Forma canonica di Jordan
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Video brevi n. 51–53 della playlist ("Forma canonica di Jordan", parti 1–3). Il prof la presenta come complemento: all'esame si chiede di riconoscere se una matrice è diagonalizzabile, non di calcolarne la forma di Jordan. Prerequisiti: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →. Applicazione: Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineariIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →.
Il problema
Una matrice è diagonalizzabile se e solo se ha tutti gli autovalori nel campo e, per ognuno, molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Se la seconda condizione fallisce, per esempio
(il conto: , un quadrato perfetto), con di rango (la seconda riga è l'opposta della prima; quindi per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → l'autospazio ha dimensione : un solo autovettore indipendente, ), non esiste una base di autovettori. Domanda: qual è la matrice "più semplice possibile" simile ad ?
Blocchi e matrici di Jordan
Definizione. Il blocco di Jordan di ordine relativo a è la matrice con sulla diagonale, subito sopra la diagonale e altrove. Una matrice di Jordan è una matrice diagonale a blocchi i cui blocchi sono blocchi di Jordan.
Esempio. e : sulla diagonale, subito sopra, altrove.
Il blocco di ordine è . Una matrice diagonale è una matrice di Jordan con tutti i blocchi di ordine .
Che cosa fa un blocco sulla base. Se in una base la matrice di è , leggendo le colonne:
cioè, con :
è un autovettore; gli altri non lo sono, ma li fa "scendere" uno sull'altro fino ad arrivare all'autovettore. Una sequenza così si chiama catena di Jordan, e i autovettori generalizzati (vale : applicando per volte si scende da a , e un'altra applicazione dà ).
La forma viene dalla regola delle colonneFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →: la seconda colonna di è , cioè le coordinate di sono rispetto a e rispetto a .
Il teorema
Teorema (forma canonica di Jordan). Sia con tutti gli autovalori in (sempre vero per ). Allora è simile a una matrice di Jordan , unica a meno dell'ordine dei blocchi:
Esempio. non è diagonalizzabile, ma è già in forma di Jordan: un solo blocco (uno solo perché ).
Come si leggono i blocchi. Per ogni autovalore :
- numero di blocchi relativi a = = (ogni blocco contiene esattamente un autovettore indipendente, il primo vettore della catena);
- somma degli ordini dei blocchi relativi a = (sulla diagonale di , compare volte);
- ordini dei singoli blocchi: si ricavano dalle dimensioni di per . Il numero di blocchi di ordine è .
Fino a ordine bastano le prime due regole:
| blocchi di | ||
|---|---|---|
| (parte diagonale) | ||
Da ordine in poi possono servire le potenze: con e i blocchi possono essere oppure .
è diagonalizzabile esattamente quando tutti i blocchi hanno ordine , cioè per ogni autovalore: è il criterio di diagonalizzabilità visto da un'altra angolazione.
Come si trova
Per un blocco serve una catena con , (). Due modi:
- dal basso: si sceglie autovettore e si risolvono successivamente , , … (attenzione: non ogni autovettore va bene come quando , perché il sistema potrebbe non avere soluzione);
- dall'alto (più sicuro): si sceglie ma , e si pone , , …
Le colonne di sono le catene, una dopo l'altra, ciascuna in ordine (prima l'autovettore).
Esempio 1: la matrice di sopra
, , : un blocco .
- Autovettore: dà , quindi .
- Secondo vettore: , cioè (la seconda equazione, , è la stessa): per esempio .
Verifica senza invertire : ✓ e ✓. Sono proprio le due colonne di : dà la colonna , dà la colonna . Anche con l'inversa: , , e ✓.
La scelta di non è unica: anche risolve . Ogni soluzione differisce da per un multiplo di (soluzione particolare più nucleo, come in Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →), e resta la stessa.
Esempio 2: la matrice dell'Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile
Forma di Jordan: un blocco e un blocco .
Per , , (la prima riga dà , la seconda , cioè ; con si ha ). Si procede dall'alto: serve con ma . : le colonne di sono , , e hanno tutte terza componente ; la riga di , , per una colonna ne prende proprio la terza componente, quindi la riga di è nulla, e la riga di è nulla. La riga , , per le colonne , , dà , , . Quindi : , un piano (dimensione , come deve essere per un blocco ). Si prende (soddisfa e non sta in , perché la sua terza componente non è ). Allora , che è un autovettore (multiplo di ) ✓.
Per : dà : .
Esempio 3: un solo blocco
La matrice dell'Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P per , , ha l'unico autovalore con e : la forma di Jordan è . I conti: lungo la prima riga di , , quindi ; ha rango (prima e terza riga uguali, seconda non proporzionale), quindi . Coerentemente ma , come (matrici simili hanno potenze simili: se allora , perché le interne si semplificano).
A che cosa serve: potenze ed esponenziale
Si scrive , con la matrice con gli sopra la diagonale. e commutano ( commuta con ogni matrice: ) e ( manda , , …, : ogni vettore della base "scende di un posto", e dopo passi non resta nulla). Per due matrici che commutano vale la formula del binomio di NewtonLa formula per sviluppare (a+b)^n con i coefficienti binomiali.Binomio di Newton →, , che si tronca a ; per lo stesso motivo , e la serie di si ferma. Per l'esponenziale:
Per : . Ecco da dove vengono, nelle equazioni differenziali con radici multiple dell'equazione caratteristica, le soluzioni del tipo : è il caso non diagonalizzabile del metodo dell'esponenziale di una matriceIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →, con (stessa dimostrazione del caso diagonalizzabile: in ogni termine della serie).
Esempio. Per dell'esempio 1, con e già trovati:
( ha colonne e ; poi riga per colonna: , , , ). In si ritrova ✓. Con la soluzione di è , : compaiono i termini , assenti nel caso diagonalizzabile. Verifica: e ✓; e ✓.
Grafico interattivo: Y′ = AY con A = (3 1; −1 1) (blocco J₂(2)) e Ȳ = (1, 0): y₁ = (1 + x)e^{2x} e y₂ = −x e^{2x}; il fattore x davanti a e^{2x} viene dall'1 sopra la diagonale del blocco di Jordan
Errori comuni
- Mettere gli sotto la diagonale invece che sopra: con la convenzione e le catene in colonna nell'ordine , gli stanno sopra.
- Ordinare la catena al contrario in (prima , poi l'autovettore): si ottengono gli sotto la diagonale.
- Prendere come un altro autovettore: deve risolvere , quindi non è un autovettore.
- Credere che e bastino sempre: da ordine servono anche le dimensioni dei nuclei delle potenze.
Versione ripasso
Una matrice non diagonalizzabileUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale e sulla sovradiagonale. La base è composta da catene di autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → generalizzati.
Blocchi di Jordan
Il blocco di Jordan di ordine per è .
- Significato: Sia . La catena di Jordan soddisfa (autovettore) e per .
- Teorema: Ogni matrice con autovalori nel campo è simile a una matrice di Jordan unica (a meno dell'ordine dei blocchi).
Esempio di partenza: ha e di rango , quindi : non diagonalizzabile. Autovettore ; si ricava da , cioè , per esempio . Con si ha . Esempi di blocchi: , ; una matrice diagonale ha tutti blocchi di ordine .
Lettura dei blocchi
Per ogni :
- Numero di blocchi .
- Somma degli ordini .
- Dimensione blocchi: il numero di blocchi di ordine è .
Fino a ordine bastano le prime due regole: dà ; dà ; dà ; dà . è diagonalizzabile esattamente quando tutti i blocchi hanno ordine , cioè per ogni autovalore (DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →).
Costruzione della matrice
Si cercano catene tali che e .
- Dall'alto (consigliato): Si sceglie tale che .
- Discesa: Si pongono .
- Matrice : Le colonne sono le catene in ordine .
Esercizio:
Metodo: Determinare blocchi tramite e costruire la catena tramite potenze di .
- ; .
- Per : . ha equazione .
- Scegliamo .
- (autovettore).
- Per : . Risultato: , .
Applicazioni
Per un blocco : La parte non diagonale genera i termini del tipo nelle equazioni differenziali.
Con la matrice dell'Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P ha l'unico autovalore con , : la forma è (infatti ma ). Poiché e commuta con , per è , da cui le soluzioni (esponenziale di una matriceIl sistema di equazioni differenziali y' = Ay ha soluzione y(x) = e^{Ax} ȳ. L'esponenziale di una matrice si definisce con la serie di e^x; per una matrice diagonalizzabile A = S D S⁻¹ vale e^{Ax} = S e^{Dx} S⁻¹, e e^{Dx} ha sulla diagonale gli esponenziali e^{λx} degli autovalori.Esponenziale di una matrice e sistemi differenziali lineari →).
Errori tipici:
- Confondere ordine della catena in (gli finiscono sotto la diagonale);
- Credere che bastino per (servono le potenze del nucleo);
- Cercare di costruire la catena partendo da un arbitrario se (potrebbe non essere estendibile).