Isometrie e matrici ortogonali
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Prerequisiti: Prodotto scalare, norma e angoliIl prodotto scalare aggiunge a uno spazio vettoriale lunghezze e angoli: norma, disuguaglianza di Cauchy-Schwarz, angolo tra vettori in R^n, ortogonalità, proiezione su una retta, aree e volumi con il determinante della matrice dei prodotti scalari.Prodotto scalare, norma e angoli →, Basi ortonormali e Gram-SchmidtUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt →, Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici → (matrice trasposta), Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →. Usi: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → (la matrice che ortodiagonalizza una simmetrica è ortogonale), Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →. Esercizi svolti: Esercizio 130 · riconoscere e completare matrici ortogonali, Esercizio 131 · una rotazione in R3, asse e angolo, Esercizio 132 · riflessione rispetto a un piano e isometria affine, Esercizio 133 · composizione di rotazioni e cambio di riferimento.
Che cosa è un'isometria
Una isometria è una trasformazione che conserva le distanze: manda una figura in una congruente, senza deformarla. Sono le trasformazioni "rigide": spostare un pezzo meccanico, ruotarlo attorno a un albero, specchiarlo. Quelle che fissano l'origine sono funzioni lineari, e le loro matrici hanno una forma particolare.
Definizione. Una funzione lineare , , è una isometria lineare se conserva la norma: per ogni . Una matrice si dice ortogonale se .
Teorema. Per una matrice quadrata sono equivalenti:
- (cioè è invertibile con );
- le colonne di sono una base ortonormaleUna base ortonormale è fatta di vettori di norma 1 a due a due ortogonali: le coordinate si calcolano con prodotti scalari e le proiezioni con una formula diretta. Il procedimento di Gram-Schmidt trasforma una base qualsiasi in una base ortogonale (e poi ortonormale) dello stesso sottospazio.Basi ortonormali e Gram-Schmidt → di ;
- le righe di sono una base ortonormale di ;
- per ogni (conserva il prodotto scalare);
- per ogni (conserva la norma).
Perché.
- (1) (2). L'elemento di posto di è il prodotto scalare tra la colonna e la colonna di (la riga di è la colonna di ). Quindi vuol dire se e se : colonne ortonormali.
- (1) (3). Da segue e quindi anche , che dice che le righe sono ortonormali.
- (1) (4). .
- (4) (5). Si prende : .
- (5) (4). Il prodotto scalare si ricava dalle norme: , quindi ; se conserva le tre norme (e ) conserva anche .
- (4) (2). , e è la colonna di . ∎
Dunque una matrice ortogonale conserva lunghezze, angoli (perché è fatto di prodotti scalari e norme) e ortogonalità: manda basi ortonormali in basi ortonormali. Nel linguaggio della nota sulle basi, è la matrice di passaggio tra due basi ortonormali.
Esempio. ha colonne e , di norma e con prodotto scalare . È ortogonale. Per : , di norma ✓. Invece ha colonne ortogonali ma di norma : non è ortogonale (la sua trasposta per se stessa dà ); dividendo per lo diventa.
Proprietà
| proprietà | motivo |
|---|---|
| dalla definizione: l'inversa non richiede calcoli | |
| (Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →) | |
| il prodotto di ortogonali è ortogonale | |
| l'inversa e la trasposta di una ortogonale sono ortogonali | e |
| gli autovalori reali sono ; quelli complessi hanno modulo | da : |
| autovettori di e di sono ortogonali | se e : , quindi |
Il segno del determinante distingue due famiglie. Se la trasformazione conserva l'orientazione (una terna destrorsa resta destrorsa): è una rotazione (isometria diretta). Se la inverte, come uno specchio: è una isometria inversa (riflessione, o riflessione composta con una rotazione). Il determinante a dice anche che aree e volumi non cambiano (Prodotto vettoriale e prodotto mistoIl prodotto vettoriale v × w di due vettori di R³ è ortogonale a entrambi, ha norma uguale all'area del parallelogramma che formano e verso dato dalla regola della mano destra; si calcola con un determinante simbolico. Il prodotto misto u · (v × w) = det(u, v, w) è il volume (con segno) del parallelepipedo. Applicazioni: normale a un piano per tre punti, direzione di una retta intersezione di due piani, aree, volumi, distanza tra rette sghembe.Prodotto vettoriale e prodotto misto →).
Attenzione. Il determinante non basta: ha determinante ma non è ortogonale. Serve .
Le isometrie del piano
Una matrice ortogonale ha come prima colonna un vettore di norma , cioè per un angolo . La seconda colonna è un vettore di norma ortogonale alla prima, e nel piano ci sono solo due scelte: . Quindi:
Le matrici ortogonali sono tutte e sole è la rotazione di angolo (in senso antiorario) attorno all'origine. è la riflessione rispetto alla retta per l'origine che forma l'angolo con l'asse .
Per : è ruotato di . Gli autovalori sono , reali solo per e (dove ): una rotazione non fissa nessuna direzione. Per il polinomio caratteristico è (traccia , determinante ): autovalori e , con autovettore per (la retta dello specchio, fissata punto per punto) e per (la direzione perpendicolare, che viene rovesciata).
Esempio. Per si ha , la riflessione rispetto alla retta per l'origine che forma con l'asse . Manda in (che sta a , a distanza dalla retta dalla parte opposta di ) e fissa : infatti e ✓.
Grafico interattivo: Riflessione rispetto alla retta per l'origine a 30 gradi: e₁ = (1, 0) va in (1/2, √3/2), punto simmetrico rispetto allo specchio; la retta è fissata punto per punto
Composizioni. Il prodotto di due rotazioni è la rotazione che somma gli angoli, (nel piano le rotazioni commutano). Due riflessioni successive danno una rotazione, di angolo il doppio di quello tra le due rette-specchio; una rotazione e una riflessione danno una riflessione (determinante ).
Le isometrie dello spazio
In gli autovalori di una ortogonale sono tre numeri (reali , oppure una coppia coniugata di modulo ) con prodotto . Un polinomio caratteristico reale di grado ha almeno una radice reale (Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenzialeUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →), quindi c'è sempre un autovalore reale . Se gli autovalori sono (per o anche tutti reali).
Rotazioni (). Una ortogonale con , diversa da , è una rotazione attorno a un asse:
- l'asse è l'autospazio di , cioè (la retta dei punti fissi);
- l'angolo si ricava dalla traccia: , cioè (la traccia è la somma degli autovalori );
- il verso si legge con il segno di , dove è un vettore dell'asse e qualsiasi non nullo: positivo se la rotazione è antioraria guardando l'asse dalla punta di (regola della mano destra).
Nel piano ortogonale all'asse agisce come una rotazione : in una base ortonormale con sull'asse la matrice è .
Riflessioni (). La riflessione rispetto al piano per l'origine di normale è Ha autovalori : il piano è fissato punto per punto (autospazio di , di dimensione ) e è rovesciato (). In generale una isometria inversa dello spazio è una riflessione composta con una rotazione attorno all'asse perpendicolare allo specchio (rotoriflessione): ha autovalore con autovettore la normale e agisce come una rotazione sul piano ortogonale.
La formula della riflessione viene dalla proiezione ortogonaleL'ortogonale U⊥ di un sottospazio è un sottospazio di dimensione n − dim U, e R^n = U ⊕ U⊥; ogni vettore si scompone in proiezione su U più componente ortogonale; la proiezione è il punto di U più vicino e si calcola con un sistema o con la matrice di proiezione A(AᵀA)⁻¹Aᵀ.Complemento ortogonale e proiezioni ortogonali →: il vettore è la componente di lungo , e per specchiare si toglie due volte quella componente (una volta per portare sul piano, una per andare dall'altra parte).
Come si riconosce una matrice .
- Si controlla che (colonne ortonormali).
- Si calcola .
- Se : asse , angolo da , verso dal segno di .
- Se : si cerca l'autovettore di (la normale ). Se la traccia è (autovalori ) è una riflessione pura nel piano ; altrimenti c'è anche una rotazione di angolo con .
Esempio. . Le colonne hanno norma e sono a due a due ortogonali (per esempio ). Il determinante vale e la traccia : , . L'asse: la somma di ogni riga è , quindi e l'asse è . Il verso: con , e si ha e : antioraria. È la rotazione di attorno a (dettagli in Esercizio 131 · una rotazione in R3, asse e angolo).
Isometrie affini
Una isometria dello spazio affine è una trasformazione che conserva le distanze tra punti: . Ogni isometria è del tipo (enunciato, senza dimostrazione) cioè una isometria lineare seguita da una traslazione. Che questa conservi le distanze si vede subito: . Esempi: le traslazioni (), le rotazioni attorno a un asse che non passa per l'origine, le riflessioni rispetto a un piano affine : (il punto simmetrico di si trova sulla retta per ortogonale al piano, alla stessa distanza dall'altra parte; vedi Distanze e angoli nello spazio affineLa distanza tra due punti è la norma del vettore che li unisce. La distanza di un punto Q da un sottospazio affine L si misura dal piede della perpendicolare H, l'unico punto di L con Q − H ortogonale allo spazio direttore. Per un iperpiano a·x = b vale la formula |a·Q − b|/‖a‖. Rette sghembe: perpendicolare comune. Angoli tra rette e piani dai vettori direttori e normali.Distanze e angoli nello spazio affine →).
Un'applicazione alla meccanica: cambiare riferimento
Le componenti di un vettore (una forza, una velocità) dipendono dal riferimento. Se il riferimento è ruotato di rispetto a , i versori dei nuovi assi sono le colonne e di , e le componenti nel nuovo riferimento di un vettore sono (si usa che è ortogonale: la sua inversa è la trasposta). Per una forza N e : Il modulo non cambia, N, perché il cambio di riferimento tra assi ortonormali è una matrice ortogonale. Lo stesso vale in per le componenti di velocità angolare, momenti, tensioni.
Domande d'esame
- Dire se (data) è ortogonale; in caso positivo calcolarne la matrice inversa senza fare l'eliminazione.
- Dato ortogonale con , trovare asse e angolo di rotazione.
- Scrivere la matrice della riflessione rispetto al piano e il simmetrico di un punto dato (anche rispetto a un piano che non passa per l'origine).
- Vero o falso: il determinante di una matrice ortogonale vale (vero); una matrice con determinante è ortogonale (falso, controesempio ); una matrice ortogonale è sempre diagonalizzabile su (falso: le rotazioni del piano non hanno autovettori reali).
- Per quali valori di un parametro una matrice è ortogonale: si impone che le colonne abbiano norma e siano ortogonali.
Errori comuni
- Controllare solo che le colonne siano ortogonali e non che abbiano norma 1: non è ortogonale.
- Calcolare con Gauss: per una ortogonale è .
- Dedurre l'angolo dalla traccia senza il verso: non distingue da . Il verso si legge con .
- Credere che una matrice ortogonale abbia sempre autovalori reali.
- Confondere la formula della riflessione con quella della proiezione sul piano : la riflessione toglie la componente normale due volte.
Versione ripasso
Definizione e caratterizzazioni
è ortogonale se . Equivalenti: colonne ortonormali; righe ortonormali; ; (isometria lineare).
- Si dimostra: ; dice che ; dalle norme si ricava il prodotto scalare con .
- Conserva lunghezze, angoli, ortogonalità; manda basi ortonormali in basi ortonormali.
- Esempio: è ortogonale; no (colonne di norma ).
Proprietà
- ; (da ); conserva l'orientazione.
- Prodotto, inversa e trasposta di ortogonali sono ortogonali.
- Autovalori reali , complessi di modulo ; autovettori di e ortogonali. non basta ().
Piano
(rotazione, , autovalori ); (riflessione rispetto alla retta a , , autovalori ).
Esempio: , . ; due riflessioni danno una rotazione di angolo doppio dell'angolo tra gli specchi.
Spazio
Rotazione (): asse ; ; verso dal segno di ( sull'asse, ). Riflessione rispetto al piano di normale : , autovalori , , . Isometria inversa in generale: riflessione + rotazione attorno alla normale (rotoriflessione), .
Esempio: : , , asse , antioraria.
Isometrie affini
con ortogonale; conserva le distanze. Riflessione rispetto al piano : .
Cambio di riferimento
Assi ruotati di : componenti ; per N, : N, modulo N.
Errori tipici
- Controllare solo l'ortogonalità delle colonne e non la norma .
- Invertire con Gauss invece di usare .
- Ricavare l'angolo dalla traccia senza il verso.
- Confondere la riflessione con la proiezione ( contro ).
Esempi da ricordare
- Parametro: è ortogonale (rotazione).
- Completare a le colonne (ortonormali): terza colonna , con il segno per .
- Riflessione rispetto a : , , simmetrica, , .
- Piano : con ; il simmetrico di è a distanza doppia da lungo .
- Composizione: (prima ) è la rotazione di attorno a ; (le rotazioni nello spazio non commutano).
- di rotazione di attorno a : è la rotazione di , ; .
Domande tipiche
- è ortogonale? Calcolare (uguale a ), , asse e angolo.
- Matrice della riflessione e simmetrico di un punto.
- Vero o falso: implica ortogonale (falso); ortogonale implica diagonalizzabile su (falso).
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 130 · riconoscere e completare matrici ortogonali
- Esercizio 131 · una rotazione in R3, asse e angolo
- Esercizio 132 · riflessione rispetto a un piano e isometria affine
- Esercizio 133 · composizione di rotazioni e cambio di riferimento
- Esercizio 142 · scomposizione di una forza su un piano inclinato