Teorema spettrale e forme quadratiche
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Prerequisiti: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →, Isometrie e matrici ortogonaliUna matrice Q è ortogonale se QᵀQ = I, cioè se ha colonne (e righe) ortonormali; equivale a conservare prodotto scalare, norme e angoli, ed è la matrice di una isometria lineare. Ha Q⁻¹ = Qᵀ e det Q = ±1. In R² le ortogonali sono le rotazioni (det 1) e le riflessioni rispetto a una retta (det −1); in R³ le rotazioni hanno un asse (autovalore 1) e un angolo con tr Q = 1 + 2 cos θ, le riflessioni rispetto a un piano hanno Q = I − 2nnᵀ/(n·n). Le isometrie affini sono x ↦ Qx + b.Isometrie e matrici ortogonali →. Esercizi: Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale, Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025), Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica.
In tutta la nota ha il prodotto scalare usuale .
Funzioni lineari simmetriche
Definizione. Una funzione lineare è simmetrica se
Esempio. è simmetrica: , e dà gli stessi quattro termini.
Cioè: si può "spostare" da un lato all'altro del prodotto scalare.
Basta controllarlo su una base. Se per tutti i vettori di una base, vale per tutti i vettori: entrambi i membri sono bilineari in , quindi sono determinati dai valori sulle coppie di vettori di base.
Legame con le matrici simmetriche. Sia la matrice di rispetto alla base canonica, così che . Allora
Le due espressioni sono uguali per ogni se e solo se (prendendo , si ottiene ). Quindi:
è simmetrica la sua matrice rispetto alla base canonica è simmetrica.
Lo stesso vale rispetto a qualunque base ortonormale, ma non rispetto a una base qualsiasi: il conto sopra usa che il prodotto scalare in coordinate sia , e questo è vero solo nelle basi ortonormali. Per esempio con è simmetrica, ma nella base ha matrice (con ), che non è simmetrica. Conti (Cambiamenti di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →): , (formula dell'inversa con ), e ha prima riga e seconda riga .
Due proprietà degli autovalori
1. Gli autovalori di una matrice simmetrica reale sono reali. È dimostrato nella nota DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, usando i numeri complessiUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →: si prende un autovalore con autovettore complesso e si mostra che . Quindi il polinomio caratteristico di una matrice simmetrica si scompone sempre in fattori di primo grado su .
2. Autovettori di autovalori distinti sono ortogonali. Siano e con . Si calcola in due modi:
dove nel primo si è usato e la linearità del prodotto scalare, nel secondo la simmetria e poi . Sottraendo: , e siccome , si ha . ∎
Per una matrice qualsiasi autovettori di autovalori distinti sono solo linearmente indipendentiUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →; per una simmetrica sono addirittura ortogonali. È il cuore del teorema.
Il teorema spettrale
Teorema spettrale. Sia lineare. Sono equivalenti:
- è simmetrica;
- esiste una base ortonormale di formata da autovettori di .
In termini di matrici: è simmetrica se e solo se esiste una matrice ortogonale () tale che
Esempio. è simmetrica: è ortogonale e . Da dove viene: ; per , dà , autovettore ; per , dà , autovettore . I due sono ortogonali e hanno norma : divisi per sono le colonne di .
Si dice che è ortogonalmente diagonalizzabile.
(2) ⇒ (1), la parte facile. Se è ortogonale e , allora e
perché una matrice diagonale è uguale alla sua trasposta. Quindi è simmetrica. Questa direzione dice che solo le matrici simmetriche hanno una base ortonormale di autovettori: per esempio è diagonalizzabile (autovalori distinti) ma i suoi autovettori e non sono ortogonali, e non c'è modo di sceglierli ortogonali. (Per : dà ; per : dà . Ogni autospazio è una retta, quindi gli unici autovettori sono i multipli di e di , e .)
(1) ⇒ (2), idea della dimostrazione (per induzione su ).
- Per la proprietà 1 ha un autovalore reale ; si prende un autovettore di norma .
- Si considera , che ha dimensione (dimensione dell'ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →). manda in sé: se , cioè , allora quindi .
- La restrizione di a è ancora simmetrica, e ha dimensione : per induzione ha una base ortonormale di autovettori.
- è una base ortonormale di di autovettori ( è ortogonale a tutti perché gli altri stanno in ). ∎
Conseguenze.
- Ogni matrice simmetrica reale è diagonalizzabile, e per ogni autovalore molteplicità geometrica e algebrica coincidono: non serve controllarle (è il criterio di diagonalizzabilitàUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → letto al contrario: una base di autovettori esiste, quindi le molteplicità coincidono).
- Gli autospazi di autovalori diversi sono ortogonali tra loro, e la loro somma è tutto .
Come si trova la base ortonormale di autovettori
- Si calcolano gli autovalori (tutti reali).
- Per ogni autovalore si trova una base dell'autospazio .
- Dentro ogni autospazio si applica Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → e si normalizza. Per un autovalore semplice basta normalizzare l'unico vettore.
- Si mettono insieme le basi ortonormali dei vari autospazi: sono già ortogonali tra loro per la proprietà 2, quindi non serve Gram-Schmidt tra autospazi diversi.
- = matrice con questi vettori in colonna (nello stesso ordine degli autovalori in ).
Il punto 3 è l'unico lavoro in più rispetto alla diagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → normale, e serve solo per autovalori multipli: due autovettori indipendenti dello stesso autospazio non sono in genere ortogonali.
Esempio. .
- Polinomio caratteristico: (due numeri con somma e prodotto ). Autovalori e .
- (la seconda riga è volte la prima, resta , cioè ); (resta , cioè ).
- Controllo della proprietà 2: ✓.
- Si normalizzano (entrambi hanno norma ):
(Controllo senza fare il prodotto: e , quindi le colonne di sono autovettori di e .)
ha determinante : è una rotazione del piano, di un angolo con e , cioè (vedi Funzioni trigonometriche e loro inverseSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →): la prima colonna è e la seconda . Se fosse venuto bastava cambiare segno a una colonna. Per un esempio con un autovalore doppio vedi Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale.
Un esempio dalla meccanica: gli assi principali
In un pezzo meccanico sollecitato nel piano (tensione piana) lo stato di tensione in un punto è descritto da una matrice simmetrica (le tensioni tangenziali sono uguali sui due piani, ). Per , , (in MPa), .
Su una giacitura di normale unitaria la componente normale della tensione è , una forma quadratica in . Il teorema spettrale dice che esistono due direzioni ortogonali (le direzioni principali) in cui le tensioni tangenziali si annullano, e che i valori della tensione normale lì sono gli autovalori (le tensioni principali):
- , quindi gli autovalori sono e (controllo: traccia , determinante );
- dà , direzione : tensione principale MPa;
- dà , direzione : tensione principale MPa.
La matrice con queste due colonne è una rotazione di : ruotando il riferimento di quest'angolo il tensore diventa . Per ogni altra direzione la tensione normale sta tra e MPa (è l'enunciato "minimo e massimo di sulla circonferenza unitaria" più sotto): per esempio sulla giacitura di normale è . Lo stesso calcolo, con matrici simmetriche, dà gli assi principali d'inerzia di un corpo rigido.
Forme quadratiche
Definizione. Una forma quadratica su è un polinomio omogeneo di grado nelle variabili :
Esempio. si scrive con : il coefficiente del termine misto si divide a metà.
Ogni forma quadratica si scrive in un solo modo come con simmetrica: si mettono i coefficienti dei quadrati sulla diagonale e si divide a metà il coefficiente di ogni termine misto tra le posizioni e . Il motivo è che e, a parità di polinomio, solo la parte simmetrica di conta: (un numero è uguale alla sua trasposta), quindi ogni coefficiente misto si ripartisce in e .
Esempio: ha matrice , quella dell'esempio sopra.
Forma canonica di una forma quadratica
Con il cambio di coordinate , dove è la matrice ortogonale del teorema spettrale:
(Il secondo passaggio usa ; l'ultimo il fatto che con una matrice diagonale , perché non ci sono termini misti.)
Ogni forma quadratica, con una rotazione degli assi (cambio tra basi ortonormali), diventa una somma di quadrati i cui coefficienti sono gli autovalori di . I nuovi assi sono le direzioni degli autovettori.
Il cambio è ortogonale, quindi conserva distanze e angoli: le figure descritte da (per esempio ) non vengono deformate, solo ruotate. Così la forma della curva (ellisse se gli autovalori sono positivi, iperbole se hanno segni opposti) si legge direttamente dagli autovalori.
Esempio. Per si ha , con (da moltiplicando per ), cioè , (le righe di sono le colonne di ). Verifica in un punto: per , , e dà ✓.
- Segno: i coefficienti sono positivi, quindi per ogni (definita positiva). Il segno di si legge sempre dagli autovalori di : tutti positivi, tutti negativi, o di segni misti (allora prende valori di entrambi i segni).
- La curva diventa , cioè (dividendo per ) : un'ellisse con semiassi (nella direzione di ) e (nella direzione di ). I semiassi si leggono ponendo a zero l'altra coordinata: dà , dà .
Controllo su un punto: (autovettore di norma ) dà ✓, cioè quel punto sta sull'ellisse a distanza dall'origine.
Grafico interattivo: La curva 5x² + 4xy + 2y² = 6: ellisse con semiassi 1 lungo (2, 1) e √6 lungo (−1, 2); gli assi coincidono con le direzioni degli autovettori
Se un autovalore è negativo, per esempio (matrice , autovalori e , autovettori e ), la forma canonica è : indefinita, e la curva è un'iperbole. Conti: ; dà , autovettore ; dà , autovettore . Nelle coordinate la curva incontra l'asse in (i vertici, lungo ) e non incontra l'asse ( non ha soluzioni); gli asintoti sono le rette , cioè . Nelle coordinate di partenza dà .
Grafico interattivo: La curva x² + 4xy − 2y² = 1 è un'iperbole: i rami sono attorno all'autovettore (2, 1), relativo all'autovalore positivo 2, e le due rette tratteggiate (q = 0) sono gli asintoti
Massimo e minimo di sulla sfera
Se allora anche ( conserva la norma), e
È una media pesata degli autovalori, quindi sta tra il più piccolo e il più grande:
con il massimo raggiunto sugli autovettori di e il minimo su quelli di . Il perché in una riga: con i pesi di somma , , e allo stesso modo . Nell'esempio, sulla circonferenza unitaria varia tra e .
Parametrizzando la circonferenza con si vede direttamente: (con , , ). L'ampiezza dell'oscillazione è , quindi va da a ; il massimo è in , cioè nella direzione di .
Grafico interattivo: q(cos t, sin t) = 5cos²t + 4 cos t sin t + 2sin²t sulla circonferenza unitaria: oscilla tra λ_min = 1 e λ_max = 6; il massimo è in t = arctan(1/2) ≈ 0,46 (direzione dell'autovettore (2, 1)) e il minimo un quarto di giro dopo (direzione di (−1, 2))
Lo stesso risultato si ottiene in analisi con i moltiplicatori di LagrangeEstremi vincolati = estremi di f ristretta a una curva g(x,y) = b o a un insieme chiuso K. Metodo diretto: si parametrizza il vincolo, r(t) = (x(t), y(t)), e si studia φ(t) = f(r(t)) con l'Analisi 1 (non dimenticare gli estremi dell'intervallo). Moltiplicatori di Lagrange (D): se P è estremo locale di f|Γ e ∇g(P) ≠ 0 allora ∇f(P) = λ∇g(P); equivale a ∇L = 0 per L = f + λ(b − g). Procedura: punti singolari del vincolo (∇g = 0), punti critici vincolati, confronto dei valori (Weierstrass se Γ è compatto). Estremi assoluti su un insieme chiuso K: interno (∇f = 0), frontiera (Lagrange o parametrizzazione, più i vertici), confronto; se K è illimitato si usa la coercività della funzione all'infinito.Estremi vincolati - metodo diretto e moltiplicatori di Lagrange →: il gradiente di è e quello del vincolo è , quindi la condizione "gradienti paralleli" è : i punti critici di sulla sfera sono esattamente gli autovettori di norma , e il valore di in essi è , l'autovalore.
