Teorema delle funzioni implicite (Dini)
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Prerequisiti: Matrice jacobiana e derivata delle funzioni compostePer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte →, Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →.
Curve definite implicitamente
Spesso una relazione tra due variabili e non permette di isolare immediatamente una variabile in funzione dell'altra. Si parla di curva definita implicitamenteinsieme dei punti che soddisfano l'equazione .
Il problema fondamentale è capire se, dato un punto che soddisfa l'equazione, sia possibile descrivere i punti della curva vicini a come grafico di una funzione (o ).
L'esempio da tenere in mente: la circonferenza . Vicino a i suoi punti sono il grafico di . Vicino a no: per poco minore di ci sono due punti della curva (), per nessuno. In la tangente è verticale. Il teorema del Dini individua esattamente questi punti "cattivi" con una derivata parziale. Le curve di livello di una funzione di due variabili (Funzioni di più variabili e insiemi di livelloUna funzione f: D ⊆ Rn → R associa a ogni punto X = (x1, …, xn) un numero reale. Il dominio naturale è l'insieme dei punti in cui l'espressione ha senso (da disegnare nel piano); il grafico {(X, f(X))} sta in Rn+1 (per n = 2 è una superficie); l'insieme di livello c è {X ∈ D : f(X) = c} (per n = 2 una curva, come le isoipse di una carta).Funzioni di più variabili e insiemi di livello →) sono curve di questo tipo, con .
Grafico interattivo: Sulla circonferenza x² + y² = 1: vicino a (0, 1) è il grafico di y = √(1 − x²) (tangente orizzontale); vicino a (1, 0) la tangente è verticale e y non è funzione di x, mentre x = √(1 − y²) è funzione di y
Il teorema del Dini in due variabili
Il teorema del Dini stabilisce le condizioni affinché la curva possa essere "esplicitata" vicino a un suo punto.
Teorema. Sia una funzione di classe in un aperto . Sia tale che:
Allora esiste un intorno di e una funzione unica di classe tali che e per ogni .
Esempio. in : e , quindi vicino a si ha , con e .
La derivata della funzione si ottiene derivando l'identità rispetto a tramite la regola della catena:
Formula (derivata della funzione implicita).
Esempio. Sulla circonferenza nel punto : , la tangente ha pendenza .
Si può dividere per perché e, per continuità, resta diversa da zero vicino al punto. Questa è anche l'idea del perché serve l'ipotesi: se , per esempio in un rettangolo attorno al punto, ogni funzione con fissato è strettamente crescente, quindi si annulla al più una volta. Il valore in cui si annulla è .
Retta tangente e derivata seconda
Conoscendo la derivata , è possibile determinare l'equazione della retta tangente alla curva nel punto : Moltiplicando per si ottiene la forma simmetrica cioè la retta per ortogonale al gradiente : è il fatto che il gradiente è ortogonale alle curve di livello, visto in Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →. Questa forma vale anche quando la tangente è verticale (, ).
Per calcolare , si deriva ulteriormente l'espressione di considerando come funzione di : (regola del quoziente; ogni derivata parziale di è calcolata in , quindi si deriva con la regola della catena: ). In pratica è più comodo derivare due volte l'identità , come nell'esempio sotto.
Estremi della funzione implicita. ha un punto stazionario dove , cioè dove (e ). Lì la formula si riduce a : se è positiva è di minimo locale per , se è negativa di massimo.
Esempi numerici
Circonferenza unitaria
Consideriamo nel punto .
- .
- , quindi . Il teorema è applicabile. La derivata è . Nel punto , . Controllo con la funzione esplicita : . Inoltre : è di massimo per , come si vede dal semicerchio superiore.
In invece : il teorema non si applica rispetto a . Ma , quindi si può esplicitare in funzione di : .
Un esempio senza formula esplicita
vicino a . Non si riesce a ricavare in forma chiusa, ma:
- ;
- , quindi ; è (somma e prodotto di funzioni ).
Esiste quindi con . Derivando l'identità : Retta tangente: . Derivando ancora (la derivata di è ): Vicino a la funzione implicita è convessa e sta sopra la retta tangente.
Grafico interattivo: La curva x·e^y + y − 1 = 0 (cioè x = (1 − y)e^{−y}) vicino a (0, 1): la retta tangente ha pendenza g′(0) = −e (e·x + y = 1) e la curva sta sopra di essa, coerentemente con g″(0) = 2e² > 0
Punti singolari
Consideriamo il folium di Cartesio con . Nei punti dove , il teorema non garantisce l'esplicitazione rispetto a . Se il punto si dice singolare: il teorema non si applica né rispetto a né rispetto a , e spesso la curva lì si incrocia o ha una cuspide. Nell'origine e : è un punto singolare, e infatti il folium passa due volte per l'origine (con tangenti lungo i due assi), quindi vicino all'origine non è il grafico di nessuna funzione.
Grafico interattivo: Folium di Cartesio x³ + y³ − 3xy = 0 (a = 1): nell'origine F_x = F_y = 0, punto singolare con due rami che si incrociano; in (2^{2/3}, 2^{1/3}) ≈ (1,59; 1,26) la tangente è verticale (F_y = 0), in (1,26; 1,59) orizzontale (F_x = 0)
Caso
Se , sotto l'ipotesi , la superficie può essere espressa localmente come . Le derivate parziali sono: (si deriva rispetto a e rispetto a ). Esempio: la sfera vicino a ha , e , , entrambe nulle nel polo nord.
Errori comuni
- Dimenticare di verificare .
- Applicare il teorema quando : in tal caso il punto potrebbe avere tangente verticale (come sulla circonferenza), dove non è funzione di .
- Credere che il teorema dia su tutto il dominio: la funzione implicita esiste solo in un intorno di .
- Derivare l'identità dimenticando che dipende da (per esempio scrivere che la derivata di è invece di ).
- Sbagliare il segno nella formula della derivata .
Versione ripasso
Prerequisiti: Matrice jacobiana e derivata delle funzioni compostePer F: Rn → Rm, F = (f1, …, fm), la matrice jacobiana JF è la matrice m × n con (JF)ij = ∂fi/∂xj: la riga i è il gradiente di fi. Regola della catena: J(f∘g)(x) = Jf(g(x)) · Jg(x); casi frequenti d/dt f(γ(t)) = ∇f(γ(t))·γ'(t) e ∂f/∂x = f_u u_x + f_v v_x. Se det JF(x0) ≠ 0, F è invertibile vicino a x0 e J(F⁻¹) = (JF)⁻¹. Coordinate polari: det J = ρ.Matrice jacobiana e derivata delle funzioni composte →, Differenziabilità e gradientef è differenziabile in x0 se f(x) = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0) + o(‖x − x0‖): vicino a x0 il grafico si confonde con il piano tangente z = f(x0) + ∇f(x0)·(x − x0). Differenziabile ⇒ continua, derivabile e D_v f = ∇f·v; derivate parziali continue ⇒ differenziabile. Il gradiente indica la direzione di massima crescita (pendenza ‖∇f‖) ed è ortogonale alle curve di livello.Differenziabilità e gradiente →.
Teorema. Se su un aperto di , e , allora in un intorno di esiste una sola con e .
Perché. Con su un rettangolo attorno a , per ogni fissato la funzione è strettamente crescente e si annulla al più una volta: quel valore è . La derivabilità di segue dalla regola della catena applicata all'identità .
Derivata. Derivando con la regola della catena: Esempio: per la circonferenza nel punto , .
Tangente. : è la retta ortogonale a . Vale anche con .
Esempi.
- Circonferenza in : , quindi ; , massimo.
- In si ha ma : si esplicita .
- in : . Derivando si ottiene (tangente ). Derivando di nuovo, in , quindi : la curva sta sopra la tangente.
Estremi di . Nei punti con (e ), : minimo se positiva, massimo se negativa.
Casi particolari.
- e : si esplicita .
- : punto singolare. Il folium ha un punto singolare nell'origine, con due rami che si incrociano.
- Superfici con : , con e . La sfera vicino a dà .
Errori tipici.
- Applicare il teorema senza verificare .
- Calcolare con valutata in invece che in : per diverso da il valore di cambia.
- Applicarlo con : lì la tangente può essere verticale, come sulla circonferenza.
- Credere che sia definita su tutto il dominio: esiste solo in un intorno di .
- Derivare dimenticando , per esempio scrivendo che la derivata di è .