Diagonalizzazione
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Prerequisito: Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →. Esercizi svolti: Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3, Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile, Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022), Esercizio 64 · autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25), Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025), Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026), Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t, Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori, Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P. Seguito: Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →.
Definizione e significato
Definizione. Una matrice si dice diagonalizzabile (su ) se è simileEsiste P invertibile con P⁻¹AP uguale all'altra matrice: rappresentano la stessa funzione lineare in basi diverse.Autovalori e autovettori → a una matrice diagonale, cioè se esistono invertibile e diagonale con Un endomorfismo è diagonalizzabile se ha una matrice diagonale in qualche base.
Esempio. con (autovettori e , trovati in Autovalori e autovettoriUn autovettore è un vettore non nullo che una funzione lineare manda in un suo multiplo; si trovano gli autovalori come radici del polinomio caratteristico det(A − λI) e gli autovettori come nucleo di A − λI. Matrici simili hanno gli stessi autovalori.Autovalori e autovettori →) e : . Il conto: , quindi per la formula dell'inversa 2×2L'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → ; poi e .
Che cosa significa geometricamente. Nella base , la funzione si legge subito da : allunga di volte lungo la retta e lascia fermi i vettori della retta . Le due rette sono direzioni invarianti: ogni vettore che sta su una di esse resta su di essa. Un vettore fuori da queste rette, come , cambia invece direzione: . Infatti , e moltiplica la prima parte per e la seconda per : .
Grafico interattivo: A = (2 1; 1 2): le rette y = x (autovalore 3) e y = −x (autovalore 1) sono direzioni invarianti; e₁ = (1, 0), che non è un autovettore, va in Ae₁ = (2, 1) = (3/2)(1, 1) + (1/2)(1, −1)
Teorema. è diagonalizzabile esiste una base di formata da autovettori di . In tal caso:
- ha sulla diagonale gli autovalori ;
- ha nelle colonne gli autovettori corrispondenti, nello stesso ordine.
Esempio. ha la base di autovettori , : è diagonalizzabile. ha solo gli autovettori : nessuna base, non è diagonalizzabile.
Perché . Il prodotto si fa colonna per colonna: la colonna di è . Il prodotto moltiplica la colonna di per il numero : dà di nuovo . Quindi Se le colonne di sono una base, è invertibile: moltiplicando a destra per si ottiene , moltiplicando a sinistra si ottiene . Queste sono proprio le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →: è la matrice di cambiamento di base dalla base di autovettori alla base canonica, cioè , e è la matrice di nella base di autovettori.
Ordine. non è unica: si possono permutare gli autovalori sulla diagonale. Ma se si scambiano due autovalori in , si devono scambiare anche le corrispondenti colonne di . Anche non è unica (ogni autovettore si può moltiplicare per un numero non nullo).
Verifica consigliata. Invece di calcolare (lungo), si controlla : due prodotti facili, e se tornano gli autovettori sono giusti.
Due richieste nascoste. Per una base di servono esattamente autovettori e devono essere linearmente indipendenti. I due teoremi seguenti dicono quando le due richieste sono soddisfatte.
Autovettori di autovalori distinti sono indipendenti
Teorema. Siano autovalori distinti di e autovettori corrispondenti (). Allora sono linearmente indipendenti.
Esempio. Per gli autovettori e hanno autovalori distinti e sono indipendenti: .
Dimostrazione (si fa per ; il caso generale ripete la stessa idea per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione → su : si moltiplica per , si sottrae volte la relazione di partenza e si ottiene una relazione tra autovettori di autovalori distinti, che per ipotesi induttiva ha coefficienti nulli). Sia . Per vedere se sono indipendentiSono indipendenti se l'unica combinazione lineare che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli.Combinazioni lineari e dipendenza lineare → si parte da e si deve dimostrare . Non si conoscono le coordinate dei vettori, quindi non si può scrivere il sistema; però si sa che sono autovettori. Allora:
- Si moltiplica (1) a sinistra per . I numeri commutano con , quindi , cioè Ora si hanno due equazioni nelle due incognite .
- Si elimina come nell'eliminazione di Gauss: si moltiplica (1) per e la si sottrae da (2). I termini con si cancellano e resta
- Si legge il prodotto. (è un autovettore) e (autovalori distinti). Allora deve essere .
- Sostituzione all'indietro: in (1) resta con , quindi . ∎
Corollario. Se ha autovalori distinti in , allora è diagonalizzabile.
Esempio. è triangolare con autovalori distinti e (gli elementi della diagonale): è diagonalizzabile. Se si vuole anche : dà , autovettore ; dà , autovettore ; quindi , .
Infatti ogni autovalore ha almeno un autovettore: si hanno autovettori, indipendenti per il teorema, quindi una base di (in dimensione , vettori indipendenti sono una base: vedi DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →). In questo caso non serve nemmeno calcolare gli autovettori per dire che la matrice è diagonalizzabile (servono solo se l'esercizio chiede ).
Attenzione: il corollario vale in una sola direzione. Una matrice con autovalori ripetuti può essere diagonalizzabile (esempio banale: , con l'unico autovalore di molteplicità ) oppure no: bisogna controllare gli autospazi.
Molteplicità geometrica e algebrica
Teorema. Per ogni autovalore di :
Esempio. ha e , quindi con la seconda disuguaglianza stretta.
Dimostrazione. Sia con , e sia una base dell'autospazio .
- Si completa a una base. Questi vettori sono indipendenti, quindi si possono completare a una baseOgni insieme di vettori linearmente indipendenti si può estendere, aggiungendo vettori, a una base di tutto lo spazio.Dimensione → di . I vettori aggiunti non sono (in generale) autovettori.
- Matrice in questa base. Per si ha , quindi la colonna ha sulla diagonale e zeri altrove. Delle altre colonne non si sa nulla. La matrice di in questa base, simile ad , è a blocchi: con blocco nullo , e blocchi sconosciuti ( quadrato di ordine ).
- Polinomio caratteristico. Matrici simili hanno lo stesso polinomio caratteristico, quindi si può usare . Sviluppando con Laplace lungo la prima colonna (un solo elemento non nullo, ), poi lungo la nuova prima colonna, e così via volte:
- Conclusione. Il fattore compare almeno volte, e magari di più se anche si annulla in . Quindi . La disuguaglianza si è già vista: l'autospazio contiene almeno un autovettore. ∎
Conseguenza pratica. Se un autovalore ha , allora automaticamente: gli autospazi da controllare sono solo quelli degli autovalori multipli.
Il criterio di diagonalizzabilità
Teorema (criterio). è diagonalizzabile su se e solo se:
- tutti gli autovalori stanno in , cioè la somma delle molteplicità algebriche degli autovalori in è :
- per ogni autovalore .
Esempio. ha : non è diagonalizzabile. La matrice ha : è diagonalizzabile.
Idea della dimostrazione. Siano gli autovalori distinti, con .
- Se valgono 1 e 2: si prende una base di ogni autospazio, vettori per (possibile per la 2), e si mettono tutti insieme. I vettori dello stesso blocco sono indipendenti perché sono una base di ; blocchi diversi corrispondono ad autovalori distinti, e con il teorema precedente si dimostra che tutto l'insieme è indipendente. Sono vettori (per la 1): una base di autovettori.
- Se 1 o 2 non vale: gli autovettori indipendenti sono al massimo ; se manca qualche autovalore o qualche , questa somma è e una base di autovettori non esiste.
In una frase: ogni autovalore deve "fornire" tanti autovettori indipendenti quante volte compare.
Procedura passo per passo
| Passo | Cosa fare | Cosa può andare storto |
|---|---|---|
| 1 | Calcolare e scomporlo | radici non in : non diagonalizzabile su |
| 2 | Elencare gli autovalori con le molteplicità algebriche | se sono distinti in : diagonalizzabile, fine |
| 3 | Per ogni autovalore multiplo: | se : non diagonalizzabile |
| 4 | Se serve : base di ogni autospazio, autovettori in colonna | ordine delle colonne = ordine degli autovalori in |
| 5 | Controllo: |
Per il passo 3 basta il rango di , non serve risolvere tutto il sistema.
