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Note per Studenti Isometrie e matrici ortogonali

Isometrie e matrici ortogonali

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Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →, Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → (matrice trasposta), Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →. Usi: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → (la matrice PP che ortodiagonalizza una simmetrica è ortogonale), Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizi svolti: Esercizio 130 · riconoscere e completare matrici ortogonali, Esercizio 131 · una rotazione in R3, asse e angolo, Esercizio 132 · riflessione rispetto a un piano e isometria affine, Esercizio 133 · composizione di rotazioni e cambio di riferimento.

Che cosa è un'isometria

Una isometria è una trasformazione che conserva le distanze: manda una figura in una congruente, senza deformarla. Sono le trasformazioni "rigide": spostare un pezzo meccanico, ruotarlo attorno a un albero, specchiarlo. Quelle che fissano l'origine sono funzioni lineari, e le loro matrici hanno una forma particolare.

Definizione. Una funzione lineare f:Rn→Rnf: \mathbb{R}^n \to \mathbb{R}^n, f(x)=Qxf(x) = Qx, è una isometria lineare se conserva la norma: ∥Qx∥=∥x∥\|Qx\| = \|x\| per ogni xx. Una matrice Q∈Mn(R)Q \in M_n(\mathbb{R}) si dice ortogonale se QTQ=IQ^T Q = I.

Teorema. Per una matrice quadrata QQ sono equivalenti:

  1. QTQ=IQ^T Q = I (cioè QQ è invertibile con Q−1=QTQ^{-1} = Q^T);
  2. le colonne di QQ sono una base ortonormaleUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → di Rn\mathbb{R}^n;
  3. le righe di QQ sono una base ortonormale di Rn\mathbb{R}^n;
  4. Qx⋅Qy=x⋅yQx \cdot Qy = x \cdot y per ogni x,yx, y (conserva il prodotto scalare);
  5. ∥Qx∥=∥x∥\|Qx\| = \|x\| per ogni xx (conserva la norma).

Perché.

  • (1) ⇔\Leftrightarrow (2). L'elemento di posto (i,j)(i, j) di QTQQ^T Q è il prodotto scalare tra la colonna ii e la colonna jj di QQ (la riga ii di QTQ^T è la colonna ii di QQ). Quindi QTQ=IQ^TQ = I vuol dire qi⋅qj=1q_i \cdot q_j = 1 se i=ji = j e 00 se i≠ji \ne j: colonne ortonormali.
  • (1) ⇔\Leftrightarrow (3). Da QTQ=IQ^TQ = I segue Q−1=QTQ^{-1} = Q^T e quindi anche QQT=IQQ^T = I, che dice che le righe sono ortonormali.
  • (1) ⇒\Rightarrow (4). Qx⋅Qy=(Qx)T(Qy)=xTQTQ y=xTy=x⋅yQx \cdot Qy = (Qx)^T(Qy) = x^T Q^T Q\, y = x^T y = x \cdot y.
  • (4) ⇒\Rightarrow (5). Si prende y=xy = x: ∥Qx∥2=∥x∥2\|Qx\|^2 = \|x\|^2.
  • (5) ⇒\Rightarrow (4). Il prodotto scalare si ricava dalle norme: ∥x+y∥2=∥x∥2+2 x⋅y+∥y∥2\|x + y\|^2 = \|x\|^2 + 2\,x \cdot y + \|y\|^2, quindi x⋅y=12(∥x+y∥2−∥x∥2−∥y∥2)x \cdot y = \frac12\left(\|x + y\|^2 - \|x\|^2 - \|y\|^2\right); se QQ conserva le tre norme (e Q(x+y)=Qx+QyQ(x + y) = Qx + Qy) conserva anche x⋅yx \cdot y.
  • (4) ⇒\Rightarrow (2). Qei⋅Qej=ei⋅ej=δijQe_i \cdot Qe_j = e_i \cdot e_j = \delta_{ij}, e QeiQe_i è la colonna ii di QQ. ∎

Dunque una matrice ortogonale conserva lunghezze, angoli (perché cos⁡α=x⋅y∥x∥ ∥y∥\cos\alpha = \frac{x \cdot y}{\|x\|\,\|y\|} è fatto di prodotti scalari e norme) e ortogonalità: manda basi ortonormali in basi ortonormali. Nel linguaggio della nota sulle basi, è la matrice di passaggio tra due basi ortonormali.

