Proiezioni ortogonali - metodo europeo e americano
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Un foglio è piatto, un pezzo no: per descrivere un oggetto tridimensionale sulla carta servono più immagini piane, e un modo preciso per metterle in relazione. Il sistema più usato nel disegno meccanico è quello delle proiezioni ortogonali: di ogni vista si disegna come appare guardando il pezzo da una direzione perpendicolare a una sua faccia principale. Prima: Disegno tecnico e norme UNI-ISO - formati, linee, scale e cartiglioIl disegno tecnico è un linguaggio normato (UNI EN ISO): ogni foglio ha un formato della serie A (rapporto 1 : √2, A0 = 1 m²: A4 = 210 × 297 mm), una cornice, un cartiglio in basso a destra e una scala scelta tra quelle unificate (1:2, 1:5, 1:10, 2:1, 5:1 ...). Le linee hanno tipo e spessore con significato preciso (continua grossa = contorni in vista, tratteggiata = nascosti, mista punto-tratto = assi, continua sottile = quote e tratteggi); gli spessori seguono la serie con ragione √2 e la scrittura ha altezze 2,5 - 3,5 - 5 - 7 mm.Disegno tecnico e norme UNI-ISO - formati, linee, scale e cartiglio →. Seguito: Assonometrie e viste ausiliarieL'assonometria rappresenta un solido con un'unica immagine, proiettandolo su un piano insieme ai suoi tre assi. Isometrica: assi a 120 gradi, tre coefficienti di riduzione uguali a √(2/3) = 0,816 (nella pratica si disegna in scala 1:1 e il disegno risulta ingrandito di 1,225); un cerchio diventa un'ellisse con asse maggiore d (o 1,225 d) e minore d/√3 (o 0,707 d). Cavaliera: faccia frontale in vera forma, fuggenti a 45 gradi ridotte a metà. Dimetrica ISO: rapporti 1 : 1 : 1/2. Una faccia inclinata di α appare accorciata di cos α; per vederla in vera forma si disegna una vista ausiliaria su un piano parallelo alla faccia, con freccia e lettera, anche parziale.Assonometrie e viste ausiliarie → e Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazioneUna sezione mostra l'interno di un pezzo: si taglia con un piano (traccia in linea mista, grossa agli estremi, con frecce e lettere A-A), si toglie la parte davanti e si disegna ciò che resta; la parte tagliata si tratteggia con linee sottili a 45 gradi a passo costante (stesso pezzo, stesso tratteggio; pezzi adiacenti in direzione opposta). Tipi: totale, a piani paralleli, a piani concorrenti, mezza sezione (pezzi simmetrici), parziale, ribaltata in loco (contorno sottile) e traslata. Per convenzione non si tratteggiano, se tagliati nel senso della lunghezza, viti, bulloni, dadi, perni, spine, chiavette, rivetti, alberi pieni, sfere, rulli, nervature, razze e denti. Altre convenzioni: viste interrotte, semi-viste, elementi ripetuti, intersezioni fittizie, superfici piane con diagonali.Sezioni, tratteggi e convenzioni di rappresentazione →. Esercizi: Esercizio - terza vista di un blocco con gradino e foro, Esercizio - dal metodo europeo al metodo americano per una staffa, Esercizio - viste e linee nascoste di un cubo con due fori.
Proiezione ortogonale su un piano
Si proietta un punto su un piano mandando da la retta perpendicolare al piano (il raggio proiettante): il punto in cui la retta incontra il piano è la sua proiezione. In coordinate, scelti tre assi (larghezza), (profondità), (altezza), la proiezione di è
- sul piano frontale (quello , osservatore davanti): , si perde ;
- sul piano orizzontale (quello , osservatore sopra): , si perde ;
- sul piano laterale (quello , osservatore a sinistra o a destra): , si perde .
Ognuna è una proiezione ortogonale nel senso dell'algebra lineare (Proiezioni e simmetrieSe V = U ⊕ W, ogni v si scrive in modo unico v = u + w; la proiezione su U lungo W manda v in u e la simmetria rispetto a U lungo W manda v in u − w. Una funzione lineare p è una proiezione se e solo se p² = p (Im p = U, Ker p = W, autovalori 1 e 0); è una simmetria se e solo se s² = I (autovalori 1 e −1), e s = 2p − I. Sono diagonalizzabili, con rango uguale alla traccia per le proiezioni. Se W = U⊥ si ha la proiezione ortogonale, la cui matrice è simmetrica.Proiezioni e simmetrie →): si annulla la componente lungo la direzione di osservazione. Per questo una sola vista non basta: tutti i punti sullo stesso raggio proiettante finiscono nello stesso punto, e la profondità è persa. Servono almeno due viste (spesso tre) per ritrovare le tre coordinate di ogni punto.
I tre piani sono perpendicolari tra loro e formano un triedro: il piano frontale (verticale, sul quale si proietta la vista principale), il piano orizzontale e il piano laterale (o di profilo). Per mettere le proiezioni nel foglio si ribaltano i piani, facendoli ruotare attorno agli spigoli del triedro, finché stanno tutti nel piano del frontale.
Il metodo europeo (E): primo diedro
Nel metodo europeo l'oggetto si trova tra l'osservatore e il piano di proiezione: è come se si illuminasse il pezzo da davanti e si guardasse l'ombra sul piano alle sue spalle. Dopo il ribaltamento, ogni vista finisce dalla parte opposta a quella da cui si guarda:
| vista | si guarda da | dove si disegna rispetto alla frontale |
|---|---|---|
| A, frontale (principale) | davanti | al centro |
| B, dall'alto (pianta) | sopra | sotto la frontale |
| C, da sinistra | sinistra | a destra della frontale |
| D, da destra | destra | a sinistra della frontale |
| E, dal basso | sotto | sopra la frontale |
| F, da dietro | dietro | a destra della vista da sinistra |
(Le lettere A-F sono quelle della norma ISO 128 per indicare le sei viste.)
Grafico interattivo: Metodo europeo (E): ogni vista si pone dalla parte opposta a quella da cui si guarda
Il metodo americano (A): terzo diedro
Nel metodo americano il piano di proiezione si trova tra l'osservatore e l'oggetto, come un vetro trasparente su cui si ricalca il pezzo. Ogni vista si disegna dalla stessa parte da cui si guarda: la pianta sta sopra la frontale, la vista da sinistra a sinistra, quella da destra a destra, quella dal basso sotto. Usato nei paesi anglosassoni, compare nei disegni di fornitori esteri.
Grafico interattivo: Metodo americano (A): ogni vista si pone dalla stessa parte da cui si guarda
Regola pratica. Le viste sono le stesse nei due metodi: cambia solo dove si mettono. Passare da E ad A significa spostare la pianta sopra, la vista da sinistra a sinistra (e viceversa per quella da destra e dal basso), senza ridisegnarle.
Simboli e indicazione del metodo
Siccome le due disposizioni sono incompatibili, nel cartiglio si mette sempre il simbolo del metodo: un tronco di cono visto da due direzioni. Nel simbolo E la vista laterale (trapezio) sta a sinistra e la vista dall'estremità (due cerchi concentrici) a destra; nel simbolo A le posizioni sono invertite. In entrambi il tronco di cono ha la base minore a sinistra: i due cerchi pieni sono infatti la vista dalla base minore (da quella parte si vedono sia il cerchio piccolo sia il contorno grande), cioè la vista da sinistra, che nel metodo E va a destra e nel metodo A a sinistra. In un disegno non si mescolano mai i due metodi.
Grafico interattivo: Simboli del metodo di proiezione da riportare nel cartiglio: a sinistra E (la sagoma del tronco di cono a sinistra, i due cerchi a destra), a destra A (disposizione invertita)
Quale lato della vista è "davanti"?
