Cambiamenti di base
In questa pagina 5
In questa pagina 5
Esercizi svolti: Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi, Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025). Prerequisiti: Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →, Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →, Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →. Seguito: Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →, Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Notazione (la stessa di Matrice associata a una funzione lineareFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare →): è la matrice di con la base nel dominio (in alto) e nel codominio (in basso); le sue colonne sono le coordinate in delle immagini dei vettori di , e vale . Altri testi scrivono le basi nella posizione opposta (dominio in basso): attenzione quando si confrontano fonti diverse.
Due basi dello stesso spazio
Sia di dimensione , con due basi e . Uno stesso vettore ha due colonne di coordinate:
Domanda: come si passa dalle une alle altre?
La matrice di cambiamento di base
Ogni vettore della prima base si scrive con la seconda: . I coefficienti formano una matrice quadrata :
Definizione (matrice di cambiamento di base). La matrice di cambiamento di base da a è la matrice della funzione identica , usando nel dominio e nel codominio. La colonna contiene le coordinate di rispetto a .
Esempio. In , con e (base canonica), la colonna è stesso: .
Perché è la matrice dell'identità: per la ricetta della matrice si prende dalla base del dominio, gli si applica la funzione (l'identità lo lascia com'è) e lo si scrive con la base del codominio, cioè con . È esattamente la definizione delle colonne di .
Effetto sulle coordinate. Applicando con :
trasforma le coordinate rispetto a nelle coordinate rispetto a .
Dimostrazione diretta: e, per l'unicità delle coordinate, , che è il prodotto righe per colonne.
Un apparente paradosso. Visto sui vettori di base, dice come costruire i vecchi vettori a partire dai nuovi (va "da a "). Visto sulle coordinate, trasforma le coordinate in in quelle in (va "da a "). Non c'è contraddizione: vettori e coordinate si trasformano in versi opposti. Per non sbagliare conviene fidarsi della notazione (la in alto si "cancella" con quella in basso).
Le due matrici sono inverse
Scambiando i ruoli delle basi si ottiene , le cui colonne sono le coordinate dei rispetto a . Intuitivamente fa il cambiamento opposto, quindi deve essere l'inversa di .
Teorema (le due matrici di cambiamento di base sono inverse). , cioè . In particolare ogni matrice di cambiamento di base è invertibile.
Esempio. Per si ha e . Ci si arriva in due modi.
- Dalla definizione di : le sue colonne sono le coordinate di ed rispetto a . Con la formula , trovata in Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →: ha coordinate ed ha coordinate . Verifica: ✓.
- Con la formula dell'inversa 2 × 2L'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →: , quindi .
Dimostrazione. Per il teorema della composizioneLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →, con : perché la matrice dell'identità con la stessa base in dominio e codominio è (la colonna sono le coordinate di rispetto alla base stessa: un al posto e zeri altrove). Scambiando i ruoli di e si ottiene ∎.
(Si può dimostrare anche con le sommatorie: si scrive e per l'unicità delle coordinate vale se e altrimenti, perché l'unica scrittura di con la base è con tutti gli altri coefficienti nulli. Ma è proprio l'elemento del prodotto righe per colonne : quindi .)
In : una delle due è facile, l'altra no
Se e una delle due basi è la base canonica , allora
basta copiare in colonna i vettori della base : le coordinate di un vettore rispetto alla base canonica sono le sue componenti. L'altra, , è la sua inversa: per scriverla bisognerebbe esprimere con i vettori di , cioè risolvere sistemi, o equivalentemente calcolare una matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →. Invertire una matrice e risolvere sistemi lineari sono, in sostanza, lo stesso problema.
Esempio. In con : (verifica: il prodotto dà ). Per : , lo stesso risultato trovato risolvendo il sistema in Coordinate rispetto a una baseFissata una base, ogni vettore ha una e una sola lista di coordinate; la funzione vettore → coordinate è un isomorfismo con K^n, quindi ogni spazio di dimensione n si comporta come K^n (ma l'isomorfismo dipende dalla base).Coordinate rispetto a una base →.