Esempio. Q=(35−454535)Q = \begin{pmatrix} \frac35 & -\frac45 \\ \frac45 & \frac35 \end{pmatrix} ha colonne (35,45)(\frac35, \frac45) e (−45,35)(-\frac45, \frac35), di norma 925+1625=1\sqrt{\frac9{25} + \frac{16}{25}} = 1 e con prodotto scalare −1225+1225=0-\frac{12}{25} + \frac{12}{25} = 0. È ortogonale. Per x=(5,0)x = (5, 0): Qx=(3,4)Qx = (3, 4), di norma 5=∥x∥5 = \|x\| ✓. Invece (11−11)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -1 & 1 \end{pmatrix} ha colonne ortogonali ma di norma 2\sqrt2: non è ortogonale (la sua trasposta per se stessa dà 2I2I); dividendo per 2\sqrt2 lo diventa.

Proprietà

proprietà motivo
Q−1=QTQ^{-1} = Q^T dalla definizione: l'inversa non richiede calcoli
det⁡Q=±1\det Q = \pm 1 1=det⁡(QTQ)=det⁡(QT)det⁡Q=(det⁡Q)21 = \det(Q^TQ) = \det(Q^T)\det Q = (\det Q)^2 (Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →)
il prodotto di ortogonali è ortogonale (Q1Q2)T(Q1Q2)=Q2TQ1TQ1Q2=Q2TQ2=I(Q_1Q_2)^T(Q_1Q_2) = Q_2^T Q_1^T Q_1 Q_2 = Q_2^T Q_2 = I
l'inversa e la trasposta di una ortogonale sono ortogonali Q−1=QTQ^{-1} = Q^T e (QT)TQT=QQT=I(Q^T)^T Q^T = QQ^T = I
gli autovalori reali sono ±1\pm 1; quelli complessi hanno modulo 11 da Qv=λvQv = \lambda v: ∥v∥=∥Qv∥=∣λ∣ ∥v∥\|v\| = \|Qv\| = |\lambda|\,\|v\|
autovettori di 11 e di −1-1 sono ortogonali se Qv=vQv = v e Qw=−wQw = -w: v⋅w=Qv⋅Qw=− v⋅wv \cdot w = Qv \cdot Qw = -\,v \cdot w, quindi v⋅w=0v \cdot w = 0

Il segno del determinante distingue due famiglie. Se det⁡Q=1\det Q = 1 la trasformazione conserva l'orientazione (una terna destrorsa resta destrorsa): è una rotazione (isometria diretta). Se det⁡Q=−1\det Q = -1 la inverte, come uno specchio: è una isometria inversa (riflessione, o riflessione composta con una rotazione). Il determinante a ±1\pm 1 dice anche che aree e volumi non cambiano (Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).

Attenzione. Il determinante 11 non basta: diag⁡(2,12)\operatorname{diag}(2, \frac12) ha determinante 11 ma non è ortogonale. Serve QTQ=IQ^TQ = I.

Le isometrie del piano

Una matrice ortogonale 2×22 \times 2 ha come prima colonna un vettore di norma 11, cioè (cos⁡θ,sin⁡θ)(\cos\theta, \sin\theta) per un angolo θ\theta. La seconda colonna è un vettore di norma 11 ortogonale alla prima, e nel piano ci sono solo due scelte: ±(−sin⁡θ,cos⁡θ)\pm(-\sin\theta, \cos\theta). Quindi:

Le matrici ortogonali 2×22 \times 2 sono tutte e sole Rθ=(cos⁡θ−sin⁡θsin⁡θcos⁡θ) (det⁡=1),Sθ=(cos⁡θsin⁡θsin⁡θ−cos⁡θ) (det⁡=−1).R_\theta = \begin{pmatrix} \cos\theta & -\sin\theta \\ \sin\theta & \cos\theta \end{pmatrix} \ (\det = 1), \qquad S_\theta = \begin{pmatrix} \cos\theta & \sin\theta \\ \sin\theta & -\cos\theta \end{pmatrix} \ (\det = -1) . RθR_\theta è la rotazione di angolo θ\theta (in senso antiorario) attorno all'origine. SθS_\theta è la riflessione rispetto alla retta per l'origine che forma l'angolo θ2\frac\theta2 con l'asse xx.

