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Note per Studenti Esercizio 3 · quali sottoinsiemi di R2 sono sottospazi

Esercizio 3quali sottoinsiemi di R2 sono sottospazi

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Testo. Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi di R2\mathbb{R}^2 sono sottospazi vettoriali.

  1. W1={(a,b)∈R2:3a−2b=0}W_1 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : 3a - 2b = 0\};
  2. W2={(a,b)∈R2:a−2b=3}W_2 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a - 2b = 3\};
  3. W3={(a,b)∈R2:a2−b=0}W_3 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a^2 - b = 0\};
  4. W4={(a,b)∈R2:a≥0, b≥0}W_4 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a \ge 0,\ b \ge 0\}.

Cosa bisogna verificare

Per la definizione di sottospazioUn sottoinsieme non vuoto è un sottospazio se è chiuso per la somma e per il prodotto per scalari.Sottospazi vettoriali →, WW è un sottospazio se

  • (S) w1,w2∈W⇒w1+w2∈Ww_1, w_2 \in W \Rightarrow w_1 + w_2 \in W, e
  • (P) w∈Ww \in W, λ∈R⇒λw∈W\lambda \in \mathbb{R} \Rightarrow \lambda w \in W.

Due regole pratiche:

  • per dimostrare che è un sottospazio bisogna verificare (S) e (P) con vettori generici;
  • per dimostrare che non lo è basta un controesempio numerico; il primo da provare è 0⃗=(0,0)\vec 0 = (0, 0), che deve appartenere a ogni sottospazio.

1. 3a−2b=03a - 2b = 0: sì

(0,0)(0, 0) soddisfa l'equazione, quindi il test veloce non esclude nulla: serve la verifica completa.

(S). Siano w1=(a1,b1)w_1 = (a_1, b_1), w2=(a2,b2)∈W1w_2 = (a_2, b_2) \in W_1. Le ipotesi sono

3a1−2b1=0,3a2−2b2=0.3a_1 - 2b_1 = 0, \qquad 3a_2 - 2b_2 = 0.

La somma w1+w2=(a1+a2, b1+b2)w_1 + w_2 = (a_1 + a_2,\ b_1 + b_2) sta in W1W_1 se il triplo della prima componente meno il doppio della seconda fa 00:

3(a1+a2)−2(b1+b2)=3a1+3a2−2b1−2b2=(3a1−2b1)+(3a2−2b2)=0+0=0 ✓3(a_1 + a_2) - 2(b_1 + b_2) = 3a_1 + 3a_2 - 2b_1 - 2b_2 = (3a_1 - 2b_1) + (3a_2 - 2b_2) = 0 + 0 = 0 \ \checkmark

(si è sviluppato il prodotto e poi si sono raggruppati i termini con indice 1 e quelli con indice 2, per far comparire le ipotesi).

(P). Sia w=(a,b)∈W1w = (a, b) \in W_1, cioè 3a−2b=03a - 2b = 0, e λ∈R\lambda \in \mathbb{R}. Allora λw=(λa,λb)\lambda w = (\lambda a, \lambda b) e

3(λa)−2(λb)=λ(3a−2b)=λ⋅0=0 ✓3(\lambda a) - 2(\lambda b) = \lambda (3a - 2b) = \lambda \cdot 0 = 0 \ \checkmark

W1W_1 è un sottospazio. Geometricamente è la retta y=32xy = \frac32 x, che passa per l'origine. Lo si vede anche risolvendo l'equazione: b=32ab = \frac32 a, quindi (a,b)=a(1,32)=a2(2,3)(a, b) = a\left(1, \frac32\right) = \frac a2 (2, 3), cioè W1=⟨(2,3)⟩W_1 = \langle (2, 3) \rangle, l'insieme dei multipli di un vettore. Un sottospazio generatoL'insieme di tutte le combinazioni lineari di alcuni vettori è sempre un sottospazio.Intersezione, somma e sottospazio generato → è sempre un sottospazio, il che conferma il risultato. Più in generale vale la regola praticaLe soluzioni di equazioni lineari omogenee (primo grado, termine noto 0) formano sempre un sottospazio.Sottospazi vettoriali →: un'equazione lineare omogenea definisce sempre un sottospazio.


2. a−2b=3a - 2b = 3: no

Si prova il vettore nullo: 0−2⋅0=0≠30 - 2 \cdot 0 = 0 \ne 3, quindi (0,0)∉W2(0, 0) \notin W_2. Ogni sottospazio contiene 0⃗\vec 0Se w sta nel sottospazio, per la chiusura rispetto al prodotto anche 0 · w = 0 ci sta.Sottospazi vettoriali →, quindi W2W_2 non è un sottospazio. È una retta che non passa per l'origine; il problema è il termine noto 3≠03 \ne 0.

Grafico interattivo: W₁: 3a − 2b = 0 passa per l'origine (sottospazio); W₂: a − 2b = 3 non contiene (0, 0), quindi non è un sottospazio


3. a2−b=0a^2 - b = 0: no

Qui (0,0)∈W3(0, 0) \in W_3 (0−0=00 - 0 = 0), quindi bisogna lavorare di più.

Tentativo di (S). Siano (a1,b1),(a2,b2)∈W3(a_1, b_1), (a_2, b_2) \in W_3, cioè a12−b1=0a_1^2 - b_1 = 0 e a22−b2=0a_2^2 - b_2 = 0. Per la somma:

Si sviluppa il quadrato del binomio, (a1+a2)2=a12+2a1a2+a22(a_1 + a_2)^2 = a_1^2 + 2a_1 a_2 + a_2^2 (caso n=2n = 2 del Binomio di NewtonLa formula per sviluppare (a+b)^n con i coefficienti binomiali.Binomio di Newton →), e si raggruppano i termini per far comparire le ipotesi:

(a1+a2)2−(b1+b2)=a12+2a1a2+a22−b1−b2=(a12−b1)⏟0+(a22−b2)⏟0+2a1a2=2a1a2.(a_1 + a_2)^2 - (b_1 + b_2) = a_1^2 + 2a_1 a_2 + a_2^2 - b_1 - b_2 = \underbrace{(a_1^2 - b_1)}_{0} + \underbrace{(a_2^2 - b_2)}_{0} + 2a_1 a_2 = 2a_1 a_2.

Il doppio prodotto 2a1a22a_1 a_2 non è zero in generale: le ipotesi non dicono che a1a_1 o a2a_2 siano nulli. Questo suggerisce che W3W_3 non è chiuso per la somma; per dimostrarlo si costruisce un controesempio con a1,a2≠0a_1, a_2 \ne 0.

Controesempio. (1,1)∈W3(1, 1) \in W_3 (1−1=01 - 1 = 0) e (2,4)∈W3(2, 4) \in W_3 (4−4=04 - 4 = 0), ma la somma (3,5)(3, 5) dà 9−5=4≠09 - 5 = 4 \ne 0: (3,5)∉W3(3, 5) \notin W_3. W3W_3 non è un sottospazio.

Geometricamente W3W_3 è la parabola y=x2y = x^2: il quarto vertice del parallelogramma costruito su due punti della parabola non sta sulla parabola. (Lo stesso controesempio fa fallire anche (P): 2⋅(1,1)=(2,2)2 \cdot (1, 1) = (2, 2) e 4−2=2≠04 - 2 = 2 \ne 0.)

Grafico interattivo: Parabola b = a²: (1, 1) e (2, 4) ci stanno, la loro somma (3, 5) no (in a = 3 la parabola vale 9)


4. Primo quadrante: no

(0,0)∈W4(0, 0) \in W_4, ed è vero che (S) vale: se a1,b1,a2,b2≥0a_1, b_1, a_2, b_2 \ge 0 allora anche a1+a2≥0a_1 + a_2 \ge 0 e b1+b2≥0b_1 + b_2 \ge 0.

Ma (P) fallisce per gli scalari negativi. Controesempio: (3,2)∈W4(3, 2) \in W_4 e λ=−1\lambda = -1 danno (−3,−2)∉W4(-3, -2) \notin W_4. W4W_4 non è un sottospazio: manca l'opposto dei suoi vettori, che in uno spazio vettorialeTra le proprietà richieste c'è l'esistenza dell'opposto: per ogni v esiste −v con v + (−v) = 0.Spazi vettoriali → deve sempre esserci (ed è (−1)⋅w(-1) \cdot w).

Grafico interattivo: W₄ è il primo quadrante: (3, 2) è in W₄, ma (−1)·(3, 2) = (−3, −2) no


Insieme 0⃗∈W\vec 0 \in W? (S) (P) Sottospazio?
3a−2b=03a - 2b = 0 (retta per l'origine) sì sì sì sì
a−2b=3a - 2b = 3 (retta non per l'origine) no — — no
a2−b=0a^2 - b = 0 (parabola) sì no — no
a≥0,b≥0a \ge 0, b \ge 0 (quadrante) sì sì no no

Gli unici sottospazi di R2\mathbb{R}^2 sono {0⃗}\{\vec 0\}, le rette per l'origine e R2\mathbb{R}^2.

Errori comuni

  • Dire "contiene 0⃗\vec 0, quindi è un sottospazio" (casi 3 e 4).
  • Verificare (S) con due vettori specifici e concludere che vale sempre: per il "sì" serve la verifica generica.
  • Controllare il prodotto solo con λ>0\lambda > 0: nel caso 4 è proprio λ<0\lambda < 0 a far fallire la proprietà.

Versione ripasso

Testo. Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi di R2\mathbb{R}^2 sono sottospazi vettoriali:

  1. W1={(a,b)∈R2:3a−2b=0}W_1 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : 3a - 2b = 0\};
  2. W2={(a,b)∈R2:a−2b=3}W_2 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a - 2b = 3\};
  3. W3={(a,b)∈R2:a2−b=0}W_3 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a^2 - b = 0\};
  4. W4={(a,b)∈R2:a≥0, b≥0}W_4 = \{(a, b) \in \mathbb{R}^2 : a \ge 0,\ b \ge 0\}.

Verifica di sottospazio

Per la definizione di sottospazioUn sottoinsieme non vuoto è un sottospazio se è chiuso per la somma e per il prodotto per scalari.Sottospazi vettoriali →, WW è un sottospazio se:

  • (S) w1,w2∈W⇒w1+w2∈Ww_1, w_2 \in W \Rightarrow w_1 + w_2 \in W;
  • (P) w∈W,λ∈R⇒λw∈Ww \in W, \lambda \in \mathbb{R} \Rightarrow \lambda w \in W.

Regole pratiche:

  • Per dimostrare che è un sottospazio, verificare (S) e (P) su vettori generici.
  • Per dimostrare che non lo è, basta un controesempio. Il primo da testare è il vettore nullo 0⃗=(0,0)\vec 0 = (0, 0), che deve sempre appartenere a un sottospazio.

1. 3a−2b=03a - 2b = 0: sì

(0,0)∈W1(0,0) \in W_1. (S). 3(a1+a2)−2(b1+b2)=(3a1−2b1)+(3a2−2b2)=0+0=03(a_1+a_2) - 2(b_1+b_2) = (3a_1-2b_1) + (3a_2-2b_2) = 0 + 0 = 0. ✓\checkmark (P). 3(λa)−2(λb)=λ(3a−2b)=λ⋅0=03(\lambda a) - 2(\lambda b) = \lambda(3a-2b) = \lambda \cdot 0 = 0. ✓\checkmark

2. a−2b=3a - 2b = 3: no

(0,0)∉W2(0, 0) \notin W_2 poiché 0−2(0)=0≠30 - 2(0) = 0 \ne 3.

3. a2−b=0a^2 - b = 0: no

(0,0)∈W3(0, 0) \in W_3. Tuttavia, fallisce (S). Controesempio: (1,1)∈W3(1, 1) \in W_3 e (2,4)∈W3(2, 4) \in W_3. La somma (3,5)(3, 5) non sta in W3W_3 poiché 32−5=4≠03^2 - 5 = 4 \ne 0.

4. Primo quadrante: no

(0,0)∈W4(0, 0) \in W_4 e (S) è soddisfatta. Tuttavia, fallisce (P) per scalari negativi. Controesempio: (3,2)∈W4(3, 2) \in W_4, ma per λ=−1\lambda = -1 si ha (−3,−2)∉W4(-3, -2) \notin W_4.


Errori tipici

  • Sostituire (0,0)(0,0) e concludere erroneamente che, se appartiene all'insieme, allora è un sottospazio (es. casi 3 e 4).
  • Verificare (S) o (P) solo su casi particolari invece che con vettori generici.
  • Dimenticare di testare (P) con scalari λ<0\lambda < 0.

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