Esercizio 73nucleo non nullo, diagonalizzazione e matrici con lo stesso polinomio caratteristico (appello 18/6/2024)
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Testo (1° appello del 18 giugno 2024, esercizio 2). Consideriamo la matrice
(a) Determinare il valore di per cui il nucleo di è diverso da . (b) Per tutto il resto dell'esercizio poniamo uguale al valore trovato al punto (a). Determinare il polinomio caratteristico e gli autovalori di . (c) Trovare una matrice invertibile tale che sia una matrice diagonale. (d) Sia una matrice con lo stesso polinomio caratteristico di . Si dica se è possibile trovare una matrice invertibile tale che (la risposta deve essere giustificata).
Teoria usata: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →.
(a) Quando il nucleo non è nullo
Per una matrice quadrata: ha soluzioni non nulle (perché , nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →) (criterio di invertibilitàLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).
Con lo sviluppo di LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima riga, che ha uno zero (segni ):
Risposta: .
Collegamento con gli autovalori: significa che esiste con , cioè che è un autovalore. Lo ritroviamo in (b).
(b) Polinomio caratteristico per
Sviluppo lungo la prima riga (ha uno zero). Il minore di si ottiene cancellando riga e colonna , quello di cancellando riga e colonna (segno in posizione ):
(Conti dei minori: ; .)
Si sviluppa: ; togliendo :
(Si raccoglie , poi il trinomio si scompone cercando due numeri con somma e prodotto : e ; con la formula, e .)
Il termine noto è , come previsto (è ). Autovalori: , , , tutti semplici. Tre autovalori distinti in una matrice : è diagonalizzabile (senza bisogno di controllare le molteplicità geometriche: autovettori di autovalori distinti sono indipendentiUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, e tre vettori indipendenti di sono una base).
Controllo con la traccia: ✓.
(c) La matrice
Un autovettore per ciascun autovalore: ogni autospazio è una retta (autovalori semplici), e ha rango , quindi bastano due equazioni indipendenti e la terza è automaticamente soddisfatta.
(): dalla prima riga ; dalla seconda , cioè . Con : .
(): dalla prima ; dalla terza . Con (per avere interi): .
(): dalla prima ; dalla terza . Con : .
Verifiche (): ✓; ✓; ✓.
è invertibile perché autovettori di autovalori distinti sono indipendenti. Controllo con Laplace lungo la terza colonna (ha uno zero; segni ):
(d) con lo stesso polinomio caratteristico è simile ad ?
Sì. Il ragionamento:
- ha lo stesso polinomio caratteristico, quindi gli stessi autovalori : tre autovalori distinti.
- Quindi anche è diagonalizzabile, e simile alla stessa : per qualche invertibile.
- Anche , cioè . Sostituendo: con (infatti ).
La similitudine è transitiva: due matrici simili alla stessa matrice diagonale sono simili tra loro (in termini di cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →: e rappresentano, in basi opportune, la stessa funzione lineare, quella che moltiplica i tre vettori di una base per , e ).
Attenzione: il punto 1 è essenziale. In generale due matrici con lo stesso polinomio caratteristico non sono simili: per esempio e hanno entrambe polinomio , ma la seconda è simile solo a se stessa () e la prima non è (è un blocco di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →). Qui funziona perché gli autovalori sono distinti, il che obbliga entrambe a essere diagonalizzabili.
Errori comuni
- In (a) risolvere il sistema con generico invece di usare il determinante: si può fare, ma il determinante dice subito per quale il rango scende.
- In (d) rispondere "sì, perché hanno lo stesso polinomio caratteristico" senza citare gli autovalori distinti: l'argomento sarebbe sbagliato in generale.
- Mettere in gli autovettori in un ordine diverso da quello degli autovalori in .
Versione ripasso
Testo. Consideriamo la matrice
(a) Determinare il valore di per cui il nucleo di è diverso da . (b) Per tutto il resto dell'esercizio poniamo uguale al valore trovato al punto (a). Determinare il polinomio caratteristico e gli autovalori di . (c) Trovare una matrice invertibile tale che sia una matrice diagonale. (d) Sia una matrice con lo stesso polinomio caratteristico di . Si dica se è possibile trovare una matrice invertibile tale che (la risposta deve essere giustificata).
(a) Quando il nucleo non è nullo
.
(b) Polinomio caratteristico e autovalori ()
Autovalori: . Essendo 3 autovalori distinti per una , è diagonalizzabileUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
(c) La matrice
Si risolvono i sistemi per ogni autovalore:
(d) Similitudine con
Sì. Poiché ha autovalori distinti, essa è diagonalizzabile. Anche (avendo lo stesso polinomio) ha i medesimi autovalori distinti, dunque è diagonalizzabile. Entrambe sono simili alla stessa matrice diagonale , quindi sono simili tra loro per transitività.
Errori tipici:
- Confondere la similitudine: due matrici con lo stesso polinomio caratteristico non sono sempre simili (es. casi con molteplicità geometrica diversa).
- Sbagliare l'ordine delle colonne in rispetto agli autovalori in .
- In (a), tentare di risolvere invece di calcolare il determinante.