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Note per Studenti Sistemi di equazioni differenziali lineari

Sistemi di equazioni differenziali lineari

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Prerequisiti: Esistenza e unicità per il problema di CauchyProblema di Cauchy: y' = f(t, y), y(t0) = y0. Peano: f continua ⇒ esiste almeno una soluzione locale (non unica: y' = √|y|, y(0) = 0). Cauchy-Lipschitz: f continua e lipschitziana in y (basta f e ∂f/∂y continue) ⇒ soluzione unica in un intorno di t0. La soluzione può esplodere in tempo finito (y' = y², y' = 1 + y²); se f è lipschitziana in y su tutta la striscia [a, b] × R la soluzione esiste su tutto [a, b]. Un'equazione di ordine n si riduce a un sistema del primo ordine.Esistenza e unicità per il problema di Cauchy →, Equazioni differenziali lineari del secondo ordiney'' + a1(t)y' + a0(t)y = b(t) con coefficienti continui su un intervallo: le soluzioni sono definite su tutto l'intervallo e il problema di Cauchy con y(t0), y'(t0) ha una sola soluzione. L'integrale generale dell'omogenea è c1 y1 + c2 y2 con y1, y2 soluzioni linearmente indipendenti (controllo con il wronskiano); quello della completa è yp + c1 y1 + c2 y2, con yp una soluzione particolare. Stessa struttura per ogni ordine n.Equazioni differenziali lineari del secondo ordine →; autovalori e autovettori (Algebra Lineare).

I sistemi servono quando più grandezze si influenzano a vicenda: due serbatoi che si scambiano liquido, correnti in due maglie accoppiate di un circuito, posizione e velocità di un oscillatore.

Definizione e forma del sistema

Un sistema di equazioni differenziali lineari del primo ordine in Rn\mathbb{R}^n si presenta nella forma: Y′(t)=A(t)Y(t)+B(t)Y'(t) = A(t)Y(t) + B(t) dove Y(t)=(y1(t)⋮yn(t))Y(t) = \begin{pmatrix} y_1(t) \\ \vdots \\ y_n(t) \end{pmatrix} è il vettore incognito, A(t)A(t) è una matrice n×nn \times n di funzioni e B(t)B(t) è un vettore di funzioni termine noto.

Teorema (esistenza e unicità per i sistemi lineari). Esistenza e unicità. Se A(t)A(t) e B(t)B(t) sono continue in un intervallo I⊆RI \subseteq \mathbb{R}, allora per ogni dato iniziale Y(t0)=Y0Y(t_0) = Y_0 esiste una soluzione unica definita su tutto l'intervallo II.

Esempio. Y′=(01−10)YY' = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ -1 & 0 \end{pmatrix} Y con Y(0)=(1,0)Y(0) = (1, 0) ha un'unica soluzione definita su tutto R\mathbb{R}: Y(t)=(cos⁡t,−sin⁡t)Y(t) = (\cos t, -\sin t).

È il teorema di esistenza globale di Esistenza e unicità per il problema di CauchyProblema di Cauchy: y' = f(t, y), y(t0) = y0. Peano: f continua ⇒ esiste almeno una soluzione locale (non unica: y' = √|y|, y(0) = 0). Cauchy-Lipschitz: f continua e lipschitziana in y (basta f e ∂f/∂y continue) ⇒ soluzione unica in un intorno di t0. La soluzione può esplodere in tempo finito (y' = y², y' = 1 + y²); se f è lipschitziana in y su tutta la striscia [a, b] × R la soluzione esiste su tutto [a, b]. Un'equazione di ordine n si riduce a un sistema del primo ordine.Esistenza e unicità per il problema di Cauchy →: il secondo membro F(t,Y)=A(t)Y+B(t)F(t, Y) = A(t)Y + B(t) è lipschitziano in YY su ogni striscia [a,b]×Rn[a, b] \times \mathbb{R}^n contenuta in I×RnI \times \mathbb{R}^n, perché ∥A(t)(Y1−Y2)∥≤L∥Y1−Y2∥\|A(t)(Y_1 - Y_2)\| \leq L\|Y_1 - Y_2\| con LL legato al massimo dei coefficienti di AA su [a,b][a, b].

