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Note per Studenti Coniche e quadriche

Coniche e quadriche

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Lezione 42, prima parte (videolezione n. 42: il prof dà "cenni sulla teoria delle coniche"). Prerequisiti: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizio: Esercizio 109 · riconoscere una conica e trovarne la forma canonica.

Che cos'è una conica

Definizione. Una conica del piano affine A2\mathbb{A}^2 è l'insieme dei punti (x,y)(x, y) che soddisfano un'equazione di secondo grado a11x2+2a12xy+a22y2+2a13x+2a23y+a33=0,a_{11} x^2 + 2a_{12} xy + a_{22} y^2 + 2a_{13} x + 2a_{23} y + a_{33} = 0, con a11,a12,a22a_{11}, a_{12}, a_{22} non tutti nulli.

Esempio. x2+y2−4=0x^2 + y^2 - 4 = 0 è una conica (con a11=a22=1a_{11} = a_{22} = 1 e a33=−4a_{33} = -4): la circonferenza di centro l'origine e raggio 22.

I 22 davanti ai termini misti servono a scrivere tutto con matrici simmetriche (come per le forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →). Le matrici associate sono

A=(a11a12a12a22)  (parte quadratica),A~=(a11a12a13a12a22a23a13a23a33)  (matrice completa),A = \begin{pmatrix} a_{11} & a_{12} \\ a_{12} & a_{22} \end{pmatrix} \ \ (\text{parte quadratica}), \qquad \tilde A = \begin{pmatrix} a_{11} & a_{12} & a_{13} \\ a_{12} & a_{22} & a_{23} \\ a_{13} & a_{23} & a_{33} \end{pmatrix} \ \ (\text{matrice completa}),

e l'equazione si scrive (x,y,1) A~(xy1)=0(x, y, 1)\, \tilde A \begin{pmatrix} x \\ y \\ 1 \end{pmatrix} = 0. (Facendo il prodotto riga per colonna, ogni termine fuori diagonale aija_{ij} compare due volte, in posizione (i,j)(i, j) e (j,i)(j, i): per questo si mette metà del coefficiente.)

Esempio. Per x2+y2−4=0x^2 + y^2 - 4 = 0: A=I2A = I_2 e A~=diag⁡(1,1,−4)\tilde A = \operatorname{diag}(1, 1, -4). Per xy=1xy = 1, cioè xy−1=0xy - 1 = 0: 2a12=12a_{12} = 1, quindi A=(012120)A = \begin{pmatrix} 0 & \frac12 \\ \frac12 & 0 \end{pmatrix} e A~\tilde A ha in più a33=−1a_{33} = -1.

Il nome viene dal fatto che sono le curve che si ottengono tagliando un cono con un piano.

Le forme canoniche

nome equazione canonica figura
ellisse x2a2+y2b2=1\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = 1 curva chiusa, semiassi aa, bb (circonferenza se a=ba = b)
iperbole x2a2−y2b2=1\dfrac{x^2}{a^2} - \dfrac{y^2}{b^2} = 1 due rami, asintoti y=±baxy = \pm \frac{b}{a} x
parabola y=c x2y = c\,x^2 (c≠0c \ne 0) un ramo con asse di simmetria
ellisse immaginaria x2a2+y2b2=−1\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = -1 nessun punto reale
coppia di rette incidenti x2a2−y2b2=0\dfrac{x^2}{a^2} - \dfrac{y^2}{b^2} = 0 y=±baxy = \pm\frac ba x
un punto x2a2+y2b2=0\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = 0 solo l'origine
rette parallele o coincidenti x2=cx^2 = c x=±cx = \pm\sqrt c (se c≥0c \ge 0)

Le prime tre sono le coniche non degeneri; le altre sono degeneri (si spezzano in rette, si riducono a un punto o sono vuote). Per esempio x2a2−y2b2=(xa−yb)(xa+yb)\frac{x^2}{a^2} - \frac{y^2}{b^2} = \left(\frac xa - \frac yb\right)\left(\frac xa + \frac yb\right) è zero se e solo se uno dei due fattori è zero: le due rette y=baxy = \frac ba x e y=−baxy = -\frac ba x.

Fuochi e definizione con le distanze

Le tre coniche non degeneri si possono definire anche con le distanzeLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine → da punti e rette fissi:

conica definizione fuochi (forma canonica)
ellisse (a≥ba \ge b) somma delle distanze dai due fuochi =2a= 2a (±c,0)(\pm c, 0) con c2=a2−b2c^2 = a^2 - b^2
iperbole valore assoluto della differenza delle distanze dai fuochi =2a= 2a (±c,0)(\pm c, 0) con c2=a2+b2c^2 = a^2 + b^2
parabola y=c x2y = c\,x^2 distanza dal fuoco = distanza dalla direttrice fuoco (0,14c)\left(0, \frac{1}{4c}\right), direttrice y=−14cy = -\frac{1}{4c}

Verifica sulla parabola: per il punto (x,cx2)(x, cx^2) la distanza dalla direttrice è cx2+14ccx^2 + \frac{1}{4c} (con c>0c > 0), e il quadrato della distanza dal fuoco è x2+(cx2−14c)2=x2+c2x4−x22+116c2=c2x4+x22+116c2=(cx2+14c)2x^2 + \left(cx^2 - \frac{1}{4c}\right)^2 = x^2 + c^2x^4 - \frac{x^2}{2} + \frac{1}{16c^2} = c^2x^4 + \frac{x^2}{2} + \frac{1}{16c^2} = \left(cx^2 + \frac{1}{4c}\right)^2 ✓. Verifica sull'ellisse x24+y2=1\frac{x^2}{4} + y^2 = 1 del grafico (a=2a = 2, b=1b = 1, c=3c = \sqrt3): il vertice (0,1)(0, 1) dista 3+1=2\sqrt{3 + 1} = 2 da ciascun fuoco, e 2+2=4=2a2 + 2 = 4 = 2a ✓.

Grafico interattivo: Ellisse x²/4 + y² = 1 (semiassi 2 e 1) e iperbole x²/4 − y² = 1 (vertici (±2, 0), asintoti y = ±x/2); punti blu: fuochi dell'ellisse (±√3, 0), punti arancio: fuochi dell'iperbole (±√5, 0)

Teorema. Ogni conica, con un cambio di coordinate fatto da una rotazione e una traslazione (che conservano distanze e angoli), si porta in una delle forme canoniche della tabella.

Esempio. L'equazione xy=1xy = 1, con la rotazione di 45∘45^\circ (x=x′−y′2x = \frac{x' - y'}{\sqrt{2}}, y=x′+y′2y = \frac{x' + y'}{\sqrt{2}}), diventa x′22−y′22=1\frac{x'^2}{2} - \frac{y'^2}{2} = 1: un'iperbole. Il conto: xy=(x′−y′)(x′+y′)2=x′2−y′22xy = \frac{(x' - y')(x' + y')}{2} = \frac{x'^2 - y'^2}{2} (prodotto notevole). La sostituzione è (xy)=P(x′y′)\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'} con P=12(1−111)=(cos⁡45∘−sin⁡45∘sin⁡45∘cos⁡45∘)P = \frac{1}{\sqrt2}\begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} \cos 45^\circ & -\sin 45^\circ \\ \sin 45^\circ & \cos 45^\circ \end{pmatrix}, la matrice di rotazione di 45∘45^\circ: le sue colonne 12(1,1)\frac{1}{\sqrt2}(1, 1) e 12(−1,1)\frac{1}{\sqrt2}(-1, 1) sono gli autovettori normalizzati di A=(012120)A = \begin{pmatrix} 0 & \frac12 \\ \frac12 & 0 \end{pmatrix}, con autovalori 12\frac12 e −12-\frac12. Qui a2=b2=2a^2 = b^2 = 2: iperbole equilatera, vertici in x′=±2x' = \pm\sqrt2, cioè nei punti (1,1)(1, 1) e (−1,−1)(-1, -1), fuochi a distanza c=2+2=2c = \sqrt{2 + 2} = 2 dal centro lungo la bisettrice, cioè ±(2,2)\pm(\sqrt2, \sqrt2), e asintoti y′=±x′y' = \pm x', che nelle coordinate di partenza sono gli assi x=0x = 0 e y=0y = 0.

Grafico interattivo: L'iperbole xy = 1: gli assi ruotati di 45° (y = x e y = −x) sono i suoi assi di simmetria, gli asintoti sono gli assi coordinati; vertici (1, 1) e (−1, −1), fuochi ±(√2, √2)

Come si arriva alla forma canonica

Passo 1: la rotazione elimina il termine xyxy

La parte quadratica q(x,y)=a11x2+2a12xy+a22y2q(x, y) = a_{11}x^2 + 2a_{12}xy + a_{22}y^2 ha matrice simmetrica AA. Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste PP ortogonale (una rotazione, scegliendo det⁡P=1\det P = 1) con PTAP=diag⁡(λ1,λ2)P^T A P = \operatorname{diag}(\lambda_1, \lambda_2); con (xy)=P(x′y′)\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'}:

q=(x,y) A(xy)=(x′,y′) PTAP(x′y′)=λ1x′2+λ2y′2.q = (x, y)\, A \binom{x}{y} = (x', y')\, P^T A P \binom{x'}{y'} = \lambda_1 x'^2 + \lambda_2 y'^2 .

In pratica: λ1,λ2\lambda_1, \lambda_2 sono gli autovaloriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → di AA (radici del polinomio caratteristico λ2−tr⁡(A) λ+det⁡A\lambda^2 - \operatorname{tr}(A)\,\lambda + \det A), e le colonne di PP sono autovettori di norma 11, ortogonali tra loro (per una matrice simmetrica autovettori di autovalori diversi sono automaticamente ortogonali). Se det⁡P=−1\det P = -1 basta cambiare segno a una colonna: si ottiene una rotazione (cos⁡θ−sin⁡θsin⁡θcos⁡θ)\begin{pmatrix} \cos\theta & -\sin\theta \\ \sin\theta & \cos\theta \end{pmatrix}, e θ\theta è l'angolo di cui sono ruotati gli assi della conica.

I termini di primo grado si trasformano anch'essi (con la stessa sostituzione), ma restano di primo grado, perché xx e yy sono combinazioni lineari di x′x' e y′y'.

Passo 2: la traslazione elimina i termini di primo grado

Si completano i quadrati: per esempio λ1x′2+2bx′=λ1(x′+bλ1)2−b2λ1\lambda_1 x'^2 + 2b x' = \lambda_1\left(x' + \frac{b}{\lambda_1}\right)^2 - \frac{b^2}{\lambda_1} (se λ1≠0\lambda_1 \ne 0; sviluppando il quadrato si ritrova λ1x′2+2bx′+b2λ1\lambda_1 x'^2 + 2bx' + \frac{b^2}{\lambda_1}, e il termine b2λ1\frac{b^2}{\lambda_1} in più si toglie), e si pone X=x′+bλ1X = x' + \frac{b}{\lambda_1}. Se un autovalore è 00 il termine di primo grado corrispondente non si può eliminare: è il caso della parabola. Per esempio x′2−2y′=0x'^2 - 2y' = 0 ha λ2=0\lambda_2 = 0 e resta y′=12x′2y' = \frac12 x'^2.

Il centro. Per ellissi e iperboli (le coniche a centro, det⁡A≠0\det A \ne 0) si può fare prima la traslazione: il centro (x0,y0)(x_0, y_0) risolve il sistema

{a11x+a12y+a13=0a12x+a22y+a23=0\begin{cases} a_{11} x + a_{12} y + a_{13} = 0 \\ a_{12} x + a_{22} y + a_{23} = 0 \end{cases}

(metà delle derivate parziali del polinomio uguali a zero), che ha una sola soluzione perché la sua matrice è AA e det⁡A≠0\det A \ne 0 (teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →). Il motivo per cui traslando nel centro spariscono i termini di primo grado: sostituendo x=x0+Xx = x_0 + X, y=y0+Yy = y_0 + Y nel polinomio p(x,y)p(x, y) e sviluppando si ottiene

p=q(X,Y)+2X (a11x0+a12y0+a13)+2Y (a12x0+a22y0+a23)+p(x0,y0),p = q(X, Y) + 2X\,(a_{11} x_0 + a_{12} y_0 + a_{13}) + 2Y\,(a_{12} x_0 + a_{22} y_0 + a_{23}) + p(x_0, y_0),

dove qq è la stessa parte quadratica (con X,YX, Y al posto di x,yx, y). I coefficienti di XX e di YY sono proprio i primi membri del sistema, quindi nel centro valgono 00, e il termine noto diventa il valore p(x0,y0)p(x_0, y_0).

Riconoscere il tipo senza fare i conti

Rotazioni e traslazioni non cambiano det⁡A~\det \tilde A, né det⁡A\det A (e neppure la traccia di AA). Il perché: il cambio di coordinate (xy)=P(x′y′)+(c1c2)\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'} + \binom{c_1}{c_2} si scrive con una matrice 3×33 \times 3,

(xy1)=M(x′y′1),M=(Pc0  01),\begin{pmatrix} x \\ y \\ 1 \end{pmatrix} = M \begin{pmatrix} x' \\ y' \\ 1 \end{pmatrix}, \qquad M = \begin{pmatrix} P & c \\ 0 \ \ 0 & 1 \end{pmatrix},

e la nuova matrice completa è A~′=MTA~M\tilde A' = M^T \tilde A M. Per il teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → det⁡A~′=(det⁡M)2det⁡A~\det \tilde A' = (\det M)^2 \det \tilde A, e det⁡M=det⁡P=1\det M = \det P = 1 (sviluppo lungo l'ultima riga). La nuova parte quadratica è PTAP=P−1APP^T A P = P^{-1} A P, simileUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → ad AA: stesso determinante e stessa traccia. Calcolandoli sulle forme canoniche si ottiene:

det⁡A>0\det A > 0 det⁡A<0\det A < 0 det⁡A=0\det A = 0
det⁡A~≠0\det \tilde A \ne 0 ellisse (reale se det⁡A~⋅tr⁡A<0\det\tilde A \cdot \operatorname{tr} A < 0, immaginaria altrimenti) iperbole parabola
det⁡A~=0\det \tilde A = 0 un punto due rette incidenti due rette parallele o coincidenti (o vuota)

Il segno di det⁡A=λ1λ2\det A = \lambda_1 \lambda_2 è il segno della parte quadraticaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →: definita (det⁡A>0\det A > 0) dà curve chiuse, indefinita (det⁡A<0\det A < 0) dà curve con due direzioni asintotiche, degenere (det⁡A=0\det A = 0) dà la parabola.

Da dove viene la tabella. Per una conica a centro, in forma ridotta λ1X2+λ2Y2+k=0\lambda_1 X^2 + \lambda_2 Y^2 + k = 0, la matrice completa è diag⁡(λ1,λ2,k)\operatorname{diag}(\lambda_1, \lambda_2, k) e det⁡A~=λ1λ2k\det \tilde A = \lambda_1 \lambda_2 k:

  • det⁡A~=0\det \tilde A = 0 vuol dire k=0k = 0: λ1X2+λ2Y2=0\lambda_1 X^2 + \lambda_2 Y^2 = 0 è un punto se λ1,λ2\lambda_1, \lambda_2 hanno lo stesso segno, due rette se hanno segno opposto;
  • con det⁡A=λ1λ2>0\det A = \lambda_1\lambda_2 > 0 gli autovalori hanno lo stesso segno, che è quello di tr⁡A=λ1+λ2\operatorname{tr} A = \lambda_1 + \lambda_2. L'equazione λ1X2+λ2Y2=−k\lambda_1 X^2 + \lambda_2 Y^2 = -k ha punti se e solo se −k-k ha quel segno, cioè k⋅tr⁡A<0k \cdot \operatorname{tr} A < 0; dato che det⁡A~⋅tr⁡A=λ1λ2⋅k⋅tr⁡A\det \tilde A \cdot \operatorname{tr} A = \lambda_1\lambda_2 \cdot k \cdot \operatorname{tr} A e λ1λ2>0\lambda_1\lambda_2 > 0, la condizione è det⁡A~⋅tr⁡A<0\det \tilde A \cdot \operatorname{tr} A < 0.

Con det⁡A=0\det A = 0 (un autovalore nullo, per esempio λ2=0\lambda_2 = 0), dopo la rotazione e il completamento del quadrato in XX resta λ1X2+2bY+k=0\lambda_1 X^2 + 2bY + k = 0, con matrice completa (λ10000b0bk)\begin{pmatrix} \lambda_1 & 0 & 0 \\ 0 & 0 & b \\ 0 & b & k \end{pmatrix} e determinante λ1(0⋅k−b2)=−λ1b2\lambda_1 (0 \cdot k - b^2) = -\lambda_1 b^2. Se b≠0b \ne 0 è diverso da zero, e l'equazione Y=−λ12bX2−k2bY = -\frac{\lambda_1}{2b} X^2 - \frac{k}{2b} è una parabola. Se b=0b = 0 il determinante è zero e resta λ1X2=−k\lambda_1 X^2 = -k: due rette parallele X=±−k/λ1X = \pm\sqrt{-k/\lambda_1}, una retta contata due volte (k=0k = 0) o nessun punto.

Grafico interattivo: Parabola x² = 2y (forma y = c x² con c = 1/2): vertice nell'origine, fuoco (0, 1/2), direttrice y = −1/2; ogni punto della curva è equidistante da fuoco e direttrice

Esempio completo

C: 5x2+4xy+2y2−24x−12y+18=0.\mathcal C: \ 5x^2 + 4xy + 2y^2 - 24x - 12y + 18 = 0 .

Matrici. a11=5a_{11} = 5, a12=2a_{12} = 2 (metà di 44), a22=2a_{22} = 2, a13=−12a_{13} = -12, a23=−6a_{23} = -6 (metà di −24-24 e −12-12), a33=18a_{33} = 18:

A=(5222),A~=(52−1222−6−12−618).A = \begin{pmatrix} 5 & 2 \\ 2 & 2 \end{pmatrix}, \qquad \tilde A = \begin{pmatrix} 5 & 2 & -12 \\ 2 & 2 & -6 \\ -12 & -6 & 18 \end{pmatrix}.

Tipo. det⁡A=5⋅2−2⋅2=10−4=6>0\det A = 5 \cdot 2 - 2 \cdot 2 = 10 - 4 = 6 > 0. Per det⁡A~\det \tilde A si sviluppa con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima riga:

det⁡A~=5det⁡(2−6−618)−2det⁡(2−6−1218)+(−12)det⁡(22−12−6)\det \tilde A = 5 \det\begin{pmatrix} 2 & -6 \\ -6 & 18 \end{pmatrix} - 2 \det\begin{pmatrix} 2 & -6 \\ -12 & 18 \end{pmatrix} + (-12) \det\begin{pmatrix} 2 & 2 \\ -12 & -6 \end{pmatrix}

=5(36−36)−2(36−72)−12(−12+24)=0+72−144=−72≠0.= 5(36 - 36) - 2(36 - 72) - 12(-12 + 24) = 0 + 72 - 144 = -72 \ne 0 .

tr⁡A=5+2=7\operatorname{tr} A = 5 + 2 = 7 e det⁡A~⋅tr⁡A=−72⋅7<0\det \tilde A \cdot \operatorname{tr} A = -72 \cdot 7 < 0: ellisse reale.

Centro. 5x+2y−12=05x + 2y - 12 = 0, 2x+2y−6=02x + 2y - 6 = 0. Sottraendo la seconda dalla prima: 3x−6=03x - 6 = 0, x=2x = 2; nella seconda 4+2y−6=04 + 2y - 6 = 0, y=1y = 1. Centro (2,1)(2, 1). Con x=2+Xx = 2 + X, y=1+Yy = 1 + Y i termini di primo grado spariscono (per quanto visto sopra) e il termine noto diventa il valore del polinomio nel centro, 5⋅4+4⋅2⋅1+2⋅1−24⋅2−12⋅1+18=20+8+2−48−12+18=−125 \cdot 4 + 4 \cdot 2 \cdot 1 + 2 \cdot 1 - 24 \cdot 2 - 12 \cdot 1 + 18 = 20 + 8 + 2 - 48 - 12 + 18 = -12:

5X2+4XY+2Y2−12=0,cioeˋ5X2+4XY+2Y2=12.5X^2 + 4XY + 2Y^2 - 12 = 0, \quad\text{cioè}\quad 5X^2 + 4XY + 2Y^2 = 12 .

Rotazione. Polinomio caratteristico: det⁡(A−λI)=(5−λ)(2−λ)−4=λ2−7λ+6=(λ−6)(λ−1)\det(A - \lambda I) = (5 - \lambda)(2 - \lambda) - 4 = \lambda^2 - 7\lambda + 6 = (\lambda - 6)(\lambda - 1), autovalori 66 e 11. Per λ=6\lambda = 6: A−6I=(−122−4)A - 6I = \begin{pmatrix} -1 & 2 \\ 2 & -4 \end{pmatrix} dà −x+2y=0-x + 2y = 0, autovettore (2,1)(2, 1). Per λ=1\lambda = 1: A−I=(4221)A - I = \begin{pmatrix} 4 & 2 \\ 2 & 1 \end{pmatrix} dà 2x+y=02x + y = 0, autovettore (−1,2)(-1, 2) (ortogonale al primo, come previsto dal teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →). Entrambi hanno norma 5\sqrt5, quindi

P=15(2−112),det⁡P=4+15=1,P = \frac{1}{\sqrt5}\begin{pmatrix} 2 & -1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix}, \qquad \det P = \frac{4 + 1}{5} = 1,

una rotazione di un angolo θ\theta con cos⁡θ=25\cos\theta = \frac{2}{\sqrt5}, sin⁡θ=15\sin\theta = \frac{1}{\sqrt5} (θ=arctan⁡12≈26,6∘\theta = \arctan\frac12 \approx 26{,}6^\circ). Con (XY)=P(x′y′)\binom{X}{Y} = P\binom{x'}{y'}, negli assi ruotati:

6x′2+y′2=12⟺x′22+y′212=16x'^2 + y'^2 = 12 \quad\Longleftrightarrow\quad \frac{x'^2}{2} + \frac{y'^2}{12} = 1

(dividendo per 1212). Ellisse di centro (2,1)(2, 1), semiasse minore 2\sqrt2 nella direzione di (2,1)(2, 1) e semiasse maggiore 12=23\sqrt{12} = 2\sqrt3 nella direzione di (−1,2)(-1, 2). Qui l'asse maggiore è quello di y′y', quindi rispetto alla tabella i ruoli di xx e yy sono scambiati: c2=12−2=10c^2 = 12 - 2 = 10 e i fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza 10\sqrt{10} dal centro, cioè in (2,1)±10 (−1,2)5=(2,1)±2 (−1,2)(2, 1) \pm \sqrt{10}\,\frac{(-1, 2)}{\sqrt5} = (2, 1) \pm \sqrt2\,(-1, 2): circa (0,59; 3,83)(0{,}59; \ 3{,}83) e (3,41; −1,83)(3{,}41; \ -1{,}83).

Controllo: il punto (2,1)+2⋅(2,1)5(2, 1) + \sqrt2 \cdot \frac{(2, 1)}{\sqrt5} (estremo del semiasse minore) ha X=225X = \frac{2\sqrt2}{\sqrt5}, Y=25Y = \frac{\sqrt2}{\sqrt5}, quindi X2=85X^2 = \frac{8}{5}, XY=45XY = \frac{4}{5}, Y2=25Y^2 = \frac{2}{5} e 5X2+4XY+2Y2=25(5⋅4+4⋅2+2)=25⋅30=125X^2 + 4XY + 2Y^2 = \frac{2}{5}(5 \cdot 4 + 4 \cdot 2 + 2) = \frac25 \cdot 30 = 12 ✓.

Grafico interattivo: La conica 5x² + 4xy + 2y² − 24x − 12y + 18 = 0: ellisse di centro (2, 1), semiasse √2 lungo (2, 1) e semiasse 2√3 lungo (−1, 2); gli assi dell'ellisse (tratteggiati, x − 2y = 0 e 2x + y = 5) sono ruotati di circa 26,6° rispetto agli assi x, y; i fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza √10 dal centro

Circonferenze e sfere

La sfera di centro C=(c1,c2,c3)C = (c_1, c_2, c_3) e raggio R>0R > 0 è l'insieme dei punti a distanza RR da CC:

(x−c1)2+(y−c2)2+(z−c3)2=R2.(x - c_1)^2 + (y - c_2)^2 + (z - c_3)^2 = R^2 .

In A2\mathbb{A}^2 la stessa equazione senza zz dà la circonferenza.

Grafico interattivo: x² + y² − 4x + 2y − 4 = 0, cioè (x − 2)² + (y + 1)² = 9: circonferenza di centro (2, −1) e raggio 3

Riconoscerla. Un'equazione x2+y2+z2+ax+by+cz+d=0x^2 + y^2 + z^2 + ax + by + cz + d = 0 (stesso coefficiente sui quadrati, nessun termine misto) si riconosce completando i quadrati. Esempio nel piano: x2+y2−4x+2y−4=0x^2 + y^2 - 4x + 2y - 4 = 0 diventa (x−2)2−4+(y+1)2−1−4=0(x - 2)^2 - 4 + (y + 1)^2 - 1 - 4 = 0, cioè (x−2)2+(y+1)2=9(x - 2)^2 + (y + 1)^2 = 9: circonferenza di centro (2,−1)(2, -1) e raggio 33. (Se a destra venisse un numero negativo non ci sarebbero punti reali.)

Sfera tagliata da un piano. Se d=d(C,π)<Rd = d(C, \pi) < R, l'intersezione è una circonferenza con

Grafico interattivo: Sezione con un piano che contiene C e la normale a π: la sfera appare come la circonferenza di raggio R = 3, il piano π come una retta a distanza d = 2 da C; la corda tagliata ha mezza lunghezza r = √(R² − d²) = √5

Se d=Rd = R il piano è tangente (un solo punto, HH); se d>Rd > R non si incontrano.

Esempio. Sfera di centro C=(1,2,3)C = (1, 2, 3) e raggio 33, piano π:x+2y+2z=5\pi: x + 2y + 2z = 5. Distanza d=∣1+4+6−5∣1+4+4=63=2<3d = \frac{|1 + 4 + 6 - 5|}{\sqrt{1 + 4 + 4}} = \frac63 = 2 < 3: circonferenza di raggio 9−4=5\sqrt{9 - 4} = \sqrt5 e centro H=C−69(1,2,2)=(1−23, 2−43, 3−43)=(13,23,53)H = C - \frac{6}{9}(1, 2, 2) = \left(1 - \frac23, \ 2 - \frac43, \ 3 - \frac43\right) = \left(\frac13, \frac23, \frac53\right) (formula del piede della perpendicolare H=Q−a⋅Q−b∥a∥2 aH = Q - \frac{a \cdot Q - b}{\|a\|^2}\, a, con a⋅C−b=11−5=6a \cdot C - b = 11 - 5 = 6) (controllo: 13+43+103=5\frac13 + \frac43 + \frac{10}{3} = 5 ✓).

Cenni alle quadriche

Una quadrica è l'analogo in A3\mathbb{A}^3: gli zeri di un polinomio di secondo grado in x,y,zx, y, z, con parte quadratica di matrice AA simmetrica 3×33 \times 3 e matrice completa A~\tilde A 4×44 \times 4. Con rotazione (teorema spettrale) e traslazione si arriva alle forme canoniche; le principali non degeneri sono:

nome equazione canonica segni degli autovalori di AA
ellissoide x2a2+y2b2+z2c2=1\frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} + \frac{z^2}{c^2} = 1 +,+,++, +, +
iperboloide a una falda x2a2+y2b2−z2c2=1\frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} - \frac{z^2}{c^2} = 1 +,+,−+, +, -
iperboloide a due falde x2a2−y2b2−z2c2=1\frac{x^2}{a^2} - \frac{y^2}{b^2} - \frac{z^2}{c^2} = 1 +,−,−+, -, -
paraboloide ellittico z=x2a2+y2b2z = \frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} +,+,0+, +, 0
paraboloide iperbolico ("sella") z=x2a2−y2b2z = \frac{x^2}{a^2} - \frac{y^2}{b^2} +,−,0+, -, 0

Casi degeneri: coni (x2a2+y2b2−z2c2=0\frac{x^2}{a^2} + \frac{y^2}{b^2} - \frac{z^2}{c^2} = 0), cilindri (manca una variabile, per esempio x2+y2=1x^2 + y^2 = 1), coppie di piani. La sfera è l'ellissoide con a=b=ca = b = c.

Errori comuni

  • Dimenticare di dimezzare i coefficienti dei termini misti e di primo grado nelle matrici.
  • Applicare la rotazione e poi dimenticare di trasformare anche i termini di primo grado: la sostituzione (xy)=P(x′y′)\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'} va fatta in tutto il polinomio. Per le coniche a centro conviene traslare prima.
  • Confondere ellisse immaginaria e reale: x2+y2=−1x^2 + y^2 = -1 ha det⁡A>0\det A > 0 e det⁡A~≠0\det \tilde A \ne 0 ma nessun punto.
  • Dimenticare che det⁡A=0\det A = 0 non significa degenere: la parabola ha det⁡A=0\det A = 0 ma det⁡A~≠0\det \tilde A \ne 0.

Versione ripasso

Prerequisiti: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizio: Esercizio 109 · riconoscere una conica e trovarne la forma canonica.

Che cos'è una conica

Definizione. Una conica è l'insieme dei punti (x,y)(x, y) che soddisfano a11x2+2a12xy+a22y2+2a13x+2a23y+a33=0,a_{11} x^2 + 2a_{12} xy + a_{22} y^2 + 2a_{13} x + 2a_{23} y + a_{33} = 0, con a11,a12,a22a_{11}, a_{12}, a_{22} non tutti nulli.

I 22 davanti ai termini misti servono a scrivere tutto con matrici simmetriche, come per le forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →: A=(a11a12a12a22)  (parte quadratica),A~=(a11a12a13a12a22a23a13a23a33)  (matrice completa).A = \begin{pmatrix} a_{11} & a_{12} \\ a_{12} & a_{22} \end{pmatrix} \ \ (\text{parte quadratica}), \qquad \tilde A = \begin{pmatrix} a_{11} & a_{12} & a_{13} \\ a_{12} & a_{22} & a_{23} \\ a_{13} & a_{23} & a_{33} \end{pmatrix} \ \ (\text{matrice completa}).

L'equazione si scrive (x,y,1) A~ (x,y,1)T=0(x, y, 1)\,\tilde A\,(x, y, 1)^T = 0: facendo il prodotto, ogni aija_{ij} fuori diagonale compare due volte, quindi si mette metà del coefficiente.

Le forme canoniche

nome equazione canonica note
ellisse x2a2+y2b2=1\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = 1 curva chiusa, semiassi aa, bb (circonferenza se a=ba = b)
iperbole x2a2−y2b2=1\dfrac{x^2}{a^2} - \dfrac{y^2}{b^2} = 1 due rami, asintoti y=±baxy = \pm\frac{b}{a} x
parabola y=c x2y = c\,x^2 (c≠0c \ne 0) un ramo con asse di simmetria
ellisse immaginaria x2a2+y2b2=−1\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = -1 nessun punto reale
coppia di rette incidenti x2a2−y2b2=0\dfrac{x^2}{a^2} - \dfrac{y^2}{b^2} = 0 y=±baxy = \pm\frac ba x
un punto x2a2+y2b2=0\dfrac{x^2}{a^2} + \dfrac{y^2}{b^2} = 0 solo l'origine
rette parallele o coincidenti x2=cx^2 = c x=±cx = \pm\sqrt c (se c≥0c \ge 0)

Le prime tre sono non degeneri; le altre sono degeneri (rette, un punto, insieme vuoto).

Fuochi. Ellisse: somma delle distanze dai fuochi =2a= 2a, fuochi (±c,0)(\pm c, 0) con c2=a2−b2c^2 = a^2 - b^2. Iperbole: differenza in valore assoluto =2a= 2a, con c2=a2+b2c^2 = a^2 + b^2.

Teorema di riduzione

Teorema. Ogni conica, con rotazione e traslazione (che conservano distanze e angoli), si porta in una delle forme canoniche della tabella.

Esempio. xy=1xy = 1, con la rotazione di 45∘45^\circ, diventa x′22−y′22=1\frac{x'^2}{2} - \frac{y'^2}{2} = 1: un'iperbole equilatera. Le colonne di P=12(1−111)P = \frac{1}{\sqrt2}\begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} sono gli autovettori di A=(012120)A = \begin{pmatrix} 0 & \frac12 \\ \frac12 & 0 \end{pmatrix}.

Come si arriva alla forma canonica

Passo 1: la rotazione elimina il termine xyxy. Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste PP ortogonale con det⁡P=1\det P = 1 tale che PTAP=diag⁡(λ1,λ2)P^T A P = \operatorname{diag}(\lambda_1, \lambda_2). Con (xy)=P(x′y′)\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'}: q=(x,y) A(xy)=λ1x′2+λ2y′2.q = (x, y)\, A \binom{x}{y} = \lambda_1 x'^2 + \lambda_2 y'^2. Gli λi\lambda_i sono gli autovaloriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → di AA (radici di λ2−tr⁡(A)λ+det⁡A\lambda^2 - \operatorname{tr}(A)\lambda + \det A), e le colonne di PP sono autovettori ortonormali. Se det⁡P=−1\det P = -1 si cambia segno a una colonna. I termini di primo grado restano di primo grado.

Passo 2: la traslazione. Per le coniche a centro (det⁡A≠0\det A \ne 0) il centro (x0,y0)(x_0, y_0) risolve a11x+a12y+a13=0a_{11}x + a_{12}y + a_{13} = 0, a12x+a22y+a23=0a_{12}x + a_{22}y + a_{23} = 0 (CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →): traslando nel centro i termini di primo grado spariscono.

Riconoscere il tipo senza fare i conti

Il cambio di coordinate (xy)=P(x′y′)+c\binom{x}{y} = P\binom{x'}{y'} + c si scrive con la matrice M=(Pc01)M = \begin{pmatrix} P & c \\ 0 & 1 \end{pmatrix}, e la nuova matrice completa è A~′=MTA~M\tilde A' = M^T \tilde A M. Per il teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → det⁡A~′=(det⁡M)2det⁡A~=det⁡A~\det \tilde A' = (\det M)^2 \det \tilde A = \det \tilde A, perché det⁡M=det⁡P=1\det M = \det P = 1. La nuova parte quadratica P−1APP^{-1}AP è simile ad AA: stesso determinante e stessa traccia.

det⁡A>0\det A > 0 det⁡A<0\det A < 0 det⁡A=0\det A = 0
det⁡A~≠0\det \tilde A \ne 0 ellisse (reale se det⁡A~⋅tr⁡A<0\det\tilde A \cdot \operatorname{tr} A < 0, immaginaria altrimenti) iperbole parabola
det⁡A~=0\det \tilde A = 0 un punto due rette incidenti due rette parallele o coincidenti (o vuota)

Perché la tabella. In forma ridotta λ1X2+λ2Y2+k=0\lambda_1 X^2 + \lambda_2 Y^2 + k = 0 si ha det⁡A~=λ1λ2k\det\tilde A = \lambda_1\lambda_2 k; se det⁡A~=0\det\tilde A = 0 allora k=0k = 0. Se det⁡A=0\det A = 0 resta λ1X2+2bY+k=0\lambda_1X^2 + 2bY + k = 0 con det⁡A~=−λ1b2\det\tilde A = -\lambda_1 b^2: parabola se b≠0b \ne 0.

Esempio completo: 5x2+4xy+2y2−24x−12y+18=05x^2 + 4xy + 2y^2 - 24x - 12y + 18 = 0

Matrici. A=(5222)A = \begin{pmatrix} 5 & 2 \\ 2 & 2 \end{pmatrix}, A~=(52−1222−6−12−618)\tilde A = \begin{pmatrix} 5 & 2 & -12 \\ 2 & 2 & -6 \\ -12 & -6 & 18 \end{pmatrix} (i termini di primo grado si dimezzano: −24/2=−12-24/2 = -12 e −12/2=−6-12/2 = -6).

Tipo. det⁡A=10−4=6>0\det A = 10 - 4 = 6 > 0. Con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → sulla prima riga: det⁡A~=5(36−36)−2(36−72)−12(−12+24)=0+72−144=−72≠0.\det \tilde A = 5(36 - 36) - 2(36 - 72) - 12(-12 + 24) = 0 + 72 - 144 = -72 \ne 0. Poiché tr⁡A=7\operatorname{tr} A = 7 e det⁡A~⋅tr⁡A=−504<0\det\tilde A\cdot\operatorname{tr}A = -504 < 0: ellisse reale.

Centro. Sottraendo le due equazioni 5x+2y−12=05x + 2y - 12 = 0 e 2x+2y−6=02x + 2y - 6 = 0 si ottiene 3x−6=03x - 6 = 0, quindi x=2x = 2, e y=1y = 1. Centro (2,1)(2, 1). Il termine noto diventa il valore del polinomio nel centro: 20+8+2−48−12+18=−1220 + 8 + 2 - 48 - 12 + 18 = -12, quindi 5X2+4XY+2Y2=12.5X^2 + 4XY + 2Y^2 = 12.

Rotazione. det⁡(A−λI)=λ2−7λ+6=(λ−6)(λ−1)\det(A - \lambda I) = \lambda^2 - 7\lambda + 6 = (\lambda - 6)(\lambda - 1): autovalori 66 e 11. Per λ=6\lambda = 6 l'autovettore è (2,1)(2, 1); per λ=1\lambda = 1 è (−1,2)(-1, 2), ortogonale al primo come previsto dal teorema spettrale. Normalizzando (norma 5\sqrt5): P=15(2−112),det⁡P=1,P = \frac{1}{\sqrt5}\begin{pmatrix} 2 & -1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix}, \qquad \det P = 1, una rotazione di θ=arctan⁡12≈26,6∘\theta = \arctan\frac12 \approx 26{,}6^\circ. Negli assi ruotati 6x′2+y′2=126x'^2 + y'^2 = 12, cioè x′22+y′212=1.\frac{x'^2}{2} + \frac{y'^2}{12} = 1. Ellisse di centro (2,1)(2, 1), semiasse minore 2\sqrt2 lungo (2,1)(2,1), semiasse maggiore 232\sqrt3 lungo (−1,2)(-1,2). I fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza 10\sqrt{10} dal centro: circa (0,59; 3,83)(0{,}59;\ 3{,}83) e (3,41; −1,83)(3{,}41;\ -1{,}83).

Circonferenze e sfere

La sfera di centro C=(c1,c2,c3)C = (c_1, c_2, c_3) e raggio R>0R > 0 è (x−c1)2+(y−c2)2+(z−c3)2=R2(x - c_1)^2 + (y - c_2)^2 + (z - c_3)^2 = R^2; senza zz è la circonferenza in A2\mathbb A^2.

Riconoscerla. Un'equazione con stesso coefficiente sui quadrati e nessun termine misto si riconosce completando i quadrati: x2+y2−4x+2y−4=0x^2 + y^2 - 4x + 2y - 4 = 0 diventa (x−2)2+(y+1)2=9(x-2)^2 + (y+1)^2 = 9, circonferenza di centro (2,−1)(2,-1) e raggio 33. Se a destra venisse un numero negativo non ci sarebbero punti reali.

Sfera tagliata da un piano. Se d=d(C,π)<Rd = d(C, \pi) < R l'intersezione è una circonferenza di centro HH (proiezione ortogonale di CC su π\pi) e raggio r=R2−d2r = \sqrt{R^2 - d^2} (Pitagora nel triangolo rettangolo C,HC, H, punto della circonferenza). Se d=Rd = R il piano è tangente; se d>Rd > R non si incontrano.

Esempio. Sfera di centro C=(1,2,3)C = (1, 2, 3), raggio 33, piano x+2y+2z=5x + 2y + 2z = 5: d=2d = 2, raggio della circonferenza 5\sqrt5.

Cenni alle quadriche

Una quadrica è l'analogo in A3\mathbb A^3: si riduce con gli stessi passi, e i segni degli autovalori di AA decidono il tipo. Ellissoide (+,+,+)(+,+,+); iperboloide a una falda (+,+,−)(+,+,-); a due falde (+,−,−)(+,-,-); paraboloidi (+,+,0)(+,+,0) ellittico e (+,−,0)(+,-,0) iperbolico.

Errori comuni

  • Dimenticare di dimezzare i coefficienti dei termini misti e di primo grado nelle matrici.
  • Applicare la rotazione e dimenticare i termini di primo grado: la sostituzione va fatta in tutto il polinomio. Per le coniche a centro conviene traslare prima.
  • Confondere ellisse immaginaria e reale: x2+y2=−1x^2 + y^2 = -1 ha det⁡A>0\det A > 0 e det⁡A~≠0\det\tilde A \ne 0 ma nessun punto.
  • Credere che det⁡A=0\det A = 0 dia sempre una figura degenere: la parabola ha det⁡A=0\det A = 0 ma det⁡A~≠0\det\tilde A \ne 0.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata