Teoria: Sistemi lineari n per n - matrice fondamentale, esponenziale e variazione delle costantiPer y' = A(t)y + g(t) di dimensione n una matrice fondamentale Φ(t) ha per colonne n soluzioni indipendenti (D: lo sono se e solo se det Φ(t₀) ≠ 0); l'integrale generale dell'omogeneo è y = Φ(t)c. Con A costante: se Ah = λh, e^(λt)h è soluzione; autovalori complessi λ = μ + iω danno parte reale e immaginaria di e^(λt)h; autovalore non diagonalizzabile: e^(λt)(h₂ + t h₁); l'esponenziale e^(tA) = Σ tᵏAᵏ/k! risolve y(t₀) = y₀ con y = e^((t−t₀)A)y₀. Variazione delle costanti (D): y = Φ(t)Φ(t₀)⁻¹y₀ + Φ(t)∫Φ(s)⁻¹g(s)ds, per A costante y = e^((t−t₀)A)y₀ + ∫e^((t−s)A)g(s)ds. Sistemi massa-molla x'' = −Kx: modi normali, pulsazioni ω_j² = autovalori di K, battimenti. Stabilità: Re λ < 0 per ogni autovalore dà y → 0.Sistemi lineari n per n - matrice fondamentale, esponenziale e variazione delle costanti →, Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costantiUn sistema lineare y' = A(t)y + g(t) con coefficienti continui ha, per ogni dato iniziale, una e una sola soluzione, definita su tutto l'intervallo (D). Le soluzioni del sistema omogeneo formano uno spazio vettoriale di dimensione n (D); quelle del sistema completo sono una soluzione particolare più l'integrale omogeneo (D). Per y'' + by' + cy = 0 si cercano e^(λt): tre casi (D). Un sistema 2×2 a coefficienti costanti si riduce a u'' − (tr A)u' + (det A)u = g, risolta con il metodo di somiglianza.Sistemi lineari ed equazioni del secondo ordine a coefficienti costanti →.
Testo. Un oscillatore armonico è sollecitato da una forza g(t)=cost1, per t∈(−2π,2π):
x′′+x=cost1,x(0)=0, x′(0)=0.
- Spiegare perché il metodo di somiglianza non si applica.
- Scrivere il sistema del primo ordine e risolverlo con la formula di variazione delle costanti.
- Descrivere il comportamento della soluzione per t→2π−.
(Esercizio proposto per questo corso, sul modello dei fogli di esercizi di Fondamenti di Analisi Matematica 2.)
Soluzione
1. La somiglianza vale per termini noti polinomiali, esponenziali, seni e coseni (e loro prodotti): cost1 non è di questo tipo, e derivandola non si ottiene uno spazio finito di funzioni. Si usa la formula generale.
2. Sistema. Con y=(x,v), v=x′:
y′=(0−110)y+(0g(t)),y(0)=(0,0).
L'esponenziale di A=(0−110) è la rotazione etA=(cost−sintsintcost) (da A2=−Id). Con dato iniziale nullo la formula dà
y(t)=∫0te(t−s)A(0g(s))ds=∫0t(sin(t−s)g(s)cos(t−s)g(s))ds.
La prima componente è la soluzione cercata:
x(t)=∫0tcosssin(t−s)ds.
Si sviluppa sin(t−s)=sintcoss−costsins:
x(t)=sint∫0t1ds−cost∫0tcosssinsds=tsint−cost[−lncoss]0t=tsint+costlncost,
perché ∫tansds=−lncoss (per ∣s∣<2π, coss>0). La derivata è la seconda componente:
v(t)=∫0tcosscos(t−s)ds=cost∫0t1ds+sint∫0ttansds=tcost−sintlncost.
x(t)=tsint+costlncost,x′(t)=tcost−sintlncost
Verifica. x(0)=0 e x′(0)=0−0=0 ✓. Derivando direttamente x: x′=sint+tcost−sintlncost+cost⋅cost−sint=tcost−sintlncost ✓; x′′=cost−tsint−costlncost−sint⋅cost−sint, quindi x′′+x=cost+costsin2t=cost1 ✓.
3. Per t→2π−. cost→0+ e costlncost→0 (limite notevole), quindi x(t)→2π⋅1=2π: la posizione resta finita. Invece x′(t)=tcost−sintlncost→+∞, perché lncost→−∞ e sint→1: la velocità diverge (lentamente, come −lncost), perché la forza cost1 non è integrabile in 2π (cresce come 2π−t1). La soluzione non si prolunga oltre 2π come soluzione regolare: l'intervallo massimale è (−2π,2π), quello su cui g è continua, come prevede il teorema di esistenza globale per i sistemi lineari.
Errori tipici. Scrivere e(s−t)A al posto di e(t−s)A (segno del seno cambiato); dimenticare che ∫tansds=−lncoss e non lncoss; applicare la somiglianza al termine cost1.