Esercizio 61diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
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Testo. Data (a) stabilire se è diagonalizzabile; (b) trovare una matrice diagonale e una matrice invertibile tali che .
Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
1. Il polinomio caratteristico
Quale metodo? La matrice non ha zeri, quindi lo sviluppo di Laplace costerebbe tre determinanti con dentro; Sarrus darebbe un polinomio di terzo grado sviluppato, da scomporre poi con Ruffini. Il prof sceglie una strategia mista: qualche operazione elementare per creare zeri (il determinante non cambiaSommare a una riga (o colonna) un multiplo di un'altra riga (o colonna) non cambia il determinante.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → se a una riga o colonna si somma un multiplo di un'altra), poi Laplace.
Primo zero. La seconda riga inizia con e la terza con : sommandole si annulla il primo elemento. :
Secondo zero. Nella nuova terza riga ci sono due elementi uguali, e . Sottraendo la seconda colonna dalla terza () se ne annulla uno. Sul determinante si può lavorare anche per colonne (a differenza della risoluzione dei sistemi, dove si usano solo le righe):
Si ottiene
LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la terza riga, che ha un solo elemento non nullo, in posizione . Il segno è (oppure, a scacchiera partendo da in alto a sinistra: , , , la posizione ha ). Si cancellano la riga 3 e la colonna 2: La è triangolare: il determinante è il prodotto della diagonale.
Il vantaggio: il polinomio esce già scomposto in fattori. Sviluppato sarebbe (lo si controlla moltiplicando: , poi ): con Sarrus si sarebbe arrivati a questa forma e si sarebbero dovute cercare le radici tra i divisori del termine noto (regola di Ruffini: annulla il polinomio, , e si divide per ).
2. Autovalori e risposta alla domanda (a)
Controllo con la traccia: ✓ (la somma degli autovalori è la tracciaContando le molteplicità: per una 3×3 il coefficiente di λ² nel polinomio caratteristico è la traccia.Autovalori e autovettori →). E il prodotto è (il polinomio in vale ).
Tre autovalori reali distinti per una matrice : ognuno ha almeno un autovettore, e autovettori di autovalori distinti sono indipendentiTeorema della lezione 24: si dimostra moltiplicando la combinazione lineare per A e sottraendo.Diagonalizzazione →. Tre vettori indipendenti in sono una base: è diagonalizzabile, senza bisogno di calcolare gli autovettori. Servono solo per la domanda (b).
3. Autovettori
Per ogni autovalore si sostituisce il suo valore in e si risolve il sistema omogeneo: l'autospazio è il nucleoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → di . Il sistema ha sempre infinite soluzioni (il determinante è nullo per costruzione, quindi il rango è minore di ): una riga è combinazione delle altre. Qui ogni autovalore è semplice, quindi e ogni autospazio è una retta: basta trovare un vettore non nullo.
. La terza riga è l'opposta della seconda: restano due equazioni.
- dalla prima, ;
- nella seconda: , quindi ;
- allora .
è libera; con : .
.
- dalla prima, ;
- dalla terza: , quindi ;
- la seconda è automaticamente vera: ✓.
Con (per evitare la frazione): .
.
- dalla prima, ;
- nella terza: , quindi ;
- allora .
Con : .
4. Le matrici e
L'ordine degli autovalori in è libero, ma la colonna di deve essere l'autovettore dell'autovalore in posizione di . Con l'ordine usato a lezione:
Verifica senza invertire : basta controllare . ( moltiplica ogni colonna di per l'autovalore corrispondente.) Il determinante di , lungo la prima riga:
Poiché , è invertibileLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →, e da moltiplicando a destra per si ottiene .
Errori comuni
- Applicare Sarrus e poi bloccarsi nella scomposizione del polinomio di terzo grado.
- Sbagliare il segno di Laplace nella posizione .
- Scrivere e lasciare in le colonne nell'ordine trovato per : le colonne vanno permutate insieme agli autovalori.
Versione ripasso
Testo. Data (a) stabilire se è diagonalizzabile; (b) trovare una matrice diagonale e una matrice invertibile tali che .
1. Il polinomio caratteristico
Si calcola usando operazioni elementari per creare zeri:
- nella terza riga.
- .
- LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → sulla terza riga:
2. Autovalori e diagonalizzabilità
Gli autovalori sono . Verifica traccia: . Poiché i 3 autovalori sono distinti, la matrice è diagonalizzabileUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → (esiste una base di autovettori).
3. Autovettori
Si risolve per ogni autovalore:
4. Matrici e
Verifica: Controllare che . La colonna di deve coincidere con la colonna di moltiplicata per .
Errori tipici:
- Sbagliare il segno di Laplace nella posizione dove è dispari.
- Non far corrispondere l'ordine degli autovalori in con l'ordine delle colonne (autovettori) in .
- Calcolare invano quando basta verificare .