Sia y′=A(t)y (A continua su un intervallo I, n×n). Si sa che le soluzioni formano uno spazio di dimensione n.
Definizione. Una matrice fondamentale è una matrice Φ(t) le cui colonne sono n soluzioni linearmente indipendenti y1,…,yn. Vale Φ′(t)=A(t)Φ(t) e l'integrale generale è y(t)=Φ(t)c, c∈Rn.
Proposizione (D). Le n soluzioni y1,…,yn sono linearmente indipendenti se e solo se detΦ(t0)=0 per un (equivalentemente, per ogni) t0∈I.
Dimostrazione. (⇐) Se ∑ciyi(t)=Φ(t)c≡0, in t0 si ha Φ(t0)c=0 con Φ(t0) invertibile, quindi c=0. (⇒) Se per assurdo detΦ(t0)=0 per qualche t0, esiste c=0 con Φ(t0)c=0; allora y=Φc è una soluzione nulla in t0 e, per l'unicità del problema di Cauchy, è nulla ovunque: le colonne sono dipendenti. ■
Problema di Cauchy. Per y(t0)=y0 si impone Φ(t0)c=y0, c=Φ(t0)−1y0, e
y(t)=Φ(t)Φ(t0)−1y0.
La matrice Φ(t)Φ(t0)−1 è la fondamentale che vale l'identità in t0.
2. Coefficienti costanti: autovalori e autovettori
Sia A∈Rn×n costante. Si cerca y=eλth.
Teorema.y=eλth (con h=0) risolve y′=Ay se e solo se Ah=λh.
Infatti y′=λeλth e Ay=eλtAh coincidono se e solo se Ah=λh. Tre situazioni.
(a) A diagonalizzabile con autovalori realiλ1,…,λn (anche ripetuti) e autovettori indipendenti h1,…,hn: una matrice fondamentale è Φ(t)=(eλ1th1⋯eλnthn) (indipendenti perché per t=0 le colonne sono gli hi) e
y(t)=c1eλ1th1+⋯+cneλnthn.Esempio.A=211121112: autovalore 4 con h=(1,1,1) e autovalore 1 doppio con h=(−1,1,0),(−1,0,1). L'integrale generale è c1e4t(1,1,1)+et[c2(−1,1,0)+c3(−1,0,1)].
(b) Autovalori complessi. Se A è reale e λ=μ+iω (ω=0) è autovalore con autovettore h=u+iv, anche λˉ lo è con hˉ. La soluzione complessa eλth ha parte reale e parte immaginaria che sono soluzioni reali (perché A è reale, Re e Im di una soluzione sono soluzioni):
eμt(ucosωt−vsinωt),eμt(usinωt+vcosωt).
Così la coppia coniugata dà due soluzioni reali indipendenti: oscillazioni di pulsazione ω con ampiezza eμt (decrescente se μ<0).
(c) Autovalore non diagonalizzabile. Se λ ha molteplicità algebrica maggiore di quella geometrica mancano autovettori. Se (A−λId)h2=h1 con h1 autovettore, una soluzione in più è
y=eλt(h2+th1)
(verifica: y′=eλt(λh2+λth1+h1) e Ay=eλt(Ah2+tAh1)=eλt(h1+λh2+tλh1), uguali). Per un blocco di Jordan di dimensione m compaiono potenze di t fino a tm−1 (v. §3).
3. L'esponenziale di una matrice
Definizione.etA=k=0∑∞k!tkAk=Id+tA+2t2A2+⋯ (converge per ogni t perché k!tkAk≤k!(∣t∣∥A∥)k).
La serie si può derivare termine a termine: dtdetA=∑k≥1(k−1)!tk−1Ak=AetA e e0⋅A=Id. Quindi etA è la matrice fondamentale che vale l'identità in t=0 e la soluzione del problema di Cauchy y(t0)=y0 è
y(t)=e(t−t0)Ay0.
Per n=1, A=a: eat. Come si calcola:
A diagonalizzabile, A=PDP−1 con D=diag(λi): Ak=PDkP−1 e etA=Pdiag(eλit)P−1.
A=λId+N con N nilpotente (Nm=0): poiché λId commuta con N, etA=eλt(Id+tN+⋯+(m−1)!tm−1Nm−1). Per un blocco di Jordan 3×3,
A=200120012⇒etA=e2t100t102t2t1.
Per il sistema completo y′=A(t)y+g(t) la sovrapposizione dice che l'integrale generale è omogeneo più una soluzione particolare. La soluzione particolare si può cercare "per somiglianza" solo se g è di forma speciale (polinomi, esponenziali, seni e coseni). Per un g continuo qualsiasi vale una formula.
Teorema (D, variazione delle costanti). Sia Φ una matrice fondamentale dell'omogeneo. La soluzione di y′=Ay+g, y(t0)=y0 è
y(t)=Φ(t)Φ(t0)−1y0+Φ(t)∫t0tΦ(s)−1g(s)ds.
Se A è costante, con Φ=etA e e−sA=(esA)−1,
y(t)=e(t−t0)Ay0+∫t0te(t−s)Ag(s)ds.
Dimostrazione. Si cerca la soluzione nella forma y(t)=Φ(t)c(t) (le "costanti" c diventano funzioni). Derivando,
y′=Φ′c+Φc′=AΦc+Φc′=Ay+Φc′.
Affinché y risolva il sistema completo serve Φ(t)c′(t)=g(t), cioè c′(t)=Φ(t)−1g(t) (Φ è invertibile per la proposizione del §1). Integrando, c(t)=c(t0)+∫t0tΦ(s)−1g(s)ds, e c(t0)=Φ(t0)−1y0 dal dato iniziale. Per A costante, Φ(t)Φ(s)−1=etAe−sA=e(t−s)A. ■
Per n=1 è la formula y=ea(t−t0)y0+∫t0tea(t−s)g(s)ds delle equazioni lineari del primo ordine. La si usa quando g non è di tipo "somiglianza" (per esempio cost1, tant, t1, t), oppure quando conviene un'unica formula valida per n qualunque.
Termini noti speciali (somiglianza per i sistemi). Se g(t)=eγtp(t) con p vettore di polinomi di grado ≤r, esiste una soluzione particolare eγtq(t) con q polinomio vettoriale di grado ≤r+m, dove m è la molteplicità algebrica di γ come autovalore di A (m=0 se non lo è: nessuna risonanza). Lo stesso con cosωt,sinωt e γ±iω.
5. Equazioni di ordine n e sistemi meccanici
Equazioni di ordine n.y(n)+an−1y(n−1)+⋯+a0y=g equivale al sistema del primo ordine per y=(y,y′,…,y(n−1)) con la matrice compagna; il polinomio caratteristico della matrice compagna è λn+an−1λn−1+⋯+a0, quello dell'equazione.
Sistemi massa-molla.N masse uguali m collegate da molle hanno equazioni mx′′=−K0x, con K0 matrice simmetrica definita positiva (matrice di rigidezza). Posto K=K0/m, x′′=−Kx.
Teorema. Siano ω12,…,ωN2>0 gli autovalori di K e u1,…,uN autovettori ortonormali. La soluzione generale è
x(t)=j=1∑N(ajcosωjt+bjsinωjt)uj.
Dimostrazione. Si scrive x(t)=∑jqj(t)uj, con qj=x⋅uj. Dall'equazione, qj′′=x′′⋅uj=−Kx⋅uj=−x⋅Kuj=−ωj2qj (K simmetrica): N oscillatori armonici indipendenti, con soluzione ajcosωjt+bjsinωjt. ■
Gli uj sono i modi normali, gli ωj le pulsazioni proprie. Nel sistema del primo ordine y=(x,x′) gli autovalori sono ±iωj. Se le pulsazioni sono vicine, l'energia passa lentamente da una massa all'altra (battimenti): cosω1t+cosω2t=2cos2ω2−ω1tcos2ω1+ω2t (Esercizio - due masse e tre molle, modi normali e battimenti). Con smorzamento compaiono parti reali negative.
Dimenticare il caso di autovalore multiplo non diagonalizzabile: servono i termini teλt (una matrice 3×3 con un solo autovalore doppio e un solo autovettore non ha una base di autovettori).
Usare un autovettore complesso senza prendere parte reale e immaginaria: la soluzione richiesta è reale.
Scambiare l'ordine nella formula di variazione delle costanti: è Φ(t)∫Φ(s)−1g(s)ds, non ∫Φ(s)−1g(s)ds senza Φ(t) a sinistra, né Φ(s)Φ(t)−1.
Credere che etA sia la matrice con elementi etaij: eA+B=eAeB solo se A e B commutano.
Condizioni iniziali: con Φ generica serve c=Φ(t0)−1y0; con Φ=etA e t0=0, c=y0.
Che cos'è una matrice fondamentale? Dimostrare che le colonne sono indipendenti se e solo se detΦ(t0)=0.Traccia. Combinazione nulla in t0; viceversa colonna combinazione nulla in t0⇒ soluzione nulla ⇒ unicità.
Dimostrare la formula di variazione delle costanti.Traccia.y=Φc(t), Φc′=g, c′=Φ−1g, integrare; per A costante Φ(t)Φ(s)−1=e(t−s)A.
Risolvere y′=Ay con A diagonalizzabile; che cosa si fa con autovalori complessi?Traccia.∑cieλithi; parte reale e immaginaria di eλth.
Ricavare i modi normali di x′′=−Kx.Traccia. Base ortonormale di autovettori di K; qj′′=−ωj2qj.
Fondamentale.Φ ha per colonne n soluzioni indipendenti; Φ′=AΦ, y=Φc, Cauchy y=Φ(t)Φ(t0)−1y0. Indipendenti ⟺detΦ(t0)=0 (D): combinazione nulla in t0; viceversa soluzione nulla in t0 è nulla (unicità).
Variazione delle costanti (D).y=Φ(t)Φ(t0)−1y0+Φ(t)∫t0tΦ(s)−1g(s)ds; A costante: e(t−t0)Ay0+∫e(t−s)Ag(s)ds. Prova: y=Φc, Φc′=g. Somiglianza: eγtq, grado r+m.
Masse e molle (D).x′′=−Kx: x=∑(ajcosωjt+bjsinωjt)uj, Kuj=ωj2uj (qj′′=−ωj2qj). Battimenti: cosω1t+cosω2t=2cos2ω2−ω1tcos2ω1+ω2t. Autovalori del primo ordine ±iωj.
Stabilità. Tutti gli Reλ<0: y→0; uno >0: instabile.
Esempi.
A=211121112: 4 con (1,1,1), 1 doppio; con y(0)=(1,0,0): y=(3e4t+2et,3e4t−et,3e4t−et).
Jordan 3×3: etA=e2t100t102t2t1.
y′′+y=cost1: y=costlncost+tsint.
Passaggi principali.
Indipendenza:Φ(t0)c=0 con c=0⇒Φc soluzione nulla in t0⇒ nulla (unicità) ⇒ colonne dipendenti; detΦ(t0)=0⇒ indipendenti.
Autovettore:(eλth)′=λeλth e A(eλth)=eλtAh: uguali se Ah=λh.
Difettivo:y=eλt(h2+th1), y′=eλt(λh2+λth1+h1)=Ay perché Ah2=h1+λh2.
Variazione delle costanti:y=Φc(t)⇒y′=Ay+Φc′; Φc′=g; c(t)=Φ(t0)−1y0+∫t0tΦ−1g; Φ(t)Φ(s)−1=e(t−s)A.