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Note per Studenti Triedro di Frenet, binormale e torsione di una curva nello spazio

Triedro di Frenet, binormale e torsione di una curva nello spazio

In questa pagina 7

Nel piano una curva è descritta, a meno di movimenti rigidi, dalla sua curvatura. Nello spazio la curva può anche uscire dal piano che la approssima meglio in un punto: la torsione misura quanto velocemente lo fa. È il caso del filo di una molla elicoidale, di un tubo che si avvita, della traiettoria di una vite che avanza, o di un punto materiale vincolato a un filo di forma qualunque. Prerequisiti: Lunghezza di una curva e ascissa curvilineaLa lunghezza di una curva è l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte. Se r è C^1 la curva è rettificabile e ℓ = ∫|r'(t)|dt (grafici: ∫√(1+f'^2); polari: ∫√(f²+f'^2)). La lunghezza non cambia riparametrizzando, anche invertendo il verso. L'ascissa curvilinea s(t)=∫|r'| dà la parametrizzazione a velocità 1: T = dr/ds. Con essa si definiscono curvatura κ=|dT/ds| e normale N; l'accelerazione è a = v' T + κ v² N.Lunghezza di una curva e ascissa curvilinea → (ascissa curvilinea, versore tangente T‾\underline T, curvatura κ\kappa e normale principale N‾\underline N), Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettorialiUna curva è una funzione continua r : [a,b] → R^m; il sostegno è la sua immagine. Limiti, continuità e derivate si fanno componente per componente. La curva è regolare se r è C^1 e r'(t) ≠ 0 ovunque: allora r'(t) è il vettore tangente e la retta tangente è r(t0) + λ r'(t0). Esempi: circonferenza, segmento, grafico (t, f(t)), curve polari (f(θ)cosθ, f(θ)sinθ) regolari se f' ≠ 0 dove f = 0, elica, cuspide (t²,t³). L'integrale di r si fa per componenti; vale ∫ r' = r(b) − r(a) e ‖∫ r‖ ≤ ∫ ‖r‖.Curve parametriche, vettore tangente e integrali di funzioni vettoriali → (derivata di una curva, prodotto vettoriale).

1. La terna di Frenet

Sia r‾:I→R3\underline r : I\to\mathbb{R}^3 una curva regolare di classe C3C^3 e ss l'ascissa curvilinea. Si ricordano il versore tangente T‾=r‾′/∣r‾′∣\underline T = \underline r'/|\underline r'| e, nei punti con κ≠0\kappa\ne0, il versore normale principale N‾=1κdT‾ds\underline N = \frac1\kappa\frac{d\underline T}{ds}, ortogonale a T‾\underline T (perché ∣T‾∣=1|\underline T|=1 è costante).

Definizione (binormale). Nei punti con κ≠0\kappa\neq0 il versore binormale è B‾=T‾∧N‾.\underline B = \underline T\wedge\underline N .

Poiché T‾\underline T e N‾\underline N sono unitari e ortogonali, B‾\underline B è unitario (il modulo del prodotto vettoriale è ∣T‾∣∣N‾∣sin⁡π2=1|\underline T||\underline N|\sin\frac\pi2=1) ed è ortogonale a entrambi. Quindi (T‾,N‾,B‾)(\underline T,\underline N,\underline B) è una base ortonormale destra di R3\mathbb{R}^3 in ogni punto: il triedro di Frenet (o terna intrinseca), che "viaggia" lungo la curva. Il caso in cui κ=0\kappa=0 in un punto non permette di definire N‾\underline N: lungo un tratto rettilineo il triedro non è definito.

Tre piani passano per un punto P0=r‾(t0)P_0=\underline r(t_0) e prendono il nome dai due versori che li generano:

piano contiene vettore normale equazione
osculatore T‾, N‾\underline T,\ \underline N B‾\underline B B‾⋅(X−P0)=0\underline B\cdot(X-P_0)=0
normale N‾, B‾\underline N,\ \underline B T‾\underline T T‾⋅(X−P0)=0\underline T\cdot(X-P_0)=0
rettificante T‾, B‾\underline T,\ \underline B N‾\underline N N‾⋅(X−P0)=0\underline N\cdot(X-P_0)=0