Un errore tipico è confondere il davanti con il dietro nelle viste laterali. Se è la profondità (cresce allontanandosi dall'osservatore frontale) e la vista da sinistra si mette a destra della frontale (metodo E), guardando da sinistra "a destra" c'è il davanti del pezzo. Quindi:
Proprietà (metodo europeo). Nella pianta e nelle viste laterali il lato rivolto verso la vista frontale è la parte posteriore del pezzo; il lato più lontano è la parte anteriore. Nel metodo americano è l'opposto: il lato vicino alla frontale è il davanti.
Se si sbaglia, il pezzo viene "girato" e un gradino finisce sul lato sbagliato.
Scelta delle viste
- Vista principale (frontale). È la più ricca di informazioni: mostra la forma più caratteristica del pezzo e i dettagli più importanti, nella posizione di funzionamento (per un albero, orizzontale) o di lavorazione.
- Numero di viste. Il minimo che definisce completamente il pezzo, senza ridondanze: un cilindro pieno richiede una vista e il simbolo Ø nella quota; una piastra con fori una vista e l'indicazione dello spessore (); una staffa a L due o tre viste.
- Le altre viste si scelgono per mostrare spigoli in vista invece che nascosti: se una faccia si vede meglio da destra che da sinistra, si disegna la vista da destra.
- Linee nascoste: si mettono solo dove servono a capire, e non sovraccaricano il disegno: le viste vanno scelte in modo da averne poche.
Corrispondenza tra le viste
Le viste sono proiezioni dello stesso pezzo e devono combaciare:
- La frontale e la pianta hanno la stessa larghezza () e stanno incolonnate: le linee verticali si possono trasportare con linee di richiamo.
- La frontale e la vista laterale hanno la stessa altezza () e stanno sulla stessa riga: le linee orizzontali si trasportano con richiami orizzontali.
- La profondità () compare nella pianta (in verticale) e nella vista laterale (in orizzontale) e si trasporta da una all'altra con una linea a tracciata nell'angolo vuoto tra le due viste, oppure riportando la misura con il compasso.
Procedura (terza vista da due viste).
- Riporta le quote orizzontali della pianta nella frontale con richiami verticali, e le altezze della frontale con richiami orizzontali verso la vista da costruire.
- Trasporta le profondità dalla pianta con la linea a .
- Disegna i contorni e gli spigoli in vista (continua grossa), poi quelli nascosti (tratteggiati). Un punto si disegna in ogni vista, quindi si congiungono i punti che appartengono allo stesso spigolo.
- Controlla che ogni linea di una vista abbia la corrispondente nelle altre.
Esempio: una staffa a L in tre viste
La staffa ha una base di mm e un montante di mm (sopra la base, nella parte posteriore sinistra, dunque con quote da 0 a 20, da 20 a 40, da 10 a 40). La base ha un foro passante verticale Ø14 nel punto .
Le tre viste si ricavano guardando il pezzo da davanti, dall'alto e da sinistra:
- Frontale (si guarda lungo , si legge ): il contorno è una L: , , , , , . La linea orizzontale da a a quota è il bordo anteriore della faccia superiore della base davanti al montante: è visibile. Il foro, nascosto dentro la base, si vede come due linee tratteggiate a e (), tra e .
- Pianta (si guarda lungo , si legge ): un rettangolo ; il montante dà la linea verticale in (da a ) e quella orizzontale in (da a ); il foro è un cerchio visibile Ø14 con gli assi in croce.
- Vista da sinistra (si guarda lungo , si legge con , perché con questo osservatore la parte anteriore sta a destra): ancora una L, con il montante ( da 20 a 40, cioè da 0 a 20) a sinistra, cioè verso la frontale (è la parte posteriore!); il foro dà due tratteggiate a e .
Grafico interattivo: Staffa a L in proiezione europea: vista frontale in alto a sinistra, pianta sotto di essa, vista da sinistra alla sua destra. Il foro passante, non visibile dall'esterno nelle due viste di profilo, è tratteggiato
# vertici della staffa e loro posizione nelle tre viste (metodo europeo, distanza tra viste 15 mm)
solido = [("angolo base anteriore sinistro", (0, 0, 0)), ("angolo base anteriore destro", (60, 0, 0)),
("cima montante, davanti", (0, 20, 40)), ("cima montante, dietro", (0, 40, 40))]
for nome, (x, y, z) in solido:
frontale = (x, z)
pianta = (x, y - 55) # sotto la frontale: y = 40 sta a -15, y = 0 a -55
sinistra = (75 + (40 - y), z) # a destra della frontale: h = 40 - y
print(f"{nome}: frontale {frontale}, pianta {pianta}, sinistra {sinistra}")L'uscita elenca, per esempio, la cima del montante dietro (): frontale , pianta (il bordo della pianta più vicino alla frontale), vista da sinistra (il bordo della vista da sinistra più vicino alla frontale): è la parte posteriore, in accordo con la regola vista sopra.
Riassunto
| metodo europeo (E) | metodo americano (A) | |
|---|---|---|
| diedro | primo | terzo |
| posizione dell'oggetto | tra osservatore e piano | piano tra osservatore e oggetto |
| pianta | sotto la frontale | sopra la frontale |
| vista da sinistra | a destra della frontale | a sinistra della frontale |
| lato vicino alla frontale | parte posteriore | parte anteriore |
| simbolo nel cartiglio | trapezio a sinistra, cerchi a destra | cerchi a sinistra, trapezio a destra |
Errori comuni
- Scambiare i due metodi (pianta sopra anziché sotto, o viceversa) senza cambiare il simbolo.
- Girare davanti e dietro nelle viste laterali: nel metodo E il lato vicino alla frontale è il posteriore.
- Disegnare più viste del necessario o dimenticare gli spigoli nascosti che definiscono un foro o un gradino.
- Non allineare le viste: un foro deve avere lo stesso centro nelle viste adiacenti.
- Mettere una linea tratteggiata dove lo spigolo è in vista (e viceversa).
Domande d'esame
- In quale posizione si disegna la pianta nel metodo europeo? Sotto la vista frontale. Nel metodo americano, sopra.
- Dove si trova l'oggetto rispetto al piano di proiezione nel metodo europeo? Tra l'osservatore e il piano (primo diedro).
- Che cosa significa il simbolo con il tronco di cono nel cartiglio? Indica il metodo di proiezione usato, E o A secondo la disposizione delle due viste del tronco di cono.
- Come si trasporta la profondità dalla pianta alla vista laterale? Con una linea a nell'angolo tra le viste, o con il compasso.
Versione ripasso
Un pezzo 3D si descrive con più proiezioni ortogonali su piani perpendicolari (frontale, orizzontale, laterale), ribaltati nel foglio; una vista sola perde la profondità (Proiezioni e simmetrieSe V = U ⊕ W, ogni v si scrive in modo unico v = u + w; la proiezione su U lungo W manda v in u e la simmetria rispetto a U lungo W manda v in u − w. Una funzione lineare p è una proiezione se e solo se p² = p (Im p = U, Ker p = W, autovalori 1 e 0); è una simmetria se e solo se s² = I (autovalori 1 e −1), e s = 2p − I. Sono diagonalizzabili, con rango uguale alla traccia per le proiezioni. Se W = U⊥ si ha la proiezione ortogonale, la cui matrice è simmetrica.Proiezioni e simmetrie →). Vedi Disegno tecnico e norme UNI-ISO - formati, linee, scale e cartiglioIl disegno tecnico è un linguaggio normato (UNI EN ISO): ogni foglio ha un formato della serie A (rapporto 1 : √2, A0 = 1 m²: A4 = 210 × 297 mm), una cornice, un cartiglio in basso a destra e una scala scelta tra quelle unificate (1:2, 1:5, 1:10, 2:1, 5:1 ...). Le linee hanno tipo e spessore con significato preciso (continua grossa = contorni in vista, tratteggiata = nascosti, mista punto-tratto = assi, continua sottile = quote e tratteggi); gli spessori seguono la serie con ragione √2 e la scrittura ha altezze 2,5 - 3,5 - 5 - 7 mm.Disegno tecnico e norme UNI-ISO - formati, linee, scale e cartiglio → e Assonometrie e viste ausiliarieL'assonometria rappresenta un solido con un'unica immagine, proiettandolo su un piano insieme ai suoi tre assi. Isometrica: assi a 120 gradi, tre coefficienti di riduzione uguali a √(2/3) = 0,816 (nella pratica si disegna in scala 1:1 e il disegno risulta ingrandito di 1,225); un cerchio diventa un'ellisse con asse maggiore d (o 1,225 d) e minore d/√3 (o 0,707 d). Cavaliera: faccia frontale in vera forma, fuggenti a 45 gradi ridotte a metà. Dimetrica ISO: rapporti 1 : 1 : 1/2. Una faccia inclinata di α appare accorciata di cos α; per vederla in vera forma si disegna una vista ausiliaria su un piano parallelo alla faccia, con freccia e lettera, anche parziale.Assonometrie e viste ausiliarie →.
Metodi
- Europeo (E, primo diedro): oggetto tra osservatore e piano. Pianta sotto la frontale; vista da sinistra a destra; da destra a sinistra; dal basso sopra; da dietro a destra di quella da sinistra. Lato vicino alla frontale = parte posteriore.
- Americano (A, terzo diedro): piano tra osservatore e oggetto. Pianta sopra; da sinistra a sinistra; da destra a destra; dal basso sotto. Lato vicino alla frontale = parte anteriore.
- Le viste sono le stesse, cambia la posizione. Simbolo nel cartiglio: tronco di cono (E: trapezio a sinistra, cerchi a destra; A: invertito). Mai mescolare i metodi.
Scelta e corrispondenza
- Vista principale: la più informativa, in posizione di funzionamento. Numero minimo di viste (cilindro: una vista e Ø; piastra: una vista e ); poche linee nascoste.
- Frontale e pianta: stessa larghezza (). Frontale e laterale: stessa altezza (). Profondità: linea a o compasso.
- Procedura: richiami per e , profondità a , spigoli in vista poi nascosti, controllo delle corrispondenze.
Esempio (staffa a L)
Base mm, montante mm dietro a sinistra, foro Ø14 in . Frontale: L con foro tratteggiato a e . Pianta: rettangolo con cerchio Ø14. Da sinistra (): L con il montante verso la frontale, foro a e .
Procedura e verifiche
- Terza vista da due: richiami verticali per le larghezze, orizzontali per le altezze, profondità con la linea a o il compasso; prima spigoli in vista, poi nascosti; controllo di una corrispondenza per ogni linea.
- Lato vicino alla frontale: nel metodo E è la parte posteriore del pezzo (pianta e viste laterali); nel metodo A è la parte anteriore.
- Coordinate (staffa, mm): frontale ; pianta E ; vista da sinistra E . Passando ad A: pianta mm in alto, vista da sinistra mm.
- Proiezione di un punto: frontale , orizzontale , laterale : si perde sempre la coordinata lungo la direzione di osservazione.
Linee nascoste e cilindri
- Un cilindro con asse parallelo alla direzione di osservazione è un cerchio; con asse perpendicolare è un rettangolo (se nascosto: due tratteggiate).
- Foro passante: due tratteggiate lungo tutta la lunghezza; foro cieco: tratteggiate fino al fondo e fondo tratteggiato.
- Spigoli nascosti solo dove servono; le tratteggiate si incontrano agli estremi con un tratto, non con uno spazio.
Domande tipiche
- Posizione della pianta in E e in A; posizione dell'oggetto rispetto al piano nel primo diedro; significato del simbolo del tronco di cono; trasporto della profondità con la linea a .
Errori comuni
- Pianta sopra anziché sotto (o simbolo sbagliato); davanti e dietro scambiati nelle viste laterali; viste non allineate; spigoli nascosti omessi o in vista tratteggiati.