La matrice di una funzione lineare in basi diverse
Sia lineare, con due basi di e due basi di . Conosciamo e vogliamo .
Teorema (formula di cambiamento di base).
Esempio. ha ; con nel dominio e base canonica nel codominio, (colonne e ; qui ha in colonna i vettori di , e a sinistra non cambia nulla).
Dimostrazione. Come funzioni, . Si sceglie all'inizio, e nei passaggi intermedi, alla fine, e si applica due volte il teorema della composizione: le matrici si moltiplicano nell'ordine inverso (l'ultima funzione applicata a sinistra) ∎.
Come ricordarla. Leggendo da destra a sinistra le basi si "cancellano" a coppie (una in alto e una in basso: con , con ) e restano in alto e in basso, come a sinistra dell'uguale.
Un'altra notazione. Con (cambiamento nel dominio) e (cambiamento nel codominio), la formula diventa (si ottengono moltiplicando a destra per o a sinistra per : con le matrici bisogna sempre dire da che parte si moltiplica, perché il prodotto non è commutativo). e sono quadrate e invertibili, ma in generale di ordini diversi ( e ).
Perché cambiare base nel dominio è facile e nel codominio no
Nel caso più comune , , e canoniche:
- , a destra, si scrive copiando in colonna i vettori di : facile;
- , a sinistra, è l'inversa della matrice che ha in colonna i vettori di : bisogna invertire, cioè risolvere sistemi.
È quello che si era visto facendo i conti a mano: cambiando la base del dominio bastava calcolare ; cambiando quella del codominio bisognava risolvere un sistema per ogni colonna.
Esempio. , , .
Solo base del dominio cambiata: (per esempio la prima colonna: e , cioè ; la seconda: e ; la terza: e ). Prima di usare va controllato che sia una base: tre vettori di lo sono se la matrice che li ha in colonna ha rango , e qui il determinante vale (vedi Proprietà del determinante, Binet e LaplaceIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →; senza determinante basta ridurre a scala con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →).
Anche base del codominio cambiata: serve . Con la formula dell'inversa 2 × 2L'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →: , si scambiano e sulla diagonale e si cambia segno a e : (verifica: ). Quindi Gli elementi del prodotto, riga per colonna: prima riga : , , ; seconda riga : , , .
Controllo sulla prima colonna. Deve contenere le coordinate di rispetto a : infatti ✓.
Tutti i passaggi, compresa la verifica colonna per colonna, sono nell'Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi.
Endomorfismi e matrici simili
Se è un endomorfismo, è naturale usare la stessa base nel dominio e nel codominio. Con e , la formula diventa
e, chiamando (colonne = coordinate dei nuovi vettori rispetto ai vecchi; in con canonica: i vettori di in colonna), l'altra matrice è :
Definizione (matrici simili). Due matrici quadrate si dicono simili se esiste una matrice invertibile tale che .
Matrici simili sono matrici dello stesso endomorfismo in basi diverse; viceversa, se , le colonne di sono una base (una matrice invertibile ha colonne indipendenti, vedi Matrice inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →) e è la matrice di in quella base. Tutto ciò che dipende solo da è uguale per matrici simili: per esempio il rango (è ). Altri invarianti (determinante, autovalori) si vedranno in Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →.
Esempio: una base in cui la matrice è diagonale. , nella base canonica. Con : quindi, per la ricetta, : la prima colonna sono le coordinate di , cioè ; la seconda quelle di , cioè . Con la formula: , , (dove , calcolato sopra; poi riga per colonna: , , , ). La stessa funzione, che nella base canonica "mescola" e , nella base si limita a moltiplicare la prima coordinata per e la seconda per . Trovare basi di questo tipo è il problema della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Grafico interattivo: f(x, y) = (x + 2y, 2x + y): la direzione b₁ = (1, 1) viene allungata di 3 volte, la direzione b₂ = (1, −1) viene ribaltata (fattore −1); nella base {b₁, b₂} la matrice è diag(3, −1)
Riepilogo
| Oggetto | Formula | Colonne |
|---|---|---|
| coordinate | coordinate dei vettori di in | |
| matrice inversa | coordinate dei vettori di in | |
| in , verso la canonica | i vettori di copiati | |
| funzione lineare | ||
| endomorfismo | , | i nuovi vettori nelle vecchie coordinate |
Errori comuni
- Usare la matrice facile al posto della sua inversa. A sinistra nella formula serve , che è l'inversa della matrice con i vettori di in colonna, non quella matrice.
- Sbagliare il lato della moltiplicazione: in non si può spostare a destra.
- Confondere "trasforma i vettori" e "trasforma le coordinate": vanno in versi opposti; in caso di dubbio usare la regola delle basi che si cancellano.
- Dimenticare di controllare che i nuovi vettori siano davvero una base: se fossero dipendenti la matrice non sarebbe invertibile.
Versione ripasso
Due basi dello stesso spazio
Sia di dimensione con basi e . La matrice di cambiamento di base da a è: La colonna contiene le coordinate di rispetto a . Effetto sulle coordinate: . È la matrice dell'identità con nel dominio e nel codominio, e per la ricetta della matriceFissate una base del dominio e una del codominio, una funzione lineare si codifica in una matrice m×n la cui colonna j contiene le coordinate di f(v_j); le coordinate di f(v) si ottengono moltiplicando la matrice per le coordinate di v, e il rango di f è il numero di colonne indipendenti.Matrice associata a una funzione lineare → le sue colonne sono le coordinate dei in . Sui vettori di base dice come costruire i vecchi dai nuovi, sulle coordinate fa il passaggio opposto: vettori e coordinate vanno in versi opposti.
, quindi ogni matrice di cambiamento di base è invertibile.
Dimostrazione. Per il teorema della composizione (Operazioni tra matriciLe matrici m×n formano uno spazio vettoriale (somma e prodotto per scalare elemento per elemento); il prodotto righe per colonne corrisponde alla composizione di funzioni lineari, è associativo ma non commutativo; la trasposta scambia righe e colonne e (AB)^T = B^T A^T.Operazioni tra matrici →) ; scambiando i ruoli si ha anche .
In
Se è la base canonica:
- si ottiene incolonnando i vettori di .
- richiede il calcolo dell'inversaL'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa →.
La matrice di una funzione lineare in basi diverse
Sia lineare, . Per ottenere : Regola mnemonica: le basi si cancellano (es. con ) restando con a destra e a sinistra. In termini matriciali: , dove è il cambio base nel dominio e nel codominio.
Endomorfismi e matrici simili
Per un endomorfismo con basi : dove .
Due matrici sono simili se rappresentano lo stesso endomorfismo in basi diverse. Esse condividono invarianti come rango, determinante e autovalori.
Esempio (Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi): , . Con nel dominio basta ; con nel codominio serve l'inversa , e il risultato è . Cambiare base nel dominio è facile (si calcola ), nel codominio richiede di invertire.
Esempio diagonale. , ; con è e , quindi . Trovare basi così è il problema della DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Riepilogo
| Oggetto | Formula |
|---|---|
| Coordinate | |
| Cambio base verso canonica | Incolonnare i vettori della base |
| Funzione lineare | |
| Endomorfismo |
Errori comuni
- Scambiare la matrice facile (cambio base da a canonica) con la sua inversa (da canonica a ).
- Invertire l'ordine dei prodotti matriciali (non commutativi).
- Confondere la trasformazione dei vettori con quella delle coordinate (agiscono in versi opposti).
- Sbagliare il lato della moltiplicazione: in non si può spostare a destra.
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 27 · la stessa funzione in tre coppie di basi
- Esercizio 28 · matrice rispetto a una base non canonica (appello 8/7/2025)
- Esercizio 45 · matrice R tale che RA è a scala, nucleo, immagine e cambio di base
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori
- Esercizio 71 · la base v, f(v), f²(v) e una matrice simile (appello 7/2/2023)
- Esercizio 73 · nucleo non nullo, diagonalizzazione e matrici con lo stesso polinomio caratteristico (appello 18/6/2024)