Esercizio 62matrice 3×3 non diagonalizzabile
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Testo. Stabilire se è diagonalizzabile la matrice
Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → (criterio con le molteplicità), Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
1. Polinomio caratteristico
Qui gli zeri ci sono già: la terza riga ha un solo elemento non nullo, in posizione , con segno . LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la terza riga (si cancellano riga e colonna ): La rimasta è triangolare (c'è uno zero in alto a destra): il determinante è il prodotto della diagonale.
2. Autovalori e molteplicità algebriche
| Autovalore | Fattore | |
|---|---|---|
Somma delle molteplicità: , quindi tutti gli autovalori sono reali (prima condizione del criterioDiagonalizzabile se e solo se tutti gli autovalori stanno nel campo e per ognuno la molteplicità geometrica è uguale a quella algebrica.Diagonalizzazione → soddisfatta). Gli autovalori non sono distinti, quindi il teorema "autovalori distinti ⇒ diagonalizzabile" non si applica: bisogna guardare gli autospazi.
3. Autospazio di
Ha , quindi sicuramente (vale sempre 1 ≤ m_g ≤ m_aLa molteplicità geometrica di un autovalore è almeno 1 e non supera mai quella algebrica.Diagonalizzazione →): non c'è niente da controllare, ma si calcola l'autovettore per completezza. Dalla terza equazione , quindi ; dalla seconda , quindi ; la prima diventa .
Attenzione a : non compare in nessuna equazione. Questo non vuol dire : vuol dire che è libera (è l'errore che il prof dice di vedere più spesso). Con :
4. Autospazio di (il punto decisivo)
Ha : perché sia diagonalizzabile servono due autovettori indipendenti relativi a , cioè . Le prime due righe non sono proporzionali e la terza è nulla: , quindi, per il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → applicato a (il cui nucleo è ), Risolvendo: e , cioè , con libera. Con :
5. Conclusione
Contando gli autovettori: per e per sono indipendenti (autovalori distinti), ma sono solo due. Per una base di ne servirebbero tre, e l'autovalore , pur comparendo due volte nel polinomio, ne "fornisce" uno solo. È esattamente la situazione descritta dal teorema della lezione 25.
Che cosa si può fare allora. Tutti gli autovalori sono reali, quindi è simile a una matrice di Jordan: un blocco per l'autovalore (un solo blocco, perché ) e un blocco per . La costruzione della matrice di passaggio per questa stessa è svolta nella nota Forma canonica di JordanUna matrice non diagonalizzabile (con autovalori nel campo) è simile a una matrice di Jordan: diagonale a blocchi, con l'autovalore sulla diagonale di ogni blocco e degli 1 subito sopra. Il numero di blocchi di λ è la molteplicità geometrica, la somma delle loro dimensioni quella algebrica; la base si costruisce con catene di autovettori generalizzati.Forma canonica di Jordan →.
Errori comuni
- Porre nel calcolo di perché non compare: si ottiene il vettore nullo, che non è un autovettore.
- Concludere "diagonalizzabile" perché gli autovalori sono reali: è solo la prima delle due condizioni.
- Controllare l'autospazio di e non quello di : è l'autovalore multiplo che può creare problemi.
Versione ripasso
Testo. Stabilire se è diagonalizzabile la matrice
1. Polinomio caratteristico
Sviluppando lungo la terza riga:
2. Autovalori e molteplicità algebriche ()
- : .
- : .
3. Autospazio di
4. Autospazio di
, quindi . Risolvendo: , . Con : .
5. Conclusione
Poiché , la matrice non è diagonalizzabile.
Errori tipici:
- Porre a una variabile libera (es. ) perché non compare nel sistema;
- Fermarsi al controllo degli autovalori reali senza verificare ;
- Trascurare il calcolo dell'autospazio per l'autovalore con molteplicità .