end{pmatrix} \to \begin{pmatrix} 2 & 0 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \\ 0 & 1 & 2 \end{pmatrix} \to \begin{pmatrix} 2 & 0 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \\ 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

(R3−2R1=(4−4, 1−0, 4−2)=(0,1,2)R_3 - 2R_1 = (4 - 4, \ 1 - 0, \ 4 - 2) = (0, 1, 2), uguale alla seconda riga.) Rango 2<32 < 3: ci si ferma, AA non è invertibile (infatti R3=R1+2R2R_3 = R_1 + 2R_2 nella matrice originale: (0+4, 1+0, 2+2)=(4,1,4)(0 + 4, \ 1 + 0, \ 2 + 2) = (4, 1, 4)). Non è un fallimento del metodo: è la risposta.

Lo stesso fatto letto con il nucleo: dalla forma a scala, AX=0AX = 0 equivale a 2x+z=02x + z = 0, y+2z=0y + 2z = 0, con zz libera. Con z=−2z = -2: y=4y = 4, x=1x = 1. Il vettore (1,4,−2)≠0⃗(1, 4, -2) \ne \vec 0 sta nel nucleo (controllo: 0+4−4=00 + 4 - 4 = 0, 2+0−2=02 + 0 - 2 = 0, 4+4−8=04 + 4 - 8 = 0), quindi fAf_A non è iniettiva e non può avere inversa.

La formula per le matrici 2×22 \times 2

Facendo Gauss-Jordan su A=(abcd)A = \begin{pmatrix} a & b \\ c & d \end{pmatrix} si trova, quando ad−bc≠0ad - bc \ne 0,

Formula (inversa di una matrice 2 × 2). A−1=1ad−bc(d−b−ca)\boxed{A^{-1} = \frac{1}{ad - bc} \begin{pmatrix} d & -b \\ -c & a \end{pmatrix}}

Esempio. (2−131)−1=12⋅1−(−1)⋅3(11−32)=15(11−32)\begin{pmatrix} 2 & -1 \\ 3 & 1 \end{pmatrix}^{-1} = \frac{1}{2 \cdot 1 - (-1)\cdot 3}\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -3 & 2 \end{pmatrix} = \frac{1}{5}\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -3 & 2 \end{pmatrix}.

cioè: si scambiano i due elementi della diagonale principale, si cambia segno agli altri due e si divide per ad−bcad - bc. Verifica: il prodotto della prima riga di A−1A^{-1} per la prima colonna di AA è da−bcad−bc=1\frac{da - bc}{ad - bc} = 1; per esteso (d−b−ca)(abcd)=(da−bcdb−bd−ca+ac−cb+ad)=(ad−bc) I2\begin{pmatrix} d & -b \\ -c & a \end{pmatrix}\begin{pmatrix} a & b \\ c & d \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} da - bc & db - bd \\ -ca + ac & -cb + ad \end{pmatrix} = (ad - bc)\, I_2 e dividendo per ad−bcad - bc si ottiene I2I_2.

Da dove viene (Gauss-Jordan con a≠0a \ne 0). Si riduce (ab10cd01)\left(\begin{array}{cc|cc} a & b & 1 & 0 \\ c & d & 0 & 1 \end{array}\right):

  1. R2→R2−caR1R_2 \to R_2 - \frac{c}{a} R_1: la seconda riga diventa (0, d−bca ∣ −ca, 1)=(0, ad−bca ∣ −ca, 1)\big(0, \ d - \frac{bc}{a} \,\big|\, -\frac{c}{a}, \ 1\big) = \big(0, \ \frac{ad - bc}{a} \,\big|\, -\frac{c}{a}, \ 1\big). Qui si vede il ruolo di ad−bcad - bc: se è 00 la seconda riga a sinistra è nulla, il rango è 11 e ci si ferma.
  2. R2→aad−bcR2R_2 \to \frac{a}{ad - bc} R_2: diventa (0,1 ∣ −cad−bc,aad−bc)\big(0, 1 \,\big|\, \frac{-c}{ad - bc}, \frac{a}{ad - bc}\big).
  3. R1→R1−bR2R_1 \to R_1 - b R_2: a sinistra (a,0)(a, 0), a destra 1+bcad−bc=adad−bc1 + \frac{bc}{ad - bc} = \frac{ad}{ad - bc} e −abad−bc-\frac{ab}{ad - bc}.
  4. R1→1aR1R_1 \to \frac1a R_1: (1,0 ∣ dad−bc,−bad−bc)\big(1, 0 \,\big|\, \frac{d}{ad - bc}, \frac{-b}{ad - bc}\big).

A destra si legge la formula. (Se a=0a = 0 si scambiano prima le due righe, e il risultato è lo stesso.)

Tutti gli elementi hanno lo stesso denominatore ad−bcad - bc, e se questo numero è 00 l'inversa non esiste. Geometricamente: ad−bc=0ad - bc = 0 vuol dire che le colonne (a,c)(a, c) e (b,d)(b, d) sono proporzionali, quindi fAf_A manda tutto il piano su una retta (o in 0⃗\vec 0) e non si può tornare indietro.

{"tipo":"geometria","titolo":"A = (1 2; 2 4) ha ad − bc = 4 − 4 = 0: Ae₁ = (1, 2) e Ae₂ = (2, 4) stanno sulla stessa retta y = 2x, e il quadrato unitario viene schiacciato sul segmento da (0, 0) a A(1, 1) = (3, 6)","x":[-1,4],"y":[-0.5,6.5],"elementi":[{"poligono":[[0,0],[1,0],[1,1],[0,1]],"colore":1},{"retta":[2,-1,0],"colore":4,"tratteggio":true,"etichetta":"Im A: y = 2x"},{"segmento":[[0,0],[3,6]],"colore":2},{"vettore":[1,0],"etichetta":"e₁","colore":1},{"vettore":[0,1],"etichetta":"e₂","colore":1},{"vettore":[1,2],"etichetta":"Ae₁","colore":2},{"vettore":[2,4],"etichetta":"Ae₂","colore":2}]}
``` Questo numero **determina** se AA è invertibile: per questo si chiama **determinante**. Capire chi è il "denominatore comune" per matrici più grandi è il punto di partenza della <a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/permutazioni-e-definizione-di-determinante/" aria-describedby="sp-14">teoria dei determinanti<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-14">Il determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c&#39;è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.<span class="spiega-vai">Permutazioni e definizione di determinante →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>.

## Proprietà

Se A,B∈Mn(K)A, B \in M_n(K) sono invertibili:

| Proprietà | Perché |
|---|---|
| (A−1)−1=A(A^{-1})^{-1} = A | AA−1=A−1A=IA A^{-1} = A^{-1} A = I dice anche che AA è inversa di A−1A^{-1} |
| (AB)−1=B−1A−1(AB)^{-1} = B^{-1} A^{-1} (ordine invertito) | (AB)(B−1A−1)=A(BB−1)A−1=AA−1=I(AB)(B^{-1}A^{-1}) = A(BB^{-1})A^{-1} = AA^{-1} = I |
| (AT)−1=(A−1)T(A^T)^{-1} = (A^{-1})^T | AT(A−1)T=(A−1A)T=IT=IA^T (A^{-1})^T = (A^{-1} A)^T = I^T = I, usando (BC)T=CTBT(BC)^T = C^T B^T |
| (λA)−1=1λA−1(\lambda A)^{-1} = \frac1\lambda A^{-1} per λ≠0\lambda \ne 0 | (λA)(1λA−1)=AA−1=I(\lambda A)(\frac1\lambda A^{-1}) = AA^{-1} = I |

La seconda riga ricorda il "togliersi calze e scarpe": si tolgono in ordine inverso a come si sono messe.

**Uso per i sistemi.** Se A∈Mn(K)A \in M_n(K) è invertibile, AX=BAX = B ha l'unica soluzione X=A−1BX = A^{-1}B (si moltiplicano entrambi i membri **a sinistra** per A−1A^{-1}). Calcolare A−1A^{-1} conviene però solo se si devono risolvere molti sistemi con la stessa AA e termini noti diversi; per un solo sistema è più rapido Gauss direttamente su (A ∣ B)(A \,|\, B).

## Errori comuni

- **Parlare di inversa di una matrice non quadrata.** Non esiste.
- **Usare operazioni sulle colonne** in (A ∣ I)(A \,|\, I): le colonne di AA e di II non si mescolerebbero nel modo giusto. Solo righe.
- **Moltiplicare dalla parte sbagliata**: da AX=BAX = B si ricava X=A−1BX = A^{-1}B, non BA−1BA^{-1} (che spesso non ha nemmeno senso).
- **Scrivere (AB)−1=A−1B−1(AB)^{-1} = A^{-1}B^{-1}**: l'ordine va invertito.
- **Non verificare**: un prodotto AA−1AA^{-1} richiede pochi conti e scopre quasi tutti gli errori.

Versione ripasso

Una matrice A∈Mn(K)A \in M_n(K) è invertibile se esiste A−1A^{-1} tale che AA−1=A−1A=InA A^{-1} = A^{-1} A = I_n. L'inversa è unica.

