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Note per Studenti Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari

Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari

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Lezioni 25 (fine) e 26 (videolezioni n. 25 e 26). È un'applicazione della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →: il prof la presenta come esempio di come gli autovalori servono fuori dall'algebra lineare. Esercizio svolto: Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice.

Il caso di una sola equazione

Si cerca una funzione y(x)y(x) tale che y′=a y,y(0)=yˉ,y' = a\, y, \qquad y(0) = \bar y, con a∈Ra \in \mathbb{R} fissato. È un'equazione differenziale lineare del primo ordiney' + a(t)y = b(t) con a, b continue su un intervallo I. Le soluzioni sono definite su tutto I e il problema di Cauchy ha una sola soluzione. Integrale generale: y = e^(−A(t))[c + ∫e^(A(t)) b(t) dt], con A primitiva di a; per l'omogenea (b = 0) y = c e^(−A(t)). Soluzione del problema con y(t0) = x0: stessa formula con A(t) = ∫ da t0 a t di a(s) ds e integrale da t0 a t. Si dimostra moltiplicando per e^(A(t)).Equazioni differenziali lineari del primo ordine → con un problema di CauchyUn'equazione differenziale ordinaria di ordine n ha come incognita una funzione y(t) e lega y⁽ⁿ⁾ a t, y, y', …, y⁽ⁿ⁻¹⁾. L'integrale generale è l'insieme delle soluzioni, definite su un intervallo; di solito sono infinite e dipendono da n costanti. Il problema di Cauchy aggiunge n condizioni iniziali in un istante t0 (y(t0), …, y⁽ⁿ⁻¹⁾(t0)) e sotto opportune ipotesi ha una sola soluzione. y⁽ⁿ⁾ = f(t) si risolve integrando n volte.Equazioni differenziali - introduzione e problema di Cauchy →. La funzione che derivata ridà se stessa (per un coefficiente) è l'esponenziale: y(x)=yˉ eaxy(x) = \bar y\, e^{ax}. Verifica:

È anche l'unica soluzione: se zz è un'altra soluzione, la derivata di z(x)e−axz(x) e^{-ax} è z′e−ax−aze−ax=(az−az)e−ax=0z' e^{-ax} - a z e^{-ax} = (az - az)e^{-ax} = 0, quindi z(x)e−axz(x)e^{-ax} è costante e vale z(0)=yˉz(0) = \bar y in x=0x = 0.

Da un'equazione di ordine alto a un sistema del primo ordine

Un'equazione con derivate di ordine superiore, per esempio y′′′+3y′′−2y′−y=0,y''' + 3y'' - 2y' - y = 0, si trasforma in un sistema in cui compaiono solo derivate prime. Si danno nomi nuovi alla funzione e alle sue derivate: y1=y,y2=y′,y3=y′′.y_1 = y, \qquad y_2 = y', \qquad y_3 = y'' . Allora y1′=y2y_1' = y_2, y2′=y3y_2' = y_3 e y3′=y′′′=−3y′′+2y′+y=−3y3+2y2+y1y_3' = y''' = -3y'' + 2y' + y = -3y_3 + 2y_2 + y_1. Il sistema {y1′=y2y2′=y3y3′=y1+2y2−3y3cioeˋ(y1y2y3)′=(01000112−3)(y1y2y3)\begin{cases} y_1' = y_2 \\ y_2' = y_3 \\ y_3' = y_1 + 2y_2 - 3y_3 \end{cases} \quad\text{cioè}\quad \begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \\ y_3 \end{pmatrix}' = \begin{pmatrix} 0 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 1 \\ 1 & 2 & -3 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} y_1 \\ y_2 \\ y_3 \end{pmatrix} è equivalente all'equazione di partenza. Il prezzo: più equazioni. Il guadagno: solo derivate prime, e una scrittura matriciale. (La stessa riduzione è in Sistemi di equazioni differenziali lineariSistema lineare Y' = A(t)Y + B(t): con A, B continue su I il problema di Cauchy ha una sola soluzione, definita su tutto I. Le soluzioni dell'omogeneo formano uno spazio di dimensione n (colonne di una matrice fondamentale, wronskiano ≠ 0). A coefficienti costanti: Y = e^(λt)V con λ autovalore e V autovettore di A; con λ = α ± iβ si prendono parte reale e immaginaria. Y(t) = e^(tA)Y0, con e^(tA) = P e^(tD) P⁻¹ se A = PDP⁻¹. Un'equazione di ordine n equivale a un sistema con la matrice compagna.Sistemi di equazioni differenziali lineari →, nel corso di Analisi Matematica 2.)

Il polinomio caratteristico della matrice è quello dell'equazione. Sviluppando det⁡(A−λI)\det(A - \lambda I) con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima colonna, che ha solo due elementi non nulli (−λ-\lambda in posizione (1,1)(1,1), segno ++, e 11 in posizione (3,1)(3,1), segno ++):

det⁡(−λ100−λ112−3−λ)=−λdet⁡(−λ12−3−λ)+1⋅det⁡(10−λ1)=−λ(λ(3+λ)−2)+1=−(λ3+3λ2−2λ−1).\det\begin{pmatrix} -\lambda & 1 & 0 \\ 0 & -\lambda & 1 \\ 1 & 2 & -3-\lambda \end{pmatrix} = -\lambda \det\begin{pmatrix} -\lambda & 1 \\ 2 & -3-\lambda \end{pmatrix} + 1 \cdot \det\begin{pmatrix} 1 & 0 \\ -\lambda & 1 \end{pmatrix} = -\lambda\big(\lambda(3 + \lambda) - 2\big) + 1 = -(\lambda^3 + 3\lambda^2 - 2\lambda - 1).

A parte il segno, è il polinomio r3+3r2−2r−1r^3 + 3r^2 - 2r - 1 che si ottiene dall'equazione sostituendo y(k)→rky^{(k)} \to r^k, come nelle equazioni lineari a coefficienti costantiPer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo → di Analisi 1: gli autovalori della matrice sono le radici dell'equazione caratteristica, e le soluzioni sono combinazioni di eλxe^{\lambda x} in entrambi i metodi.

Sistemi lineari di equazioni differenziali

Un sistema come {y1′=5y1−6y2y2′=2y1−2y2\begin{cases} y_1' = 5y_1 - 6y_2 \\ y_2' = 2y_1 - 2y_2 \end{cases} si scrive, come i sistemi lineariUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → ordinari, in forma matriciale: Y′=A Y,Y(x)=(y1(x)y2(x)),A=(5−62−2),Y(0)=Yˉ=(yˉ1yˉ2).Y' = A\, Y, \qquad Y(x) = \begin{pmatrix} y_1(x) \\ y_2(x) \end{pmatrix}, \quad A = \begin{pmatrix} 5 & -6 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}, \quad Y(0) = \bar Y = \begin{pmatrix} \bar y_1 \\ \bar y_2 \end{pmatrix}. Qui le incognite non sono numeri ma funzioni: Y(x)Y(x) è un vettore le cui componenti dipendono da xx, e Y′Y' è il vettore delle derivate.

Formalmente è identico al caso di una sola equazione, con la matrice AA al posto del numero aa. Viene spontaneo provare con Y(x)=eAx Yˉ.Y(x) = e^{A x}\, \bar Y . Bisogna però dare un senso a "ee elevato a una matrice".

Definizione dell'esponenziale di una matrice

Dall'analisi (Sviluppi di Mac-Laurin notevoliTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → e Serie numericheUna serie è la successione delle somme parziali s_n = a_0 + ... + a_n; la sua somma è il limite di s_n (converge, diverge o è irregolare). Proprietà generali e condizione necessaria: se la serie converge, gli addendi tendono a 0.Serie numeriche →): per ogni x∈Rx \in \mathbb{R} vale lo sviluppo in serie ex=1+x+x22!+x33!+⋯=∑k=0∞xkk!.e^x = 1 + x + \frac{x^2}{2!} + \frac{x^3}{3!} + \dots = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{x^k}{k!} . In questa formula compaiono solo somme e potenze, che si fanno anche con le matrici quadrate. Si sostituisce allora xx con AA (e 11 con II):

Definizione. Per A∈Mn(R)A \in M_n(\mathbb{R}): eA=I+A+A22!+A33!+⋯=∑k=0∞Akk!.e^A = I + A + \frac{A^2}{2!} + \frac{A^3}{3!} + \dots = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{A^k}{k!} .

Esempio. A=(0100)A = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 0 & 0 \end{pmatrix} ha A2=(0⋅0+1⋅00⋅1+1⋅000)=OA^2 = \begin{pmatrix} 0 \cdot 0 + 1 \cdot 0 & 0 \cdot 1 + 1 \cdot 0 \\ 0 & 0 \end{pmatrix} = O, e quindi anche A3=A2A=OA^3 = A^2 A = O e così via: la serie si ferma: eA=I+A=(1101)e^A = I + A = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}. Allo stesso modo eAx=I+Ax=(1x01)e^{Ax} = I + Ax = \begin{pmatrix} 1 & x \\ 0 & 1 \end{pmatrix}: compare xx, non solo esponenziali (succede perché AA non è diagonalizzabile, vedi Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →).

Che la serie converga per ogni matrice (come per ogni numero reale) si dimostra in analisi; qui si prende come definizione. Il risultato è una matrice n×nn \times n.

Perché Y(x)=eAxYˉY(x) = e^{Ax}\bar Y risolve il sistema. Si deriva la serie termine a termine (lecito per le serie di potenze, come per exe^x):

ddxeAx=ddx∑k=0∞Akxkk!=∑k=1∞Ak k xk−1k!=A∑k=1∞Ak−1xk−1(k−1)!=A eAx\frac{d}{dx} e^{Ax} = \frac{d}{dx} \sum_{k=0}^{\infty} \frac{A^k x^k}{k!} = \sum_{k=1}^{\infty} \frac{A^k \, k \, x^{k-1}}{k!} = A \sum_{k=1}^{\infty} \frac{A^{k-1} x^{k-1}}{(k-1)!} = A\, e^{Ax}

(il termine k=0k = 0 è la costante II, con derivata nulla; kk!=1(k−1)!\frac{k}{k!} = \frac{1}{(k-1)!}; poi si raccoglie una AA a sinistra e si rinomina k−1k - 1 come nuovo indice). Quindi Y′(x)=AeAxYˉ=A Y(x)Y'(x) = A e^{Ax} \bar Y = A\, Y(x), e in x=0x = 0 si ha Y(0)=eOYˉ=IYˉ=YˉY(0) = e^{O}\bar Y = I \bar Y = \bar Y: sono le due richieste del problema, come nel caso di una sola equazione.

Come si calcola

Matrice diagonale. Se D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), le potenze sono facili: Dk=diag⁡(λ1k,…,λnk)D^k = \operatorname{diag}(\lambda_1^k, \dots, \lambda_n^k) (si elevano gli elementi della diagonale). Nella serie, sulla posizione (i,i)(i, i) si somma 1+λi+λi22!+⋯=eλi1 + \lambda_i + \frac{\lambda_i^2}{2!} + \dots = e^{\lambda_i}, fuori dalla diagonale solo zeri: eD=(eλ1⋱eλn).e^D = \begin{pmatrix} e^{\lambda_1} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n} \end{pmatrix}.

Matrice diagonalizzabile. Se A=SDS−1A = S D S^{-1}, come per le potenze si semplificano tutte le coppie S−1SS^{-1}S interne: Ak=SDS−1 SDS−1⋯SDS−1=SDkS−1.A^k = S D S^{-1}\, S D S^{-1} \cdots S D S^{-1} = S D^k S^{-1}. Anche I=SIS−1I = S I S^{-1}. Allora ogni termine della serie ha SS a sinistra e S−1S^{-1} a destra, e si raccolgono (a sinistra SS, a destra S−1S^{-1}: l'ordine conta): eA=S(I+D+D22!+… )S−1=S eD S−1.e^A = S \left( I + D + \frac{D^2}{2!} + \dots \right) S^{-1} = S\, e^D\, S^{-1}.

Formula. Se A=SDS−1A = S D S^{-1} con D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), allora eA=S(eλ1⋱eλn)S−1,eAx=S(eλ1x⋱eλnx)S−1.e^{A} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n} \end{pmatrix} S^{-1}, \qquad e^{A x} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1 x} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n x} \end{pmatrix} S^{-1}.

Esempio. A=(2112)=Sdiag⁡(3,1)S−1A = \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} = S \operatorname{diag}(3, 1) S^{-1} con S=(111−1)S = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}: eA=Sdiag⁡(e3,e)S−1=12(e3+ee3−ee3−ee3+e)e^A = S \operatorname{diag}(e^3, e) S^{-1} = \frac{1}{2}\begin{pmatrix} e^3 + e & e^3 - e \\ e^3 - e & e^3 + e \end{pmatrix}. Il conto: S−1=12(111−1)S^{-1} = \frac12 \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix} (vedi DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →); Sdiag⁡(e3,e)=(e3ee3−e)S \operatorname{diag}(e^3, e) = \begin{pmatrix} e^3 & e \\ e^3 & -e \end{pmatrix} (la prima colonna di SS per e3e^3, la seconda per ee); moltiplicando per S−1S^{-1} la riga (e3,e)(e^3, e) dà 12(e3+e, e3−e)\frac12(e^3 + e,\ e^3 - e) e la riga (e3,−e)(e^3, -e) dà 12(e3−e, e3+e)\frac12(e^3 - e,\ e^3 + e).

La seconda formula viene dalla prima applicata alla matrice Ax=S(Dx)S−1A x = S (D x) S^{-1} (xx è un numero). Quindi le soluzioni del sistema sono combinazioni lineari di eλ1x,…,eλnxe^{\lambda_1 x}, \dots, e^{\lambda_n x}: sono gli autovalori a decidere il comportamento delle soluzioni (se crescono, decrescono, oscillano).

Ricetta:

  1. autovalori e autovettori di AA; controllare che sia diagonalizzabile;
  2. DD con gli autovalori, SS con gli autovettori in colonna (stesso ordine), poi S−1S^{-1} (l'unica parte un po' lunga);
  3. eAx=S eDx S−1e^{Ax} = S\, e^{Dx}\, S^{-1} (due prodotti);
  4. Y(x)=eAx YˉY(x) = e^{Ax}\, \bar Y.

Se AA non è diagonalizzabile la formula non si applica; si usa la Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →, che è "quasi diagonale" (non fa parte del programma d'esame, il prof la cita soltanto).

Esempio completo (lezione 26)

A=(5−62−2)A = \begin{pmatrix} 5 & -6 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}.

Autovalori. det⁡(A−λI)=(5−λ)(−2−λ)−(−6)(2)=λ2−3λ−10+12=λ2−3λ+2=(λ−2)(λ−1)\det(A - \lambda I) = (5 - \lambda)(-2 - \lambda) - (-6)(2) = \lambda^2 - 3\lambda - 10 + 12 = \lambda^2 - 3\lambda + 2 = (\lambda - 2)(\lambda - 1). Autovalori 22 e 11: reali e distinti, quindi AA è diagonalizzabile.

Autovettori.

  • λ=2\lambda = 2: A−2I=(3−62−4)A - 2I = \begin{pmatrix} 3 & -6 \\ 2 & -4 \end{pmatrix}, entrambe le equazioni dicono x1=2x2x_1 = 2x_2 (3x1−6x2=03x_1 - 6x_2 = 0 diviso per 33, 2x1−4x2=02x_1 - 4x_2 = 0 diviso per 22); con x2=1x_2 = 1: v1=(2,1)v_1 = (2, 1). Verifica: A(2,1)=(10−6, 4−2)=(4,2)=2(2,1)A(2, 1) = (10 - 6,\ 4 - 2) = (4, 2) = 2(2, 1) ✓.
  • λ=1\lambda = 1: A−I=(4−62−3)A - I = \begin{pmatrix} 4 & -6 \\ 2 & -3 \end{pmatrix}, la prima riga è il doppio della seconda e resta 2x1−3x2=02x_1 - 3x_2 = 0, cioè x1=32x2x_1 = \frac32 x_2; con x2=2x_2 = 2 (niente frazioni): v2=(3,2)v_2 = (3, 2). Verifica: A(3,2)=(15−12, 6−4)=(3,2)A(3, 2) = (15 - 12,\ 6 - 4) = (3, 2) ✓.

Matrici. D=(2001),S=(2312),det⁡S=4−3=1,S−1=(2−3−12)D = \begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix}, \quad S = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix}, \quad \det S = 4 - 3 = 1, \quad S^{-1} = \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} (per una 2×22 \times 2: si scambiano gli elementi diagonali, si cambia segno agli altri, si divide per il determinante; vedi Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →).

Esponenziale. eAx=(2312)(e2x00ex)(2−3−12)=(2e2x3exe2x2ex)(2−3−12)=(4e2x−3ex−6e2x+6ex2e2x−2ex−3e2x+4ex).e^{Ax} = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} e^{2x} & 0 \\ 0 & e^{x} \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 2e^{2x} & 3e^{x} \\ e^{2x} & 2e^{x} \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 4e^{2x} - 3e^{x} & -6e^{2x} + 6e^{x} \\ 2e^{2x} - 2e^{x} & -3e^{2x} + 4e^{x} \end{pmatrix}. Il primo prodotto moltiplica la prima colonna di SS per e2xe^{2x} e la seconda per exe^x. Nel secondo, per esempio, l'elemento (1,1)(1, 1) è la riga (2e2x,3ex)(2e^{2x}, 3e^x) per la colonna (2,−1)(2, -1): 4e2x−3ex4e^{2x} - 3e^x; l'elemento (1,2)(1, 2) è la stessa riga per la colonna (−3,2)(-3, 2): −6e2x+6ex-6e^{2x} + 6e^x. Controllo in x=0x = 0: eA⋅0=(1001)=Ie^{A \cdot 0} = \begin{pmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} = I ✓ (come deve essere: eO=Ie^O = I).

Soluzione. {y1(x)=(4yˉ1−6yˉ2) e2x+(−3yˉ1+6yˉ2) exy2(x)=(2yˉ1−3yˉ2) e2x+(−2yˉ1+4yˉ2) ex\begin{cases} y_1(x) = (4\bar y_1 - 6\bar y_2)\, e^{2x} + (-3\bar y_1 + 6\bar y_2)\, e^{x} \\ y_2(x) = (2\bar y_1 - 3\bar y_2)\, e^{2x} + (-2\bar y_1 + 4\bar y_2)\, e^{x} \end{cases}

Con Yˉ=(1,0)\bar Y = (1, 0): y1=4e2x−3exy_1 = 4e^{2x} - 3e^{x}, y2=2e2x−2exy_2 = 2e^{2x} - 2e^x. Verifica della prima equazione: y1′=8e2x−3exy_1' = 8e^{2x} - 3e^x e 5y1−6y2=20e2x−15ex−12e2x+12ex=8e2x−3ex5y_1 - 6y_2 = 20e^{2x} - 15e^x - 12e^{2x} + 12e^x = 8e^{2x} - 3e^x ✓. Della seconda: y2′=4e2x−2exy_2' = 4e^{2x} - 2e^x e 2y1−2y2=8e2x−6ex−4e2x+4ex=4e2x−2ex2y_1 - 2y_2 = 8e^{2x} - 6e^x - 4e^{2x} + 4e^x = 4e^{2x} - 2e^x ✓.

Lettura con gli autovettori. Scrivendo Y=S eDx (S−1Yˉ)Y = S\, e^{Dx}\, (S^{-1} \bar Y) e ponendo c=S−1Yˉc = S^{-1}\bar Y (le coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → del dato iniziale nella base v1,v2v_1, v_2):

Y(x)=c1 e2x v1+c2 ex v2.Y(x) = c_1\, e^{2x}\, v_1 + c_2\, e^{x}\, v_2 .

Con Yˉ=(1,0)\bar Y = (1, 0): c=S−1(1,0)=(2,−1)c = S^{-1}(1, 0) = (2, -1) (infatti (1,0)=2(2,1)−(3,2)(1, 0) = 2(2, 1) - (3, 2)), e Y(x)=2e2x(2,1)−ex(3,2)=(4e2x−3ex, 2e2x−2ex)Y(x) = 2e^{2x}(2, 1) - e^x(3, 2) = (4e^{2x} - 3e^x,\ 2e^{2x} - 2e^x), lo stesso risultato. Ogni autovettore dà una soluzione "pura" eλxve^{\lambda x} v, che resta sulla retta di vv e cambia solo lunghezza; la soluzione generale è una loro combinazione.

Grafico interattivo: Traiettoria (y₁, y₂) = (4e^{2x} − 3e^{x}, 2e^{2x} − 2e^{x}) nel piano delle fasi, con partenza in (1, 0): il verso è quello delle x crescenti (la freccia ha la direzione della velocità Aȳ = (5, 2) in (1, 0)); per x grande la curva si allinea all'autovettore (2, 1) dell'autovalore 2

Grafico interattivo: y₁(x) = 4e^{2x} − 3e^{x} (dato iniziale ȳ = (1, 0)): parte da 1 in x = 0 e per x grande domina il termine e^{2x} dell'autovalore 2

Grafico interattivo: y₂(x) = 2e^{2x} − 2e^{x}: vale 0 in x = 0, come richiesto dal dato iniziale

Autovalori complessi: soluzioni che oscillano

A=(0−110)A = \begin{pmatrix} 0 & -1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix}, cioè il sistema y1′=−y2y_1' = -y_2, y2′=y1y_2' = y_1. Il polinomio caratteristico è λ2+1\lambda^2 + 1 (traccia 00, determinante 0−(−1)⋅1=10 - (-1) \cdot 1 = 1), con autovalori ±i\pm i: su R\mathbb{R} la matrice non è diagonalizzabile, ma l'esponenziale si calcola direttamente dalla serie. Le potenze si ripetono ogni quattro:

A2=(−100−1)=−I,A3=A2A=−A,A4=(A2)2=I,A5=A, …A^2 = \begin{pmatrix} -1 & 0 \\ 0 & -1 \end{pmatrix} = -I, \qquad A^3 = A^2 A = -A, \qquad A^4 = (A^2)^2 = I, \qquad A^5 = A, \ \dots

Nella serie si separano i termini pari (multipli di II) e quelli dispari (multipli di AA):

eAx=I(1−x22!+x44!−… )+A(x−x33!+x55!−… )=cos⁡x⋅I+sin⁡x⋅A=(cos⁡x−sin⁡xsin⁡xcos⁡x),e^{Ax} = I\left(1 - \frac{x^2}{2!} + \frac{x^4}{4!} - \dots\right) + A\left(x - \frac{x^3}{3!} + \frac{x^5}{5!} - \dots\right) = \cos x \cdot I + \sin x \cdot A = \begin{pmatrix} \cos x & -\sin x \\ \sin x & \cos x \end{pmatrix},

perché le due parentesi sono gli sviluppi di Mac-LaurinTabella degli sviluppi di Mac-Laurin da sapere a memoria (e^x, sin, cos, log(1+x), (1+x)^alpha, arctan, sinh, cosh, tan) e regole per combinarli: algebra degli o piccoli, prodotti, funzioni composte, quanti termini tenere.Sviluppi di Mac-Laurin notevoli → di cos⁡x\cos x e sin⁡x\sin x. È la matrice della rotazione di angolo xx, ed è l'analogo della formula di EuleroI numeri complessi estendono i reali introducendo l'unità immaginaria $i$ ($i^2 = -1$) e possono essere rappresentati in forma algebrica, trigonometrica o polare. Tramite la formula di Eulero e le proprietà del modulo e dell'argomento, è possibile calcolare agilmente prodotti, potenze e radici ennesime.Numeri complessi → eix=cos⁡x+isin⁡xe^{ix} = \cos x + i \sin x (anche i2=−1i^2 = -1, come A2=−IA^2 = -I). Con Yˉ=(1,0)\bar Y = (1, 0): y1=cos⁡xy_1 = \cos x, y2=sin⁡xy_2 = \sin x (verifica: y1′=−sin⁡x=−y2y_1' = -\sin x = -y_2 ✓, y2′=cos⁡x=y1y_2' = \cos x = y_1 ✓). Il punto (y1,y2)(y_1, y_2) gira sulla circonferenza di raggio 11: con autovalori complessi le soluzioni oscillano, con periodo 2π2\pi dato dalla parte immaginaria ±1\pm 1.

Grafico interattivo: Y′ = AY con A = (0 −1; 1 0) e Ȳ = (1, 0): y₁ = cos x e y₂ = sin x oscillano con periodo 2π (autovalori ±i, parte reale 0: l'ampiezza non cresce né decresce)

Se gli autovalori sono a±iba \pm ib con a≠0a \ne 0, compare anche il fattore eaxe^{ax}: oscillazioni che crescono (a>0a > 0) o si smorzano (a<0a < 0), come nel caso complesso delle equazioni del secondo ordinePer y'' + a1 y' + a0 y = 0 con a0, a1 costanti si cercano soluzioni e^(λt): funzionano se λ è radice del polinomio caratteristico p(λ) = λ² + a1 λ + a0. Δ > 0 (radici λ1 ≠ λ2): y = c1 e^(λ1 t) + c2 e^(λ2 t). Δ = 0 (radice doppia λ): y = (c1 + c2 t) e^(λt). Δ < 0 (radici α ± iω): y = e^(αt)(c1 cos ωt + c2 sin ωt). Lo stesso metodo vale per ogni ordine.Equazioni lineari a coefficienti costanti - caso omogeneo →.

Errori comuni

  • Calcolare eAe^A elevando ee a ogni elemento di AA: vale solo per le matrici diagonali. In generale eAe^A va calcolato con SeDS−1S e^D S^{-1}.
  • Scrivere eAx=eDxe^{Ax} = e^{Dx}, dimenticando SS e S−1S^{-1} (o mettendoli in ordine sbagliato: SS a sinistra, S−1S^{-1} a destra quando A=SDS−1A = SDS^{-1}).
  • Moltiplicare Yˉ\bar Y a sinistra: la soluzione è eAxYˉe^{Ax}\bar Y con Yˉ\bar Y colonna a destra.
  • Usare la formula con una matrice non diagonalizzabile.

Versione ripasso

Dal caso scalare ai sistemi

Per una sola equazione y′=ayy' = ay, y(0)=yˉy(0) = \bar y la soluzione è y=yˉ eaxy = \bar y\, e^{ax}. Un'equazione di ordine alto si riduce a un sistema del primo ordine: per y′′′+3y′′−2y′−y=0y''' + 3y'' - 2y' - y = 0 si pone y1=yy_1 = y, y2=y′y_2 = y', y3=y′′y_3 = y'', da cui y1′=y2y_1' = y_2, y2′=y3y_2' = y_3, y3′=y1+2y2−3y3y_3' = y_1 + 2y_2 - 3y_3, cioè Y′=AYY' = AY con A=(01000112−3)A = \begin{pmatrix} 0 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 1 \\ 1 & 2 & -3 \end{pmatrix}.

Sistemi lineari di equazioni differenziali

Un sistema Y′=AYY' = A Y con condizione iniziale Y(0)=YˉY(0) = \bar Y ha soluzione formale: Y(x)=eAxYˉY(x) = e^{Ax} \bar Y dove Y(x)Y(x) è il vettore delle funzioni incognite e AA la matrice dei coefficienti.

