Matrice aggiunta e teorema di Cramer
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Esercizi svolti: Esercizio 48 · inversa con la matrice aggiunta e regola di Cramer. Seguito: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Finora si sa che se è invertibile allora (conseguenza del teorema di BinetIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →). Manca il viceversa: basta perché sia invertibile? Per dimostrarlo serve una formula esplicita per l'inversa, che si ricava dallo sviluppo di Laplace.
La matrice aggiunta
Sia e sia la sottomatrice ottenuta cancellando la riga e la colonna . Il complemento algebrico (o cofattore) di è
La matrice aggiunta di è la trasposta della matrice dei complementi algebrici:
Cioè: nel posto di va il complemento algebrico dell'elemento di posto . La trasposta è il dettaglio che si dimentica più spesso.
Il teorema fondamentale
Teorema. .
Esempio. ha e .
Dimostrazione (per ). L'elemento di posto di è la riga di per la colonna di . La colonna di contiene i complementi algebrici della riga di (per via della trasposta). Quindi
- Se la somma è , che è lo sviluppo di LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → di lungo la riga : vale .
- Se la somma è lo sviluppo di Laplace lungo la riga di un'altra matrice: quella ottenuta da mettendo la riga al posto della riga (i determinanti non vedono la riga , quindi restano gli stessi; gli elementi della riga sono stati sostituiti dagli ). Questa matrice ha la riga due volte, quindi il suo determinante è .
Quindi ha su tutta la diagonale e fuori: . Per si ragiona allo stesso modo con le colonne. ∎
Il caso sull'esempio. Per l'elemento di è la riga di per i cofattori della riga , cioè e : . È lo sviluppo lungo la riga di (la riga copiata al posto della riga ), che ha due righe uguali: ✓.
Formula dell'inversa e criterio di invertibilità
Se si può dividere per :
quindi
Questo chiude il cerchio:
Teorema. Una matrice quadrata è invertibile se e solo se .
(: Binet, . : la formula qui sopra costruisce .)
Esempio. ha ed è invertibile; ha e non lo è.
Il determinante è davvero il numero che "determina" se è invertibile, come si era intuito dalle matrici e dai denominatori tutti uguali dell'esempio con Gauss-JordanL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → (tutti divisori di ).
Riepilogo delle condizioni equivalenti
Per sono equivalenti:
In particolare, : per sapere se vettori di sono una baseDei vettori generano V se ogni vettore di V è loro combinazione lineare; una base è un insieme di generatori linearmente indipendenti, e allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione dei vettori di base. Lemma dello scambio: i vettori indipendenti non sono mai più dei generatori.Generatori e basi → (in , che ha dimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione → , bastano vettori linearmente indipendenti) basta calcolare il determinante della matrice che li ha come colonne.
Controllo sulle
Per : cancellando riga e colonna di ogni elemento resta un solo numero, quindi
e , la formula già nota ✓.
Esempio
I nove complementi algebrici. Per ciascuno: si cancellano riga e colonna dell'elemento, si calcola il determinante rimasto, si mette il segno della scacchiera.
Il determinante, sviluppando lungo la prima riga e riusando i cofattori appena calcolati:
L'aggiunta: i cofattori della prima riga di () vanno nella prima colonna, e così via:
(Gli elementi di sono quelli di moltiplicati per : per esempio , , .)
Verifica di un elemento di : prima riga di per prima colonna di : ✓; prima riga per seconda colonna: ✓.
Costo. Servono un determinante e determinanti : per una , determinanti più uno . In pratica conviene solo per e ; per le matrici più grandi è molto più veloce Gauss-JordanL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →. La formula resta preziosa per la teoria.
Il teorema di Cramer
Sia un sistema quadrato ( equazioni, incognite) con . Allora è invertibile e
Due conseguenze immediate: la soluzione esiste ed è unica (è quella), e la si può scrivere esplicitamente. Sviluppando il prodotto si trova:
Teorema (Cramer). Se ha , il sistema ha un'unica soluzione, data da dove e è il determinante della matrice ottenuta da sostituendo la colonna con la colonna dei termini noti.
Perché. (riga di = cofattori della colonna di ). La somma è lo sviluppo di Laplace lungo la colonna della matrice che ha al posto della colonna : è proprio .
Esempio e significato geometrico.
ha la colonna dei termini noti al posto della prima colonna, al posto della seconda:
quindi e (verifica: ✓, ✓). Ogni equazione è una retta del piano e la soluzione è il loro punto d'incontro. dice che le righe e , cioè i coefficienti delle rette, non sono proporzionali: le rette non sono parallele e si incontrano in un solo punto. Con le rette sono parallele (nessuna soluzione) o coincidenti (infinite), e Cramer non si applica.
Grafico interattivo: Il sistema 2x + y = 5, x − y = 1 ha Δ = −3 ≠ 0: le due rette non sono parallele e si incontrano nell'unico punto (Δ₁/Δ, Δ₂/Δ) = (2, 1)
Esempio . Con la stessa di prima e :
Tutti e tre lungo la prima riga (LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →, segni ):
- ;
- ;
- .
Quindi
Verifica: ✓, ✓, ✓. Stesso risultato con l'inversa calcolata sopra: la prima riga di per dà .
