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Note per Studenti Esercizio 90 · Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva

Esercizio 90Gram-Schmidt per una forma bilineare definita positiva

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Testo. Su R3\mathbb{R}^3 si consideri la forma bilineare simmetrica

φ(x,y)=xTA y,A=(210121012).\varphi(x, y) = x^T A\, y, \qquad A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ 1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \end{pmatrix}.

  1. Scrivere φ(x,y)\varphi(x, y) e la forma quadratica q(x)=φ(x,x)q(x) = \varphi(x, x) in coordinate, e verificare che φ\varphi è definita positiva.
  2. Applicando il procedimento di Gram-Schmidt alla base canonica, trovare una base φ\varphi-ortogonale e una base φ\varphi-ortonormale di R3\mathbb{R}^3.
  3. Scrivere la matrice di φ\varphi nelle due basi trovate e controllare il risultato con la formula PTAPP^T A P.
  4. Mostrare con un esempio che per una forma non definita positiva il procedimento può bloccarsi.

Teoria usata: Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →, Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →.


1. La forma in coordinate e il suo segno

Il coefficiente di xiyjx_i y_j è aija_{ij}:

φ(x,y)=2x1y1+x1y2+x2y1+2x2y2+x2y3+x3y2+2x3y3,\varphi(x, y) = 2x_1y_1 + x_1y_2 + x_2y_1 + 2x_2y_2 + x_2y_3 + x_3y_2 + 2x_3y_3 ,

q(x)=2x12+2x22+2x32+2x1x2+2x2x3q(x) = 2x_1^2 + 2x_2^2 + 2x_3^2 + 2x_1x_2 + 2x_2x_3

(i due termini misti x1y2+x2y1x_1y_2 + x_2y_1 diventano 2x1x22x_1x_2 quando y=xy = x).

Definita positiva? Con i minori principali di nord-ovestUna forma è definita positiva se e solo se tutti i determinanti dei blocchi in alto a sinistra sono positivi.Segno di una forma bilineare simmetrica →:

D1=2,D2=det⁡(2112)=4−1=3,D3=det⁡A=2(4−1)−1(2−0)+0=4.D_1 = 2, \qquad D_2 = \det\begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} = 4 - 1 = 3, \qquad D_3 = \det A = 2(4 - 1) - 1(2 - 0) + 0 = 4 .

(D3D_3 con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la prima riga: 2⋅det⁡(2112)−1⋅det⁡(1102)+02 \cdot \det\begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 1 & 2 \end{pmatrix} - 1 \cdot \det\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 0 & 2 \end{pmatrix} + 0.)

Tutti positivi: φ\varphi è definita positiva, quindi è un prodotto scalare su R3\mathbb{R}^3 (diverso da quello usuale) e Gram-Schmidt funziona.

2. Gram-Schmidt con φ\varphi

Le formule sono quelle del prodotto scalare usuale, con φ\varphi al posto del "punto":

v1′=v1,vk′=vk−∑i<kφ(vk,vi′)φ(vi′,vi′) vi′.v_1' = v_1, \qquad v_k' = v_k - \sum_{i < k} \frac{\varphi(v_k, v_i')}{\varphi(v_i', v_i')}\, v_i' .

Trucco di calcolo. φ(ei,w)=eiTAw\varphi(e_i, w) = e_i^T A w è la componente ii di AwAw, e φ(ei,ej)=aij\varphi(e_i, e_j) = a_{ij}. Conviene calcolare AwAw una volta e leggerne le componenti.

Primo vettore. v1′=e1=(1,0,0)v_1' = e_1 = (1, 0, 0), con φ(v1′,v1′)=a11=2\varphi(v_1', v_1') = a_{11} = 2.

Secondo vettore. φ(e2,v1′)=e2TAe1=a21=1\varphi(e_2, v_1') = e_2^T A e_1 = a_{21} = 1, quindi il coefficiente è φ(e2,v1′)φ(v1′,v1′)=12\frac{\varphi(e_2, v_1')}{\varphi(v_1', v_1')} = \frac12 e

v2′=e2−12e1=(0,1,0)−(12,0,0)=(−12,1,0).v_2' = e_2 - \frac12 e_1 = (0, 1, 0) - \left(\tfrac12, 0, 0\right) = \left(-\tfrac12, 1, 0\right).

Un multiplo non nullo di un vettore ortogonale è ancora ortogonale (per la bilinearità φ(e1,2v2′)=2φ(e1,v2′)\varphi(e_1, 2v_2') = 2\varphi(e_1, v_2')): per evitare frazioni si usa w2=2v2′=(−1,2,0)w_2 = 2v_2' = (-1, 2, 0). Serve φ(w2,w2)\varphi(w_2, w_2): Aw2=(2⋅(−1)+1⋅2+0, 1⋅(−1)+2⋅2+0, 0+1⋅2+0)=(0,3,2)A w_2 = (2 \cdot (-1) + 1 \cdot 2 + 0,\ 1 \cdot (-1) + 2 \cdot 2 + 0,\ 0 + 1 \cdot 2 + 0) = (0, 3, 2), e φ(w2,w2)=w2⋅Aw2=(−1)⋅0+2⋅3+0⋅2=6\varphi(w_2, w_2) = w_2 \cdot A w_2 = (-1) \cdot 0 + 2 \cdot 3 + 0 \cdot 2 = 6.

Controllo di ortogonalità: φ(e1,w2)\varphi(e_1, w_2) = prima componente di Aw2Aw_2 = 00 ✓.

Terzo vettore. Servono φ(e3,v1′)=a31=0\varphi(e_3, v_1') = a_{31} = 0 e φ(e3,w2)\varphi(e_3, w_2) = terza componente di Aw2Aw_2 = 22:

v3′=e3−02 e1−26 w2=(0,0,1)−13(−1,2,0)=(13,−23,1).v_3' = e_3 - \frac{0}{2}\, e_1 - \frac{2}{6}\, w_2 = (0, 0, 1) - \tfrac13(-1, 2, 0) = \left(\tfrac13, -\tfrac23, 1\right).

(13(−1,2,0)=(−13,23,0)\frac13(-1, 2, 0) = \left(-\frac13, \frac23, 0\right), e (0,0,1)−(−13,23,0)=(13,−23,1)(0, 0, 1) - \left(-\frac13, \frac23, 0\right) = \left(\frac13, -\frac23, 1\right).) Moltiplicando per 33: w3=(1,−2,3)w_3 = (1, -2, 3). Poi Aw3=(2−2+0, 1−4+3, 0−2+6)=(0,0,4)A w_3 = (2 - 2 + 0, \ 1 - 4 + 3, \ 0 - 2 + 6) = (0, 0, 4), quindi φ(w3,w3)=w3⋅Aw3=1⋅0+(−2)⋅0+3⋅4=12\varphi(w_3, w_3) = w_3 \cdot A w_3 = 1 \cdot 0 + (-2) \cdot 0 + 3 \cdot 4 = 12.

Controlli: φ(e1,w3)\varphi(e_1, w_3) e φ(w2,w3)\varphi(w_2, w_3): dalla formula Aw3=(0,0,4)Aw_3 = (0, 0, 4) si ha φ(e1,w3)=0\varphi(e_1, w_3) = 0 ✓ e φ(w2,w3)=w2⋅Aw3=(−1,2,0)⋅(0,0,4)=0\varphi(w_2, w_3) = w_2 \cdot Aw_3 = (-1, 2, 0) \cdot (0, 0, 4) = 0 ✓.

Base φ\varphi-ortogonale: {(1,0,0), (−1,2,0), (1,−2,3)}\{(1, 0, 0), \ (-1, 2, 0), \ (1, -2, 3)\}.

Base φ\varphi-ortonormale: si divide ciascun vettore per la sua "norma" φ(w,w)\sqrt{\varphi(w, w)}:

f1=12(1,0,0),f2=16(−1,2,0),f3=112(1,−2,3)=123(1,−2,3).f_1 = \frac{1}{\sqrt2}(1, 0, 0), \qquad f_2 = \frac{1}{\sqrt6}(-1, 2, 0), \qquad f_3 = \frac{1}{\sqrt{12}}(1, -2, 3) = \frac{1}{2\sqrt3}(1, -2, 3).

Attenzione: questi vettori non sono ortogonali per il prodotto scalare usuale (per esempio (1,0,0)⋅(−1,2,0)=−1≠0(1, 0, 0) \cdot (-1, 2, 0) = -1 \ne 0), e non devono esserlo: sono ortogonali rispetto a φ\varphi.

3. Le matrici di φ\varphi nelle nuove basi

Per definizione la matrice di φ\varphi in una base {w1,w2,w3}\{w_1, w_2, w_3\} ha come elementi φ(wi,wj)\varphi(w_i, w_j). Nella base ortogonale gli elementi fuori diagonale sono nulli e sulla diagonale ci sono i valori calcolati:

(2000600012)(base ortogonale),I3(base ortonormale).\begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 0 & 6 & 0 \\ 0 & 0 & 12 \end{pmatrix} \quad \text{(base ortogonale)}, \qquad I_3 \quad \text{(base ortonormale)}.

Controllo con la congruenza. Con PP = matrice che ha w1,w2,w3w_1, w_2, w_3 in colonna (la matrice del cambiamento di baseLe sue colonne sono le coordinate dei vettori della nuova base rispetto alla base canonica.Cambiamenti di base →), la matrice nella nuova base è PTAPP^T A P (matrici congruentiUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →):

P=(1−1102−2003),AP=(200130024),PTAP=(2000600012) ✓P = \begin{pmatrix} 1 & -1 & 1 \\ 0 & 2 & -2 \\ 0 & 0 & 3 \end{pmatrix}, \qquad AP = \begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 1 & 3 & 0 \\ 0 & 2 & 4 \end{pmatrix}, \qquad P^T A P = \begin{pmatrix} 2 & 0 & 0 \\ 0 & 6 & 0 \\ 0 & 0 & 12 \end{pmatrix} \ ✓

(APAP ha come colonne Ae1Ae_1, Aw2Aw_2, Aw3Aw_3, già calcolati; poi ogni elemento (i,j)(i, j) di PT(AP)P^T(AP) è wi⋅Awjw_i \cdot Aw_j.)

Collegamento con i minori. PP è triangolare superiore: è sempre così applicando Gram-Schmidt alla base canonica. Con i vettori non riscalati v1′,v2′,v3′v_1', v_2', v_3' (diagonale di PP tutta 11) i valori sulla diagonale sarebbero 22, 64=32\frac64 = \frac32, 129=43\frac{12}{9} = \frac43, cioè D1D_1, D2D1\frac{D_2}{D_1}, D3D2\frac{D_3}{D_2}: è il motivo per cui il criterio dei minori funziona (vedi Segno di una forma bilineare simmetricaPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →).

4. Quando Gram-Schmidt si blocca

Si prenda su R2\mathbb{R}^2 la forma ψ(x,y)=x1y2+x2y1\psi(x, y) = x_1 y_2 + x_2 y_1, con matrice (0110)\begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix} (determinante −1<0-1 < 0: indefinita). Partendo dalla base canonica:

v1′=e1,ψ(e1,e1)=0,v_1' = e_1, \qquad \psi(e_1, e_1) = 0 ,

e il passo successivo richiederebbe di dividere per ψ(v1′,v1′)=0\psi(v_1', v_1') = 0. Il procedimento si ferma: e1e_1 è un vettore isotropo (ψ(e1,e1)=0\psi(e_1, e_1) = 0 con e1≠0e_1 \ne 0), cosa impossibile per una forma definita positiva.

Una base ψ\psi-ortogonale esiste comunque: per esempio {(1,1),(1,−1)}\{(1, 1), (1, -1)\}, con

ψ((1,1),(1,−1))=1⋅(−1)+1⋅1=0,ψ((1,1),(1,1))=2,ψ((1,−1),(1,−1))=−2.\psi((1,1),(1,-1)) = 1 \cdot (-1) + 1 \cdot 1 = 0, \qquad \psi((1,1),(1,1)) = 2, \qquad \psi((1,-1),(1,-1)) = -2 .

La forma quadratica è ψ(x,x)=2x1x2\psi(x, x) = 2x_1x_2: vale 00 su tutti i vettori dei due assi (i vettori isotropi), è positiva nel primo e nel terzo quadrante e negativa negli altri due.

Grafico interattivo: q(x) = ψ(x, x) = 2x₁x₂: gli assi sono fatti di vettori isotropi (q = 0); (1, 1) sta sull'iperbole q = 2 e (1, −1) sull'iperbole q = −2, ed è ψ-ortogonale a (1, 1)

Nella nuova base la matrice è diag⁡(2,−2)\operatorname{diag}(2, -2): un valore positivo e uno negativo, come prevede il teorema di SylvesterPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica → per una forma indefinita. In casi come questo si parte da un vettore non isotropo (oppure si usa il teorema spettrale).

Errori comuni

  • Usare il prodotto scalare usuale in qualche passaggio di Gram-Schmidt: tutti i prodotti vanno fatti con φ\varphi, cioè con xTAyx^T A y.
  • Normalizzare con la norma usuale x12+x22+x32\sqrt{x_1^2 + x_2^2 + x_3^2}: la norma giusta è φ(w,w)\sqrt{\varphi(w, w)}.
  • Controllare l'ortogonalità con wi⋅wjw_i \cdot w_j invece che con φ(wi,wj)\varphi(w_i, w_j).
  • Scrivere la nuova matrice come P−1APP^{-1} A P: per le forme bilineari è PTAPP^T A P.

Versione ripasso

Testo. Su R3\mathbb{R}^3 si consideri la forma bilineare simmetrica

φ(x,y)=xTA y,A=(210121012).\varphi(x, y) = x^T A\, y, \qquad A = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ 1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & 2 \end{pmatrix}.

  1. Scrivere φ(x,y)\varphi(x, y) e la forma quadratica q(x)=φ(x,x)q(x) = \varphi(x, x) in coordinate, e verificare che φ\varphi è definita positiva.
  2. Applicando il procedimento di Gram-Schmidt alla base canonica, trovare una base φ\varphi-ortogonale e una base φ\varphi-ortonormale di R3\mathbb{R}^3.
  3. Scrivere la matrice di φ\varphi nelle due basi trovate e controllare il risultato con la formula PTAPP^T A P.
  4. Mostrare con un esempio che per una forma non definita positiva il procedimento può bloccarsi.

1. Segno della forma

Con i minori principali di nord-ovestPer capire se una forma bilineare simmetrica è definita positiva, negativa, semidefinita o indefinita si usano quattro metodi: segni degli autovalori, regola di Cartesio sul polinomio caratteristico, minori principali di nord-ovest, completamento dei quadrati. Il teorema di Sylvester dice che il numero di segni + e − in una forma diagonale non dipende dalla base.Segno di una forma bilineare simmetrica →: D1=2D_1 = 2, D2=3D_2 = 3, D3=det⁡A=4D_3 = \det A = 4. Poiché Di>0D_i > 0, φ\varphi è definita positiva.

2. Gram-Schmidt

Formula: vk′=vk−∑i<kφ(vk,vi′)φ(vi′,vi′) vi′v_k' = v_k - \sum_{i < k} \frac{\varphi(v_k, v_i')}{\varphi(v_i', v_i')}\, v_i'.

  • v1′=e1=(1,0,0)v_1' = e_1 = (1, 0, 0), φ(v1′,v1′)=2\varphi(v_1', v_1') = 2.
  • v2′=e2−φ(e2,v1′)φ(v1′,v1′)e1=e2−12e1=(−12,1,0)v_2' = e_2 - \frac{\varphi(e_2, v_1')}{\varphi(v_1', v_1')}e_1 = e_2 - \frac{1}{2}e_1 = (-\tfrac{1}{2}, 1, 0). Uso w2=2v2′=(−1,2,0)w_2 = 2v_2' = (-1, 2, 0), con φ(w2,w2)=6\varphi(w_2, w_2) = 6.
  • v3′=e3−φ(e3,v1′)φ(v1′,v1′)e1−φ(e3,w2)φ(w2,w2)w2=e3−0−26w2=(0,0,1)−13(−1,2,0)=(13,−23,1)v_3' = e_3 - \frac{\varphi(e_3, v_1')}{\varphi(v_1', v_1')}e_1 - \frac{\varphi(e_3, w_2)}{\varphi(w_2, w_2)}w_2 = e_3 - 0 - \frac{2}{6}w_2 = (0, 0, 1) - \frac{1}{3}(-1, 2, 0) = (\frac{1}{3}, -\frac{2}{3}, 1). Uso w3=3v3′=(1,−2,3)w_3 = 3v_3' = (1, -2, 3), con φ(w3,w3)=12\varphi(w_3, w_3) = 12.

Base φ\varphi-ortogonale: {(1,0,0),(−1,2,0),(1,−2,3)}\{(1, 0, 0), (-1, 2, 0), (1, -2, 3)\}. Base φ\varphi-ortonormale: Dividere per φ(wi,wi)\sqrt{\varphi(w_i, w_i)}: {12(1,0,0),16(−1,2,0),123(1,−2,3)}\{\frac{1}{\sqrt{2}}(1, 0, 0), \frac{1}{\sqrt{6}}(-1, 2, 0), \frac{1}{2\sqrt{3}}(1, -2, 3)\}.

3. Matrici e Congruenza

4. Quando Gram-Schmidt si blocca

Su R2\mathbb{R}^2, ψ(x,y)=x1y2+x2y1\psi(x, y) = x_1 y_2 + x_2 y_1 (matrice (0110)\begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 1 & 0 \end{pmatrix}). ψ(e1,e1)=0\psi(e_1, e_1) = 0: e1e_1 è un vettore isotropovettore v≠0v \neq 0 tale che φ(v,v)=0\varphi(v, v)=0, impedendo la divisione nella formula di proiezione. Una base ψ\psi-ortogonale esiste comunque: {(1,1),(1,−1)}\{(1,1),(1,-1)\}, con matrice diag⁡(2,−2)\operatorname{diag}(2,-2).

Errori tipici: Usare il prodotto scalare standard invece di φ\varphi; confondere PTAPP^T A P con P−1APP^{-1} A P; dimenticare che la base ortonormale non è necessariamente ortonormale rispetto al prodotto scalare euclideo.

Teoria collegata