Per RθR_\theta: Rθe1=(cos⁡θ,sin⁡θ)R_\theta e_1 = (\cos\theta, \sin\theta) è e1e_1 ruotato di θ\theta. Gli autovalori sono cos⁡θ±isin⁡θ=e±iθ\cos\theta \pm i\sin\theta = e^{\pm i\theta}, reali solo per θ=0\theta = 0 e θ=π\theta = \pi (dove Rπ=−IR_\pi = -I): una rotazione non fissa nessuna direzione. Per SθS_\theta il polinomio caratteristico è λ2−1\lambda^2 - 1 (traccia 00, determinante −1-1): autovalori 11 e −1-1, con autovettore (cos⁡θ2,sin⁡θ2)\left(\cos\frac\theta2, \sin\frac\theta2\right) per 11 (la retta dello specchio, fissata punto per punto) e (−sin⁡θ2,cos⁡θ2)\left(-\sin\frac\theta2, \cos\frac\theta2\right) per −1-1 (la direzione perpendicolare, che viene rovesciata).

Esempio. Per θ=60∘\theta = 60^\circ si ha Sθ=(123232−12)S_\theta = \begin{pmatrix} \frac12 & \frac{\sqrt3}2 \\ \frac{\sqrt3}2 & -\frac12 \end{pmatrix}, la riflessione rispetto alla retta per l'origine che forma 30∘30^\circ con l'asse xx. Manda e1=(1,0)e_1 = (1, 0) in (12,32)\left(\frac12, \frac{\sqrt3}2\right) (che sta a 60∘60^\circ, a distanza 30∘30^\circ dalla retta dalla parte opposta di e1e_1) e fissa (32,12)\left(\frac{\sqrt3}2, \frac12\right): infatti 12⋅32+32⋅12=32\frac12\cdot\frac{\sqrt3}2 + \frac{\sqrt3}2\cdot\frac12 = \frac{\sqrt3}2 e 32⋅32−12⋅12=12\frac{\sqrt3}2\cdot\frac{\sqrt3}2 - \frac12\cdot\frac12 = \frac12 ✓.

Grafico interattivo: Riflessione rispetto alla retta per l'origine a 30 gradi: e₁ = (1, 0) va in (1/2, √3/2), punto simmetrico rispetto allo specchio; la retta è fissata punto per punto

Composizioni. Il prodotto di due rotazioni è la rotazione che somma gli angoli, RαRβ=Rα+βR_\alpha R_\beta = R_{\alpha + \beta} (nel piano le rotazioni commutano). Due riflessioni successive danno una rotazione, di angolo il doppio di quello tra le due rette-specchio; una rotazione e una riflessione danno una riflessione (determinante 1⋅(−1)=−11 \cdot (-1) = -1).

Le isometrie dello spazio

In R3\mathbb{R}^3 gli autovalori di una QQ ortogonale sono tre numeri (reali ±1\pm 1, oppure una coppia coniugata e±iθe^{\pm i\theta} di modulo 11) con prodotto det⁡Q=±1\det Q = \pm 1. Un polinomio caratteristico reale di grado 33 ha almeno una radice reale (Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenzialeUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →), quindi c'è sempre un autovalore reale ±1\pm 1. Se det⁡Q=1\det Q = 1 gli autovalori sono 1,eiθ,e−iθ1, e^{i\theta}, e^{-i\theta} (per θ=0\theta = 0 o π\pi anche tutti reali).

Rotazioni (det⁡Q=1\det Q = 1). Una Q∈M3(R)Q \in M_3(\mathbb{R}) ortogonale con det⁡Q=1\det Q = 1, diversa da II, è una rotazione attorno a un asse:

  • l'asse è l'autospazio di λ=1\lambda = 1, cioè Ker⁡(Q−I)\operatorname{Ker}(Q - I) (la retta dei punti fissi);
  • l'angolo θ\theta si ricava dalla traccia: tr⁡Q=1+2cos⁡θ\operatorname{tr} Q = 1 + 2\cos\theta, cioè cos⁡θ=tr⁡Q−12\cos\theta = \frac{\operatorname{tr} Q - 1}2 (la traccia è la somma degli autovalori 1+eiθ+e−iθ1 + e^{i\theta} + e^{-i\theta});
  • il verso si legge con il segno di u⋅(v×Qv)u \cdot (v \times Qv), dove uu è un vettore dell'asse e v⊥uv \perp u qualsiasi non nullo: positivo se la rotazione è antioraria guardando l'asse dalla punta di uu (regola della mano destra).

Nel piano ortogonale all'asse QQ agisce come una rotazione RθR_\theta: in una base ortonormale {u,v1,v2}\{u, v_1, v_2\} con uu sull'asse la matrice è (1000cos⁡θ−sin⁡θ0sin⁡θcos⁡θ)\begin{pmatrix} 1 & 0 & 0 \\ 0 & \cos\theta & -\sin\theta \\ 0 & \sin\theta & \cos\theta \end{pmatrix}.

Riflessioni (det⁡Q=−1\det Q = -1). La riflessione rispetto al piano per l'origine di normale n≠0n \ne 0 è Q=I−2n⋅n nnT,Qx=x−2 x⋅nn⋅n n.Q = I - \frac{2}{n \cdot n}\, n n^T, \qquad Qx = x - 2\,\frac{x \cdot n}{n \cdot n}\, n . Ha autovalori 1,1,−11, 1, -1: il piano è fissato punto per punto (autospazio di 11, di dimensione 22) e nn è rovesciato (Qn=−nQn = -n). In generale una isometria inversa dello spazio è una riflessione composta con una rotazione attorno all'asse perpendicolare allo specchio (rotoriflessione): ha autovalore −1-1 con autovettore la normale e agisce come una rotazione sul piano ortogonale.

La formula della riflessione viene dalla proiezione ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →: il vettore x⋅nn⋅nn\frac{x \cdot n}{n \cdot n}n è la componente di xx lungo nn, e per specchiare si toglie due volte quella componente (una volta per portare xx sul piano, una per andare dall'altra parte).

Come si riconosce una matrice 3×33 \times 3.

  1. Si controlla che QTQ=IQ^TQ = I (colonne ortonormali).
  2. Si calcola det⁡Q\det Q.
  3. Se det⁡Q=1\det Q = 1: asse =Ker⁡(Q−I)= \operatorname{Ker}(Q - I), angolo da tr⁡Q=1+2cos⁡θ\operatorname{tr} Q = 1 + 2\cos\theta, verso dal segno di u⋅(v×Qv)u \cdot (v \times Qv).
  4. Se det⁡Q=−1\det Q = -1: si cerca l'autovettore di −1-1 (la normale nn). Se la traccia è 11 (autovalori 1,1,−11, 1, -1) è una riflessione pura nel piano n⊥n^\perp; altrimenti c'è anche una rotazione di angolo θ\theta con tr⁡Q=−1+2cos⁡θ\operatorname{tr} Q = -1 + 2\cos\theta.

Esempio. Q=13(2−1222−1−122)Q = \frac13\begin{pmatrix} 2 & -1 & 2 \\ 2 & 2 & -1 \\ -1 & 2 & 2 \end{pmatrix}. Le colonne hanno norma 134+4+1=1\frac13\sqrt{4 + 4 + 1} = 1 e sono a due a due ortogonali (per esempio (2,2,−1)⋅(−1,2,2)=−2+4−2=0(2, 2, -1) \cdot (-1, 2, 2) = -2 + 4 - 2 = 0). Il determinante vale 11 e la traccia 22: cos⁡θ=2−12=12\cos\theta = \frac{2 - 1}2 = \frac12, θ=60∘\theta = 60^\circ. L'asse: la somma di ogni riga è 11, quindi Q(1,1,1)=(1,1,1)Q(1, 1, 1) = (1, 1, 1) e l'asse è ⟨(1,1,1)⟩\langle(1, 1, 1)\rangle. Il verso: con u=(1,1,1)u = (1, 1, 1), v=(1,−1,0)v = (1, -1, 0) e Qv=(1,0,−1)Qv = (1, 0, -1) si ha v×Qv=(1,1,1)v \times Qv = (1, 1, 1) e u⋅(v×Qv)=3>0u \cdot (v \times Qv) = 3 > 0: antioraria. È la rotazione di 60∘60^\circ attorno a (1,1,1)(1,1,1) (dettagli in Esercizio 131 · una rotazione in R3, asse e angolo).

Isometrie affini

Una isometria dello spazio affine è una trasformazione FF che conserva le distanze tra punti: d(F(P),F(P′))=d(P,P′)d(F(P), F(P')) = d(P, P'). Ogni isometria è del tipo (enunciato, senza dimostrazione) F(x)=Qx+b,Q ortogonale, b∈Rn,F(x) = Qx + b, \qquad Q \text{ ortogonale}, \ b \in \mathbb{R}^n, cioè una isometria lineare seguita da una traslazione. Che questa FF conservi le distanze si vede subito: ∥F(x)−F(y)∥=∥Q(x−y)∥=∥x−y∥\|F(x) - F(y)\| = \|Q(x - y)\| = \|x - y\|. Esempi: le traslazioni (Q=IQ = I), le rotazioni attorno a un asse che non passa per l'origine, le riflessioni rispetto a un piano affine n⋅x=dn \cdot x = d: F(x)=x−2 n⋅x−dn⋅n nF(x) = x - 2\,\frac{n \cdot x - d}{n \cdot n}\, n (il punto simmetrico di PP si trova sulla retta per PP ortogonale al piano, alla stessa distanza dall'altra parte; vedi Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →).

Un'applicazione alla meccanica: cambiare riferimento

Le componenti di un vettore (una forza, una velocità) dipendono dal riferimento. Se il riferimento x′y′x'y' è ruotato di θ\theta rispetto a xyxy, i versori dei nuovi assi sono le colonne e1′=(cos⁡θ,sin⁡θ)e_1' = (\cos\theta, \sin\theta) e e2′=(−sin⁡θ,cos⁡θ)e_2' = (-\sin\theta, \cos\theta) di RθR_\theta, e le componenti nel nuovo riferimento di un vettore FF sono F′=(F⋅e1′, F⋅e2′)=RθTF=R−θFF' = (F \cdot e_1',\ F \cdot e_2') = R_\theta^T F = R_{-\theta} F (si usa che RθR_\theta è ortogonale: la sua inversa è la trasposta). Per una forza F=(100,0)F = (100, 0) N e θ=30∘\theta = 30^\circ: F′=(cos⁡30∘sin⁡30∘−sin⁡30∘cos⁡30∘)(1000)=(503, −50)≈(86,6; −50) N.F' = \begin{pmatrix} \cos30^\circ & \sin30^\circ \\ -\sin30^\circ & \cos30^\circ \end{pmatrix}\begin{pmatrix} 100 \\ 0 \end{pmatrix} = (50\sqrt3,\ -50) \approx (86{,}6;\ -50) \text{ N} . Il modulo non cambia, 86,62+502=100\sqrt{86{,}6^2 + 50^2} = 100 N, perché il cambio di riferimento tra assi ortonormali è una matrice ortogonale. Lo stesso vale in R3\mathbb{R}^3 per le componenti di velocità angolare, momenti, tensioni.

Domande d'esame

  • Dire se QQ (data) è ortogonale; in caso positivo calcolarne la matrice inversa senza fare l'eliminazione.
  • Dato QQ ortogonale 3×33 \times 3 con det⁡Q=1\det Q = 1, trovare asse e angolo di rotazione.
  • Scrivere la matrice della riflessione rispetto al piano x+2y+2z=0x + 2y + 2z = 0 e il simmetrico di un punto dato (anche rispetto a un piano che non passa per l'origine).
  • Vero o falso: il determinante di una matrice ortogonale vale ±1\pm1 (vero); una matrice con determinante 11 è ortogonale (falso, controesempio diag⁡(2,12)\operatorname{diag}(2, \frac12)); una matrice ortogonale è sempre diagonalizzabile su R\mathbb{R} (falso: le rotazioni del piano non hanno autovettori reali).
  • Per quali valori di un parametro una matrice è ortogonale: si impone che le colonne abbiano norma 11 e siano ortogonali.

