1. Binormale e torsione.c=γ′∧γ′′=(cost(−sint−cost)−(cost−sint)(−sint),(cost−sint)(−cost)−(−sint)(−sint−cost),sin2t+cos2t).
Prima componente: −sintcost−cos2t+sintcost−sin2t=−1. Seconda: −cos2t+sintcost−sin2t−sintcost=−1. Terza: 1. Quindi
c=(−1,−1,1)costante,∣c∣=3,B=3(−1,−1,1)costante.
Poiché γ′′′=−γ′, c⋅γ′′′=−c⋅γ′=0 (il prodotto vettoriale è ortogonale a γ′), e quindi
τ=∣c∣2c⋅γ′′′=0per ogni t.Spiegazione. La binormale è costante, uguale al versore normale del piano x+y−z=0: la curva giace nel piano z=x+y (è un'ellisse, come ogni sezione piana di un cilindro) e il piano osculatore coincide in ogni punto con questo piano. Per il teorema "piana ⟺τ≡0" è ciò che ci si aspettava. Il segno di B dipende dal verso di percorrenza.
2. Curvatura.∣γ′∣2=sin2t+cos2t+(cost−sint)2=2−2sintcost=2−sin2t. Quindi
κ(t)=∣γ′∣3∣c∣=(2−sin2t)3/23.
Poiché 2−sin2t∈[1,3]:
massimoκ=3 per sin2t=1, cioè t=4π,45π, nei punti ±(22,22,2);
minimoκ=33/23=31 per sin2t=−1, cioè t=43π,47π, nei punti ±(−22,22,0).
Controllo geometrico. La distanza dall'origine al quadrato è x2+y2+z2=1+(x+y)2=1+(cost+sint)2∈[1,3]: l'ellisse ha semiassi b=1 e a=3. La curvatura di un'ellisse è massima agli estremi dell'asse maggiore, dove vale b2a=3, e minima agli estremi dell'asse minore, dove vale a2b=31 ✓ (i punti sono quelli a distanza 3 e 1 dall'origine).
3. Il punto t=4π.γ(4π)=(22,22,2), γ′=(−22,22,0) con ∣γ′∣=1, γ′′=(−22,−22,−2) con ∣γ′′∣=21+21+2=3. Qui γ′⋅γ′′=21−21+0=0: l'accelerazione è tutta normale (aT=0, aN=κv2=3 ✓), quindi
T=(−22,22,0),N=3γ′′=31(−22,−22,−2),B=T∧N=3(−1,−1,1).
(Verifica: T∧N=31(22(−2)−0,0−(−22)(−2),21+21)=31(−1,−1,1) ✓.) Il vettore N punta verso l'interno dell'ellisse, verso il suo centro: l'origine, perché γ(t+π)=−γ(t).
Errori tipici. Concludere che la curva è piana senza verificare τ≡0 lungo tutta la curva, oppure dedurre τ=0 da un solo punto; dimenticare di elevare a 23 il denominatore; scrivere ∣γ′∣=1 per ogni t (vale solo in t=4π,45π).