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Note per Studenti Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi

Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi

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Lezione 8 (videolezione n. 8) e primo esercizio di quasi tutti i temi d'esame. Prerequisiti: DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →, Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →. Esercizi svolti: Esercizio 8 · base, equazioni cartesiane, intersezione e somma in R4, Esercizio 9 · base, coordinate e somma diretta in R4, Esercizio 10 · sottospazio con un parametro, intersezione e somma.

Un sottospazio U⊆KnU \subseteq K^n si può conoscere in due forme, e quasi ogni domanda d'esame chiede di passare dall'una all'altra:

Forma Esempio in R4\mathbb{R}^4 Comoda per
generatori (meglio una base) U=⟨(1,1,0,1),(2,1,1,0)⟩U = \langle (1,1,0,1), (2,1,1,0) \rangle scrivere i vettori di UU, calcolare la somma
equazioni cartesiane (sistema omogeneo) U:x1−2x3−x4=0, x2−x3−x4=0U : x_1 - 2x_3 - x_4 = 0,\ x_2 - x_3 - x_4 = 0 verificare se un vettore sta in UU, calcolare l'intersezione

Lo stesso schema in piccolo, in R2\mathbb{R}^2

Prima dell'esempio in R4\mathbb{R}^4, i passi in un caso che si può disegnare. Sia U=⟨(2,3)⟩U = \langle (2, 3) \rangle e W:x+y=0W : x + y = 0.

  • Equazione cartesiana di UU: (x,y)=t(2,3)(x, y) = t(2, 3) dà x=2tx = 2t, y=3ty = 3t; dalla prima t=x2t = \frac x2, nella seconda y=32xy = \frac32 x, cioè 3x−2y=03x - 2y = 0. È 2−1=12 - 1 = 1 equazione, e (2,3)(2, 3) la soddisfa (6−6=06 - 6 = 0).
  • Base di WW: y=−xy = -x con xx libera; con x=1x = 1 si ha la base (1,−1)(1, -1), dim⁡W=1\dim W = 1.
  • Intersezione: a sistema 3x−2y=03x - 2y = 0 e x+y=0x + y = 0. Dalla seconda y=−xy = -x, nella prima 3x+2x=5x=03x + 2x = 5x = 0: x=0x = 0, y=0y = 0. Quindi U∩W={0⃗}U \cap W = \{\vec 0\}.
  • Somma: Grassmann dà dim⁡(U+W)=1+1−0=2\dim(U + W) = 1 + 1 - 0 = 2, quindi U+W=R2U + W = \mathbb{R}^2 e la somma è diretta.

Grafico interattivo: U = ⟨(2, 3)⟩ ha equazione 3x − 2y = 0; W: x + y = 0 ha base (1, −1); le due rette si incontrano solo nell'origine, quindi U ∩ W = {0} e U ⊕ W = R²

L'esempio guida

Esempio guida per tutta la nota: U=⟨u1,u2,u3⟩U = \langle u_1, u_2, u_3 \rangle con u1=(1,1,0,1)u_1 = (1, 1, 0, 1), u2=(2,1,1,0)u_2 = (2, 1, 1, 0), u3=(3,2,1,1)u_3 = (3, 2, 1, 1), e W:x1+x2+x3+x4=0W : x_1 + x_2 + x_3 + x_4 = 0.

Passo 1. Dai generatori a una base

Si scrivono i generatori come righe di una matrice e la si riduce a scala con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss → (operazioni: scambiare due righe, moltiplicare una riga per un numero ≠0\ne 0, sommare a una riga un multiplo di un'altra).

Perché funziona. Le operazioni sulle righe non cambiano il sottospazio generato dalle righe: se si sostituisce R2R_2 con R2+cR1R_2 + c R_1, la nuova riga è combinazione delle vecchie, e la vecchia si riottiene come (R2+cR1)−cR1(R_2 + cR_1) - cR_1. Quindi le righe prima e dopo generano lo stesso sottospazio. Alla fine le righe non nulle della matrice a scala sono indipendenti (ciascuna ha il primo elemento non nullo in una colonna dove le righe sotto hanno zero) e formano una base. Il loro numero è la dimensione.

(110121103211)→R3→R3−3R1R2→R2−2R1(11010−11−20−11−2)→R3→R3−R2(11010−11−20000)\begin{pmatrix} 1 & 1 & 0 & 1 \\ 2 & 1 & 1 & 0 \\ 3 & 2 & 1 & 1 \end{pmatrix} \xrightarrow[R_3 \to R_3 - 3R_1]{R_2 \to R_2 - 2R_1} \begin{pmatrix} 1 & 1 & 0 & 1 \\ 0 & -1 & 1 & -2 \\ 0 & -1 & 1 & -2 \end{pmatrix} \xrightarrow{R_3 \to R_3 - R_2} \begin{pmatrix} 1 & 1 & 0 & 1 \\ 0 & -1 & 1 & -2 \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

Nel primo passaggio si annulla la prima colonna sotto il pivot 11: R2−2R1=(2−2,1−2,1−0,0−2)=(0,−1,1,−2)R_2 - 2R_1 = (2 - 2, 1 - 2, 1 - 0, 0 - 2) = (0, -1, 1, -2) e R3−3R1=(3−3,2−3,1−0,1−3)=(0,−1,1,−2)R_3 - 3R_1 = (3 - 3, 2 - 3, 1 - 0, 1 - 3) = (0, -1, 1, -2). Nel secondo si annulla la seconda colonna sotto il pivot −1-1: R3−R2=(0,0,0,0)R_3 - R_2 = (0, 0, 0, 0).

Due righe non nulle: dim⁡U=2\dim U = 2. Che siano indipendenti si vede subito: a(1,1,0,1)+b(0,−1,1,−2)=(a,a−b,b,a−2b)=0⃗a(1, 1, 0, 1) + b(0, -1, 1, -2) = (a, a - b, b, a - 2b) = \vec 0 dà a=0a = 0 dalla prima componente e b=0b = 0 dalla terza. Una base è (1,1,0,1),(0,−1,1,−2)(1, 1, 0, 1), (0, -1, 1, -2); oppure, visto che lo scambio di righe non è servito e la riga nulla viene da u3u_3, anche u1,u2u_1, u_2 (si vede che u3=u1+u2u_3 = u_1 + u_2).

Se servono i generatori originali o una relazione di dipendenza (per esempio "u3=u1+u2u_3 = u_1 + u_2"), si risolve il sistema a1u1+a2u2+a3u3=0⃗a_1 u_1 + a_2 u_2 + a_3 u_3 = \vec 0 come in Combinazioni lineari e dipendenza lineareUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →, oppure si tiene traccia delle operazioni fatte: qui la terza riga si è annullata con R3−3R1−(R2−2R1)=R3−R2−R1R_3 - 3R_1 - (R_2 - 2R_1) = R_3 - R_2 - R_1, cioè u3−u2−u1=0⃗u_3 - u_2 - u_1 = \vec 0.

Passo 2. Dalle equazioni a una base

Si risolve il sistema omogeneo: si ricavano alcune incognite in funzione delle altre, che restano libere. La dimensione è il numero di incognite libereIn un sistema omogeneo ogni incognita libera dà un vettore di base: si pone quella incognita uguale a 1 e le altre libere uguali a 0.Dimensione →; una base si trova ponendo una incognita libera uguale a 11 e le altre libere uguali a 00.

Per WW: x1=−x2−x3−x4x_1 = -x_2 - x_3 - x_4 con x2,x3,x4x_2, x_3, x_4 libere, quindi dim⁡W=3\dim W = 3 e una base è

(−1,1,0,0),(−1,0,1,0),(−1,0,0,1).(-1, 1, 0, 0), \quad (-1, 0, 1, 0), \quad (-1, 0, 0, 1).

(Con x2=1x_2 = 1, x3=x4=0x_3 = x_4 = 0 si ha x1=−1x_1 = -1, e così via per le altre due.)

Controllo: in KnK^n, un sottospazio descritto da kk equazioni indipendenti ha dimensione n−kn - k (è il conto delle incognite libere; il caso generale è il teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →). Qui 4−1=34 - 1 = 3 ✓.

Passo 3. Da una base alle equazioni cartesiane

  1. Si scrive il vettore generico di UU come combinazione della base con parametri: le equazioni parametriche.
  2. Si eliminano i parametri: le relazioni che restano tra x1,…,xnx_1, \dots, x_n sono le equazioni cartesiane.
  3. Il numero di equazioni (indipendenti) deve essere n−dim⁡Un - \dim U.

Per UU con base u1,u2u_1, u_2:

(x1,x2,x3,x4)=a(1,1,0,1)+b(2,1,1,0)  ⟺  {x1=a+2bx2=a+bx3=bx4=a(x_1, x_2, x_3, x_4) = a(1, 1, 0, 1) + b(2, 1, 1, 0) \iff \begin{cases} x_1 = a + 2b \\ x_2 = a + b \\ x_3 = b \\ x_4 = a \end{cases}

Le ultime due danno subito i parametri: b=x3b = x_3, a=x4a = x_4. Sostituendo nelle prime due: x1=a+2b=x4+2x3x_1 = a + 2b = x_4 + 2x_3 e x2=a+b=x4+x3x_2 = a + b = x_4 + x_3; portando tutto a sinistra,

U:{x1−2x3−x4=0x2−x3−x4=0U : \begin{cases} x_1 - 2x_3 - x_4 = 0 \\ x_2 - x_3 - x_4 = 0 \end{cases}

Sono 4−2=24 - 2 = 2 equazioni ✓, e sono indipendenti (x1x_1 compare solo nella prima, x2x_2 solo nella seconda).

Perché descrivono proprio UU e non un sottospazio più grande. Ogni vettore di UU le soddisfa (ci si è arrivati partendo da un vettore generico di UU). Viceversa le soluzioni del sistema hanno x3,x4x_3, x_4 libere, quindi formano un sottospazio di dimensione 22 che contiene UU; avendo la stessa dimensione di UU, coincide con UU (conseguenza in DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →). Verifica: i vettori della base devono soddisfarle. u1u_1: 1−0−1=01 - 0 - 1 = 0, 1−0−1=01 - 0 - 1 = 0 ✓; u2u_2: 2−2−0=02 - 2 - 0 = 0, 1−1−0=01 - 1 - 0 = 0 ✓.

Consiglio: conviene cercare equazioni parametriche in cui qualche coordinata è un parametro (come x3=bx_3 = b, x4=ax_4 = a): l'eliminazione diventa una semplice sostituzione. Se non succede, si ricava un parametro da un'equazione e lo si sostituisce nelle altre.

Passo 4. Intersezione

Dipende da come sono dati i due sottospazi.

UU dato con WW dato con Come si calcola U∩WU \cap W
equazioni equazioni si mettono a sistema tutte le equazioni e lo si risolve
generatori equazioni si sostituisce il vettore generico a1u1+⋯+akuka_1 u_1 + \dots + a_k u_k nelle equazioni di WW e si trovano le condizioni sui aia_i
generatori generatori si impone a1u1+⋯=b1w1+…a_1 u_1 + \dots = b_1 w_1 + \dots (sistema nelle incognite ai,bja_i, b_j), oppure si passa prima alle equazioni

Nell'esempio, a sistema:

{x1−2x3−x4=0x2−x3−x4=0x1+x2+x3+x4=0\begin{cases} x_1 - 2x_3 - x_4 = 0 \\ x_2 - x_3 - x_4 = 0 \\ x_1 + x_2 + x_3 + x_4 = 0 \end{cases}

Dalle prime due x1=2x3+x4x_1 = 2x_3 + x_4, x2=x3+x4x_2 = x_3 + x_4; nella terza (2x3+x4)+(x3+x4)+x3+x4=4x3+3x4=0(2x_3 + x_4) + (x_3 + x_4) + x_3 + x_4 = 4x_3 + 3x_4 = 0, cioè x3=−34x4x_3 = -\frac34 x_4. Resta libera solo x4x_4: dim⁡(U∩W)=1\dim(U \cap W) = 1. Con x4=4x_4 = 4 (per evitare frazioni): x3=−3x_3 = -3, x1=−6+4=−2x_1 = -6 + 4 = -2, x2=−3+4=1x_2 = -3 + 4 = 1. Base di U∩WU \cap W: (−2,1,−3,4)(-2, 1, -3, 4).

Verifica: (−2,1,−3,4)(-2, 1, -3, 4) soddisfa le tre equazioni (−2+6−4=0-2 + 6 - 4 = 0, 1+3−4=01 + 3 - 4 = 0, −2+1−3+4=0-2 + 1 - 3 + 4 = 0) ✓.

Stesso risultato con il secondo metodo della tabella (generatori di UU, equazione di WW). Il vettore generico di UU è au1+bu2=(a+2b,a+b,b,a)a u_1 + b u_2 = (a + 2b, a + b, b, a); sostituito nell'equazione di WW dà (a+2b)+(a+b)+b+a=3a+4b=0(a + 2b) + (a + b) + b + a = 3a + 4b = 0. Con a=4a = 4, b=−3b = -3 (di nuovo per evitare frazioni): 4(1,1,0,1)−3(2,1,1,0)=(4−6,4−3,0−3,4−0)=(−2,1,−3,4)4(1, 1, 0, 1) - 3(2, 1, 1, 0) = (4 - 6, 4 - 3, 0 - 3, 4 - 0) = (-2, 1, -3, 4) ✓. Una sola condizione su due parametri lascia un parametro libero: dim⁡(U∩W)=1\dim(U \cap W) = 1.

Passo 5. Somma

La somma è generata dall'unione dei generatori: U+W=⟨u1,u2,w1,w2,w3⟩U + W = \langle u_1, u_2, w_1, w_2, w_3 \rangle; poi si estrae una base (passo 1). Ma quasi sempre conviene la formula di Grassmanndim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W).Formula di Grassmann e somma diretta →:

dim⁡(U+W)=2+3−1=4=dim⁡R4,\dim(U + W) = 2 + 3 - 1 = 4 = \dim \mathbb{R}^4,

quindi U+W=R4U + W = \mathbb{R}^4 (un sottospazio di dimensione 44 in uno spazio di dimensione 44 è tutto lo spazio, per DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →) e una base è la base canonica. Controllo senza Grassmann: u1=(1,1,0,1)u_1 = (1, 1, 0, 1) non sta in WW (1+1+0+1=3≠01 + 1 + 0 + 1 = 3 \ne 0), quindi U+WU + W contiene propriamente WW e ha dimensione >3> 3, cioè 44. Se invece dim⁡(U+W)<n\dim(U + W) < n, si prendono una base di UU e si aggiungono vettori di WW finché si arriva a dim⁡(U+W)\dim(U + W) vettori indipendenti.

Controlli da fare sempre

  • La dimensione trovata con le equazioni (n−n - numero di equazioni indipendenti) coincide con quella trovata con i generatori.
  • I vettori di base soddisfano le equazioni cartesiane.
  • Il vettore trovato per l'intersezione soddisfa le equazioni di entrambi i sottospazi.
  • dim⁡(U∩W)≤min⁡(dim⁡U,dim⁡W)\dim(U \cap W) \le \min(\dim U, \dim W) e dim⁡(U+W)≤n\dim(U + W) \le n.

Errori comuni

  • Mettere a sistema le equazioni per trovare la somma: a sistema si ottiene l'intersezione.
  • Unire le basi per trovare l'intersezione: unendo le basi si genera la somma.
  • Dimenticare di estrarre una base dall'unione dei generatori: i generatori uniti sono spesso dipendenti (lo sono sicuramente se l'intersezione non è nulla).
  • Prendere come base dell'intersezione il vettore nullo: se l'unica soluzione è 0⃗\vec 0, l'intersezione ha dimensione 00 e base vuota.

Versione ripasso

Un sottospazio U⊆KnU \subseteq K^n si presenta come generatoriUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → o come equazioni cartesianeUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → (sistema omogeneo).

Esempio guida in R4\mathbb{R}^4: U=⟨u1,u2,u3⟩U = \langle u_1, u_2, u_3 \rangle con u1=(1,1,0,1)u_1 = (1,1,0,1), u2=(2,1,1,0)u_2 = (2,1,1,0), u3=(3,2,1,1)u_3 = (3,2,1,1) e W:x1+x2+x3+x4=0W : x_1 + x_2 + x_3 + x_4 = 0.

Passo 1. Dai generatori a una base

Scrivere i generatori come righe di una matrice e ridurla a scala con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →.

  • Principio: Le operazioni elementari sulle righe preservano il sottospazio generato.
  • Le righe non nulle della matrice finale formano una base.
  • Esempio: le righe u1,u2,u3u_1, u_2, u_3 si riducono a (1,1,0,1)(1,1,0,1), (0,−1,1,−2)(0,-1,1,-2), 00: dim⁡U=2\dim U = 2, e la riga nulla dà u3=u1+u2u_3 = u_1 + u_2.
  • Per trovare relazioni di dipendenza: si risolve a1u1+⋯+akuk=0⃗a_1 u_1 + \dots + a_k u_k = \vec{0} o si tiene traccia delle operazioni effettuate.

Passo 2. Dalle equazioni a una base

Risolvere il sistema omogeneo. Le incognite libereTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → determinano la dimensione.

  • Procedura: Esprimere le incognite dipendenti in funzione di quelle libere. Ponendo ogni incognita libera uguale a 1 (e le altre a 0) si ottiene un vettore di base.
  • Controllo: In KnK^n, se ho kk equazioni indipendenti, la dimensione è n−kn - k. Esempio: WW dà x1=−x2−x3−x4x_1 = -x_2 - x_3 - x_4, base (−1,1,0,0),(−1,0,1,0),(−1,0,0,1)(-1,1,0,0), (-1,0,1,0), (-1,0,0,1), dim⁡W=3\dim W = 3.

Passo 3. Da una base alle equazioni cartesiane

  1. Scrivere il vettore generico v=∑αiuiv = \sum \alpha_i u_i (equazioni parametriche).
  2. Eliminare i parametri aia_i per ottenere relazioni tra le coordinate xjx_j.
  3. Numero equazioni necessarie: n−dim⁡Un - \dim U. Consiglio: scegliere parametri che coincidano con le coordinate per facilitare la sostituzione. Esempio: (x1,x2,x3,x4)=au1+bu2(x_1,x_2,x_3,x_4) = a u_1 + b u_2 dà x3=bx_3 = b, x4=ax_4 = a, quindi U:x1−2x3−x4=0, x2−x3−x4=0U : x_1 - 2x_3 - x_4 = 0,\ x_2 - x_3 - x_4 = 0 (verifica: u1u_1, u2u_2 le soddisfano).

Passo 4. Intersezione

  • Equazioni ∩\cap Equazioni: Mettere a sistema tutte le equazioni.
  • Generatori ∩\cap Equazioni: Sostituire il generico vettore di UU (a1u1+…a_1 u_1 + \dots) nelle equazioni di WW e risolvere per aia_i.
  • Generatori ∩\cap Generatori: Uguagliare le combinazioni lineari o passare alle equazioni.
  • Esempio (U∩WU \cap W, tutto a sistema): x1=2x3+x4x_1 = 2x_3 + x_4, x2=x3+x4x_2 = x_3 + x_4 e la terza equazione danno 4x3+3x4=04x_3 + 3x_4 = 0; con x4=4x_4 = 4: base (−2,1,−3,4)(-2, 1, -3, 4), dim⁡(U∩W)=1\dim(U \cap W) = 1.

Passo 5. Somma

U+WU + W è generato dall'unione dei generatori di UU e WW.

Errori tipici

  • Somma vs Intersezione: Mettere a sistema le equazioni dà l'intersezione; unire i generatori dà la somma.
  • Basi: Dimenticare di estrarre una base dall'unione dei generatori (spesso dipendenti).
  • Intersezione: Se il sistema ha solo la soluzione nulla, la dimensione è 00 (base vuota).

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