Riduzione di un'equazione di ordine nn

Un'equazione lineare scalare di ordine nn, y(n)+an−1y(n−1)+⋯+a0y=f(t)y^{(n)} + a_{n-1}y^{(n-1)} + \dots + a_0y = f(t), può essere trasformata in un sistema del primo ordine ponendo: x1=y,x2=y′,…,xn=y(n−1)x_1 = y, x_2 = y', \dots, x_n = y^{(n-1)}. Il sistema risultante è X′=AX+FX' = AX + F, dove AA è la matrice compagna e F=(0,…,0,f(t))F = (0, \dots, 0, f(t)). Per n=2n = 2, y′′+a1y′+a0y=f(t)y'' + a_1y' + a_0y = f(t) diventa (x1x2)′=(01−a0−a1)(x1x2)+(0f(t))\begin{pmatrix} x_1 \\ x_2 \end{pmatrix}' = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ -a_0 & -a_1 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} x_1 \\ x_2 \end{pmatrix} + \begin{pmatrix} 0 \\ f(t) \end{pmatrix} Il polinomio caratteristico della matrice, det⁡(A−λI)=λ2+a1λ+a0\det(A - \lambda I) = \lambda^2 + a_1\lambda + a_0, è proprio il polinomio caratteristico dell'equazione: i due metodi di Analisi 1 e di questa nota sono lo stesso metodo.

Sistemi omogenei e matrice fondamentale

Consideriamo il sistema omogeneo Y′=A(t)YY' = A(t)Y. Le soluzioni formano uno spazio vettoriale di dimensione nn.

Definizione (matrice fondamentale). Matrice fondamentale. È una matrice n×nn \times n le cui colonne sono nn soluzioni linearmente indipendenti del sistema. Il determinante della matrice fondamentale è detto wronskianodeterminante della matrice che ha per colonne n soluzioni, il quale è non nullo in ogni punto dell'intervallo se le soluzioni sono indipendenti.

Esempio. Per Y′=(01−10)YY' = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ -1 & 0 \end{pmatrix} Y la matrice Φ(t)=(cos⁡tsin⁡t−sin⁡tcos⁡t)\Phi(t) = \begin{pmatrix} \cos t & \sin t \\ -\sin t & \cos t \end{pmatrix} è fondamentale, con wronskiano det⁡Φ=1\det\Phi = 1.

Perché dimensione nn. La mappa che associa a ogni soluzione il suo valore Y(t0)∈RnY(t_0) \in \mathbb{R}^n è lineare e, per esistenza e unicità, biunivoca: le soluzioni sono tante quanti i vettori di Rn\mathbb{R}^n. Le soluzioni con dati iniziali e1,…,ene_1, \dots, e_n formano una base. Inoltre il wronskiano o è nullo in ogni punto o non lo è mai: se in un istante le soluzioni sono indipendenti, lo sono sempre.

Con una matrice fondamentale Φ(t)\Phi(t), l'integrale generale dell'omogeneo è Y(t)=Φ(t)CY(t) = \Phi(t)C con C∈RnC \in \mathbb{R}^n costante; quello del sistema completo è Φ(t)C+Yp(t)\Phi(t)C + Y_p(t).

Sistemi a coefficienti costanti

Sia Y′=AYY' = AY con AA matrice costante. Cerchiamo soluzioni nella forma Y(t)=eλtVY(t) = e^{\lambda t}V. Sostituendo nel sistema otteniamo λeλtV=AeλtV\lambda e^{\lambda t}V = A e^{\lambda t}V, ovvero (A−λI)V=0(A - \lambda I)V = 0 (si è diviso per eλt≠0e^{\lambda t} \neq 0). Questo è un problema agli autovalori: λ\lambda deve essere un autovalore di AA, cioè una radice di det⁡(A−λI)=0\det(A - \lambda I) = 0, e V≠0V \neq 0 un autovettore corrispondente.

Se AA ha nn autovettori indipendenti V1,…,VnV_1, \dots, V_n (per esempio se gli autovalori sono distinti), le soluzioni eλitVie^{\lambda_i t}V_i sono indipendenti (in t=0t = 0 valgono ViV_i) e danno l'integrale generale Y=∑cieλitViY = \sum c_i e^{\lambda_i t}V_i.

Esempio: Autovalori reali distinti

Risolvere Y′=(1141)YY' = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 4 & 1 \end{pmatrix}Y.

  1. Calcolo autovalori: det⁡(A−λI)=(1−λ)2−4=λ2−2λ−3=0  ⟹  λ1=3,λ2=−1\det(A-\lambda I) = (1-\lambda)^2 - 4 = \lambda^2 - 2\lambda - 3 = 0 \implies \lambda_1 = 3, \lambda_2 = -1.

  2. Per λ1=3\lambda_1 = 3: (A−3I)V=0  ⟹  (−214−2)(v1v2)=0  ⟹  v2=2v1  ⟹  V1=(12)(A-3I)V=0 \implies \begin{pmatrix} -2 & 1 \\ 4 & -2 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} v_1 \\ v_2 \end{pmatrix} = 0 \implies v_2 = 2v_1 \implies V_1 = \begin{pmatrix} 1 \\ 2 \end{pmatrix}.

  3. Per λ2=−1\lambda_2 = -1: (A+I)V=0  ⟹  (2142)(v1v2)=0  ⟹  v2=−2v1  ⟹  V2=(1−2)(A+I)V=0 \implies \begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 4 & 2 \end{pmatrix}\begin{pmatrix} v_1 \\ v_2 \end{pmatrix} = 0 \implies v_2 = -2v_1 \implies V_2 = \begin{pmatrix} 1 \\ -2 \end{pmatrix}. Soluzione generale: Y(t)=c1e3t(12)+c2e−t(1−2)Y(t) = c_1 e^{3t} \begin{pmatrix} 1 \\ 2 \end{pmatrix} + c_2 e^{-t} \begin{pmatrix} 1 \\ -2 \end{pmatrix}.

  4. Problema di Cauchy con Y(0)=(20)Y(0) = \begin{pmatrix} 2 \\ 0\end{pmatrix}: c1+c2=2c_1 + c_2 = 2 e 2c1−2c2=02c_1 - 2c_2 = 0, quindi c1=c2=1c_1 = c_2 = 1: y1=e3t+e−ty_1 = e^{3t} + e^{-t}, y2=2e3t−2e−ty_2 = 2e^{3t} - 2e^{-t}. Verifica della prima equazione: y1′=3e3t−e−ty_1' = 3e^{3t} - e^{-t} e y1+y2=3e3t−e−ty_1 + y_2 = 3e^{3t} - e^{-t} ✓.

Grafico interattivo: Piano delle fasi di Y′ = (1 1; 4 1)Y: le rette tratteggiate sono gli autospazi (1, 2) per λ = 3 e (1, −2) per λ = −1; la traiettoria da (2, 0) (c₁ = c₂ = 1) esce lungo (1, 2), tutte le altre curve sono rami di iperbole della forma c₁e^(3t)(1, 2) + c₂e^(−t)(1, −2)

Caso complesso

Se λ=α±iβ\lambda = \alpha \pm i\beta, la soluzione complessa e(α+iβ)tVe^{(\alpha+i\beta)t}V genera due soluzioni reali prendendo parte reale e parte immaginaria: Y1(t)=eαt(cos⁡(βt) Re(V)−sin⁡(βt) Im(V)),Y2(t)=eαt(sin⁡(βt) Re(V)+cos⁡(βt) Im(V))Y_1(t) = e^{\alpha t} \left(\cos(\beta t)\, \text{Re}(V) - \sin(\beta t)\, \text{Im}(V)\right), \qquad Y_2(t) = e^{\alpha t}\left(\sin(\beta t)\,\text{Re}(V) + \cos(\beta t)\,\text{Im}(V)\right) dove VV è un autovettore (complesso) di α+iβ\alpha + i\beta. Vengono dallo sviluppo e(α+iβ)t=eαt(cos⁡βt+isin⁡βt)e^{(\alpha + i\beta)t} = e^{\alpha t}(\cos\beta t + i\sin\beta t) moltiplicato per V=ReV+i ImVV = \text{Re}V + i\,\text{Im}V. L'autovalore coniugato non dà soluzioni reali nuove.

Esempio: l'oscillatore y′′+y=0y'' + y = 0, cioè Y′=(01−10)YY' = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ -1 & 0\end{pmatrix}Y con Y=(y,y′)Y = (y, y').

  1. det⁡(A−λI)=λ2+1\det(A - \lambda I) = \lambda^2 + 1, autovalori ±i\pm i (α=0\alpha = 0, β=1\beta = 1).
  2. Per λ=i\lambda = i: (A−iI)V=0(A - iI)V = 0 dà −iv1+v2=0-iv_1 + v_2 = 0, quindi V=(1,i)V = (1, i): ReV=(1,0)\text{Re}V = (1, 0), ImV=(0,1)\text{Im}V = (0, 1).
  3. Y1=cos⁡t (1,0)−sin⁡t (0,1)=(cos⁡t,−sin⁡t)Y_1 = \cos t\,(1, 0) - \sin t\,(0, 1) = (\cos t, -\sin t), Y2=sin⁡t (1,0)+cos⁡t (0,1)=(sin⁡t,cos⁡t)\quad Y_2 = \sin t\,(1, 0) + \cos t\,(0, 1) = (\sin t, \cos t).

La prima componente di ciascuna è una soluzione di y′′+y=0y'' + y = 0 (cos⁡t\cos t e sin⁡t\sin t), la seconda è la sua derivata, come deve essere.

Grafico interattivo: Piano delle fasi dell'oscillatore y″ + y = 0, Y = (y, y′): le soluzioni (cos t, −sin t) e (sin t, cos t) sono circonferenze percorse in senso orario (autovalori ±i, α = 0: né crescita né decadimento)

Autovalore doppio con un solo autovettore

Se λ\lambda è doppio ma (A−λI)V=0(A - \lambda I)V = 0 ha solo una retta di soluzioni, le soluzioni sono eλtVe^{\lambda t}V e eλt(tV+W)e^{\lambda t}(tV + W), dove WW risolve (A−λI)W=V(A - \lambda I)W = V. È l'analogo del teλtte^{\lambda t} delle equazioni con radice doppia.

Metodo di eliminazione per i sistemi 2×22\times2

Per un sistema 2×22\times2 a coefficienti costanti c'è un metodo alternativo agli autovettori, che non richiede matrici: si elimina una incognita e ci si riduce a una sola equazione del secondo ordine, che si sa già risolvere (Metodo di variazione delle costantiPer y'' + a(t)y' + b(t)y = f(t), note due soluzioni indipendenti y1, y2 dell'omogenea, una soluzione particolare è yp = c1(t)y1 + c2(t)y2 con c1'y1 + c2'y2 = 0 e c1'y1' + c2'y2' = f. Con Cramer: c1' = −y2 f/W, c2' = y1 f/W, dove W = y1y2' − y2y1' è il wronskiano. Funziona per ogni termine noto continuo (anche 1/sin t, e^(3t)/t), dove il metodo di somiglianza non si applica.Metodo di variazione delle costanti → e la ricetta per termini noti speciali). Sia {x′=ax+by+f1(t)y′=cx+dy+f2(t)T=a+d,D=ad−bc (traccia e determinante di A).\begin{cases}x'=ax+by+f_1(t)\\ y'=cx+dy+f_2(t)\end{cases}\qquad T=a+d,\quad D=ad-bc\ (\text{traccia e determinante di }A).

Il metodo (se b≠0b\ne0).

  1. Dalla prima equazione si ricava yy:   by=x′−ax−f1\;by=x'-ax-f_1.
  2. Si deriva la prima equazione: x′′=ax′+by′+f1′x''=ax'+by'+f_1', e in by′by' si sostituisce la seconda equazione, by′=bcx+bdy+bf2by'=bcx+bdy+bf_2, usando poi bdy=d(x′−ax−f1)bdy=d(x'-ax-f_1). Si ottiene x′′=ax′+bcx+d (x′−ax−f1)+bf2+f1′⟹x′′−T x′+D x=f1′−d f1+b f2.x''=ax'+bcx+d\,(x'-ax-f_1)+bf_2+f_1'\quad\Longrightarrow\quad x''-T\,x'+D\,x=f_1'-d\,f_1+b\,f_2. Il polinomio caratteristico λ2−Tλ+D\lambda^2-T\lambda+D è lo stesso di AA (gli autovalori).
  3. Si risolve questa equazione scalare (omogenea più soluzione particolare): compaiono due costanti c1,c2c_1,c_2.
  4. Si ricava y=x′−ax−f1by=\dfrac{x'-ax-f_1}{b} (si deriva xx, non si risolve una seconda equazione: così non compaiono costanti in più).
  5. Dati iniziali: servono x(0)x(0) e x′(0)x'(0); il secondo vale x′(0)=ax(0)+by(0)+f1(0)x'(0)=ax(0)+by(0)+f_1(0).

Se b=0b=0 si scambiano i ruoli (si elimina xx e si ottiene un'equazione per yy, usando c≠0c\ne0); se b=c=0b=c=0 le due equazioni sono già indipendenti.

Esempio 1 (omogeneo, con problema di Cauchy).   x′=x−y,  y′=y−4x,  x(0)=−12,  y(0)=1\;x'=x-y,\;y'=y-4x,\;x(0)=-\frac12,\;y(0)=1. Qui a=1a=1, b=−1b=-1, c=−4c=-4, d=1d=1, quindi T=2T=2 e D=1−4=−3D=1-4=-3. Dalla prima equazione y=x−x′y=x-x'. L'equazione per xx è x′′−2x′−3x=0,λ2−2λ−3=(λ−3)(λ+1)=0,λ=3, −1,x''-2x'-3x=0,\qquad\lambda^2-2\lambda-3=(\lambda-3)(\lambda+1)=0,\quad\lambda=3,\,-1, cioè x=c1e3t+c2e−tx=c_1e^{3t}+c_2e^{-t}. Allora y=x−x′=c1e3t(1−3)+c2e−t(1+1)=−2c1e3t+2c2e−ty=x-x'=c_1e^{3t}(1-3)+c_2e^{-t}(1+1)=-2c_1e^{3t}+2c_2e^{-t}. Dati iniziali: x(0)=c1+c2=−12x(0)=c_1+c_2=-\frac12 e y(0)=−2c1+2c2=1y(0)=-2c_1+2c_2=1, cioè c2−c1=12c_2-c_1=\frac12: c2=0c_2=0, c1=−12c_1=-\frac12. Soluzione: x(t)=−12e3t,y(t)=e3t.x(t)=-\tfrac12e^{3t},\qquad y(t)=e^{3t}. Verifica: x′=−32e3t=x−y=−12e3t−e3tx'=-\frac32e^{3t}=x-y=-\frac12e^{3t}-e^{3t} ✓; y′=3e3t=y−4x=e3t+2e3ty'=3e^{3t}=y-4x=e^{3t}+2e^{3t} ✓.

Esempio 2 (non omogeneo).   x′=y,  y′=−x+t\;x'=y,\;y'=-x+t. Qui a=0a=0, b=1b=1, c=−1c=-1, d=0d=0, f1=0f_1=0, f2=tf_2=t, T=0T=0, D=1D=1: l'equazione è x′′+x=bf2=tx''+x=bf_2=t. Omogenea: λ=±i\lambda=\pm i, xh=c1cos⁡t+c2sin⁡tx_h=c_1\cos t+c_2\sin t. Particolare: xp=tx_p=t (polinomio di primo grado: xp′′+xp=tx_p''+x_p=t ✓). Quindi x=c1cos⁡t+c2sin⁡t+t,y=x′=−c1sin⁡t+c2cos⁡t+1.x=c_1\cos t+c_2\sin t+t,\qquad y=x'=-c_1\sin t+c_2\cos t+1. Verifica: y′=−c1cos⁡t−c2sin⁡t=−x+ty'=-c_1\cos t-c_2\sin t=-x+t ✓.

Quando conviene. Per un sistema 2×22\times2 l'eliminazione è spesso più rapida degli autovettori, specialmente con termini noti. Il caso di autovalore doppio si tratta come in un'equazione scalare (x=(c1+c2t)eλtx=(c_1+c_2t)e^{\lambda t}, e yy si ricava derivando), senza autovettori generalizzati.

Esponenziale di matrice

Per una matrice quadrata si definisce, come per i numeri,

Formula (esponenziale di matrice). etA=∑k=0∞tkAkk!=I+tA+t22A2+…e^{tA} = \sum_{k=0}^{\infty}\frac{t^kA^k}{k!} = I + tA + \frac{t^2}{2}A^2 + \dots (la serie converge per ogni tt). Derivando termine a termine, ddtetA=AetA\frac{d}{dt}e^{tA} = Ae^{tA}, e e0A=Ie^{0A} = I: quindi la soluzione del problema di Cauchy Y′=AYY'=AY, Y(0)=Y0Y(0)=Y_0 è Y(t)=etAY0Y(t) = e^{tA}Y_0

Esempio. Per A=(0100)A = \begin{pmatrix} 0 & 1 \\ 0 & 0 \end{pmatrix} si ha A2=0A^2 = 0, quindi etA=I+tA=(1t01)e^{tA} = I + tA = \begin{pmatrix} 1 & t \\ 0 & 1 \end{pmatrix}.

esattamente come y=eaty0y = e^{at}y_0 risolve y′=ayy' = ay. La matrice etAe^{tA} è la matrice fondamentale che vale II in t=0t = 0.

Come si calcola. Se AA è diagonale, A=diag(λ1,…,λn)A = \text{diag}(\lambda_1, \dots, \lambda_n), le potenze sono diagonali e etA=diag(eλ1t,…,eλnt)e^{tA} = \text{diag}(e^{\lambda_1 t}, \dots, e^{\lambda_n t}). Se AA è diagonalizzabile, A=PDP−1A = P D P^{-1} (colonne di PP = autovettori), allora Ak=PDkP−1A^k = PD^kP^{-1} e quindi etA=PetDP−1e^{tA} = P e^{tD} P^{-1}.

Nell'esempio sopra P=(112−2)P = \begin{pmatrix} 1 & 1 \\ 2 & -2\end{pmatrix}, D=diag(3,−1)D = \text{diag}(3, -1), P−1=14(212−1)P^{-1} = \frac{1}{4}\begin{pmatrix} 2 & 1 \\ 2 & -1\end{pmatrix}, e etA=14(2e3t+2e−te3t−e−t4e3t−4e−t2e3t+2e−t)e^{tA} = \frac14\begin{pmatrix} 2e^{3t} + 2e^{-t} & e^{3t} - e^{-t} \\ 4e^{3t} - 4e^{-t} & 2e^{3t} + 2e^{-t}\end{pmatrix} Applicata a Y0=(2,0)Y_0 = (2, 0) dà (e3t+e−t, 2e3t−2e−t)(e^{3t} + e^{-t},\ 2e^{3t} - 2e^{-t}), come prima.

Variazione delle costanti

Per il sistema non omogeneo Y′=AY+B(t)Y' = AY + B(t), la soluzione generale è data dalla somma dell'omogenea e di una soluzione particolare trovata tramite il Metodo di variazione delle costantiPer y'' + a(t)y' + b(t)y = f(t), note due soluzioni indipendenti y1, y2 dell'omogenea, una soluzione particolare è yp = c1(t)y1 + c2(t)y2 con c1'y1 + c2'y2 = 0 e c1'y1' + c2'y2' = f. Con Cramer: c1' = −y2 f/W, c2' = y1 f/W, dove W = y1y2' − y2y1' è il wronskiano. Funziona per ogni termine noto continuo (anche 1/sin t, e^(3t)/t), dove il metodo di somiglianza non si applica.Metodo di variazione delle costanti →:

Formula (variazione delle costanti per i sistemi). Yp(t)=Φ(t)∫Φ−1(t)B(t) dtY_p(t) = \Phi(t) \int \Phi^{-1}(t) B(t)\, dt

Esempio. Y′=diag⁡(1,2) Y+(et,0)TY' = \operatorname{diag}(1, 2)\,Y + (e^t, 0)^T: Φ=diag⁡(et,e2t)\Phi = \operatorname{diag}(e^t, e^{2t}), Φ−1B=(1,0)\Phi^{-1}B = (1, 0), quindi Yp=(tet,0)Y_p = (t e^t, 0); infatti (tet)′=et+tet(t e^t)' = e^t + t e^t.

dove Φ(t)\Phi(t) è una matrice fondamentale. Si ottiene cercando Yp=Φ(t)C(t)Y_p = \Phi(t)C(t): sostituendo, Φ′C+ΦC′=AΦC+B\Phi'C + \Phi C' = A\Phi C + B, e poiché Φ′=AΦ\Phi' = A\Phi resta ΦC′=B\Phi C' = B, cioè C′=Φ−1BC' = \Phi^{-1}B. A coefficienti costanti, con Φ=etA\Phi = e^{tA}: Y(t)=etAY0+∫0te(t−s)AB(s) dsY(t) = e^{tA}Y_0 + \int_0^t e^{(t-s)A}B(s)\,ds.

Errori comuni

  • Confondere la soluzione scalare con quella vettoriale (dimenticare di moltiplicare per l'autovettore).
  • Non verificare l'indipendenza lineare delle soluzioni tramite il wronskiano (basta in un punto, per esempio in t=0t = 0).
  • Prendere entrambi gli autovalori complessi coniugati come se dessero quattro soluzioni reali: ne danno due.
  • Credere che etAe^{tA} sia la matrice degli esponenziali dei coefficienti: vale solo per matrici diagonali.