Errori comuni

  • Controllare solo che le colonne siano ortogonali e non che abbiano norma 1: (11−11)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -1 & 1 \end{pmatrix} non è ortogonale.
  • Calcolare Q−1Q^{-1} con Gauss: per una ortogonale è QTQ^T.
  • Dedurre l'angolo dalla traccia senza il verso: cos⁡θ\cos\theta non distingue θ\theta da −θ-\theta. Il verso si legge con u⋅(v×Qv)u \cdot (v \times Qv).
  • Credere che una matrice ortogonale abbia sempre autovalori reali.
  • Confondere la formula della riflessione I−2nnTn⋅nI - \frac{2nn^T}{n\cdot n} con quella della proiezione sul piano I−nnTn⋅nI - \frac{nn^T}{n \cdot n}: la riflessione toglie la componente normale due volte.

Versione ripasso

Definizione e caratterizzazioni

Q∈Mn(R)Q \in M_n(\mathbb{R}) è ortogonale se QTQ=IQ^TQ = I. Equivalenti: colonne ortonormali; righe ortonormali; Qx⋅Qy=x⋅yQx \cdot Qy = x \cdot y; ∥Qx∥=∥x∥\|Qx\| = \|x\| (isometria lineare).

  • Si dimostra: (Qx)T(Qy)=xTQTQy(Qx)^T(Qy) = x^TQ^TQy; QTQ=IQ^TQ = I dice che qi⋅qj=δijq_i \cdot q_j = \delta_{ij}; dalle norme si ricava il prodotto scalare con x⋅y=12(∥x+y∥2−∥x∥2−∥y∥2)x \cdot y = \frac12(\|x + y\|^2 - \|x\|^2 - \|y\|^2).
  • Conserva lunghezze, angoli, ortogonalità; manda basi ortonormali in basi ortonormali.
  • Esempio: (35−454535)\begin{pmatrix} \frac35 & -\frac45 \\ \frac45 & \frac35 \end{pmatrix} è ortogonale; (11−11)\begin{pmatrix} 1 & 1 \\ -1 & 1 \end{pmatrix} no (colonne di norma 2\sqrt2).

Proprietà

  • Q−1=QTQ^{-1} = Q^T; det⁡Q=±1\det Q = \pm 1 (da det⁡(QTQ)=(det⁡Q)2=1\det(Q^TQ) = (\det Q)^2 = 1); det⁡Q=1\det Q = 1 conserva l'orientazione.
  • Prodotto, inversa e trasposta di ortogonali sono ortogonali.
  • Autovalori reali ±1\pm 1, complessi di modulo 11; autovettori di 11 e −1-1 ortogonali. det⁡=1\det = 1 non basta (diag⁡(2,12)\operatorname{diag}(2, \frac12)).

Piano

Rθ=(cos⁡θ−sin⁡θsin⁡θcos⁡θ)R_\theta = \begin{pmatrix} \cos\theta & -\sin\theta \\ \sin\theta & \cos\theta \end{pmatrix} (rotazione, det⁡1\det 1, autovalori e±iθe^{\pm i\theta}); Sθ=(cos⁡θsin⁡θsin⁡θ−cos⁡θ)S_\theta = \begin{pmatrix} \cos\theta & \sin\theta \\ \sin\theta & -\cos\theta \end{pmatrix} (riflessione rispetto alla retta a θ2\frac\theta2, det⁡−1\det -1, autovalori ±1\pm 1).

Esempio: θ=60∘\theta = 60^\circ, Sθe1=(12,32)S_\theta e_1 = \left(\frac12, \frac{\sqrt3}2\right). RαRβ=Rα+βR_\alpha R_\beta = R_{\alpha + \beta}; due riflessioni danno una rotazione di angolo doppio dell'angolo tra gli specchi.