Il piano normale è il piano ortogonale alla curva. Il piano osculatore è il piano che meglio approssima la curva vicino a P0P_0: dalla formula di Taylor r‾(t0+h)−r‾(t0)=r‾′h+r‾′′h22+r‾′′′h36+o(h3)\underline r(t_0+h)-\underline r(t_0)=\underline r'h+\underline r''\frac{h^2}2+\underline r'''\frac{h^3}6+o(h^3), i primi due termini giacciono nel piano generato da r‾′\underline r' e r‾′′\underline r'' (cioè T‾,N‾\underline T,\underline N, v. sotto) e solo il terzo, di ordine h3h^3, ne esce con la componente r‾′′′⋅B‾ h36\underline r'''\cdot\underline B\,\frac{h^3}{6}. Per un'altra scelta di piano per P0P_0 già il termine in h2h^2 ne esce.

Esempio (circonferenza). r‾(t)=(Rcos⁡t,Rsin⁡t,0)\underline r(t)=(R\cos t,R\sin t,0): T‾=(−sin⁡t,cos⁡t,0)\underline T=(-\sin t,\cos t,0), N‾=(−cos⁡t,−sin⁡t,0)\underline N=(-\cos t,-\sin t,0) (verso il centro), B‾=T‾∧N‾=(0,0,sin⁡2t+cos⁡2t)=(0,0,1)\underline B=\underline T\wedge\underline N=(0,0,\sin^2t+\cos^2t)=(0,0,1) costante. Il piano osculatore è il piano xyxy che contiene la curva.

2. Le formule di Frenet-Serret

Come variano i tre versori percorrendo la curva? Per definizione T‾′=κN‾\underline T'=\kappa\underline N (derivate rispetto a ss). Per B‾′\underline B' e N‾′\underline N' vale il seguente risultato.

Teorema (D, formule di Frenet-Serret). Esiste una funzione τ(s)\tau(s), la torsione, tale che {T‾′=κ N‾N‾′=−κ T‾+τ B‾B‾′=−τ N‾\begin{cases}\underline T' = \kappa\,\underline N\\ \underline N' = -\kappa\,\underline T + \tau\,\underline B\\ \underline B' = -\tau\,\underline N\end{cases} (derivate rispetto all'ascissa curvilinea). In forma matriciale, la matrice dei coefficienti è antisimmetrica.

Dimostrazione. Passo 1: B‾′\underline B' è parallelo a N‾\underline N. Derivando B‾=T‾∧N‾\underline B=\underline T\wedge\underline N con la regola di Leibniz, B‾′=T‾′∧N‾+T‾∧N‾′=κ N‾∧N‾+T‾∧N‾′=T‾∧N‾′.\underline B'=\underline T'\wedge\underline N+\underline T\wedge\underline N'=\kappa\,\underline N\wedge\underline N+\underline T\wedge\underline N'=\underline T\wedge\underline N' . Un prodotto vettoriale è ortogonale a ciascun fattore, quindi B‾′⊥T‾\underline B'\perp\underline T. Inoltre ∣B‾∣=1|\underline B|=1 è costante, quindi (come per ogni versore) B‾′⊥B‾\underline B'\perp\underline B. L'unica direzione ortogonale sia a T‾\underline T sia a B‾\underline B è quella di N‾\underline N: B‾′=−τN‾\underline B'=-\tau\underline N per una funzione τ\tau (il segno meno è una convenzione; equivale a τ=−B‾′⋅N‾\tau=-\underline B'\cdot\underline N). Passo 2: N‾′\underline N'. Poiché (T‾,N‾,B‾)(\underline T,\underline N,\underline B) è una base destra, N‾=B‾∧T‾\underline N=\underline B\wedge\underline T. Derivando, N‾′=B‾′∧T‾+B‾∧T‾′=−τ N‾∧T‾+κ B‾∧N‾=−τ(−B‾)+κ(−T‾)=τB‾−κT‾,\underline N'=\underline B'\wedge\underline T+\underline B\wedge\underline T'=-\tau\,\underline N\wedge\underline T+\kappa\,\underline B\wedge\underline N=-\tau(-\underline B)+\kappa(-\underline T)=\tau\underline B-\kappa\underline T, usando N‾∧T‾=−B‾\underline N\wedge\underline T=-\underline B e B‾∧N‾=−T‾\underline B\wedge\underline N=-\underline T. ■\blacksquare

Significato. κ\kappa dice quanto il triedro ruota attorno a B‾\underline B (cambia la direzione di T‾\underline T nel piano osculatore); τ\tau dice quanto ruota attorno a T‾\underline T (il piano osculatore si inclina, perché B‾\underline B cambia). Se τ\tau è nulla la binormale resta ferma: il piano osculatore non cambia.

