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Note per Studenti Proiezioni e simmetrie

Proiezioni e simmetrie

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Prerequisiti: Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →, Funzioni lineari e isomorfismiUna funzione tra spazi vettoriali è lineare se rispetta somma e prodotto per uno scalare; manda 0 in 0, è determinata dalle immagini di una base e si chiama isomorfismo quando è anche biiettiva.Funzioni lineari e isomorfismi →, Nucleo e immagineIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →, Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →. Collegamenti: Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → (il caso ortogonale), DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Isometrie e matrici ortogonaliUna matrice Q è ortogonale se QᵀQ = I, cioè se ha colonne (e righe) ortonormali; equivale a conservare prodotto scalare, norme e angoli, ed è la matrice di una isometria lineare. Ha Q⁻¹ = Qᵀ e det Q = ±1. In R² le ortogonali sono le rotazioni (det 1) e le riflessioni rispetto a una retta (det −1); in R³ le rotazioni hanno un asse (autovalore 1) e un angolo con tr Q = 1 + 2 cos θ, le riflessioni rispetto a un piano hanno Q = I − 2nnᵀ/(n·n). Le isometrie affini sono x ↦ Qx + b.Isometrie e matrici ortogonali → (le simmetrie ortogonali sono le riflessioni). Esercizi svolti: Esercizio 140 · proiezione obliqua su un piano lungo una retta, Esercizio 141 · riconoscere proiezioni e simmetrie dalle matrici, Esercizio 142 · scomposizione di una forza su un piano inclinato.

Decomporre un vettore

Se V=U⊕WV = U \oplus W (somma diretta di due sottospazi: U∩W={0}U \cap W = \{0\} e U+W=VU + W = V), ogni vettore v∈Vv \in V si scrive in un solo modo come v=u+w,u∈U, w∈W.v = u + w, \qquad u \in U,\ w \in W . È la proprietà che definisce la somma diretta. Concretamente, se {u1,…,uk}\{u_1, \dots, u_k\} è una base di UU e {w1,…,wm}\{w_1, \dots, w_m\} è una base di WW, l'insieme di tutti questi vettori è una base di VV e uu e ww si leggono dalle coordinate di vv rispetto a essa. Si decompone per esempio una forza in due componenti lungo due direzioni date.

Definizione. La proiezione su UU lungo WW è la funzione p:V→Vp: V \to V, p(u+w)=up(u + w) = u. La simmetria rispetto a UU lungo WW è s:V→Vs: V \to V, s(u+w)=u−ws(u + w) = u - w.

Entrambe sono lineari (la decomposizione è unica, quindi le componenti di una combinazione lineare sono le combinazioni lineari delle componenti). La proiezione "tiene la parte in UU e cancella quella in WW"; la simmetria "tiene la parte in UU e rovescia quella in WW" (uno specchio che fissa UU e manda ogni direzione di WW nell'opposta).

Esempio in R2\mathbb{R}^2. U=⟨(1,0)⟩U = \langle(1, 0)\rangle (asse xx) e W=⟨(1,1)⟩W = \langle(1, 1)\rangle. Un vettore (x,y)(x, y) si scrive (x,y)=a(1,0)+b(1,1)(x, y) = a(1, 0) + b(1, 1) con b=yb = y e a=x−ya = x - y. Quindi p(x,y)=(x−y, 0),s(x,y)=(x−y,0)−(y,y)=(x−2y, −y),p(x, y) = (x - y,\ 0), \qquad s(x, y) = (x - y, 0) - (y, y) = (x - 2y,\ -y), con matrici P=(1−100)P = \begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 0 & 0 \end{pmatrix} e S=(1−20−1)S = \begin{pmatrix} 1 & -2 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}. Si proietta sull'asse xx "lungo" la direzione obliqua (1,1)(1, 1): ogni punto scivola lungo una retta parallela a WW finché non tocca UU (è la proiezione di una luce con raggi paralleli inclinati). Per questo, a differenza della proiezione ortogonale, dipende da WW e non solo da UU.