Spazio

Rotazione (det⁡1\det 1): asse =Ker⁡(Q−I)= \operatorname{Ker}(Q - I); tr⁡Q=1+2cos⁡θ\operatorname{tr} Q = 1 + 2\cos\theta; verso dal segno di u⋅(v×Qv)u \cdot (v \times Qv) (uu sull'asse, v⊥uv \perp u). Riflessione rispetto al piano di normale nn: Q=I−2n⋅nnnTQ = I - \frac{2}{n \cdot n}nn^T, autovalori 1,1,−11, 1, -1, det⁡−1\det -1, Qn=−nQn = -n. Isometria inversa in generale: riflessione + rotazione attorno alla normale (rotoriflessione), tr⁡Q=−1+2cos⁡θ\operatorname{tr} Q = -1 + 2\cos\theta.

Esempio: 13(2−1222−1−122)\frac13\begin{pmatrix} 2 & -1 & 2 \\ 2 & 2 & -1 \\ -1 & 2 & 2 \end{pmatrix}: det⁡1\det 1, tr⁡2\operatorname{tr} 2, asse (1,1,1)(1,1,1), θ=60∘\theta = 60^\circ antioraria.

Isometrie affini

F(x)=Qx+bF(x) = Qx + b con QQ ortogonale; conserva le distanze. Riflessione rispetto al piano n⋅x=dn \cdot x = d: F(x)=x−2n⋅x−dn⋅nnF(x) = x - 2\frac{n \cdot x - d}{n \cdot n}n.

Cambio di riferimento

Assi ruotati di θ\theta: componenti F′=RθTFF' = R_\theta^TF; per F=(100,0)F = (100, 0) N, θ=30∘\theta = 30^\circ: F′=(503,−50)F' = (50\sqrt3, -50) N, modulo 100100 N.

Errori tipici

  • Controllare solo l'ortogonalità delle colonne e non la norma 11.
  • Invertire QQ con Gauss invece di usare QTQ^T.
  • Ricavare l'angolo dalla traccia senza il verso.
  • Confondere la riflessione con la proiezione (2nnT2nn^T contro nnTnn^T).

Esempi da ricordare

  • Parametro: (ab−ba)\begin{pmatrix} a & b \\ -b & a \end{pmatrix} è ortogonale   ⟺  a2+b2=1\iff a^2 + b^2 = 1 (rotazione).
  • Completare a 3×33 \times 3 le colonne c1,c2c_1, c_2 (ortonormali): terza colonna ±c1×c2\pm c_1 \times c_2, con il segno ++ per det⁡=1\det = 1.
  • Riflessione rispetto a x+2y+2z=0x + 2y + 2z = 0: n=(1,2,2)n = (1, 2, 2), Q=I−29nnT=19(7−4−4−41−8−4−81)Q = I - \frac29nn^T = \frac19\begin{pmatrix} 7&-4&-4 \\ -4&1&-8 \\ -4&-8&1 \end{pmatrix}, simmetrica, Q2=IQ^2 = I, tr⁡Q=1\operatorname{tr}Q = 1.
  • Piano n⋅x=dn \cdot x = d: F(x)=Qx+bF(x) = Qx + b con b=2dn⋅nnb = \frac{2d}{n \cdot n}n; il simmetrico di AA è a distanza doppia da π\pi lungo nn.
  • Composizione: RzRxR_zR_x (prima RxR_x) =(001100010)= \begin{pmatrix} 0&0&1 \\ 1&0&0 \\ 0&1&0 \end{pmatrix} è la rotazione di 120∘120^\circ attorno a (1,1,1)(1, 1, 1); RxRz≠RzRxR_xR_z \ne R_zR_x (le rotazioni nello spazio non commutano).
  • QQ di rotazione di 60∘60^\circ attorno a uu: Q3Q^3 è la rotazione di 180∘180^\circ, 2u^u^T−I2\hat u\hat u^T - I; Q6=IQ^6 = I.

Domande tipiche

  • QQ è ortogonale? Calcolare Q−1Q^{-1} (uguale a QTQ^T), det⁡Q\det Q, asse e angolo.
  • Matrice della riflessione e simmetrico di un punto.
  • Vero o falso: det⁡=1\det = 1 implica ortogonale (falso); ortogonale implica diagonalizzabile su R\mathbb{R} (falso).

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata