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Note per Studenti Intersezione, somma e sottospazio generato

Intersezione, somma e sottospazio generato

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Prerequisito: Sottospazi vettorialiUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali →. Seguito: Generatori e basiDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi →, Formula di Grassmann e somma direttaFormula di Grassmann: dim(U + W) = dim U + dim W − dim(U ∩ W), come contare gli elementi di un'unione senza contare due volte quelli comuni. Se U ∩ W = {0} la somma è diretta, U ⊕ W, e ogni vettore si scrive in modo unico come u + w.Formula di Grassmann e somma diretta →.

Dati due sottospazi UU e WW di uno spazio vettoriale VV, ci si chiede se le operazioni tra insiemiUnione, intersezione, differenza, complementare e prodotto cartesiano, con le leggi di De Morgan e il legame con la logica.Operazioni tra insiemi →, intersezione e unione, producono ancora sottospazi.

Intersezione

Definizione (intersezione di sottospazi). U∩W={v∈V:v∈U e v∈W}U \cap W = \{v \in V : v \in U \text{ e } v \in W\}.

Esempio. In R2\mathbb{R}^2, {(a,0)}∩{(0,b)}={(0,0)}\{(a,0)\} \cap \{(0,b)\} = \{(0,0)\} (asse xx e asse yy).

Teorema (l'intersezione di sottospazi è un sottospazio). Se UU e WW sono sottospazi di VV, anche U∩WU \cap W è un sottospazio di VV.

Esempio. In R3\mathbb{R}^3 l'intersezione dei piani x=0x = 0 e y=0y = 0 è l'asse zz, che è un sottospazio: i vettori che soddisfano entrambe le equazioni sono quelli della forma (0,0,z)(0, 0, z).

Dimostrazione. Somma. Siano v1,v2∈U∩Wv_1, v_2 \in U \cap W. Allora v1,v2∈Uv_1, v_2 \in U, e siccome UU è un sottospazio v1+v2∈Uv_1 + v_2 \in U; allo stesso modo v1,v2∈Wv_1, v_2 \in W dà v1+v2∈Wv_1 + v_2 \in W. Quindi v1+v2v_1 + v_2 sta in entrambi, cioè in U∩WU \cap W.

Prodotto. Se v∈U∩Wv \in U \cap W e λ∈K\lambda \in K: λv∈U\lambda v \in U perché UU è sottospazio, λv∈W\lambda v \in W perché WW è sottospazio, quindi λv∈U∩W\lambda v \in U \cap W ∎.

L'intersezione non è mai vuota. Tra insiemi qualsiasi l'intersezione può essere ∅\emptyset, tra sottospazi no: 0⃗\vec 0 sta in ogni sottospazio, quindi 0⃗∈U∩W\vec 0 \in U \cap W. Il caso "più piccolo" possibile è U∩W={0⃗}U \cap W = \{\vec 0\} (si scrive anche U∩W=0U \cap W = 0), che non è l'insieme vuoto: contiene un elemento, il vettore nullo.

Unione: in generale non è un sottospazio

U∪W={v∈V:v∈U oppure v∈W}U \cup W = \{v \in V : v \in U \text{ oppure } v \in W\} ("oppure" inclusivo: il connettivo "o" di Logica e quantificatoriProposizioni, connettivi, predicati e quantificatori (per ogni, esiste), con le regole per negarli.Logica e quantificatori →, vero anche quando valgono entrambe le condizioni).

Provando a ripetere la dimostrazione ci si blocca: se v1∈Uv_1 \in U e v2∈Wv_2 \in W, la somma v1+v2v_1 + v_2 non ha motivo di stare né in UU né in WW. Un controesempio chiude la questione: in R2\mathbb{R}^2 siano

U={(a,0)} (asse x),W={(0,b)} (asse y).U = \{(a, 0)\} \ (\text{asse } x), \qquad W = \{(0, b)\} \ (\text{asse } y).

Sono sottospazi, e (3,0)∈U(3, 0) \in U, (0,2)∈W(0, 2) \in W stanno nell'unione. Ma (3,0)+(0,2)=(3,2)(3, 0) + (0, 2) = (3, 2) non ha nessuna componente nulla, quindi non sta né in UU (servirebbe la seconda componente 00) né in WW (servirebbe la prima 00): l'unione dei due assi non è chiusa per la somma.

Grafico interattivo: L'unione dei due assi non è un sottospazio: (3, 0) sta sull'asse x, (0, 2) sull'asse y, ma la somma (3, 2) non sta su nessuno dei due

(In casi particolari l'unione è un sottospazio: se U⊆WU \subseteq W allora U∪W=WU \cup W = W.)

Somma di sottospazi

Visto che l'unione non va bene, la si sostituisce con il più piccolo sottospazio che la contiene.

Definizione (somma di sottospazi). La somma di UU e WW, indicata con U+WU + W, è il più piccolo sottospazio di VV che contiene U∪WU \cup W.

Esempio. In R3\mathbb{R}^3 la somma delle rette ⟨e1⟩\langle e_1 \rangle e ⟨e2⟩\langle e_2 \rangle è il piano ⟨e1,e2⟩\langle e_1, e_2 \rangle.

Esempio geometrico. In R3\mathbb{R}^3 siano UU e WW due rette distinte per l'origine. L'unione (le due rette) non è un sottospazio. Il più piccolo sottospazio che le contiene è il piano che contiene entrambe: U+WU + W è quel piano. In effetti la somma di un vettore di UU e uno di WW, fatta con la regola del parallelogramma, sta in quel piano.

Teorema (descrizione della somma). U+W={u+w:u∈U, w∈W}U + W = \{u + w : u \in U,\ w \in W\}, cioè la somma contiene esattamente tutte le somme di un vettore di UU con un vettore di WW (da qui il nome e il simbolo).

Esempio. Con U=⟨(1,0)⟩U = \langle (1,0) \rangle e W=⟨(0,1)⟩W = \langle (0,1) \rangle: U+W={(a,0)+(0,b)}=R2U + W = \{(a,0) + (0,b)\} = \mathbb{R}^2.

In R2\mathbb{R}^2 due rette distinte per l'origine hanno per somma tutto il piano. Con U=⟨(1,1)⟩U = \langle (1, 1) \rangle (la retta y=xy = x) e W=⟨(−1,1)⟩W = \langle (-1, 1) \rangle (la retta y=−xy = -x), un vettore qualsiasi (a,b)(a, b) si scrive s(1,1)+t(−1,1)s(1, 1) + t(-1, 1) se {s−t=as+t=b\begin{cases} s - t = a \\ s + t = b \end{cases} Sommando le due equazioni 2s=a+b2s = a + b, sottraendo la prima dalla seconda 2t=b−a2t = b - a: s=a+b2s = \frac{a + b}2, t=b−a2t = \frac{b - a}2. C'è una soluzione per ogni (a,b)(a, b), quindi U+W=R2U + W = \mathbb{R}^2. Per esempio (1,3)(1, 3): s=2s = 2, t=1t = 1, cioè (1,3)=(2,2)+(−1,1)(1, 3) = (2, 2) + (-1, 1).

Grafico interattivo: U + W = R² per le rette U: y = x e W: y = −x; il vettore (1, 3) è la somma di u = (2, 2) ∈ U e w = (−1, 1) ∈ W

Dimostrazione. Sia S={u+w:u∈U,w∈W}S = \{u + w : u \in U, w \in W\}. Bisogna dimostrare tre cose.

(a) SS contiene UU e WW. Ogni u∈Uu \in U si scrive u=u+0⃗u = u + \vec 0 con 0⃗∈W\vec 0 \in W (ogni sottospazio contiene il vettore nullo), quindi u∈Su \in S. Allo stesso modo w=0⃗+w∈Sw = \vec 0 + w \in S.

(b) SS è contenuto in ogni sottospazio LL che contiene UU e WW. Per dimostrare che SS è il più piccolo, si prende un qualunque sottospazio L⊇U∪WL \supseteq U \cup W e si fa vedere che S⊆LS \subseteq L. Se u∈Uu \in U e w∈Ww \in W, allora u,w∈Lu, w \in L, e siccome LL è chiuso per la somma u+w∈Lu + w \in L. Quindi ogni elemento di SS sta in LL.

(c) SS è un sottospazio. Siano v1=u1+w1v_1 = u_1 + w_1 e v2=u2+w2v_2 = u_2 + w_2 in SS. Riordinando (associativa e commutativa)

v1+v2=(u1+u2)⏟∈U+(w1+w2)⏟∈W∈S,v_1 + v_2 = \underbrace{(u_1 + u_2)}_{\in U} + \underbrace{(w_1 + w_2)}_{\in W} \in S,

perché UU e WW sono chiusi per la somma. E per λ∈K\lambda \in K: λv1=λu1+λw1\lambda v_1 = \lambda u_1 + \lambda w_1 con λu1∈U\lambda u_1 \in U, λw1∈W\lambda w_1 \in W, quindi λv1∈S\lambda v_1 \in S ∎.

Operazione È un sottospazio? Contiene
U∩WU \cap W sempre i vettori comuni (almeno 0⃗\vec 0)
U∪WU \cup W in generale no solo i vettori di UU e quelli di WW
U+WU + W sempre tutte le somme u+wu + w

Sottospazio generato da un insieme di vettori

La stessa idea vale partendo da un insieme qualsiasi di vettori S⊆VS \subseteq V (che di solito non è un sottospazio).

Definizione (sottospazio generato). Il sottospazio generato da SS, indicato con ⟨S⟩\langle S \rangle (in alcuni testi L(S)L(S), "lineare generato"), è il più piccolo sottospazio di VV che contiene SS.

Esempio. ⟨(1,2)⟩={λ(1,2):λ∈R}\langle (1,2) \rangle = \{\lambda (1,2) : \lambda \in \mathbb{R}\} è la retta per l'origine di direzione (1,2)(1,2). I suoi punti sono (λ,2λ)(\lambda, 2\lambda): la seconda coordinata è il doppio della prima, quindi è la retta y=2xy = 2x, cioè 2x−y=02x - y = 0.

Grafico interattivo: ⟨(1, 2)⟩ è la retta 2x − y = 0: contiene tutti i multipli λ·(1, 2), qui per λ = −1, 1/2, 1 e 2

Teorema (il sottospazio generato è l'insieme delle combinazioni lineari). ⟨S⟩\langle S \rangle è l'insieme di tutte le combinazioni lineari (finite) di vettori di SS:

⟨S⟩={λ1v1+⋯+λrvr:r≥1, λi∈K, vi∈S}.\langle S \rangle = \left\{ \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r : r \ge 1,\ \lambda_i \in K,\ v_i \in S \right\}.

Esempio. ⟨(1,0,0),(0,1,0)⟩={a(1,0,0)+b(0,1,0)}\langle (1,0,0), (0,1,0) \rangle = \{a(1,0,0) + b(0,1,0)\} è il piano z=0z = 0 di R3\mathbb{R}^3.

La dimostrazione ha gli stessi tre passi di quella della somma. Sia CC l'insieme di tutte le combinazioni lineari di vettori di SS.

(a) CC contiene SS: ogni v∈Sv \in S è la combinazione 1⋅v1 \cdot v (proprietà 7 di Spazi vettorialiUno spazio vettoriale su un campo K è un insieme con una somma di vettori e un prodotto per scalari che rispettano 7 proprietà. Esempi fondamentali: K^n (somma componente per componente), le funzioni da R in R, i polinomi.Spazi vettoriali →).

(b) CC sta in ogni sottospazio L⊇SL \supseteq S: LL è chiuso per prodotto per scalari e per somma, quindi contiene λ1v1,…,λrvr\lambda_1 v_1, \dots, \lambda_r v_r e poi la loro somma (aggiungendo un addendo alla volta).

(c) CC è un sottospazio: la somma di due combinazioni (λ1v1+⋯+λrvr)+(μ1v1′+⋯+μsvs′)(\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r) + (\mu_1 v'_1 + \dots + \mu_s v'_s) è una combinazione dei vettori v1,…,vr,v1′,…,vs′v_1, \dots, v_r, v'_1, \dots, v'_s, che stanno tutti in SS; il multiplo α(λ1v1+⋯+λrvr)=(αλ1)v1+⋯+(αλr)vr\alpha(\lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r) = (\alpha\lambda_1) v_1 + \dots + (\alpha\lambda_r) v_r (distributiva e proprietà 5) è ancora una combinazione ∎.

Se S={v1,…,vk}S = \{v_1, \dots, v_k\} si scrive ⟨v1,…,vk⟩\langle v_1, \dots, v_k \rangle.

Legame con la somma: se U=⟨u1,…,up⟩U = \langle u_1, \dots, u_p \rangle e W=⟨w1,…,wq⟩W = \langle w_1, \dots, w_q \rangle, allora U+W=⟨u1,…,up,w1,…,wq⟩U + W = \langle u_1, \dots, u_p, w_1, \dots, w_q \rangle: per generare la somma basta mettere insieme i generatori. Infatti un elemento di U+WU + W è u+wu + w con u=∑iαiuiu = \sum_i \alpha_i u_i e w=∑jβjwjw = \sum_j \beta_j w_j, quindi u+w=∑iαiui+∑jβjwju + w = \sum_i \alpha_i u_i + \sum_j \beta_j w_j è combinazione di tutti i generatori; viceversa una combinazione di tutti i generatori si spezza nella parte con gli uiu_i (che sta in UU) più la parte con i wjw_j (che sta in WW). È il modo pratico di calcolare una somma (vedi Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospaziProcedura da esame per i sottospazi di K^n: base da generatori (riduzione a scala delle righe), base da equazioni (incognite libere), equazioni cartesiane da una base (eliminare i parametri), intersezione (mettere a sistema), somma (unire i generatori) e Grassmann come controllo.Metodo - basi, equazioni cartesiane, intersezione e somma di sottospazi →).

Com'è fatto ⟨v⟩\langle v \rangle e ⟨v1,v2⟩\langle v_1, v_2 \rangle

  • Un vettore v≠0⃗v \ne \vec 0: le combinazioni lineari di un solo vettore sono i suoi multipli λv\lambda v. Si ottiene la retta per l'origine nella direzione di vv. Se v=0⃗v = \vec 0, ⟨0⃗⟩={0⃗}\langle \vec 0 \rangle = \{\vec 0\}.
  • Due vettori non nulli: se sono paralleli (v2v_2 multiplo di v1v_1) ogni combinazione è ancora parallela a loro e ⟨v1,v2⟩\langle v_1, v_2 \rangle è una retta; se non sono paralleli ⟨v1,v2⟩\langle v_1, v_2 \rangle è il piano per l'origine che li contiene.

Esempio. In R3\mathbb{R}^3, ⟨(1,2,−1),(0,3,1)⟩\langle (1, 2, -1), (0, 3, 1) \rangle è un piano, quindi non è tutto R3\mathbb{R}^3: due vettori non bastano a generare lo spazio. Il conto è nell'Esercizio 4 · generatori di R2 e di R3, dove si trova che (a,b,c)(a, b, c) è combinazione dei due vettori solo se b=5a+3cb = 5a + 3c. In breve: da (a,b,c)=λ1(1,2,−1)+λ2(0,3,1)(a, b, c) = \lambda_1(1, 2, -1) + \lambda_2(0, 3, 1) la prima componente dà λ1=a\lambda_1 = a, la terza −λ1+λ2=c-\lambda_1 + \lambda_2 = c, cioè λ2=a+c\lambda_2 = a + c; la seconda deve allora valere b=2λ1+3λ2=2a+3(a+c)=5a+3cb = 2\lambda_1 + 3\lambda_2 = 2a + 3(a + c) = 5a + 3c. Per esempio (0,1,0)(0, 1, 0) non sta nel piano (1≠01 \ne 0).