Limiti. Cramer vale solo per sistemi quadrati con (se bisogna usare Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli → e Gauss). Richiede determinanti : comodo per e , troppo costoso per sistemi grandi. Utile anche quando interessa una sola incognita: basta calcolare e .
Determinante di una funzione lineare e matrici simili
Sia lineare (dominio e codominio uguali). Se è la matrice di rispetto a una base e quella rispetto a un'altra base (la stessa nel dominio e nel codominio), le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base → diventano
con la matrice (invertibile) del cambio di base: nel caso generale c'erano due matrici (dominio) e (codominio), ma ora dominio e codominio coincidono e quindi .
Due matrici si dicono simili se esiste una matrice invertibile tale che . Equivalentemente: sono matrici della stessa funzione lineare rispetto a due basi diverse.
Matrici simili hanno lo stesso determinante. Per Binet e :
(Le matrici non si possono "semplificare", perché il prodotto non è commutativo e sta in mezzo; i loro determinanti invece sono numeri, e si semplificano.)
Conseguenza. Il determinante non dipende dalla base: è una proprietà della funzione . Si definisce quindi , con matrice di rispetto a una qualunque base (la stessa nel dominio e nel codominio).
Il viceversa è falso. Stesso determinante non implica simili. La matrice nulla è simile solo a se stessa ( per ogni ); la matrice ha anch'essa determinante , ma non è nulla, quindi non è simile a . Per riconoscere matrici simili serviranno autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Errori comuni
- Dimenticare la trasposta nell'aggiunta (mettere il cofattore di nel posto invece che ).
- Dimenticare il segno dei cofattori.
- Usare Cramer con o con un sistema non quadrato.
- In Cramer, sostituire una riga invece di una colonna con i termini noti.
- Pensare che matrici con lo stesso determinante siano simili.
Versione ripasso
La matrice aggiunta
Sia e sia la sottomatrice ottenuta cancellando la riga e la colonna . Il complemento algebrico è .
La matrice aggiunta è la trasposta della matrice dei complementi algebrici:
Teorema. .
La trasposta è il dettaglio che si dimentica più spesso: nel posto di va il complemento algebrico dell'elemento .
Dimostrazione. L'elemento è lo sviluppo di LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la riga se , dando ; se è lo sviluppo di una matrice ottenuta mettendo la riga al posto della , che ha due righe uguali, quindi vale .
Formula dell'inversa e criterio di invertibilità
Se :
Una matrice è invertibile .
( per Binet, ; per la formula.) Per le : , la formula nota.
Riepilogo condizioni equivalenti ():
- invertibile righe (o colonne) indipendenti ha solo ha soluzione unica per ogni .
Esempio . : i cofattori della prima riga sono , quindi . Con tutti i cofattori e . Costa un determinante più di ordine : conviene solo per ; altrimenti Gauss-JordanL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → (Esercizio 48 · inversa con la matrice aggiunta e regola di Cramer).
Il teorema di Cramer
Se , il sistema ha unica soluzione , dove e è il determinante di sostituendo la colonna con il vettore .
Segue da : è lo sviluppo di Laplace lungo la colonna della matrice con al posto di quella colonna.
Metodo:
- Calcolare .
- Per ogni incognita , costruire sostituendo la colonna con .
- Calcolare .
- .
Esempio: con la sopra e : , , , , quindi . Limiti: solo sistemi quadrati con (altrimenti Rouché-CapelliUn sistema lineare si scrive AX = B; ha soluzioni se e solo se B sta nell'immagine di A, cioè se rango(A) = rango(A|B) (Rouché-Capelli); le soluzioni sono una soluzione particolare più il nucleo e dipendono da n − r parametri.Sistemi lineari e teorema di Rouché-Capelli →); comodo se serve una sola incognita.
Matrice di una funzione lineare e matrici simili
Due matrici sono simili se invertibile t.c. (rappresentano la stessa in basi diverse).
Matrici simili hanno lo stesso determinante (, dove i determinanti sono numeri e si semplificano). Il viceversa è falso: la matrice nulla è simile solo a se stessa, non a che ha pure determinante (Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →).
Definizione: (indipendente dalla base scelta).
Errori tipici
- Dimenticare la trasposta nell'aggiunta (invertire riga/colonna nel posizionamento).
- Omettere il segno nei cofattori.
- Applicare Cramer con sistema non quadrato o .
- Sostituire una riga invece di una colonna in Cramer.
- Scambiare "stesso determinante" con "matrici simili".
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base
- Esercizio 46 · inversa con Gauss-Jordan e una matrice non invertibile
- Esercizio 48 · inversa con la matrice aggiunta e regola di Cramer
- Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori
- Esercizio 71 · la base v, f(v), f²(v) e una matrice simile (appello 7/2/2023)
- Esercizio 73 · nucleo non nullo, diagonalizzazione e matrici con lo stesso polinomio caratteristico (appello 18/6/2024)
- Esercizio 104 · rette sghembe e perpendicolare comune (appello 17/6/2025)
- Esercizio 105 · una stella di piani per un punto (appello 2/7/2021)
- Esercizio 140 · proiezione obliqua su un piano lungo una retta