Spazi affini, rette e piani
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Lezioni 39 e 40 (videolezioni n. 39–40). Prerequisiti: Sottospazi vettorialiUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali →, Sistemi lineari e teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →, Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →. Seguito: Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →, Fasci di pianiI piani che contengono una retta r = {f₁ = 0, f₂ = 0} sono tutti e soli i piani λf₁ + μf₂ = 0, con (λ, μ) ≠ (0, 0): è il fascio di piani di asse r. Serve a trovare in un colpo il piano per r che passa per un punto, è parallelo a una direzione o è ortogonale a un altro piano. Varianti: fascio di piani paralleli, stella di piani per un punto.Fasci di piani →, Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →. Esercizi: Esercizio 104 · rette sghembe e perpendicolare comune (appello 17/6/2025), Esercizio 108 · un sottospazio affine di A4 (appello 1/2/2022).
Punti e vettori
In una terna può indicare due cose diverse: una posizione (un punto dello spazio) oppure uno spostamento (una freccia, che si può applicare in qualunque punto). Finora, negli spazi vettoriali, c'era solo il secondo significato, e c'era un punto privilegiato, l'origine : un sottospazio vettoriale deve passare per l'origine. La retta del piano non è un sottospazio vettoriale, eppure è un oggetto geometrico del tutto ragionevole. Lo spazio affine serve a trattare anche questi oggetti.
Definizione. Lo spazio affine reale -dimensionale è l'insieme i cui elementi si chiamano punti, insieme allo spazio vettoriale e alle due operazioni:
- punto più vettore: è il punto ottenuto spostando del vettore (componente per componente);
- punto meno punto: è l'unico vettore tale che , cioè il vettore che va da a , scritto anche .
Proprietà: ; ; (andare da a e poi da a equivale ad andare da a ).
Esempio. , : e infatti . È lo stesso vettore "spostamento" usato in fisica per la posizione relativa di due punti (Vettori - componenti, somma e moduloUn vettore ha modulo, direzione e verso. In un riferimento cartesiano si scrive con le sue componenti lungo i versori i, j, k: somma, differenza e prodotto per un numero si fanno componente per componente, il modulo con Pitagora.Vettori - componenti, somma e modulo →, Fisica Generale 1).
Che cosa non ha senso. Sommare due punti ( dipende dalla scelta dell'origine: spostando l'origine il risultato cambia). Ha senso invece il punto medio
perché è una combinazione con coefficienti di somma . Il motivo: se si sposta l'origine di un vettore , ogni punto diventa , e , cioè il punto medio si sposta insieme a tutti gli altri punti; con invece si otterrebbe , un punto diverso. Esempio: il punto medio di e è .
Sottospazi affini
Definizione. Un sottospazio affine di è un insieme della forma con un punto e un sottospazio vettorialeUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → di , detto spazio direttore (o giacitura) di . La dimensione di è (la DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → dello spazio vettoriale , cioè il numero di vettori di una sua base).
Esempio. In la retta ha spazio direttore e dimensione . Le sue coordinate soddisfano , cioè : è la retta per l'origine traslata del vettore . Non passa per l'origine (), quindi non è un sottospazio vettoriale.
Grafico interattivo: Sottospazio affine L = (1, 0) + ⟨(1, 1)⟩, cioè y = x − 1, e il suo spazio direttore W = ⟨(1, 1)⟩, cioè y = x: L è W traslato del vettore P = (1, 0)
| nome | spazio direttore | |
|---|---|---|
| punto | ||
| retta | , = vettore direttore | |
| piano | ||
| iperpiano | sottospazio di dimensione |
In gli iperpiani sono le rette, in sono i piani.
Fatti fondamentali.
- Il punto base si può cambiare: se allora . (Se , ogni punto si riscrive , e .)
- Lo spazio direttore è determinato da : , l'insieme dei vettori che congiungono due punti di . (Se e , allora perché è chiuso rispetto alla differenza; viceversa ogni è , differenza di due punti di .) Quindi due scritture dello stesso insieme hanno per forza .
- è un sottospazio vettoriale se e solo se passa per l'origine (, cioè ). (Un sottospazio vettoriale deve contenere ; se invece , per il primo fatto .)
Equazioni parametriche
Scelta una baseDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi → di , ogni si scrive in un solo modo come , quindi ogni punto di è
Scritte componente per componente sono le equazioni parametriche di : parametri liberi, uno per ogni direzione.
Retta per due punti : punto base , vettore direttore :
Per si ottiene , per si ottiene , per il punto medio, per il segmento .
Esempio. Retta per e : , e scrivendo componente per componente
Piano per tre punti non allineati (cioè e non proporzionali, quindi linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →: generano uno spazio direttore di dimensione ; se fossero proporzionali i tre punti starebbero su una retta e i piani che li contengono sarebbero infiniti):
Esempio. , , : , , non proporzionali (la seconda componente è nel primo e nel secondo, mentre la prima è in entrambi: nessun dà ), e
Equazioni cartesiane
Teorema. L'insieme delle soluzioni di un sistema lineare compatibile in incognite è un sottospazio affine di con spazio direttore e dimensione . Viceversa ogni sottospazio affine si può descrivere così.
Esempio. in : , una soluzione è , il nucleo è , quindi le soluzioni sono , una retta affine con di dimensione .
La prima parte è la struttura delle soluzioniUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → di un sistema: soluzione particolare più soluzioni dell'omogeneo, cioè . (Se e , allora , cioè .) La dimensione viene dal teorema della nullità più rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →: . Per il viceversa: si scrivono le equazioni cartesiane di (come in Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospaziProcedura da esame per i sottospazi di K^n: base da generatori (riduzione a scala delle righe), base da equazioni (incognite libere), equazioni cartesiane da una base (eliminare i parametri), intersezione (mettere a sistema), somma (unire i generatori) e Grassmann come controllo.Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi →) e si sceglie , così che sia una soluzione.
Conteggio delle equazioni. Un sottospazio affine di dimensione in richiede equazioni indipendenti: un iperpiano una sola, una retta di due. (Dalla formula del teorema: , quindi , e servono almeno righe indipendenti.)
L'equazione di un iperpiano e il vettore normale
Un iperpiano ha una sola equazione
Il suo spazio direttore è il nucleo, cioè le soluzioni dell'equazione omogenea: con , perché il primo membro è proprio il prodotto scalareIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli → di con . È l'insieme dei vettori ortogonali a , cioè (il complemento ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → di , di dimensione ). Quindi:
I coefficienti delle incognite formano un vettore ortogonale all'iperpiano (vettore normale). Il termine noto decide solo "dove" sta l'iperpiano: iperpiani con lo stesso e termini noti diversi sono paralleli.
Grafico interattivo: In A²: la retta 2x + y = 4 ha vettore normale n = (2, 1) (perpendicolare) e direzione d = (−1, 2); la retta 2x + y = 0 ha lo stesso n, quindi è parallela
Piano con normale assegnata per un punto. Il piano per ortogonale a è : i punti tali che il vettore da a è ortogonale a . Esempio: per e , ; sviluppando, , cioè . Controllo: in si ha ✓.
Retta di come intersezione di due piani
La condizione "normali non proporzionali" significa : allora la retta ha dimensione , come deve (se le normali fossero proporzionali i due piani sarebbero paralleli o coincidenti). Il vettore direttore deve essere ortogonale a entrambe le normali e (sta nello spazio direttore di entrambi i piani): lo si trova risolvendo il sistema omogeneo, oppure con il prodotto vettorialeIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto → .
Passare da un tipo di equazioni all'altro
Da parametriche a cartesiane: si eliminano i parametri. Per la retta dell'esempio (, , ): dalla terza , sostituendo nelle altre
Verifica con : ✓, ✓.
Per il piano per , , dell'esempio: dalla seconda e dalla terza equazione (, ) si ricava , , e sostituendo nella prima . Moltiplicando per (il minimo comune multiplo dei denominatori) si ha , e portando tutto a sinistra:
Verifica: : ✓; : ✓; : ✓. In alternativa si cerca un vettore ortogonale a e (con il prodotto vettoriale: ) e si impone il passaggio per .
Da cartesiane a parametriche: si risolve il sistema.
Un piano. : una equazione in tre incognite, rango , quindi incognite libere. Si scelgono come parametri , e si ricava ; separando la parte costante e i coefficienti di e di :
Controllo: i due vettori direttori sono ortogonali alla normale : ✓, ✓.
Una retta. , : dalla seconda ; dalla prima , e sostituendo : . Con (l'unica incognita libera, perché il rango è ):
Controllo: è ortogonale a () e a () ✓.
Posizione reciproca
Due sottospazi affini e si dicono:
- incidenti se ;
- paralleli se oppure (per due rette: vettori direttori proporzionali; per due piani di : normali proporzionali);
- sghembi se e (non si incontrano e non hanno direzioni in comune).
L'intersezione si trova mettendo a sistema le equazioni cartesiane, oppure sostituendo le parametriche di uno nelle cartesiane dell'altro.
Due rette di
| si intersecano | non si intersecano | |
|---|---|---|
| direttori proporzionali | coincidenti | parallele distinte |
| direttori non proporzionali | incidenti (in un punto) | sghembe |
Le rette sghembe esistono solo da dimensione in su: in due rette non parallele si incontrano sempre.
Criterio con i ranghi. Se e (due equazioni ciascuna), si considera il sistema di equazioni in incognite con matrice () e completa ():
| posizione | ||
|---|---|---|
| coincidenti | ||
| parallele distinte | ||
| incidenti | ||
| sghembe |
Perché la tabella funziona:
- il teorema di Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → dice che il sistema ha soluzioni (le rette si incontrano) se e solo se ; quando i due ranghi sono diversi non c'è nessun punto comune;
- lo spazio delle soluzioni dell'omogeneo è (le direzioni comuni alle due rette) e ha dimensione . Con è una retta per l'origine: le due rette hanno lo stesso spazio direttore. Con è : nessuna direzione comune;
- non può scendere sotto , perché le due righe di sono già indipendenti, e (si aggiunge una sola colonna).
In pratica: sghembe , perché vuol dire , e allora (una matrice ha rango al massimo ) (determinanteIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → diverso da zero significa righe indipendenti).
Esempio. e . Direttori non proporzionali. Punti comuni: si uguagliano le componenti, , , (terza componente): impossibile. Sghembe.
Lo stesso risultato con i ranghi. Cartesiane di : , , ; eliminando si ha , . Cartesiane di : , , ; eliminando si ha , . Quindi
Con e (operazioni che non cambiano il determinante) diventa ; scambiando e (il determinante cambia segno) si ottiene una matrice triangolare con diagonale . Quindi : sghembe ✓.
Con invece: , , . Si sostituisce la seconda nella prima: , cioè , quindi e : le rette si incontrano in . Incidenti.
Grafico interattivo: Le rette dell'esempio viste dall'alto (proiezione sul piano z = 0): r: x − y = 1 sta a quota z = 0, s: x + y = 1 a quota z = 1, s′: x + y = 3 a quota z = 0. Viste dall'alto r e s si incrociano in (1, 0), ma a quote diverse (sghembe); r e s′ si incontrano davvero in (2, 1, 0)
Retta e piano di
Retta , piano . Sostituendo: .
- : un solo valore di , la retta interseca il piano in un punto;
- ( ortogonale alla normale, cioè parallelo al piano): l'equazione diventa , che non contiene più . Se è falsa nessun va bene e la retta è parallela al piano senza toccarlo; se è vera ogni va bene e la retta è contenuta nel piano.
Esempio. e , con . Si ha e , quindi , : il punto di intersezione è (controllo: ✓). Con il piano , invece, e , e è uguale al termine noto: la retta è contenuta nel piano (è infatti una delle due equazioni con cui era stata scritta sopra).
Due piani di
Normali proporzionali: piani paralleli (coincidenti se anche le equazioni sono proporzionali). Normali non proporzionali: si intersecano in una retta. È di nuovo Rouché-Capelli, con due equazioni in tre incognite: se le normali non sono proporzionali e le soluzioni formano una retta ( parametro); se sono proporzionali e il sistema ha soluzioni (piani coincidenti) solo se anche .
Esempio. e : le normali e sono proporzionali (fattore ), ma il termine noto non lo è (): piani paralleli distinti. Con e le normali non sono proporzionali e l'intersezione è la retta trovata sopra.
Errori comuni
- Sommare due punti o moltiplicare un punto per un numero: hanno senso , e le combinazioni con coefficienti di somma (come il punto medio).
- Contare male le equazioni: una retta di ha due equazioni cartesiane; una sola equazione in tre incognite è un piano.
- Confondere vettore direttore e vettore normale: in un piano , è ortogonale al piano, non parallelo.
- Dire "non parallele quindi incidenti" per due rette di : possono essere sghembe.
Versione ripasso
Punti e vettori
Lo spazio affine è l'insieme (punti) con le operazioni:
- : traslazione di un punto tramite un vettore .
- : vettore che congiunge due punti.
Esempio: , : , punto medio . Non ha senso sommare due punti (dipende dall'origine). Ha senso la combinazione affine (somma dei coefficienti uguale a 1), come il punto medio .
Sottospazi affini
Un sottospazio affine è , con punto base e sottospazio vettorialespazio direttore.
- .
- Due punti determinano .
- è sottospazio vettoriale se (passa per l'origine).
Equazioni parametriche
.
- Retta per : ( dà , dà ). Esempio: , : .
- Piano per non allineati: . Esempio: , , : .
Equazioni cartesiane
Ogni sottospazio affine è l'insieme delle soluzioni di un sistema .
- Un sottospazio di dimensione in è definito da equazioni indipendenti.
- Iperpiano: . Il vettore è il vettore normale (ortogonale allo spazio direttore).
- Retta in : intersezione di due piani non paralleli. Vettore direttore (prodotto vettoriale).
Passaggio tra equazioni
- Da parametriche a cartesiane: eliminazione dei parametri tramite sostituzione. Esempio: la retta sopra () dà , ; il piano per dà (normale anche da , Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).
- Da cartesiane a parametriche: risoluzione del sistema lineare (es. ponendo alcune variabili come parametri liberi). Esempio: , dà ; dà .
- Piano per con normale : . Una retta ha direttore ortogonale alle due normali.
Posizione reciproca in
Siano e .
- Incidenti: .
- Paralleli: o .
- Sghembe (rette): e .
Rette: direttori proporzionali + punti comuni: coincidenti, altrimenti parallele distinte; non proporzionali: incidenti se si intersecano, altrimenti sghembe (esistono da in su). Esempio: e danno la terza componente impossibile: sghembe; con si incontrano in . Retta e piano (, ): ; se un punto, se parallela (contenuta se ). Due piani: normali proporzionali paralleli, altrimenti si tagliano in una retta.
Criterio ranghi per due rette (): Costruisci la matrice completa di ordine e la matrice incompleta ().
- : coincidenti.
- : parallele distinte.
- : incidenti.
- : sghembe (). Si usano Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine → e Fasci di pianiI piani che contengono una retta r = {f₁ = 0, f₂ = 0} sono tutti e soli i piani λf₁ + μf₂ = 0, con (λ, μ) ≠ (0, 0): è il fascio di piani di asse r. Serve a trovare in un colpo il piano per r che passa per un punto, è parallelo a una direzione o è ortogonale a un altro piano. Varianti: fascio di piani paralleli, stella di piani per un punto.Fasci di piani → per distanze e piani per una retta.
Errori tipici
- Sommare due punti o moltiplicare un punto per uno scalare.
- Confondere il vettore normale (coefficienti delle incognite in un iperpiano) con il vettore direttore.
- Credere che due rette non parallele in debbano essere incidenti (possono essere sghembe).
- Sbagliare il numero di equazioni cartesiane: una retta in richiede due equazioni.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 40 · sistema omogeneo, non omogeneo e soluzioni come particolare più nucleo
- Esercizio 43 · rango con parametro e sistemi incompatibili (compitino 2023)
- Esercizio 48 · inversa con la matrice aggiunta e regola di Cramer
- Esercizio 100 · un rettangolo nello spazio e il suo piano (appello 15/6/2021)
- Esercizio 101 · distanza punto-piano e retta parallela a un piano (appello 2/9/2021)
- Esercizio 102 · piani paralleli con parametro e retta intersezione (appello 14/6/2022)
- Esercizio 103 · rette parallele, area di un triangolo e punto simmetrico (appello 7/2/2023)
- Esercizio 104 · rette sghembe e perpendicolare comune (appello 17/6/2025)
- Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021)
- Esercizio 106 · retta parallela a un piano e intersezione di piani (appello 3/2/2026)
- Esercizio 107 · punto di minima distanza da una retta (appello 8/7/2025)
- Esercizio 108 · un sottospazio affine di A4 (appello 1/2/2022)
- Esercizio - Halfspace, distanza dal piano e problema XOR