Definizione dell'esponenziale di una matrice

Data A∈Mn(R)A \in M_n(\mathbb{R}), l'esponenziale è definito dalla serie di potenze: eA=∑k=0∞Akk!=I+A+A22!+…e^A = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{A^k}{k!} = I + A + \frac{A^2}{2!} + \dots

Per una matrice diagonale D=diag⁡(λ1,…,λn)D = \operatorname{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n) è Dk=diag⁡(λ1k,… )D^k = \operatorname{diag}(\lambda_1^k, \dots), quindi eD=diag⁡(eλ1,…,eλn)e^D = \operatorname{diag}(e^{\lambda_1}, \dots, e^{\lambda_n}) (sulla diagonale si somma la serie di eλie^{\lambda_i}).

Calcolo per matrici diagonalizzabili

Se A=SDS−1A = S D S^{-1} con D=diag(λ1,…,λn)D = \text{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), allora Ak=SDkS−1A^k = S D^k S^{-1}. Le coppie S−1SS^{-1}S si semplificano (e I=SIS−1I = SIS^{-1}), quindi ogni termine della serie ha SS a sinistra e S−1S^{-1} a destra: eAx=SeDxS−1=S(eλ1x⋱eλnx)S−1e^{Ax} = S e^{Dx} S^{-1} = S \begin{pmatrix} e^{\lambda_1 x} & & \\ & \ddots & \\ & & e^{\lambda_n x} \end{pmatrix} S^{-1}

Ricetta:

  1. Trovare autovalori λi\lambda_i e autovettori di AA per costruire DD e SS.
  2. Calcolare S−1S^{-1} Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →.
  3. Calcolare eAx=SeDxS−1e^{Ax} = S e^{Dx} S^{-1}.
  4. Moltiplicare per il vettore delle condizioni iniziali Yˉ\bar Y (a destra). Le soluzioni sono combinazioni di eλ1x,…,eλnxe^{\lambda_1 x}, \dots, e^{\lambda_n x}: gli autovalori decidono se crescono o decrescono. Se AA non è diagonalizzabile si usa la Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →.

Esempio completo

A=(5−62−2)A = \begin{pmatrix} 5 & -6 \\ 2 & -2 \end{pmatrix}.

  1. Autovalori: det⁡(A−λI)=(λ−2)(λ−1)⇒λ1=2,λ2=1\det(A-\lambda I) = (\lambda-2)(\lambda-1) \Rightarrow \lambda_1=2, \lambda_2=1.
  2. Autovettori: v1=(2,1)Tv_1 = (2, 1)^T per λ=2\lambda=2; v2=(3,2)Tv_2 = (3, 2)^T per λ=1\lambda=1.
  3. Matrici: S=(2312)S = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix}, S−1=(2−3−12)S^{-1} = \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix}.
  4. Esponenziale: eAx=(2312)(e2x00ex)(2−3−12)=(4e2x−3ex−6e2x+6ex2e2x−2ex−3e2x+4ex)e^{Ax} = \begin{pmatrix} 2 & 3 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} \begin{pmatrix} e^{2x} & 0 \\ 0 & e^{x} \end{pmatrix} \begin{pmatrix} 2 & -3 \\ -1 & 2 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 4e^{2x} - 3e^{x} & -6e^{2x} + 6e^{x} \\ 2e^{2x} - 2e^{x} & -3e^{2x} + 4e^{x} \end{pmatrix}

Controllo in x=0x = 0: eA⋅0=Ie^{A \cdot 0} = I. Con Yˉ=(1,0)\bar Y = (1, 0): y1=4e2x−3exy_1 = 4e^{2x} - 3e^x, y2=2e2x−2exy_2 = 2e^{2x} - 2e^x; verifica: y1′=8e2x−3ex=5y1−6y2y_1' = 8e^{2x} - 3e^x = 5y_1 - 6y_2 (Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice).

Errori comuni

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata