Autovalori e autovettori
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Esercizi svolti: Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2, Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022). Seguito: DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Da qui in poi si studiano gli endomorfismi, cioè le funzioni lineari che hanno lo stesso spazio come dominio e codominio (). La loro matrice è quadrata, . La domanda del capitolo è: si può scegliere una base di in cui la matrice di diventa il più semplice possibile, cioè diagonale?
Matrici simili
Se ha matrice in una base e in un'altra base, la formula dei cambiamenti di baseSe cambiano le basi, la matrice di f viene moltiplicata a sinistra e a destra per la matrice di cambiamento di base e per la sua inversa.Cambiamenti di base → usa la stessa matrice di cambiamento di base nel dominio e nel codominio, perché i due spazi coincidono (e quindi coincidono le basi scelte). Rimane
Definizione. Due matrici sono simili se esiste una matrice invertibile tale che
Esempio. e sono simili con : . Il conto: per la formula dell'inversa 2×2L'inversa di una matrice quadrata A è la matrice A⁻¹ con A A⁻¹ = A⁻¹ A = I; esiste se e solo se rango(A) = n e si calcola con Gauss-Jordan riducendo (A | I) fino a (I | A⁻¹).Matrice inversa → () ; poi e .
Detto in parole: e sono simili quando rappresentano la stessa funzione lineare rispetto a due basi diverse. Sono matrici diverse, con numeri diversi, ma "raccontano" lo stesso endomorfismo.
Cose che due matrici simili hanno sempre in comune (perché dipendono solo da , non dalla base):
| Proprietà | Perché |
|---|---|
| stesso determinante | per il teorema di Binet, e |
| stesso rango | il rango è , che non dipende dalla base |
| stesso polinomio caratteristico | teorema dimostrato più sotto |
| stessi autovalori, con le stesse molteplicità | sono le radici del polinomio caratteristico |
Per il primo punto si usa il teorema di BinetIl determinante di un prodotto di matrici quadrate è il prodotto dei determinanti: det(AB) = det(A) det(B).Proprietà del determinante, Binet e Laplace →. Una conseguenza è che si può parlare di determinante di un endomorfismo: con una qualunque matrice di .
Attenzione: il viceversa è falso. Due matrici con lo stesso determinante (o lo stesso rango, o gli stessi autovalori) non sono per forza simili. Esempio: la matrice nulla è simile solo a se stessa, perché per ogni . Invece la matrice ha anche lei determinante , ma non è la matrice nulla: stesso determinante, eppure non sono simili.
Le proprietà della tabella servono quindi per dimostrare che due matrici non sono simili (basta che una di esse sia diversa), non per dimostrare che lo sono.
Da "matrice diagonale" ad "autovettore"
Ricordiamo come si costruisce la matrice di in una baseLa colonna j contiene le coordinate, nella base scelta, dell'immagine del j-esimo vettore di base.Matrice associata a una funzione lineare → : la prima colonna contiene le coordinate di , cioè i coefficienti di
Vogliamo che la matrice sia diagonale, con sulla diagonale e zeri altrove. Allora nella prima colonna deve esserci in alto e poi solo zeri: , . Sostituendo:
Con la seconda colonna succede lo stesso: deve essere ; e così via fino a . Quindi:
la matrice di nella base è diagonale per ogni .
Geometricamente: deve mandare ciascun vettore della base in un vettore parallelo a se stesso (più lungo, più corto o rovesciato, ma sulla stessa retta). Questi vettori hanno un nome.
Definizione di autovalore e autovettore
Definizione. Sia lineare. Un vettore , , si dice autovettore di se esiste uno scalare tale che Lo scalare si chiama autovalore di (relativo all'autovettore ).
Per una matrice si dice lo stesso con ( vettore colonna non nullo).
In altri libri si dice anche vettore proprio e valore proprio: sono sinonimi.
Perché si esclude . L'uguaglianza è vera per ogni (una funzione lineare manda sempre in ), quindi il vettore nullo la soddisfa banalmente. Ma lo scopo è costruire una base fatta di autovettori, e il vettore nullo non può mai stare in una base (un insieme che contiene è linearmente dipendenteBasta il coefficiente 1 davanti al vettore nullo e 0 davanti agli altri per avere una combinazione nulla con coefficienti non tutti nulli.Combinazioni lineari e dipendenza lineare →). Per questo nella definizione si chiede .
Attenzione: l'autovalore può essere . Dire che è un autovalore significa che esiste con , cioè che .
Esempio immediato. Con e :
Quindi è un autovettore e è il suo autovalore.
Grafico interattivo: Con A = (−7 −9; 6 8): il vettore v = (−1, 1) viene mandato in Av = (−2, 2) = 2v, sulla sua stessa retta (autovettore); il vettore e₁ = (1, 0) va in Ae₁ = (−7, 6), che cambia direzione
Come si trovano: il polinomio caratteristico
Si vuole risolvere , ma sono incogniti sia sia . Scrivendo si hanno equazioni in incognite, e non sono nemmeno lineari: compaiono i prodotti di due incognite. Il trucco è separare il problema in due.
Passo 1: portare tutto a sinistra. . Si vorrebbe raccogliere , ma "" non ha senso: non si sottrae un numero da una matrice. Però moltiplicare per il numero dà lo stesso risultato che moltiplicarlo per la matrice diagonale con tutti sulla diagonale, cioè :
Ora la differenza è tra due matrici e si può raccogliere:
Passo 2: quando esiste una soluzione non nulla? Fissato , questo è un sistema lineare omogeneo con matrice . La soluzione c'è sempre, ma non ci interessa: vogliamo altre soluzioni, cioè che la soluzione non sia unica. Per il teorema di CramerSe la matrice quadrata dei coefficienti ha determinante diverso da zero, il sistema ha una e una sola soluzione.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →, se la soluzione è unica (e quindi è quella nulla). Dunque serve
Lo stesso si vede col nucleo: vogliamo , cioè che non sia iniettivauna funzione lineare è iniettiva se e solo se il suo nucleo contiene solo il vettore nulloNucleo e immagine →, quindi non invertibile, quindi con determinante nullo.
Il risultato è notevole: si è passati da equazioni in incognite a una sola equazione nella sola incognita .
Definizione. Il polinomio caratteristico di è cioè il determinante della matrice che si ottiene sottraendo solo agli elementi della diagonale di . L'equazione si chiama equazione caratteristica.
Esempio. : e, con la regola , .
Il caso in generale. Per :
dove è la traccia (somma della diagonale). Per la matrice qui sopra: , , e infatti .
Teorema. Gli autovalori di sono esattamente le soluzioni (in ) dell'equazione caratteristica .
Esempio. Per la stessa : con la formula delle equazioni di secondo grado , cioè e ; quindi e gli autovalori sono e .
Il grado è . Nel determinante compare il prodotto degli elementi diagonali , che contiene ; gli altri termini hanno grado più basso. Quindi ha grado esattamente : per una matrice si risolve un'equazione di secondo grado, per una una di terzo grado, e così via. È questa l'unica vera difficoltà degli esercizi.
Consiglio per le . La regola di Sarrus dà il polinomio già sviluppato, che poi va scomposto (con Ruffini). Conviene invece creare qualche zero con operazioni su righe o colonne (che non cambiano il determinante) e poi usare lo sviluppo di Laplace: così il polinomio esce già scomposto in fattori. Esempio completo nella nota DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Due controlli rapidi (utili per scoprire errori di conto):
- il termine noto di è , quindi il prodotto degli autovalori (contati con molteplicità, anche complessi) è ;
- la somma degli autovalori è la traccia .
Perché, per le . Se gli autovalori sono , il polinomio (con coefficiente di uguale a ) si scompone come . Confrontando con i coefficienti devono coincidere: e . Per qualunque si fa lo stesso confronto sui coefficienti di e sul termine noto.
Per esempio con : autovalori e ; prodotto ✓, somma ✓.
Matrici triangolari. Se è triangolare, anche lo è, e il suo determinante è il prodotto della diagonale: . Gli autovalori sono gli elementi della diagonale.
Tre esempi : cosa può succedere
Esempi (svolti per intero nell'Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2):
| Matrice | Polinomio caratteristico | Autovalori |
|---|---|---|
| e : reali e distinti | ||
| : discriminante negativo, nessun autovalore reale | ||
| solo , "contato due volte" |
I polinomi vengono dalla formula : traccia e determinante per la prima; traccia e determinante per la seconda; traccia e determinante per la terza. Nella seconda il discriminante è e le radici sono numeri complessi coniugatiUn numero complesso è z = a + ib con i² = −1: si somma e si moltiplica come un polinomio in i, si divide con il coniugato, e si disegna come il punto (a, b) del piano. In forma trigonometrica z = r(cos θ + i sin θ) = r e^{iθ} il prodotto moltiplica i moduli e somma gli argomenti, da cui la formula di De Moivre zⁿ = rⁿ e^{inθ} e le n radici n-esime, che stanno ai vertici di un poligono regolare. Il teorema fondamentale dell'algebra dice che ogni polinomio di grado n ha n radici complesse (contate con molteplicità).Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale →: .
Gli autovalori reali sono i punti in cui il grafico di taglia (o tocca) l'asse delle ascisse:
Grafico interattivo: I tre polinomi caratteristici: λ² − λ − 2 taglia l'asse in −1 e 2 (due autovalori reali), λ² − 5λ + 7 sta tutto sopra l'asse (nessun autovalore reale), (λ − 2)² lo tocca solo in 2 (autovalore doppio)
Il campo conta. Una matrice reale può non avere autovalori reali (secondo esempio). Però per il teorema fondamentale dell'algebra ogni polinomio di grado ha esattamente radici complesse, contate con la loro molteplicità: quindi gli autovalori complessi esistono sempre. Se interessano solo quelli reali o anche quelli complessi dipende dal problema (in elettrotecnica i numeri complessi hanno senso fisico, in un problema di soldi no). Negli esercizi si legge "diagonalizzabile su " o "su ": vedi DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →.
Molteplicità algebrica
Nel terzo esempio l'equazione di secondo grado ha una sola soluzione, , perché il polinomio è il quadrato . Per ricordare che quella soluzione "vale doppio" si usa l'esponente.
Definizione. Se nella scomposizione in fattori del polinomio caratteristico compare il fattore , con massimo (cioè non divide ), si dice che l'autovalore ha molteplicità algebrica . Si scrive .
Esempio: se , l'autovalore ha molteplicità algebrica e l'autovalore ha molteplicità algebrica . Si chiama "algebrica" perché nasce solo dallo scomporre un polinomio; tra poco arriva quella "geometrica".
Somma delle molteplicità. Il grado di è , quindi la somma delle molteplicità algebriche di tutti gli autovalori complessi è esattamente . Se ci si limita agli autovalori reali la somma può essere minore di (nel secondo esempio è ).
Matrici simili hanno lo stesso polinomio caratteristico
Gli autovalori dovrebbero essere una proprietà di , non della matrice scelta per rappresentarla. Il teorema seguente conferma che è così.
Teorema. Se e sono simili, allora . In particolare hanno gli stessi autovalori, con le stesse molteplicità algebriche.
Esempio. e sono simili e hanno entrambe .
Dimostrazione (stessa idea usata per il determinante). Sia con invertibile.
- Si scrive la matrice identica in un modo comodo: , perché .
- Allora Il numero si può spostare dove si vuole perché i numeri commutano con le matrici; poi si raccolgono a sinistra e a destra (rispettando l'ordine, perché il prodotto di matrici non è commutativo).
- Per Binet: Si può dividere per perché è invertibile, quindi . ∎
Anche qui il viceversa è falso. e hanno entrambe polinomio caratteristico , ma è simile solo a se stessa (), quindi non è simile a .
Autovettori di matrici simili (video n. 47). Se e è un autovettore di con autovalore , allora è un autovettore di con lo stesso autovalore. Infatti da , moltiplicando a sinistra per : e perché è invertibile e . Gli autovalori sono gli stessi; gli autovettori invece cambiano, e dice come: è naturale, perché traduce le coordinate da una base all'altra.
Autovettori e autospazi
Una volta trovato un autovalore , in il numero è noto: resta un normale sistema lineare omogeneo, che si risolve con l'Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →.
Definizione. L'autospazio relativo all'autovalore è I suoi elementi non nulli sono esattamente gli autovettori relativi a .
Esempio. e : . La seconda riga è l'opposta della prima, quindi resta la sola equazione , cioè con libero: . Allo stesso modo dà e . Verifica: , ✓.
è un sottospazio vettorialeUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → perché è un nucleoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →. Contiene anche (che non è un autovettore): il nome "autospazio" contrae "sottospazio formato da autovettori".
Osservazione. : l'autospazio dell'autovalore è il nucleo. Negli esercizi capita spesso che il testo dia una base di : sta dando gli autovettori relativi a .
Definizione. La molteplicità geometrica di un autovalore è la dimensione del suo autospazio:
Esempio. e : ha rango (una sola riga non nulla), quindi : il sistema è la sola equazione , con libero, e . Invece , perché la matrice è triangolare e .
L'ultima uguaglianza è il teorema nullità + rangoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine → applicato ad . In pratica è il numero di incognite libere quando si risolve .
Poiché è un autovalore, : le righe di sono dipendenti e il sistema ha sempre infinite soluzioni, quindi . Se trovate solo la soluzione nulla, avete sbagliato a calcolare l'autovalore o a risolvere il sistema.
Nella DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione → si dimostra che , e il confronto tra le due molteplicità decide se la matrice è diagonalizzabile.
Esempio completo
, con autovalori e .
Autospazio di . Si sottrae solo dalla diagonale: Le due righe sono proporzionali (deve essere così, perché il determinante è ). Il sistema , si riduce a , con libero. Quindi , .
Autospazio di . Si può dare a il valore che si vuole (non zero): con si evita la frazione e si trova . Quindi , .
Verifica (trenta secondi): ✓.
Grafico interattivo: Gli autospazi di A = (−7 −9; 6 8) sono due rette: V₂ = ⟨(−1, 1)⟩ (A moltiplica per 2) e V₋₁ = ⟨(−3, 2)⟩ (A moltiplica per −1, cioè ribalta)
I due autovettori e non sono proporzionali, quindi sono una base di fatta di autovettori. Mettendoli in colonna in e gli autovalori, nello stesso ordine, in : È la diagonalizzazione: la vediamo in generale nella prossima nota.
Procedura riassuntiva
| Passo | Cosa si fa |
|---|---|
| 1 | Si scrive (si sottrae solo sulla diagonale) |
| 2 | Si calcola , se possibile già scomposto (zeri + Laplace) |
| 3 | Si risolve : radici = autovalori, esponenti = molteplicità algebriche |
| 4 | Per ogni autovalore : si risolve con Gauss |
| 5 | Numero di incognite libere = ; dando valori comodi alle libere si trova una base di |
| 6 | Verifica: per ogni vettore trovato |
Errori comuni
- Sottrarre a tutti gli elementi della matrice invece che solo alla diagonale.
- Accettare come autovettore, oppure dire che un autovalore non può essere (può esserlo: succede quando ).
- Trovare solo la soluzione nulla di : è impossibile se è davvero un autovalore, c'è un errore di calcolo.
- Porre uguale a zero un'incognita che non compare nelle equazioni: se non compare, è libera, non nulla (errore frequente agli esami).
- Usare il viceversa: "stessi autovalori (o stesso determinante, o stesso rango), quindi simili" è falso.
- Dimenticare il campo: "la matrice non ha autovalori" va precisato; può non averne di reali, ma di complessi ne ha sempre (contati con molteplicità).
Versione ripasso
Matrici simili
Due matrici sono simili se esiste invertibile con .
Per la formula dei cambiamenti di basePer un endomorfismo si usa la stessa matrice di cambiamento di base P nel dominio e nel codominio: A' = P⁻¹ A P.Cambiamenti di base → rappresentano la stessa funzione lineare in due basi. Hanno sempre lo stesso determinante (per il teorema di Binetdet(AB) = det(A) det(B).Proprietà del determinante, Binet e Laplace →), lo stesso rango, lo stesso polinomio caratteristico e quindi gli stessi autovalori.
Il viceversa è falso: la matrice nulla è simile solo a se stessa (), quindi non a , che pure ha determinante . Queste proprietà servono a dimostrare che due matrici non sono simili.
Autovettori e autovalori
La matrice di nella base è diagonale per ogni (la colonna ha solo sulla diagonale).
è un autovettore di se per un , detto autovalore. Per una matrice: .
Si esclude perché soddisfa l'uguaglianza per ogni e non può stare in una base. L'autovalore può essere : succede se e solo se .
Polinomio caratteristico
Da si ottiene : sistema omogeneo che ha soluzioni non nulle se e solo se (altrimenti la soluzione è unica per CramerSe il determinante della matrice dei coefficienti è diverso da zero, la soluzione è unica.Matrice aggiunta e teorema di Cramer →).
(si sottrae solo sulla diagonale) ha grado . Gli autovalori sono le sue radici in .
- Controlli: = prodotto degli autovalori; la somma degli autovalori è la traccia .
- Se è triangolare, gli autovalori sono gli elementi diagonali.
- Per le conviene creare zeri con operazioni su righe o colonne e poi usare Laplace: il polinomio esce già scomposto.
- Per il teorema fondamentale dell'algebra gli autovalori complessi sono sempre , contati con molteplicità; quelli reali possono mancare.
Esempi (Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2):
| Matrice | Autovalori | |
|---|---|---|
| e | ||
| , nessuno reale | ||
| solo , doppio |
Molteplicità algebrica : esponente di nella scomposizione di . La somma delle complesse è .
