I sistemi servono quando più grandezze si influenzano a vicenda: due serbatoi che si scambiano liquido, correnti in due maglie accoppiate di un circuito, posizione e velocità di un oscillatore.
Definizione e forma del sistema
Un sistema di equazioni differenziali lineari del primo ordine in Rn si presenta nella forma:
Y′(t)=A(t)Y(t)+B(t)
dove Y(t)=y1(t)⋮yn(t) è il vettore incognito, A(t) è una matrice n×n di funzioni e B(t) è un vettore di funzioni termine noto.
Teorema (esistenza e unicità per i sistemi lineari).Esistenza e unicità. Se A(t) e B(t) sono continue in un intervallo I⊆R, allora per ogni dato iniziale Y(t0)=Y0 esiste una soluzione unica definita su tutto l'intervallo I.
Esempio.Y′=(0−110)Y con Y(0)=(1,0) ha un'unica soluzione definita su tutto R: Y(t)=(cost,−sint).
Un'equazione lineare scalare di ordine n, y(n)+an−1y(n−1)+⋯+a0y=f(t), può essere trasformata in un sistema del primo ordine ponendo:
x1=y,x2=y′,…,xn=y(n−1).
Il sistema risultante è X′=AX+F, dove A è la matrice compagna e F=(0,…,0,f(t)). Per n=2, y′′+a1y′+a0y=f(t) diventa
(x1x2)′=(0−a01−a1)(x1x2)+(0f(t))
Il polinomio caratteristico della matrice, det(A−λI)=λ2+a1λ+a0, è proprio il polinomio caratteristico dell'equazione: i due metodi di Analisi 1 e di questa nota sono lo stesso metodo.
Sistemi omogenei e matrice fondamentale
Consideriamo il sistema omogeneo Y′=A(t)Y. Le soluzioni formano uno spazio vettoriale di dimensione n.
Definizione (matrice fondamentale).Matrice fondamentale. È una matrice n×n le cui colonne sono n soluzioni linearmente indipendenti del sistema. Il determinante della matrice fondamentale è detto wronskianodeterminante della matrice che ha per colonne n soluzioni, il quale è non nullo in ogni punto dell'intervallo se le soluzioni sono indipendenti.
Esempio. Per Y′=(0−110)Y la matrice Φ(t)=(cost−sintsintcost) è fondamentale, con wronskiano detΦ=1.
Perché dimensione n. La mappa che associa a ogni soluzione il suo valore Y(t0)∈Rn è lineare e, per esistenza e unicità, biunivoca: le soluzioni sono tante quanti i vettori di Rn. Le soluzioni con dati iniziali e1,…,en formano una base. Inoltre il wronskiano o è nullo in ogni punto o non lo è mai: se in un istante le soluzioni sono indipendenti, lo sono sempre.
Con una matrice fondamentale Φ(t), l'integrale generale dell'omogeneo è Y(t)=Φ(t)C con C∈Rn costante; quello del sistema completo è Φ(t)C+Yp(t).
Sistemi a coefficienti costanti
Sia Y′=AY con A matrice costante. Cerchiamo soluzioni nella forma Y(t)=eλtV.
Sostituendo nel sistema otteniamo λeλtV=AeλtV, ovvero (A−λI)V=0 (si è diviso per eλt=0). Questo è un problema agli autovalori: λ deve essere un autovalore di A, cioè una radice di det(A−λI)=0, e V=0 un autovettore corrispondente.
Se A ha n autovettori indipendenti V1,…,Vn (per esempio se gli autovalori sono distinti), le soluzioni eλitVi sono indipendenti (in t=0 valgono Vi) e danno l'integrale generale Y=∑cieλitVi.
Per λ1=3: (A−3I)V=0⟹(−241−2)(v1v2)=0⟹v2=2v1⟹V1=(12).
Per λ2=−1: (A+I)V=0⟹(2412)(v1v2)=0⟹v2=−2v1⟹V2=(1−2).
Soluzione generale: Y(t)=c1e3t(12)+c2e−t(1−2).
Problema di Cauchy con Y(0)=(20): c1+c2=2 e 2c1−2c2=0, quindi c1=c2=1: y1=e3t+e−t, y2=2e3t−2e−t. Verifica della prima equazione: y1′=3e3t−e−t e y1+y2=3e3t−e−t ✓.
Grafico interattivo: Piano delle fasi di Y′ = (1 1; 4 1)Y: le rette tratteggiate sono gli autospazi (1, 2) per λ = 3 e (1, −2) per λ = −1; la traiettoria da (2, 0) (c₁ = c₂ = 1) esce lungo (1, 2), tutte le altre curve sono rami di iperbole della forma c₁e^(3t)(1, 2) + c₂e^(−t)(1, −2)
Caso complesso
Se λ=α±iβ, la soluzione complessa e(α+iβ)tV genera due soluzioni reali prendendo parte reale e parte immaginaria:
Y1(t)=eαt(cos(βt)Re(V)−sin(βt)Im(V)),Y2(t)=eαt(sin(βt)Re(V)+cos(βt)Im(V))
dove V è un autovettore (complesso) di α+iβ. Vengono dallo sviluppo e(α+iβ)t=eαt(cosβt+isinβt) moltiplicato per V=ReV+iImV. L'autovalore coniugato non dà soluzioni reali nuove.
Esempio: l'oscillatorey′′+y=0, cioè Y′=(0−110)Y con Y=(y,y′).
det(A−λI)=λ2+1, autovalori ±i (α=0, β=1).
Per λ=i: (A−iI)V=0 dà −iv1+v2=0, quindi V=(1,i): ReV=(1,0), ImV=(0,1).
La prima componente di ciascuna è una soluzione di y′′+y=0 (cost e sint), la seconda è la sua derivata, come deve essere.
Grafico interattivo: Piano delle fasi dell'oscillatore y″ + y = 0, Y = (y, y′): le soluzioni (cos t, −sin t) e (sin t, cos t) sono circonferenze percorse in senso orario (autovalori ±i, α = 0: né crescita né decadimento)
Autovalore doppio con un solo autovettore
Se λ è doppio ma (A−λI)V=0 ha solo una retta di soluzioni, le soluzioni sono eλtV e eλt(tV+W), dove W risolve (A−λI)W=V. È l'analogo del teλt delle equazioni con radice doppia.
Si deriva la prima equazione: x′′=ax′+by′+f1′, e in by′ si sostituisce la seconda equazione, by′=bcx+bdy+bf2, usando poi bdy=d(x′−ax−f1). Si ottiene
x′′=ax′+bcx+d(x′−ax−f1)+bf2+f1′⟹x′′−Tx′+Dx=f1′−df1+bf2.
Il polinomio caratteristico λ2−Tλ+D è lo stesso di A (gli autovalori).
Si risolve questa equazione scalare (omogenea più soluzione particolare): compaiono due costanti c1,c2.
Si ricava y=bx′−ax−f1 (si deriva x, non si risolve una seconda equazione: così non compaiono costanti in più).
Dati iniziali: servono x(0) e x′(0); il secondo vale x′(0)=ax(0)+by(0)+f1(0).
Se b=0 si scambiano i ruoli (si elimina x e si ottiene un'equazione per y, usando c=0); se b=c=0 le due equazioni sono già indipendenti.
Esempio 1 (omogeneo, con problema di Cauchy).x′=x−y,y′=y−4x,x(0)=−21,y(0)=1. Qui a=1, b=−1, c=−4, d=1, quindi T=2 e D=1−4=−3. Dalla prima equazione y=x−x′. L'equazione per x è
x′′−2x′−3x=0,λ2−2λ−3=(λ−3)(λ+1)=0,λ=3,−1,
cioè x=c1e3t+c2e−t. Allora y=x−x′=c1e3t(1−3)+c2e−t(1+1)=−2c1e3t+2c2e−t. Dati iniziali: x(0)=c1+c2=−21 e y(0)=−2c1+2c2=1, cioè c2−c1=21: c2=0, c1=−21. Soluzione:
x(t)=−21e3t,y(t)=e3t.
Verifica: x′=−23e3t=x−y=−21e3t−e3t ✓; y′=3e3t=y−4x=e3t+2e3t ✓.
Esempio 2 (non omogeneo).x′=y,y′=−x+t. Qui a=0, b=1, c=−1, d=0, f1=0, f2=t, T=0, D=1: l'equazione è x′′+x=bf2=t. Omogenea: λ=±i, xh=c1cost+c2sint. Particolare: xp=t (polinomio di primo grado: xp′′+xp=t ✓). Quindi
x=c1cost+c2sint+t,y=x′=−c1sint+c2cost+1.
Verifica: y′=−c1cost−c2sint=−x+t ✓.
Quando conviene. Per un sistema 2×2 l'eliminazione è spesso più rapida degli autovettori, specialmente con termini noti. Il caso di autovalore doppio si tratta come in un'equazione scalare (x=(c1+c2t)eλt, e y si ricava derivando), senza autovettori generalizzati.
Esponenziale di matrice
Per una matrice quadrata si definisce, come per i numeri,
Formula (esponenziale di matrice).etA=k=0∑∞k!tkAk=I+tA+2t2A2+…
(la serie converge per ogni t). Derivando termine a termine, dtdetA=AetA, e e0A=I: quindi la soluzione del problema di Cauchy Y′=AY, Y(0)=Y0 è
Y(t)=etAY0
Esempio. Per A=(0010) si ha A2=0, quindi etA=I+tA=(10t1).
esattamente come y=eaty0 risolve y′=ay. La matrice etA è la matrice fondamentale che vale I in t=0.
Come si calcola. Se A è diagonale, A=diag(λ1,…,λn), le potenze sono diagonali e etA=diag(eλ1t,…,eλnt). Se A è diagonalizzabile, A=PDP−1 (colonne di P = autovettori), allora Ak=PDkP−1 e quindi etA=PetDP−1.
Nell'esempio sopra P=(121−2), D=diag(3,−1), P−1=41(221−1), e
etA=41(2e3t+2e−t4e3t−4e−te3t−e−t2e3t+2e−t)
Applicata a Y0=(2,0) dà (e3t+e−t,2e3t−2e−t), come prima.
Formula (variazione delle costanti per i sistemi).Yp(t)=Φ(t)∫Φ−1(t)B(t)dt
Esempio.Y′=diag(1,2)Y+(et,0)T: Φ=diag(et,e2t), Φ−1B=(1,0), quindi Yp=(tet,0); infatti (tet)′=et+tet.
dove Φ(t) è una matrice fondamentale. Si ottiene cercando Yp=Φ(t)C(t): sostituendo, Φ′C+ΦC′=AΦC+B, e poiché Φ′=AΦ resta ΦC′=B, cioè C′=Φ−1B. A coefficienti costanti, con Φ=etA: Y(t)=etAY0+∫0te(t−s)AB(s)ds.
Errori comuni
Confondere la soluzione scalare con quella vettoriale (dimenticare di moltiplicare per l'autovettore).
Non verificare l'indipendenza lineare delle soluzioni tramite il wronskiano (basta in un punto, per esempio in t=0).
Prendere entrambi gli autovalori complessi coniugati come se dessero quattro soluzioni reali: ne danno due.
Credere che etA sia la matrice degli esponenziali dei coefficienti: vale solo per matrici diagonali.
Sistema.Y′=A(t)Y+B(t), con A matrice n×n e B vettore. Se A e B sono continue su I, per ogni Y(t0)=Y0 c'è una sola soluzione, definita su tutto I. Esempio: Y′=(0−110)Y con Y(0)=(1,0) ha Y(t)=(cost,−sint).
Riduzione di un'equazione di ordine n. Con x1=y, ..., xn=y(n−1) si ottiene X′=AX+F, con A matrice compagna. Per y′′+a1y′+a0y=f:
(x1x2)′=(0−a01−a1)(x1x2)+(0f)
Il polinomio caratteristico λ2+a1λ+a0 è lo stesso dell'equazione.
Omogeneo e matrice fondamentale. Le soluzioni di Y′=AY formano uno spazio di dimensione n. Una matrice fondamentale Φ(t) ha per colonne n soluzioni indipendenti, e il wronskiano detΦ o si annulla ovunque o mai. Esempio: Φ=(cost−sintsintcost) per il sistema sopra, con detΦ=1. L'integrale generale è Φ(t)C.
Coefficienti costanti. Con Y=eλtV si ottiene (A−λI)V=0: λ è un autovalore, V un autovettore.
Autovalori reali distinti.Y=∑cieλitVi. Esempio: Y′=(1411)Y ha λ=3,−1 e autovettori (1,2), (1,−2). Con Y(0)=(2,0) si ha c1=c2=1: y1=e3t+e−t, y2=2e3t−2e−t.
Autovalori complessiλ=α±iβ: con V=ReV+iImV,
Y1=eαt(cosβtReV−sinβtImV),Y2=eαt(sinβtReV+cosβtImV)
Oscillatore y′′+y=0 con Y=(y,y′): λ=±i, V=(1,i), soluzioni (cost,−sint) e (sint,cost).
Autovalore doppio con un solo autovettore:eλtV e eλt(tV+W), con (A−λI)W=V.
Matrice esponenziale.etA=∑k!tkAk soddisfa (etA)′=AetA, quindi Y(t)=etAY0. Se A=PDP−1, allora etA=PetDP−1. Per A=(0010), con A2=0, si ha etA=(10t1).
Metodo di eliminazione (2×2, b=0). Per x′=ax+by+f1, y′=cx+dy+f2, con T=a+d e D=ad−bc:
da by=x′−ax−f1, si deriva la prima equazione e si sostituisce la seconda;
si ottiene x′′−Tx′+Dx=f1′−df1+bf2, con il polinomio caratteristico di A;
si risolve per x (due costanti), poi y=bx′−ax−f1, senza risolvere una seconda equazione.
Esempio omogeneo: x′=x−y, y′=y−4x, x(0)=−21, y(0)=1. Si ha x′′−2x′−3x=0, x=c1e3t+c2e−t, y=x−x′=−2c1e3t+2c2e−t. I dati danno c1=−21, c2=0: x=−21e3t, y=e3t.
Esempio non omogeneo: x′=y, y′=−x+t dà x′′+x=t, quindi x=c1cost+c2sint+t, y=x′.
Non omogeneo. Con Y′=AY+B(t): Y=Φ(t)C+Φ(t)∫Φ−1Bdt. Esempio: Φ=diag(et,e2t) e B=(et,0) danno Yp=(tet,0).
Errori tipici.
Dimenticare di moltiplicare per l'autovettore nella soluzione vettoriale.
Contare come quattro soluzioni reali le due date da una coppia di autovalori complessi coniugati.
Scambiare etA con la matrice degli esponenziali degli elementi di A: vale solo per matrici diagonali.