Esempio 1: tre autovalori distinti
. Nessuno zero: Laplace direttamente è scomodo, Sarrus darebbe un polinomio da scomporre con Ruffini. Si creano zeri.
- (la seconda riga inizia con , la terza con ): la terza riga diventa . Sommare a una riga un multiplo di un'altra non cambia il determinanteIl determinante è lineare in ogni riga, cambia segno scambiando due righe, non cambia sommando a una riga un multiplo di un'altra: così si calcola con Gauss riducendo a triangolare. Binet: det(AB) = det A · det B. Laplace: sviluppo lungo una riga o colonna con i complementi algebrici.Proprietà del determinante, Binet e Laplace →.
- (sul determinante si può lavorare anche sulle colonne, perché ): la terza colonna meno la seconda dà . L'operazione è stata scelta perché la nuova terza riga aveva due elementi uguali, : sottraendo le colonne uno dei due diventa .
(sviluppo lungo la terza riga: l'unico elemento non nullo è in posizione , segno ; cancellando riga e colonna resta la scritta). Il determinante è . Quindi dove nell'ultimo passaggio il segno è stato assorbito scrivendo . già scomposto: autovalori , distinti, quindi è diagonalizzabile senza fare altro. Gli autovettori (calcoli nell'Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3) sono , , , e con :
Le colonne di sono nell'ordine degli autovalori in : prima l'autovettore di , poi quello di , poi quello di . Controllo di una colonna: ✓.
Esempio 2: un autovalore doppio che "fornisce" un solo autovettore
. La terza riga di è : Laplace lungo di essa dà subito (L'elemento è in posizione , segno ; la rimasta è triangolare, quindi il suo determinante è .) Autovalori: con (nessun controllo da fare) e con (da controllare): Il rango è perché le righe e non sono proporzionali e la terza è nulla. Risolvendo: la prima riga dà , la seconda , cioè ; quindi , una retta. Per , dà , , libero: . La matrice non è diagonalizzabile: gli autovettori indipendenti sono solo , ne servirebbero . Svolgimento completo nell'Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile.
Su o su ?
La condizione 1 del criterio dipende dal campo. Esempio: ha autovalori .
- Su non è diagonalizzabile: non ha autovalori reali.
- Su è diagonalizzabile: ha autovalori complessi distinti; e avranno elementi complessiUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →. Per esempio, per la prima riga di è , e l'equazione dà l'autovettore ; per l'autovalore coniugato si prende il vettore coniugato.
Per questo i testi d'esame precisano "diagonalizzabile nel campo dei numeri reali" o "complessi". Su la condizione 1 è sempre vera (teorema fondamentale dell'algebra: ogni polinomio di grado a coefficienti complessi si scompone in fattori di primo grado), resta da controllare solo la 2.
Matrici simmetriche
Definizione. è simmetrica se , cioè : ogni riga è uguale alla corrispondente colonna. È antisimmetrica se ; in tal caso la diagonale è tutta nulla (un elemento diagonale non si sposta trasponendo, quindi deve essere uguale al suo opposto). Esempio di antisimmetrica: .
Esempio. è simmetrica; è antisimmetrica (diagonale nulla e ).
Le matrici simmetriche compaiono spontaneamente nelle applicazioni (per esempio la matrice d'inerzia in meccanica) e hanno una proprietà fortissima.
Teorema. Una matrice simmetrica reale di ordine ha autovalori reali (contati con molteplicità).
Esempio. ha , con autovalori reali e . Una matrice non simmetrica può averli complessi: ha .
Dimostrazione. Per il teorema fondamentale dell'algebra ha autovalori complessi; basta dimostrare che ognuno è reale. Sia un autovalore e , , con Il coniugatoIl coniugato di a + ib è a − ib: si cambia segno alla parte immaginaria. Il coniugato di una somma (o di un prodotto) è la somma (o il prodotto) dei coniugati. si indica con la barra. Da (1) si ricavano due nuove uguaglianze.