Riepilogo
| matrice qualsiasi | matrice simmetrica reale | |
|---|---|---|
| autovalori | anche complessi | sempre reali |
| autovettori di autovalori distinti | indipendenti | ortogonali |
| diagonalizzabile | non sempre | sempre |
| matrice | invertibile, | ortogonale, |
| come forma quadratica | — | in assi ruotati |
Errori comuni
- Dimenticare Gram-Schmidt dentro un autospazio di dimensione : i due vettori trovati risolvendo il sistema in genere non sono ortogonali, e non viene ortogonale.
- Fare Gram-Schmidt su tutti gli autovettori insieme: si mescolano autospazi diversi e i vettori ottenuti non sono più autovettori. Va fatto separatamente in ogni autospazio (tra autospazi diversi l'ortogonalità è automatica).
- Dimenticare di normalizzare: con colonne ortogonali ma non di norma , .
- Credere che la matrice di una funzione simmetrica sia simmetrica in ogni base: solo nelle basi ortonormali.
- Mettere in gli autovalori in un ordine diverso dalle colonne di .
Versione ripasso
Funzioni lineari simmetriche
Definizione. Una funzione lineare è simmetrica se per ogni .
- Legame con le matrici: è simmetrica la sua matrice rispetto alla base canonica (o qualunque base ortonormaleUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →) è simmetrica ().
- Basta controllarlo su una base. Perché: e sono uguali per ogni se e solo se ; il conto usa , valido solo nelle basi ortonormali (non in una base qualsiasi).
- Proprietà 1: Gli autovalori di una matrice simmetrica reale sono sempre reali (DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →).
- Proprietà 2: Autovettori relativi ad autovalori distinti sono ortogonali. Dimostrazione: da e , segue .
Il teorema spettrale
Teorema spettrale. è simmetrica esiste una base ortonormale di formata da autovettori di . In termini di matrici: è simmetrica esiste ortogonale () tale che (diagonale).
(2) ⇒ (1): se allora e : solo le simmetriche hanno una base ortonormale di autovettori (es. è diagonalizzabile ma ha autovettori , non ortogonali). Conseguenze: ogni simmetrica reale è diagonalizzabile con ; gli autospazi sono ortogonali e sommano a .
Idea dimostrazione (1) ⇒ (2): Per induzione su , si prende un autovettore , si considera il suo complemento ortogonale (che è invariante per poiché è simmetrica) e si applica l'ipotesi induttiva alla restrizione di su .
Procedura per la base ortonormale
- Calcolare autovalori e relativi autospazi.
- Dentro ogni autospazio: applicare Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → se la dimensione è e normalizzare ogni vettore.
- Tra autospazi diversi: nessuna operazione (l'ortogonalità è garantita).
- è la matrice avente tali vettori come colonne.
Esempio. : , autovalori e ; , (ortogonali: , norma ). Allora , , (rotazione). Con autovalori multipli: Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale.
Esempio dalla meccanica (tensioni principali). MPa è simmetrica: , autovalori e (tensioni principali), direzioni principali e , rotazione di ; in ogni altra direzione la tensione normale sta tra e MPa.
Forme quadratiche
Una forma quadratica è un polinomio omogeneo di grado 2: con simmetrica (quadrati sulla diagonale, ogni termine misto diviso a metà tra e ). Esempio: ha matrice .
Con il cambio di coordinate ( ortogonale), si ottiene la forma canonica: I nuovi assi sono le direzioni degli autovettori; il cambio conserva distanze e angoli (rotazione). Esempio: (definita positiva: autovalori positivi), la curva è l'ellisse con semiassi (lungo ) e (lungo ). Con un autovalore negativo (es. , autovalori ) si ha un'iperbole. Per sulla sfera unitaria (), vale .
Errori tipici
- Gram-Schmidt: applicarlo tra autospazi diversi (inutile) o dimenticarlo dentro autospazi con dimensione .
- Normalizzazione: dimenticare di normalizzare i vettori (P deve essere ortogonale, ).
- Base: credere che la matrice sia simmetrica in basi non ortonormali.
- Ordine: non far corrispondere l'ordine degli autovalori in con quello dei vettori in .
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 72 · diagonalizzabile per un solo valore di t e A per A trasposta (appello 5/7/2022)
- Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
- Esercizio - minimo e massimo di una forma quadratica sulla circonferenza unitaria (lezione 12)