Grafico interattivo: Proiezione su U = asse x lungo W = ⟨(1, 1)⟩: v = (3, 2) = (1, 0) + 2·(1, 1) va in p(v) = (1, 0); la simmetria lo manda in s(v) = (1, 0) − 2·(1, 1) = (−1, −2)

La matrice

Se {u1,…,uk}\{u_1, \dots, u_k\} è una base di UU e {w1,…,wm}\{w_1, \dots, w_m\} una base di WW, nella base B={u1,…,uk,w1,…,wm}\mathcal{B} = \{u_1, \dots, u_k, w_1, \dots, w_m\} la proiezione manda ui↦uiu_i \mapsto u_i e wj↦0w_j \mapsto 0, quindi ha la matrice diagonale D=(Ik000),D = \begin{pmatrix} I_k & 0 \\ 0 & 0 \end{pmatrix}, mentre la simmetria ha (Ik00−Im)\begin{pmatrix} I_k & 0 \\ 0 & -I_m \end{pmatrix}. Nella base canonica si torna con il cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →: se BB è la matrice che ha i vettori di B\mathcal{B} in colonna, P=BDB−1.P = B D B^{-1} .

Esempio in R3\mathbb{R}^3. UU = piano z=0z = 0 con base e1,e2e_1, e_2, e W=⟨(1,1,1)⟩W = \langle(1, 1, 1)\rangle. Con B=(101011001)B = \begin{pmatrix} 1&0&1 \\ 0&1&1 \\ 0&0&1 \end{pmatrix} (colonne e1,e2,(1,1,1)e_1, e_2, (1,1,1)), B−1=(10−101−1001)B^{-1} = \begin{pmatrix} 1&0&-1 \\ 0&1&-1 \\ 0&0&1 \end{pmatrix} e D=diag⁡(1,1,0)D = \operatorname{diag}(1, 1, 0): P=BDB−1=(10−101−1000),p(x,y,z)=(x−z, y−z, 0).P = BDB^{-1} = \begin{pmatrix} 1&0&-1 \\ 0&1&-1 \\ 0&0&0 \end{pmatrix}, \qquad p(x, y, z) = (x - z,\ y - z,\ 0) . Si legge: il punto (x,y,z)(x, y, z) viene spinto lungo (1,1,1)(1, 1, 1) fino al piano z=0z = 0 (si sottrae z(1,1,1)z(1,1,1) dall'ultima coordinata azzerata). Verifica: (x,y,z)−p(x,y,z)=(z,z,z)∈W(x, y, z) - p(x, y, z) = (z, z, z) \in W ✓.

Caratterizzazioni

Teorema. Sia f:V→Vf: V \to V lineare.

  1. ff è una proiezione (su Im⁡f\operatorname{Im} f lungo Ker⁡f\operatorname{Ker} f) se e solo se f∘f=ff \circ f = f.
  2. ff è una simmetria (rispetto a Ker⁡(f−I)\operatorname{Ker}(f - I) lungo Ker⁡(f+I)\operatorname{Ker}(f + I)) se e solo se f∘f=idf \circ f = \mathrm{id}.

Perché (1). Se pp è una proiezione, p(p(u+w))=p(u)=u=p(u+w)p(p(u + w)) = p(u) = u = p(u + w): p2=pp^2 = p. Viceversa sia f2=ff^2 = f. Allora per ogni vv: v=f(v)+(v−f(v))v = f(v) + (v - f(v)) con f(v)∈Im⁡ff(v) \in \operatorname{Im} f e v−f(v)∈Ker⁡fv - f(v) \in \operatorname{Ker} f (perché f(v−f(v))=f(v)−f2(v)=0f(v - f(v)) = f(v) - f^2(v) = 0): quindi V=Im⁡f+Ker⁡fV = \operatorname{Im} f + \operatorname{Ker} f. L'intersezione è nulla: se w=f(x)w = f(x) e f(w)=0f(w) = 0, allora 0=f(w)=f2(x)=f(x)=w0 = f(w) = f^2(x) = f(x) = w. Dunque V=Im⁡f⊕Ker⁡fV = \operatorname{Im} f \oplus \operatorname{Ker} f e ff manda u+wu + w in uu. ∎

Perché (2). Una simmetria ripetuta due volte riporta u−wu - w in u+wu + w, quindi s2=ids^2 = \mathrm{id}. Viceversa, se f2=idf^2 = \mathrm{id}, si scrive v=12(v+f(v))+12(v−f(v))v = \frac12(v + f(v)) + \frac12(v - f(v)): il primo addendo uu soddisfa f(u)=12(f(v)+v)=uf(u) = \frac12(f(v) + v) = u (sta in Ker⁡(f−I)\operatorname{Ker}(f - I)), il secondo ww soddisfa f(w)=−wf(w) = -w (sta in Ker⁡(f+I)\operatorname{Ker}(f + I)), e le due componenti sono univoche. ∎

Legame fra le due. Per la decomposizione v=u+wv = u + w: s=2p−id (infatti 2u−(u+w)=u−w),p=12(id+s),id−p=proiezione su W lungo U.s = 2p - \mathrm{id}\ (\text{infatti } 2u - (u + w) = u - w), \qquad p = \tfrac12(\mathrm{id} + s), \qquad \mathrm{id} - p = \text{proiezione su } W \text{ lungo } U . Nelle matrici: S=2P−IS = 2P - I e P=12(I+S)P = \frac12(I + S).

Esempio. Se A=(2−21−1)A = \begin{pmatrix} 2 & -2 \\ 1 & -1 \end{pmatrix}, allora A2=(4−2−4+22−1−2+1)=AA^2 = \begin{pmatrix} 4 - 2 & -4 + 2 \\ 2 - 1 & -2 + 1 \end{pmatrix} = A: è una proiezione, su Im⁡A=⟨(2,1)⟩\operatorname{Im} A = \langle(2, 1)\rangle lungo Ker⁡A=⟨(1,1)⟩\operatorname{Ker} A = \langle(1, 1)\rangle.

Autovalori e diagonalizzabilità

Una proiezione ha come autovalori 11 (autospazio UU: p(u)=up(u) = u) e 00 (autospazio W=Ker⁡pW = \operatorname{Ker} p), e una simmetria ha 11 (autospazio UU) e −1-1 (autospazio WW). In entrambi i casi la somma degli autospazi è VV, quindi sono sempre diagonalizzabili, con la matrice DD vista sopra. Conseguenze utili:

  • rango⁡p=dim⁡U=tr⁡p\operatorname{rango} p = \dim U = \operatorname{tr} p (la traccia è la somma degli autovalori, 11 ripetuto dim⁡U\dim U volte): una proiezione ha traccia uguale al rango, in particolare intera. Ad esempio la matrice PP dell'esempio in R3\mathbb{R}^3 ha traccia 2=dim⁡U2 = \dim U.
  • tr⁡s=dim⁡U−dim⁡W\operatorname{tr} s = \dim U - \dim W e det⁡s=(−1)dim⁡W\det s = (-1)^{\dim W}.
  • Una proiezione non banale non è invertibile (det⁡=0\det = 0 se W≠0W \ne 0): schiaccia WW sullo 00. Una simmetria sì: s−1=ss^{-1} = s.
  • Il polinomio minimo è x2−xx^2 - x per pp e x2−1x^2 - 1 per ss: sono le equazioni p2=pp^2 = p e s2=ids^2 = \mathrm{id} lette in termini di autovalori.

Proiezioni e simmetrie ortogonali

Se V=RnV = \mathbb{R}^n con il prodotto scalare e W=U⊥W = U^\perp (il complemento ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →), la proiezione su UU lungo U⊥U^\perp è la proiezione ortogonale: p(v)p(v) è il punto di UU più vicino a vv. In questo caso:

Una proiezione obliqua (come PP dell'esempio sopra) non è simmetrica e non accorcia sempre i vettori: ∥p(v)∥\|p(v)\| può superare ∥v∥\|v\|, mentre per la proiezione ortogonale ∥p(v)∥≤∥v∥\|p(v)\| \le \|v\|.

Un'applicazione alla meccanica: componenti di una forza

Scomporre una forza FF lungo due direzioni è proiettare. Un blocco di peso 100100 N su un piano inclinato di 30∘30^\circ: nel riferimento con xx orizzontale e yy verticale verso l'alto, F=(0,−100)F = (0, -100). La direzione del piano è t=(cos⁡30∘,sin⁡30∘)=(32,12)t = (\cos30^\circ, \sin30^\circ) = \left(\frac{\sqrt3}2, \frac12\right) e la normale è n=(−12,32)n = \left(-\frac12, \frac{\sqrt3}2\right) (ortogonali, di norma 11). La componente lungo il piano è la proiezione ortogonale su ⟨t⟩\langle t\rangle, Pt=ttT=(34343414)P_t = tt^T = \begin{pmatrix} \frac34 & \frac{\sqrt3}4 \\ \frac{\sqrt3}4 & \frac14 \end{pmatrix}: F∥=PtF=(F⋅t) t=−50 t≈(−43,3; −25),F⊥=F−F∥≈(43,3; −75),F_\parallel = P_tF = (F\cdot t)\,t = -50\,t \approx (-43{,}3;\ -25), \qquad F_\perp = F - F_\parallel \approx (43{,}3;\ -75), con ∥F∥∥=50\|F_\parallel\| = 50 N e ∥F⊥∥=100cos⁡30∘≈86,6\|F_\perp\| = 100\cos30^\circ \approx 86{,}6 N. Se invece le due direzioni non sono perpendicolari (per esempio un tirante orizzontale e un puntone inclinato di 45∘45^\circ) si usa una proiezione obliqua. I conti completi sono nell'Esercizio 142 · scomposizione di una forza su un piano inclinato.

Domande d'esame

  • Dire se una matrice (data) è una proiezione o una simmetria: si calcola A2A^2 e si confronta con AA o con II.
  • Dati UU e WW con V=U⊕WV = U \oplus W, scrivere la matrice della proiezione su UU lungo WW (con BDB−1BDB^{-1}) e verificare P2=PP^2 = P.
  • Trovare Im⁡\operatorname{Im}, Ker⁡\operatorname{Ker}, autovalori e traccia di una proiezione assegnata.
  • Per quali valori di un parametro kk la funzione fkf_k (data da una matrice con kk) è una proiezione o una simmetria?
  • Vero o falso: la traccia di una proiezione è il suo rango (vero); una proiezione è invertibile (falso, se non è l'identità); la matrice di una proiezione ortogonale è simmetrica (vero); (I−P)(I - P) è una proiezione (vero, su WW lungo UU).

Errori comuni

  • Confondere "proiezione su UU" con "proiezione ortogonale su UU": la proiezione dipende anche da WW, e coincide con quella ortogonale solo per W=U⊥W = U^\perp.
  • Scrivere P=BDB−1P = BDB^{-1} con BB non invertibile (le basi di UU e WW non sono complementari) o con B−1B^{-1} e BB scambiati.
  • Credere che p2=pp^2 = p implichi p=idp = \mathrm{id}: vale solo se pp è invertibile.
  • Dimenticare che s=2p−ids = 2p - \mathrm{id} e non p−idp - \mathrm{id}.

Versione ripasso

Decomposizione

V=U⊕WV = U \oplus W: ogni vv si scrive in modo unico v=u+wv = u + w. Proiezione su UU lungo WW: p(u+w)=up(u + w) = u. Simmetria rispetto a UU lungo WW: s(u+w)=u−ws(u + w) = u - w.

Esempio: U=⟨(1,0)⟩U = \langle(1, 0)\rangle, W=⟨(1,1)⟩W = \langle(1, 1)\rangle: (x,y)=(x−y)(1,0)+y(1,1)(x, y) = (x - y)(1, 0) + y(1, 1), P=(1−100)P = \begin{pmatrix} 1 & -1 \\ 0 & 0 \end{pmatrix}, S=(1−20−1)S = \begin{pmatrix} 1 & -2 \\ 0 & -1 \end{pmatrix}.

Matrice

Base {ui}∪{wj}\{u_i\} \cup \{w_j\} (colonne di BB): P=BDB−1P = BDB^{-1} con D=(Ik000)D = \begin{pmatrix} I_k & 0 \\ 0 & 0 \end{pmatrix}; per la simmetria D=(Ik00−Im)D = \begin{pmatrix} I_k & 0 \\ 0 & -I_m \end{pmatrix}.

Esempio: U={z=0}U = \{z = 0\}, W=⟨(1,1,1)⟩W = \langle(1, 1, 1)\rangle: p(x,y,z)=(x−z,y−z,0)p(x, y, z) = (x - z, y - z, 0).

Caratterizzazioni

  • p2=p  ⟺  p^2 = p \iff proiezione su Im⁡p\operatorname{Im}p lungo Ker⁡p\operatorname{Ker}p (da v=p(v)+(v−p(v))v = p(v) + (v - p(v)) e Im⁡∩Ker⁡=0\operatorname{Im} \cap \operatorname{Ker} = 0).
  • s2=id  ⟺  s^2 = \mathrm{id} \iff simmetria rispetto a Ker⁡(s−I)\operatorname{Ker}(s - I) lungo Ker⁡(s+I)\operatorname{Ker}(s + I) (da v=12(v+sv)+12(v−sv)v = \frac12(v + sv) + \frac12(v - sv)).
  • s=2p−ids = 2p - \mathrm{id}, p=12(id+s)p = \frac12(\mathrm{id} + s); id−p\mathrm{id} - p proietta su WW lungo UU.

Autovalori

  • Proiezione: autovalori 11 (UU) e 00 (WW); simmetria: 11 (UU) e −1-1 (WW). Diagonalizzabili.
  • rango⁡p=dim⁡U=tr⁡p\operatorname{rango}p = \dim U = \operatorname{tr}p; tr⁡s=dim⁡U−dim⁡W\operatorname{tr}s = \dim U - \dim W; s−1=ss^{-1} = s; una proiezione non banale non è invertibile.

Caso ortogonale

W=U⊥W = U^\perp: P=∑fifiTP = \sum f_if_i^T (base ortonormale) =A(ATA)−1AT= A(A^TA)^{-1}A^T; PT=PP^T = P (e viceversa); S=2P−IS = 2P - I è la riflessione I−2nnTn⋅nI - \frac{2nn^T}{n \cdot n} per un piano di normale nn.

Meccanica

Peso F=(0,−100)F = (0, -100) N su piano a 30∘30^\circ: Pt=ttTP_t = tt^T, F∥=−50 t≈(−43,3; −25)F_\parallel = -50\,t \approx (-43{,}3;\ -25), ∥F⊥∥≈86,6\|F_\perp\| \approx 86{,}6 N.

Errori tipici

  • Confondere proiezione e proiezione ortogonale (dipende da WW).
  • Invertire BB e B−1B^{-1}; s=p−ids = p - \mathrm{id} al posto di 2p−id2p - \mathrm{id}.
  • Concludere p=idp = \mathrm{id} da p2=pp^2 = p.

Esempi da ricordare

  • A=(2−21−1)A = \begin{pmatrix} 2&-2 \\ 1&-1 \end{pmatrix}: A2=AA^2 = A, proiezione su ⟨(2,1)⟩\langle(2, 1)\rangle lungo ⟨(1,1)⟩\langle(1, 1)\rangle. B=(120−1)B = \begin{pmatrix} 1&2 \\ 0&-1 \end{pmatrix}: B2=IB^2 = I, simmetria rispetto a ⟨(1,0)⟩\langle(1, 0)\rangle lungo ⟨(1,−1)⟩\langle(1, -1)\rangle. (1111)2=2(1111)\begin{pmatrix} 1&1 \\ 1&1 \end{pmatrix}^2 = 2\begin{pmatrix} 1&1 \\ 1&1 \end{pmatrix}: nessuna delle due.
  • (10h010000)\begin{pmatrix} 1&0&h \\ 0&1&0 \\ 0&0&0 \end{pmatrix} è una proiezione per ogni hh (immagine z=0z = 0, nucleo ⟨(−h,0,1)⟩\langle(-h, 0, 1)\rangle), ortogonale solo per h=0h = 0.
  • Proiezione ortogonale su una retta ⟨t⟩\langle t\rangle: P=ttTP = tt^T (∥t∥=1\|t\| = 1); forza FF su piano inclinato: F∥=(F⋅t) tF_\parallel = (F \cdot t)\,t.

Domande tipiche

  • Matrice di pp con UU, WW dati: P=BDB−1P = BDB^{-1}; verificare P2=PP^2 = P, trovare Im⁡\operatorname{Im}, Ker⁡\operatorname{Ker}, traccia.
  • Per quali kk la matrice data è una proiezione o una simmetria: imporre f2=ff^2 = f o f2=idf^2 = \mathrm{id} su tutte le entrate.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata