Teorema spettrale e forme quadratiche
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Lezione 38 (videolezione n. 38). Prerequisiti: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →, Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →. Esercizi: Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale, Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025), Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica.
In tutta la nota ha il prodotto scalare usuale .
Funzioni lineari simmetriche
Definizione. Una funzione lineare è simmetrica se
Esempio. è simmetrica: , e dà gli stessi quattro termini.
Cioè: si può "spostare" da un lato all'altro del prodotto scalare.
Basta controllarlo su una base. Se per tutti i vettori di una base, vale per tutti i vettori: entrambi i membri sono bilineari in , quindi sono determinati dai valori sulle coppie di vettori di base (come una forma bilineare è determinata dalla sua matrice).
Legame con le matrici simmetriche. Sia la matrice di rispetto alla base canonica, così che . Allora
Le due espressioni sono uguali per ogni se e solo se (prendendo , si ottiene ). Quindi:
è simmetrica la sua matrice rispetto alla base canonica è simmetrica.
Lo stesso vale rispetto a qualunque base ortonormale, ma non rispetto a una base qualsiasi: il conto sopra usa che il prodotto scalare in coordinate sia , e questo è vero solo nelle basi ortonormali. Per esempio con è simmetrica, ma nella base ha matrice (con ), che non è simmetrica. Conti (Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →): , (formula dell'inversa con ), e ha prima riga e seconda riga .
Due proprietà degli autovalori
1. Gli autovalori di una matrice simmetrica reale sono reali. È dimostrato nella nota DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → (lezione 25), usando i numeri complessiI numeri complessi estendono i reali introducendo l'unità immaginaria $i$ ($i^2 = -1$) e possono essere rappresentati in forma algebrica, trigonometrica o polare. Tramite la formula di Eulero e le proprietà del modulo e dell'argomento, è possibile calcolare agilmente prodotti, potenze e radici ennesime.Numeri complessi →: si prende un autovalore con autovettore complesso e si mostra che . Quindi il polinomio caratteristico di una matrice simmetrica si scompone sempre in fattori di primo grado su .
2. Autovettori di autovalori distinti sono ortogonali. Siano e con . Si calcola in due modi:
dove nel primo si è usato e la linearità del prodotto scalare, nel secondo la simmetria e poi . Sottraendo: , e siccome , si ha . ∎
Per una matrice qualsiasi autovettori di autovalori distinti sono solo linearmente indipendentiUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →; per una simmetrica sono addirittura ortogonali. È il cuore del teorema.
Il teorema spettrale
Teorema spettrale. Sia lineare. Sono equivalenti:
- è simmetrica;
- esiste una base ortonormale di formata da autovettori di .
In termini di matrici: è simmetrica se e solo se esiste una matrice ortogonale () tale che
Esempio. è simmetrica: è ortogonale e . Da dove viene: ; per , dà , autovettore ; per , dà , autovettore . I due sono ortogonali e hanno norma : divisi per sono le colonne di .
Si dice che è ortogonalmente diagonalizzabile.
(2) ⇒ (1), la parte facile. Se è ortogonale e , allora e
perché una matrice diagonale è uguale alla sua trasposta. Quindi è simmetrica. Questa direzione dice che solo le matrici simmetriche hanno una base ortonormale di autovettori: per esempio è diagonalizzabile (autovalori distinti) ma i suoi autovettori e non sono ortogonali, e non c'è modo di sceglierli ortogonali. (Per : dà ; per : dà . Ogni autospazio è una retta, quindi gli unici autovettori sono i multipli di e di , e .)
(1) ⇒ (2), idea della dimostrazione (per induzione su ).
- Per la proprietà 1 ha un autovalore reale ; si prende un autovettore di norma .
- Si considera , che ha dimensione (dimensione dell'ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →). manda in sé: se , cioè , allora quindi .
- La restrizione di a è ancora simmetrica, e ha dimensione : per induzione ha una base ortonormale di autovettori.
- è una base ortonormale di di autovettori ( è ortogonale a tutti perché gli altri stanno in ). ∎
Conseguenze.
- Ogni matrice simmetrica reale è diagonalizzabile, e per ogni autovalore molteplicità geometrica e algebrica coincidono: non serve controllarle (è il criterio di diagonalizzabilitàUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → letto al contrario: una base di autovettori esiste, quindi le molteplicità coincidono).
- Gli autospazi di autovalori diversi sono ortogonali tra loro, e la loro somma è tutto .
Come si trova la base ortonormale di autovettori
- Si calcolano gli autovalori (tutti reali).
- Per ogni autovalore si trova una base dell'autospazio .
- Dentro ogni autospazio si applica Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → e si normalizza. Per un autovalore semplice basta normalizzare l'unico vettore.
- Si mettono insieme le basi ortonormali dei vari autospazi: sono già ortogonali tra loro per la proprietà 2, quindi non serve Gram-Schmidt tra autospazi diversi.
- = matrice con questi vettori in colonna (nello stesso ordine degli autovalori in ).
Il punto 3 è l'unico lavoro in più rispetto alla diagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → normale, e serve solo per autovalori multipli: due autovettori indipendenti dello stesso autospazio non sono in genere ortogonali.
Esempio. .
- Polinomio caratteristico: (due numeri con somma e prodotto ). Autovalori e .
- (la seconda riga è volte la prima, resta , cioè ); (resta , cioè ).
- Controllo della proprietà 2: ✓.
- Si normalizzano (entrambi hanno norma ):
(Controllo senza fare il prodotto: e , quindi le colonne di sono autovettori di e .)
ha determinante : è una rotazione del piano, di un angolo con e , cioè (vedi Funzioni trigonometriche e loro inverseSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →): la prima colonna è e la seconda . Se fosse venuto bastava cambiare segno a una colonna. Per un esempio con un autovalore doppio vedi Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale.
Forme quadratiche
Definizione. Una forma quadratica su è un polinomio omogeneo di grado nelle variabili :
Esempio. si scrive con : il coefficiente del termine misto si divide a metà.
Ogni forma quadratica si scrive in un solo modo come con simmetrica: si mettono i coefficienti dei quadrati sulla diagonale e si divide a metà il coefficiente di ogni termine misto tra le posizioni e . Quindi forme quadratiche e forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche → sono la stessa cosa:
(La seconda formula si verifica sviluppando per bilinearità , usando la simmetria: si porta a sinistra e si divide per .)
Esempio: ha matrice , quella dell'esempio sopra.
Forma canonica di una forma quadratica
Con il cambio di coordinate , dove è la matrice ortogonale del teorema spettrale:
(Il secondo passaggio usa ; l'ultimo il fatto che con una matrice diagonale , perché non ci sono termini misti.)
Ogni forma quadratica, con una rotazione degli assi (cambio tra basi ortonormali), diventa una somma di quadrati i cui coefficienti sono gli autovalori di . I nuovi assi sono le direzioni degli autovettori.
Il cambio è ortogonale, quindi conserva distanze e angoli: le figure descritte da (per esempio ) non vengono deformate, solo ruotate. È ciò che serve per riconoscere coniche e quadriche.
Esempio. Per si ha , con (da moltiplicando per ), cioè , (le righe di sono le colonne di ). Verifica in un punto: per , , e dà ✓.
- Segno: coefficienti , definita positiva (vedi Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →).
- La curva diventa , cioè (dividendo per ) : un'ellisse con semiassi (nella direzione di ) e (nella direzione di ). I semiassi si leggono ponendo a zero l'altra coordinata: dà , dà (vedi anche Coniche e quadricheUna conica è l'insieme dei punti del piano che annullano un polinomio di grado 2 in x, y. Con una traslazione (che elimina i termini di primo grado) e una rotazione data dal teorema spettrale (che elimina il termine xy) diventa una forma canonica: ellisse, iperbole o parabola, oppure un caso degenere. Il tipo si legge dai determinanti della matrice 3×3 completa e della parte quadratica 2×2. Circonferenze e sfere; cenni alle quadriche.Coniche e quadriche →).
Controllo su un punto: (autovettore di norma ) dà ✓, cioè quel punto sta sull'ellisse a distanza dall'origine.
Grafico interattivo: La curva 5x² + 4xy + 2y² = 6: ellisse con semiassi 1 lungo (2, 1) e √6 lungo (−1, 2); gli assi coincidono con le direzioni degli autovettori
Se un autovalore è negativo, per esempio (matrice , autovalori e , autovettori e ), la forma canonica è : indefinita, e la curva è un'iperbole. Conti: ; dà , autovettore ; dà , autovettore . Nelle coordinate la curva incontra l'asse in (i vertici, lungo ) e non incontra l'asse ( non ha soluzioni); gli asintoti sono le rette , cioè . Nelle coordinate di partenza dà .
Grafico interattivo: La curva x² + 4xy − 2y² = 1 è un'iperbole: i rami sono attorno all'autovettore (2, 1), relativo all'autovalore positivo 2, e le due rette tratteggiate (q = 0) sono gli asintoti
Massimo e minimo di sulla sfera
Se allora anche ( conserva la norma), e
È una media pesata degli autovalori, quindi sta tra il più piccolo e il più grande:
con il massimo raggiunto sugli autovettori di e il minimo su quelli di . Il perché in una riga: con i pesi di somma , , e allo stesso modo . Nell'esempio, sulla circonferenza unitaria varia tra e .
Parametrizzando la circonferenza con si vede direttamente: (con , , ). L'ampiezza dell'oscillazione è , quindi va da a ; il massimo è in , cioè nella direzione di .
Grafico interattivo: q(cos t, sin t) = 5cos²t + 4 cos t sin t + 2sin²t sulla circonferenza unitaria: oscilla tra λ_min = 1 e λ_max = 6; il massimo è in t = arctan(1/2) ≈ 0,46 (direzione dell'autovettore (2, 1)) e il minimo un quarto di giro dopo (direzione di (−1, 2))
Lo stesso risultato si ottiene in analisi con i moltiplicatori di LagrangeGli estremi di f sul vincolo g = c si cercano per sostituzione, per parametrizzazione o con i moltiplicatori di Lagrange: se f, g sono C¹, P0 è un estremo vincolato e ∇g(P0) ≠ 0, esiste λ con ∇f(P0) = λ∇g(P0) (curva di livello di f tangente al vincolo). Si risolve il sistema ∇f = λ∇g, g = c, si aggiungono i punti del vincolo con ∇g = 0 e si confrontano i valori; se il vincolo è compatto, Weierstrass garantisce massimo e minimo.Massimi e minimi vincolati e moltiplicatori di Lagrange →: il gradiente di è e quello del vincolo è , quindi la condizione "gradienti paralleli" è : i punti critici di sulla sfera sono esattamente gli autovettori di norma , e il valore di in essi è , l'autovalore.
Riepilogo
| matrice qualsiasi | matrice simmetrica reale | |
|---|---|---|
| autovalori | anche complessi | sempre reali |
| autovettori di autovalori distinti | indipendenti | ortogonali |
| diagonalizzabile | non sempre | sempre |
| matrice | invertibile, | ortogonale, |
| come forma quadratica | — | in assi ruotati |
Errori comuni
- Dimenticare Gram-Schmidt dentro un autospazio di dimensione : i due vettori trovati risolvendo il sistema in genere non sono ortogonali, e non viene ortogonale.
- Fare Gram-Schmidt su tutti gli autovettori insieme: si mescolano autospazi diversi e i vettori ottenuti non sono più autovettori. Va fatto separatamente in ogni autospazio (tra autospazi diversi l'ortogonalità è automatica).
- Dimenticare di normalizzare: con colonne ortogonali ma non di norma , .
- Credere che la matrice di una funzione simmetrica sia simmetrica in ogni base: solo nelle basi ortonormali.
- Mettere in gli autovalori in un ordine diverso dalle colonne di .
Versione ripasso
Funzioni lineari simmetriche
Definizione. Una funzione lineare è simmetrica se per ogni .
- Legame con le matrici: è simmetrica la sua matrice rispetto alla base canonica (o qualunque base ortonormaleUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →) è simmetrica ().
- Basta controllarlo su una base. Perché: e sono uguali per ogni se e solo se ; il conto usa , valido solo nelle basi ortonormali (non in una base qualsiasi).
- Proprietà 1: Gli autovalori di una matrice simmetrica reale sono sempre reali (DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →).
- Proprietà 2: Autovettori relativi ad autovalori distinti sono ortogonali. Dimostrazione: da e , segue .
Il teorema spettrale
Teorema spettrale. è simmetrica esiste una base ortonormale di formata da autovettori di . In termini di matrici: è simmetrica esiste ortogonale () tale che (diagonale).
(2) ⇒ (1): se allora e : solo le simmetriche hanno una base ortonormale di autovettori (es. è diagonalizzabile ma ha autovettori , non ortogonali). Conseguenze: ogni simmetrica reale è diagonalizzabile con ; gli autospazi sono ortogonali e sommano a .
Idea dimostrazione (1) ⇒ (2): Per induzione su , si prende un autovettore , si considera il suo complemento ortogonale (che è invariante per poiché è simmetrica) e si applica l'ipotesi induttiva alla restrizione di su .
Procedura per la base ortonormale
- Calcolare autovalori e relativi autospazi.
- Dentro ogni autospazio: applicare Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → se la dimensione è e normalizzare ogni vettore.
- Tra autospazi diversi: nessuna operazione (l'ortogonalità è garantita).
- è la matrice avente tali vettori come colonne.
Esempio. : , autovalori e ; , (ortogonali: , norma ). Allora , , (rotazione). Con autovalori multipli: Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale.
Forme quadratiche
Una forma quadratica è un polinomio omogeneo di grado 2: con simmetrica (quadrati sulla diagonale, ogni termine misto diviso a metà tra e ). È equivalente a una forma bilineare simmetricaUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →: , . Esempio: ha matrice .
Con il cambio di coordinate ( ortogonale), si ottiene la forma canonica: I nuovi assi sono le direzioni degli autovettori; il cambio conserva distanze e angoli (rotazione). Esempio: (definita positiva, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →), la curva è l'ellisse con semiassi (lungo ) e (lungo ). Con un autovalore negativo (es. , autovalori ) si ha un'iperbole. Per sulla sfera unitaria (), vale .
Errori tipici
- Gram-Schmidt: applicarlo tra autospazi diversi (inutile) o dimenticarlo dentro autospazi con dimensione .
- Normalizzazione: dimenticare di normalizzare i vettori (P deve essere ortogonale, ).
- Base: credere che la matrice sia simmetrica in basi non ortonormali.
- Ordine: non far corrispondere l'ordine degli autovalori in con quello dei vettori in .
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 70 · sistema di equazioni differenziali con l'esponenziale di una matrice
- Esercizio 72 · diagonalizzabile per un solo valore di t e A per A trasposta (appello 5/7/2022)
- Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica
- Esercizio 88 · segno di una forma quadratica con parametro
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
- Esercizio 109 · riconoscere una conica e trovarne la forma canonica
- Esercizio - minimo e massimo di una forma quadratica sulla circonferenza unitaria (lezione 12)
- Esercizio - PCA da zero sul dataset California Housing
- Esercizio - Statistica T2 di Hotelling e soglia chi quadro
Teoria collegata
- Basi ortonormali e Gram-Schmidt
- Coniche e quadriche
- Diagonalizzazione
- Forme bilineari simmetriche
- Segno di una forma bilineare simmetrica
- Funzione caratteristica
- Vettori gaussiani
- Forme quadratiche e criteri di definitezza
- Massimi e minimi liberi e natura dei punti critici
- Analisi delle componenti principali (PCA)
- Anomaly detection
- LASSO e discesa del gradiente
- Overfitting, ridge regression e cross-validation