Segno di una forma bilineare simmetrica
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Lezione 37 (videolezione n. 37). Prerequisiti: Forme bilineari simmetricheUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche → (definizioni di definita, semidefinita, indefinita, degenere), Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →. Esercizi: Esercizio 88 · segno di una forma quadratica con parametro, Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale. Seguito: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.
In tutta la nota è una forma bilineare simmetrica su con matrice simmetrica (rispetto alla base canonica) e forma quadratica .
Dove si usa. Oltre che per le coniche e le quadriche, il segno di una forma quadratica serve in analisi in più variabili: in un punto critico di una funzione la matrice hessianaLe derivate seconde ∂²f/∂xj∂xi formano la matrice hessiana Hf; per il teorema di Schwarz (derivate miste continue) è simmetrica. Taylor al secondo ordine: f(x0 + h) = f(x0) + ∇f(x0)·h + ½ hᵀHf(x0)h + o(‖h‖²). Una matrice simmetrica è definita positiva/negativa, semidefinita o indefinita a seconda del segno della forma quadratica hᵀAh; si riconosce con gli autovalori o con i minori principali (in 2×2: determinante e primo elemento).Matrice hessiana e formula di Taylor in più variabili → è simmetrica, e se la sua forma quadratica è definita positiva il punto è di minimo, se è definita negativa di massimo, se è indefinita di sella (Massimi e minimi liberi in più variabiliSe f è differenziabile e ha un estremo relativo in un punto interno x0, allora ∇f(x0) = 0 (Fermat): gli estremi interni vanno cercati tra i punti critici. Se f è C², in un punto critico: hessiana definita positiva → minimo, definita negativa → massimo, indefinita → sella, semidefinita → il test non decide e si studia il segno di f(x) − f(x0). In due variabili: det H > 0 e fxx > 0 minimo, det H > 0 e fxx < 0 massimo, det H < 0 sella.Massimi e minimi liberi in più variabili →). I metodi di questa nota sono gli stessi che si usano lì.
L'idea: se la matrice è diagonale si legge tutto
Se , allora e il tipo si vede dai segni dei :
| segni dei | tipo |
|---|---|
| tutti | definita positiva |
| tutti , almeno uno | semidefinita positiva |
| tutti | definita negativa |
| tutti , almeno uno | semidefinita negativa |
| almeno uno e almeno uno | indefinita |
(Per esempio se e : e , quindi è indefinita.)
Tutti i metodi che seguono fanno la stessa cosa: trovano una base in cui la forma è diagonale, oppure ricavano i segni dei senza calcolarli. Per questo bisogna prima sapere che il numero di segni non dipende dalla base scelta.
Teorema di Sylvester (legge d'inerzia)
Cambiando base la matrice diventa (matrici congruentiUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche →), e i numeri sulla diagonale cambiano. Per esempio e sono la stessa forma in due basi diverse (basta prendere la base : per bilinearità , , ). Quello che non cambia è il conteggio dei segni.
Teorema (Sylvester). Per ogni forma bilineare simmetrica reale esiste una base in cui la matrice è e i numeri e sono gli stessi in qualunque base che renda la matrice diagonale.
Esempio. ha già matrice : la segnatura è e il rango è .
La coppia si chiama segnatura della forma; .
- L'esistenza: si trova una base -ortogonale (con il teorema spettrale, o completando i quadrati) e si divide ogni con per : il nuovo valore diagonale diventa .
- L'unicità (idea): è la dimensione massima di un sottospazio su cui la forma è definita positiva, quindi è una proprietà della forma e non della base. Su la forma è definita positiva; se ci fosse un sottospazio più grande con la stessa proprietà, per la formula di GrassmannFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta → intersecherebbe (dove ) in un vettore non nullo , con e insieme: impossibile. Il conto delle dimensioni: , perché ha dimensione al più .
Quindi il tipo si legge dalla segnatura:
| segnatura | tipo |
|---|---|
| definita positiva | |
| definita negativa | |
| , | semidefinita positiva |
| , | semidefinita negativa |
| e | indefinita |
Metodo 1: i segni degli autovalori
Per il teorema spettraleOgni matrice simmetrica reale ha autovalori reali e una base ortonormale di autovettori: con P ortogonale si ha PᵀAP = P⁻¹AP = diagonale.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste una matrice ortogonale () con
dove i sono gli autovalori di , tutti reali. Siccome è proprio la matrice della forma nella base delle colonne di , la forma diagonale ha gli autovalori sulla diagonale. Quindi:
= numero di autovalori positivi, = numero di autovalori negativi (contati con molteplicità).
Esempio: ha autovalori : segnatura , indefinita. Calcolo: la matrice è a blocchi (la terza riga e la terza colonna hanno solo l'elemento diagonale), quindi sviluppando con LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la terza riga . Il secondo fattore è una differenza di quadrati: . Quindi : autovalori (semplice) e (doppio).
Attenzione: questo vale perché la del teorema spettrale è ortogonale. Per una qualsiasi gli elementi di non sono gli autovalori (lo si è visto con e ); hanno però gli stessi segni, per Sylvester.
Il difetto del metodo: calcolare gli autovalori richiede di trovare le radici del polinomio caratteristico, che per di solito non sono belle. Il metodo 2 evita di calcolarle.
Metodo 2: la regola dei segni di Cartesio
Regola di Cartesio. Sia un polinomio a coefficienti reali con tutte le radici reali. Allora il numero di radici positive (con molteplicità) è uguale al numero di variazioni di segnoSi scrivono i coefficienti in ordine dal grado più alto al più basso, si saltano quelli nulli, e si conta quante volte due coefficienti consecutivi hanno segno opposto. nella successione dei coefficienti.
Per un polinomio qualsiasi la regola dà solo un limite superiore; l'uguaglianza vale perché le radici sono tutte reali, ed è proprio il caso del polinomio caratteristico di una matrice simmetrica.
Come si usa.
- Si calcola (oppure , perché si cambia segno a tutte le righe: cambia solo il segno complessivo, non le radici e non il numero di variazioni). Per una c'è una scorciatoia: , dove è la somma dei tre minori principali (quelli che si ottengono cancellando la riga e la colonna , per ).
- Si contano le variazioni di segno: sono gli autovalori positivi.
- Si guarda la potenza più bassa di con coefficiente non nullo: se con non nullo in , l'autovalore ha molteplicità .
- Gli autovalori negativi sono i rimanenti: .
Esempio 1. , . Calcolo: ; sviluppando lungo la prima riga,
e sviluppando il cubo , quindi . (Con la scorciatoia: , , .) Segni: : tre variazioni, tre autovalori positivi. Definita positiva. (Gli autovalori sono , , : dalla forma raccolta si legge oppure .)
Grafico interattivo: Il polinomio caratteristico p(x) = x³ − 6x² + 10x − 4 dell'esempio 1: le tre radici 2 − √2 ≈ 0,59, 2 e 2 + √2 ≈ 3,41 sono tutte positive, come prevede la regola di Cartesio (tre variazioni di segno), e p(0) = −4 ≠ 0
Esempio 2. La matrice dell'esempio del metodo 1 ha (sviluppando lungo la terza riga, ). Segni: : una sola variazione, un autovalore positivo; , quindi non è autovalore; i negativi sono . Segnatura ✓.
Esempio 3. , . Con la scorciatoia: ; i minori principali sono , , , quindi ; (Laplace lungo la prima riga). Variazioni in : due. Manca il termine noto: è autovalore semplice (il fattore in vale ). Negativi: . Segnatura : semidefinita positiva, degenere. Controllo: le radici di sono , entrambe positive perché .
Metodo 3: i minori principali di nord-ovest
I minori principali di nord-ovest (o "di guida") sono i determinanti dei blocchi quadrati in alto a sinistra:
Criterio dei minori principali. Sia simmetrica.
- è definita positiva .
- è definita negativa , cioè per ogni (segni alterni, partendo da ).
- Se e non si è in nessuno dei due casi precedenti, è indefinita.
- Se la forma è degenere e il criterio non basta: usare un altro metodo.
Perché funziona. Si applica il procedimento di Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → con la forma alla base canonica, supponendo che i minori siano tutti non nulli (è proprio quello che serve perché il procedimento non si blocchi). Si ottengono vettori con
cioè la matrice di cambiamento di base è triangolare superiore con sulla diagonale, e con . Ora si guardano i blocchi in alto a sinistra: siccome è triangolare, il blocco di è (con , i blocchi di , ), e . Per il teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →:
Ora è tutto chiaro:
- tutti i tutti i definita positiva;
- di segni alterni partendo da ogni quoziente è negativo tutti i definita negativa.
Il caso " ma nessuno dei due" dà indefinita perché la forma è non degenere (quindi non semidefinita) e non è definita.
Esempio 1 (stessa matrice del metodo 2): , , (Laplace lungo la prima riga). Tutti positivi: definita positiva ✓. I valori diagonali dopo Gram-Schmidt sono , , .
Esempio 2. : , . Segni : definita negativa. (Controllo: per , perché i due quadrati sono entrambi nulli solo se e . Gli autovalori sono , entrambi negativi.)
Esempio 3. : , , (Laplace lungo la terza riga). , segni : né tutti positivi né alterni da . Indefinita ✓.
Il caso diventa una regola da ricordare: per , è il prodotto dei due autovalori e (la traccia) è la loro somma: il polinomio caratteristico è . Se i due autovalori hanno lo stesso segno, e quel segno è quello di , perché una forma definita ha su il proprio segno. Se un autovalore è nullo e l'altro vale .
| tipo | |
|---|---|
| indefinita (autovalori di segno opposto) | |
| e | definita positiva |
| e | definita negativa |
| semidefinita (positiva se , negativa se ), oppure nulla |
Perché il criterio non vale per le semidefinite. Le matrici (semidefinita positiva) e (indefinita) hanno gli stessi minori di nord-ovest: . I minori non bastano a distinguerle. Esiste un criterio per le semidefinite, ma usa tutti i minori principali (quelli ottenuti scegliendo le stesse righe e colonne, non solo in alto a sinistra): è semidefinita positiva se e solo se sono tutti . In pratica, nel caso degenere, conviene il metodo 2 o il metodo 4.
Metodo 4: completamento dei quadrati
È la versione "a mano" di Gram-Schmidt: si raccolgono i termini con in un quadrato, poi quelli con , e così via. Si ottiene come combinazione di quadrati di nuove variabili legate alle da un cambio di variabili invertibile; per Sylvester i segni dei coefficienti danno la segnatura.
Esempio. (la forma dell'esempio 1).
- Termini con : . (Si aggiunge e toglie quello che serve per completare il quadrato: .)
- Restano . (Si raccoglie : , e ; il termine in più va tolto.)
- Totale:
(.) Coefficienti : tutti positivi, definita positiva. Il cambio di variabili , , è invertibile (la sua matrice è triangolare con sulla diagonale, determinante ), quindi Sylvester si applica. Sono esattamente i del metodo 3: non è un caso, è lo stesso procedimento.
Se manca un quadrato. In non c'è da cui partire. Si usa , : (prodotto notevole), indefinita. Il cambio è invertibile perché . (Più in generale si sceglie una variabile che compare al quadrato; se nessuna compare, si fa questa sostituzione.)
Quale metodo usare
| situazione | metodo consigliato |
|---|---|
| matrice | determinante e (tabella sopra) |
| serve solo sapere se è definita positiva/negativa | minori principali |
| matrice con parametro | minori principali per i casi non degeneri, poi completamento dei quadrati o Cartesio dove |
| forma degenere () | Cartesio sul polinomio caratteristico, o completamento dei quadrati |
| servono anche la base diagonalizzante ortonormale | autovalori e autovettori (teorema spettrale) |
Errori comuni
- ", quindi definita negativa": per la definita negativa serve la successione ; se la forma non può mai essere negativa ().
- Concludere "semidefinita positiva" perché i minori di nord-ovest sono : non basta (controesempio ).
- Applicare Cartesio a un polinomio con radici complesse: la regola conta esattamente le radici positive solo se sono tutte reali; per una matrice simmetrica lo sono, per una qualsiasi no.
- Confondere i numeri diagonali di con gli autovalori: lo sono solo se è ortogonale; in generale hanno solo gli stessi segni.
- Dimenticare il fattore nella matrice: il termine dà .
Versione ripasso
Sia una forma bilineare simmetricaUna forma bilineare simmetrica generalizza il prodotto scalare: si rappresenta con una matrice simmetrica, che cambiando base diventa PᵀAP (matrici congruenti); può essere degenere o no, definita positiva, negativa o indefinita; le definite positive sono i prodotti scalari e per esse vale Gram-Schmidt.Forme bilineari simmetriche → su con matrice e forma quadratica . Il tipo (definita/semidefinita/indefinita) dipende dai segni dei coefficienti della sua forma diagonale.
Teorema di Sylvester
Per ogni forma bilineare simmetrica reale esiste una base in cui la matrice è diagonale con entrate o .
La segnatura (dove è il numero di , il numero di ) è invariante rispetto alla base. Il rango della forma è .
- : definita positiva; : definita negativa.
- : semidefinita positiva; : semidefinita negativa.
- : indefinita.
Metodo 1: Autovalori
Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. Applicato alle forme quadratiche, permette di scriverle come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, esiste una base ortonormale di autovettori tale che la forma sia .
- = numero di autovalori positivi, = numero di autovalori negativi (con molteplicità). Vale perché la del teorema spettrale è ortogonale (); per una qualsiasi i numeri diagonali non sono gli autovalori ma hanno gli stessi segni (esempio: e sono la stessa forma). Esempio: ha autovalori : segnatura , indefinita.
Metodo 2: Regola di Cartesio
Si studia il polinomio caratteristico . Poiché le radici (autovalori) sono tutte reali:
- Il numero di variazioni di segno nei coefficienti di è il numero di autovalori positivi ().
- Il numero di autovalori nulli è pari alla potenza minima di in .
- Gli autovalori negativi sono .
Esempi: ha , segni : tre variazioni, definita positiva. ha : due variazioni, semplice, negativi : semidefinita positiva (segnatura ).
Metodo 3: Minori principali di nord-ovest
Siano i determinanti dei blocchi in alto a sinistra.
- Definita positiva: .
- Definita negativa: ().
- Caso : : se è indefinita; se è definita con segno di . Nota: non applicabile se . Perché: Gram-Schmidt con sulla base canonica dà triangolare con diagonale e valori diagonali (per Binet ). Esempi: ha (definita positiva, ); ha , (definita negativa); per le semidefinite il criterio non basta ( e hanno gli stessi minori).
Metodo 4: Completamento dei quadrati
Si riscrive come combinazione di quadrati: . I segni dei coefficienti danno la segnatura.
- Se manca un quadrato (es. ), si usa la sostituzione e (qui , indefinita).
- Esempio: : coefficienti positivi ().
Errori tipici
- Semidefinite: i minori di nord-ovest NON garantiscono la semidefinita positiva (controesempio: ).
- Cartesio: applicarlo se le radici non sono tutte reali (ma per matrici simmetriche sono sempre reali).
- Matrice: dimenticare il fattore nel termine misto (es. ).
- Segnatura: confondere i valori diagonali di una base qualunque con gli autovalori (hanno solo lo stesso segno).