Esercizio 64autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25)
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Testo (2° appello dell'8 luglio 2025, esercizio 3). Si consideri la matrice (a) Determinare il polinomio caratteristico e gli autovalori di , in funzione del parametro . Dire per quali valori di tutti gli autovalori di sono reali. (b) Si ponga ora . Determinare gli autovalori e gli autospazi della matrice e stabilire se essa è diagonalizzabile. (c) Si dica se è simile alla matrice [la risposta deve essere adeguatamente giustificata].
Teoria: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori → (matrici simili).
(a) Polinomio caratteristico e autovalori
La terza riga ha due zeri: LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace → lungo la terza riga, l'unico termine è in posizione con segno : Sviluppando la parentesi: . Scrivendo inoltre :
Autovalori. Un prodotto è nullo se e solo se lo è uno dei fattori. Dal primo fattore , per ogni . Dal secondo, con , si usa la formula ridotta (quando il coefficiente di è pari, , le radici di sono ); qui :
Quando sono tutti reali. lo è sempre; gli altri due lo sono se e solo se il radicando è non negativo: Per ci sono un autovalore reale () e due complessi coniugatiUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale → . Per il radicando è e è radice doppia.
Il grafico mostra il fattore di secondo grado per tre valori di : cambiare trasla la parabola in verticale, e le radici reali (intersezioni con l'asse) esistono finché il vertice, in con ordinata , non sale sopra l'asse.
Grafico interattivo: q(λ) = λ² + 4λ − 21 − 6t: per t = 0 radici 3 e −7; per t = −4 radici −1 e −3; per t = −25/6 radice doppia −2; per t = −5 nessuna radice reale
(b) Il caso
, quindi gli autovalori sono reali: , , Insieme a : autovalori con e con . Infatti per il polinomio è .
Autospazio di (autovalore doppio: è quello da controllare). La seconda riga è l'opposta della prima, la terza è nulla: rango , quindi (nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → su , il cui nucleo è ) . Resta l'unica equazione , cioè , con due incognite libere. Per avere numeri interi si ricava e si sceglie:
- : , vettore ;
- : , vettore .
Scegliere le libere "a turno" (una non nulla e l'altra zero) garantisce che i vettori siano indipendentiUna combinazione lineare è una somma di vettori moltiplicati per scalari. I vettori sono linearmente indipendenti se l'unica combinazione che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli; altrimenti sono dipendenti, e allora uno di essi è combinazione lineare degli altri.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →: nelle componenti si leggono e , che non sono proporzionali. .
Verifica: ✓; ✓.
Autospazio di . Dalla terza ; dalla prima , quindi ; la seconda è la stessa. Con : . Verifica: ✓.
Diagonalizzabile? Sì: autovalori reali con e (criterioDiagonalizzabile se e solo se tutti gli autovalori sono nel campo e per ognuno molteplicità geometrica = algebrica.Diagonalizzazione →). Una matrice diagonale simile è .
(c) è simile a ?
Primo controllo (non basta). è triangolare inferiore: i suoi autovalori sono gli elementi della diagonale, (anche è triangolare, e il suo determinante è il prodotto della diagonale, ). Sono gli stessi di , con le stesse molteplicità. Questo però non permette di concludere: matrici simili hanno lo stesso polinomio caratteristicoUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, ma non vale il viceversa.
Controllo decisivo: è diagonalizzabile? (Gli autovettori sono , , libera: .) Quindi non è diagonalizzabile.
Conclusione: non sono simili. Se lo fossero, rappresenterebbero la stessa funzione lineare in basi diverse; ma è diagonalizzabile (simile a ) e quindi anche sarebbe simile a , cioè diagonalizzabile. È falso. In altre parole: la dimensione degli autospazi è la stessa per matrici simili (se , la moltiplicazione per manda gli autovettori di in quelli di ), e qui vale per e per .
Errori comuni
- Rispondere "sì, sono simili" perché hanno lo stesso polinomio caratteristico: è una condizione necessaria, non sufficiente.
- Sbagliare il verso della disuguaglianza: gli autovalori sono reali per , non per .
- Prendere due vettori proporzionali come base di (per esempio e ).
Versione ripasso
Testo. Si consideri la matrice (a) Determinare il polinomio caratteristico e gli autovalori di , in funzione del parametro . Dire per quali valori di tutti gli autovalori di sono reali. (b) Si ponga ora . Determinare gli autovalori e gli autospazi della matrice e stabilire se essa è diagonalizzabile. (c) Si dica se è simile alla matrice [la risposta deve essere adeguatamente giustificata].
(a) Polinomio caratteristico e autovalori
Sviluppo di Laplace sulla terza riga: Autovalori: , . Sono tutti reali se .
(b) Caso
Autovalori: (), ().
- Autospazio di : . . Base: .
- Autospazio di : . Base: . Conclusione: è diagonalizzabile poiché per ogni autovalore.
(c) Similarità con
- e hanno lo stesso polinomio caratteristico.
- Calcolo per con : ha rango , quindi .
- Conclusione: non è diagonalizzabile. Poiché la diagonalizzabilità è un invariante per matrici similiUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →, e non sono simili.
Errori tipici:
- Confondere la condizione necessaria (stesso polinomio caratteristico) con la condizione sufficiente per la similarità.
- Sbagliare la molteplicità geometrica calcolando il rango della matrice .
- Dimenticare che deve valere per tutti gli autovalori per garantire la diagonalizzabilità.