Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari
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Lezioni 25 (fine) e 26 (videolezioni n. 25 e 26). È un'applicazione della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →: il prof la presenta come esempio di come gli autovalori servono fuori dall'algebra lineare. Esercizio svolto: Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice.
Il caso di una sola equazione
Si cerca una funzione tale che con fissato. È un'equazione differenziale lineare del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine → con un problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →. La funzione che derivata ridà se stessa (per un coefficiente) è l'esponenziale: . Verifica:
- derivando, è una costante e è una funzione composta, quindi per la regola della catenaDerivate delle funzioni elementari e delle loro inverse (arcsin, arctan, settcosh...) e regole di calcolo: linearità, prodotto (Leibniz), quoziente, funzione composta (regola della catena), funzione inversa, f(x)^g(x).Regole di derivazione → ✓;
- in : ✓ (la condizione iniziale).
È anche l'unica soluzione: se è un'altra soluzione, la derivata di è , quindi è costante e vale in .
Da un'equazione di ordine alto a un sistema del primo ordine
Un'equazione con derivate di ordine superiore, per esempio si trasforma in un sistema in cui compaiono solo derivate prime. Si danno nomi nuovi alla funzione e alle sue derivate: Allora , e . Il sistema è equivalente all'equazione di partenza. Il prezzo: più equazioni. Il guadagno: solo derivate prime, e una scrittura matriciale. (La stessa riduzione è in Sistemi di equazioni differenziali lineariSistema lineare Y' = A(t)Y + B(t): con A, B continue su I il problema di Cauchy ha una sola soluzione, definita su tutto I. Le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione n (colonne di una matrice fondamentale, wronskiano ≠ 0). A coefficienti costanti: Y = e^(λt)V con λ autovalore e V autovettore di A; con λ = α ± iβ si prendono parte reale e immaginaria. Y(t) = e^(tA)Y0, con e^(tA) = P e^(tD) P⁻¹ se A = PDP⁻¹. Un'equazione di ordine n equivale a un sistema con la matrice compagna.Sistemi di equazioni differenziali lineari →, nel corso di Analisi Matematica 2.)
Il polinomio caratteristico della matrice è quello dell'equazione. Sviluppando con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima colonna, che ha solo due elementi non nulli ( in posizione , segno , e in posizione , segno ):
A parte il segno, è il polinomio che si ottiene dall'equazione sostituendo , come nelle equazioni lineari a coefficienti costantiPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo → di Analisi 1: gli autovalori della matrice sono le radici dell'equazione caratteristica, e le soluzioni sono combinazioni di in entrambi i metodi.
Sistemi lineari di equazioni differenziali
Un sistema come si scrive, come i sistemi lineariUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → ordinari, in forma matriciale: Qui le incognite non sono numeri ma funzioni: è un vettore le cui componenti dipendono da , e è il vettore delle derivate.
Formalmente è identico al caso di una sola equazione, con la matrice al posto del numero . Viene spontaneo provare con Bisogna però dare un senso a " elevato a una matrice".
Definizione dell'esponenziale di una matrice
Dall'analisi (Sviluppi di Mac-Laurin notevoliTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → e Serie numericheUna serie è la successione delle somme parziali s_n = a_0 + ... + a_n; la sua somma è il limite di s_n (converge, diverge o è irregolare). Proprietà generali e condizione necessaria: se la serie converge, gli addendi tendono a 0.Serie numeriche →): per ogni vale lo sviluppo in serie In questa formula compaiono solo somme e potenze, che si fanno anche con le matrici quadrate. Si sostituisce allora con (e con ):
Definizione. Per :
Esempio. ha , e quindi anche e così via: la serie si ferma: . Allo stesso modo : compare , non solo esponenziali (succede perché non è diagonalizzabile, vedi Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →).
Che la serie converga per ogni matrice (come per ogni numero reale) si dimostra in analisi; qui si prende come definizione. Il risultato è una matrice .
Perché risolve il sistema. Si deriva la serie termine a termine (lecito per le serie di potenze, come per ):
(il termine è la costante , con derivata nulla; ; poi si raccoglie una a sinistra e si rinomina come nuovo indice). Quindi , e in si ha : sono le due richieste del problema, come nel caso di una sola equazione.
Come si calcola
Matrice diagonale. Se , le potenze sono facili: (si elevano gli elementi della diagonale). Nella serie, sulla posizione si somma , fuori dalla diagonale solo zeri:
Matrice diagonalizzabile. Se , come per le potenze si semplificano tutte le coppie interne: Anche . Allora ogni termine della serie ha a sinistra e a destra, e si raccolgono (a sinistra , a destra : l'ordine conta):
Formula. Se con , allora
Esempio. con : . Il conto: (vedi DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →); (la prima colonna di per , la seconda per ); moltiplicando per la riga dà e la riga dà .
La seconda formula viene dalla prima applicata alla matrice ( è un numero). Quindi le soluzioni del sistema sono combinazioni lineari di : sono gli autovalori a decidere il comportamento delle soluzioni (se crescono, decrescono, oscillano).
Ricetta:
- autovalori e autovettori di ; controllare che sia diagonalizzabile;
- con gli autovalori, con gli autovettori in colonna (stesso ordine), poi (l'unica parte un po' lunga);
- (due prodotti);
- .
Se non è diagonalizzabile la formula non si applica; si usa la Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →, che è "quasi diagonale" (non fa parte del programma d'esame, il prof la cita soltanto).
Esempio completo (lezione 26)
.
Autovalori. . Autovalori e : reali e distinti, quindi è diagonalizzabile.
Autovettori.
- : , entrambe le equazioni dicono ( diviso per , diviso per ); con : . Verifica: ✓.
- : , la prima riga è il doppio della seconda e resta , cioè ; con (niente frazioni): . Verifica: ✓.
Matrici. (per una : si scambiano gli elementi diagonali, si cambia segno agli altri, si divide per il determinante; vedi Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →).
Esponenziale. Il primo prodotto moltiplica la prima colonna di per e la seconda per . Nel secondo, per esempio, l'elemento è la riga per la colonna : ; l'elemento è la stessa riga per la colonna : . Controllo in : ✓ (come deve essere: ).
Soluzione.
Con : , . Verifica della prima equazione: e ✓. Della seconda: e ✓.
Lettura con gli autovettori. Scrivendo e ponendo (le coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → del dato iniziale nella base ):
Con : (infatti ), e , lo stesso risultato. Ogni autovettore dà una soluzione "pura" , che resta sulla retta di e cambia solo lunghezza; la soluzione generale è una loro combinazione.
Grafico interattivo: Traiettoria (y₁, y₂) = (4e^{2x} − 3e^{x}, 2e^{2x} − 2e^{x}) nel piano delle fasi, con partenza in (1, 0): il verso è quello delle x crescenti (la freccia ha la direzione della velocità Aȳ = (5, 2) in (1, 0)); per x grande la curva si allinea all'autovettore (2, 1) dell'autovalore 2
Grafico interattivo: y₁(x) = 4e^{2x} − 3e^{x} (dato iniziale ȳ = (1, 0)): parte da 1 in x = 0 e per x grande domina il termine e^{2x} dell'autovalore 2
Grafico interattivo: y₂(x) = 2e^{2x} − 2e^{x}: vale 0 in x = 0, come richiesto dal dato iniziale
Autovalori complessi: soluzioni che oscillano
, cioè il sistema , . Il polinomio caratteristico è (traccia , determinante ), con autovalori : su la matrice non è diagonalizzabile, ma l'esponenziale si calcola direttamente dalla serie. Le potenze si ripetono ogni quattro:
Nella serie si separano i termini pari (multipli di ) e quelli dispari (multipli di ):
perché le due parentesi sono gli sviluppi di Mac-LaurinTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → di e . È la matrice della rotazione di angolo , ed è l'analogo della formula di EuleroI numeri complessi estendono i reali introducendo l'unità immaginaria $i$ ($i^2 = -1$) e possono essere rappresentati in forma algebrica, trigonometrica o polare. Tramite la formula di Eulero e le proprietà del modulo e dell'argomento, è possibile calcolare agilmente prodotti, potenze e radici ennesime.Numeri complessi → (anche , come ). Con : , (verifica: ✓, ✓). Il punto gira sulla circonferenza di raggio : con autovalori complessi le soluzioni oscillano, con periodo dato dalla parte immaginaria .
Grafico interattivo: Y′ = AY con A = (0 −1; 1 0) e Ȳ = (1, 0): y₁ = cos x e y₂ = sin x oscillano con periodo 2π (autovalori ±i, parte reale 0: l'ampiezza non cresce né decresce)
Se gli autovalori sono con , compare anche il fattore : oscillazioni che crescono () o si smorzano (), come nel caso complesso delle equazioni del secondo ordinePer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo →.
Errori comuni
- Calcolare elevando a ogni elemento di : vale solo per le matrici diagonali. In generale va calcolato con .
- Scrivere , dimenticando e (o mettendoli in ordine sbagliato: a sinistra, a destra quando ).
- Moltiplicare a sinistra: la soluzione è con colonna a destra.
- Usare la formula con una matrice non diagonalizzabile.
Versione ripasso
Dal caso scalare ai sistemi
Per una sola equazione , la soluzione è . Un'equazione di ordine alto si riduce a un sistema del primo ordine: per si pone , , , da cui , , , cioè con .
Sistemi lineari di equazioni differenziali
Un sistema con condizione iniziale ha soluzione formale: dove è il vettore delle funzioni incognite e la matrice dei coefficienti.
Definizione dell'esponenziale di una matrice
Data , l'esponenziale è definito dalla serie di potenze:
Per una matrice diagonale è , quindi (sulla diagonale si somma la serie di ).
Calcolo per matrici diagonalizzabili
Se con , allora . Le coppie si semplificano (e ), quindi ogni termine della serie ha a sinistra e a destra:
Ricetta:
- Trovare autovalori e autovettori di per costruire e .
- Calcolare Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →.
- Calcolare .
- Moltiplicare per il vettore delle condizioni iniziali (a destra). Le soluzioni sono combinazioni di : gli autovalori decidono se crescono o decrescono. Se non è diagonalizzabile si usa la Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →.
Esempio completo
.
- Autovalori: .
- Autovettori: per ; per .
- Matrici: , .
- Esponenziale:
Controllo in : . Con : , ; verifica: (Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice).
Errori comuni
- Calcolare come esponenziale dei singoli elementi di (valido solo se è diagonale).
- Omettere e o invertirne l'ordine.
- Moltiplicare a sinistra invece che a destra ().
- Applicare la formula a matrici non diagonalizzabili Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →.