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Note per Studenti Generatori e basi

Generatori e basi

In questa pagina 6

Lezioni 4–5 (videolezioni n. 4 e 5). Prerequisiti: Combinazioni lineari e dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →, Intersezione, somma e sottospazio generatoL'intersezione di due sottospazi è un sottospazio, l'unione in generale no. Al suo posto si usa la somma U + W = {u + w}, il più piccolo sottospazio che contiene entrambi. Il sottospazio generato da un insieme S è l'insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di S.Intersezione, somma e sottospazio generato →. Esercizio svolto: Esercizio 4 · generatori di R2 e di R3. Seguito: DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →.

Sistemi di generatori

Definizione (sistema di generatori). I vettori v1,…,vr∈Vv_1, \dots, v_r \in V formano un sistema di generatori (o insieme di generatori) di VV se ⟨v1,…,vr⟩=V\langle v_1, \dots, v_r \rangle = V, cioè se ogni vettore v∈Vv \in V si può scrivere come combinazione lineare v=λ1v1+⋯+λrvrper qualche λ1,…,λr∈K.v = \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r \quad \text{per qualche } \lambda_1, \dots, \lambda_r \in K.

Esempio. (1,0)(1,0) e (0,1)(0,1) generano R2\mathbb{R}^2, perché (a,b)=a(1,0)+b(0,1)(a,b) = a(1,0) + b(0,1). Invece (1,1)(1,1) e (2,2)(2,2) generano solo la retta y=xy = x: ogni combinazione λ1(1,1)+λ2(2,2)=(λ1+2λ2)(1,1)\lambda_1(1,1) + \lambda_2(2,2) = (\lambda_1 + 2\lambda_2)(1,1) ha le due componenti uguali, quindi per esempio (1,0)(1, 0) non si ottiene.

Uno spazio vettoriale contiene di solito infiniti vettori; un sistema di generatori li "comprime" in pochi vettori da cui si ricostruisce tutto.

Come si verifica

  1. Si prende un vettore generico di VV, con componenti letterali: in R2\mathbb{R}^2 si scrive v=(a,b)v = (a, b) con a,ba, b qualsiasi. (Non un vettore particolare come (7,−3)(7, -3): quello che si dimostrasse varrebbe solo per lui.)
  2. Si impone v=λ1v1+⋯+λrvrv = \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r e si scrive il sistema lineare corrispondente.
  3. Incognite sono i λi\lambda_i; a,b,…a, b, \dots sono parametri (i termini noti).
  4. I vettori generano VV se il sistema ha soluzione per ogni valore dei parametri. Non serve trovare la soluzione: basta sapere che esiste.

Esempio. v1=(1,2)v_1 = (1, 2) e v2=(2,−3)v_2 = (2, -3) generano R2\mathbb{R}^2? Si risolve

{λ1+2λ2=a2λ1−3λ2=b\begin{cases} \lambda_1 + 2\lambda_2 = a \\ 2\lambda_1 - 3\lambda_2 = b \end{cases}

Dalla prima λ1=a−2λ2\lambda_1 = a - 2\lambda_2; nella seconda 2(a−2λ2)−3λ2=b2(a - 2\lambda_2) - 3\lambda_2 = b, cioè 2a−7λ2=b2a - 7\lambda_2 = b, da cui 7λ2=2a−b7\lambda_2 = 2a - b e λ2=2a−b7\lambda_2 = \frac{2a - b}{7}. Poi λ1=a−2⋅2a−b7=7a−4a+2b7=3a+2b7.\lambda_1 = a - 2 \cdot \frac{2a - b}{7} = \frac{7a - 4a + 2b}{7} = \frac{3a + 2b}{7}. Verifica nella seconda equazione: 2⋅3a+2b7−3⋅2a−b7=6a+4b−6a+3b7=b2 \cdot \frac{3a + 2b}7 - 3 \cdot \frac{2a - b}7 = \frac{6a + 4b - 6a + 3b}7 = b ✓. C'è una soluzione per ogni (a,b)(a, b) (non si è mai diviso per un'espressione che contiene aa o bb): sì, generano. Per di più la soluzione è unica, perché ogni passaggio era obbligato.

Grafico interattivo: Con la base v₁ = (1, 2), v₂ = (2, −3) il vettore (4, 1) si scrive in un solo modo: 2v₁ + 1v₂, con λ₁ = (3a + 2b)/7 = 2 e λ₂ = (2a − b)/7 = 1

Con tre vettori (2,1),(0,3),(1,−1)(2, 1), (0, 3), (1, -1) si trova invece che le soluzioni sono infinite (una incognita resta libera): generano R2\mathbb{R}^2, ma ogni vettore si scrive in infiniti modi. Il sistema è 2λ1+λ3=a2\lambda_1 + \lambda_3 = a, λ1+3λ2−λ3=b\lambda_1 + 3\lambda_2 - \lambda_3 = b; lasciando libera λ3=t\lambda_3 = t si ricava λ1=a−t2\lambda_1 = \frac{a - t}{2} dalla prima e λ2=b−λ1+t3=2b−a+3t6\lambda_2 = \frac{b - \lambda_1 + t}{3} = \frac{2b - a + 3t}{6} dalla seconda. Per (3,0)(3, 0): con t=1t = 1 si ha (3,0)=1⋅(2,1)+0⋅(0,3)+1⋅(1,−1)(3, 0) = 1 \cdot (2, 1) + 0 \cdot (0, 3) + 1 \cdot (1, -1), con t=0t = 0 si ha (3,0)=32(2,1)−12(0,3)(3, 0) = \frac32 (2, 1) - \frac12 (0, 3).

{"tipo":"geometria","titolo":"Con i generatori (2, 1), (0, 3), (1, −1) il vettore (3, 0) si scrive in più modi: (2, 1) + (1, −1) oppure (3/2)·(2, 1) − (1/2)·(0, 3)","x":[-1,4.5],"y":[-1.5,3.5],"elementi":[{"vettore":[2,1],"etichetta":"(2, 1)","colore":1},{"vettore":[0,3],"etichetta":"(0, 3)","colore":2},{"vettore":[[2,1],[3,0]],"etichetta":"+ (1, −1)","colore":4},{"vettore":[[0,0],[3,1.5]],"etichetta":"(3/2)·(2, 1)","colore":1,"tratteggio":true},{"vettore":[[3,1.5],[3,0]],"etichetta":"− (1/2)·(0, 3)","colore":2,"tratteggio":true},{"vettore":[3,0],"etichetta":"(3, 0)","colore":3}]}
``` E (1,2,−1),(0,3,1)(1, 2, -1), (0, 3, 1) **non** generano R3\mathbb{R}^3: il sistema ha soluzione solo se b=5a+3cb = 5a + 3c. Tutti i conti nell'<a class="wiki" href="/algebra-lineare-e-geometria/esercizi/esercizio-4-generatori-di-r2-e-di-r3/">Esercizio 4 · generatori di R2 e di R3</a>.

## Basi

> **Definizione (base).**
> Una **base** di VV è un insieme di vettori che
> 1. è un sistema di generatori di VV, e
> 2. è formato da vettori linearmente indipendenti (si dice anche che è un insieme **libero**).

*Esempio.* (1,2)(1,2) e (2,−3)(2,-3) sono una base di R2\mathbb{R}^2: generano (conto sopra) e sono indipendenti, perché con a=b=0a = b = 0 la soluzione unica è λ1=λ2=0\lambda_1 = \lambda_2 = 0. Un controllo più rapido, che si giustificherà con il determinante (<a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/permutazioni-e-definizione-di-determinante/" aria-describedby="sp-4">Permutazioni e definizione di determinante<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-4">Il determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c&#39;è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.<span class="spiega-vai">Permutazioni e definizione di determinante →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>): det⁡(122−3)=1⋅(−3)−2⋅2=−7≠0\det\begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 2 & -3 \end{pmatrix} = 1 \cdot (-3) - 2 \cdot 2 = -7 \ne 0. È lo stesso 77 che compare nei denominatori di λ1\lambda_1 e λ2\lambda_2.

### Teorema: coordinate uniche

> **Teorema (coordinate uniche rispetto a una base).** Se v1,…,vnv_1, \dots, v_n è una base di VV, ogni vettore v∈Vv \in V si scrive **in modo unico** come combinazione lineare di v1,…,vnv_1, \dots, v_n.

*Esempio.* Nella base {(1,0),(1,1)}\{(1,0), (1,1)\} di R2\mathbb{R}^2 il vettore (3,2)(3,2) si scrive in un solo modo: 1⋅(1,0)+2⋅(1,1)1\cdot(1,0) + 2\cdot(1,1). Infatti λ1(1,0)+λ2(1,1)=(λ1+λ2,λ2)=(3,2)\lambda_1(1,0) + \lambda_2(1,1) = (\lambda_1 + \lambda_2, \lambda_2) = (3, 2) obbliga λ2=2\lambda_2 = 2 e poi λ1=3−2=1\lambda_1 = 3 - 2 = 1.

**Dimostrazione.** Che si possa scrivere è la proprietà di generatori. Per l'unicità si suppone che ci siano due scritture:

v=λ1v1+⋯+λnvn=μ1v1+⋯+μnvn.v = \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_n v_n = \mu_1 v_1 + \dots + \mu_n v_n.

Portando tutto a sinistra (si somma a entrambi i membri l'opposto −μ1v1−⋯−μnvn-\mu_1 v_1 - \dots - \mu_n v_n) e raccogliendo ogni viv_i con la distributiva λivi−μivi=(λi−μi)vi\lambda_i v_i - \mu_i v_i = (\lambda_i - \mu_i) v_i:

(λ1−μ1)v1+(λ2−μ2)v2+⋯+(λn−μn)vn=0⃗.(\lambda_1 - \mu_1) v_1 + (\lambda_2 - \mu_2) v_2 + \dots + (\lambda_n - \mu_n) v_n = \vec 0.

Questa è una combinazione lineare dei vettori di base uguale a 0⃗\vec 0; siccome i vettori di base sono **indipendenti**, tutti i coefficienti sono nulli: λi−μi=0\lambda_i - \mu_i = 0, cioè λi=μi\lambda_i = \mu_i per ogni ii. Le due scritture coincidono ∎.

**Il ruolo dell'indipendenza.** Con dei generatori non indipendenti (come i tre vettori di R2\mathbb{R}^2 sopra) la scrittura esiste ma non è unica.

**Coordinate.** I numeri λ1,…,λn\lambda_1, \dots, \lambda_n determinati in modo unico si chiamano **coordinate** (o **componenti**) di vv rispetto alla base. Fissare una base è come fissare un **sistema di riferimento**: lo stesso vettore ha coordinate diverse in basi diverse. Lo si approfondisce in <a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/coordinate-rispetto-a-una-base/" aria-describedby="sp-5">Coordinate rispetto a una base<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-5">Fissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l&#39;isomorfismo dipende dalla base).<span class="spiega-vai">Coordinate rispetto a una base →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>.

### La base canonica di KnK^n

> **Definizione (base canonica di Kⁿ).**
> In KnK^n i vettori
> e1=(1,0,…,0),e2=(0,1,0,…,0),…,en=(0,…,0,1)e_1 = (1, 0, \dots, 0), \quad e_2 = (0, 1, 0, \dots, 0), \quad \dots, \quad e_n = (0, \dots, 0, 1)
> formano la **base canonica**.

*Esempio.* In R3\mathbb{R}^3 la base canonica è e1=(1,0,0)e_1 = (1,0,0), e2=(0,1,0)e_2 = (0,1,0), e3=(0,0,1)e_3 = (0,0,1) e (4,−1,7)=4e1−e2+7e3(4,-1,7) = 4e_1 - e_2 + 7e_3.

*Generano:* un vettore generico (a1,…,an)(a_1, \dots, a_n) è a1e1+⋯+anena_1 e_1 + \dots + a_n e_n; il sistema da risolvere ha in ogni equazione una sola incognita (λi=ai\lambda_i = a_i).

*Sono indipendenti:* λ1e1+⋯+λnen=(λ1,…,λn)=0⃗\lambda_1 e_1 + \dots + \lambda_n e_n = (\lambda_1, \dots, \lambda_n) = \vec 0 dà subito λ1=⋯=λn=0\lambda_1 = \dots = \lambda_n = 0.

Le coordinate di un vettore di KnK^n rispetto alla base canonica sono le sue componenti. In R2\mathbb{R}^2 e R3\mathbb{R}^3, e1,e2,e3e_1, e_2, e_3 sono i **versori** degli assi x,y,zx, y, z. Le basi di KnK^n sono infinite (per esempio 2e1,…,2en2e_1, \dots, 2e_n è un'altra base), ma questa è la più semplice: da qui "canonica".

## Spazi finitamente generati

> **Definizione (spazio finitamente generato).**
> VV è **finitamente generato** se ha un sistema di generatori formato da un numero finito di vettori.

*Esempio.* R3\mathbb{R}^3 è finitamente generato (bastano 33 vettori); lo spazio R[x]\mathbb{R}[x] di tutti i polinomi no.

KnK^n è finitamente generato (la base canonica ha nn vettori). **Non** lo è lo spazio R[x]\mathbb{R}[x] di **tutti** i polinomi: i monomi 1,x,x2,x3,…1, x, x^2, x^3, \dots lo generano, ma non ci si può fermare a nessuna potenza, perché con 1,x,…,x51, x, \dots, x^5 non si ottiene un polinomio di grado 66. In generale, con un numero finito di polinomi il grado delle combinazioni non supera il grado massimo di quei polinomi. Ancora più grande lo spazio di tutte le funzioni R→R\mathbb{R} \to \mathbb{R}.

**Nel corso si considerano solo spazi finitamente generati.** Lo spazio R[x]≤3\mathbb{R}[x]_{\le 3} dei polinomi di grado ≤3\le 3 invece è finitamente generato, con base 1,x,x2,x31, x, x^2, x^3.

## Lemma dello scambio

> **Teorema (lemma dello scambio).** Se v1,…,vnv_1, \dots, v_n generano VV e w1,…,wr∈Vw_1, \dots, w_r \in V sono linearmente indipendenti, allora r≤nr \le n.

In parole: **in uno spazio vettoriale i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.**

**Dimostrazione.** Si sostituiscono uno alla volta i ww al posto dei vv, mantenendo sempre un sistema di generatori. Il ragionamento "se vale dopo ss scambi, vale dopo s+1s + 1" è un <a class="wiki glossa" href="/analisi-1/appunti/principio-di-induzione/" aria-describedby="sp-6">ragionamento per induzione<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-6">Si dimostra una proprietà per il primo caso e poi che dal caso s segue il caso s + 1: allora vale per tutti.<span class="spiega-vai">Principio di induzione →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a> sul numero di scambi, e la conclusione è <a class="wiki glossa" href="/analisi-1/appunti/tecniche-di-dimostrazione/" aria-describedby="sp-7">per assurdo<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-7">Dimostrazione diretta, per contronominale e per assurdo di un teorema del tipo ipotesi implica tesi.<span class="spiega-vai">Tecniche di dimostrazione →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>.

*Primo scambio.* Siccome i vv generano, w1=λ1v1+⋯+λnvnw_1 = \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_n v_n. I λi\lambda_i non sono tutti nulli: altrimenti w1=0⃗w_1 = \vec 0, ma dei vettori indipendenti sono tutti non nulli (<a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/combinazioni-lineari-e-dipendenza-lineare/" aria-describedby="sp-8">vedi qui<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-8">Se una famiglia contiene il vettore nullo, la combinazione con coefficiente 1 su di lui e 0 sugli altri dà il vettore nullo: la famiglia è dipendente.<span class="spiega-vai">Combinazioni lineari e dipendenza lineare →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>). Riordinando i vv si può supporre λn≠0\lambda_n \ne 0. Allora si ricava vnv_n:

vn=1λnw1−λ1λnv1−⋯−λn−1λnvn−1.v_n = \frac{1}{\lambda_n} w_1 - \frac{\lambda_1}{\lambda_n} v_1 - \dots - \frac{\lambda_{n-1}}{\lambda_n} v_{n-1}.

(Si è portato a sinistra λnvn\lambda_n v_n, a destra il resto, e si è moltiplicato per λn−1\lambda_n^{-1}.) Ora w1,v1,…,vn−1w_1, v_1, \dots, v_{n-1} generano ancora VV: ogni vv è combinazione di v1,…,vnv_1, \dots, v_n, e sostituendo l'espressione di vnv_n appena trovata diventa combinazione di w1,v1,…,vn−1w_1, v_1, \dots, v_{n-1}. Per esteso, se v=μ1v1+⋯+μnvnv = \mu_1 v_1 + \dots + \mu_n v_n:
v=μnλnw1+(μ1−μnλ1λn)v1+⋯+(μn−1−μnλn−1λn)vn−1.v = \frac{\mu_n}{\lambda_n} w_1 + \left(\mu_1 - \frac{\mu_n \lambda_1}{\lambda_n}\right) v_1 + \dots + \left(\mu_{n-1} - \frac{\mu_n \lambda_{n-1}}{\lambda_n}\right) v_{n-1}. Si è **scambiato** vnv_n con w1w_1 senza perdere la proprietà di generare (da qui il nome).

*Passi successivi.* Si ripete: si scrive w2w_2 come combinazione di w1,v1,…,vn−1w_1, v_1, \dots, v_{n-1}; qualche coefficiente di un vv è non nullo (se fossero nulli tutti quelli dei vv, w2w_2 sarebbe multiplo di w1w_1, e w1,w2w_1, w_2 sarebbero dipendenti per il <a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/combinazioni-lineari-e-dipendenza-lineare/" aria-describedby="sp-9">teorema sulla dipendenza<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-9">Una combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l&#39;unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.<span class="spiega-vai">Combinazioni lineari e dipendenza lineare →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>, contro l'ipotesi), e si scambia quel vv con w2w_2. Dopo ss passi si ha il sistema di generatori w1,…,ws,v1,…,vn−sw_1, \dots, w_s, v_1, \dots, v_{n-s} (sempre nn vettori in tutto).

*Conclusione.* Se fosse r>nr > n, dopo nn scambi i vv sarebbero finiti e w1,…,wnw_1, \dots, w_n genererebbero VV. Ma allora wn+1w_{n+1} (che esiste perché r>nr > n) sarebbe combinazione di w1,…,wnw_1, \dots, w_n, e i ww sarebbero dipendenti: assurdo. Quindi r≤nr \le n ∎.

**Esempio d'uso.** In R3\mathbb{R}^3 la base canonica dà 3 generatori: quindi **4 vettori di R3\mathbb{R}^3 sono sempre dipendenti**, e 2 vettori non possono mai generare R3\mathbb{R}^3 (altrimenti i 3 vettori indipendenti e1,e2,e3e_1, e_2, e_3 sarebbero più dei 2 generatori).

## Riassunto

| Proprietà | Cosa si verifica | Cosa garantisce |
|---|---|---|
| generatori | il sistema ∑λivi=v\sum \lambda_i v_i = v ha soluzione per ogni vv | ogni vettore si scrive come combinazione |
| indipendenti | il sistema ∑λivi=0⃗\sum \lambda_i v_i = \vec 0 ha solo la soluzione nulla | la scrittura, se esiste, è unica |
| base | entrambe | ogni vettore si scrive in modo unico (coordinate) |

## Errori comuni

- **Verificare i generatori con un vettore numerico**: serve il vettore generico con componenti letterali.
- **Confondere incognite e parametri**: nel sistema le incognite sono i λi\lambda_i; le componenti a,b,ca, b, c del vettore generico sono parametri liberi.
- **Pensare che la base sia unica**: le basi sono infinite; quello che non cambia è il numero di vettori (vedi <a class="wiki glossa" href="/algebra-lineare-e-geometria/appunti/dimensione/" aria-describedby="sp-10">Dimensione<span class="spiega" role="tooltip"><span class="spiega-testo" id="sp-10">Tutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.<span class="spiega-vai">Dimensione →</span></span><span class="graffa" aria-hidden="true"><i class="g-l"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-punta"></i><i class="g-linea"></i><i class="g-r"></i></span></span><!--/spiega--></a>).

Versione ripasso

Sistemi di generatori

I vettori v1,…,vr∈Vv_1, \dots, v_r \in V sono un sistema di generatori di VV se ⟨v1,…,vr⟩=V\langle v_1, \dots, v_r \rangle = V, cioè se ogni v∈Vv \in V è combinazione lineare v=∑i=1rλiviv = \sum_{i=1}^r \lambda_i v_i.

Verifica:

  1. Si scrive un vettore generico v=(a,b,… )∈Vv = (a, b, \dots) \in V.
  2. Si imposta il sistema ∑λivi=v\sum \lambda_i v_i = v.
  3. I viv_i generano VV se il sistema ha soluzione per ogni valore dei parametri a,b,…a, b, \dots (non serve trovarla). Le incognite sono i λi\lambda_i, non a,ba, b.

Esempio (Esercizio 4 · generatori di R2 e di R3): (1,2),(2,−3)(1,2), (2,-3) in R2\mathbb{R}^2 danno λ2=2a−b7\lambda_2 = \frac{2a-b}{7}, λ1=3a+2b7\lambda_1 = \frac{3a+2b}{7} per ogni (a,b)(a,b): generano, con scrittura unica. (2,1),(0,3),(1,−1)(2,1), (0,3), (1,-1) generano R2\mathbb{R}^2 in infiniti modi. (1,2,−1),(0,3,1)(1,2,-1), (0,3,1) non generano R3\mathbb{R}^3: il sistema ha soluzione solo se b=5a+3cb = 5a + 3c.

Basi

Una base è un insieme di vettori che:

  1. è un sistema di generatori;
  2. è formato da vettori linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.

Teorema (coordinate uniche): Se {v1,…,vn}\{v_1, \dots, v_n\} è una base di VV, ogni v∈Vv \in V si scrive in modo unico come v=∑λiviv = \sum \lambda_i v_i. I λi\lambda_i sono le coordinate di vv. Dimostrazione: Se esistessero due scritture, sottraendole si otterrebbe una combinazione lineare nulla dei vettori di base. Per l'indipendenza, tutti i coefficienti devono essere nulli, quindi le scritture coincidono.

Base canonica di KnK^n

I vettori eie_i (1 in posizione ii, 0 altrove) formano la base canonica. Generano KnK^n perché ogni vettore (a1,…,an)=∑aiei(a_1, \dots, a_n) = \sum a_i e_i e sono indipendenti.

Spazi finitamente generati

VV è finitamente generato se esiste un insieme finito di generatori.

  • KnK^n è finitamente generato.
  • Lo spazio di tutti i polinomi R[x]\mathbb{R}[x] non lo è (con un numero finito di polinomi il grado delle combinazioni è limitato); R[x]≤3\mathbb{R}[x]_{\le 3} lo è, con base 1,x,x2,x31, x, x^2, x^3. Nel corso si considerano solo spazi finitamente generati.

Lemma dello scambio

Se v1,…,vnv_1, \dots, v_n generano VV e w1,…,wrw_1, \dots, w_r sono linearmente indipendenti, allora r≤nr \le n.

Esempio d'uso: in R3\mathbb{R}^3 (3 generatori canonici) 4 vettori sono sempre dipendenti e 2 vettori non generano mai R3\mathbb{R}^3. Idea della dimostrazione: Si sostituiscono i viv_i con i wjw_j uno alla volta mantenendo la proprietà di generatore. Se r>nr > n, dopo nn scambi i ww genererebbero VV, rendendo il successivo wn+1w_{n+1} dipendente: assurdo.

Riassunto

Proprietà Cosa si verifica Cosa garantisce
generatori sistema ∑λivi=v\sum \lambda_i v_i = v risolubile per ogni vv ogni vettore si scrive come combinazione
indipendenti sistema ∑λivi=0⃗\sum \lambda_i v_i = \vec 0 ha solo soluzione nulla la scrittura è unica
base entrambe esistenza e unicità delle coordinate

Errori tipici

  • Verifica: usare un vettore numerico fisso invece di uno generico con parametri.
  • Sistemi: confondere le incognite (λi\lambda_i) con i parametri del vettore.
  • Unicità: credere che la base sia unica (le basi sono infinite).

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