Versione ripasso

Prerequisiti: Esistenza e unicità per il problema di CauchyProblema di Cauchy: y' = f(t, y), y(t0) = y0. Peano: f continua ⇒ esiste almeno una soluzione locale (non unica: y' = √|y|, y(0) = 0). Cauchy-Lipschitz: f continua e lipschitziana in y (basta f e ∂f/∂y continue) ⇒ soluzione unica in un intorno di t0. La soluzione può esplodere in tempo finito (y' = y², y' = 1 + y²); se f è lipschitziana in y su tutta la striscia [a, b] × R la soluzione esiste su tutto [a, b]. Un'equazione di ordine n si riduce a un sistema del primo ordine.Esistenza e unicità per il problema di Cauchy →, Equazioni differenziali lineari del secondo ordiney'' + a1(t)y' + a0(t)y = b(t) con coefficienti continui su un intervallo: le soluzioni sono definite su tutto l'intervallo e il problema di Cauchy con y(t0), y'(t0) ha una sola soluzione. L'integrale generale dell'omogenea è c1 y1 + c2 y2 con y1, y2 soluzioni linearmente indipendenti (controllo con il wronskiano); quello della completa è yp + c1 y1 + c2 y2, con yp una soluzione particolare. Stessa struttura per ogni ordine n.Equazioni differenziali lineari del secondo ordine →; autovalori e autovettori (Algebra Lineare).

Sistema. Y′=A(t)Y+B(t)Y' = A(t)Y + B(t), con AA matrice n×nn\times n e BB vettore. Se AA e BB sono continue su II, per ogni Y(t0)=Y0Y(t_0) = Y_0 c'è una sola soluzione, definita su tutto II. Esempio: Y′=(01−10)YY' = \begin{pmatrix}0&1\\-1&0\end{pmatrix}Y con Y(0)=(1,0)Y(0) = (1,0) ha Y(t)=(cos⁡t,−sin⁡t)Y(t) = (\cos t, -\sin t).

Riduzione di un'equazione di ordine nn. Con x1=yx_1 = y, ..., xn=y(n−1)x_n = y^{(n-1)} si ottiene X′=AX+FX' = AX + F, con AA matrice compagna. Per y′′+a1y′+a0y=fy'' + a_1y' + a_0y = f: (x1x2)′=(01−a0−a1)(x1x2)+(0f)\begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix}' = \begin{pmatrix}0&1\\-a_0&-a_1\end{pmatrix}\begin{pmatrix}x_1\\x_2\end{pmatrix} + \begin{pmatrix}0\\f\end{pmatrix} Il polinomio caratteristico λ2+a1λ+a0\lambda^2 + a_1\lambda + a_0 è lo stesso dell'equazione.

Omogeneo e matrice fondamentale. Le soluzioni di Y′=AYY' = AY formano uno spazio di dimensione nn. Una matrice fondamentale Φ(t)\Phi(t) ha per colonne nn soluzioni indipendenti, e il wronskiano det⁡Φ\det\Phi o si annulla ovunque o mai. Esempio: Φ=(cos⁡tsin⁡t−sin⁡tcos⁡t)\Phi = \begin{pmatrix}\cos t&\sin t\\-\sin t&\cos t\end{pmatrix} per il sistema sopra, con det⁡Φ=1\det\Phi = 1. L'integrale generale è Φ(t)C\Phi(t)C.

Coefficienti costanti. Con Y=eλtVY = e^{\lambda t}V si ottiene (A−λI)V=0(A - \lambda I)V = 0: λ\lambda è un autovalore, VV un autovettore.

  1. Autovalori reali distinti. Y=∑cieλitViY = \sum c_ie^{\lambda_it}V_i. Esempio: Y′=(1141)YY' = \begin{pmatrix}1&1\\4&1\end{pmatrix}Y ha λ=3,−1\lambda = 3, -1 e autovettori (1,2)(1,2), (1,−2)(1,-2). Con Y(0)=(2,0)Y(0) = (2,0) si ha c1=c2=1c_1 = c_2 = 1: y1=e3t+e−ty_1 = e^{3t} + e^{-t}, y2=2e3t−2e−ty_2 = 2e^{3t} - 2e^{-t}.
  2. Autovalori complessi λ=α±iβ\lambda = \alpha\pm i\beta: con V=Re⁡V+iIm⁡VV = \operatorname{Re}V + i\operatorname{Im}V, Y1=eαt(cos⁡βt Re⁡V−sin⁡βt Im⁡V),Y2=eαt(sin⁡βt Re⁡V+cos⁡βt Im⁡V)Y_1 = e^{\alpha t}\bigl(\cos\beta t\,\operatorname{Re}V - \sin\beta t\,\operatorname{Im}V\bigr), \qquad Y_2 = e^{\alpha t}\bigl(\sin\beta t\,\operatorname{Re}V + \cos\beta t\,\operatorname{Im}V\bigr) Oscillatore y′′+y=0y'' + y = 0 con Y=(y,y′)Y = (y,y'): λ=±i\lambda = \pm i, V=(1,i)V = (1,i), soluzioni (cos⁡t,−sin⁡t)(\cos t, -\sin t) e (sin⁡t,cos⁡t)(\sin t, \cos t).
  3. Autovalore doppio con un solo autovettore: eλtVe^{\lambda t}V e eλt(tV+W)e^{\lambda t}(tV + W), con (A−λI)W=V(A - \lambda I)W = V.

Matrice esponenziale. etA=∑tkAkk!e^{tA} = \sum\frac{t^kA^k}{k!} soddisfa (etA)′=AetA(e^{tA})' = Ae^{tA}, quindi Y(t)=etAY0Y(t) = e^{tA}Y_0. Se A=PDP−1A = PDP^{-1}, allora etA=PetDP−1e^{tA} = Pe^{tD}P^{-1}. Per A=(0100)A = \begin{pmatrix}0&1\\0&0\end{pmatrix}, con A2=0A^2 = 0, si ha etA=(1t01)e^{tA} = \begin{pmatrix}1&t\\0&1\end{pmatrix}.

Metodo di eliminazione (2×22\times2, b≠0b \ne 0). Per x′=ax+by+f1x' = ax+by+f_1, y′=cx+dy+f2y' = cx+dy+f_2, con T=a+dT = a+d e D=ad−bcD = ad-bc:

  1. da by=x′−ax−f1by = x' - ax - f_1, si deriva la prima equazione e si sostituisce la seconda;
  2. si ottiene x′′−Tx′+Dx=f1′−df1+bf2x'' - Tx' + Dx = f_1' - df_1 + bf_2, con il polinomio caratteristico di AA;
  3. si risolve per xx (due costanti), poi y=x′−ax−f1by = \frac{x'-ax-f_1}{b}, senza risolvere una seconda equazione.

Esempio omogeneo: x′=x−yx' = x-y, y′=y−4xy' = y-4x, x(0)=−12x(0) = -\frac12, y(0)=1y(0) = 1. Si ha x′′−2x′−3x=0x'' - 2x' - 3x = 0, x=c1e3t+c2e−tx = c_1e^{3t} + c_2e^{-t}, y=x−x′=−2c1e3t+2c2e−ty = x - x' = -2c_1e^{3t} + 2c_2e^{-t}. I dati danno c1=−12c_1 = -\frac12, c2=0c_2 = 0: x=−12e3tx = -\frac12e^{3t}, y=e3ty = e^{3t}. Esempio non omogeneo: x′=yx' = y, y′=−x+ty' = -x+t dà x′′+x=tx'' + x = t, quindi x=c1cos⁡t+c2sin⁡t+tx = c_1\cos t + c_2\sin t + t, y=x′y = x'.

Non omogeneo. Con Y′=AY+B(t)Y' = AY + B(t): Y=Φ(t)C+Φ(t)∫Φ−1B dtY = \Phi(t)C + \Phi(t)\int\Phi^{-1}B\,dt. Esempio: Φ=diag⁡(et,e2t)\Phi = \operatorname{diag}(e^t, e^{2t}) e B=(et,0)B = (e^t, 0) danno Yp=(tet,0)Y_p = (te^t, 0).

Errori tipici.

  • Dimenticare di moltiplicare per l'autovettore nella soluzione vettoriale.
  • Contare come quattro soluzioni reali le due date da una coppia di autovalori complessi coniugati.
  • Scambiare etAe^{tA} con la matrice degli esponenziali degli elementi di AA: vale solo per matrici diagonali.

Esercizi su questo argomento

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