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Note per Studenti Esercizio 81 · base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile

Esercizio 81base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile

Esame
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Testo (Appello del 14 giugno 2022, esercizio 3). Nello spazio vettoriale euclideo R4\mathbb{R}^4, dotato del prodotto scalare usuale, sia UU il sottospazio generato dai vettori u1=(1,0,2,−2)u_1 = (1, 0, 2, -2), u2=(0,1,−4,5)u_2 = (0, 1, -4, 5).

  • (a) Trovare una base ortogonale di UU.
  • (b) Scrivere le equazioni cartesiane di U⊥U^\perp e trovare una sua base.
  • (c) Dato v=(−1,4,0,4)∈R4v = (-1, 4, 0, 4) \in \mathbb{R}^4, determinare la sua proiezione ortogonale su UU.
  • (d) Si dica se esiste un sottospazio W⊂R4W \subset \mathbb{R}^4 tale che la proiezione ortogonale di vv su WW sia il vettore w=(1,1,−2,0)w = (1, 1, -2, 0).

Teoria usata: Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →.


(a) Base ortogonale di UU

u1u_1 e u2u_2 non sono proporzionali (basta guardare le prime due componenti: (1,0)(1, 0) e (0,1)(0, 1)), e due vettori non proporzionali sono linearmente indipendentiDue vettori sono dipendenti se e solo se uno è multiplo dell'altro.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →: generano UU e sono indipendenti, quindi sono una base di UU e dim⁡U=2\dim U = 2. Sono ortogonali?

u1⋅u2=1⋅0+0⋅1+2⋅(−4)+(−2)⋅5=−8−10=−18≠0.u_1 \cdot u_2 = 1 \cdot 0 + 0 \cdot 1 + 2 \cdot (-4) + (-2) \cdot 5 = -8 - 10 = -18 \ne 0 .

No. Si applica Gram-SchmidtSi tiene u₁ e si sostituisce u₂ con u₂ + αu₁, scegliendo α in modo che il nuovo vettore sia ortogonale a u₁.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →: u1′=u1u_1' = u_1, u2′=u2+αu1u_2' = u_2 + \alpha u_1 con

α=−u1⋅u2u1⋅u1=−−181+0+4+4=189=2.\alpha = -\frac{u_1 \cdot u_2}{u_1 \cdot u_1} = -\frac{-18}{1 + 0 + 4 + 4} = \frac{18}{9} = 2 .

u2′=(0,1,−4,5)+2(1,0,2,−2)=(0+2, 1+0, −4+4, 5−4)=(2,1,0,1).u_2' = (0, 1, -4, 5) + 2(1, 0, 2, -2) = (0 + 2,\ 1 + 0,\ -4 + 4,\ 5 - 4) = (2, 1, 0, 1).

u2′u_2' è combinazione di u1u_1 e u2u_2, quindi sta in UU; e {u1,u2′}\{u_1, u_2'\} genera ancora UU, perché da u2′=u2+2u1u_2' = u_2 + 2u_1 si riottiene u2=u2′−2u1u_2 = u_2' - 2u_1.

Controllo: u1⋅u2′=2+0+0−2=0u_1 \cdot u_2' = 2 + 0 + 0 - 2 = 0 ✓.

Risultato (a): {u1′,u2′}={(1,0,2,−2), (2,1,0,1)}\{u_1', u_2'\} = \{(1, 0, 2, -2),\ (2, 1, 0, 1)\}.


(b) Equazioni e base di U⊥U^\perp

Un vettore x=(x1,x2,x3,x4)x = (x_1, x_2, x_3, x_4) sta in U⊥U^\perp se e solo se è ortogonale ai vettori di una base di UU (basta controllare la baseSe x è ortogonale a ogni vettore di una base di U, allora è ortogonale a ogni loro combinazione lineare, cioè a tutto U.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →). Usando la base ortogonale appena trovata (va bene qualunque base, ma questa ha numeri piccoli):

U⊥:{x1+2x3−2x4=0(x⋅u1′=0)2x1+x2+x4=0(x⋅u2′=0)U^\perp: \begin{cases} x_1 + 2x_3 - 2x_4 = 0 & (x \cdot u_1' = 0) \\ 2x_1 + x_2 + x_4 = 0 & (x \cdot u_2' = 0) \end{cases}

Base. Le righe dei coefficienti (1,0,2,−2)(1, 0, 2, -2) e (2,1,0,1)(2, 1, 0, 1) non sono proporzionali: il sistema ha rango 22 e, per Rouché-CapelliUn sistema omogeneo in n incognite con matrice di rango r ha come soluzioni un sottospazio di dimensione n − r.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →, dim⁡U⊥=4−2=2\dim U^\perp = 4 - 2 = 2 (coerente con dim⁡U+dim⁡U⊥=4\dim U + \dim U^\perp = 4). Si tengono liberi x1x_1 e x4x_4:

  • dalla seconda: x2=−2x1−x4x_2 = -2x_1 - x_4;
  • dalla prima: 2x3=−x1+2x42x_3 = -x_1 + 2x_4, cioè x3=−12x1+x4x_3 = -\frac12 x_1 + x_4.

Ponendo (x1,x4)=(2,0)(x_1, x_4) = (2, 0) (il 22 evita la frazione): x2=−4x_2 = -4, x3=−1x_3 = -1, cioè (2,−4,−1,0)(2, -4, -1, 0); ponendo (x1,x4)=(0,1)(x_1, x_4) = (0, 1): x2=−1x_2 = -1, x3=1x_3 = 1, cioè (0,−1,1,1)(0, -1, 1, 1).

Risultato (b): una base di U⊥U^\perp è {(2,−4,−1,0), (0,−1,1,1)}\{(2, -4, -1, 0),\ (0, -1, 1, 1)\}.

Controllo: (2,−4,−1,0)⋅u1=2−2=0(2, -4, -1, 0) \cdot u_1 = 2 - 2 = 0 ✓, ⋅ u2=−4+4=0\cdot\, u_2 = -4 + 4 = 0 ✓; (0,−1,1,1)⋅u1=2−2=0(0, -1, 1, 1) \cdot u_1 = 2 - 2 = 0 ✓, ⋅ u2=−1−4+5=0\cdot\, u_2 = -1 - 4 + 5 = 0 ✓.


(c) Proiezione di vv su UU

Avendo una base ortogonale di UU, la proiezione si calcola direttamente con la formula

pU(v)=v⋅u1′u1′⋅u1′ u1′+v⋅u2′u2′⋅u2′ u2′,p_U(v) = \frac{v \cdot u_1'}{u_1' \cdot u_1'}\, u_1' + \frac{v \cdot u_2'}{u_2' \cdot u_2'}\, u_2' ,

che vale solo se u1′⊥u2′u_1' \perp u_2' (è il motivo per cui il punto (a) viene prima). Il perché: si cerca pU(v)=c1u1′+c2u2′p_U(v) = c_1 u_1' + c_2 u_2' con v−pU(v)v - p_U(v) ortogonale a u1′u_1'; moltiplicando scalarmente per u1′u_1' si ottiene v⋅u1′−c1(u1′⋅u1′)−c2(u2′⋅u1′)=0v \cdot u_1' - c_1 (u_1' \cdot u_1') - c_2 (u_2' \cdot u_1') = 0, e il termine con c2c_2 sparisce proprio perché u2′⋅u1′=0u_2' \cdot u_1' = 0. Resta c1=v⋅u1′u1′⋅u1′c_1 = \frac{v \cdot u_1'}{u_1' \cdot u_1'}, e allo stesso modo per c2c_2 (Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →).

  • v⋅u1′=(−1)⋅1+4⋅0+0⋅2+4⋅(−2)=−1−8=−9v \cdot u_1' = (-1) \cdot 1 + 4 \cdot 0 + 0 \cdot 2 + 4 \cdot (-2) = -1 - 8 = -9,  u1′⋅u1′=1+0+4+4=9\ u_1' \cdot u_1' = 1 + 0 + 4 + 4 = 9: coefficiente −1-1;
  • v⋅u2′=−2+4+0+4=6v \cdot u_2' = -2 + 4 + 0 + 4 = 6,  u2′⋅u2′=4+1+0+1=6\ u_2' \cdot u_2' = 4 + 1 + 0 + 1 = 6: coefficiente 11.

pU(v)=−u1′+u2′=(−1,0,−2,2)+(2,1,0,1)=(1,1,−2,3).p_U(v) = -u_1' + u_2' = (-1, 0, -2, 2) + (2, 1, 0, 1) = (1, 1, -2, 3).

Controllo (il metodo del prof, che non richiede la base ortogonale): v−pU(v)=(−2,3,2,1)v - p_U(v) = (-2, 3, 2, 1) deve stare in U⊥U^\perp. Equazioni: −2+4−2=0-2 + 4 - 2 = 0 ✓ e −4+3+1=0-4 + 3 + 1 = 0 ✓.

Risultato (c): pU(v)=(1,1,−2,3)p_U(v) = (1, 1, -2, 3).


(d) Esiste WW con pW(v)=(1,1,−2,0)p_W(v) = (1, 1, -2, 0)?

Se ww fosse la proiezione di vv su un certo WW, si avrebbe v=w+w′′v = w + w'' con w∈Ww \in W e w′′=v−w∈W⊥w'' = v - w \in W^\perp. In particolare w′′w'' dovrebbe essere ortogonale a ww (perché w∈Ww \in W). È una condizione necessaria che non dipende da chi sia WW: controlliamola.

w′′=v−w=(−1−1, 4−1, 0+2, 4−0)=(−2,3,2,4),w'' = v - w = (-1 - 1,\ 4 - 1,\ 0 + 2,\ 4 - 0) = (-2, 3, 2, 4), w⋅w′′=−2+3−4+0=−3≠0.w \cdot w'' = -2 + 3 - 4 + 0 = -3 \ne 0 .

La condizione fallisce, quindi nessun sottospazio WW ha ww come proiezione di vv.

Il significato geometrico: la proiezione ww, il vettore vv e l'origine formano un triangolo rettangolo con l'angolo retto in ww (il "cateto" ww e il "cateto" v−wv - w sono perpendicolari). Qui l'angolo in ww non è retto.

I vettori vv e ww stanno in R4\mathbb{R}^4, ma il triangolo di vertici 00, ww, vv sta nel piano ⟨v,w⟩\langle v, w \rangle e si può disegnare. Si usa come primo asse la direzione di ww (∥w∥=1+1+4+0=6≈2,45\|w\| = \sqrt{1 + 1 + 4 + 0} = \sqrt6 \approx 2{,}45); la componente di vv lungo ww è v⋅w∥w∥=36≈1,22\frac{v \cdot w}{\|w\|} = \frac{3}{\sqrt6} \approx 1{,}22 e quella perpendicolare è ∥v∥2−96=33−1,5≈5,61\sqrt{\|v\|^2 - \frac{9}{6}} = \sqrt{33 - 1{,}5} \approx 5{,}61 (Pitagora, con ∥v∥2=1+16+0+16=33\|v\|^2 = 1 + 16 + 0 + 16 = 33).

Grafico interattivo: Nel piano di v e w: il piede della perpendicolare da v sulla retta di w è il punto a distanza 1,22 dall'origine, non w (a distanza 2,45); l'angolo in w tra w e v − w non è retto

(Il disegno mostra il caso di W=⟨w⟩W = \langle w \rangle; per un WW qualsiasi la condizione w⊥(v−w)w \perp (v - w) è la stessa, ed è quella che fallisce.)

(Il viceversa vale: se fosse w⋅(v−w)=0w \cdot (v - w) = 0 con w≠0w \ne 0, basterebbe prendere W=⟨w⟩W = \langle w \rangle.)


Errori comuni

  • Usare la formula ∑v⋅uiui⋅uiui\sum \frac{v \cdot u_i}{u_i \cdot u_i} u_i con una base non ortogonale: con u1,u2u_1, u_2 originali darebbe un risultato sbagliato.
  • Scrivere le equazioni di U⊥U^\perp con le componenti di vettori che non generano UU (per esempio un solo vettore): servono tutti i vettori di una base di UU.
  • Nel punto (d) cercare WW per tentativi: basta la condizione necessaria w⊥(v−w)w \perp (v - w).

Versione ripasso

Testo. Nello spazio vettoriale euclideo R4\mathbb{R}^4, dotato del prodotto scalare usuale, sia UU il sottospazio generato dai vettori u1=(1,0,2,−2)u_1 = (1, 0, 2, -2), u2=(0,1,−4,5)u_2 = (0, 1, -4, 5).

  • (a) Trovare una base ortogonale di UU.
  • (b) Scrivere le equazioni cartesiane di U⊥U^\perp e trovare una sua base.
  • (c) Dato v=(−1,4,0,4)∈R4v = (-1, 4, 0, 4) \in \mathbb{R}^4, determinare la sua proiezione ortogonale su UU.
  • (d) Si dica se esiste un sottospazio W⊂R4W \subset \mathbb{R}^4 tale che la proiezione ortogonale di vv su WW sia il vettore w=(1,1,−2,0)w = (1, 1, -2, 0).

(a) Base ortogonale

Si usa Gram-SchmidtSi tiene u1u_1 e si sostituisce u2u_2 con u2+αu1u_2 + \alpha u_1 con α=−u1⋅u2u1⋅u1\alpha = -\frac{u_1 \cdot u_2}{u_1 \cdot u_1}Basi ortonormali e Gram-Schmidt →.

  1. α=−−189=2\alpha = -\frac{-18}{9} = 2.
  2. u2′=u2+2u1=(0,1,−4,5)+(2,0,4,−4)=(2,1,0,1)u_2' = u_2 + 2u_1 = (0, 1, -4, 5) + (2, 0, 4, -4) = (2, 1, 0, 1). Risultato: {(1,0,2,−2),(2,1,0,1)}\{(1, 0, 2, -2), (2, 1, 0, 1)\}.

(b) Equazioni e base di U⊥U^\perp

Si impone l'ortogonalità ai vettori della base ortogonale: U⊥:{x1+2x3−2x4=02x1+x2+x4=0U^\perp: \begin{cases} x_1 + 2x_3 - 2x_4 = 0 \\ 2x_1 + x_2 + x_4 = 0 \end{cases} Per la base, si isolano le variabili libere x1,x4x_1, x_4:

  • (x1,x4)=(2,0)→(2,−4,−1,0)(x_1, x_4) = (2, 0) \to (2, -4, -1, 0)
  • (x1,x4)=(0,1)→(0,−1,1,1)(x_1, x_4) = (0, 1) \to (0, -1, 1, 1) Risultato: {(2,−4,−1,0),(0,−1,1,1)}\{(2, -4, -1, 0), (0, -1, 1, 1)\}.

(c) Proiezione di vv su UU

Con base ortogonale {u1′,u2′}\{u_1', u_2'\}: pU(v)=v⋅u1′∥u1′∥2u1′+v⋅u2′∥u2′∥2u2′=−99u1′+66u2′=−u1′+u2′p_U(v) = \frac{v \cdot u_1'}{\|u_1'\|^2}u_1' + \frac{v \cdot u_2'}{\|u_2'\|^2}u_2' = \frac{-9}{9}u_1' + \frac{6}{6}u_2' = -u_1' + u_2' pU(v)=−(1,0,2,−2)+(2,1,0,1)=(1,1,−2,3).p_U(v) = - (1, 0, 2, -2) + (2, 1, 0, 1) = (1, 1, -2, 3).

(d) Esistenza sottospazio WW

Condizione necessaria: la proiezione ww e l'errore v−wv-w devono essere ortogonali (w⊥(v−w)w \perp (v-w)).

  1. v−w=(−1−1,4−1,0+2,4−0)=(−2,3,2,4)v - w = (-1 - 1, 4 - 1, 0 + 2, 4 - 0) = (-2, 3, 2, 4).
  2. w⋅(v−w)=(1,1,−2,0)⋅(−2,3,2,4)=−2+3−4+0=−3≠0w \cdot (v-w) = (1, 1, -2, 0) \cdot (-2, 3, 2, 4) = -2 + 3 - 4 + 0 = -3 \neq 0. Risultato: Non esiste tale sottospazio.

Errori tipici

  • Usare la formula della proiezione su base non ortogonale.
  • Dimenticare che ww e v−wv-w devono essere ortogonali (condizione geometrica fondamentale).

Teoria collegata