Basi ortonormali e Gram-Schmidt
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Esercizi svolti: Esercizio 80 · U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza, Esercizio 81 · base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile, Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia, Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale. Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Complemento ortogonale e proiezioni ortogonaliL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →. Seguito: Isometrie e matrici ortogonaliUna matrice Q è ortogonale se QᵀQ = I, cioè se ha colonne (e righe) ortonormali; equivale a conservare prodotto scalare, norme e angoli, ed è la matrice di una isometria lineare. Ha Q⁻¹ = Qᵀ e det Q = ±1. In R² le ortogonali sono le rotazioni (det 1) e le riflessioni rispetto a una retta (det −1); in R³ le rotazioni hanno un asse (autovalore 1) e un angolo con tr Q = 1 + 2 cos θ, le riflessioni rispetto a un piano hanno Q = I − 2nnᵀ/(n·n). Le isometrie affini sono x ↦ Qx + b.Isometrie e matrici ortogonali → (le matrici che mandano basi ortonormali in basi ortonormali) e Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.
Definizioni
Definizione. Un insieme di vettori è
- ortogonale se per ogni ;
- ortonormale se è ortogonale e inoltre per ogni .
In formula, ortonormale significa , dove se e se ("delta di Kronecker").
Esempio. è ortogonale () ma non ortonormale (ogni vettore ha norma ); è ortonormale.
Una base ortogonale (ortonormale) è una base che è un insieme ortogonale (ortonormale).
Esempi. La base canonica di è ortonormale. In , è ortogonale ma non ortonormale (norme ); è ortonormale. Più in generale è ortonormale per ogni (gli assi ruotati di ): il prodotto scalare è e ciascuno ha norma al quadrato (relazione fondamentale, vedi Funzioni trigonometriche e loro inverseSeno, coseno e tangente definiti sulla circonferenza goniometrica (angoli in radianti), le loro proprietà e le inverse arcoseno, arcocoseno e arcotangente; come risolvere a sin t + b cos t ≥ c.Funzioni trigonometriche e loro inverse →).
Vettori ortogonali non nulli sono indipendenti
Proposizione. Se sono non nulli e a due a due ortogonali, allora sono linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →.
Esempio. , , sono non nulli e a due a due ortogonali, quindi sono linearmente indipendenti.
Dimostrazione. Sia . Si fa il prodotto scalare di entrambi i membri con . A sinistra, per linearità, , e tutti i termini con sono nulli; a destra c'è il prodotto scalare del vettore nullo con , che vale . Resta
Siccome , , quindi . Vale per ogni ∎.
Conseguenza: vettori non nulli a due a due ortogonali in sono automaticamente una base: sono indipendenti per la proposizione, e in uno spazio di dimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → bastano vettori indipendenti per avere una base (non serve verificare che generino).
Perché le basi ortonormali sono comode
Coordinate con i prodotti scalari
Se è una base ortonormale di , per ogni :
Infatti, scritto , il prodotto scalare con dà (tutti gli altri termini sono nulli e ). Le coordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base → si ottengono quindi senza risolvere sistemi. Con una base solo ortogonale: .
Esempio. Base ortonormale , , : , . Controllo: ✓. Le coordinate di nella base sono quindi . Con una base non ortogonale, per esempio , le stesse coordinate richiederebbero di risolvere il sistema , .
Grafico interattivo: v = (3, 1) nella base ortonormale f₁ = (1, 1)/√2, f₂ = (1, −1)/√2: le componenti (v·f₁) f₁ = (2, 2) e (v·f₂) f₂ = (1, −1) sono le proiezioni sugli assi ruotati, e la loro somma è v
Prodotto scalare e norma con le coordinate
Se e in una base ortonormale, sviluppando per bilinearità , e siccome restano solo i termini con :
Cioè in una base ortonormale il prodotto scalare si calcola con la stessa formula della base canonica. In una base qualsiasi non è così.
Proiezioni con una formula diretta
Se è una base ortonormale di un sottospazio , la proiezione ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → è
e la matrice di proiezione è , con la matrice che ha le come colonne.
Matrici ortogonali
Se si mettono in colonna i vettori di una base ortonormale di si ottiene una matrice con (l'elemento di è ). Una matrice così si chiama ortogonale: la sua inversa è la trasposta, . Il cambiamento di coordinate tra due basi ortonormali è dato da una matrice ortogonale, e conserva lunghezze e angoli: (la trasposta di un prodottoLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → è ). Siccome norme e angoli si calcolano solo con prodotti scalari, restano uguali. Ritornano nel teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →. Lo studio completo di queste matrici (rotazioni, riflessioni, determinante ) è in Isometrie e matrici ortogonaliUna matrice Q è ortogonale se QᵀQ = I, cioè se ha colonne (e righe) ortonormali; equivale a conservare prodotto scalare, norme e angoli, ed è la matrice di una isometria lineare. Ha Q⁻¹ = Qᵀ e det Q = ±1. In R² le ortogonali sono le rotazioni (det 1) e le riflessioni rispetto a una retta (det −1); in R³ le rotazioni hanno un asse (autovalore 1) e un angolo con tr Q = 1 + 2 cos θ, le riflessioni rispetto a un piano hanno Q = I − 2nnᵀ/(n·n). Le isometrie affini sono x ↦ Qx + b.Isometrie e matrici ortogonali →.
Il procedimento di Gram-Schmidt
Problema. Data una base qualsiasi di un sottospazio , costruire una base ortogonale dello stesso .
Idea (è quella della proiezione su una retta in Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →): si prendono i vettori uno alla volta e a ciascuno si toglie la sua proiezione sui vettori già sistemati; ciò che resta è ortogonale a loro.
Procedimento di Gram-Schmidt. Allora è una base ortogonale di ; dividendo ogni per la sua norma si ottiene una base ortonormale.
Perché funziona.
- Ortogonalità. Si verifica per (gli altri passi sono uguali): . Al passo si toglie a la sua proiezione sul sottospazio (calcolata con la formula diretta, lecita perché quei vettori sono già ortogonali), quindi è ortogonale a tutti i precedenti. In formula, per : nel prodotto tutti i termini della somma con sono nulli (i precedenti sono già ortogonali tra loro), e quello con vale : la differenza è .
- Stesso sottospazio. Ogni è più una combinazione dei precedenti, quindi a ogni passo.
- Nessun vettore nullo. Se fosse , sarebbe combinazione dei precedenti, contro l'indipendenza dei .
Come si scrive negli esercizi. Con due vettori: si pone e si impone , da cui . È la stessa formula, ricavata ogni volta come equazione nell'incognita : meno da ricordare.
Esempio nel piano (quello del grafico). , : e , quindi (che è proprio ). Allora , e il vettore tolto, , è la proiezione di sulla retta di .
Grafico interattivo: Gram-Schmidt in R² con v₁ = (2, 1) e v₂ = (1, 2): si toglie a v₂ la sua proiezione (8/5, 4/5) su v₁ e resta v₂′ = (−3/5, 6/5), perpendicolare a v₁
Trucco per i conti. Si può moltiplicare ogni per un numero non nullo (per togliere le frazioni) prima di usarlo nei passi successivi: ortogonalità e sottospazio generato non cambiano.
Esempio con tre vettori
In : , , .
Passo 1. , .
Passo 2. :
dove indica che si moltiplica per per togliere le frazioni (vedi il trucco sopra).
Controllo: ✓. Si usa d'ora in poi , con .
Passo 3. , :
(prima si toglie , che ha coefficiente , poi un terzo di ; alla fine si moltiplica per ).
Controlli: ✓, ✓.
Normalizzazione. Norme , , :
Conseguenze teoriche
- Ogni sottospazio di ha una base ortonormale (si applica Gram-Schmidt a una base qualsiasi).
- Completamento. Una base ortonormale di si completa a una base ortonormale di aggiungendo una base ortonormale di (perché e i vettori di sono ortogonali a quelli di ).
- Funziona con qualunque prodotto scalare, non solo quello usuale: basta sostituire "" con il prodotto scalare dato. Si usa per esempio con il prodotto tra matrici (Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia).
Errori comuni
- Usare nei passi successivi i vettori originali invece dei nuovi : le proiezioni vanno fatte sui vettori già ortogonalizzati.
- Normalizzare a metà procedimento e poi usare la formula con sbagliato: o si normalizza alla fine, o si tiene conto che .
- Dimenticare il controllo finale: due prodotti scalari nulli richiedono pochi secondi e scoprono quasi ogni errore di conto.
- Applicare Gram-Schmidt a vettori dipendenti senza accorgersene: a un certo passo si trova il vettore nullo; vuol dire che quel vettore era superfluo e va scartato.
Versione ripasso
Definizioni
Un insieme è ortogonale se (), ortonormale se ortogonale e (). In sintesi: .
Esempi: la base canonica è ortonormale; è ortogonale (norme ), dividendo per diventa ortonormale.
Vettori non nulli a due a due ortogonali sono linearmente indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →; in , di essi formano una base.
Dimostrazione in breve. Da , il prodotto scalare con lascia solo , e dà .
Proprietà delle basi ortonormali
- CoordinateFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →: (basta il prodotto scalare con ); con una base solo ortogonale .
- Prodotto scalare: Se e , allora .
- Proiezione su : .
- Matrici ortogonali: la matrice con le in colonna ha (l'elemento è ), cioè ; conserva lunghezze e angoli. Ritorna nel teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.
Procedimento di Gram-Schmidt
Data una base , si costruisce la base ortogonale :
- Ortogonalità: Ogni è meno la sua proiezioneL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali → sul sottospazio generato dai precedenti.
- Normalizzazione: Dividere ogni per per ottenere una base ortonormale.
- Con due vettori: si pone e si impone , da cui .
- Perché funziona: il passo toglie a la proiezione sui precedenti (già ortogonali), quindi è ortogonale a loro; ; per l'indipendenza dei .
- Trucco: moltiplicare i vettori per scalari per eliminare le frazioni prima dei passi successivi.
Esempio. In : , , .
- , .
- : , norma .
- , : .
- Normalizzando (norme , , ): , , .
Conseguenze: ogni sottospazio di ha una base ortonormale; una base ortonormale di si completa a una di con una base ortonormale di ; il procedimento vale per qualunque prodotto scalare (per esempio il prodotto tra matrici con la traccia).
Errori comuni
- Usare anziché i vettori già ortogonalizzati nella formula.
- Normalizzare i vettori prima di aver completato l'intero processo di ortogonalizzazione.
- Omettere il controllo finale ().
- Non scartare il vettore nullo se durante il processo si ottiene (segno di dipendenza lineare).
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 80 · U⊥ da un'equazione, Gram-Schmidt e vettore di minima distanza
- Esercizio 81 · base ortogonale, U⊥, proiezione e un sottospazio impossibile
- Esercizio 82 · (Im f)⊥ = Ker f per una matrice simmetrica
- Esercizio 84 · prodotto scalare tra matrici con la traccia
- Esercizio 85 · dimensione con parametro, U⊥ e vettore con proiezione assegnata
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale