Esercizio 107punto di minima distanza da una retta (appello 8/7/2025)
In questa pagina 5
In questa pagina 4
Testo (2° appello dell'8 luglio 2025, esercizio 4). Nello spazio affine sono assegnati i punti , e la retta
(a) Determinare il punto di minima distanza dal punto . (b) Determinare l'equazione cartesiana del piano contenente i punti , e parallelo alla retta . (c) Determinare le equazioni parametriche della retta passante per , contenuta nel piano e ortogonale alla retta passante per i punti e .
Teoria usata: Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →, Spazi affini, rette e pianiNello spazio affine Aⁿ si distinguono punti e vettori (Q − P è il vettore da P a Q). Un sottospazio affine è L = P + W, un punto più un sottospazio vettoriale (lo spazio direttore): si descrive con equazioni parametriche X = P + t₁w₁ + … oppure cartesiane AX = B. Rette e piani di A³, passaggio tra i due tipi di equazioni, posizione reciproca: incidenti, paralleli, sghembi.Spazi affini, rette e piani →, Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →.
Parametriche di
Un modo rapido: trovare due punti della retta. Con : dalla seconda equazione e dalla prima , punto . Con : e , punto . (In generale e , che con dà le stesse parametriche.) Direttore :
Controllo: è ortogonale alle normali ( ✓) e ( ✓).
(a) Punto di più vicino ad
Il punto più vicino è il piede della perpendicolare: il vettore deve essere ortogonale alla direzione della retta.
Controlli: ( ✓, ✓); e ✓. La distanza è .
Perché funziona. Per un qualsiasi altro punto , (PitagoraSe u · w = 0 allora ‖u + w‖² = ‖u‖² + ‖w‖², perché il doppio prodotto 2 u·w si annulla.Prodotto scalare, norma e angoli →, perché è parallelo a e è ortogonale a ): il minimo si ha per .
Lo stesso risultato come minimo di una funzione. La distanza al quadrato tra e il punto della retta è una funzione di una variabile:
Minimizzare la distanza o il suo quadrato è lo stesso (la radice è crescente), e il quadrato evita le radici. è una parabola con concavità verso l'alto; per il teorema di FermatIn un punto di minimo interno di una funzione derivabile la derivata è nulla.Massimi e minimi relativi e teorema di Fermat → il minimo va cercato dove , cioè , lo stesso valore trovato con l'ortogonalità. È davvero un minimo: per e per (test di monotoniaPer f continua su [a,b] e derivabile in ]a,b[: f crescente ⇔ f' ≥ 0, f decrescente ⇔ f' ≤ 0; strettamente crescente ⇔ f' ≥ 0 e f' non nulla su nessun intervallo (basta f' > 0 tranne punti isolati: x³). Se f' cambia segno da + a − in x0, x0 è di massimo relativo stretto; da − a + di minimo. Vale anche nei punti di non derivabilità e negli estremi. Sono condizioni solo sufficienti: x²(2 + sin(1/x)).Test di monotonia e condizioni sufficienti per massimi e minimi →). Il valore minimo è , cioè ✓. Le due strade coincidono perché : annullare la derivata è proprio imporre l'ortogonalità.
Grafico interattivo: Distanza al quadrato f(t) = 6t² + 12t + 17 tra A e il punto X(t) di r: minimo 11 in t = −1, cioè nel punto H = (2, 2, −1)
(b) Piano per e parallelo a
Il piano contiene la direzione (passa per e ) e la direzione (è parallelo a ). Normale, con il prodotto vettoriale(a₁, a₂, a₃) × (b₁, b₂, b₃) = (a₂b₃ − a₃b₂, a₃b₁ − a₁b₃, a₁b₂ − a₂b₁), ortogonale a entrambi.Prodotto vettoriale e prodotto misto →:
, con (passaggio per ):
Controlli: : ✓; ✓ (parallelo a ). Inoltre : dà , quindi è parallela a ma non contenuta.
(c) Retta per , in , ortogonale ad
Il direttore deve essere ortogonale a (per stare nel piano) e ad :
Controlli: ✓; ✓.
I numeri sono grandi ma il metodo è sicuro. In alternativa: è una combinazione (le due direzioni di ) ortogonale ad : (perché ), quindi con , : , lo stesso a meno del segno ✓.
Errori comuni
- Imporre minimo derivando: funziona, ma la condizione di ortogonalità porta allo stesso risultato con un'equazione di primo grado.
- In (b) usare come seconda direzione una normale di : serve il direttore .
- In (c) prendere : la retta sarebbe perpendicolare al piano, non contenuta.
Versione ripasso
Testo. Nello spazio affine sono assegnati i punti , e la retta
(a) Determinare il punto di minima distanza dal punto . (b) Determinare l'equazione cartesiana del piano contenente i punti , e parallelo alla retta . (c) Determinare le equazioni parametriche della retta passante per , contenuta nel piano e ortogonale alla retta passante per i punti e .
Parametriche di
Ricavando due punti (; ), la direzione è .
(a) Punto di più vicino ad
Si impone l'ortogonalità: .
- .
- .
(b) Piano per e parallelo a
Direzioni del piano: e .
- Normale .
- Piano: . Passaggio per .
(c) Retta per , in , ortogonale ad
Il direttore deve essere ortogonale a e ad .
- .
- Equazioni:
Errori tipici:
- Risolvere la distanza derivando invece di usare l'ortogonalità.
- Usare la normale di invece del vettore direttore in (b).
- Confondere (normale al piano) con il vettore direttore della retta in (c).