- Coniugando (1). Il coniugato di un prodotto righe per colonne è il prodotto dei coniugati (ci sono solo somme e prodotti). è reale, quindi :
- Trasponendo (1). (la trasposta di un prodotto inverte l'ordine), e per ipotesi; è un numero e non cambia:
- Si combinano. Si moltiplica (3) a destra per : . Nel primo membro si usa (2), : . Uguagliando:
- . Se , allora , e per (il quadrato del moduloUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →). È una somma di numeri , non tutti nulli perché : quindi è positiva.
- Allora , cioè la parte immaginaria di è nulla: è reale. ∎
(Per curiosità: le antisimmetriche reali hanno invece autovalori immaginari puri, sull'asse verticale del piano complesso.)
Di più (teorema spettrale). Una matrice simmetrica reale è sempre diagonalizzabile, e anzi esiste una base ortonormale di autovettori: si dimostra più avanti nella nota Teorema spettrale e forme quadraticheUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche →, ma negli esercizi d'esame si usa già. Conseguenze utili:
- se è simmetrica, è diagonalizzabile senza fare calcoli (Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026));
- una matrice non diagonalizzabile non può essere simile a una simmetrica (la similitudine si "trasmette": se e diagonale, anche ) (Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022));
- esiste una base ortonormale di autovettori di se e solo se è simmetrica (Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)).
A cosa serve: potenze di una matrice
Se , nelle potenze le in mezzo si semplificano: e si calcola elevando alla gli elementi della diagonale (il prodotto di due diagonali è la diagonale dei prodotti). La formula per qualunque si dimostra per induzionePer dimostrare una proprietà per ogni n basta il passo base e il passo induttivo da n a n+1.Principio di induzione →: se , allora .
Esempio. , con , e dell'inizio della nota. , (colonne di moltiplicate per e per ), e con due prodotti al posto dei quattro di ; e per qualunque .
È il vantaggio principale della diagonalizzazione: una funzione di (qui la potenza) si riduce alla stessa funzione sugli autovalori.
Tabella riassuntiva
| Situazione | Conclusione |
|---|---|
| autovalori distinti in | diagonalizzabile |
| qualche autovalore non in | non diagonalizzabile su |
| autovalori in , uno multiplo con | non diagonalizzabile |
| autovalori in , per tutti | diagonalizzabile |
| simmetrica reale | autovalori reali, diagonalizzabile (anche con base ortonormale) |
| triangolare con diagonale tutta diversa | autovalori distinti sulla diagonale: diagonalizzabile |
Errori comuni
- Concludere "non diagonalizzabile" perché ci sono autovalori ripetuti: bisogna controllare .
- Controllare anche per autovalori semplici: inutile, è sempre .
- Mettere in gli autovettori in un ordine diverso da quello degli autovalori in .
- Mettere in due autovettori dello stesso autospazio proporzionali tra loro: per un autovalore con servono due vettori indipendenti dell'autospazio.
- Dimenticare la condizione sul campo: "autovalori complessi distinti" significa diagonalizzabile su , non su .
Versione ripasso
Definizione e significato
Definizione. è diagonalizzabile su se è simileEsiste invertibile con diagonale.Autovalori e autovettori → a una matrice diagonale , ovvero .
Teorema. diagonalizzabile esiste una base di formata da autovettori.
- contiene gli autovalori .
- contiene i corrispondenti autovettori nelle colonne.
Perché : la colonna di è , uguale alla colonna di . Se le colonne di sono una base, è invertibile e : sono le formule di cambiamento di baseLa matrice di cambiamento di base è la matrice dell'identità rispetto a due basi diverse: trasforma le coordinate in una base nelle coordinate nell'altra ed è invertibile; la matrice di f in nuove basi è M(id)·A·M(id), e per un endomorfismo A' = P⁻¹AP (matrici simili).Cambiamenti di base →, con matrice di passaggio dalla base di autovettori alla canonica. e non sono uniche, ma se si permutano gli autovalori in vanno permutate anche le colonne di .
Verifica. Si usa per evitare il calcolo di .
Autovalori e indipendenza
Teorema. Autovettori relativi ad autovalori distinti sono linearmente indipendenti. Corollario. Se ha autovalori distinti in , allora è diagonalizzabile.
Dimostrazione. Per : da , moltiplicando per si ottiene . Sottraendo la prima equazione (moltiplicata per ) si ha , quindi (perché e ) e di conseguenza .
Il corollario vale in una sola direzione: ha l'autovalore ripetuto volte ed è diagonale. In dimensione , autovettori indipendenti sono una base (DimensioneTutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di vettori, la dimensione (dim K^n = n). Da ogni sistema di generatori si estrae una base, ogni insieme di vettori indipendenti si completa a una base, e in dimensione n bastano n vettori indipendenti (o n generatori) per avere una base.Dimensione →), quindi con autovalori distinti non servono nemmeno gli autovettori per decidere.
Molteplicità
Teorema. Per ogni autovalore : .
Idea dimostrazione: se , si completa una base dell'autospazio a una base di ; la matrice simile è , quindi e il fattore compare almeno volte. Se allora : si controllano solo gli autovalori multipli.
Criterio di diagonalizzabilità
è diagonalizzabile su se e solo se:
- Tutti gli autovalori sono in ().
- Per ogni autovalore, .
Idea: se valgono 1 e 2, le basi degli autospazi messe insieme sono autovettori indipendenti; altrimenti gli autovettori indipendenti sono meno di . Ogni autovalore deve fornire tanti autovettori indipendenti quante volte compare.
Procedura.
- e ricerca radici.
- Calcolo per gli autovalori con .
- Se per tutti, la matrice è diagonalizzabile.
Esempi
- Tre autovalori distinti. : con e si creano zeri e Laplace dà , già scomposto. Autovalori distinti: diagonalizzabile, con autovettori , , (Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3).
- Autovalore doppio con un solo autovettore. : . Per , ha rango , quindi : non diagonalizzabile (Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile).
- Campo. ha autovalori : non diagonalizzabile su , diagonalizzabile su (autovalori distinti).
Matrici simmetriche
Teorema. Ogni matrice simmetrica reale () ha autovalori reali ed è sempre diagonalizzabile.
Dimostrazione: coniugando si ha ( è reale); trasponendo si ha (). Moltiplicando la seconda per e usando la prima: . Poiché per , è , quindi .
Per il teorema spettraleUna funzione lineare è simmetrica se f(v)·w = v·f(w); in una base ortonormale ha matrice simmetrica. Teorema spettrale: f è simmetrica se e solo se esiste una base ortonormale di autovettori, cioè A simmetrica ⇔ PᵀAP diagonale con P ortogonale. È l'ortodiagonalizzazione delle matrici simmetriche reali: serve per le direzioni principali (tensioni, momenti d'inerzia) e permette di scrivere le forme quadratiche come somma di quadrati con gli autovalori come coefficienti.Teorema spettrale e forme quadratiche → esiste anche una base ortonormale di autovettori. Conseguenze: una matrice non diagonalizzabile non è simile a nessuna simmetrica (Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)); esiste una base ortonormale di autovettori se e solo se è simmetrica (Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)).
Potenze di matrici
Se , allora , dove è la diagonale con gli elementi elevati a .
Errori tipici
- Pensare che autovalori ripetuti implichino non diagonalizzabilità: controllare sempre .
- Confondere l'ordine tra autovalori in e colonne in .
- Dimenticare che la diagonalizzabilità su richiede autovalori reali.
- Inserire autovettori linearmente dipendenti nel calcolo di .
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2
- Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
- Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 64 · autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25)
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori
- Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P
- Esercizio 72 · diagonalizzabile per un solo valore di t e A per A trasposta (appello 5/7/2022)
- Esercizio 73 · nucleo non nullo, diagonalizzazione e matrici con lo stesso polinomio caratteristico (appello 18/6/2024)
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
- Esercizio - cubo omogeneo, tensore d'inerzia in un vertice e assi principali
- Esercizio - due masse e tre molle, modi normali e battimenti
Teoria collegata
- Autovalori e autovettori
- Cambiamenti di base
- Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale
- Proiezioni e simmetrie
- Teorema spettrale e forme quadratiche
- Baricentro, momenti d'inerzia e tensore d'inerzia dei corpi con gli integrali tripli
- Sistemi lineari n per n - matrice fondamentale, esponenziale e variazione delle costanti