Matrici simili: stesso polinomio caratteristico
e simili .
Dimostrazione. Da e : , e per Binet . ∎
Anche qui il viceversa è falso: e hanno polinomio , ma è simile solo a se stessa. Gli autovettori cambiano: se è autovettore di per , allora lo è di .
Autospazi
è l'autospazio: i suoi vettori non nulli sono gli autovettori di . È un sottospazioUn sottospazio vettoriale è un sottoinsieme che è spazio vettoriale con le stesse operazioni: basta che sia chiuso per somma e per prodotto per scalari. Deve contenere il vettore nullo. In R^2 i sottospazi sono {0}, le rette per l'origine e tutto R^2.Sottospazi vettoriali → perché è un nucleoIl nucleo (vettori mandati in 0) e l'immagine (vettori raggiunti) di una funzione lineare sono sottospazi; f è iniettiva se e solo se Ker f = {0}; dim Ker f + dim Im f = dim V (nullità + rango); l'antimmagine di un vettore è una soluzione particolare più il nucleo.Nucleo e immagine →; .
Molteplicità geometrica (numero di incognite libere).
Vale (DiagonalizzazioneUna matrice è diagonalizzabile se è simile a una diagonale, cioè se esiste una base di autovettori: allora A = S D S⁻¹ con gli autovettori nelle colonne di S e gli autovalori in D. Criterio: tutti gli autovalori nel campo e molteplicità geometrica uguale a quella algebrica. Le matrici simmetriche reali hanno autovalori reali.Diagonalizzazione →). Se si trova solo la soluzione nulla, o i conti sono sbagliati.
Esempio. , autovalori e .
- : , .
- : , con : .
- Verifica: . Con , si ha .
Procedura
- , già scomposto se possibile.
- Radici = autovalori, esponenti = .
- Per ogni autovalore si risolve con Eliminazione di GaussCon tre operazioni elementari sulle righe (scambio, moltiplicazione per uno scalare non nullo, somma di un multiplo di un'altra riga) ogni matrice si riduce a scala senza cambiare il rango; serve a calcolare ranghi, risolvere sistemi, trovare relazioni di dipendenza e matrici che riducono a scala.Eliminazione di Gauss →; le incognite libere sono e danno la base di .
- Verifica .
Errori tipici: sottrarre a tutti gli elementi; accettare ; porre a un'incognita che non compare (è libera); dire "stessi autovalori, quindi simili".
Esercizi su questo argomento
- Esercizio 60 · autovalori di tre matrici 2×2
- Esercizio 61 · diagonalizzare una matrice 3×3 con autovalori 1, 2, 3
- Esercizio 62 · matrice 3×3 non diagonalizzabile
- Esercizio 63 · autovalori, nucleo e matrice simmetrica simile (giugno 2022)
- Esercizio 64 · autovalori con parametro e matrici simili (2° appello 2024-25)
- Esercizio 65 · diagonalizzabilità su R e su C e base ortonormale di autovettori (giugno 2025)
- Esercizio 66 · determinante con parametro e matrice simmetrica 4×4 (febbraio 2026)
- Esercizio 67 · autovalori con molteplicità al variare di t
- Esercizio 68 · endomorfismo dato da polinomio caratteristico e autovettori
- Esercizio 69 · diagonalizzabilità al variare di h e matrice P
- Esercizio 71 · la base v, f(v), f²(v) e una matrice simile (appello 7/2/2023)
- Esercizio 72 · diagonalizzabile per un solo valore di t e A per A trasposta (appello 5/7/2022)
- Esercizio 73 · nucleo non nullo, diagonalizzazione e matrici con lo stesso polinomio caratteristico (appello 18/6/2024)
- Esercizio 89 · base ortonormale di autovettori e forma quadratica diagonale
- Esercizio - due masse e tre molle, modi normali e battimenti
- Esercizio - forme quadratiche in tre variabili con Sylvester e autovalori (lezione 12)
- Esercizio - sistema 3x3 con autovalore doppio diagonalizzabile e problema di Cauchy
Teoria collegata
- Cambiamenti di base
- Diagonalizzazione
- Isometrie e matrici ortogonali
- Matrice aggiunta e teorema di Cramer
- Numeri complessi - forma algebrica, trigonometrica ed esponenziale
- Teorema spettrale e forme quadratiche
- Forme quadratiche e criteri di definitezza
- Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costanti
- Sistemi lineari n per n - matrice fondamentale, esponenziale e variazione delle costanti
- Stabilità degli equilibri dei sistemi autonomi 2x2