Serve per le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → e per i sistemi: AX=BAX = B con AA invertibile ha l'unica soluzione X=A−1BX = A^{-1}B. Unicità: se BA=IBA = I e AC=IAC = I allora B=B(AC)=(BA)C=CB = B(AC) = (BA)C = C. Esempio: A=(2−131)A = \begin{pmatrix} 2 & -1 \\ 3 & 1 \end{pmatrix} ha A−1=15(11−32)A^{-1} = \frac15 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -3 & 2 \end{pmatrix} (verifica: il prodotto è I2I_2).

Quando una matrice è invertibile

A∈Mn(K)A \in M_n(K) (solo le quadrate) è invertibile se e solo se fA:X↦AXf_A : X \mapsto AX è un isomorfismoUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →; per una quadrata basta che sia iniettiva o suriettiva (nullità + rango). Sono equivalenti:

  • AA è invertibile;
  • rango⁡(A)=n\operatorname{rango}(A) = n;
  • Ker⁡fA={0}\operatorname{Ker} f_A = \{0\};
  • le righe/colonne sono linearmente indipendenti.

Calcolo: metodo di Gauss-Jordan

Si affianca la matrice identità (A ∣ In)(A \,|\, I_n) e si opera esclusivamente per righe:

  1. Riduzione a scala (zeri sotto la diagonale).
  2. Creazione zeri sopra la diagonale (dall'ultima colonna verso la prima).
  3. Normalizzazione pivot a 11. Se si ottiene (In ∣ B)(I_n \,|\, B), allora B=A−1B = A^{-1}. Se compare una riga nulla, AA non è invertibile.

Perché funziona: le operazioni sulle righe sono la moltiplicazione a sinistra per una matrice invertibile BB, e B(A ∣ I)=(BA ∣ B)B(A \,|\, I) = (BA \,|\, B): se BA=IBA = I allora B=A−1B = A^{-1}. Le operazioni non cambiano il rango, quindi una riga nulla significa rango <n< n.

Nota: nel creare gli zeri sopra la diagonale si usa solo la riga del pivot della colonna, senza distruggere gli zeri già creati.

Esempio. A=(121130122)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 & 1 \\ 1 & 3 & 0 \\ 1 & 2 & 2 \end{pmatrix}: con R2−R1R_2 - R_1, R3−R1R_3 - R_1 si ha una scala con tre pivot; poi R2+R3R_2 + R_3, R1−R3R_1 - R_3, R1−2R2R_1 - 2R_2 danno A−1=(6−2−3−211−101)A^{-1} = \begin{pmatrix} 6 & -2 & -3 \\ -2 & 1 & 1 \\ -1 & 0 & 1 \end{pmatrix} (verifica: la prima riga per le colonne di AA dà (1,0,0)(1,0,0)). Se compaiono frazioni (per esempio A=(210−43160−2)A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ -4 & 3 & 1 \\ 6 & 0 & -2 \end{pmatrix}, det⁡A=−14\det A = -14) i denominatori dividono det⁡A\det A (Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →). Non invertibile: (012201414)\begin{pmatrix} 0 & 1 & 2 \\ 2 & 0 & 1 \\ 4 & 1 & 4 \end{pmatrix} si riduce a una riga nulla (rango 22) (Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile).

Inversa 2×22 \times 2

Per A=(abcd)A = \begin{pmatrix} a & b \\ c & d \end{pmatrix}, se ad−bc≠0ad-bc \neq 0: A−1=1ad−bc(d−b−ca)A^{-1} = \frac{1}{ad - bc} \begin{pmatrix} d & -b \\ -c & a \end{pmatrix} Il valore ad−bcad-bc è il determinanteIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante →.

Proprietà

  • (A−1)−1=A(A^{-1})^{-1} = A
  • (AB)−1=B−1A−1(AB)^{-1} = B^{-1} A^{-1} (attenzione all'ordine!): (AB)(B−1A−1)=A(BB−1)A−1=I(AB)(B^{-1}A^{-1}) = A(BB^{-1})A^{-1} = I
  • (AT)−1=(A−1)T(A^T)^{-1} = (A^{-1})^T
  • (λA)−1=1λA−1(\lambda A)^{-1} = \frac{1}{\lambda} A^{-1}

Sistemi lineari: Per AX=BAX = B invertibile, la soluzione è X=A−1BX = A^{-1}B.

Errori tipici

  • Non quadrata: Tentare di invertire matrici m×nm \times n con m≠nm \neq n.
  • Operazioni: Usare operazioni sulle colonne (vietato in Gauss-Jordan per l'inversa).
  • Ordine: Scambiare l'ordine nel prodotto (AB)−1=A−1B−1(AB)^{-1} = A^{-1}B^{-1} (falso).
  • Verso: Moltiplicare a destra per A−1A^{-1} invece che a sinistra (X=BA−1X = BA^{-1} è errato).
  • Omessa verifica: Non controllare mai se AA−1=IAA^{-1} = I.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata