Coniche e quadriche
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Lezione 42, prima parte (videolezione n. 42: il prof dà "cenni sulla teoria delle coniche"). Prerequisiti: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizio: Esercizio 109 · riconoscere una conica e trovarne la forma canonica.
Che cos'è una conica
Definizione. Una conica del piano affine è l'insieme dei punti che soddisfano un'equazione di secondo grado con non tutti nulli.
Esempio. è una conica (con e ): la circonferenza di centro l'origine e raggio .
I davanti ai termini misti servono a scrivere tutto con matrici simmetriche (come per le forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →). Le matrici associate sono
e l'equazione si scrive . (Facendo il prodotto riga per colonna, ogni termine fuori diagonale compare due volte, in posizione e : per questo si mette metà del coefficiente.)
Esempio. Per : e . Per , cioè : , quindi e ha in più .
Il nome viene dal fatto che sono le curve che si ottengono tagliando un cono con un piano.
Le forme canoniche
| nome | equazione canonica | figura |
|---|---|---|
| ellisse | curva chiusa, semiassi , (circonferenza se ) | |
| iperbole | due rami, asintoti | |
| parabola | () | un ramo con asse di simmetria |
| ellisse immaginaria | nessun punto reale | |
| coppia di rette incidenti | ||
| un punto | solo l'origine | |
| rette parallele o coincidenti | (se ) |
Le prime tre sono le coniche non degeneri; le altre sono degeneri (si spezzano in rette, si riducono a un punto o sono vuote). Per esempio è zero se e solo se uno dei due fattori è zero: le due rette e .
Fuochi e definizione con le distanze
Le tre coniche non degeneri si possono definire anche con le distanzeLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine → da punti e rette fissi:
| conica | definizione | fuochi (forma canonica) |
|---|---|---|
| ellisse () | somma delle distanze dai due fuochi | con |
| iperbole | valore assoluto della differenza delle distanze dai fuochi | con |
| parabola | distanza dal fuoco = distanza dalla direttrice | fuoco , direttrice |
Verifica sulla parabola: per il punto la distanza dalla direttrice è (con ), e il quadrato della distanza dal fuoco è ✓. Verifica sull'ellisse del grafico (, , ): il vertice dista da ciascun fuoco, e ✓.
Grafico interattivo: Ellisse x²/4 + y² = 1 (semiassi 2 e 1) e iperbole x²/4 − y² = 1 (vertici (±2, 0), asintoti y = ±x/2); punti blu: fuochi dell'ellisse (±√3, 0), punti arancio: fuochi dell'iperbole (±√5, 0)
Teorema. Ogni conica, con un cambio di coordinate fatto da una rotazione e una traslazione (che conservano distanze e angoli), si porta in una delle forme canoniche della tabella.
Esempio. L'equazione , con la rotazione di (, ), diventa : un'iperbole. Il conto: (prodotto notevole). La sostituzione è con , la matrice di rotazione di : le sue colonne e sono gli autovettori normalizzati di , con autovalori e . Qui : iperbole equilatera, vertici in , cioè nei punti e , fuochi a distanza dal centro lungo la bisettrice, cioè , e asintoti , che nelle coordinate di partenza sono gli assi e .
Grafico interattivo: L'iperbole xy = 1: gli assi ruotati di 45° (y = x e y = −x) sono i suoi assi di simmetria, gli asintoti sono gli assi coordinati; vertici (1, 1) e (−1, −1), fuochi ±(√2, √2)
Come si arriva alla forma canonica
Passo 1: la rotazione elimina il termine
La parte quadratica ha matrice simmetrica . Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste ortogonale (una rotazione, scegliendo ) con ; con :
In pratica: sono gli autovaloriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → di (radici del polinomio caratteristico ), e le colonne di sono autovettori di norma , ortogonali tra loro (per una matrice simmetrica autovettori di autovalori diversi sono automaticamente ortogonali). Se basta cambiare segno a una colonna: si ottiene una rotazione , e è l'angolo di cui sono ruotati gli assi della conica.
I termini di primo grado si trasformano anch'essi (con la stessa sostituzione), ma restano di primo grado, perché e sono combinazioni lineari di e .
Passo 2: la traslazione elimina i termini di primo grado
Si completano i quadrati: per esempio (se ; sviluppando il quadrato si ritrova , e il termine in più si toglie), e si pone . Se un autovalore è il termine di primo grado corrispondente non si può eliminare: è il caso della parabola. Per esempio ha e resta .
Il centro. Per ellissi e iperboli (le coniche a centro, ) si può fare prima la traslazione: il centro risolve il sistema
(metà delle derivate parziali del polinomio uguali a zero), che ha una sola soluzione perché la sua matrice è e (teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →). Il motivo per cui traslando nel centro spariscono i termini di primo grado: sostituendo , nel polinomio e sviluppando si ottiene
dove è la stessa parte quadratica (con al posto di ). I coefficienti di e di sono proprio i primi membri del sistema, quindi nel centro valgono , e il termine noto diventa il valore .
Riconoscere il tipo senza fare i conti
Rotazioni e traslazioni non cambiano , né (e neppure la traccia di ). Il perché: il cambio di coordinate si scrive con una matrice ,
e la nuova matrice completa è . Per il teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → , e (sviluppo lungo l'ultima riga). La nuova parte quadratica è , simileUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → ad : stesso determinante e stessa traccia. Calcolandoli sulle forme canoniche si ottiene:
| ellisse (reale se , immaginaria altrimenti) | iperbole | parabola | |
| un punto | due rette incidenti | due rette parallele o coincidenti (o vuota) |
Il segno di è il segno della parte quadraticaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →: definita () dà curve chiuse, indefinita () dà curve con due direzioni asintotiche, degenere () dà la parabola.
Da dove viene la tabella. Per una conica a centro, in forma ridotta , la matrice completa è e :
- vuol dire : è un punto se hanno lo stesso segno, due rette se hanno segno opposto;
- con gli autovalori hanno lo stesso segno, che è quello di . L'equazione ha punti se e solo se ha quel segno, cioè ; dato che e , la condizione è .
Con (un autovalore nullo, per esempio ), dopo la rotazione e il completamento del quadrato in resta , con matrice completa e determinante . Se è diverso da zero, e l'equazione è una parabola. Se il determinante è zero e resta : due rette parallele , una retta contata due volte () o nessun punto.
Grafico interattivo: Parabola x² = 2y (forma y = c x² con c = 1/2): vertice nell'origine, fuoco (0, 1/2), direttrice y = −1/2; ogni punto della curva è equidistante da fuoco e direttrice
Esempio completo
Matrici. , (metà di ), , , (metà di e ), :
Tipo. . Per si sviluppa con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima riga:
e : ellisse reale.
Centro. , . Sottraendo la seconda dalla prima: , ; nella seconda , . Centro . Con , i termini di primo grado spariscono (per quanto visto sopra) e il termine noto diventa il valore del polinomio nel centro, :
Rotazione. Polinomio caratteristico: , autovalori e . Per : dà , autovettore . Per : dà , autovettore (ortogonale al primo, come previsto dal teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →). Entrambi hanno norma , quindi
una rotazione di un angolo con , (). Con , negli assi ruotati:
(dividendo per ). Ellisse di centro , semiasse minore nella direzione di e semiasse maggiore nella direzione di . Qui l'asse maggiore è quello di , quindi rispetto alla tabella i ruoli di e sono scambiati: e i fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza dal centro, cioè in : circa e .
Controllo: il punto (estremo del semiasse minore) ha , , quindi , , e ✓.
Grafico interattivo: La conica 5x² + 4xy + 2y² − 24x − 12y + 18 = 0: ellisse di centro (2, 1), semiasse √2 lungo (2, 1) e semiasse 2√3 lungo (−1, 2); gli assi dell'ellisse (tratteggiati, x − 2y = 0 e 2x + y = 5) sono ruotati di circa 26,6° rispetto agli assi x, y; i fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza √10 dal centro
Circonferenze e sfere
La sfera di centro e raggio è l'insieme dei punti a distanza da :
In la stessa equazione senza dà la circonferenza.
Grafico interattivo: x² + y² − 4x + 2y − 4 = 0, cioè (x − 2)² + (y + 1)² = 9: circonferenza di centro (2, −1) e raggio 3
Riconoscerla. Un'equazione (stesso coefficiente sui quadrati, nessun termine misto) si riconosce completando i quadrati. Esempio nel piano: diventa , cioè : circonferenza di centro e raggio . (Se a destra venisse un numero negativo non ci sarebbero punti reali.)
Sfera tagliata da un piano. Se , l'intersezione è una circonferenza con
- centro = proiezione ortogonaleLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine → di su ;
- raggio (Pitagora nel triangolo , , punto della circonferenza: il triangolo è rettangolo in perché è ortogonale al piano).
Grafico interattivo: Sezione con un piano che contiene C e la normale a π: la sfera appare come la circonferenza di raggio R = 3, il piano π come una retta a distanza d = 2 da C; la corda tagliata ha mezza lunghezza r = √(R² − d²) = √5
Se il piano è tangente (un solo punto, ); se non si incontrano.
Esempio. Sfera di centro e raggio , piano . Distanza : circonferenza di raggio e centro (formula del piede della perpendicolare , con ) (controllo: ✓).
Cenni alle quadriche
Una quadrica è l'analogo in : gli zeri di un polinomio di secondo grado in , con parte quadratica di matrice simmetrica e matrice completa . Con rotazione (teorema spettrale) e traslazione si arriva alle forme canoniche; le principali non degeneri sono:
| nome | equazione canonica | segni degli autovalori di |
|---|---|---|
| ellissoide | ||
| iperboloide a una falda | ||
| iperboloide a due falde | ||
| paraboloide ellittico | ||
| paraboloide iperbolico ("sella") |
Casi degeneri: coni (), cilindri (manca una variabile, per esempio ), coppie di piani. La sfera è l'ellissoide con .
Errori comuni
- Dimenticare di dimezzare i coefficienti dei termini misti e di primo grado nelle matrici.
- Applicare la rotazione e poi dimenticare di trasformare anche i termini di primo grado: la sostituzione va fatta in tutto il polinomio. Per le coniche a centro conviene traslare prima.
- Confondere ellisse immaginaria e reale: ha e ma nessun punto.
- Dimenticare che non significa degenere: la parabola ha ma .
Versione ripasso
Prerequisiti: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizio: Esercizio 109 · riconoscere una conica e trovarne la forma canonica.
Che cos'è una conica
Definizione. Una conica è l'insieme dei punti che soddisfano con non tutti nulli.
I davanti ai termini misti servono a scrivere tutto con matrici simmetriche, come per le forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →:
L'equazione si scrive : facendo il prodotto, ogni fuori diagonale compare due volte, quindi si mette metà del coefficiente.
Le forme canoniche
| nome | equazione canonica | note |
|---|---|---|
| ellisse | curva chiusa, semiassi , (circonferenza se ) | |
| iperbole | due rami, asintoti | |
| parabola | () | un ramo con asse di simmetria |
| ellisse immaginaria | nessun punto reale | |
| coppia di rette incidenti | ||
| un punto | solo l'origine | |
| rette parallele o coincidenti | (se ) |
Le prime tre sono non degeneri; le altre sono degeneri (rette, un punto, insieme vuoto).
Fuochi. Ellisse: somma delle distanze dai fuochi , fuochi con . Iperbole: differenza in valore assoluto , con .
Teorema di riduzione
Teorema. Ogni conica, con rotazione e traslazione (che conservano distanze e angoli), si porta in una delle forme canoniche della tabella.
Esempio. , con la rotazione di , diventa : un'iperbole equilatera. Le colonne di sono gli autovettori di .
Come si arriva alla forma canonica
Passo 1: la rotazione elimina il termine . Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste ortogonale con tale che . Con : Gli sono gli autovaloriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → di (radici di ), e le colonne di sono autovettori ortonormali. Se si cambia segno a una colonna. I termini di primo grado restano di primo grado.
Passo 2: la traslazione. Per le coniche a centro () il centro risolve , (CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →): traslando nel centro i termini di primo grado spariscono.
Riconoscere il tipo senza fare i conti
Il cambio di coordinate si scrive con la matrice , e la nuova matrice completa è . Per il teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → , perché . La nuova parte quadratica è simile ad : stesso determinante e stessa traccia.
| ellisse (reale se , immaginaria altrimenti) | iperbole | parabola | |
| un punto | due rette incidenti | due rette parallele o coincidenti (o vuota) |
Perché la tabella. In forma ridotta si ha ; se allora . Se resta con : parabola se .
Esempio completo:
Matrici. , (i termini di primo grado si dimezzano: e ).
Tipo. . Con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → sulla prima riga: Poiché e : ellisse reale.
Centro. Sottraendo le due equazioni e si ottiene , quindi , e . Centro . Il termine noto diventa il valore del polinomio nel centro: , quindi
Rotazione. : autovalori e . Per l'autovettore è ; per è , ortogonale al primo come previsto dal teorema spettrale. Normalizzando (norma ): una rotazione di . Negli assi ruotati , cioè Ellisse di centro , semiasse minore lungo , semiasse maggiore lungo . I fuochi stanno sull'asse maggiore a distanza dal centro: circa e .
Circonferenze e sfere
La sfera di centro e raggio è ; senza è la circonferenza in .
Riconoscerla. Un'equazione con stesso coefficiente sui quadrati e nessun termine misto si riconosce completando i quadrati: diventa , circonferenza di centro e raggio . Se a destra venisse un numero negativo non ci sarebbero punti reali.
Sfera tagliata da un piano. Se l'intersezione è una circonferenza di centro (proiezione ortogonale di su ) e raggio (Pitagora nel triangolo rettangolo , punto della circonferenza). Se il piano è tangente; se non si incontrano.
Esempio. Sfera di centro , raggio , piano : , raggio della circonferenza .
Cenni alle quadriche
Una quadrica è l'analogo in : si riduce con gli stessi passi, e i segni degli autovalori di decidono il tipo. Ellissoide ; iperboloide a una falda ; a due falde ; paraboloidi ellittico e iperbolico.
Errori comuni
- Dimenticare di dimezzare i coefficienti dei termini misti e di primo grado nelle matrici.
- Applicare la rotazione e dimenticare i termini di primo grado: la sostituzione va fatta in tutto il polinomio. Per le coniche a centro conviene traslare prima.
- Confondere ellisse immaginaria e reale: ha e ma nessun punto.
- Credere che dia sempre una figura degenere: la parabola ha ma .