3. Le formule in un parametro qualunque

Raramente si ha l'ascissa curvilinea. Le formule che servono nei problemi usano la parametrizzazione data, v=∣r‾′∣v=|\underline r'|.

Teorema (D). Se r‾\underline r è regolare di classe C3C^3 e r‾′∧r‾′′≠0‾\underline r'\wedge\underline r''\ne\underline0 (cioè κ≠0\kappa\ne0), allora B‾=r‾′∧r‾′′∣r‾′∧r‾′′∣,κ=∣r‾′∧r‾′′∣∣r‾′∣3,τ=(r‾′∧r‾′′)⋅r‾′′′∣r‾′∧r‾′′∣2.\underline B=\frac{\underline r'\wedge\underline r''}{|\underline r'\wedge\underline r''|},\qquad \kappa=\frac{|\underline r'\wedge\underline r''|}{|\underline r'|^3},\qquad \tau=\frac{(\underline r'\wedge\underline r'')\cdot\underline r'''}{|\underline r'\wedge\underline r''|^2}.

Dimostrazione. Si usa d/dt=v d/dsd/dt=v\,d/ds. Da r‾′=vT‾\underline r'=v\underline T: r‾′′=v′T‾+v T‾t=v′T‾+κv2N‾,\underline r''=v'\underline T+v\,\underline T_t=v'\underline T+\kappa v^2\underline N, dove T‾t=vT‾s=vκN‾\underline T_t=v\underline T_s=v\kappa\underline N (come nella nota sull'ascissa curvilinea). Quindi r‾′∧r‾′′=vT‾∧(v′T‾+κv2N‾)=κv3 T‾∧N‾=κv3 B‾.\underline r'\wedge\underline r''=v\underline T\wedge(v'\underline T+\kappa v^2\underline N)=\kappa v^3\,\underline T\wedge\underline N=\kappa v^3\,\underline B . Poiché κv3>0\kappa v^3>0 e B‾\underline B è unitario, si leggono ∣r‾′∧r‾′′∣=κv3|\underline r'\wedge\underline r''|=\kappa v^3 (da cui la curvatura) e B‾=r‾′∧r‾′′∣r‾′∧r‾′′∣\underline B=\frac{\underline r'\wedge\underline r''}{|\underline r'\wedge\underline r''|}. Derivando ancora r‾′′\underline r'' e raccogliendo le componenti, r‾′′′=[v′′−κ2v3]T‾+[κ′v2+3κvv′]N‾+κτv3 B‾\underline r'''=\big[v''-\kappa^2v^3\big]\underline T+\big[\kappa'v^2+3\kappa vv'\big]\underline N+\kappa\tau v^3\,\underline B (l'ultimo termine viene da κv2 N‾t=κv2⋅v(−κT‾+τB‾)\kappa v^2\,\underline N_t=\kappa v^2\cdot v(-\kappa\underline T+\tau\underline B); gli altri non servono). Il prodotto scalare con r‾′∧r‾′′=κv3B‾\underline r'\wedge\underline r''=\kappa v^3\underline B seleziona la sola componente lungo B‾\underline B: (r‾′∧r‾′′)⋅r‾′′′=κv3⋅κτv3=κ2τv6=τ ∣r‾′∧r‾′′∣2.■(\underline r'\wedge\underline r'')\cdot\underline r'''=\kappa v^3\cdot\kappa\tau v^3=\kappa^2\tau v^6=\tau\,|\underline r'\wedge\underline r''|^2 .\qquad\blacksquare

In particolare r‾′′′⋅B‾=κτv3\underline r'''\cdot\underline B=\kappa\tau v^3: il termine di ordine h3h^3 con cui la curva esce dal piano osculatore è proporzionale a κτ\kappa\tau.

Da questa dimostrazione si ricava un fatto utile in meccanica: l'accelerazione r‾′′=v′T‾+κv2N‾\underline r''=v'\underline T+\kappa v^2\underline N non ha componente lungo B‾\underline B, cioè sta sempre nel piano osculatore. Per un punto di massa mm vincolato a un filo, la risultante delle forze è ma‾m\underline a e quindi è anch'essa nel piano osculatore: la componente delle forze lungo B‾\underline B è sostenuta tutta dalla reazione del vincolo.

4. Il significato della torsione

Teorema (D). Una curva regolare con κ≠0\kappa\ne0 ovunque è piana (contenuta in un piano) se e solo se τ≡0\tau\equiv0.

Dimostrazione. (⇒\Rightarrow) Se la curva sta in un piano di vettore normale n‾\underline n (unitario), allora r‾′\underline r' e r‾′′\underline r'' sono paralleli al piano, quindi T‾,N‾⊥n‾\underline T,\underline N\perp\underline n e B‾=±n‾\underline B=\pm\underline n è costante. Da B‾′=−τN‾\underline B'=-\tau\underline N si ha τ=0\tau=0. (⇐\Leftarrow) Se τ≡0\tau\equiv0, allora B‾′=0‾\underline B'=\underline0: B‾=B‾0\underline B=\underline B_0 è costante. Ma dds(r‾⋅B‾0)=T‾⋅B‾0=0\frac{d}{ds}(\underline r\cdot\underline B_0)=\underline T\cdot\underline B_0=0, perché B‾0=B‾⊥T‾\underline B_0=\underline B\perp\underline T. Quindi r‾⋅B‾0\underline r\cdot\underline B_0 è costante: tutti i punti stanno nel piano B‾0⋅X=costante\underline B_0\cdot X=\text{costante}. ■\blacksquare

Il segno di τ\tau dice il senso di avvitamento: τ>0\tau>0 per una curva che si avvita come una vite destrorsa (un'elica con k>0k>0), τ<0\tau<0 per una sinistrorsa. Invertire il verso di percorrenza non cambia né κ\kappa né τ\tau (nella formula di τ\tau si ha r‾′→−r‾′\underline r'\to-\underline r', r‾′′′→−r‾′′′\underline r'''\to-\underline r''', r‾′′\underline r'' invariato: il numeratore resta uguale); una riflessione allo specchio cambia il segno di τ\tau.

Esempio (elica). r‾(t)=(Rcos⁡t,Rsin⁡t,kt)\underline r(t)=(R\cos t,R\sin t,kt) con R>0R>0, k≠0k\neq0: r‾′=(−Rsin⁡t,Rcos⁡t,k),r‾′′=(−Rcos⁡t,−Rsin⁡t,0),r‾′′′=(Rsin⁡t,−Rcos⁡t,0),\underline r'=(-R\sin t,R\cos t,k),\quad\underline r''=(-R\cos t,-R\sin t,0),\quad\underline r'''=(R\sin t,-R\cos t,0), r‾′∧r‾′′=(kRsin⁡t, −kRcos⁡t, R2),∣r‾′∧r‾′′∣2=R2(k2+R2),∣r‾′∣2=R2+k2.\underline r'\wedge\underline r''=(kR\sin t,\,-kR\cos t,\,R^2),\quad|\underline r'\wedge\underline r''|^2=R^2(k^2+R^2),\quad|\underline r'|^2=R^2+k^2. Allora κ=RR2+k2(R2+k2)3/2=RR2+k2\kappa=\dfrac{R\sqrt{R^2+k^2}}{(R^2+k^2)^{3/2}}=\dfrac{R}{R^2+k^2} e (r‾′∧r‾′′)⋅r‾′′′=kR2sin⁡2t+kR2cos⁡2t=kR2(\underline r'\wedge\underline r'')\cdot\underline r'''=kR^2\sin^2t+kR^2\cos^2t=kR^2, per cui τ=kR2R2(R2+k2)=kR2+k2.\tau=\frac{kR^2}{R^2(R^2+k^2)}=\frac{k}{R^2+k^2}. Entrambe costanti: ogni tratto dell'elica è identico a ogni altro. Per k→0k\to0 si ha κ→1/R\kappa\to1/R (circonferenza) e τ→0\tau\to0; per R→0R\to0 la curva diventa una retta e κ→0\kappa\to0.

Esempio (molla). Il filo di una molla elicoidale di raggio medio R=10R=10 mm e passo p=8p=8 mm (avanzamento per giro): 2πk=p2\pi k=p, k=82π≈1,273k=\frac{8}{2\pi}\approx1{,}273 mm. Allora R2+k2≈101,62R^2+k^2\approx101{,}62, κ≈0,0984\kappa\approx0{,}0984 mm−1^{-1} (raggio di curvatura ≈10,16\approx10{,}16 mm, di poco maggiore di RR) e τ≈0,0125\tau\approx0{,}0125 mm−1^{-1}. Poiché il passo è piccolo rispetto al raggio, il filo è quasi una circonferenza (τ\tau è piccola); a passo grande, τ\tau cresce e κ\kappa cala.

5. Come si risolve un esercizio

  1. Calcolare r‾′,r‾′′,r‾′′′\underline r',\underline r'',\underline r''' e il prodotto vettoriale c‾=r‾′∧r‾′′\underline c=\underline r'\wedge\underline r''.
  2. κ=∣c‾∣/∣r‾′∣3\kappa=|\underline c|/|\underline r'|^3 e τ=(c‾⋅r‾′′′)/∣c‾∣2\tau=(\underline c\cdot\underline r''')/|\underline c|^2 (se c‾≡0‾\underline c\equiv\underline0 la curva è una retta).
  3. T‾=r‾′/∣r‾′∣\underline T=\underline r'/|\underline r'|, B‾=c‾/∣c‾∣\underline B=\underline c/|\underline c| e N‾=B‾∧T‾\underline N=\underline B\wedge\underline T (oppure N‾\underline N da r‾′′−(r‾′′⋅T‾)T‾\underline r''-(\underline r''\cdot\underline T)\underline T normalizzato).
  4. Un piano osculatore, normale o rettificante in un punto si scrive con il normale (B‾\underline B, T‾\underline T, N‾\underline N) e il punto.
  5. Controllo: T‾⋅N‾=0\underline T\cdot\underline N=0, ∣N‾∣=1|\underline N|=1, N‾∧T‾=−B‾\underline N\wedge\underline T=-\underline B.

Errori da evitare

  • Dimenticare che N‾\underline N non è r‾′′/∣r‾′′∣\underline r''/|\underline r''|: coincide con la direzione di r‾′′\underline r'' solo se r‾′⊥r‾′′\underline r'\perp\underline r'' (velocità scalare costante). In generale r‾′′\underline r'' ha anche una componente lungo T‾\underline T.
  • Usare κ=∣r‾′′∣\kappa=|\underline r''| con un parametro che non è l'ascissa curvilinea.
  • Dividere per ∣c‾∣2|\underline c|^2 e dimenticare il quadrato nella torsione, o dividere per ∣r‾′∣3|\underline r'|^3 nella torsione (il denominatore di τ\tau è ∣r‾′∧r‾′′∣2|\underline r'\wedge\underline r''|^2, senza ∣r‾′∣|\underline r'|).
  • Credere che τ=0\tau=0 in un punto significhi che la curva è piana: serve τ≡0\tau\equiv0 lungo tutta la curva (la curva (t,t2,t4)(t,t^2,t^4) ha τ=48t∣r‾′∧r‾′′∣2\tau=\frac{48t}{|\underline r'\wedge\underline r''|^2}, che si annulla solo in t=0t=0, e non è piana).
  • Segni: B‾=T‾∧N‾\underline B=\underline T\wedge\underline N (non N‾∧T‾\underline N\wedge\underline T); τ>0\tau>0 per le eliche destrorse.

Esercizi svolti: Esercizio - molla elicoidale, triedro di Frenet, curvatura e torsione (R = 3, k = 4), Esercizio - cubica gobba, curvatura, torsione e piano osculatore, Esercizio - curva piana nello spazio, cilindro e piano, torsione nulla, Esercizio - punto su un filo elicoidale a velocità variabile, forze tangenziale e normale.

Domande d'esame

  1. Definire il triedro di Frenet e dimostrare le formule di Frenet-Serret. Traccia. B‾=T‾∧N‾\underline B=\underline T\wedge\underline N; B‾′=T‾∧N‾′\underline B'=\underline T\wedge\underline N' è ortogonale a T‾\underline T e a B‾\underline B, quindi =−τN‾=-\tau\underline N; N‾=B‾∧T‾\underline N=\underline B\wedge\underline T e si deriva.
  2. Ricavare κ\kappa e τ\tau per una parametrizzazione qualsiasi. Traccia. r‾′′=v′T‾+κv2N‾\underline r''=v'\underline T+\kappa v^2\underline N, r‾′∧r‾′′=κv3B‾\underline r'\wedge\underline r''=\kappa v^3\underline B, componente di r‾′′′\underline r''' lungo B‾\underline B uguale a κτv3\kappa\tau v^3.
  3. Dimostrare che una curva è piana se e solo se la torsione è identicamente nulla. Traccia. B‾\underline B costante e (r‾⋅B‾0)′=0(\underline r\cdot\underline B_0)'=0.
  4. Calcolare curvatura e torsione di un'elica cilindrica. Traccia. κ=R/(R2+k2)\kappa=R/(R^2+k^2), τ=k/(R2+k2)\tau=k/(R^2+k^2).

Versione ripasso

(Lunghezza di una curva e ascissa curvilineaLa lunghezza di una curva è l'estremo superiore delle lunghezze delle poligonali inscritte. Se r è C^1 la curva è rettificabile e ℓ = ∫|r'(t)|dt (grafici: ∫√(1+f'^2); polari: ∫√(f²+f'^2)). La lunghezza non cambia riparametrizzando, anche invertendo il verso. L'ascissa curvilinea s(t)=∫|r'| dà la parametrizzazione a velocità 1: T = dr/ds. Con essa si definiscono curvatura κ=|dT/ds| e normale N; l'accelerazione è a = v' T + κ v² N.Lunghezza di una curva e ascissa curvilinea →: T‾,κ,N‾\underline T,\kappa,\underline N.)

Triedro. B‾=T‾∧N‾\underline B=\underline T\wedge\underline N; (T‾,N‾,B‾)(\underline T,\underline N,\underline B) base ortonormale destra. Piano osculatore (T‾,N‾\underline T,\underline N; normale B‾\underline B), normale (normale T‾\underline T), rettificante (normale N‾\underline N): v‾⋅(X−P0)=0\underline v\cdot(X-P_0)=0.

Frenet-Serret (D). T‾′=κN‾\underline T'=\kappa\underline N, N‾′=−κT‾+τB‾\underline N'=-\kappa\underline T+\tau\underline B, B‾′=−τN‾\underline B'=-\tau\underline N (in ss). Prova: B‾′=T‾∧N‾′⊥T‾,B‾⇒∥N‾\underline B'=\underline T\wedge\underline N'\perp\underline T,\underline B\Rightarrow\parallel\underline N; N‾=B‾∧T‾\underline N=\underline B\wedge\underline T e si deriva.

Formule (D). B‾=r‾′∧r‾′′∣r‾′∧r‾′′∣\underline B=\dfrac{\underline r'\wedge\underline r''}{|\underline r'\wedge\underline r''|}, κ=∣r‾′∧r‾′′∣∣r‾′∣3\kappa=\dfrac{|\underline r'\wedge\underline r''|}{|\underline r'|^3}, τ=(r‾′∧r‾′′)⋅r‾′′′∣r‾′∧r‾′′∣2\tau=\dfrac{(\underline r'\wedge\underline r'')\cdot\underline r'''}{|\underline r'\wedge\underline r''|^2}. Prova: r‾′′=v′T‾+κv2N‾\underline r''=v'\underline T+\kappa v^2\underline N, r‾′∧r‾′′=κv3B‾\underline r'\wedge\underline r''=\kappa v^3\underline B, r‾′′′⋅B‾=κτv3\underline r'''\cdot\underline B=\kappa\tau v^3. L'accelerazione sta nel piano osculatore.

Piana   ⟺  τ≡0\iff\tau\equiv0 (D). τ≡0⇒B‾=B‾0\tau\equiv0\Rightarrow\underline B=\underline B_0 e (r‾⋅B‾0)′=T‾⋅B‾0=0(\underline r\cdot\underline B_0)'=\underline T\cdot\underline B_0=0. Viceversa B‾=±n‾\underline B=\pm\underline n costante.

Elica (Rcos⁡t,Rsin⁡t,kt)(R\cos t,R\sin t,kt): κ=RR2+k2\kappa=\frac R{R^2+k^2}, τ=kR2+k2\tau=\frac k{R^2+k^2} (τ>0\tau>0 destrorsa). Molla R=10R=10 mm, passo 88 mm: κ≈0,098\kappa\approx0{,}098, τ≈0,0125\tau\approx0{,}0125 mm−1^{-1}.

Esempi in breve.

  • Elica (3cos⁡t,3sin⁡t,4t)(3\cos t,3\sin t,4t): κ=325\kappa=\frac3{25}, τ=425\tau=\frac4{25}; in t=0t=0: T‾=(0,35,45)\underline T=(0,\frac35,\frac45), N‾=(−1,0,0)\underline N=(-1,0,0), B‾=(0,−45,35)\underline B=(0,-\frac45,\frac35).
  • Cubica (t,t2,t3)(t,t^2,t^3): c‾=(6t2,−6t,2)\underline c=(6t^2,-6t,2), τ=39t4+9t2+1\tau=\frac3{9t^4+9t^2+1}; t=0t=0: κ=2\kappa=2, τ=3\tau=3.
  • Curva piana (cos⁡t,sin⁡t,cos⁡t+sin⁡t)(\cos t,\sin t,\cos t+\sin t): c‾=(−1,−1,1)\underline c=(-1,-1,1), r‾′′′=−r‾′\underline r'''=-\underline r', τ=0\tau=0.

Passaggi principali.

  • Frenet-Serret: B‾′=T‾′∧N‾+T‾∧N‾′=κN‾∧N‾+T‾∧N‾′=T‾∧N‾′\underline B'=\underline T'\wedge\underline N+\underline T\wedge\underline N'=\kappa\underline N\wedge\underline N+\underline T\wedge\underline N'=\underline T\wedge\underline N'; B‾′⊥T‾\underline B'\perp\underline T (prodotto vettoriale) e B‾′⊥B‾\underline B'\perp\underline B (∣B‾∣=1|\underline B|=1) ⇒B‾′∥N‾\Rightarrow\underline B'\parallel\underline N. Poi N‾′=B‾′∧T‾+B‾∧T‾′=−τN‾∧T‾+κB‾∧N‾=τB‾−κT‾\underline N'=\underline B'\wedge\underline T+\underline B\wedge\underline T'=-\tau\underline N\wedge\underline T+\kappa\underline B\wedge\underline N=\tau\underline B-\kappa\underline T.
  • Torsione: in tt, N‾t=v(−κT‾+τB‾)\underline N_t=v(-\kappa\underline T+\tau\underline B), quindi la sola componente di r‾′′′\underline r''' lungo B‾\underline B è κv2⋅vτ=κτv3\kappa v^2\cdot v\tau=\kappa\tau v^3; moltiplicata per r‾′∧r‾′′=κv3B‾\underline r'\wedge\underline r''=\kappa v^3\underline B dà κ2τv6=τ∣r‾′∧r‾′′∣2\kappa^2\tau v^6=\tau|\underline r'\wedge\underline r''|^2.
  • Elica: r‾′∧r‾′′=(kRsin⁡t,−kRcos⁡t,R2)\underline r'\wedge\underline r''=(kR\sin t,-kR\cos t,R^2), ∣⋅∣2=R2(R2+k2)|\cdot|^2=R^2(R^2+k^2), r‾′′′⋅(⋅)=kR2\underline r'''\cdot(\cdot)=kR^2; R=3R=3, k=4k=4: ∣c‾∣=15|\underline c|=15, κ=15125\kappa=\frac{15}{125}, τ=36225\tau=\frac{36}{225}.
  • Piano osculatore in P0P_0: B‾0⋅(X−P0)=0\underline B_0\cdot(X-P_0)=0 (elica in (3,0,0)(3,0,0): 3z−4y=03z-4y=0; cubica in (1,1,1)(1,1,1): 3x−3y+z=13x-3y+z=1).
  • Curva piana: τ≡0⇒B‾=B‾0\tau\equiv0\Rightarrow\underline B=\underline B_0 e (r‾⋅B‾0)′=T‾⋅B‾0=0(\underline r\cdot\underline B_0)'=\underline T\cdot\underline B_0=0: r‾⋅B‾0\underline r\cdot\underline B_0 costante.
  • Forza su un punto vincolato: ma‾=mv′T‾+mκv2N‾m\underline a=mv'\underline T+m\kappa v^2\underline N, nessuna componente lungo B‾\underline B (la sostiene la reazione).

Errori tipici.

  • N‾=r‾′′/∣r‾′′∣\underline N=\underline r''/|\underline r''| con velocità non costante.
  • κ=∣r‾′′∣\kappa=|\underline r''| senza parametro d'arco.
  • Denominatore della torsione sbagliato.
  • τ=0\tau=0 in un punto ≠\ne curva piana.

Esercizi su questo argomento

Teoria collegata