Errori comuni

  • Scrivere U+W=U∪WU + W = U \cup W: la somma è molto più grande dell'unione (due rette contro un piano).
  • Dire che due sottospazi hanno intersezione vuota: al minimo l'intersezione è {0⃗}\{\vec 0\}.
  • Calcolare la somma intersecando le equazioni: le equazioni messe a sistema danno l'intersezione; per la somma si uniscono i generatori.

Versione ripasso

Sottospazi vettorialiUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → UU e WW in VV.

Intersezione

U∩W={v∈V:v∈U e v∈W}U \cap W = \{v \in V : v \in U \text{ e } v \in W\}.

Teorema. U∩WU \cap W è sempre un sottospazio di VV.

Dimostrazione. Se v1,v2∈U∩Wv_1, v_2 \in U \cap W, allora v1+v2∈Uv_1+v_2 \in U e ∈W\in W per le proprietà di chiusura; lo stesso vale per il prodotto λv\lambda v. Nota: 0⃗∈U∩W\vec 0 \in U \cap W sempre, quindi l'intersezione non è mai l'insieme vuoto.

Unione

U∪W={v∈V:v∈U oppure v∈W}U \cup W = \{v \in V : v \in U \text{ oppure } v \in W\}.

Teorema. In generale non è un sottospazio (non è chiuso per la somma). Controesempio: In R2\mathbb{R}^2, siano UU asse xx e WW asse yy. (1,0)∈U(1,0) \in U e (0,1)∈W(0,1) \in W, ma (1,0)+(0,1)=(1,1)∉U∪W(1,0)+(0,1)=(1,1) \notin U \cup W.

Somma di sottospazi

La somma U+WU + W è il più piccolo sottospazio che contiene U∪WU \cup W. U+W={u+w:u∈U,w∈W}U + W = \{u + w : u \in U, w \in W\}.

Teorema. U+WU+W è un sottospazio di VV. Esempio: due rette distinte per l'origine in R3\mathbb{R}^3 hanno per somma il piano che le contiene. Dimostrazione: (a) u=u+0⃗u = u + \vec 0 e w=0⃗+ww = \vec 0 + w stanno in S={u+w}S = \{u + w\}; (b) se LL è un sottospazio che contiene UU e WW, contiene ogni u+wu + w, quindi S⊆LS \subseteq L (è il più piccolo); (c) (u1+w1)+(u2+w2)=(u1+u2)+(w1+w2)(u_1+w_1) + (u_2+w_2) = (u_1+u_2) + (w_1+w_2) resta della forma "elemento di UU + elemento di WW", analogamente per il prodotto per uno scalare.

Operazione È un sottospazio? Contiene
U∩WU \cap W sempre i vettori comuni (almeno 0⃗\vec 0)
U∪WU \cup W in generale no solo i vettori di UU e quelli di WW
U+WU + W sempre tutte le somme u+wu + w

Sottospazio generato

⟨S⟩\langle S \rangle è il più piccolo sottospazio che contiene l'insieme SS. È l'insieme di tutte le combinazioni lineariUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → finite di vettori di SS: ⟨S⟩={λ1v1+⋯+λrvr:r≥1, λi∈K, vi∈S}.\langle S \rangle = \{ \lambda_1 v_1 + \dots + \lambda_r v_r : r \ge 1,\ \lambda_i \in K,\ v_i \in S \}.

Legame con la somma: Se U=⟨u1,…,up⟩U = \langle u_1, \dots, u_p \rangle e W=⟨w1,…,wq⟩W = \langle w_1, \dots, w_q \rangle, allora U+W=⟨u1,…,up,w1,…,wq⟩U + W = \langle u_1, \dots, u_p, w_1, \dots, w_q \rangle.

Casi notevoli

Errori tipici

  • Confondere la somma U+WU+W con l'unione U∪WU \cup W.
  • Pensare che l'intersezione di sottospazi possa essere vuota (contiene sempre 0⃗\vec 0).
  • Cercare la somma intersecando equazioni cartesiane: le equazioni definiscono l'intersezione, i generatori definiscono la somma.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata