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Lezioni 6–8 (videolezioni n. 6, 7 e 8). Prerequisito: Generatori e basiDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi →. Esercizi svolti: Esercizio 5 · estrarre e completare una base in R3, Esercizio 6 · base di un piano dato da un'equazione. Seguito: Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →.

Tutte le basi hanno lo stesso numero di vettori

Teorema (tutte le basi hanno lo stesso numero di vettori). Se v1,…,vnv_1, \dots, v_n e w1,…,wrw_1, \dots, w_r sono due basi di VV, allora r=nr = n.

Esempio. La base canonica di R3\mathbb{R}^3 ha 33 vettori, e anche la base {(1,0,0),(1,1,0),(1,1,1)}\{(1,0,0), (1,1,0), (1,1,1)\} ne ha 33. Che sia una base si vede risolvendo λ1(1,0,0)+λ2(1,1,0)+λ3(1,1,1)=(a,b,c)\lambda_1(1,0,0) + \lambda_2(1,1,0) + \lambda_3(1,1,1) = (a, b, c), cioè λ1+λ2+λ3=a\lambda_1 + \lambda_2 + \lambda_3 = a, λ2+λ3=b\lambda_2 + \lambda_3 = b, λ3=c\lambda_3 = c: dal basso, λ3=c\lambda_3 = c, λ2=b−c\lambda_2 = b - c, λ1=a−b\lambda_1 = a - b. Soluzione unica per ogni (a,b,c)(a, b, c): generano e (con a=b=c=0a = b = c = 0) sono indipendenti.

Dimostrazione. Si usa due volte il lemma dello scambioIn uno spazio vettoriale il numero di vettori linearmente indipendenti è sempre minore o uguale al numero di vettori di un sistema di generatori.Generatori e basi →:

  • i vv generano e i ww sono indipendenti, quindi r≤nr \le n;
  • i ww generano e i vv sono indipendenti, quindi n≤rn \le r.

Quindi r=nr = n ∎.

Il numero di vettori di una base non dipende dalla base scelta (due studenti che trovano basi diverse dello stesso spazio trovano lo stesso numero di vettori): è una caratteristica dello spazio.

Definizione (dimensione). La dimensione di VV, indicata con dim⁡V\dim V, è il numero di vettori di una qualsiasi base di VV. Per convenzione dim⁡{0⃗}=0\dim \{\vec 0\} = 0.

Esempio. dim⁡Rn=n\dim \mathbb{R}^n = n, dim⁡{0⃗}=0\dim \{\vec 0\} = 0 e il piano {x+y+z=0}⊆R3\{x + y + z = 0\} \subseteq \mathbb{R}^3 ha dimensione 22: da x=−y−zx = -y - z il vettore generico è (−y−z,y,z)=y(−1,1,0)+z(−1,0,1)(-y - z, y, z) = y(-1, 1, 0) + z(-1, 0, 1), e i due vettori sono indipendenti (seconda e terza componente danno subito y=z=0y = z = 0), quindi formano una base di 22 vettori (metodo spiegato più avanti in questa nota).

Perché dim⁡{0⃗}=0\dim\{\vec 0\} = 0 e non 11. Lo spazio nullo contiene un vettore, ma {0⃗}\{\vec 0\} non è una base perché il vettore nullo non è indipendente (1⋅0⃗=0⃗1 \cdot \vec 0 = \vec 0 con coefficiente 1≠01 \ne 0). La base dello spazio nullo è l'insieme vuoto, con 00 vettori.

Esempi

Spazio Una base Dimensione
KnK^n base canonica e1,…,ene_1, \dots, e_n nn
R[x]≤3\mathbb{R}[x]_{\le 3} (polinomi di grado ≤3\le 3) 1,x,x2,x31, x, x^2, x^3 44
R[x]≤d\mathbb{R}[x]_{\le d} 1,x,…,xd1, x, \dots, x^d d+1d + 1
una retta per l'origine ⟨v⟩\langle v \rangle, v≠0⃗v \ne \vec 0 vv 11
un piano per l'origine in R3\mathbb{R}^3 due vettori non paralleli del piano 22

La definizione formale conferma l'intuizione: la retta ha dimensione 1, il piano 2, lo spazio R3\mathbb{R}^3 ha dimensione 3. (Attenzione: il polinomio di grado ≤3\le 3 ha 4 coefficienti, quindi dimensione 44, non 33.)

Perché 1,x,x2,x31, x, x^2, x^3 sono indipendenti. Se a0+a1x+a2x2+a3x3a_0 + a_1 x + a_2 x^2 + a_3 x^3 è il polinomio nullo, vale 00 per ogni xx, non per qualche xx. Un polinomio non nullo di grado ≤3\le 3 ha al più 33 radici (ogni radice rr dà un fattore x−rx - r nella scomposizione, come in Integrazione delle funzioni razionaliPer ∫P(x)/Q(x)dx con grado P < grado Q: se Q ha grado 1 si sostituisce y = ax+b (viene un logaritmo); se Q = ax²+bx+c, con Δ > 0 si scompone in fratti semplici A/(x−x₁) + B/(x−x₂) (A, B dal principio di identità dei polinomi), con Δ = 0 si sostituisce y = x − x₁, con Δ < 0 si completa il quadrato e si arriva a un logaritmo più un'arcotangente. Se grado P ≥ grado Q si divide prima; se Q ha grado > 2 si scompone in fattori e si usano i fratti semplici.Integrazione delle funzioni razionali →), quindi uno che si annulla ovunque ha tutti i coefficienti nulli: a0=a1=a2=a3=0a_0 = a_1 = a_2 = a_3 = 0. È il principio di identità dei polinomidue polinomi che hanno lo stesso valore per ogni x hanno gli stessi coefficienti. Che generino è la definizione stessa di polinomio di grado ≤3\le 3.

Estrarre una base da un sistema di generatori

Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vsv_1, \dots, v_s generatori di VV. Per il lemma dello scambio s≥ns \ge n (gli nn vettori indipendenti di una base non possono superare i generatori).

Teorema (estrarre una base da un sistema di generatori). Da ogni sistema di generatori si può estrarre una base, togliendo opportunamente alcuni vettori.

Esempio. Da {(1,0),(2,0),(0,1)}\{(1,0), (2,0), (0,1)\} si estrae la base {(1,0),(0,1)}\{(1,0), (0,1)\}, togliendo (2,0)=2(1,0)(2,0) = 2(1,0). Non si può togliere (0,1)(0,1): i rimanenti (1,0),(2,0)(1,0), (2,0) generano solo l'asse xx.

Dimostrazione (è anche il metodo degli esercizi).

  1. Si controlla se v1,…,vsv_1, \dots, v_s sono indipendenti. Se sì, sono una base: fine.
  2. Se no, uno di essi è combinazione lineare degli altriTeorema: dei vettori sono dipendenti se e solo se almeno uno di essi è combinazione lineare dei rimanenti.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →; lo si cancella (riordinando, sia vsv_s).
  3. I rimanenti v1,…,vs−1v_1, \dots, v_{s-1} generano ancora VV: ogni vv è λ1v1+⋯+λsvs\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_s v_s, e sostituendo a vsv_s la sua espressione in funzione degli altri si ottiene una combinazione di v1,…,vs−1v_1, \dots, v_{s-1}. Per esteso, se vs=c1v1+⋯+cs−1vs−1v_s = c_1 v_1 + \dots + c_{s-1} v_{s-1}, allora v=(λ1+λsc1)v1+⋯+(λs−1+λscs−1)vs−1v = (\lambda_1 + \lambda_s c_1) v_1 + \dots + (\lambda_{s-1} + \lambda_s c_{s-1}) v_{s-1}.
  4. Si ripete dal passo 1.

Il procedimento si ferma al più quando restano nn vettori: con meno di nn vettori non si può generare VV, quindi a quel punto i vettori rimasti sono per forza indipendenti ∎.

Attenzione: al passo 2 va tolto un vettore che è davvero combinazione degli altri, non uno a caso (vedi l'esempio in Combinazioni lineari e dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →).

Completare un insieme di vettori indipendenti a una base

Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vrv_1, \dots, v_r indipendenti; allora r≤nr \le n.

Teorema (completare a una base). Ogni insieme di vettori indipendenti si può completare a una base di VV, aggiungendo opportuni vettori.

Esempio. L'insieme {(1,1,0)}\{(1,1,0)\} si completa a una base di R3\mathbb{R}^3 aggiungendo (0,1,0)(0,1,0) e (0,0,1)(0,0,1). Verifica: a(1,1,0)+b(0,1,0)+c(0,0,1)=(a,a+b,c)=(0,0,0)a(1,1,0) + b(0,1,0) + c(0,0,1) = (a, a + b, c) = (0, 0, 0) dà a=0a = 0, poi b=0b = 0, e c=0c = 0; tre vettori indipendenti in dimensione 33 sono una base (teorema più sotto).

Dimostrazione.

  1. Si controlla se v1,…,vrv_1, \dots, v_r generano VV. Se sì, sono una base.
  2. Se no, esiste un vettore vr+1v_{r+1} che non è combinazione di v1,…,vrv_1, \dots, v_r. Lo si aggiunge.
  3. v1,…,vr,vr+1v_1, \dots, v_r, v_{r+1} sono ancora indipendenti. Sia λ1v1+⋯+λrvr+λr+1vr+1=0⃗\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r + \lambda_{r+1} v_{r+1} = \vec 0. Se fosse λr+1≠0\lambda_{r+1} \ne 0, si potrebbe ricavare vr+1=−λ1λr+1v1−⋯−λrλr+1vrv_{r+1} = -\frac{\lambda_1}{\lambda_{r+1}} v_1 - \dots - \frac{\lambda_r}{\lambda_{r+1}} v_r, combinazione degli altri (escluso per scelta); quindi λr+1=0\lambda_{r+1} = 0, la combinazione si riduce a λ1v1+⋯+λrvr=0⃗\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r = \vec 0, e allora sono nulli anche gli altri λi\lambda_i perché v1,…,vrv_1, \dots, v_r sono indipendenti.
  4. Si ripete.

Il procedimento si ferma al più quando si arriva a nn vettori: n+1n + 1 vettori sarebbero dipendenti ∎.

In pratica: come scegliere il vettore da aggiungere. Non serve studiare tutte le combinazioni di v1,…,vrv_1, \dots, v_r: si prova un vettore semplice, di solito della base canonica (e1=(1,0,…,0)e_1 = (1, 0, \dots, 0), poi e2e_2, …), e poi si verifica che i vettori ottenuti siano indipendenti. Geometricamente: se v1,v2v_1, v_2 stanno su un piano di R3\mathbb{R}^3, è estremamente improbabile che un vettore scelto a caso cada proprio su quel piano; se capita, si prova il successivo. Gli zeri del vettore della base canonica semplificano il sistema della verifica. Esempio nell'Esercizio 5 · estrarre e completare una base in R3.

In dimensione nn basta una sola verifica

Teorema (in dimensione n basta una sola verifica). Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vnv_1, \dots, v_n esattamente nn vettori. Allora:

  1. se generano VV, sono anche indipendenti, quindi sono una base;
  2. se sono indipendenti, generano anche VV, quindi sono una base.

Esempio. In R2\mathbb{R}^2 (dimensione 22) i due vettori (1,2)(1,2) e (2,−3)(2,-3) non sono paralleli ((2,−3)(2,-3) non è multiplo di (1,2)(1,2): servirebbe il fattore 22 dalla prima componente e −32-\frac32 dalla seconda), quindi sono indipendenti e formano una base, senza dover risolvere il sistema dei generatori come in Generatori e basiDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi →.

Dimostrazione (entrambe le parti per assurdoDimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.Tecniche di dimostrazione →). (1) Se non fossero indipendenti si potrebbe estrarre una base togliendo almeno un vettore, e si avrebbe una base con meno di nn vettori: impossibile. (2) Se non generassero si potrebbe completarli aggiungendo almeno un vettore, e si avrebbe una base con più di nn vettori: impossibile ∎.

Negli esercizi si risparmia metà dei conti: nn vettori indipendenti in uno spazio di dimensione nn sono una base.

Conseguenze per i sottospazi. Se U⊆VU \subseteq V è un sottospazio:

  • dim⁡U≤dim⁡V\dim U \le \dim V (una base di UU è un insieme di vettori indipendenti di VV);
  • se dim⁡U=dim⁡V\dim U = \dim V allora U=VU = V (una base di UU sono nn vettori indipendenti di VV, quindi è una base di VV, e genera tutto VV).

Da qui l'elenco dei sottospazi di R3\mathbb{R}^3: dimensione 00 ({0⃗}\{\vec 0\}), 11 (rette per l'origine), 22 (piani per l'origine), 33 (R3\mathbb{R}^3).

Dimensione dello spazio delle soluzioni di un sistema omogeneo

Un sottospazio si può dare in due modi:

  • con dei generatori (o una base): U=⟨u1,…,uk⟩U = \langle u_1, \dots, u_k \rangle;
  • con delle equazioni lineari omogenee: UU = insieme delle soluzioni.

Dalle equazioni a una base. Esempio: U={x∈R3:x1−2x2+4x3=0}U = \{x \in \mathbb{R}^3 : x_1 - 2x_2 + 4x_3 = 0\}. Si ricava x1=2x2−4x3x_1 = 2x_2 - 4x_3, con x2,x3x_2, x_3 liberi. Il vettore generico di UU è

(2x2−4x3x2x3)=x2(210)+x3(−401).\begin{pmatrix} 2x_2 - 4x_3 \\ x_2 \\ x_3 \end{pmatrix} = x_2 \begin{pmatrix} 2 \\ 1 \\ 0 \end{pmatrix} + x_3 \begin{pmatrix} -4 \\ 0 \\ 1 \end{pmatrix}.

I due vettori (2,1,0)(2, 1, 0) e (−4,0,1)(-4, 0, 1) generano UU e sono indipendenti (guardando la 2ª e 3ª componente si trovano λ1=0\lambda_1 = 0 e λ2=0\lambda_2 = 0). Quindi dim⁡U=2\dim U = 2: è un piano.

Regola generale. La dimensione dello spazio delle soluzioni di un sistema lineare omogeneo è il numero di incognite libere. Una base si ottiene dando a una incognita libera il valore 11 e alle altre 00, in tutti i modi possibili: gli 11 e 00 nelle posizioni delle incognite libere garantiscono l'indipendenza senza altre verifiche. Il motivo: in una combinazione λ1b1+⋯+λkbk\lambda_1 b_1 + \dots + \lambda_k b_k dei vettori così ottenuti, la componente della jj-esima incognita libera vale esattamente λj\lambda_j (solo bjb_j ha lì un 11, gli altri hanno 00); se la combinazione è 0⃗\vec 0, tutti i λj\lambda_j sono 00. Nell'esempio sopra, x2x_2 e x3x_3 sono le libere e la combinazione ha seconda componente λ1\lambda_1 e terza λ2\lambda_2. Con più equazioni, per trovare quali incognite restano libere conviene ridurre prima il sistema con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →. Dettagli: Esercizio 6 · base di un piano dato da un'equazione; il legame con il rango arriva con il teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →.

Riassunto

Ho Allora Cosa faccio
ss generatori, dim⁡V=n\dim V = n s≥ns \ge n tolgo i vettori dipendenti fino ad avere una base
rr vettori indipendenti, dim⁡V=n\dim V = n r≤nr \le n aggiungo vettori (della base canonica) e verifico
nn vettori, dim⁡V=n\dim V = n basta verificare una delle due proprietà
U⊆VU \subseteq V con dim⁡U=dim⁡V\dim U = \dim V U=VU = V
sistema omogeneo dim⁡\dim soluzioni = numero di incognite libere base: una libera =1= 1, le altre =0= 0

Errori comuni

  • Dire che i polinomi di grado ≤3\le 3 formano uno spazio di dimensione 3: la base 1,x,x2,x31, x, x^2, x^3 ha 4 elementi.
  • Contare i vettori dello spazio nullo: dim⁡{0⃗}=0\dim\{\vec 0\} = 0.
  • Aggiungere un vettore a caso senza verificare: la scelta "a caso" è comoda, ma l'indipendenza va controllata.
  • Credere che kk generatori diano dimensione kk: la dimensione è ≤k\le k, ed è kk solo se i generatori sono indipendenti.

Versione ripasso

Tutte le basi hanno lo stesso numero di vettori

Teorema. Se v1,…,vnv_1, \dots, v_n e w1,…,wrw_1, \dots, w_r sono due basi di VV, allora r=nr = n.

La dimensione di VV, indicata con dim⁡V\dim V, è il numero di vettori di una qualsiasi base di VV. Per convenzione dim⁡{0⃗}=0\dim \{\vec 0\} = 0 (base vuota).

Esempi

Spazio Base Dimensione
KnK^n e1,…,ene_1, \dots, e_n nn
R[x]≤d\mathbb{R}[x]_{\le d} 1,x,…,xd1, x, \dots, x^d d+1d + 1

Estrarre una base da un sistema di generatori

Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vsv_1, \dots, v_s generatori di VV (s≥ns \ge n). Metodo:

  1. Si verifica se i vettori sono indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.
  2. Se un vettore è combinazione lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → degli altri, lo si elimina.
  3. Si ripete finché i vettori rimanenti sono nn.

Completare un insieme di vettori indipendenti a una base

Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vrv_1, \dots, v_r indipendenti (r≤nr \le n). Metodo:

  1. Se r<nr < n, si sceglie un vettore vr+1v_{r+1} che non sia combinazione lineare dei precedenti (spesso si prova con i vettori della base canonica).
  2. Si verifica che v1,…,vr+1v_1, \dots, v_{r+1} siano indipendenti.
  3. Si ripete fino ad arrivare a nn vettori.

In dimensione nn basta una sola verifica

Teorema. Sia dim⁡V=n\dim V = n e siano v1,…,vnv_1, \dots, v_n nn vettori.

  • Se sono indipendenti, sono una base.
  • Se generano VV, sono una base.

Dimostrazione: se nn generatori fossero dipendenti, se ne estrarrebbe una base con meno di nn vettori; se nn indipendenti non generassero, si completerebbero a una base con più di nn vettori: entrambe impossibili.

Conseguenze: se U⊆VU \subseteq V allora dim⁡U≤dim⁡V\dim U \le \dim V, e se dim⁡U=dim⁡V\dim U = \dim V allora U=VU = V. I sottospazi di R3\mathbb{R}^3 hanno dimensione 00 ({0⃗}\{\vec 0\}), 11 (rette), 22 (piani) o 33.

Dimensione dello spazio delle soluzioni (sistema omogeneo)

La dimensione dello spazio delle soluzioni è uguale al numero di incognite libere.

  • Metodo: Si esprime ogni incognita non libera in funzione di quelle libere. Una base si ottiene ponendo, a rotazione, un'incognita libera pari a 11 e le altre a 00 (l'indipendenza è automatica).
  • Esempio: x1−2x2+4x3=0x_1 - 2x_2 + 4x_3 = 0 in R3\mathbb{R}^3: x1=2x2−4x3x_1 = 2x_2 - 4x_3, libere x2,x3x_2, x_3, base (2,1,0)(2,1,0), (−4,0,1)(-4,0,1), dim⁡=2\dim = 2 (un piano; Esercizio 6 · base di un piano dato da un'equazione).

Riassunto

Dati Proprietà Azione
ss generatori, dim⁡V=n\dim V = n s≥ns \ge n Elimina i dipendenti fino a nn
rr indipendenti, dim⁡V=n\dim V = n r≤nr \le n Aggiungi vettori finché sono nn
nn vettori, dim⁡V=n\dim V = n Verifica o l'indipendenza o il generare

Errori comuni

  • Scambiare la dimensione di R[x]≤d\mathbb{R}[x]_{\le d} con dd anziché d+1d+1.
  • Dimenticare che dim⁡{0⃗}=0\dim\{\vec 0\} = 0.
  • Aggiungere un vettore per completare una base senza verificarne l'indipendenza (Esercizio 5 · estrarre e completare una base in R3).
  • Confondere il numero di generatori con la dimensione (la dimensione è il numero di vettori in una base).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata