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Note per Studenti Proprietà del determinante, Binet e Laplace

Proprietà del determinante, Binet e Laplace

In questa pagina 7
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Lezioni 20 (seconda parte) e 21 (videolezioni n. 20–21). Esercizi svolti: Esercizio 47 · determinante 4×4 con Laplace e con Gauss. Seguito: Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →.

La definizioneIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante → richiede n!n! prodotti: troppi. Le proprietà di questa nota permettono di calcolare i determinanti in modo efficiente (con Gauss o con Laplace) e di capire il legame con l'invertibilità. Ricordiamo che det⁡AT=det⁡A\det A^T = \det A: tutto quello che si dice per le righe vale anche per le colonne.

Notazione: A(i)A^{(i)} indica la ii-esima riga di AA (l'indice tra parentesi in alto serve a non confonderla con la potenza AiA^i).

1. Il determinante è lineare in ogni riga

Teorema. Se la riga ii di una matrice è una combinazione lineare α1v1+α2v2\alpha_1 v_1 + \alpha_2 v_2 di due vettori riga, e le altre righe restano fisse, allora

det⁡(A(1)⋮α1v1+α2v2⋮A(n))=α1det⁡(A(1)⋮v1⋮A(n))+α2det⁡(A(1)⋮v2⋮A(n)).\det \begin{pmatrix} A^{(1)} \\ \vdots \\ \alpha_1 v_1 + \alpha_2 v_2 \\ \vdots \\ A^{(n)} \end{pmatrix} = \alpha_1 \det \begin{pmatrix} A^{(1)} \\ \vdots \\ v_1 \\ \vdots \\ A^{(n)} \end{pmatrix} + \alpha_2 \det \begin{pmatrix} A^{(1)} \\ \vdots \\ v_2 \\ \vdots \\ A^{(n)} \end{pmatrix}.

È la stessa regola delle funzioni lineariUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →, f(α1v1+α2v2)=α1f(v1)+α2f(v2)f(\alpha_1 v_1 + \alpha_2 v_2) = \alpha_1 f(v_1) + \alpha_2 f(v_2), applicata a una riga alla volta.

Dimostrazione. In ogni prodotto della definizione compare esattamente un elemento della riga ii, cioè aiσ(i)=α1(v1)σ(i)+α2(v2)σ(i)a_{i\sigma(i)} = \alpha_1 (v_1)_{\sigma(i)} + \alpha_2 (v_2)_{\sigma(i)}. Per la proprietà distributiva ogni prodotto si spezza in due prodotti: uno con α1(v1)σ(i)\alpha_1 (v_1)_{\sigma(i)} e uno con α2(v2)σ(i)\alpha_2 (v_2)_{\sigma(i)}. Raccogliendo α1\alpha_1 dai primi e α2\alpha_2 dai secondi, le due somme che restano sono esattamente i determinanti delle matrici con v1v_1 e con v2v_2 al posto della riga ii. ∎

Attenzione: lineare in ogni riga, NON nella matrice intera. In generale

det⁡(A+B)≠det⁡A+det⁡B.\det(A + B) \ne \det A + \det B.

Esempio: A=B=I2A = B = I_2. Allora det⁡(A+B)=det⁡(2002)=4\det(A + B) = \det \begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 0 & 2 \end{pmatrix} = 4, mentre det⁡A+det⁡B=1+1=2\det A + \det B = 1 + 1 = 2.

2. Effetto delle operazioni elementari

Le operazioni sono le stesse dell'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →; lì non cambiavano il rango, qui si guarda come cambia il determinante.

Operazione Effetto sul determinante
scambio di due righe (o colonne) cambia segno
una riga (o colonna) moltiplicata per λ\lambda il determinante viene moltiplicato per λ\lambda
a una riga si somma un multiplo di un'altra riga non cambia
due righe (o colonne) uguali o proporzionali determinante nullo
una riga (o colonna) tutta nulla determinante nullo
tutta la matrice moltiplicata per λ\lambda (n×nn \times n) il determinante viene moltiplicato per λn\lambda^n

Perché.

  • Scambio. Scambiare due righe aggiunge uno scambio a ogni permutazione della definizione: le permutazioni pari diventano dispari e viceversa, quindi tutti i segni cambiano. (Questa è solo l'idea; i dettagli sono tecnici.)
  • Moltiplicare una riga per λ\lambda. È il caso α1=λ\alpha_1 = \lambda, α2=0\alpha_2 = 0 della linearità: ogni prodotto contiene un solo elemento di quella riga, quindi λ\lambda si raccoglie una volta.
  • Due righe uguali. Scambiandole la matrice non cambia, quindi il determinante resta lo stesso; ma lo scambio deve cambiarlo di segno. L'unico numero uguale al proprio opposto è 00: det⁡A=−det⁡A⇒det⁡A=0\det A = -\det A \Rightarrow \det A = 0.
  • Riga nulla. Ogni prodotto contiene un elemento di quella riga, cioè uno zero.
  • Sommare a una riga un multiplo di un'altra. Per linearità nella riga ii: det⁡(…,A(i)+αA(j),… )=det⁡(…,A(i),… )+αdet⁡(…,A(j)⏟posto i,… ).\det(\dots, A^{(i)} + \alpha A^{(j)}, \dots) = \det(\dots, A^{(i)}, \dots) + \alpha \det(\dots, \underbrace{A^{(j)}}_{\text{posto } i}, \dots). L'ultima matrice ha la riga A(j)A^{(j)} due volte (al suo posto jj e al posto ii), quindi il suo determinante è 00 e resta solo det⁡A\det A.
  • Tutta la matrice per λ\lambda. Si moltiplicano per λ\lambda tutte le nn righe, una alla volta: λ⋅λ⋯λ=λn\lambda \cdot \lambda \cdots \lambda = \lambda^n.

Collegamento con il rango. Il rangoUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → è il numero massimo di righe (o colonne) linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →. Se le righe sono linearmente dipendenti, una è combinazione delle altre, A(i)=∑j≠iβjA(j)A^{(i)} = \sum_{j \ne i} \beta_j A^{(j)}; sottraendole quella combinazione (operazione che non cambia il determinante) si ottiene una riga nulla, quindi det⁡A=0\det A = 0. Dunque rango⁡(A)<n⇒det⁡A=0\operatorname{rango}(A) < n \Rightarrow \det A = 0. Il viceversa si vedrà in Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →.

Esempio della linearità (lezione 20). A=(21−1612031)A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & -1 \\ 6 & 1 & 2 \\ 0 & 3 & 1 \end{pmatrix}. Con R2→R2−3R1R_2 \to R_2 - 3R_1 la nuova seconda riga è (0,−2,5)=A(2)−3A(1)(0, -2, 5) = A^{(2)} - 3A^{(1)}, quindi

det⁡(21−10−25031)=det⁡A−3det⁡(21−121−1031)=det⁡A−3⋅0=det⁡A.\det \begin{pmatrix} 2 & 1 & -1 \\ 0 & -2 & 5 \\ 0 & 3 & 1 \end{pmatrix} = \det A - 3 \det \begin{pmatrix} 2 & 1 & -1 \\ 2 & 1 & -1 \\ 0 & 3 & 1 \end{pmatrix} = \det A - 3 \cdot 0 = \det A.

Controllo con i numeri. A sinistra, Laplace lungo la prima colonna (sezione 5): 2⋅det⁡(−2531)=2⋅(−2−15)=−342 \cdot \det\begin{pmatrix} -2 & 5 \\ 3 & 1 \end{pmatrix} = 2 \cdot (-2 - 15) = -34. A destra, Sarrus su AA: (2⋅1⋅1+1⋅2⋅0+(−1)⋅6⋅3)−((−1)⋅1⋅0+2⋅2⋅3+1⋅6⋅1)=(2+0−18)−(0+12+6)=−16−18=−34(2 \cdot 1 \cdot 1 + 1 \cdot 2 \cdot 0 + (-1) \cdot 6 \cdot 3) - ((-1) \cdot 1 \cdot 0 + 2 \cdot 2 \cdot 3 + 1 \cdot 6 \cdot 1) = (2 + 0 - 18) - (0 + 12 + 6) = -16 - 18 = -34 ✓.

3. Calcolo del determinante con Gauss

Metodo. Si riduce AA a forma triangolare con operazioni elementari (qui si possono usare anche le colonne, perché non c'è un sistema da risolvere), tenendo traccia di come cambia il determinante:

  • ogni scambio introduce un fattore −1-1;
  • ogni riga moltiplicata per λ\lambda introduce un fattore λ\lambda (conviene evitarlo, o ricordarsi di dividere);
  • le operazioni Ri→Ri+αRjR_i \to R_i + \alpha R_j non cambiano nulla.

Alla fine il determinante della triangolare è il prodotto della diagonale.

Esempio (lezione 21). A=(23−11103−21)A = \begin{pmatrix} 2 & 3 & -1 \\ 1 & 1 & 0 \\ 3 & -2 & 1 \end{pmatrix}, già calcolato con Sarrus: det⁡A=4\det A = 4.

  • C1↔C3C_1 \leftrightarrow C_3: in alto a sinistra va il −1-1 e in prima colonna c'è già uno zero (ne serve uno in meno). Lo scambio cambia il segno: det⁡A=−det⁡(−1320111−23)\det A = -\det \begin{pmatrix} -1 & 3 & 2 \\ 0 & 1 & 1 \\ 1 & -2 & 3 \end{pmatrix}
  • R3→R3+R1R_3 \to R_3 + R_1 (non cambia il determinante): la terza riga diventa (0,1,5)(0, 1, 5);
  • R3→R3−R2R_3 \to R_3 - R_2 (non cambia il determinante): la terza riga diventa (0,0,4)(0, 0, 4): det⁡A=−det⁡(−132011004)=−((−1)⋅1⋅4)=−(−4)=4 ✓\det A = -\det \begin{pmatrix} -1 & 3 & 2 \\ 0 & 1 & 1 \\ 0 & 0 & 4 \end{pmatrix} = -\big((-1) \cdot 1 \cdot 4\big) = -(-4) = 4 \ ✓

Il segno meno portato dietro dallo scambio iniziale è essenziale: dimenticarlo darebbe −4-4.

Perché conviene. Per una n×nn \times n si creano al più n(n−1)2\frac{n(n-1)}{2} zeri (ordine n2n^2 operazioni sulle righe), contro gli n!n! prodotti della definizione. Per n=5n = 5: 1010 operazioni contro 120120 prodotti. Contando le singole moltiplicazioni (ogni operazione su una riga ne richiede al più nn) Gauss ne fa circa n3/3n^3/3, cioè una quarantina per n=5n = 5, mentre la definizione ne fa 120⋅4=480120 \cdot 4 = 480 (44 moltiplicazioni per ognuno dei 120120 prodotti di 55 fattori); per n=10n = 10 sono circa 330330 contro più di trenta milioni.

4. Il teorema di Binet

Teorema (Binet). Per A,B∈Mn(K)A, B \in M_n(K): det⁡(AB)=det⁡A⋅det⁡B.\det(AB) = \det A \cdot \det B.

Esempio. A=(1203)A = \begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 0 & 3 \end{pmatrix} e B=(2011)B = \begin{pmatrix} 2 & 0 \\ 1 & 1 \end{pmatrix} hanno det⁡A=3\det A = 3 e det⁡B=2\det B = 2; AB=(4233)AB = \begin{pmatrix} 4 & 2 \\ 3 & 3 \end{pmatrix} ha det⁡(AB)=6=3⋅2\det(AB) = 6 = 3 \cdot 2. (Il prodotto righe per colonneLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →: riga 11 di AA per le colonne di BB dà 1⋅2+2⋅1=41 \cdot 2 + 2 \cdot 1 = 4 e 1⋅0+2⋅1=21 \cdot 0 + 2 \cdot 1 = 2; riga 22 dà 0⋅2+3⋅1=30 \cdot 2 + 3 \cdot 1 = 3 e 0⋅0+3⋅1=30 \cdot 0 + 3 \cdot 1 = 3. Poi det⁡(AB)=4⋅3−2⋅3=6\det(AB) = 4 \cdot 3 - 2 \cdot 3 = 6; det⁡A=3\det A = 3 e det⁡B=2\det B = 2 perché sono triangolari.)

È sorprendente: per la somma, che è un'operazione semplice, non c'è nessuna regola; per il prodotto righe per colonne, molto più complicato, la regola è la più semplice possibile. La dimostrazione è un calcolo lungo e la omettiamo.

Idea geometrica nel piano. Per il significato geometricoIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante → del determinante 2×22 \times 2, la funzione X↦AXX \mapsto AX moltiplica le aree (con segno) per det⁡A\det A: il quadrato di lati e1,e2e_1, e_2, di area 11, va nel parallelogramma di lati Ae1,Ae2Ae_1, Ae_2 (le colonne di AA), di area det⁡A\det A. Il prodotto ABAB corrisponde alla composizioneLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → "prima BB, poi AA": prima le aree si moltiplicano per det⁡B\det B, poi per det⁡A\det A, in tutto per det⁡A⋅det⁡B\det A \cdot \det B.

Conseguenze.

  1. Se AA è invertibile, det⁡A≠0\det A \ne 0 e det⁡A−1=1det⁡A\det A^{-1} = \dfrac{1}{\det A}. Infatti da AA−1=InAA^{-1} = I_n: det⁡A⋅det⁡A−1=det⁡(AA−1)=det⁡In=1,\det A \cdot \det A^{-1} = \det(AA^{-1}) = \det I_n = 1, e un prodotto di due numeri vale 11 solo se nessuno dei due è zero.
  2. det⁡(AB)=det⁡(BA)\det(AB) = \det(BA), anche se AB≠BAAB \ne BA (i determinanti sono numeri, e i numeri commutano).
  3. det⁡(Ak)=(det⁡A)k\det(A^k) = (\det A)^k si vede applicando Binet k−1k - 1 volte (per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione → su kk): det⁡(Ak)=det⁡(Ak−1A)=det⁡(Ak−1)det⁡A\det(A^k) = \det(A^{k-1} A) = \det(A^{k-1}) \det A.
  4. Matrici similiLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → hanno lo stesso determinante: se B=P−1APB = P^{-1}AP allora, per Binet applicato due volte e per la conseguenza 1, det⁡B=det⁡P−1⋅det⁡A⋅det⁡P=1det⁡Pdet⁡Adet⁡P=det⁡A\det B = \det P^{-1} \cdot \det A \cdot \det P = \frac{1}{\det P} \det A \det P = \det A (vedi Matrice aggiunta e teorema di CramerLa matrice aggiunta A* è la trasposta della matrice dei complementi algebrici e soddisfa A·A* = det A · I; quindi A è invertibile se e solo se det A ≠ 0, con A⁻¹ = A*/det A. Cramer: xᵢ = Δᵢ/Δ. Matrici simili hanno lo stesso determinante.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).

5. Lo sviluppo di Laplace

Notazioni. Per A∈Mn(K)A \in M_n(K):

  • AijA_{ij} (maiuscola) è la matrice (n−1)×(n−1)(n-1) \times (n-1) ottenuta da AA cancellando la riga ii e la colonna jj (quelle che contengono aija_{ij});
  • il numero (−1)i+jdet⁡Aij(-1)^{i+j} \det A_{ij} si chiama complemento algebrico (o cofattore) di aija_{ij}.

Il segno (−1)i+j(-1)^{i+j} vale +1+1 se i+ji + j è pari e −1-1 se è dispari: si alterna "a scacchiera", partendo da ++ in alto a sinistra:

(+−+−−+−++−+−−+−+)\begin{pmatrix} + & - & + & - \\ - & + & - & + \\ + & - & + & - \\ - & + & - & + \end{pmatrix}

Teorema (Laplace). Per ogni riga ii fissata: det⁡A=∑j=1n(−1)i+jaijdet⁡Aij(sviluppo lungo la riga i),\det A = \sum_{j=1}^n (-1)^{i+j} a_{ij} \det A_{ij} \qquad \text{(sviluppo lungo la riga } i\text{)}, e per ogni colonna jj fissata: det⁡A=∑i=1n(−1)i+jaijdet⁡Aij(sviluppo lungo la colonna j).\det A = \sum_{i=1}^n (-1)^{i+j} a_{ij} \det A_{ij} \qquad \text{(sviluppo lungo la colonna } j\text{)}. Il risultato non dipende dalla riga o colonna scelta.

In parole: si sceglie una riga; per ogni suo elemento si cancellano riga e colonna dell'elemento, si calcola il determinante di ciò che resta, lo si moltiplica per l'elemento e per il segno della scacchiera; si sommano i risultati.

Da dove viene (caso 3×33 \times 3, prima riga). Nella formula dei sei prodotti della definizioneIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante → si raccolgono i termini secondo l'elemento della prima riga che contengono:

det⁡A=a11(a22a33−a23a32)−a12(a21a33−a23a31)+a13(a21a32−a22a31).\det A = a_{11}(a_{22}a_{33} - a_{23}a_{32}) - a_{12}(a_{21}a_{33} - a_{23}a_{31}) + a_{13}(a_{21}a_{32} - a_{22}a_{31}).

Ogni parentesi è il determinante 2×22 \times 2 di ciò che resta cancellando la riga 11 e la colonna dell'elemento raccolto: un prodotto della definizione che contiene a1ja_{1j} non può contenere altri elementi della riga 11 né della colonna jj. Il segno −- davanti ad a12a_{12} è il (−1)1+2(-1)^{1+2} della scacchiera. In generale si fa lo stesso raggruppamento con n!n! termini.

Quando conviene. Laplace trasforma un determinante n×nn \times n in nn determinanti (n−1)×(n−1)(n-1) \times (n-1): in generale non fa risparmiare. Diventa comodissimo quando una riga o colonna ha molti zeri, perché i termini con aij=0a_{ij} = 0 si saltano senza calcolare il determinante corrispondente. Si sceglie sempre la riga o colonna con più zeri.

Esempio (lezione 21).

A=(2−131011−1002012−10)A = \begin{pmatrix} 2 & -1 & 3 & 1 \\ 0 & 1 & 1 & -1 \\ 0 & 0 & 2 & 0 \\ 1 & 2 & -1 & 0 \end{pmatrix}

La terza riga ha tre zeri: sviluppando lungo di essa resta solo il termine di a33=2a_{33} = 2, con segno (−1)3+3=+1(-1)^{3+3} = +1. Cancellando la riga 33 e la colonna 33:

det⁡A=(+1)⋅2⋅det⁡(2−1101−1120).\det A = (+1) \cdot 2 \cdot \det \begin{pmatrix} 2 & -1 & 1 \\ 0 & 1 & -1 \\ 1 & 2 & 0 \end{pmatrix}.

Il determinante 3×33 \times 3 lo sviluppiamo ancora con Laplace lungo la terza riga (1,2,0)(1, 2, 0), che ha uno zero:

det⁡(2−1101−1120)=(−1)3+1⋅1⋅det⁡(−111−1)+(−1)3+2⋅2⋅det⁡(210−1)\det \begin{pmatrix} 2 & -1 & 1 \\ 0 & 1 & -1 \\ 1 & 2 & 0 \end{pmatrix} = (-1)^{3+1} \cdot 1 \cdot \det \begin{pmatrix} -1 & 1 \\ 1 & -1 \end{pmatrix} + (-1)^{3+2} \cdot 2 \cdot \det \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}

=1⋅(1−1)−2⋅(−2−0)=0+4=4.= 1 \cdot (1 - 1) - 2 \cdot (-2 - 0) = 0 + 4 = 4.

(Per il primo termine si sono cancellate riga 33 e colonna 11, per il secondo riga 33 e colonna 22; il termine di a33=0a_{33} = 0 si salta.) Controllo con Sarrus: diagonali "++" 2⋅1⋅0+(−1)(−1)⋅1+1⋅0⋅2=12 \cdot 1 \cdot 0 + (-1)(-1) \cdot 1 + 1 \cdot 0 \cdot 2 = 1, diagonali "−-" 1⋅1⋅1+2⋅(−1)⋅2+(−1)⋅0⋅0=−31 \cdot 1 \cdot 1 + 2 \cdot (-1) \cdot 2 + (-1) \cdot 0 \cdot 0 = -3, e 1−(−3)=41 - (-3) = 4 ✓. Quindi det⁡A=2⋅4=8\det A = 2 \cdot 4 = 8. Lo stesso determinante con Gauss è nell'Esercizio 47 · determinante 4×4 con Laplace e con Gauss.

Caso 3×33 \times 3 lungo la prima riga (formula utile da ricordare):

det⁡A=a11det⁡(a22a23a32a33)−a12det⁡(a21a23a31a33)+a13det⁡(a21a22a31a32).\det A = a_{11} \det \begin{pmatrix} a_{22} & a_{23} \\ a_{32} & a_{33} \end{pmatrix} - a_{12} \det \begin{pmatrix} a_{21} & a_{23} \\ a_{31} & a_{33} \end{pmatrix} + a_{13} \det \begin{pmatrix} a_{21} & a_{22} \\ a_{31} & a_{32} \end{pmatrix}.

Quale metodo usare

Matrice Metodo consigliato
2×22 \times 2 ad−bcad - bc
3×33 \times 3 Sarrus, oppure Laplace lungo la riga/colonna con più zeri
riga o colonna con molti zeri Laplace lungo quella riga/colonna
grande e "piena" Gauss fino a forma triangolare
triangolare o diagonale prodotto della diagonale

Spesso conviene mescolare: qualche operazione Ri→Ri+αRjR_i \to R_i + \alpha R_j per creare zeri in una colonna, poi Laplace lungo quella colonna.

Errori comuni

  • Dimenticare il segno dopo uno scambio di righe o colonne nel metodo di Gauss.
  • Moltiplicare una riga per λ\lambda e non dividere il risultato per λ\lambda. (Nota: Ri→λRi+αRjR_i \to \lambda R_i + \alpha R_j moltiplica il determinante per λ\lambda.)
  • Scrivere det⁡(λA)=λdet⁡A\det(\lambda A) = \lambda \det A: è λndet⁡A\lambda^n \det A.
  • Scrivere det⁡(A+B)=det⁡A+det⁡B\det(A + B) = \det A + \det B: falso.
  • Sbagliare i segni della scacchiera in Laplace: il segno dipende dalla posizione (i,j)(i,j) dell'elemento, non dal suo valore.
  • Cancellare la riga e la colonna sbagliate: si cancellano quelle che passano per l'elemento che si sta usando.

Versione ripasso

1. Linearità in ogni riga

Il determinante è lineareLa somma e lo scalare si portano fuori dalla riga. in ogni riga (e colonna). det⁡(⋮α1v1+α2v2⋮)=α1det⁡(⋮v1⋮)+α2det⁡(⋮v2⋮)\det \begin{pmatrix} \vdots \\ \alpha_1 v_1 + \alpha_2 v_2 \\ \vdots \end{pmatrix} = \alpha_1 \det \begin{pmatrix} \vdots \\ v_1 \\ \vdots \end{pmatrix} + \alpha_2 \det \begin{pmatrix} \vdots \\ v_2 \\ \vdots \end{pmatrix} (In ogni prodotto della definizioneIl determinante di una matrice quadrata è la somma, su tutte le n! permutazioni, dei prodotti di n elementi presi uno per riga e uno per colonna, con segno + o − secondo la parità della permutazione; per 2×2 è ad − bc, per 3×3 c'è la regola di Sarrus, per le triangolari è il prodotto della diagonale.Permutazioni e definizione di determinante → compare un solo elemento della riga ii, quindi la distributiva spezza il determinante.) Attenzione: det⁡(A+B)≠det⁡A+det⁡B\det(A+B) \neq \det A + \det B: con A=B=I2A = B = I_2 è det⁡(2I2)=4≠2\det(2I_2) = 4 \ne 2.

2. Effetto delle operazioni elementari

  • Scambio righe/colonne: cambia il segno.
  • Moltiplicare riga per λ\lambda: il determinante è moltiplicato per λ\lambda.
  • Sommare a una riga un multiplo di un'altra: il determinante non cambia.
  • Righe uguali o nulle: determinante =0= 0.
  • Matrice AA moltiplicata per λ\lambda (n×nn \times n): det⁡(λA)=λndet⁡A\det(\lambda A) = \lambda^n \det A.
  • Perché: lo scambio cambia la parità di ogni permutazione; con due righe uguali det⁡A=−det⁡A=0\det A = -\det A = 0; sommare αRj\alpha R_j a RiR_i aggiunge per linearità α\alpha volte un determinante con due righe uguali, cioè 00; moltiplicare tutte le nn righe per λ\lambda dà λn\lambda^n.
  • Rango: rango⁡(A)<n  ⟹  det⁡A=0\operatorname{rango}(A) < n \implies \det A = 0 (una riga dipendente si annulla senza cambiare il determinante).

3. Calcolo con Gauss

Si riduce AA a forma triangolareTutti gli elementi sotto la diagonale sono zero.: il determinante è il prodotto degli elementi sulla diagonale, correggendo per ogni scambio (segno −-) e moltiplicazione per scalare.

Esempio: A=(23−11103−21)A = \begin{pmatrix} 2 & 3 & -1 \\ 1 & 1 & 0 \\ 3 & -2 & 1 \end{pmatrix} (det⁡=4\det = 4 con Sarrus): scambiando C1↔C3C_1 \leftrightarrow C_3 (segno −-), poi R3+R1R_3 + R_1 e R3−R2R_3 - R_2 si arriva a una triangolare con diagonale −1,1,4-1, 1, 4: det⁡A=−(−1⋅1⋅4)=4\det A = -(-1\cdot1\cdot4) = 4. Dimenticare il segno dello scambio darebbe −4-4. Costo: circa n2n^2 operazioni contro gli n!n! prodotti.

4. Teorema di Binet

Teorema. Per A,B∈Mn(K)A, B \in M_n(K), det⁡(AB)=det⁡A⋅det⁡B\det(AB) = \det A \cdot \det B.

5. Sviluppo di Laplace

Si definisce il complemento algebricoElemento moltiplicato per (−1)i+j(-1)^{i+j} e per il determinante della sottomatrice ottenuta eliminando riga ii e colonna jj. Cij=(−1)i+jdet⁡AijC_{ij} = (-1)^{i+j} \det A_{ij}.

Teorema. Per ogni riga ii o colonna jj: det⁡A=∑j=1naijCij=∑i=1naijCij\det A = \sum_{j=1}^n a_{ij} C_{ij} = \sum_{i=1}^n a_{ij} C_{ij}

Il segno (−1)i+j(-1)^{i+j} segue la scacchiera (+−+−+−+−+)\begin{pmatrix} + & - & + \\ - & + & - \\ + & - & + \end{pmatrix} (partendo da ++). Conviene scegliere righe o colonne con più zeri.

Esempio: (2−131011−1002012−10)\begin{pmatrix} 2 & -1 & 3 & 1 \\ 0 & 1 & 1 & -1 \\ 0 & 0 & 2 & 0 \\ 1 & 2 & -1 & 0 \end{pmatrix}: lungo la terza riga resta +2det⁡(2−1101−1120)=2⋅4=8+2\det\begin{pmatrix} 2 & -1 & 1 \\ 0 & 1 & -1 \\ 1 & 2 & 0 \end{pmatrix} = 2 \cdot 4 = 8 (Esercizio 47 · determinante 4×4 con Laplace e con Gauss). Per 3×33\times3 lungo la prima riga: a11det⁡(… )−a12det⁡(… )+a13det⁡(… )a_{11}\det(\dots) - a_{12}\det(\dots) + a_{13}\det(\dots).

Riepilogo Metodi

Errori tipici

  • Dimenticare il segno dopo uno scambio.
  • Dimenticare la potenza λn\lambda^n in det⁡(λA)\det(\lambda A).
  • Confondere lo sviluppo di Laplace con det⁡(A+B)=det⁡A+det⁡B\det(A+B) = \det A + \det B.
  • Errore nei segni della scacchiera (−1)i+j(-1)^{i+j} (es. a12a_{12} ha segno −-, a22a_{22} ha segno ++).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata